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media film 1,00 (1 commenti)FABBRICANTE DI LACRIME

Palestrione @ oggi alle 19:33:38
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Locandina del film FABBRICANTE DI LACRIMEPrima di analizzare Fabbricante di lacrime, è necessario comprendere che cosa sia il genere romance, a cui prima il romanzo di Erin Doom e poi l'omonimo film targato Netflix appartengono.
Il romance è il romanzo rosa ma poiché la dicitura «romanzo rosa» in Italia porterebbe a pensare alla famosa collana di Harmony, considerati romanzi di bassissimo livello rivolti a un pubblico prevalentemente femminile, ecco che l'utilizzo di un'altra denominazione torna utile, perlomeno per non far trasparire le tematiche di cui tratta ai meno informati, che costituirebbero la maggioranza del target di riferimento.
Per quanto riguarda Fabbricante di lacrime – da notare l'omissione dell'articolo, ma su questo torneremo – è necessario ricordarne il successo su Wattpad, laddove l'autrice, Erin Doom è riuscita a farsi conoscere e a essere apprezzata per la sua storia.
Wattpad. Appunto.
Che cos'è Wattpad?
Wattpad è quella piattaforma in cui chiunque può scrivere. Una piattaforma che permette di ottenere notorietà ed eventualmente di passare alla pubblicazione.
Perché evidenziare tutto ciò?
Perché Fabbricante di lacrime è un prodotto commerciale che ha ottenuto il favore del pubblico. Del pubblico, non della critica, si badi bene. O meglio, di certo non sarà mai candidato al Premio Strega né tantomeno al Bancarella, visto che non si propone come letteratura di alto livello ma puro e semplice intrattenimento.
Che cosa ricorda Wattpad?
Wattpad ricorda che anche After è nato lì. After è una saga tremenda partorita dalla penna – più probabilmente dalla tastiera – di Anna Todd.
Ma torniamo a Fabbricante di lacrime.
Vista l'origine del film, cerchiamo di capire più da vicino di che cosa si tratta.
[SPOILER]La prima scena ci mostra una famiglia in macchina che attraversa una strada di montagna. In quella macchina ci sono Nica, la giovane protagonista, ancora bambina, e i suoi genitori. Il padre e la madre di Nica muoiono in un incidente, a causa di un camion che compare all'improvviso. Nica però si salva. A un certo punto compare un lupo – leitmotiv del film – che anziché sbranare Nica le passa davanti e se ne va.
Nica finisce in un orfanotrofio, gestito dalla sadica Margaret. Qui nell'orfanotrofio c'è un ragazzo bizzarro, un certo Rigel, che sembra il preferito di Margaret.
Trascorrono degli anni e i due diventano adolescenti. Nica sta per essere adottata. Ma la cosa strana è che il giorno stesso dell'adozione, i suoi due futuri genitori decidono di portare con sé anche Rigel.
Non funziona così. Non è che una coppia va in un orfanotrofio e sceglie i figli come si fa con i cani.
«Beh, visto che c'è anche lui… ma sì, prendiamolo come figlio adottivo. Che ce ne importa se non conosciamo la sua scheda clinica.»
Non è così. Questa è una emerita presa per i fondelli. E siamo soltanto all'inizio.
Per farla breve, quando Nica e Rigel giungono nella loro nuova casa, intraprendono un rapporto che è a dir poco tossico. Rigel sembra schivo nei confronti di Nica, o meglio pare piuttosto aggressivo, ma lei non dice nulla ai genitori adottivi. E questo è abbastanza strano. Infatti Nica soffre evidentemente della sindrome di Stoccolma, che è la stessa di cui soffrivano Anastasia Steele e Bella Swan, protagoniste rispettivamente delle Cinquanta sfumature e della saga di Twilight.

In Twilight è chiaro a tutti che cosa si nasconda dietro al pallore di Edward Cullen. Il quale, nei confronti di Bella, prova un misto di attrazione-repulsione, o meglio ne è attratto ma sa che starle vicino le farebbe del male. D'altronde è un vampiro, e questa è la sua natura.
