Jolly Roger 5 / 10 29/11/2012 00:11:15 » Rispondi Ma guarda un po', un torture porn italiano!!! Ma…non me l'aspettavo! Non l'avrei mai detto. Innanzitutto il film ha un grande merito: a fare un torture porn in Italia ci vuole del coraggio. Il livello (attuale) del cinema horror in Italia come ben sappiamo è zero (salvo eccezioni, come Zampaglione, che però confermano la regola). Più in generale, il livello di tutto il cinema Italiano è quasi zero. Credo che questo sia dovuto principalmente a problemi di finanziamento (ormai sempre più pubblico e non provato) e di distribuzione, ma non sono un esperto quindi non mi esprimo. Detto questo, quindi, tanto di cappello a chi si butta in un'avventura come In The Market! Tuttavia bisogna ammettere che l'inesperienza di chi ha fatto il film è palese: la prima mezz'ora è davvero inguardabile. I dialoghi sono da prima elementare, è evidente lo sforzo degli autori nel cercare qualsiasi banalità pur di riempire mezz'ora di tempo senza aver alcun contenuto. Di conseguenza, dobbiamo sorbirci innumerevoli citazioni di altri horror (addirittura i tre protagonisti citano Vacancy, un film che conoscono probabilmente solo i 20 che l'hanno commentato su Filmscoop, compreso io) nonché improbabili filosofie come quella delle uova: dimmi come ti piace mangiarle e ti dirò chi sei, magari sei un serial killer e non lo sai! Davvero DEPRIMENTE la scena in cui il ragazzo, lasciato a piedi dalle tizie, si mette a salterellare con una sola gamba sulla linea bianca della strada…MA COSA C'HAI, SEI ANNI ?! C.a.zzo! Davvero, durante quella scena, mi sono vergognato io per l'attore che la stava girando. Mi fai pena, t'hanno costretto a fare sta figura. Detto questo, non sono molto d'accordo sul fatto che la recitazione dei 3 ragazzi è pessima. A me sembra sufficiente. Il problema qui è la sceneggiatura, soprattutto i dialoghi totalmente strampalati. Questo problema cade, a cascata, sugli attori, condizionandone l'interpretazione, che non risulta credibile – ma non per colpa loro, ma proprio per i dialoghi idioti che gli han dato da recitare. Veramente. Le urla delle scimmie allo zoo son di livello culturale più elevato. Succede esattamente lo stesso con Blitch. Lui è davvero bravo a fare la parte dello schizzato. C'ha proprio la faccia, l'espressione, la parlata. Il problema è anche qui, della sceneggiatura e dei dialoghi, che gli ficcano in bocca un monologo idiota di un quarto d'ora sulla filosofia del cannibalismo, talmente lento, retorico e prosopopeico che ti fa venir voglia di entrar nel film e prenderlo a sberle… 1 ci sei tu, due ci sono io, 3 c'è il sangue, 4 c'è il dolore e bla bla bla e poi 8 c'è il buio e poi qui e poi la e poi tutti giù per terra e poi vattene aff.an.****. Comunque, dopo la pessima prima parte, a circa metà il film, se non proprio decolla, comunque si riprende. La seconda pare, da quando i ragazzi entrano nel Market, è – a pare mio – di livello sufficiente. Il finale, a mio avviso, è ottimo, l'unico finale logico che il film poteva avere. Non sono molto d'accordo su quanto sostenuto in alcuni commenti, sul fatto che il finale sia copiato da
The Descent. Il finale dei due film, in realtà, è profondamente diverso: in "The Descent", la protagonista SI SALVA, ma sogna di non essersi salvata (in particolare, la protagonista, ormai fuori dalla grotta, sogna di essere ancora nella grotta, insieme a sua figlia: è questa immagine che raccoglie profondamente il significato di The Descent: la discesa del titolo non è solo una discesa fisica, in una grotta, ma è una discesa in senso metaforico, spirituale: è una discesa nella pazzia, in una condizione di profondo dolore – la perdita della figlia piccola – che non può essere superata, se non, appunto, attraverso la pazzia. In the Market rovescia totalmente questo finale: la protagonista sogna di essersi salvata…ma al suo risveglio scopre DI NON ESSERSI SALVATA! Certamente, non nego che ci sia una somiglianza e che In The Market abbia tratto spunto da The Descent per la costruzione del finale.
Infine, una parola sul tentativo di "americanizzare" il film, anche se sarebbe più giusto dire "internazionalizzare" il film, mediante alcuni artefici, come ad esempio le scritte in inglese ("Market", "Meat" eccetera). Io non ci trovo nulla di male. Non possiamo produrre film soltanto per il nostro mercato interno. Vent'anni fa, gli horror italiani, che avevano successo nel mondo, venivano spesso girati in inglese. Oggi, i film italiani non solo non sono girati in inglese, ma neppure si può dire che siano girati in un italiano corretto! Questo probabilmente accade perché gli attori non sono scelti sulla base della loro bravura – evidentemente e certamente non hanno studiato DIZIONE, che dovrebbe essere una delle materie fondamentali dell'aspirante attore, per cancellare i difetti di pronuncia determinati dagli accenti regionali - ma sulla base, probabilmente, di amicizia o parentele o per altre ragioni. Ultima polemica , scherzosa, poi smetto e concludo. Uno dei ragazzi, al telefono pubblico, per chiamare la polizia fa il 911 – il numero americano. Embeh? Se hai un problema, è più probabile che arrivi prima la polizia americana che quella italiana! Che poi magari se arriva quella italiana, anziché difenderti dal carnefice, manganella te che sei la vittima! ;-) Stop. Polemiche chiuse. Ciao :-)
Prima parte 3, seconda parte 6, voto finale uguale 4 e mezzo, + mezzo punto di maggiorazione "coraggio" italian-horror, uguale 5. Voto negativo, forse un po' troppo "buonista" rispetto ad altri, ma è spiegato dalla volontà di incoraggiamento.
Sei sicuro che lei si salva alla fine? Io ricordo perfettamente (nella versione originale britannica) il contrario, cioè che lei immagina di salvarsi ma in realtà è ancora nella fottuta grotta
la tipa arriva in macchina, si salva, ma alla fine si sveglia di nuovo nella grotta. Tra l'altro mi sembra di ricordare che, nella grotta, si ritrova accanto la figlia che era morta ad inizio del film
è veramente ingarbugliato come finale - non si capisce bene quale sia la situazione reale e quale sia il sogno, se si è salvata o non si è salvata... la mia interpretazione è che la tipa impazzisce. Forse proprio nel momento in cui tira la picconata alla sua amica "traditrice" - da lì in poi è solo follia. Ora che ho ripensato meglio al finale, in effetti non è così chiaro se si salva o no. Potrebbe benissimo starci anche l'interpretazione opposta - cioè è impazzita e si è sognata di essesi salvata. Questa ambiguità del finale è davvero un punto forte del film. Nella versone americana pare invece che si salva di certo (hanno tagliato l'ultima scena con l'incubo finale), infatti poi hanno fatto The Descent 2 che tra l'altro non mi è piaciuto
castick 25/02/2018 16:20:48 » Rispondi Hai proprio sbagliato.......
In The Descent la protagonista sogna di essersi salvata.è uscita dalla grotta e trova una macchina che la soccorre........poi si sveglia ed in realtà è ancora nella grotta e si dispera.il film finisce cosi'