Recensione l'urlo - howl regia di Rob Epstein, Jeffrey Friedman USA 2010
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
Ciao Paul!
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione l'urlo - howl (2010)

Voto Visitatori:   6,21 / 10 (21 voti)6,21Grafico
Voto Recensore:   6,50 / 10  6,50
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film L'URLO - HOWL

Immagine tratta dal film L'URLO - HOWL

Immagine tratta dal film L'URLO - HOWL

Immagine tratta dal film L'URLO - HOWL

Immagine tratta dal film L'URLO - HOWL

Immagine tratta dal film L'URLO - HOWL
 

Presentato con successo al Sundance Festival di Toronto e, successivamente, al Festival di Berlino, "Urlo - Howl" mostra qualità che lo rendono uno dei film più interessanti dell'anno e, forse, uno dei più deludenti. Le ragioni sono diverse.
Dipende tutto dalle angolazioni. C'è sicuramente un tentativo nobile del cinema contemporaneo di flirtare con la letteratura, cercando di rendere protagonista proprio il testo omonimo, che si esprime attraverso le parole di un'icona ingombrante e discussa come Allen Ginsberg, o per meglio dire del suo portavoce (l'attore James Franco).
Ora, appurato che il reducismo non è altro che quella forma di inversione capace di standardizzare ogni rivoluzione culturale e filosofica del passato, diciamo subito che l'operazione in sè è dignitosa, celata purtroppo da uno smacco snobistico non del tutto giustificabile.

Rob Epstein e Jessie Friedman scelgono una strada a metà tra il biopic e il documentario, frammentando il tutto con immagini di repertorio atte a mettere in rilievo la dimensione del "manifesto temporale".
Epstein in particolare, noto militante gay e documentarista di fama, ha al suo attivo un curioso documentario su Harvey Milk del 1985, che a sua volta ha ispirato un recente e celebrato film di Gus Van Sant. Non a caso, le ultime immagini di quel film, quando Sean Penn cala il sipario sulla storia e si vede il volto del vero Harvey Milk, sono rubate proprio al film di Epstein.
In "Urlo - Howl" c'è la mano di Gus Van Sant come produttore. Un'influenza evidente. Persiste, nel cinema di Van Sant, il bisogno di espiazione nel raccontare i suoi personaggi. Lo ha fatto con le ultime ore di Kurt Cobain ("Last days") mentre cercava, senza riuscirci, di collocare i miraggi degli anni sessanta nella dimensione nichilista di una rockstar di fine millennio. E attraverso gli slogan di Harvey Milk, profeta di una rivoluzione culturale dove era necessario immolarsi come "ultimo martire" (dopo Kennedy, Martin Luther King, Malcom X, Che Guevara, etc.).

"Urlo - Howl" racconta in primis del celebre processo per oscenità del 1957 in seguito alla pubblicazione dell'omonimo e controverso poema di Ginsberg, una delle poesie più rivoluzionarie del XX Secolo.
La presentazione in versi alla Six Gallery di San Francisco nel 1955 precede un periodo abbastanza movimentato nell'establishment americano, dopo la fine del Maccartismo e l'espropriazione indebita di un codice di linguaggio finalmente realistico e innovativo, che ha messo alla berlina tutti i conformismi vigenti.
Dal periodo buio del Maccartismo l'America si è trovata ad affrontare una controrivoluzione che, negli anni successivi, avrebbe seminato molto più di quanto ha, verso la fine del secolo, raccolto. Uscivano film che trattavano apertamente di droga ("L'uomo dal braccio d'oro" di Preminger), di alcolismo ("Dietro lo specchio" di Nicholas Ray), di omosessualità ("Tè e simpatia" di Minnelli, "Improvvisamente l'estate scorsa" di Mankiewicz). Tennessee Williams era il commediografo più amato.
La Beat Generation letteraria trovava in William S. Borroughs il suo portavoce più oltranzista ed estremo: inventore del cut-up, si permetteva alla fine degli anni Cinquanta di sconvolgere le masse con un libro, "The naked lunch", in grado di sconvolgere le masse con un incredibile mix di violenza e metafore allucinogene. Andy Warhol e Roy Liechtenstein creavano la pop-art.

In questo clima, con un'occhio di riguardo a un personaggio come Kinsey, le fasi del processo per "Howl" rilevano quanto gli oppositori (gli stessi di Harvey Milk) cedano il passo davanti alla difesa. dell'Arte come forma esclusiva di libertà espressiva, da parte di colleghi e giornalisti, nei riguardi di Allen Ginsberg.
Tutto questo fa tornare alla mente una deliziosa commedia degli anni 60, distribuita in Italia con un titolo a dir poco deplorevole, "Prendila, è mia!".
In quel film un rigoroso e rispettabile conservatore, James Stewart, prendeva le difese della figlia (Sandra Dee) davanti ai metodi poco ortodossi dello Stato di reprimere la protesta giovanile. La ragazza, appassionata del più scabroso degli scrittori viveur del Novecento, Henry Miller, era pronta a difendere quelle pagine anche davanti al rifiuto iniziale del padre a considerarle "opere d'arte".
Stewart riusciva però a frenare il suo disappunto, e - difendendo il valore democratico delle idee - si trovava in prima linea a proteggere "la pietra dello scandalo", insieme a tanti giovani entusiasti e ribelli.