Situazione simile: Cinquanta sfumature di grigio, poi nero e rosso, anche se ne bastava uno. Anche in quel caso, Anastasia si trova di fronte a un uomo che pare celare qualcosa di losco e nel momento in cui lui le sottopone il famigerato contratto lei non dovrebbe fare altro che filarsela quanto prima ma niente, invece accetta. Come fa Bella Swan.
Come fa Nica.
Tutte donne senza personalità. Tutte vittime dell'uomo violento, poiché di violenza si tratta. La violenza di Edward nei confronti di Bella può essere vista come una violenza metaforica ma quella di Christian Grey non ha nulla di metaforico: è violenza e basta.
Sta di fatto che nella costruzione del genere noi abbiamo Twilight come archetipo e Cinquanta sfumature come prodotto dell'amore per questo tipo di storie. Non a caso le Sfumature nascono come fan fiction di Twilight.
La struttura è dunque sempre la stessa: femmina umana ancora vergine non appariscente si innamora di maschio umano bello che però nasconde qualcosa di malvagio (vampiro/pervertito sadomaso/psicopatico).
In Twilight, per completare il quadro dei cliché, manca naturalmente il triangolo, per cui alla liaison tra Edward e Bella si deve aggiungere Jacob. E quindi come non riprendere questo triangolo in Fabbricante di lacrime (attenzione a non mettere l'articolo, per rispettare il titolo)?
Infatti questo rapporto morboso tra fratellastro e sorellastra è messo in discussione forse da un terzo elemento, ovvero un altro ragazzo, un certo Lionel, interessato a Nica. Non è Twilight? Certo che sì. È la stessa situazione: a Edward-Bella-Jacob è stato sostituito il triangolo Rigel-Nica-Lionel. Ma è la stessa cosa. Poiché in entrambi i casi l'elemento conteso, la donna, non sceglierà mai l'uomo più normale (Jacob in un caso, Lionel nell'altro, per quanto reputare Jacob un uomo «normale» sia paradossale, trattandosi di un licantropo, ma questo è un altro discorso) bensì quello più nero, se vogliamo definirlo in questi termini.
Ma allora Rigel e Nica si amano? Non si capisce. O meglio, Rigel vuole che Nica stia lontana da lui ma non è chiaro per quale motivo. Allora ecco il flashback a spiegarci tutto: Margaret, l'istitutrice dell'orfanotrofio (peraltro non è possibile che una sola donna possa gestire da sola un orfanotrofio: lei può essere anche l'istitutrice ma devono esserci dei collaboratori) è un'altra sadica pazza che abusava dei bambini e quindi abusava anche di…
No, non è così.
Rigel è il preferito di Margaret. Ma allora perché lui è così violento?
Non ci viene spiegato o perlomeno non è chiaro.
Ma veniamo a qualche scena chiave.
[SPOILER]La prima su tutte è l'epica scena della lumaca.
Qui siamo sui livelli di Alex l'ariete. Siamo sui livelli del «Posso?» di Amore 14.
Siamo sui livelli di «Oh mio Dio!» di Troll 2.
Scena della lumaca. Siamo a scuola – peraltro l'ambientazione è un altro dei tanti problemi di questo film, ovvero non è chiaro se siamo in America, o meglio si capisce che siamo in America ma gli attori sono italiani ma lasciamo stare – dicevamo, siamo a scuola e Lionel si avvicina a Nica, quand'ecco che lei si accorge che lui ha sulla spalla nientemeno che una lumaca.
Sì, una lumaca.
Non una mosca o un'ape.
Una lumaca.
La domanda è lecita: come ci è finita una lumaca sulla spalla di Lionel?
