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media film 8,00 (7 commenti)SUI MARCIAPIEDI

topsecret @ oggi alle 14:17:14
   7½ / 10

media film 5,08 (140 commenti)FANTASMI DA MARTE

stratoZ @ oggi alle 12:56:21
   5 / 10
Locandina del film FANTASMI DA MARTEATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Non tra i miei preferiti del grande John, anzi direi tra i suoi pochi film dimenticabili, è un soggetto che propone qualche spunto interessante, d'altronde non tutti i giorni si vede un mix tra horror, fantascienza, western ed azione, e che come spesso accade nella filmografia dell'autore, riserva anche qualche interessante riflessione sociologica, qui il focus è ben chiaro, l'imperialismo denunciato senza mezzi termini, in fondo queste entità marziane si ritrovano invase dagli umani che vengono a rompergli le scatole, dovendosi soltanto difendere, lo stesso trucco di questi indigeni marziani, ricorda tanto quello delle tribù, che siano africane o americane, tuttavia il punto di vista è spesso spostato su questa squadra di recupero, arrivata sul pianeta per portare indietro Desolation Williams, temuto criminale che si dice abbia sterminato il resto degli umani, da qui il gruppo, capisce che la minaccia è incombente ed unisce le forze per sopravvivere contro queste entità apparentemente immortali e che una volta che viene distrutto il corpo umano che occupano, si trasferiscono subito in un altro.

Il film prende quella struttura tipica dei film in uno spazio chiuso con i nemici che vengono dall'esterno, tornando al cult dello stesso Carpenter "Assault on precinct 13" ed innumerevoli western a cui l'autore si è ispirato, la realizzazione tuttavia non è delle migliori, le scene d'azione in realtà rimangono poco impresse, senza particolari momenti con la minima verve, gli effetti speciali sono rivedibili, probabilmente a causa di un budget non così corposo, ma tipo quando gli spiriti lasciano il corpo e si vede la loro soggettiva è abbastanza bruttino, si salva comunque un ritmo che regge bene e non fa mai annoiare e sopratutto la forte ironia presente nei vari personaggi, da Ice Cube, criminale che pian piano mostra un animo buono ed umano, complice anche la perdita del fratello che accresce l'empatia nei suoi confronti, a Jason Statham che ci prova per tutta la durata con la capa della spedizione, interpretata da Natasha Henstridge.

Simpatica l'ambientazione, con una Marte totalmente colonizzata dagli umani, che sono stati capaci di ricreare l'atmosfera terrestre, la fotografia la valorizza fino ad un certo punto, tingendo di rosso ogni cosa, sembra uno di quei filtri stereotipi dei posti tipo Messico -> Giallo, Nord Europa -> Blu, Marte -> Rosso, più o meno, giostrando diverse sequenze tra una tamarrata e l'altra.

media film 5,61 (14 commenti)AFTER THE HUNT – DOPO LA CACCIA

stratoZ @ oggi alle 12:53:11
   6½ / 10
Locandina del film AFTER THE HUNT – DOPO LA CACCIAATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Il nuovo film di Guadagnino è un thriller con forti venature drammatiche, ambientato nel borghesissimo contesto di Yale e che narra le vicende di questi docenti, la protagonista interpretata da Julia Roberts, donna un po' vecchio stampo che ha fatto carriera in un ambiente patriarcale, un giovane professore interpretato da Andrew Garfield, che fa il provolone con qualsiasi cosa respiri e la giovane assistente in procinto di scrivere la tesi, appartenente ad una generazione più recente. Ed è proprio il conflitto generazionale uno dei punti di lettura del film, la reazione alla vicenda chiave, quella della molestia denunciata dalla giovane assistente da parte del professore, che a sua volta si discolpa, creando una sorta di bolla nella quale la verità non è mai chiara, mi ha dato la sensazione che vi sia quella sottile linea che si muove a livello percettivo, lo stesso evento, per il professore, non risulta una molestia, per l'assistente si, andando a creare questo conflitto che gioca con le reazioni dei personaggi, col modo tutto personale di metabolizzare la vicenda, che diventa specchio dell'approccio delle stesse generazioni, e questo accade non solo nel rapporto tra i due coinvolti in questa vicenda, quanto anche in quello tra l'assistente e la professoressa, considerata dalla prima un punto di riferimento, che tuttavia avrà una reazione fredda e in alcuni aspetti ambigua alla vicenda, lo scontro generazionale sottolinea ogni differenza di predisposizione, se la giovane donna esplicita agevolmente tutto il suo malessere, essendo intenzionata senza mezzi termini a denunciare, ricorrere ai media e cercare supporto dal resto del contesto, la professoressa tende a tenere tutto dentro, entra nella vicenda coi piedi di piombo, si crea diversi problemi etici, non essendo stata una testimone diretta tende verso una posizione di neutralità, la stessa vicenda della sua malattia assieme al backgrund personale, riguardante quella terribile vicenda dell'amico del padre, diventano specchio dell'attitudine del personaggio a rimangiarsi tutto, scendendo anche a compromessi, essenziali per l'immagine e per perseguire gli obiettivi di carriera.

