anime nere regia di Francesco Munzi Francia, Italia 2014
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anime nere (2014)

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locandina del film ANIME NERE

Titolo Originale: ANIME NERE

RegiaFrancesco Munzi

InterpretiMarco Leonardi, Peppino Mazzotta, Anna Ferruzzo, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova

Durata: h 1.43
NazionalitàFrancia, Italia 2014
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 2014

•  Altri film di Francesco Munzi

Trama del film Anime nere

Storia di una famiglia criminale vista dall'interno, negli aspetti pi¨ emotivi e contraddittori, che si spingono fino agli archetipi della tragedia greca. In una dimensione sospesa tra l'arcaico e il moderno, si svolge il racconto di tre fratelli che, dal Sudamerica e dalla Milano della finanza, sono costretti a tornare nel paese natale sulle vette selvagge della Calabria per affrontare i nodi irrisolti del passato.

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Voto Visitatori:   7,42 / 10 (25 voti)7,42Grafico
Miglior filmMiglior regista (Francesco Munzi)Miglior canzone originale (Massimo De Lorenzo, Giuliano Taviani)Miglior sceneggiatura (Maurizio Braucci, Fabrizio Ruggirello, Francesco Munzi)Miglior musicista (Giuliano Taviani)Miglior autore della fotografia (Vladan Radovic)Miglior produttoreMiglior fonico di presa diretta (Stefano Campus)Miglior montatore (Cristiano Travaglioli)
VINCITORE DI 9 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior film, Miglior regista (Francesco Munzi), Miglior canzone originale (Massimo De Lorenzo, Giuliano Taviani), Miglior sceneggiatura (Maurizio Braucci, Fabrizio Ruggirello, Francesco Munzi), Miglior musicista (Giuliano Taviani), Miglior autore della fotografia (Vladan Radovic), Miglior produttore, Miglior fonico di presa diretta (Stefano Campus), Miglior montatore (Cristiano Travaglioli)
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Voti e commenti su Anime nere, 25 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Manticora  @  16/10/2016 15:50:02
   7 / 10
Muzi si confronta con il genere crime story,e non sono rose,la parabola di tre fratelli,due che comprano e rivendono stupefacenti al nord e uno che invece è rimasto nel paese in Calabria e praticamente non li vede mai. In questo contesto la bravata del nipote porta i due transfughi a tornare in Calabria,per risolvere questioni irrisolte. Ma nel contesto locale,tra vecchi dissapori e ruggini mai sopite con un altra famiglia, verrà innescata un altra faida che porterà infine a conclusione

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Un film duro,senza fronzoli,recitato in dialetto calabro,con cui Muzi tratteggia un affresco potente della malavita locale,senza fantasticherie e con una durezza che non lascia speranza per nessuno,ottimo il cast,formato da attori in parte,per la maggior parte sconosciuti,dove l'unica star è la Bobulova.

popoviasproni  @  24/09/2016 19:25:19
   8 / 10
Epilogo di un attualissimo 'Ndrangheta-drama familare.
Coraggioso nei ritmi quasi liturgici.
Concreto nei contenuti.


INESORABILE

Light-Alex  @  24/09/2016 17:24:32
   6½ / 10
Il film affronta di petto il tema della 'ndrangheta calabrese, facendoci immergere lo spettatore a partire dalle vicende della famiglia del luogo. La famiglia è l'unico elemento indissolubile; anche se al suo interno i suoi componenti sono mossi tutti da intenti e idee differenti.
Il film è cupo, duro e realista. Abbandona forme di spettacolarizzazione e di manierismo e al contrario torna all'origine e alla verità più rude della malavita.
Non si batte la via del ritmo, dell'azione, o della esaltazione degli "eroi negativi", tipica dei gangster movies, ma qui al contrario si indugia sulla descrizione della realtà povera, rurale, sull'assenza di cultura, sulla omertà, sulla religiosità inadeguata, sulla scelta del dialetto come lingua del film.
E' un lavoro dal forte connotato verista; angosciante, veritiero, anche se nel complesso descrive una realtà tristemente già nota. Lo fa col coraggio di non inserire artifizi scenici finti, lo fa con un'ottima regia, ma allo stesso tempo lo fa con una storia che sa di già visto.

