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Gli ultimi 20

media film 7,00 (1 commenti)A TOR BELLA MONACA NON PIOVE MAI

wicker @ oggi alle 20:08:28
   7 / 10

media film 5,66 (96 commenti)TERMINATOR: GENISYS

markos @ oggi alle 19:13:24
   5 / 10

media film 5,50 (3 commenti)THE FLU - IL CONTAGIO

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain @ oggi alle 19:10:27
   4½ / 10

media film 6,25 (6 commenti)IL COLORE VENUTO DALLO SPAZIO

topsecret @ oggi alle 18:58:46
   6½ / 10

media film 6,43 (72 commenti)WONDER WOMAN (2017)

Kyo_Kusanagi @ oggi alle 18:52:23
   7 / 10

media film 6,07 (7 commenti)SWEETWATER - DOLCE VENDETTA

Kyo_Kusanagi @ oggi alle 18:29:07
   5 / 10

media film 5,99 (187 commenti)FROZEN (2010)

Alpagueur @ oggi alle 17:52:04
   5 / 10
Locandina del film FROZEN (2010)Questo film è stato preceduto da parecchie chiacchiere su quanto siano state difficili e pericolose le riprese...è partito tutto dallo studio di produzione, un trucco di marketing per vendere e pubblicizzare la mossa forse più idiota, illogica e non plausibile del nuovo millennio. Ci sono così tante incongruenze (anche ammettendo che i tre sciatori fossero completamente senza cervello), non è facile scriverle. Ma probabilmente la maggior parte di noi, anche non sciatori, le conosce già, accenniamole, ma senza infierire troppo. [SPOILER] il cavo della seggiovia è al massimo dell'altezza degli alberi, come si può vedere in varie scene, ma ci sono varie inquadrature dell'intera pista in cui si nota chiaramente che, appoggiandosi dal fondo della sedia, si possa coprire in caduta una distanza di massimo circa 6-7 metri, atterrando sulla neve; supponendo che si salti non per cadere "a candela", dritto sulle gambe (come fa invece Dan), si sarebbe potutai invece creare una sorta di corda con qualsiasi abbigliamento o attrezzo a portata di mano, in modo da attutire comunque l'impatto; la procedura per chiudere una sciovia non è quella di aspettare che arrivino gli ultimi tre (che è illogico, dato che non si sa quante persone dei viaggi precedenti stiano ancora sciando sulla montagna), è mettere una bandiera rossa su una sedia (come si vede chiaramente a poco più di un quarto d'ora del film); il Resort non potrebbe mai essere stato chiuso per giorni a causa del maltempo (infatti la mattina dopo il cielo è nettamente limpido e luminoso, anche se un paio di minuti dopo diventa stranamente già grigio con forti nevicate), una tale chiusura in alta stagione avrebbe comportato una brusca perdita di denaro; se in tale località ci fossero stati anche dei branchi di lupi (cosa del tutto improbabile date le abitudini dei lupi e dato che la storia è ambientata nel New England, in questi ipotetici Mount Holliston, anche se in realtà le riprese sono avvenute nei monti Wasatch dello Utah, parecchio distanti dall'estremo NE degli USA), l'intera pista sarebbe almeno protetta da una recinzione (magari elettrificata?); questo previene anche gli incidenti nel caso uno sciatore perdesse la pista, o cerca deliberatamente di scendere; prima di saltare cerca di arrivare al palo più vicino, soprattutto se il tuo arto non è ancora congelato e non indossi scarponi pesanti e ingombranti (come la ragazza ad esempio); se cadesse un guanto a temperature gelide, non verrebbe automatico di mettersi la mano in tasca o qualcosa del genere? non verrebbe in mente ad almeno uno dei tre di chiudere il giubbotto fino in fondo? Uno sciatore con anche una sola corsa di esperienza non saprebbe che i tuoi piedi si congelano se li lasci penzolare dalla seggiovia per più di pochi minuti? il buon senso non imporrebbe di avvolgere le gambe attorno al cavo e di scivolare giù 'a 4 zampe' invece di caricare tutto il peso del corpo sulle dita congelate? perché il cavo avrebbe tagliato le mani di Joe a strisce (dato che vengono tenuti con molta attenzione e ingrassati, non certo"affilati")?
Queste sono alcune delle questioni contorte del film. La cosa che più mi è dispiaciuta però è stata la costante minaccia incombente dei lupi, che sembravano li pronti ad attendere che Joe cadesse per poterlo aggredire (le inquadrature inopportune si sono sprecate). Alla fine non sono stati forse superflui? Considerato soprattutto la prima caduta (l'unica scena che VERAMENTE mi ha impressionato, con quella soggettiva dei piedi e l'assenza di rumore dopo l'impatto con la neve)...non era già da sola sufficiente a creare uno stato di shock nello spettatore? Dan sarebbe morto comunque, in maniera forse più rapida e meno indolore (per ipotermia e dissanguamento), ma non per questo meno cruenta. Allora ecco che i lupi giustificano la seconda aggressione (senza la quale la ragazza non si sarebbe potuta salvare), ma allora perchè incentrarlo sulla neve con quel titolo? "Frozen" forse sarebbe stato più indicato per un aereo che precipita in mezzo alla neve e si cerca di sopravvivere, arrivando anche al cannibalismo...ma questo sarebbe stato un de-de-dejavù. Alla fine l'idea della seggiovia bloccata non è stata malaccio (facendo finta di dimenticare il calcolo delle probabilità e appogiandosi alla legge di Muyrphy, se qualcosa può andate storto andrà), però forse l'idea migliore sarebbe stata quella di eliminare proprio dalla sceneggiatura questi lupi cattivoni :( e trovare un modo alternativo per far sopravvivere la ragazza...anche il fatto che comunque la distanza si potesse coprire a piedi, quindi non si fosse effettivamente nel deserto della neve, non depone a favore del soggettista. Le inquadrature al viso dei singoli ragazzi sono buone, una certa tensione si respira quando so0no la sopra dimenticati da tutti, ma i dialoghi spesso sono buttati li, capisco il cercare di sdrammatizzare ma si è esagerato. Poi una premessa lunghissima e noiosa che non ha fatto altro che dimostrare quanto fosse improbabile una dinamica del genere (il bullone saltato alla fine è stato la degna conclusione). Lo spettatore forse non prova in nessun momento feeling coi personaggi, anzi si dispiace per i lupi (costretti alla fame dalla nevicata, anche loro dovranno pur mangiare qualcosa, visto che ce li hanno mesi in una regione dove non bazzicano). Le musiche avrebbero potuto salvare la baracca, ma sono scarsine. Alla fine, per me, resta la scena che circonda la prima caduta (prima, durante e dopo). E' l'unica, che ho percepito come ansiogena. Un po' poco per reggere tutto un film, ma meglio che niente.