Il film nel suo impianto è interessante, funziona meno nei dettagli, a partire dalla caratterizzazione di questi personaggi che in certi aspetti sfiorano il macchiettistico, la stessa assistente diventa il perfetto esempio di minoranza discriminata, essendo donna, di colore, omosessuale ed impegnata con un cisgender, oltre che avendo una personalità particolarmente egocentrica e palesemente viziata, vista anche la grossa disponibilità economica della famiglia, ecco questa mi è sembrata una descrizione del personaggio quasi caricaturale, che sembra voglia generare un po' di ironia nei suoi confronti, certamente, questo aspetto viene salvato dal fatto che questa irrisoria descrizione non risparmia neanche il resto dei personaggi, la stessa Roberts, regina dei compromessi, che lascia andare avanti il matrimonio per inerzia nonostante qualche tradimento di troppo, pur di non avere l'immagine macchiata, il personaggio di Garfield, che diventa il ritratto dell'uomo basico, che sfrutta la sua posizione per andare a letto con la prima che ci casca, insomma l'insieme è una presa in giro del contesto bella e buona, confermata dai fumosi dialoghi, visto che questi masticano filosofia tutto il giorno, nei quali fanno a gara a chi ne sa di più, tirando massime ogni tre per due, esponendo continuamente punti di vista diversi dell'esistenza ma alla fine, le loro azioni sono le stesse delle persone comuni, spesso criticate.

Nel complesso non mi è dispiaciuto, sagace e cinico, volutamente criptico nella sua risoluzione, lasciando poche risposte allo spettatore, un discreto lavoro di Guadagnino.

media film 7,17 (3 commenti)LA SCELTA (2017)

Gruppo COLLABORATORI Compagneros @ oggi alle 10:59:21
   7 / 10

media film 8,17 (3 commenti)IL SOLE SPLENDE ALTO

Filman @ oggi alle 10:57:13
   7 / 10

media film 6,26 (17 commenti)MISTERI DAL PROFONDO

Gruppo COLLABORATORI Compagneros @ oggi alle 10:56:26
   6 / 10

media film 5,34 (16 commenti)VENOM: THE LAST DANCE

Goldust @ oggi alle 09:47:36
   6 / 10

media film 8,00 (1 commenti)BACKROOMS

neverhood @ oggi alle 08:48:07
   8 / 10

media film 7,00 (1 commenti)CREATURE LUMINOSE

Jumpy @ 27/05/2026 20:59:06
   7 / 10

media film 7,00 (9 commenti)MICHAEL (2026)

Davide @ 27/05/2026 20:45:00
   7½ / 10

media film 7,00 (1 commenti)LA BOCCA DELL'ANIMA

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt @ 27/05/2026 18:35:42
   7 / 10

media film 6,50 (2 commenti)OFF THE BLACK - GIOCO FORZATO

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt @ 27/05/2026 18:33:46
   6½ / 10

