a classic horror story regia di Roberto De Feo, Paolo Strippoli Italia 2021
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a classic horror story (2021)

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locandina del film A CLASSIC HORROR STORY

Titolo Originale: A CLASSIC HORROR STORY

RegiaRoberto De Feo, Paolo Strippoli

InterpretiMatilda Anna Ingrid Lutz, Francesco Russo, Peppino Mazzotta, Will Merrick, Yuliia Sobol, Alida Baldari Calabria, Cristina Donadio, Francesca Cavallin, Justin Korovkin

Durata: h 1.35
NazionalitàItalia 2021
Generethriller
Al cinema nel Luglio 2021

•  Altri film di Roberto De Feo
•  Altri film di Paolo Strippoli

Trama del film A classic horror story

Cinque carpooler viaggiano in camper per raggiungere una destinazione comune. Scende la notte e per evitare la carcassa di un animale morto, si schiantano contro un albero. Quando tornano in sÚ, troveranno..

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Voto Visitatori:   6,77 / 10 (32 voti)6,77Grafico
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Voti e commenti su A classic horror story, 32 opinioni inserite

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AMERICANFREE  @  18/09/2021 22:03:30
   7 / 10
De Feo con il secondo film si conferma un ottimo regista di film horror. Bella e suggestiva la location, la trama mi è piaciuta parecchio. Ottima recitazione

Strix  @  14/09/2021 02:38:10
   7½ / 10
Partiamo con la premessa che io sono sempre buono con prodotti che "osano": detto questo, a me il film è piaciuto davvero tanto. Il colpo di scena rende tutto più...wow! E la scena del


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è tanta roba, ed è la scena chiave che ti fa capire dove va a parare tutto il film e quale sia il suo messaggio. Messaggio che arriva forte e chiaro.

Qualche ingenuità per via del budget non hollywoodiano, ci può anche stare e la si perdona. Ma l'idea per me è intelligentissima e lo è anche l'ultimissima scena, anche se non ho capito se


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In ogni caso il metacinema mi è piaciuto.
Peccato che non sia stata approfondita la storia di


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Forza, Italia! Il cinema di genere sta pian piano rinascendo. La direzione è quella giusta.

alex94  @  27/08/2021 15:25:16
   7 / 10
Forse lo script mette un po' troppa carne sul fuoco ed esagera con il citazionismo ( alcuni colpi di scena telefonati e a tratti a causa dell' eccessiva prevedibilità la tensione latita) ma la pellicola nel complesso funziona bene,risulta godibile e presenta un plot twist finale piuttosto ironico ed azzeccato.
Bene la confezione tecnica ( fotografia in primis) e ottimo l'utilizzo fatto delle musiche,non sempre convincente invece il cast.
Può risultare un operazione un po' furbetta, però diciamo che è un ottimo biglietto di rilancio per il cinema horror italiano.

Oskarsson88  @  23/08/2021 13:20:24
   8½ / 10
A me ha ricordato troppo Non si sevizia un paperino nel mettere musica soft e dolce durante scene truci, un po' Autostop rosso sangue nell'ambientazione del Sud e il viaggio in strada.
Detto questo, raramente rimango soddisfatto dagli horror ma in questo caso ho apprezzato moltissimo le scelte registiche a partire dal Sound design ottimo ma anche la fotografia e l'uso dei colori. Vero è che a volte sfocia quasi nel trash o piazza brevi attimi di comicità, che però tutto sommato ci stanno anche bene. Le scene violente ci sono ma non sono fatte per disgustare lo spettatore. L'atmosfera è inquietante tutto quello che sembra in un certo modo viene poi ti via via smentito. Per me molto originale, una vera chicca horror italiana con ottimo finale!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  19/08/2021 14:09:43
   7½ / 10
La prima parte di A classic horror story in effetti è una rivisitazione del genere horror con riferimento precisi per non dire palesi a tanti film passati ed anche recenti. I cinque protagonisti fanno parte del clichè del genere, tuttavia sono tutta'altro che didascalici o macchiettistici. Inoltre pur non entrando di sciabola sul versante della paura allo stato puro, il contesto creato è piuttosto inquietante, con punte stranianti come la sequenza della tortura al malcapitato inglese con sottofondo La casa di Sergio Endrigo. De Feo comunque alza il tiro ed a quasi due terzi del film si entra nel metacinema, stravolgendo in qualche modo ciò che fino a quel momento si era visto. Indubbiamente è un film intelligente, arguto in certi momenti e nientaffato banale. A me è piaciuto e De Feo sta diventando un riferimento per cinema di genere italiano, ammesso purtroppo che ce ne sia ancora uno. Sperare non costa nulla.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  06/08/2021 18:01:11
   7 / 10
Non è il classico horror, o meglio, ha la struttura del classico horror, ma non è un altro banalissimo teen horror con i soliti decerebrati che vengono fatti a pezzi uno dopo l'altro.
In questa sorta di "spaghetti horror" c'è un gioco di citazioni che omaggiano i classici americani e, al contempo, un forte radicamento in Italia, per ambientazioni e tematiche.
Tecnicamente ben fatto, nulla da invidiare a tanti prodotti americani dello stesso genere. Bene la regia, ma un plauso va soprattutto all'ottima fotografia, che rende l'opera visivamente molto gradevole.