media film 5,75 (6 commenti)SCAPPIAMO COL MALLOPPO

DankoCardi @ oggi alle 16:49:43
   7½ / 10

media film 6,50 (1 commenti)ANIMAL CRACKERS (2017)

topsecret @ oggi alle 14:24:44
   6½ / 10

media film 8,54 (270 commenti)LO SQUALO

Alpagueur @ oggi alle 14:05:25
   7 / 10
Locandina del film LO SQUALODifficile trovare qualche cinefilo a cui non piaccia questa pellicola, considerata un 'cult'. Per quanto possa sembrare assurdo, mostro acquatico per mostro acquatico, pupazzo per pupazzo, gli ho sempre preferito "L'ultimo squalo" (1980) di E. Castellari e "Tentacoli" (1977) di O. Assonitis, ma è un discorso soggettivo, per via delle riprese subacquee e delle colonne sonore (Guido e Maurizio De Angelis nel primo e Stelvio Cipriani nel secondo). Le ho trovate decisamente più interessanti rispetto alla OST di John Williams, bravissimo compositore sia chiaro, ma che in "Jaws" non mi ha convinto molto, si la musica è inquietante ma non ha delle sonorità maestose (come ho trovato invece per es. in "Schindler's List" sempre di Spielberg...li Williams davvero ha fatto un capolavoro). Credo che la musica di Cipriani in Tentacoli (utilizzata anche in un paio di poliziotteschi degli anni '70) sia inarrivabile... e anche la scena di uno squalo bianco VERO che azzanna al rallenty l'enorme pezzo di carne usato come esca dai 3 ragazzi, nel film di Castellari, è davvero spaventosa (proprio perchè non è una finzione). Il film di Castellari beneficia tra l'altro delle riprese di Ramòn Bravo, un ottimo fotografo e nuotatore messicano che aveva filmato anche la famosa scena subacquea dello squalo tigre in "Zombi 2" di Fulci. Mentre la piovra gigante l'ho sempre considerata il mostro marino per eccellenza. Queste considerazioni per me sono doverose, perchè privilegio l'aspetto documentaristico in questi film ambientati in mare, con queste creature giganti che non sono mai esistite ne potranno mai esistere (nel film di Spielberg parliamo di un carcharodon carcharias di almeno 8 metri di lunghezza e 3 tonnellate di peso, così dice Quint al biologo, nel film di Castellari penso si arrivasse anche a 10 metri). Quindi dal momento che il mostro marino è pura finzione, un pupazzo, che si nota bene più volte, allora bisogna cercare di analizzare altri aspetti del film. Per es. in questo di Spielberg ho apprezzato le recitazioni, la tensione quasi costante per tutto il film e qualche citazione come quella di Quint, quando parla minuziosamente a Hooper del disastro navale della USS Indianapolis a cui era scampato... anche se sbaglia con le date e i numeri dei naufraghi e direi anche con gli squali che li hanno sbranati, dal momento che erano principalmente dei longimani o pinna bianca oceanici e non dei bianchi, comunque si tratta sempre di squali che attaccano l'uomo quindi la sostanza non cambia). Alla fine poi non è sembrato così enorme lo squalo, almeno nei dialoghi, perchè la famosa 'Deep Blue', femmina di squalo bianco incinta che tutti abbiamo visto, stava sui 6 metri e mezzo di lunghezza e sulle 2,5 tonnellate di peso, però appunto era una femmina ed era incinta...quello di "Jaws" è un maschio (più piccolo della femmina negli squali bianchi), e una volta che mette il muso fuori dall'acqua ben bene per ingoiarsi il povero Quint sembra essere decisamente più lungo degli 8 metri ventilati dallo stesso pescatore...comunque la fotografia e il montaggio sono buoni, gli effetti speciali diciamo pure, quindi il film è godibile e si lascia gustare tranquillamente. Il finale, ovviamente, non può che essere inverosimile, con quella bombola di ossigeno lanciata da Brody dentro la bocca del pesce e che poi cerca di "masticare" offrendo il bersaglio ideale allo stesso sceriffo dell'isola di Amity (inesistente) per farsi esplodere in mille pezzi, con immenso piacere del biologo che nel frattempo era rimasto sotto per nascondersi. Però le riprese subacquee non mi hanno convinto come in "Great white" di Castellari (ammetto di avere un debole per Ramòn Bravo) per non parlare della sequenza reale accennata sopra, e la musica non è nemmeno lontanamente comparabile a quella di Cipriani in "Tentacles"... de gustibus. Ma ripeto, i tre protagonisti Scheider, Shaw e Dreyfuss sono stati scelti da Spielberg in modo eccellente e interpretati a dovere. Per il resto è solo questione di gusti...si tratta semplicemente di scegliere se vi spaventano di più i denti seghettati e gli occhi (due palle nere prive di vita e che cominciano a roteare solo quando lo squalo ti morde come dice Quint nel corso del film) del grande squalo bianco o le ventose dei tentacoli della piovra gigante. Ovviamente, tenendo sempre bene a mente che questi film sono sempre fuorvianti...se volete documentarvi bene seguite i documentari, non abbracciate queste storie finte (per fortuna Spielberg ha avuto il buon gusto di evitare quell'orca spiaggiata che abbiamo avuto nel seguito di Swzarc del 1978). Lo squalo bianco non è così cattivo come lo si dipinge ma nemmeno così buono. Buon film da un punto di vista cinematografico, ma carente dal punto di vista documentaristico (ma ovviamente non era quello lo scopo di Spielberg no? come si sarebbe altrimenti potuto discutere negli anni a seguire della metafora sociale, delle paure primordiali, dei falsi miti sugli squali etc.)

