Recensione freedom writers regia di Richard LaGravenese USA 2007
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Recensione freedom writers (2007)

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locandina del film FREEDOM WRITERS

Immagine tratta dal film FREEDOM WRITERS

Immagine tratta dal film FREEDOM WRITERS

Immagine tratta dal film FREEDOM WRITERS

Immagine tratta dal film FREEDOM WRITERS

Immagine tratta dal film FREEDOM WRITERS
 

"Freedom writers" è una delle opere più famose del regista Richard LaGravanese, uscita esclusivamente nelle sale cinematografiche americane nel 2007 e negli altri paesi in Home video: ha avuto un successo così clamoroso che ha incassato oltre 42.827.394$ a livello internazionale.
Rientra nel genere drammatico, più precisamente nel filone "classi difficili" (altri film con lo stesso tema sono ad esempio "L'attimo fuggente" o "Il seme della violenza"). E' tratto dal libro "The Freedom Writers Diary: How a Teacher and 150 Teens Used Writing to Change Themselves and the World Around Them" che, a sua volta, è ispirato ad una storia reale.

La protagonista è una giovane insegnante, Erin Gruwell. E' il suo primo incarico annuale ed è molto entusiasta del lavoro a contatto con giovani come lei, nella scuola californiana di Long Beach.
Eppure, appena arrivata, seduta sulla cattedra e con un sorriso imbarazzato, si rende conto di quanto sia difficile il suo lavoro, soprattutto in quest'area geografica, dove gli scontri e le discriminazioni razziali sono all'ordine del giorno. Non si dà per vinta, decide di vivere quest'esperienza come una sfida quotidiana e, nonostante le ingerenze dei colleghi e della preside, riesce a realizzare il suo sogno: quello di dare un insegnamento ai ragazzi, che non sia solo sul piano didattico-culturale, ma anche morale, trasmettendo sani valori come il rispetto reciproco e la tolleranza.

L'ambiente che la circonda è ostile: oltre al razzismo e alla noncuranza dei colleghi, deve affrontare anche una profonda crisi coniugale col marito Scott, interpreta dall'attore Patrick Dempsey, che ognuno di noi è abituato a vedere col camice di medico nella celeberrima saga di "Grey's anatomy".
Erin si rende conto di aver trascurato il suo rapporto col marito, ma non ne è pentita; lo ha fatto per un'ideale più grande, perché aveva una missione stellare ed ambiziosa e non poteva tirarsi indietro. No, lei no. Lei aveva desiderato per tutta la vita questo lavoro.

Oltre alla bravura e al coinvolgimento della protagonista, interpretata dall'attrice Hilary Swank, il film riesce a distinguersi per molti altri aspetti: in primis perché affronta una tematica attuale, quella del razzismo e della discriminazione, e ci fa capire quanto importante sia l'insegnante, che col suo atteggiamento può influenzare e plagiare la mentalità degli alunni fino a trasmettere anche dei valori.
Ma ciò che forse più commuove è lo svolgimento del film, quando si viene finalmente a creare un rapporto armonioso fra Erin e gli alunni, che si mostrano in tutta la loro naturalezza e spontaneità, perdendo l'aria da spacconi - ragazzi di strada e apparendo ai nostri occhi per come sono davvero: delle anime sensibili, martoriate da una guerra sociale, che vorrebbero rivendicare i loro diritti come la libertà e il rispetto.
Spesso con genitori assenti o menefreghisti, vengono parcheggiati a scuola, dove non hanno nessun punto di riferimento e si devono scontrare con una realtà sociale difficile. Tutto ciò stupisce lo spettatore perché finalmente l’America è descritta in tutta la sua essenza e in tutto il suo fascino multiculturale, senza far ricorso ai soliti cliché e luoghi comuni del genere, che vorrebbero mitizzarla e legarla ad uno stereotipo fisso.

I freedom writers sono quegli alunni che decidono di aderire al progetto di Erin e iniziano a scrivere della loro esperienza in dei quaderni, che poi saranno raccolti tutti in un unico libro. L'aggettivo freedom ha radice free, che significa "libero". Liberi di scrivere, liberi di esprimere i propri pensieri in forma scritta, liberi a prescindere dal sesso, dall'estrazione sociale, dal colore della carnagione. Speranzosi in un futuro migliore, in un futuro che li veda integrati perfettamente nel tessuto sociale americano, in una realtà diversa, priva di differenziazioni dove l'istruzione sia un diritto di tutti. Questo è il messaggio del film, forse un po' intriso di retorica, ma pur sempre bello e affascinante, come pochi sanno essere.

Nel complesso "Freedom writers" è un'opera sensazionale e commovente, realistica al punto giusto, seppur un po' scontata. Nonostante la durata non sia molto convenzionale (oltre due ore), tiene incollati allo schermo fino al colpo di scena finale e non delude mai le aspettative, cattura e lascia un senso profondo di speranza.

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Recensione a cura di dubitas - aggiornata al 09/04/2013 15.02.00

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

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