The bitter end  @  03/08/2021 17:42:15
   7 / 10
8 al Folk horror
5 al Meta

Molto convincente la prima ora.. Il ritmo è buono, i personaggi funzionano e la storia mi è sembrata sufficientemente originale, inquietante e molto più credibile della gran parte degli horror moderni (anche i più apprezzati come Midsommar o The Ritual)

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Perfetta la location, ottimi i costumi (le maschere avrebbero meritato sicuramente più spazio in video, sarebbero potute diventare piccoli oggetti cult da indossare), la canzone di Gino Paoli calza a pennello ed il torture porn è dosato bene.
Insomma non ci vedo grandi difetti (forse avrei solo da ridire sull'attore principale che mi pare reciti da cani)..

Peccato che il twist, anzichè intrigare o incuriosire di fatto spenga il film e la rimanente mezz'ora è solo una grossa perdita di tempo. La storia diventa ridicola e prevedibile, il villain principale si rivela un cretino e il messaggio che intende trasmettere è banalissimo.
Faccio finta di non aver visto la scena dopo i titoli di coda, non ha alcun senso..

floyd80  @  30/07/2021 14:59:25
   7 / 10
Bella pellicola che omaggia fin dal titolo il genere horror, belle le ambientazioni e l'atmosfera, che tiene l'intrattenimento ad alti livelli.
La pellicola ha un taglio internazionale, sia nelle inquadrature che nel ritmo, ma nonostante questo non snatura il territorio in cui è ambientata. Si parla dell'Italia, si parla del nostro folclore.

Stupendi i post titoli :)

Niko.g  @  29/07/2021 15:26:02
   6½ / 10
Trovare canzoni di Sergio Endrigo e Gino Paoli nel bel mezzo di una scena horror non è una cosa che capita tutti i giorni e questi contrasti denotano una certa originalità, seppur sfacciatamente gratuita. Per fortuna non si è esagerato, evitando di mettere "Le tagliatelle di nonna Pina" durante la scena della tavolata. D'altra parte, "A classic horror story" fa del colpo di scena il suo pezzo forte, tenendo bello vispo lo spettatore più smaliziato che intuisce che ci sarà sicuramente dell'altro e nel frattempo si gode l'estetica della rappresentazione.

Il film richiede una dose massiccia di sospensione dell'incredulità, che non tutti gli spettatori saranno disposti a mettere in gioco. Per il resto, i mezzi per un rilancio dell'horror italiano ci sono tutti, ma serve più di un aggiustamento. A cominciare dalla cura dell'audio e dalla capacità diaframmatica di certi attori dediti al bisbiglìo, visto che i dialoghi a tratti sono indecifrabili (più di una volta sono andato a intuito collaborando personalmente alla stesura del testo).
Da segnalare la buona interpretazione di Matilda Lutz nella parte di Elisa e della Puglia, nella parte della Calabria.

Lucone  @  28/07/2021 21:56:02
   6 / 10
Peccato ..
Lati positivi : Regia magistrale , location interessanti , fotografia voto 9 ..
Lato negativo : recitazione veramente mediocre ..
Poteva uscirne un filmone !
Resta cmq il fatto che in un periodo così deprimente dal punto di vista culturale Italiano , vedere un " Horror " accettabile è già qualcosa .
Spendete di più nella scelta degli attori .