media film 7,05 (22 commenti)LA MORTE DIETRO LA PORTA

DankoCardi @ oggi alle 13:20:07
   6½ / 10

media film 7,00 (1 commenti)V.I.P.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt @ oggi alle 12:59:42
   7 / 10

media film 8,60 (473 commenti)SEVEN

Alpagueur @ oggi alle 12:26:36
   2 / 10
Locandina del film SEVENMalato, deprimente e noioso. È fondamentalmente un film sul solito serial killer (stavolta 'della settimana') standard e pieno di cliché (vecchio poliziotto sull'orlo del pensionamento e giovane poliziotto desideroso pieno di idee nuove) ma con due differenze principali: il finale e la grossolanità degli omicidi. Ho visto molti film horror e gialli e non sono schizzinoso, ma ho trovato gli omicidi così spiacevoli che mi sono distaccato dal film e ho iniziato a pormi dei perchè. I crimini disgustosi combinati con l'oscurità generale e il dialogo borbottato hanno reso l'intero film deprimente e difficile da guardare. Per quanto riguarda il finale, è servito solo a rimuovere la suspense che si era accumulata. Non ho trovato le ultime scene scioccanti o sorprendenti ho capito cosa stava per succedere e volevo solo che finisse. non ricordo l'ultimo film che ho visto che era così pieno di schifezze. La sceneggiatura, tutta una farsa. In primo luogo, la consistenza degli omicidi è completamente confusa. I primi cinque omicidi sono stati commessi dal personaggio di Spacey ("John Doe" alias unknow, sconosciuto... com'è originale) a causa di quelli che percepisce come i peccati commessi da coloro che ha ucciso. OK fino al quinto omicidio, ma il sesto omicidio (del personaggio di Paltrow) viene commesso da Doe, ma non a causa di un peccato che ha commesso, ma piuttosto a causa del peccato che Doe percepisce di aver commesso. E il settimo omicidio viene commesso dal personaggio di Pitt a Doe a causa del peccato che Mills (Pitt) porta con sé. Ma anche se colleghiamo l'omicidio "Invidia" di Doe da parte di Mills a uno dei 7 peccatori che "meritavano" di essere uccisi per il loro peccato, perché, nuovamente, la moglie di Mills è stata uccisa? E insieme a questo, perché il personaggio di Pitt riesce a sopravvivere per il peccato dell'Ira? (conoscendo come funziona la giustizia nello stato di N.Y. si sarebbe potuto fare tranquillamente 10 anni di carcere e poi uscire). Un altro punto della trama che non credo può essere trascurato...Se Doe fosse stato l'estremista religioso come veniva dipinto, l'omicidio del personaggio di Paltrow e del suo bambino non ancora nato sarebbe stato sicuramente il sesto e settimo omicidio. Doe era consapevole che lei fosse incinta. Come si sarebbe collegato con un peccato mortale? E tra centinaia di obesi e altri rappresentanti dei peccati capitali perchè proprio quelli? In base a cosa gli sceglieva? Che assurdità. Inoltre non traspare affatto che Doe fosse invidioso del personaggio di Pitt. Ha rappresentato un bizzarro colpo di scena, ma sembrava così incoerente per quel personaggio. Inoltre non aveva molto senso dal punto di vista della trama. I poliziotti si scervellano cercando di capire lo strano pensiero dell'assassino, ma alla fine lo accolgono piuttosto facilmente. Astuto piccolo assassino quale è, ha in serbo una "bella" sorpresa per uno dei poliziotti. Questa immagine era troppo complessa per essere completamente divertente. Sento che lo scrittore stava cercando di mostrare il lavoro contorto di una mente deformata, ma è venuto fuori confuso e noioso. Come al solito, Brad Pitt si esibisce in modo poco convincente. Deve cambiare coach di recitazione perché deve ancora dare qualcosa di più di una performance fiacca e fasulla. Sono stato particolarmente offeso dal suo uso della pistola. Un tipo così in realtà non sarebbe mai dovuto ne potuto entrare in polizia (la sua attività principale pareva quella di rimarcare a Somerset quanto fosse istintivo, quanto lui "ci vivesse con le sue emozioni"), a riprova il fatto di come dopo quel lungo inseguimento si fosse fatto puntare la pistola alla tempia dal killer, che lo aveva poi risparmiato. E nonostante ciò, imperterrito, continuasse sul cellulare a uirlare e inveire contro Doe...che scena patetica (mentre Somerset sembrava ascoltare divertito). Veramente un personaggio fuori ruolo, inattendibile, recitazione vergognosa, un eccesso di violenza e sangue che non era necessario. Forse va bene per i fan di, diciamo, di David Lynch, ma questo film si concentra troppo sullo squallore di certe dinamiche della vita senza in realtà fare molto di più che glorificarsi nella sua sporcizia, crogiolarsi in essa. Scioccante. Uno pseudo-noir pretenzioso, con citazioni da Hemingway, "filosofia" sul "lato oscuro della natura umana", più riferimenti ingialliti di quanti se ne potessero contare, malato e perverso, né divertente né intelligente, né bello né comodamente brutto, semplicemente opprimente. Ha un'atmosfera e immagini molto spiacevoli. Per chi sono fatti questi film? Sono disgustosi. Quando lo guardi ti senti come se stessi facendo il bagno nel letame. Meriterebbe un 1, ma per fortuna è tutto finto, mi consola. Uno schifo totale. p.s. l'unico film decente di Fincher per me è stato "The game" (con Micheal Douglas).