media film 6,25 (2 commenti)IO SONO ALICE

topsecret @ 27/05/2026 14:13:33
   6 / 10

media film 2,50 (2 commenti)PASSENGER

neverhood @ 27/05/2026 12:01:15
   3 / 10

media film 8,50 (1 commenti)QUELL'ULTIMO GIORNO - LETTERE DA UN UOMO MORTO

stratoZ @ 27/05/2026 11:25:18
   8½ / 10
Locandina del film QUELL'ULTIMO GIORNO - LETTERE DA UN UOMO MORTOATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Bellissimo film post apocalittico sovietico, un'opera nera, nichilista, senza speranza, che condanna l'uomo senza faziosità o demagogia, un film intriso di critica e spirito misantropo che suggella il fallimento umano, senza compromesso, senza uscita, un flusso di coscienza che nasce dalle parole di questo professore ai tempi premio Nobel per la fisica che scrive lettere al figlio, mai ritrovato dopo l'apocalisse nucleare che ha raso al suolo tutto, costringendo i pochi sopravvissuti a proseguire una vita di stenti in dei bunker sotterranei, è un film estremo, perlopiù per il suo pensiero radicale, che presenta in realtà una messa in scena che gioca a sottrarre, e questa è una scelta vincente, probabilmente condizionata dal budget e dalle possibilità produttive, non mostrando direttamente l'orrore, quanto tenendolo appena fuori campo, fatta eccezione qualche esplosione mostrata da lontano, il resto si concentra più sulle conseguenze che sull'orrore della guerra nucleare in sé, anche nelle saltuarie sequenze in cui l'elemento cruento sembra avvicinarsi, come nell'iniziale fuga del professore, che insiste per passare attraverso il tunnel dei defunti per riuscire ad andare all'esterno a cercare il figlio, finendo in una sorta di laboratorio dove vengono portati i feriti dall'esplosione nucleare, la regia affida al sonoro il compito di shockare ed inquietare lo spettatore, giocando col fuori campo e le urla dei poveri malcapitati, non vi sono immagini che indugiano sul gore, non vi è quell'effetto shock a bruciapelo, vi è un approccio più filosofico, un approccio che ha metabolizzato il disastro e ne analizza le colpe e le conseguenze, ed è qui che il film lancia il suo significato più immediato, senza perdersi in politica o spicciola demagogia, senza dividere buoni e cattivi, ma accusando direttamente lo stesso genere umano, le nazioni coinvolte non vengono nemmeno citate - anche sé, considerato l'anno di uscita e la provenienza della produzione, sembra quasi ovvio -, il cuore del discorso è un fallimento evoluzionistico che bolla l'uomo come unica specie capace di estinguersi pur essendo quella dominante, capace di massacrare e decimare i propri simili per scopi dall'apparente vantaggio immediato ma che portano inesorabilmente nella miseria e nella distruzione.

Il film nella sua descrizione del contesto porta nel mezzo della disumanità dell'uomo una volta messo alle strette, la civiltà che viene demolita e l'etica che si adatta alle nuove necessità, non vi è più il rispetto del debole, vi sono rigide regole che guardano soltanto alla sopravvivenza della specie, che non transige di fronte a nulla, nemmeno di fronte ad un gruppetto di orfani in difficoltà, allo stesso tempo, vi è una sorta di adattamento, come si vede nella vita di Larsen, che in mezzo ad un mare di dolore, vista pure la dipartita della moglie vive nella speranza che in superficie la guerra sia finita e di riuscire a rivedere il figlio, prima o poi, con alcuni momenti particolarmente toccanti, come il seppellimento della moglie o il tentativo di ricreare rudimentali addobbi natalizi, per dare una parvenza di normalità al quotidiano.

Stilisticamente bellissimo, con una componente visiva foschissima, caratterizzata da questa color che ricorda il viraggio del muto, tra il giallo intenso che domina quasi tutte le scene e qualche sequenza col blu dominante, un mare di polvere che si alza tra le rovine della civiltà umana, che non permette di vedere poco più avanti, esattamente come la prospettiva del futuro dei personaggi.

Grandioso.