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/07/2021 13.41.55
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DankoCardi  @  28/07/2021 14:43:07
   4½ / 10
Roberto DeFeo mi aveva colpito con lo splendido "Il Nido" che mi era piaciuto molto, un prodotto finalmente diverso nel panorama italiano...quindi mi dispiace molto dire che ora mi ha deluso alquanto. Questo "A classical horror story" gode di una realizzazione tecnica sublime: regia, fotografia, scenografie etc...sono di livello ottimo. E' nella storia che non mi è piaciuto affatto: troppo "americana"! Solita storia di ragazzi in viaggio che cadono preda di una setta, con colpi di scena più o meno prevedibili, citazioni al cinema dell'orrore e scene torture-porn e rape 'n' revenge. Invece di fare qualcosa di nuovo si ripropongono gli stilemi di centinaia di filmetti horror-thriller di serie B statunitensi visti e rivisti. Ok, sarà voluto ma ciò non implica che debba essere condivisibile ed in questa sede mi limito a commentare il film in se e non le intenzioni dell'autore. Cosa ci fà un tipico chalet di legno americano nel mezzo della Calabria? Come ha detto giustamente l'amico che lo stava vedendo con me: "ma dove siamo, nel Connecticut?". Ad un tratto, giusto per ricordarci che siamo in Italia, si tira fuori un velatissimo (e scontatissimo) riferimento alla mafia; De Feo non manca di metterci di mezzo una critica alla società sensazionalistica italiana odierna ed al cinema attuale italiano che ha perso i generi...come appunto l'horror...e si basa solo su commedie e drammi; per carità questo è un discorso che mi trova assolutamente d'accordo, io sono anni che lo sostengo e sono un fautore di qualsiasi possibile prodotto horror o comunque di genere italiano. Ma l'impressione che mi ha dato è che questa pellicola non sia altro che una grandissima ruffianata, fatta dal regista per farsi notare oltreoceano con la speranza che qualche major Hollywoodiana lo ingaggi per dirigere negli States qualche blockbuster commerciale tipo The Conjuring, The Nun, Annabelle etc..
La domanda che cela il film (e che nel finale viene posta esplicitamente) è: gli italiani sono capaci di fare film horror. Per me la risposta è: assolutamente si! Ed è inutile ricordare che i vari Argento e Fulci hanno fatto scuola nel genere...ma dovrebbero farlo producendo opere originali e non limitandosi a copiare, copiare copiare...
Comunque voglio bene a Roberto De Feo, un regista italiano di genere, e spero di vedere presto altre sue opere future.

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Ultima risposta 29/07/2021 17.01.12
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fragolo1980  @  27/07/2021 18:18:53
   7½ / 10
Vedere un buon film horror italiano di questi tempi è veramente raro,certo non è un capolavoro e come detto dai registi questo è un film che "ruba molto " da tanti film americani (e si vede).
Secondo me potevano osare qualcosina di più sulla violenza ma è una piccola opinione personale.
Comunque da vedere.

Jumpy  @  26/07/2021 13:26:25
   5½ / 10
Come the Nest, mi è sembrato un mix dei vari clichè di genera, solo che stavolta, personalmente, non convince, si è voluto strafare pasticciando con tante cose

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creando un minestrone.
Tecnicamente è perfetto: fotografia, ambientazioni, taglio delle inquadrature, colonna sonora, ma proprio questo rende ancor più stridente il contrasto con i vistosi difetti: dialoghi (al limite dell'imbarazzante), recitazione/dizione (ok, va bene, si fa uso del dialetto, ma qui diverse volte non si capisce proprio cosa dicono perchè gli interpreti parlano male... per usare la presa diretta gli attori devon saper usare la voce).
Come capita poi negli horror di serie B, i protagonisti fanno praticamente di tutto per farsi uccidere dal cattivone (o i cattivoni) di turno, con comportamenti spesso senza logica (ma anche questa scelta, magari, vorrebbe essere un omaggio all'horror classico, appunto).

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Per gli appassionati di genere c'è una buona dose di violenza/splatter.
Finale che vira verso il grottesco/surreale/comico involontario... capisco il senso di voler fare critica

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Ma, paradossalmente...

