Film ufficiale della F1 con regole e dinamiche che esistono solo nel film, per fortuna, Brand Pitt è Sonny Hayes, Ace un pilota immaginario che ha corso con Senna e oggi fa l'interinale del Motorsport. È inutile che stiamo qui a parlare delle diatribe e dei complotti del Team di F1 che lo assume e della rivalità col compagno di squadra più giovane. Sicuramente dobbiamo parlare del fatto che è Pitt che gli fa le strategie in gara e gli suggerisce cosa fare, quando non è impegnato a causare deliberatamente incidenti. Ultimo GP. Bisogna che Sonny lo facciamo vincere o morire, altrimenti che film è. Sonny arriva sorridente nel paddock, all'ultimo momento, coi suoi fagotti da licenziato, senza badge, senza pudore, senza senso. Sì, perché nel frattempo, in mezzo a tutti i casini, Sonny è stato anche licenziato. Ingiustamente, se ci si mettono i sindacati. Dicevamo, Sonny licenziato e il team ha iscritto il terzo pilota Cortes ad Abu Dhabi, giusto? Sbagliato. Sonny, c'è la tua macchina che ti aspetta in fondo alla grigia. Mica una scena di Qualifiche in tutto il film. Parte ultimo e a un certo punto è quarto, non si sa come. Incidente con Russel, Sonny si schianta contro le barriere. Alettone posteriore rotto, gomma a terra ma riesce a ripartire. Piano. Molto piano. Bandiera rossa, non si sa perché. Tutti i piloti rientrano in corsia box. Sonny è ancora quarto. Certo. La Formula 1 non funziona così. Magari mi dici che F1 sta per Fantascienza 1 e allora magari ok. Ma così no.