media film 8,60 (473 commenti)SEVEN

Alpagueur @ oggi alle 12:26:36
   2 / 10
Locandina del film SEVENMalato, deprimente e noioso. È fondamentalmente un film sul solito serial killer (stavolta 'della settimana') standard e pieno di cliché (vecchio poliziotto sull'orlo del pensionamento e giovane poliziotto desideroso pieno di idee nuove) ma con due differenze principali: il finale e la grossolanità degli omicidi. Ho visto molti film horror e gialli e non sono schizzinoso, ma ho trovato gli omicidi così spiacevoli che mi sono distaccato dal film e ho iniziato a pormi dei perchè. I crimini disgustosi combinati con l'oscurità generale e il dialogo borbottato hanno reso l'intero film deprimente e difficile da guardare. Per quanto riguarda il finale, è servito solo a rimuovere la suspense che si era accumulata. Non ho trovato le ultime scene scioccanti o sorprendenti ho capito cosa stava per succedere e volevo solo che finisse. non ricordo l'ultimo film che ho visto che era così pieno di schifezze. La sceneggiatura, tutta una farsa. In primo luogo, la consistenza degli omicidi è completamente confusa. I primi cinque omicidi sono stati commessi dal personaggio di Spacey ("John Doe" alias unknow, sconosciuto... com'è originale) a causa di quelli che percepisce come i peccati commessi da coloro che ha ucciso. OK fino al quinto omicidio, ma il sesto omicidio (del personaggio di Paltrow) viene commesso da Doe, ma non a causa di un peccato che ha commesso, ma piuttosto a causa del peccato che Doe percepisce di aver commesso. E il settimo omicidio viene commesso dal personaggio di Pitt a Doe a causa del peccato che Mills (Pitt) porta con sé. Ma anche se colleghiamo l'omicidio "Invidia" di Doe da parte di Mills a uno dei 7 peccatori che "meritavano" di essere uccisi per il loro peccato, perché, nuovamente, la moglie di Mills è stata uccisa? E insieme a questo, perché il personaggio di Pitt riesce a sopravvivere per il peccato dell'Ira? (conoscendo come funziona la giustizia nello stato di N.Y. si sarebbe potuto fare tranquillamente 10 anni di carcere e poi uscire). Un altro punto della trama che non credo può essere trascurato...Se Doe fosse stato l'estremista religioso come veniva dipinto, l'omicidio del personaggio di Paltrow e del suo bambino non ancora nato sarebbe stato sicuramente il sesto e settimo omicidio. Doe era consapevole che lei fosse incinta. Come si sarebbe collegato con un peccato mortale? E tra centinaia di obesi e altri rappresentanti dei peccati capitali perchè proprio quelli? In base a cosa gli sceglieva? Che assurdità. Inoltre non traspare affatto che Doe fosse invidioso del personaggio di Pitt. Ha rappresentato un bizzarro colpo di scena, ma sembrava così incoerente per quel personaggio. Inoltre non aveva molto senso dal punto di vista della trama. I poliziotti si scervellano cercando di capire lo strano pensiero dell'assassino, ma alla fine lo accolgono piuttosto facilmente. Astuto piccolo assassino quale è, ha in serbo una "bella" sorpresa per uno dei poliziotti. Questa immagine era troppo complessa per essere completamente divertente. Sento che lo scrittore stava cercando di mostrare il lavoro contorto di una mente deformata, ma è venuto fuori confuso e noioso. Come al solito, Brad Pitt si esibisce in modo poco convincente. Deve cambiare coach di recitazione perché deve ancora dare qualcosa di più di una performance fiacca e fasulla. Sono stato particolarmente offeso dal suo uso della pistola. Un tipo così in realtà non sarebbe mai dovuto ne potuto entrare in polizia (la sua attività principale pareva quella di rimarcare a Somerset quanto fosse istintivo, quanto lui "ci vivesse con le sue emozioni"), a riprova il fatto di come dopo quel lungo inseguimento si fosse fatto puntare la pistola alla tempia dal killer, che lo aveva poi risparmiato. E nonostante ciò, imperterrito, continuasse sul cellulare a uirlare e inveire contro Doe...che scena patetica (mentre Somerset sembrava ascoltare divertito). Veramente un personaggio fuori ruolo, inattendibile, recitazione vergognosa, un eccesso di violenza e sangue che non era necessario. Forse va bene per i fan di, diciamo, di David Lynch, ma questo film si concentra troppo sullo squallore di certe dinamiche della vita senza in realtà fare molto di più che glorificarsi nella sua sporcizia, crogiolarsi in essa. Scioccante. Uno pseudo-noir pretenzioso, con citazioni da Hemingway, "filosofia" sul "lato oscuro della natura umana", più riferimenti ingialliti di quanti se ne potessero contare, malato e perverso, né divertente né intelligente, né bello né comodamente brutto, semplicemente opprimente. Ha un'atmosfera e immagini molto spiacevoli. Per chi sono fatti questi film? Sono disgustosi. Quando lo guardi ti senti come se stessi facendo il bagno nel letame. Meriterebbe un 1, ma per fortuna è tutto finto, mi consola. Uno schifo totale. p.s. l'unico film decente di Fincher per me è stato "The game" (con Micheal Douglas).