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Insomma, mi è sembrato un dispiego di mezzi notevoli (c'è stato a livello tecnico sicuramente un gran lavoro... è evidente fin dalle prime inquadrature) ma complessivamente gestito male.

CyberDave  @  25/07/2021 19:31:07
   8 / 10
Altro grandissimo film di De Feo, che firma un horror diverso dal solito, pur utilizzando tutti i clichè del genere, chiaramente appositamente, con anche diversi tributi.
La prima parte è molto bella, con una tensione crescente che ti porta a chiederti continuamente cosa stia per succedere, poi arriva la genialata che cambia tutto e dà un altro senso al film.
La spiegazione finale è assolutamente geniale, coraggiosa e messa in scena molto bene.
Tutto torna al proprio posto, anche nella grottesca scena finale.

Da premiare per la bravura, le idee e il coraggio di proporre un film cosi, in Italia, dove negii ultimi anni ne abbiamo azzeccate poche.

Non vedo l'ora di vedere altre sue pellicole di questo livello.

Signor Wolf  @  24/07/2021 15:44:09
   7 / 10
Film fra il surreale ed il black humor, degno di un episodio di Dylan Dog,
peccato solo per un preambolo decisamente troppo lungo

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  22/07/2021 13:15:37
   8 / 10
Spettacolo puro, De Feo & Strippoli girano un film italianissimo (ambientazione calabrese, spaghettata, mafia) che sembra un horror statunitense, lo riempiono di cliché e citazioni che all'inizio sembrano un gioco di strizzatine d'occhio ma che alla fine trovano un senso perfetto, con un twist da standing ovation.

E poi, per una volta: regia splendida, attori in parte (soprattutto la Lutz) e fotografia bellissima e non televisiva. Fantastico.

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2 risposte al commento
Ultima risposta 23/07/2021 22.32.38
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EddieVedder70  @  22/07/2021 11:03:16
   8 / 10
Fin dal titolo il messaggio è chiaro "questa è una classica storia d'orrore". Beh, dichiarazione d'intenti esplicita per un target di pubblico che di film di horror ne ha sicuramente visti un po'. E' partiamo con le immagini di una telecamera che riprende i protagonisti. Il rapporto è tra il regista (De Feo) e noi (spettatori), siamo entità superiori che dall'alto della nostra posizione, guardiamo il film, seduti sul divano e commentiamo. De Feo ci continua a strizzare l'occhiolino, ci fa gli assist a cui noi "rispondiamo" e, ....un paio di scene dopo, "TAAAC, risposta esatta". E' un continuo tra citazioni simpatiche (e semplici) e situazioni equivoche, volutamente realizzate per spingerci a porci la domanda, che troverà poi la risposta. Risposta che, come ho già detto, già abbiamo scoperto; perchè questa è la nostra gratificazione, di soggetti intelligenti che godono, a fianco del regista, della visione del "classica storia horror". Capito lo schema, poi, nella seconda parte, dopo anche un paio di scene davvero "fastidiose" (quelli che ti fanno venire il subdolo brivido lungo la schiena alla "hostel"), è un tripudio di divertimento e soddisfazione. Il film vira in quello che, prima, era solo sottointeso e, in mezzo c'è l'italianità, la ndrangheta, la critica della società, i social, ecc.. ecc.. Per chi ancora avesse dubbi sugli intenti del regista, ci pensa il post finale a dissipare le ultime riserve.
Il titolo alla luce di cosa era il film nel film prende una nuova valenza, non è una classica storia horror, come tanti film di genere, è proprio una storia d'orrore


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Il film è capace di piantare i piedi nella realtà e a far capire/percepire che siamo in italia, che l'orrore è made in Italy.
Ricorda "Scream", cita infiniti altri titoli famosi, usa una credenza/leggenda alla base della criminalità organizzata, ha la giusta dose di sangue e "*****", la cattiveria che cinematograficamente paga e l'effetto "revange" (protagonista ad hoc) che può dare soddisfazione.
Ecco, quando siamo intelligenti e furbi, sappiamo fare anche i film horror, senza perdere la nostra originalità italica.
Non avevo amato THE NEST (sempre di De Feo), ma anche lì si vedeva che si aveva il giusto coraggio e l'ambizione di guardare oltre.
Ah dimenticavo. Buon cast, valide interpretazioni e qualità tecnica di rilievo, a partire da montaggio e fotografia.