media film 6,16 (25 commenti)PERSONAL SHOPPER

stratoZ @ 27/05/2026 11:19:40
   6½ / 10
Locandina del film PERSONAL SHOPPERATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Assayas dirige un buon thriller soprannaturale, di cui ho apprezzato molto la messa in scena, algida, tenebrosa, lievemente asettica, raccontando la storia di Maureen, giovane donna interpretata da Kristen Stewart, in una prova molto convincente, che lavora come personal shopper per una famosa modella a Parigi, con un background particolarmente drammatico, avendo perso il fratello gemello da poco per via di una malattia cardiaca di cui soffre lei stessa, e facendo anche la medium, aspettando un segnale dal fratello, che le ha promesso l'avrebbe contattata dall'aldilà, la prima parte del film vive di sensazioni, è una lenta contestualizzazione che mostra da un lato il mondo dell'alta moda con cui la protagonista viene a contatto, l'atteggiamento dei personaggi come la sua stessa datrice di lavoro, distaccata e altezzosa, il direttore di una famosa rivista, amante della donna, velatamente viscido, dall'altro approfondisce le vicende private della protagonista, il suo rapporto col fidanzato che abita in Oman e col quale si sente raramente, il legame col fratello scomparso, che prende delle connotazioni drammatiche andando ad approfondire una delicata elaborazione del lutto, l'elemento soprannaturale che le fa percepire diverse presenza di natura maligna, il tutto si combina per creare un thriller psicologico spesso in bilico tra realtà e onirismo, che gioca tanto con l'inconscio della protagonista, la sua percezione, i traumi ed i desideri, arrivando a detonare in una seconda parte ben più dinamica con l'omicidio della datrice di lavoro ed un finale che volutamente lascia tutto in bilico e sfugge da un'interpretazione univoca.

Tra richiami a Cronenberg - il paragone con "Dead Ringers" è quasi inevitabile - e con una componente stilistica che richiama il thriller nordeuropeo, specie per una fotografia freddissima, con una color spesso tra il blu ed il grigio, tendenzialmente desaturata, dei tempi lenti ed una componente drammatica molto presente, il film di Assayas risulta un gradevole thriller d'atmosfera, con diverse impennate di tensione e paranoia degne di nota, portando saltuariamente a riflessioni sociali ben inserite nel contesto, dalla critica al mondo dell'alta moda all'invadenza della tecnologia, come si vede nelle lunghe conversazioni al telefono tra la protagonista e questo pedante sconosciuto.

Non male.

media film 8,07 (15 commenti)MISSING - SCOMPARSO

Goldust @ 27/05/2026 10:33:26
   7 / 10

media film 6,28 (9 commenti)COSE DELL'ALTRO MONDO (1991)

alex94 @ 27/05/2026 08:14:17
   5½ / 10

media film 4,00 (1 commenti)SEI IELLATO, AMICO HAI INCONTRATO SACRAMENTO

daniele64 @ 27/05/2026 07:53:27
   4 / 10
Locandina del film SEI IELLATO, AMICO HAI INCONTRATO SACRAMENTOIl ricco ranchero soprannominato Sacramento , noto pugile , è perseguitato dal bandito Murdock che lo ritiene responsabile dei soldi persi con le scommesse ..... Una trama del tutto sgangherata per uno dei peggiori Spaghetti Western che io ricordi . Il protagonista è un maturo patriarca che si caccia spesso nei guai , da cui i suoi due figli ed il suo cavallo ammaestrato devono poi tirarlo fuori . Il film non riesce a decidere su che registro stare , quello comico o quello serio , fatto sta che per un' ora non accade nulla di rimarchevole , solo puro caz.zeggio , poi c' è un lungo match di pugilato seguito dalla sanguinosa resa dei conti finale . Il regista è il perugino Giorgio Cristallini , poco prolifico artigiano ormai dimenticato . Il cast sarebbe anche decente : infatti in un contorno di validi caratteristi come Silvano Tranquilli , Giacomo Rossi Stuart e Dana Ghia troneggia come protagonista il barbuto Ty Hardin , volto fascinoso dei telefilm americani in cerca di riciclo nella nostra Serie B cinematografica . Fallito anche questo tentativo di rilancio , l' estroso Hardin se ne tornò negli States dove si fece meglio conoscere nell' ambiente dei gruppi paramilitari dell' Arizona . Per pura curiosità vi segnalo che Jenny Atkins , l' attrice che interpreta la bionda figlia , in realtà era una delle otto mogli ( !! ) di Hardin . Cos' altro salvare in una chiavica del genere ? Forse qualche location laziale più che dignitosa e la discreta colonna sonora di Franco Micalizzi . Però rimane sicuramente uno dei casi più emblematici di film a cui rimpiangi di aver dedicato anche solo novanta minuti di attenzione . Robaccia da evitare , insomma . Per questo il mio voto 4 è già fin troppo generoso .....

media film 7,93 (14 commenti)UN UOMO TRANQUILLO

Filman @ 27/05/2026 06:46:32
   6½ / 10
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