media film 6,50 (11 commenti)GIORNATA NERA PER L'ARIETE

Alpagueur @ oggi alle 11:42:53     2 risposte al commento
   6½ / 10
Locandina del film GIORNATA NERA PER L'ARIETESiamo alle prime luci dell'alba del 1 gennaio: un giovane professore di inglese australiano, John Lubbock (Maurizio Bonuglia), sta tornando a casa a piedi al termine di un veglione di capodanno trascorso con amici in un locale vicino Milano. Mentre attraversa il tunnel di Rho viene aggredito da una figura misteriosa che lo colpisce ripetutamente alla schiena con una spranga; una giovane prostituta (Agostina Belli), appartata nei pressi con un giovane (Luciano Bartoli), ode le urla ed è proprio il ragazzo a mettere in fuga il misterioso assalitore. Successivamente (13 febbraio) la moglie paralitica del Dr. Binni, Sofia (Rossella Falk), viene uccisa, strangolata in casa; il killer lascia sul luogo un guanto di pelle nera al quale manca un dito, quasi a voler simboleggiare che si tratta della prima vittima e che ne mancano altre 4. Il reporter d'assalto Andrea Bild (Franco Nero), uomo spigoloso con qualche problema di alcolismo, segue entrambe le inchieste. Il caso vuole che egli conosca da vicino sia il giovane professore aggredito sia il marito della prima vittima poichè erano tutti e 3 presenti allo stesso veglione di capodanno unitamente a Hèlene (Silvia Monti), sua ex dalla quale in passato ha avuto un figlio e alla quale chiede qualche dettaglio su Bullock, e al prof. di francese Vermont (Edmund Purdom); Hèlene gli confida che il giovane Bullock era molto triste la notte di capodanno perchè la donna di cui era innamorato, Isabel (Ira Von Furstenberg), aveva intrecciato una relazione proprio con Vermont. L' inchiesta di Andrea viene però rallentata dal Dr. Binni, uno degli azionisti del giornale per il quale lavora, che ne chiede la rimozione dall' incarico. Estremamente contrariato, Andrea decide di continuare le indagini per suo conto non prima però di aver manifestato il suo disappunto al capo redattore Traversi (Guido Alberti), uomo anziano e malato di cuore che verrà ritrovato morto in un parco (29 marzo) con accanto un altro guanto al quale stavolta mancano 2 dita. I sospetti iniziano ad addensarsi proprio su Andrea, visto che molti testimoni in redazione avevano ascoltato il suo dissidio con la vittima. Non solo: Isabel gli telefona promettendogli interessanti rivelazioni e gli dà appuntamento nell'hotel dove risiede ma quando Andrea giunge sul posto la trova già morta, annegata, con il solito guanto che galleggia nella vasca da bagno (12 aprile). La quarta vittima è Giulia (7 maggio), la giovane prostituta che si trovava vicino al tunnel dove venne assalito Lubbock. E anche qui lo stesso indizio lasciato dal killer, ovvero il guanto nero con un dito mancante in più (siamo arrivati a quattro), a sottolineare il numero di vittime che mancano.
La breve sinossi di questo film prometteva un bel po' di omicidi sadici e colpi di scena intelligenti e contorti, ma in realtà è uno degli sforzi gialli più noiosi che abbia mai incontrato finora. La trama non è coinvolgente e introduce troppi personaggi superflui a cui piace comportarsi in modo sospetto anche quando non ne hanno assolutamente motivo! Prendiamo la ragazza dell'eroe, per esempio! È una ragazza bionda, ma occasionalmente indossa una parrucca nera senza dire perché. Ad ogni modo, stiamo cercando un assassino in un mondo di feste sessuali selvagge, ricatti, astrologia e giornalisti davvero confusi. L'assassino non ha esattamente fretta (commette solo un omicidio al mese, come si può evincere dalle date indicate sopra) e perché dovrebbe essere? Sembra che non ci siano poliziotti che indagano sul caso e il pericolo più grande viene da un giornalista alcolizzato con parecchi problemi personali. Gli omicidi non sono particolarmente spettacolari o fantasiosi. Anche la colonna sonora di Ennio Morricone, compositore che amo particolarmente, stavolta non sembra particolarmente incisiva e cerca di riecheggiare per ampi tratti quella de "L'uccello" di Argento, sempre da lui composta. Franco Nero è un tipo davvero figo, ma ovviamente si sente molto più a suo agio indossando il suo cappello da cowboy (Django) con la sua immancabile compagna Pamela Tiffin (tant'è che appena due anni dopo reciteranno nuovamente assieme in "Los amigos" di Paolo Cavara), e lo rende un protagonista molto poco convincente. Nessuno del cast è davvero degno di nota, a parte, forse, Rossella Falk (la ricordo principalmente per la parte della madre di Vincenzo in "Non ho sonno" di Argento). Aggiungiamo a ciò un ingrediente astrologico e superstizioso sul modus operandi dell'assassino che lo fa uccidere solo il martedì (leggere all'inizio). Riesce comunque a rimanere tollerabile. Ma quando l'identità dell'assassino mascherato viene finalmente rivelata, è a dir poco anticlimax. Sembra che i realizzatori del film avessero in mente un colpevole completamente diverso, ma alla fine siano stati costretti a cambiare i loro piani. Forse per ragioni astrologiche. Un giallo quasi del tutto dimenticabile tranne che per l'innovativo ed entusiasmante lavoro con la fotocamera del leggendario fotografo Vittorio Storaro che lo rende degno di una visione unica (grandangolo esasperato all'inizio col point-of-view del killer che se va a spasso per la festa, grandangolo spinto nell'aggressione della prostituta e sempre il solito pov, inquadrature dal basso nel secondo omicidio della paralitica, inseguimento finale al buio nei corridoiodell'immensa villa di Helene con inquadrature traballanti e sempre un po' di fisheye che a Bazzoni piace tanto, qualche effetto flou durante la festa etc.)