antoeboli  @  21/07/2021 18:00:23
   8½ / 10
Se the nest risultò per me una piacevole sorpresa,visto che quando si parla di horror in italia,siamo ancora molto indietro rispetto ad altri stati europei,con il nuovo film della coppia De Feo-Strippoli,si toccano delle vette qualitativeche non avrei sperato di vedere.
Qui siamo di fronte ad uno slasher movie in salsa calabrese,che va a raccontare le tradizioni regionali di questa regione,però attingendo nella sua narrazione da tanti e tanti maestri del genere:
Omaggi a M.Bava,a King,a W.Craven,T.Hooper,e a toccare altri media come il videogioco di silent hill.Forse il piu grande pregio che può essere un difetto che qui l originalità è risicata in favore di uno splatter abbastanza massiccio e ben fatto e con un uso della fotografia ottimo come gia avvenuto con the nest.
Non manca però a livello di sceneggiatura il guizzo vincente di De Feo,che ti lascia a bocca aperta quanto meno te lo aspetti.

jason13  @  20/07/2021 22:32:58
   6½ / 10
Non male davvero...peccato solo che verso la fine sono presenti un po' di scene che fanno sorridere involontariamente e il dialetto stretto con cui senza sottotitoli non si comprende nulla.

Beefheart  @  20/07/2021 12:40:50
   8 / 10
Si, mi è piaciuto, mi ha convinto su tutta la linea. Un prodotto paradossalmente originale, nuovo, funzionante, tecnicamente ineccepibile, ben girato, raccontato e recitato. Una storia dell'orrore talmente classica da non avere l'impellente bisogno di risultare spaventosa ad ogni costo. E per questo efficace.
Un film italiano, prettamente per italiani, che gioca magistralmente con i clichè del genere - mettendoli in fila in un divertente ed ampio citazionismo non fine a se stesso - miscelati al nostro folk popolare che ci porta a conoscenza della leggenda di Osso, Mastrosso e Carcagnosso - in pratica Non Vedo, Non Sento e Non Parlo - nientemeno che i leggendari fondatori di camorra, 'ndrangheta e cosa nostra..
Un film intelligente, arguto, che con coraggio, scioltezza e disinvoltura "polemizza" contro l'ingiustificata assenza del cinema di genere tra le produzioni italiote e contro la stupida refrattarietà di un pubblico che non recepisce; generalmente proclive alle solite espressioni cinepanettonesche, o di mattonosi autocompiacimenti d'autore.
E l'aspetto più felice di tutto ciò è che non serve girare un capolavoro per centrare l'obiettivo; qui ad esempio ci sono un paio di difettucci trascurabili laddove, più o meno a metà, si prende una sorta di licenza narrativa - di quelle "crediamoci a prescindere" - e, sul finale, pare pigiare un po di più sull'acceleratore e rimanere leggermente vago.
In compenso c'è una grande cura del dettaglio, ci sono personaggi interessanti e credibili, c'è un commento sonoro sorprendentemente opportuno, c'è un'ironia azzeccata che stride il giusto, c'è un buon ritmo e, per non farsi mancare nulla, c'è anche una sostanziosa ed inattesa riflessione socio-cinemato-logica che va a segno.
Insomma, un buon prodotto, che sia di genere, italiano e co-prodotto Netflix, è qualcosa di epocale, di più unico che raro, che chiunque apprezzi anche solo minimamente il cinema non può trascurare. Consigliatissimo.

BlueBlaster  @  19/07/2021 17:52:28
   6½ / 10
Un horror italiano di discreta qualità, specie sotto gli aspetti tecnici (regia, fotografia e colonna sonora) e con una recitazione dal respiro internazionale.
Tuttavia, dopo aver spolverato dalla memoria appositamente quasi una decina di cult del genere horror, cerca di essere originale con un finale a colpi di scena e di critica sociale...per me ci riesce solo in parte in quanto se si ha una buona cultura del cinema di genere vengono alla mente una manciata di altri film d'oltreoceano.
Comunque il tasso di violenza visiva è buono, la tensione non manca, l'atmosfera nemmeno e alcune idee sono da premiare ed in specie quella di utilizzare la mafia calabrese in una pellicola dell'orrore.
Poteva certamente essere migliore ma comunque merita una visione.