Ipotesi:
1) Lui si è appoggiato al muro o si è disteso per terra, probabilmente sull'erba, e la lumaca è riuscita in qualche modo ad arrivare sulla sua spalla;
2) Lui ha visto una lumaca e l'ha raccolta di proposito e se l'è posata sulla spalla pensando che diventare un allevatore di lumache sarebbe stata una professione molto allettante. Tuttavia questa è un'ipotesi da scartare, visto che dopo che Nica gli fa notare che ha una lumaca sulla spalla lui sembra alquanto disgustato;
3) La lumaca è riuscita a camminargli sulla scarpa, poi sulla gamba e infine, poco alla volta, è giunta sulla spalla di Lionel. Ma la dinamica continua a restare misteriosa;
4) La scena non ha alcun senso.

Tenendo presente che la quarta ipotesi è la più probabile, la reazione di Nica servirebbe soltanto per farci capire che lei è una ragazza sensibile, che ama anche i molluschi. Beh, quelli di origine animale, non di origine umana, se dobbiamo evitare le battutacce.
Ad ogni modo, questa è una scena che fa saltare subito dalla poltrona, dopo una mezz'ora di noia.
La seconda scena da evidenziare riguarda la violenza di Rigel e la reazione di Nica.
Nica è sola a casa e riceve un video-messaggio da Lionel, che le fa vedere cosa gli ha fatto Rigel. In pratica il suo fratellastro l'ha picchiato, geloso di Nica.
Sì, geloso.
No, non si tratta né di Beautiful né del Trono di spade: anche qui si fanno incesti o simili. A livello biologico non è un incesto vero e proprio quello tra Nica e Rigel ma da un punto di vista legale, essendo i ragazzi adottati dagli stessi genitori, si tratterebbe di incesto, poiché i due sono fratello e sorella.
Comunque, Lionel informa Nica, lei va verso la porta di casa e trova Rigel tutto bagnato dalla pioggia. Gli dice che è bollente, lo porta in camera e lo spoglia. È una scena che non ha senso, poiché se ammettessimo che Rigel abbia la febbre, allora lui dovrebbe tremare per il freddo. Invece no: Nica lo può spogliare, permettendogli di mostrare per l'ennesima volta i pettorali scolpiti, così da compiacere tutte le ragazzine alla visione di questa sottospecie di fan service/fan fiction di Twilight.
Terza e ultima scena. Lionel e Nica sono a scuola e i due entrano in un'aula. Sono soli. Lui cerca di abusare di lei, in pratica le mette le mani addosso. Lei cerca in qualche modo di resistergli, finché non arriva in suo soccorso proprio Rigel, che manda via Lionel. Ed ecco che, dopo una scena così cruenta e dopo che lei ha quasi subito uno stupro, Rigel e Nica finalmente si spogliano e fanno quello che desideravano fare dall'inizio del film.
Anche in questo caso non ha senso e il messaggio è alquanto aberrante. Una ragazza subisce violenza, viene salvata da un altro uomo e poi lei, nonostante qualcuno abbia appena tentato di trattarla come un oggetto e di soddisfare le proprie pulsioni animalesche, ecco che lei ha ancora voglia di avere rapporti. È realistico tutto ciò? Non si mette a piangere? Non è spaventata? Come può provare desiderio poco dopo un trauma simile?
Alla fine del coito, i due escono e si trovano su un ponte. E lì c'è Lionel, in macchina, che tenta, pare, di investirli, ma loro corrono. E non è che la macchina li investe. La macchina è più lenta dei due piccioncini in fuga. Che per fuggire una volta per tutte dalle grinfie di Lionel si buttano giù dal ponte.
Dopo di che, scopriamo che Nica è sana e salva mentre Rigel è in coma. E scopriamo anche che aveva dei problemi di salute e che era per questo che cercava di tenerla lontana.
Infine, questione processo. Gli ex orfani di Margaret sono chiamati a testimoniare ma al processo fanno marcia indietro e preferiscono dire di essersi sbagliati. E poi il tutto si chiude con la solita frase retorica e stereotipata, che alle ragazzine sembrerà estremamente poetica.


Conclusioni.