Il problema più grande è il fatto che il tentativo dei film di rendere l'assassino un po' difficile da indovinare dà a questo alcune idee piuttosto sciocche e illogiche da decifrare, che vanno dall'idea di tutte le morti che si verificano alle date specificate alla connessione astrologica e come tutto si lega per farlo sbrogliare, creando una trama piuttosto disordinata e confusa. Allo stesso modo, senza un sacco di violenza o uccisioni sanguinose qui, questo diventa piuttosto blando e stereotipato qui quando non ha alcun tipo di ascendente stellare su cui concentrarsi. Tuttavia, questi non sono necessariamente difetti paralizzanti nel complesso e hanno molto da apprezzare. Per esempio la scena iniziale, con la voce cammuffata su nastrotape opportunamente rallentato, e fatta ascoltare per telefono alla polizia ("domenica 31 dicembre, non sono un assassino, non ancora, o piuttosto solo nell'intenzione, e l'intenzione secondo la legge è delitto solo quando è tra in atto, il mio nome movente è razionale, compatibilmente alla grandiosità del mio scopo, ho scelto quasi tutte le mie vittime fra persone per le quali la morte non potrà essere che una liberazione, sono un uomo, ho una donna, perchè ho deciso di tenere un diario, anche se inciso in modo che nessuno riconoscere la mia voce, per studiare le mie mosse, per non commettere errori, con l'anno nuovo 5 persone periranno per mai mano, anche se non ho ancora deciso in che modo"), mentre la telecamera indugia abilmente con un fisheye esagerato sui diversi partecipanti della festa, man mano che l'assassino fa il suo ingresso, è suggestiva e inquietante...purtroppo però tutto questo viene smorzato tremendamente da quella musica da piano-bar che si sente subito dopo e che accompagna i titoli di testa. Pessimo utilizzo delle musiche...già sono così così in più le piazziamo al momento sbagliato nel posto sbagliato, come si fa? Già da qui poi ci vengono dati troppi indizi per individuare l'assassino, davvero troppo facile. [SPOILER]L'assassino è proprio John Lubbock, l'insegnante australiano di inglese, omosessuale, innamorato del collega sempre australiano Edouard Vermont (entrambi insegnavano, evidentemente avevano una relazione segreta già prima del loro trasferimento alla scuola internazionale di lingue di Milano), la prima parola della registrazione fake è infatti pronunciata dalla sua voce, "domenica", si riconosce chiaramente, solo dalla parola successiva in poi la voce risulterà alterata, inoltre subito dopo viene inquadrato mentre Isabel ed Edouard, imminenti sposi, si baciano ballando, e si nota chiaramente che lo sguardo tra lui e Isabel è meno intenso e significativo rispetto a quello tra lui ed Edouard, per cui si può intuire da subito che più che geloso di lui John è geloso di lei. Inoltre subito dopo il bacio lui avrà un crisi nervosa e andrà a chiudersi in bagno per lavarsi la faccia, qui l'inquadratura traversa è interessante, ma fa capire chiaramente che lui, nel bene o nel male, è il principale invischiato nella faccenda, tanto più che è una delle prime facce inquadrate durante la festa. Ma come, se all'inizio usi un pov per farci vedere con gli occhi del killer, perchè poi smonti tutto inquadrandolo più volte?? E poi durante la registrazione dice "sono un uomo"... perchè sbilanciarsi? Ma come ho detto subito dopo quella musichetta da piano-bar si smontano tutte le buone premesse...ma non è finita qui, purtroppo.
Con il suo ex marito che veniva da lei e il salvataggio di Tony l'assassino che sembrava avere, come un artista di trapezi, eccellenti capacità acrobatiche si è rivelato un osso duro da decifrare o catturare. Questo fino a quando non ha perso l'equilibrio ed è caduto a circa 15 metri piedi dal loft abbandonato della fabbrica atterrando sulla schiena. È allora che scopriamo chi è il killer, con la sua faccia pesantemente truccata, ma riconoscibile. E anche il movente. [SPOILER]Tutti i suoi omicidi erano per pura vendetta, come detto prima. Ma per depistare le indagini della polizia e il giornalista ha ucciso altre quattro persone che non avevano assolutamente nulla a che fare con il suo dramma personale, la persona che ha fatto esplodere la sua pazzia, solo per cercare di coprire le sue tracce. L'unico vero omicidio premeditato era quello di Isabel (rea di avergli rubato l'amante), cioè il terzo in ordine di tempo, nella vasca da bagno dell'hotel. Ma per ucciderla era necessario eliminare fisicamente altre 4 persone che non c'entravano niente? Una stava su una sedia a rotelle, l'altro aveva seri problemi al cuore, ma la prostituta e il bambino? Insomma non erano a quel punto di disperazione. Poi chi era lui per decidere cosa sarebbe stato meglio per loro, a prescindere? Addirittura dice, riferendosi al figlio, di Andrea, per "giustificare" con la polizia quell'ultimo, tentato, delitto "i bambini sono esseri infelici in embrione". Ma la verità è che dopo il quarto delitto, quello di Giulia Soavi, avrebbe potuto benissimo smettere e scappare via (come aveva detto ad Andrea dopo la morte di Isabel, che sarebbe tornato in Australia, dato che dopo la morte di Isabel non aveva più motivo di restare in Italia). Un colpevole era già stato trovato (il padre della ragazza, guardone, lo stesso che gli aveva procurato l'insperato alibi aggredendolo il primo giorno dell'anno alle spalle con una spranga nel tunnel di Rho), perchè quindi correre ulteriori rischi col quinto omicidio (come puntualmente è successo, tant'è che è stato arrestato)? Ok, il padre sarebbe stato presto scarcerato perchè i primi due martedì aveva un alibi di ferro (faceva trasporti