VincVega  @  19/07/2021 15:34:30
   5 / 10
Pochi pregi e tanti difetti. Un horroretto che è un minestrone di vari sottogeneri e altri film (il primo che mi viene in mente è "Midsommar", che tra l'altro era palesemente ispirato a "The Wicker Man"). Buona la regia e la colonna sonora, scadenti sceneggiatura e interpretazioni (alcuni attori non riescono a farsi capire con la voce, si salva Mazzotta, il migliore), l'atmosfera è discreta a tratti. Ho trovato la pellicola un'occasione mancata, peccato.

Crystal_89  @  19/07/2021 11:24:10
   5 / 10
Tanto fumo (una campagna mediatica spropositata, per la media italiana, con ben 4 pagine sulla gazzetta dello sport il giorno dopo la vittoria degli europei), ma poco arrosto.
Il primo tempo è effettivamente una classica storia horror (o meglio, una versione casereccia di Non aprite quella porta, Wrong turn, Le colline hanno gli occhi...), non eccezionale ma guardabile.
Il secondo tempo, invece, prende una deriva "artistica" improbabile e opinabile, il tutto per arrivare a fare una critica infantile alla società attuale (morbosa, pettegola, attaccata ai social...).
Nota di demerito per alcuni attori, veramente agghiaccianti per caratterizzazione e dizione (tipo il regista-guidatore), e i dialoghi ("la mafia non è più quella di una volta" è stata l'apoteosi!)

matt_995  @  19/07/2021 11:06:41
   7 / 10
Gran bella sorpresa.
Al contrario di quanto detto dagli altri utenti, ho nettamente preferito la seconda parte, col disvelamento lento di tutti gli intrecci e dell'idea alla base del film.
La prima parte più convenzionale non del tutto riuscita. Si poteva fare di meglio con la recitazione (bravissima la ragazza straniera) e sulla fotografia.
Finale interessante e divertente, avrei preferito fosse anche più approfondito e durasse di più (diventando a tutti gli effetti un Revenge movie).
Poco sfruttata, ahimè, la grande Cristina Donadio.

topsecret  @  18/07/2021 22:13:21
   5 / 10
De Feo può mettere tutti i messaggi critici che vuole ma se gira un film di erdam servono meno di niente.
Classica paraculata all'italiana: mettere le mani avanti! Già con il titolo, che chiaramente non promette nessuna valenza originale, per proseguire con il racconto che si fa sempre più nebuloso, incapace di seguire un iter logico e lineare, per finire con il più classico dei finali ad minch1am, dove i messaggi critici sociali (inteso anche come social) sul cinema di genere non hanno nessuna rilevanza se non un mellifluo tentativo di scimmiottare i detrattori.
Velo pietoso sulla recitazione e sulla caratterizzazione dei personaggi, mediocri i dialoghi e livello gore, con relativo pathos, piuttosto blando che non produce nessun effetto da rilevare. Si salva, invece, la regia ma per De Feo c'è da evidenziare un netto passo indietro rispetto a THE NEST e, soprattutto, a ICE SCREAM.

camifilm  @  18/07/2021 17:52:55
   7 / 10
Lo scomodo per fare un esempio di come vedere questo film... TARANTINO.
Prendere un mix di ogni tipologia horror e mescolarla.
Ovvio che Tarantino è al momento il top.
Qui ci vedo del genio quanto meno nell'idea in ITALIA.
Non dovete cercare la veridicità degli eventi, gli horror non la hanno. E qui non la troverete. Questo è logico.
Credo e spero che anche la recitazione sia spesso scarsa come a omaggiare film horror anni 70 con attrici tipicamente urlatrici.
Ottima la cura delle due canzoni cult usate in momenti topici, e anche con la distorsione di un vinile dalla cinghia allentata (over 30 capiranno).
Dobbiamo sempre comprendere le difficoltà di intraprendere un filone diverso in Italia. Quanti attori e registi dopo un tentativo fuori standard son tornati o arrivati a fare solo commedie basso budget per un guadagno garantito.
Spero che le tecnologie nuove a costi più "accessibili" rendano possibile saltare le regole di Cinecittà...

Avrei gradito più effetti scenici visibili, comprendo però i costi. Magari anche l'uso almeno iniziale di un elemento invecchiamento pellicola proprio per omaggiare il viaggio in camper un genere tipo "non aprite quella porta". Resta comunque d'impatto la colonna sonora iniziale.