"Urlo - Howl" è un poema in tre atti dove l'autore dà libero sfogo alle frustazioni personali e alle sue idee sulla società del benessere. E' una prosa secca, furiosa, devastante, ma ancora oggi qualcuno la ricorda unicamente per quei versi dove la scurrilità sfugge a tutte le catalogazioni metaforiche messe in atto. E' un libero fluire di immagini e invettive che esprimono, proprio come "Il pasto nudo" di Burroughs, la deviazione morale attraverso la quale si cela il vuoto perbenismo.
La Beat Generation, attraverso la quale si sono mossi lo stesso Ginsberg e Burroughs, Keruack e Neil Cassidy, Ferlinghetti e Gregory Corso, ma anche outsiders come Ed Sanders e Tuli Kupferberg (fondatori di un gruppo musicale lisergico e irriverente come i Fugs) vive nel film tra i fumi di alcool dei locali, tra le svariate droghe e il be-bop. il free-jazz e l'omosessualità vigente che declama lo stesso Ginsberg.

Nonostante l'efficace alternarsi di estetica da fumetto e documentario, il film fa di Ginsberg l'eroe maledetto e delirante che tutti noi immaginiamo, senza peraltro scavare più a fondo sull'importanza radicale del personaggio.
E a un certo punto il film, nella sua sincerità un po' ingessata, finisce per svilire l'importanza del testo, facendo pensare davvero a "Howl" come uno sfogo onanista di uno scrittore-poeta in fuga dai suoi demoni (vedi la schizofrenia della madre e la malattia psichiatrica come illusoria forma di rifiuto del conformismo militante).
L'impressione è quella di un film impeccabile nella forma, che non riesce però a raggiungere lo spettatore inesperto e illuminarlo sull'importanza storica di "Howl", con le sue vicissitudini giudiziarie e la sua ottica letteraria.

Oggi "Howl" ha una veste autoriale alquanto singolare, in quanto si traveste da icona per trasmettere i conflitti e le ribellioni di una generazione pronta a mettere in discussione tutte le contraddizioni sociali del conformismo militante. E' infatti interessante lo "strumento" che ne fa il film, come se protagonista assoluto sia il poema di Ginsberg, l'effluvio di parole attraversate da immagini, piuttosto che lo stesso autore.
L'immaginario metaforico diventa realismo e cancella la fastidiosa sensazione che serva ad alimentare, oggi, la fame insensata di una ribellione retrò da parte delle nuove generazioni.

Le vicissitudini di Ginsberg, i frequenti rapporti omosessuali e i successivi viaggi lisergici in India, la morte della madre in manicomio, diventano forme assolutorie di liberazione.
Lo stesso tema della schizofrenia come atto di massima espressione di libertà è soprattutto una ferita personale da rimarginare, o da attutire. Il tema del Moloch, come Divinità, assume un concetto astratto (di sacrificio) atto a sconsacrare ogni riferimento alla pubblica ottusità del moralismo di massa.

La (bella) fotografia di Howard Lachman - già collaboratore di Wim Wenders per "Nick's movie" (1980) descrive abilmente il disagio di questa generazione di autori nei confronti della società americana.
Purtroppo alla fine si assiste a un crocevia controverso tra prosa e cinema, con gli spettatori di oggi divertiti e frastornati dalle parole di "Howl", come quelli della Six Gallery di San Francisco, nel lontano 1955.
E persiste la dimensione di "Icona", tanto più che il film si allontana da quanti non hanno conosciuto né letto mai nulla del "vero" Ginsberg.
Quanto ci assiste, questa distanza?

Commenta la recensione di L'URLO - HOWL sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di kowalsky - aggiornata al 11/10/2010 17.59.00