con una ditta fuori città il martedì notte rientrando sempre di mercoledì), ma nessuno avrebbe comunque sospettato di lui, una volta portato via il registratore, che era l'unica prova tangibile. Inoltre questa dinamica /MO di inscenare una serie di delitti per mascherarne uno solo, quello vero, voluto, era stata già sdoganata da Agatha Christie nel suo famoso romanzo "La serie infernale", anno 1936, al quale si è ispirato anche il racconto alla base del film, cioè "La quinta corda", di David McDonald Devine. Anche il modo in cui John si cerca o ottiene l'alibi è quantomeno inattendibile...come poteva sapere che il padre di Giulia gli avrebbe dato una randellata sulla schiena nel tunnel? Anche sapendo che stava sempre nei paraggi per spiare la figlia... non aveva mai prima di allora colpito nessuno. Oppure lo ha pagato (sapendo che cercava sempre soldi, come testimoniato poi durante il film con il ricatto del dott. Binni e di Vermont per mano del fratello di Giulia, Walter) per farsi colpire, ma in questo caso perchè rischiare uno scomodo testimone? Poi la cosa più strana, lui è stato l'unico ad essere aggredito di lunedì e non di martedì, e soprattutto, la cosa che più avrebbe dovuto far riflettere Bazzoni, sceneggiatore oltre che regista, John è stato l'unico a non essere stato ucciso. Non solo, ma non subirà più nessuna aggressione (solo persecuzioni telefoniche, ma non si avrà mai la prova, tant'è che ne parlerà solo col giornalista Andrea, che infatti, giustamente, gli chiederà come mai non avesse mai pensato di rivolgersi alla polizia). Ancora, tra la data dell'aggressione nel tunnel, che gli procurerà la frattura di una vertebra, e il primo delitto, quello di Sofia Binni, passerà un mese e dieci giorni, tutto il tempo per togliersi tranquillamente il busto e il collare e riprendersi, che incredibilmente continuerà a portare fino al mese di maggio, ossia ben 5 mesi dopo l'aggressione. Un fatto alquanto sospetto! Troppe incongruenze insomma.
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, in un solo film abbiamo Bazzoni, Morricone, Vittorio Storaro (3 oscar per la fotografia) e Eugenio Alabiso, il montatore del buono il brutto e il cattivo. Non è male alla fine. Diciamo che anche se la trama vacilla, resta un film discreto, che fa anche capire che un prodotto considerato marginale al tempo e oggi (chi lo conosce?) ha dentro delle manovalanze per alcuni superiori a qualsiasi film italiano degli ultimi trent'anni (alcuni fan lo considerano stilisticamente perfetto, per diverse scelte di regia e movimenti di macchina...come ho detto prima quello iniziale del bagno, il primo e il quarto omicidio... la sequenza stalking della vittima solitaria nel parco al crepuscolo crea una rappresentazione elaborata in cui la natura vertiginosa dell'assassino colpisce e li lascia disorientati, il che rende una sequenza assolutamente agghiacciante, ma ricalca quella di Amelia nel parco nelle 4 mosche di Argento. L'evidenziazione dello stalking nel finale funziona anche con l'idea di inseguire un bambino prima di entrare nell'inseguimento mirabolante, che è ciò che rende un finale emozionante).
In conclusione potremmo dire che "Giornata nera per l'ariete", alias "The Fifth Cord", è un thriller italiano piuttosto noioso... il giornalista Andrea Bild, interpretato da Franco Nero, è un personaggio sgradevole... la cinematografia, il lavoro con la telecamera e le ombre sono magnifiche. ..tuttavia, la sceneggiatura non è coinvolgente (diverse situazioni quantomeno dubbie), il killer non ha carisma (usa sempre armi diverse, strangola la prima vittima, provoca un infarto alla seconda, affoga la terza, sgozza la quarta) la conclusione è debole e il motivo degli omicidi è sciocco e assurdo (si affida all'astrologia e alla superstizione e questo non depone certo a suo favore)...insomma Andrea alla fine dice al commissario che si tratta di un "paranoico, sadico e superstizioso", ma non ce ne accorgiamo mai, nemmeno col senno di poi. Il titolo è una mezza rivelazione, poco suggestivo e anche quello che dovrebbe essere il punto forte cioè le musiche di Morricone qui sono sbiadite e incastrate male. I delitti si sarebbero dovuti studiare meglio...anche l'omicidio di Giulia, dopo quella buona ripresa col grandangolo fai vedere una timida rasoiata alla gola e finisce li. Si capisce che l'assassino non è motivato realmente a tutti gli altri delitti, e proprio quello che ha progettato di compiere sin dall'inizio (Isabel) non viene mostrato! (quando Andrea arriverà nella sua camera d'albergo, si vedrà semplicemente Isabel dentro la vasca da bagno ormai morta). Gli omicidi vanno sempre accompagnati da musiche adeguate...su questo non si può soprassedere...Non ci siamo qui. Non c'è trasporto, non c'è tensione. Questo film deficita gravemente di titolo, musiche e movente ad hoc (che considero fondamentali per un buon giallo). A fronte di una ottima fotografia, movimenti di cinepresa e di location abbastanza interessanti. Recitazioni appena passabili (ritroviamo qui Renato Romano, che solo pochi mesi prima aveva interpretato l'amico ornitologo di Sam Dalmas ne "L'uccello dalle piume di cristallo", qui relegato invece a un ruolo più marginale, coinvolto in squallidi e morbosi appuntamenti a base di sesso e drink). Insomma troppo poco per classificarlo un 'must' del genere giallo. Di Bazzoni ho apprezzato di più "Le orme" (1975), anche se si tratta di un giallo psicologico, ma mi ha trasmesso più emozioni.
Per chi volesse approfondire le ambientazioni, le può trovare qui:
https://www.davinotti.com/articoli/le-location-esatte-di-giornata-nera-per-l-ariete/320