GRAZIE Per non averci infilato la solita storia post 2000 con le streghe del bosco e telecamere a presa diretta atte a far venire mal di stomaco e coprire la totale mancanza di idee.


Anche l'uso dei caratteri nei titoli di testa mi è piaciuto. Old-style. Grandi e rossi!

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Wilding  @  18/07/2021 12:29:47
   5½ / 10
Poco credibile, ma discretamente coinvolgente. Interessante la parte iniziale, poi si smarrisce in situazioni che sfiorano il ridicolo.

Macs  @  17/07/2021 08:34:54
   5 / 10
Francamente non ci siamo. Dopo l'ottimo "The Nest", che non era un capolavoro ma aveva coerenza e atmosfera, qui De Feo, forse distratto da troppi co-sceneggiatori e un co-regista, realizza un film poco credibile. Troppe cose non funzionano, dal punto di vista sia tecnico sia di scrittura. Nello Spoiler qualche dettaglio. Per il resto i soliti difetti del cinema di genere italiano - non ci siamo con la recitazione, perfino la dizione scarseggia in certi interpreti, e ci sono troppi dei peggiori cliche' degli horror di serie B. Ma e' soprattutto la struttura confusionaria il principale difetto: un film che e' citazionista, va bene, ma finisce per rivelarsi un gran pastrocchio di stili e stilemi: c'e' un po' di "Non aprite quella porta", "Midsommar", "Quella casa nel bosco", i revenge movies, gli exploitation anni '70, gli snuff movie... sinceramente troppo, anche perche' questi elementi non sono ben amalgamati ma affiancati l'uno all'altro come in un listone.
Nota di merito per fotografia e colonna sonora (rendere inquietante "Il cielo in una stanza" e' un piccolo miracolo), e per i titoli di testa.

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Moro89  @  17/07/2021 01:10:35
   6 / 10
Paura zero... "splatteroso" sì, ma nei limiti... l'idea era buona, anche il montaggio, la regia, la fotografia, le ambientazioni ecc.. il tutto non è affatto male. Chi sa di cinema percepisce che è tutto ben curato.
Però dai, recitazioni e dialoghi imbarazzanti. Il problema di fondo del cinema italiano sono proprio gli attori (eccetto quella solita manciata), c'è poco da dire.
Peccato. Comunque tutto sommato il film è apprezzabile e sicuramente merita la sufficienza anche per il "coraggio".

daniele64  @  16/07/2021 12:48:05
   7 / 10
Cinque sconosciuti , durante un ciaggio in car-pooling verso il Sud Italia , si trovano in una situazione inspiegabilmente pericolosa ... Il giovane regista Roberto De Feo , dopo il buon successo del suo primo film , " The nest - Il nido " , fa causa comune con un altro giovane cineasta , l' esordiente Paolo Strippoli , e trasferisce le ambientazioni dal plumbeo Piemonte alla solatia Puglia , ma le atmosfere rimangono lugubri e malsane . Se là ci si trovava in un anomalo zombie movie , qui siamo in un horror che affonda le sue radici tra le folkloristiche ed esoteriche origini della Mafia , miscelando l' attualità con arcani e sinistri culti misterici ( parecchio improbabili , a dire il vero ! ) . Essendo , come dice il titolo , una classica storia dell' orrore , la pellicola sembra un condensato di palesi citazioni cinefile , da " Midsommar " a " La casa " , da " Le colline hanno gli occhi " a " The wicker man " e da " Il rituale " a " Non aprite quella porta " . Ma tutti quelli che possono apparire stereotipi o banali richiami ad altre pellicole , hanno un senso che solo la visione del film riesce a spiegare , anche se , con un po' di attenzione , la svolta non è prorpio imprevedibile . Infatti questa pellicola può essere vista anche come una metafora critica della nostra società moderna , intrisa di triste voyeurismo ed affamata di immagini violente o perverse con cui i mass media ci inondano a getto continuo . Quelle tragedie quotidiane che seguiamo con tanto interesse in TV , come se fossero fiction , senza pensare alle reali sciagure che sono ed alle sofferenze che comportano . La storia , va detto , funziona piuttosto bene ed è ben girata tecnicamente e visivamente , grazie anche all' eccellente fotografia di Emanuele Pasquet . Si tratta infatti di una pellicola molto curata , con un ottima ricostruzione delle locations e con maschere e trucco su magnifici livelli . Cast giovane ma molto efficace , che vede solo un paio di volti abbastanza noti : la bravissima Matilda Lutz , già vista in altri film del genere ( speriamo che non si specializzi ! ) e Peppino Mazzotta , il Fazio degli sceneggiati televisivi di Montalbano . In definitiva , un film horror truce ma non troppo splatter , con una riuscita colonna sonora originale , arricchita da un paio di brani di cinquant' anni fa che , nella contestualizzazione delle scene , diventano assai inquietanti . Quindi , nonostante la produzione Netflix , una pellicola piacevole e godibile , da 7 abbondante .

