Lot 7 / 10 10/10/2005 10:35:21 » Rispondi Voto: 7-
Torna alla ribalta il favolista dark dal ventre zuccherino (o viceversa). In realtà leggendo il libro di Dahl (un po' la Rowling degli anni '60) il primo (se non l'unico) regista contemporaneo che verrebbe in mente per una (seconda) trasposizione cinematografica è effettivamente Tim 'incubo di gomma' Burton con la sua fedele musa ispiratrice (e il genere è giusto vista la deriva femminea) Johnny 'piace al bimbo ma ancor di più alla mamma' Depp, che continua a oscillare tra il ruolo di bello e dannato (River, non ascoltare) e quello di gigione dandy da fiaba. E in effetti il compitino è ben svolto e affrontato con diligenza, la trasposizione è fedele, la valanga di effetti speciali, necessaria per ricostruire il microcosmo della fabbrica con i suoi bizzarri e circensi inquilini, è imponente ma ben amalgamata. Notevole anche la quantità di riferimenti e suggesioni (letterarie e cinematografiche) a cui Burton, un vero feticista da questo punto di vista, attinge in modo più o meno evidente; dal manicheismo dickensiano (anzi forse la famigliola è addirittura un passo oltre quanto ad armonia buonista) al surrealismo di Carroll (di cui si perde però il fascino, ingabbiato dagli intenti moralizzanti)a Dante, da Bosch a Lang e gli espressionisti, da Hitchcock a Kubrick (con un impertinente monolite di cioccolato, vero climax kitsch del film). Nonostante tutto questo però il film non decolla mai: intrappolato negli schemi, come le 4 eliminazioni fotocopia dei bambini (con Burton ad aggiungere la sua pennellata freak), e invischiato nella melassa, da cui qualche timido tentativo darkeggiante di Burton e qualche battuta vagamente scorretta di Depp non lo tirano fuori. C'era qualcosa di più nel libro, soprattutto nel personaggio di Willy (qui relegato un po' in disparte a favore del piattissimo Charlie, come da titolo originale), qualcosa che nel film originale, con una straordinaria interpretazione di Wilder, emergeva in maniera più inquietante e più compiuta, ma che nel caso di Depp, nonostante l'aggiunta dei flashback e la sottotrama relativa al rapporto col padre (grande cameo di Lee) a fare del bimbo il quinto freak da accostare agli altri, non prende corpo. Il punto guadagnato in estetica va quindi a scapito dello spessore, rimane da decidere se questo è un bene o un male, la mia risposta è: "la seconda che hai detto".
mnemosyne 27/11/2005 23:31:44 » Rispondi Io mi trovo d'accordo con te, Lot. Il film avrebbe tutte le carte in regola per decollare, e invece, tutt'al più, caracolla. Sarebbe occorsa visionarietà vera, non bastano scenografie di grande rilievo e citazioni deformate dal cinema e dallo spettacolo per fare di questo film un piacevole incubo (o un sogno inquietante).
Lot 28/11/2005 07:53:35 » Rispondi D'accordo con te (e con me in pratica) :)
Constantine 10/10/2005 12:03:41 » Rispondi Ciao Lot era un pezzo che non ti si sentiva... bel commento.
Lot 10/10/2005 12:26:53 » Rispondi Grazie, sono un pò preso in sto periodo, per questo ci sono di meno.
norah 10/10/2005 11:48:03 » Rispondi Lot...Sette a Burton?(cit.)
Lot 10/10/2005 12:25:32 » Rispondi Eheh, ero indeciso sul 6 a dir la verità, poi ho voluto accostarmi a chi una volta mi rubò un voto burtoniano! ;-)
Andre85 10/10/2005 11:32:27 » Rispondi mi sa che river fa un po fatica ad ascoltare
martina74 11/10/2005 21:32:49 » Rispondi No, sei un santone che sfoggia il suo classico sorriso serenno e sornione fino al beffardo di chi crede d'aver capito tutto dalla vita.
Ihihihih.... :P
Kater 11/10/2005 13:28:05 » Rispondi Bel commento! Ma non mi toccare Depp, anche se non sono una mamma, e anche se in questo film c'aveva la dentiera che lo faceva assomigliare al dolce travestito della galassia Transilvania, del quale aveva anche le movenze...l'ennesima citazione?
Lot 11/10/2005 13:35:19 » Rispondi Probabile, in effetti ce n'erano una marea... ;-)