media film 7,37 (65 commenti)BLACK RAIN - PIOGGIA SPORCA

Oskarsson88 @ oggi alle 11:25:00
   7 / 10

media film 7,83 (86 commenti)INTERCEPTOR - IL GUERRIERO DELLA STRADA

Scuderia2 @ oggi alle 11:18:24
   5½ / 10

media film 4,88 (4 commenti)AFTER 2

marcogiannelli @ oggi alle 11:11:08
   4 / 10

media film 4,88 (4 commenti)AFTER 2

marcogiannelli @ oggi alle 11:10:48     1 risposta al commento
   4 / 10
Locandina del film AFTER 2Personalmente una delusione, visto che con l'investigazione e con la famiglia Holmes vengo facilmente rapito senza fatica dallo schermo.
Certo, non aiuta aver fatto di una possibile stagione di una serie tv un film condensato di 2 ore.
La rottura della quarta parete è usata male, inizialmente come voice over poi fa solo da spiegone inutile, fino a fare solo occhiolini e robe inutili per utilità.
La sceneggiatura è bislacca, si incrociano storie senza che l'intreccio sia davvero efficace. Si va infatti spesso in contraddizione e si forzano spesso le situazioni. Gli stessi cambi di scenario avvengono senza climax e repentinamente.
L'innamoramento suggerito non ha granché senso se si segue bene il percorso dei due giovani.
Noi non partecipiamo alla risoluzione degli enigmi, fa tutto lei e non riusciamo in questo modo a percepirne la genialità.
I dialoghi sono fin troppo finti, non c'è una vera corrispondenza tra precedente e susseguente.
Gli attori sono perlopiù fuori parte, con l'eccezione della protagonista (che mi ricorda un pò Natalie Portman). Mycroft è scritto di *****, è un caga***** incredibile completamente lontano dal personaggio letterario, Sherlock un cretino e non si riesce proprio a identificarlo con quella mastodontica figura che sarebbe il suo personaggio. Avere poi un Cavill che sembra una statua e con un vestito appiccicato addosso rende il tutto una parodia.
In generale i maschi sono tutti personaggi negativi, le donne tutte intelligenti e acute, un modo sbagliato di trattare il tema dell'emancipazione femminile.
Quantomeno è girato benino, specie l'azione.

media film 5,78 (9 commenti)ENOLA HOLMES

marcogiannelli @ oggi alle 11:09:06
   5 / 10
Locandina del film ENOLA HOLMESPersonalmente una delusione, visto che con l'investigazione e con la famiglia Holmes vengo facilmente rapito senza fatica dallo schermo.
Certo, non aiuta aver fatto di una possibile stagione di una serie tv un film condensato di 2 ore.
La rottura della quarta parete è usata male, inizialmente come voice over poi fa solo da spiegone inutile, fino a fare solo occhiolini e robe inutili per utilità.
La sceneggiatura è bislacca, si incrociano storie senza che l'intreccio sia davvero efficace. Si va infatti spesso in contraddizione e si forzano spesso le situazioni. Gli stessi cambi di scenario avvengono senza climax e repentinamente.
L'innamoramento suggerito non ha granché senso se si segue bene il percorso dei due giovani.
Noi non partecipiamo alla risoluzione degli enigmi, fa tutto lei e non riusciamo in questo modo a percepirne la genialità.
I dialoghi sono fin troppo finti, non c'è una vera corrispondenza tra precedente e susseguente.
Gli attori sono perlopiù fuori parte, con l'eccezione della protagonista (che mi ricorda un pò Natalie Portman). Mycroft è scritto di *****, è un caga***** incredibile completamente lontano dal personaggio letterario, Sherlock un cretino e non si riesce proprio a identificarlo con quella mastodontica figura che sarebbe il suo personaggio. Avere poi un Cavill che sembra una statua e con un vestito appiccicato addosso rende il tutto una parodia.
In generale i maschi sono tutti personaggi negativi, le donne tutte intelligenti e acute, un modo sbagliato di trattare il tema dell'emancipazione femminile.
Quantomeno è girato benino, specie l'azione.
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