4:44 ultimo giorno sulla terra regia di Abel Ferrara USA 2011
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4:44 ultimo giorno sulla terra (2011Film Novità

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locandina del film 4:44 ULTIMO GIORNO SULLA TERRA

Titolo Originale: 4:44 LAST DAY ON EARTH

RegiaAbel Ferrara

InterpretiWillem Dafoe, Shanyn Leigh, Paz de la Huerta

Durata: h 1.22
NazionalitàUSA 2011
Generedrammatico
Al cinema prossimamente

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Trama del film 4:44 ultimo giorno sulla terra

In un grande appartamento in cima alla cittÓ abita una coppia. Si amano. Lei Ŕ pittrice, lui un attore di successo. ╚ un pomeriggio come tanti - eccetto che non Ŕ affatto un pomeriggio come tanti, nÚ per loro nÚ per chiunque altro. PerchÚ domani, alle 4.44 di mattina, secondo pi¨, secondo meno, il mondo finirÓ pi¨ velocemente di quanto il peggior catastrofista avrebbe potuto immaginare. ArriverÓ lo sfacelo finale, non senza preavvisi, ma senza vie d'uscita. Non ci saranno sopravvissuti. Come sempre, c'Ŕ chi accendendosi l'ultima sigaretta e stringendosi i paraocchi spererÓ in un qualche rinvio. Un miracolo. Non i nostri due amanti. Loro - come la maggioranza della popolazione della Terra - hanno accettato il loro destino; il mondo sta per finire.

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Voto Visitatori:   6,05 / 10 (11 voti)6,05Grafico
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Voti e commenti su 4:44 ultimo giorno sulla terra, 11 opinioni inserite

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MonkeyIsland  @  14/11/2014 15:26:03
   4 / 10
Per quanto mi riguarda la peggior pellicola di Ferrara : prolissa, senza scopo, furba nel giustificare la pochezza di contenuti per via del contesto che fa molto Melancholia e di una vagezza impressionante.
Moscia anche la critica che traspare in più punti con la tv a fare da tramite con Al Gore e compagnia a ricordarci che loro ci avevano avvertiti, peccato che questa critica faccia unicamente da riempitivo.

Federico  @  12/10/2014 09:52:54
   7 / 10
La fine del mondo secondo Abel Ferrara.

Film "catastrofico" atipico destinato a non piacere a tutti.

Per me un film discreto anche se il termine di paragone naturale è Melancholia con quest'ultimo due spanne sopra.

Una visione comunque consigliata.

codino18  @  12/07/2014 17:31:47
   4½ / 10
Mah.... Non capisco la media così alta che tra l'altro mi ha convinto a noleggiare il nel nuovo blockbuster... Film lento noioso insignificante... Non ve lo consiglio

Beefheart  @  28/02/2014 15:00:16
   7 / 10
Discreto ritorno di Abel Ferrara che si "manifesta" nella sua interezza in questo film a bassissimo costo ma ad alta efficacia.
Ben diretti ed ispirati, gli interpreti danno il meglio e, unitamente alla scelta di musiche e location, contribuiscono a trasmettere una nitida sensazione di angosciosa inesorabilità.

-Uskebasi-  @  16/09/2013 18:34:59
   6½ / 10
Bah...
Più una lunga pubblicità alla Apple e a Skype che altro.
Qualche dialogo interessante, qualche contenuto interessante, ma non c'era bisogno di questo film per ragionare su certi concetti.
Troppo poco.

pinhead88  @  25/08/2013 14:14:18
   4½ / 10
Titolo anti-estetico per un filmetto altrettanto modesto e senza alcuno sprazzo di visionaria bellezza.
In un tempo indefinito una coppia di fricchettoni beatnik rimasti agli anni '60, lui un uomo inutile, lei una graziosa fanciulla che perde le giornate a dipingere cose astratte e orrende, scòpano, fanno un balletto, guardano la tv, riscòpano, qualche litigata, lui va a trovare un amico d'infanzia che lo prende per il cùlo, poi ritorna a casa e tanto per cambiare ci si fa un'altra trombàta attendendo la fine del mondo. L'ultima fatica di Ferrara si riduce a questo come un filmino fatto in casa.
Per carità, nulla contro la semplicità, ma un film semplice deve pure dir qualcosa, qui c'è davvero poca roba.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  19/07/2013 12:29:55
   7 / 10
La buona notizia (anzi direi ottima) è che Abel Ferrara non si è rincòglionito come si credeva. Si sa, va a periodi.
4:44 non è un film eccezionale ma ti lascia qualcosa, inoltre pur essendo l'ennesima variazione sul tema apocalittico da camera, dopo l'ottimo Von Trier, regala momenti preziosi. Merito di scelte di sceneggiatura dello stesso Ferrara che, per quanto non completa e frammentaria, riesce a comunicare una disperazione angosciante senza lasciarsi andare a nessun isterismo di massa o scene di delirio eccessive. La calma placida con cui scorre questa apocalisse, che noi sappiamo essere quotidiana per un "maledetto" come Ferrara che la frequenta e conosce bene, infonde una sorta di serenità angosciosa, di calma troppo razionalizzata. E' anche inverosimile una cosa del genere, diciamocelo, ma è una scelta del regista e va rispettata fino a un certo punto.
Dalla regia note positive: mai sopra le righe, molto "artigianale" a tratti ma mai troppo esagerato a parte quando si lascia andare alle scene di sesso che nel suo cinema sono sempre state poco comunicative a mio modo di vedere, troppo ritrite.
Inoltre è aiutato da un Willem Dafoe in forma che nonostante il poco con cui si ritrova a costruire il personaggio riesce ad infondergli uno sbandamento toccante e comprensibile.
Molto belle le parole finali:

"Ti amo, e già siamo angeli"

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  17/01/2013 00:32:24
   7 / 10
In questo film Abel Ferrara sembra creare un filo diretto con The Addiction nel raccontare l'Apocalisse quasi interamente vissuta tera le quattro mura di un appartamento. C'è un forte senso di ineluttabilità determinato da una condanna già espressa nel film precedente che in Last Days in Earth sta per compiersi. In generale regna la rassegnazione, ma anche negli ultimi momenti non mancano di emergere quelle pulsioni autodistruttive che tale condanna ha generato. E una pellicola interessante che sfrutta un incipit semplice, ma capace di esprimere una vasta gamma di riflessioni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  11/10/2012 11:08:38
   4½ / 10
Lui e lei in attesa della fine del mondo annunciata di lì a poche ore, lo strato di ozono sta scomparendo e per la Terra la condanna a morte sembra irrevocabile.
Abel Ferrara chiude in un appartamento i suoi protagonisti interpretati da un Willem Dafoe sottotono e un' imbronciata Shanyn Leigh, personaggi spenti e senza carisma, una sorta di figli dei fiori post-moderni che tra insegnamenti di sedicenti santoni e litanie indiane attendono il compiersi del fato.
Sullo sfondo la tv perennemente accesa propina notiziari e pareri di scienziati cui si aggiungono gli interventi di personaggi come Al Gore (per la serie:"ve l'avevo detto io") e il Dalai Lama (per la serie:"bastava seguirmi un attimo di più e non saremmo giunti a questo casino"), null'altro che semplici riempitivi, mentre l'imbarazzante contrapposizione tra lo smarrimento fin troppo contenuto e la paura del "dopo" , ammorbidita dalla certezza di un aldilà, si palesano senza mordente.
La fine è giunta ma non si avverte disperazione, tutto appare depurato da una rassegnazione che ritenere plausibile è arduo.Sembra che quell'incombere minaccioso non sia nulla di poi così definitivo e quindi diventi sopportabile.
Intanto dopo una scena di sesso piuttosto torrida lui litiga via skype con l'ex-moglie, saluta la figlia e va in visita a vecchi amici che gli fanno la moraletta, poi tenta di drogarsi.Lei dipinge tele orrende come una forsennata,si accomiata dalla madre in modo banalissimo e anziché struggersi perché tra poco finirà abbrustolita si lancia nella scenata di gelosia più inutile della storia.Stop.
Il film è tutto qui, mentre la santa trinità di Ferrara composta da sesso,droga e religione è solo sfiorata in questa apocalisse versione intimista di nauseante pochezza.
Aridatece Lars e Shyamalan, e pure i mostri dell' Umbrella al confronto hanno più senso di esistere.

4 risposte al commento
Ultima risposta 11/10/2012 21.08.16
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  21/09/2011 14:11:44
   7½ / 10
Mi ero "immaginato" il mio Leone d'Oro, ma devo ammettere che il film non aggiunge molto al tema, salvo la passività della gente in un'Apocalisse dominata dalla comunicazione verbale (cfr. la madre è Anita Pallenberg, ex-amore folle di Mick Jagger). Invero il film è visivamente stupendo: se Ferrara si guasta con una serie di dialoghi a dir poco grotteschi, il montaggio celebra cronometricamente le "ultime ore" della vita, in riflesso visionario di luci e ombre che fanno pensare a Cassavetes e Mullingan. C'è dopotutto un voyeurismo dell'Immagine che sembra cercare il Cinema anche dove non ce n'è traccia (Lynch insegna). Un film forse incompiuto e irrisolto, sì, ma anche un'ottima transizione verso la svolta di un regista geniale e spesso affaticato. Scena cult, un tenace massaggio al sedere della tipa (ugh)

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  14/09/2011 15:12:09
   7 / 10
film difficile, molto.girato tutto in una stanza, con 2 attori che interpretano una coppia che passa gli ultimi istanti di vita in attesa della fine del mondo.non è il solito abel ferrara, qui gira come fosse in un teatro ma la classe che ci mette nel farla è grande.dafoe ormai suo attore feticcio, con la sua fisicità dà anima e corpo al ferrara pensiero.non per tutti.

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