Evarg Nori  @  16/07/2021 07:35:32
   7 / 10
Di solito quando esce qualcosa di nuovo preferisco sempre aspettare che la "bufera" si calmi,guardarlo dopo un pò a mente fredda e lucida.Ma stavolta ho fatto un'eccezione,e ne sono contento.Voglio cominciare dicendo che questo film non lo reputerei un capolavoro come hanno già fatto alcuni:a dispetto del twist metacinematografico,un pò come Scream si serve abbondantemente di quegli stessi stereotipi che vuol mettere alla berlina,e non aggiunge nulla ai vari film che cita.Ma questo non influisce minimamente sul piacere dell'insieme.Se per alcuni è un film "all'americana" in senso negativo per me lo è in senso positivo,non ha nulla da invidiare ai prodotti d'oltreoceano.Merito della professionalità dei registi:tecnicamente non fa una piega,lo svolgimento è gestito con mestiere(molto bella la parte della leggenda narrata attraverso i quadri,e belle truci le maschere della setta) e personaggi e dialoghi sono semplici e proprio per questo efficaci.Altra nota di merito al cast,oltre all'ottima Mathilda-Revenge-Lutz segnalo anche il Mark Zuckerberg rossoriccioluto e l'Andy Serkis cicciottello nostrano 😛...Non ho affatto trovato invadenti o pretestuose le varie citazioni,anzi:quella di Misery sulle note di "La casa" è sadicamente notevole,e quella di Non aprite quella porta simpaticamente grottesca(non avendo ancora visto Midsommar non posso fare confronti in merito).Per le parti in rosso...si potrebbe pensare a Mandy?Poco ma discreto il gore e belle musiche.Tornando al twist metacinematografico...all'inizio mi ha lasciato un pò così,ma quando riprende l'azione con un tocco di Tartantino e dello stesso Revenge ho apprezzato assai.Diciamo che è una trovata simpatica ma non così geniale come l'hanno definita in parecchi.Idem per il finale in spiaggia e la sequenza post credits.Insomma al pari di The Nest è solo prodotto di genere ma piacevolissimo e meritevole di attenzione,che fa sperare assai bene per il futuro del regista.Di certo tra le cose migliori uscite nel panorama nostrano recente(non si può dire indipendente visto che dietro c'è Netflix).

DeviL70  @  15/07/2021 11:54:38
   8 / 10
Signori e signore, abbiamo una delle rivelazioni di quest'anno, A Classic Horror Story di Roberto de Feo (regista di The Nest) e Paolo strippoli è qualcosa di grandioso, un bel gioco di omaggi al passato dello slasher horror ma al tempo stesso un'innovazione per il futuro, una visione totalmente folle, sanguinaria e visionaria del genere da parte di due registi che si vede lontano un km che sono appassionati, il film trasuda puro amore per l'horror e svolge anche un' interessante critica sociale verso le sue battute finali, con tanti colpi di scena che si accavallano uno sopra l'altro e tutto questo senza perdere un minimo di smalto e di italianità, tanta bella tecnica registica e fotografica che risaltano anche le performance del cast, tutti bravi ma direi che possiamo fare una menzione ad honorem per Matilda Lutz, bellissima, brava e super convincente nel ruolo di final girl della situazione, tutto questo può essere davvero la rinascita del genere horror nel nostro paese? Forse, di sicuro è un ottimo inizio, e se pensate che dal trailer ricordi Non Aprite quella porta o Midsommar ooh credetemi è molto, molto di più!!

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