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

a quiet place: giorno 1abigail (2024)accattaromaacidamen (2024)
 NEW
animale umanoanimali randagianna (2023)arrivederci berlinguer!bad boys: ride or die
 NEW
cult killer - la vendetta prima di tuttodall'alto di una fredda torreeileenel paraisofantastic machinefederer: gli ultimi dodici giorni
 NEW
fly me to the moon - le due facce della lunafremontfuga in normandiafuriosa: a mad max sagagarfield - una missione gustosaghost: rite here rite nowgirasoligli immortali
 NEW
gli indesiderabili (2023)
 R
hit man - killer per casoholy shoeshorizon: an american saga - capitolo 1hotspot - amore senza retei dannatiif - gli amici immaginariil caso goldmanil coraggio di blancheil gusto delle coseil mio posto e' quiil mio regno per una farfalla
 NEW
il mistero scorre sul fiumeil regno del pianeta delle scimmieil segreto di liberatoin a violent natureinside out 2io & sissiio e il seccoio, il tubo e le pizzejago into the whitekinds of kindnessl’amante dell'astronautala memoria dell’assassinola morte e' un problema dei vivila profezia del malela stanza degli omicidila tartarugala treccial'esorcismo - ultimo attol'impero
 NEW
longlegsmade in dreams - l'italiano che ha costruito l'americamarcello mio
 NEW
matrimonio con sorpresa (2024)me contro te: il film - operazione spiemetamorphosis (2024)mothers' instinctnew lifeniente da perdere (2024)noir casablanca
 NEW
non riattaccareprima della fine - gli ultimi giorni di enrico berlinguerquattro figlie (2023)quell'estate con ireneracconto di due stagioniricchi a tutti i costiritratto di un amorerobo puffinroma bluessamadsaro' con tesei fratellishoshana
 NEW
shukransuperlunathe animal kingdomthe bikeridersthe boys - stagione 4the fall guythe penitent - a rational manthe rapture - le ravissement
 NEW
the strangers: capitolo 1the tunnel to summer, the exit of goodbyesthe watchers - loro ti guardanoti mangio il cuoretroppo azzurroun piedipiatti a beverly hills: axel funa spiegazione per tuttouna storia neraunder parisunfrosted: storia di uno snack americanovangelo secondo mariavincent deve morirewindlesswoken - nulla e' come sembra

1052230 commenti su 50929 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimi film inseriti in archivio

ALL YOU NEED IS DEATHANCHE I CINESI MANGIANO FAGIOLIBAG OF LIESBLOODLINE KILLERBUTT BOYCINDERELLA'S REVENGEDR. CHEON E IL TALISMANO PERDUTOE IL CASANOVA DI FELLINI?EASTER BLOODY EASTERI DUE TORERII SAW THE TV GLOWIL MIO CORPO PER UN POKERIL MONDO DI ALEXIL SIGNORE DEL DISORDINEINSOSPETTABILE FOLLIAIP MAN: IL RISVEGLIOISLAND OF THE DOLLSK9 - SQUADRA ANTIDROGALA FORZA DELLA VENDETTALA STRANA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTOLA TOTALE!L'APPRENDISTA DELLA TIGREMIO FIGLIO (2018)REFUGERINGO E GRINGO CONTRO TUTTISATAN'S SLAVE (1980)SPOONFUL OF SUGARSWIMTHE MONKEY KINGTHE MOONTHE PRINCESS (2022)THE SHE-CREATURETHE SOUL EATERUFO SWEDENUN AMORE IN PERICOLOWOMAN WALKS AHEAD

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

in sala


HIT MAN - KILLER PER CASO
Locandina del film HIT MAN - KILLER PER CASO Regia: Richard Linklater
Interpreti: Glen Powell, Adria Arjona, Austin Amelio, Retta, Sanjay Rao, Molly Bernard, Evan Holtzman, Gralen Bryant Banks, Mike Markoff, Bryant Carroll, Enrique Bush, Bri Myles, Kate Adair, Martin Bats Bradford, Morgana Shaw, Ritchie Montgomery, Richard Robichaux, Jo-Ann Robinson, Jonas Lerway, Kim Baptiste, Sara Osi Scott, Anthony Michael Frederick, Duffy Austin, Jordan Joseph, Garrison Allen, Beth Bartley, Jordan Salloum, John Raley, Tre Styles, Donna DuPlantier, Michele Jang, Stephanie Hong
Genere: azione

Recensione a cura di The Gaunt

POVERE CREATURE!
Locandina del film POVERE CREATURE! Regia: Yorgos Lanthimos
Interpreti: Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Jerrod Carmichael, Christopher Abbott, Margaret Qualley, Suzy Bemba, Kathryn Hunter, Hanna Schygulla, Vicki Pepperdine, Jack Barton, Charlie Hiscock, Attila Dobai, Emma Hindle, Anders Grundberg, Attila Kecskeméthy, Jucimar Barbosa, Carminho, Angela Paula Stander, Gustavo Gomes, Kate Handford, Owen Good, Zen Joshua Poisson, Vivienne Soan, Jerskin Fendrix, István Göz, Bruna Asdorian, Tamás Szabó Sipos, Tom Stourton, Mascuud Dahir, Miles Jovian
Genere: fantascienza

Recensione a cura di The Gaunt

archivio


THE DEVIL IN MISS JONES
Locandina del film THE DEVIL IN MISS JONES Regia: Gerard Damiano
Interpreti: Georgina Spelvin, John Clemens, Harry Reems
Genere: erotico

Recensione a cura di The Gaunt

MERCOLEDI' - STAGIONE 1
Locandina del film MERCOLEDI' - STAGIONE 1 Regia: Tim Burton, Gandja Monteiro, James Marshall
Interpreti: Jenna Ortega, Gwendoline Christie, Riki Lindhome, Jamie McShane, Hunter Doohan, Percy Hynes White, Emma Myers, Joy Sunday, Georgie Farmer
Genere: fantasy

Recensione a cura di Gabriele Nasisi

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net