Si è detto dei problemi di alcune scene ma non si è detto di tutti i problemi di questo film. Per sapere se questi sono guai creati dal best-seller wattpadiano bisognerebbe fare il confronto con il cartaceo, ma lasciamo questa incombenza a chi ha tempo da perdere.
Altri problemi sono legati alla recitazione. Enormi problemi. Perché dire che gli attori recitano male non rende l'idea. Simone Baldasseroni (alias Biondo, ovvero Rigel) vuole sembrare sexy solo perché bisbiglia ma produce l'irritante effetto di non far capire quello che dice. Baldasseroni non è un attore: egli è lì in un film solo perché ha partecipato ad Amici di Maria De Filippi.
E quindi che cosa è cambiato dall'epoca di Troppo belli? Lì Costantino e Daniele recitavano perché erano attori o perché erano noti al target di riferimento di quel film? Ecco, la storia si ripete.
Infine, il contesto. È America? Non è l'Italia. Ma era davvero necessaria l'ambientazione americana per una storia del genere?
Ultima domanda. Perché Erin Doom ha usato uno pseudonimo?
Risposta semplicissima: un'autrice italiana non avrebbe mai e poi mai potuto vendere una storia così americana, così palesemente ispirata a Twilight, eliminando gli elementi fantasy e horror.
È curioso leggere la trama dell'altro libro di Erin Doom, Nel modo in cui cade la neve, e scoprire che anche lì ci sono degli orfani e che anche lì c'è un rapporto morboso tra fratello e sorella.
Insomma, un'autrice che si scopiazza da sola.
Chiudiamo con il titolo. L'articolo manca perché «Fabbricante di lacrime» può essere riferito a lui o a lei. Possiamo sottintendere quindi non solo «Il fabbricante di lacrime» ma anche «La fabbricante di lacrime».
Ma sostanzialmente, il titolo può riferirsi al film (e al libro) stesso.

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media film 7,00 (14 commenti)DRIVE MY CAR

76mm @ oggi alle 15:52:45
   6½ / 10
Locandina del film DRIVE MY CARGli ho anche concesso una seconda punitiva (per me) visione per il timore di non averne colto la grandezza al primo passaggio…tuttavia continuo a non vedere il capolavoro che molti sostengono che sia.
Fondamentalmente è una storia di elaborazione del lutto, che non alza di molto l'asticella a livello di introspezione e spessore dei protagonisti.
Il personaggio più ambiguo e quindi più interessante (la moglie) esce di scena dopo mezz'ora, che non a caso è la migliore della pellicola…da quel momento inizia un altro film (ed infatti i titoli di testa partono da lì), girato e recitato in maniera inappuntabile ma poco coinvolgente dal punto di vista emotivo visti gli argomenti trattati.
La durata "monstre" e i riferimenti letterari alti (che immagino avranno fatto godere molto chi ha letto Cechov e Murakami, quindi non me purtroppo…mea culpa…) contribuiscono a conferire alla pellicola quella patina da grande opera d'arte che evidentemente ha fatto presa su molti.
Personalmente l'ho trovato piuttosto didascalico.
Resta comunque un'opera interessante e meritevole di una visione, ma se non vi convince al primo giro non fate come me e lasciate perdere che un modo migliore di impiegare 3 ore della vostra vita lo trovate di sicuro.
Fra l'altro per essere un'opera così curata in tutto ho notato uno svarione bello grosso che metto in spoiler
[SPOILER]la storia del glaucoma nel film cosa c'entra? Nel racconto da cui è tratto (non l'ho letto ma mi sono informato) è proprio quello il motivo per cui al protagonista viene assegnata un'autista e in questo modo tutto torna, semplice e lineare…qui invece viene tirata in ballo una rigida regola della produzione per la quale gli artisti non possono guidare (ma allora, svarione nello svarione, perché agli attori l'autista non viene assegnato? Fra l'altro fanno anche un incidente mentre si stanno recando alle prove…) e quindi la progressiva perdita di vista del regista, di cui fra l'altro non si fa più menzione per tutto il film, sembra messa lì per caso, come se fosse un McGuffin (involontario però).
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