Il finale per me è una nota di imprevedibilità positiva, soprattutto in un film dove tutto sembra un po' essere già scritto.

SANDROO  @  24/09/2016 13:03:31
   7 / 10
Film impegnativo non per tutti nel senso che bisogna essere appassionato di cinema per stargli dietro. Bellissima fotografia, sceneggiatura e regia; buoni anche gli attori.
Una lode grande la faccio al titolo.. Perfetto! Chi ha visto il film capisce.
SE NON SIETE FILMOGRAFI NON GUARDATELO...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  26/05/2016 11:48:01
   7½ / 10
Nere sono le anime dei fratelli Carbone, che per uno strano scherzo del destino già dal cognome richiamano tonalità oscure. Rocco e Luigi abitano a Milano, si sono arricchiti col traffico di droga e nel capoluogo lombardo mandano avanti affari milionari attraverso coperture concernenti imprese edili. Luciano invece è rimasto al paese, non vuole avere a che fare con la malavita, alleva capre e si scontra con il figlio Leo desideroso di seguire le orme degli zii.
Modernità e rituali arcaici sono il contrasto sul quale Munzi costruisce la sua storia di vendetta e dissapori vetusti. Faide pronte ad esplodere dopo che il bisogno di sangue è rimasto anestetizzato per tanto tempo, eppure ancora vivo e vegeto, tanto da riemergere dai meandri della memoria a causa di una stupidaggine giovanile.
Dopo gli interessanti "Saimir" e "L'odore della notte" il regista romano scala un altro gradino verso la maturità autoriale, tratteggiando un dramma famigliare senza alcun barlume d'amore nell'ambito di una socialità basata su leggi sorde ai richiami del governo centrale, sostituito da quello locale del paesino arroccato sull'Aspromonte e regolato da pallottole e coltellate.
Le luci di Milano coi suoi grattaceli e gli interni lindi, dall'algida accoglienza, contrastano con la vitalità primitiva dell'entroterra calabrese sfregiato da un'edilizia dissennata.
La fotogarfia assume toni sempre più tenebrosi mentre l'effetto domino è in atto, si viene quasi fagocitati dai cromatismi melmosi in cui sembrano sprofondare i vari personaggi raccontanti da uno sguardo esterno pudico, mai particolarmente critico o accusatore, ma efficace nel centrare certe dinamiche in cui l'appartenenza è fattore al quale non si può sfuggire. E mentre gli uomini decidono, anche future alleanze con metodi tribali, le donne vivono ai margini, frutto delle lune altrui, ipocritamente non vedenti anche nell'emancipazione milanese.
Recitato (ottimamente) in dialetto calabrese (sottotitolato), "Anime nere" trova negli aspetti culturali di natura barbarica le ragioni della tragedia, mentre regole stabilite in tempi ormai lontani influiscono ancora, in maniera radicale, su un capitalismo criminale gestito da anime nere, ingranaggi perfetti per mandare avanti il massacro senza fine.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  20/10/2015 11:15:28
   7½ / 10
Il film di Munzi ha fatto incetta di David di Donatello a discapito de "La grande bellezza" portando la mia curiosita' a mille.
In effetti questo lavoro è sicuramente da elogiare. Regia, fotografia e interpreti sono al top.
Come se non bastasse una sceneggiatura che pian piano ti coinvolge con fatti sempre piu' gravi, un effetto domino che prevedibilmente portera' tutto alla tragedia.
Tutto reso cupo dal grigiore del paesaggio e dagli abiti scuri dei protagonisti. Nero, come le loro anime.

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  17/10/2015 12:33:15
   7 / 10
Una piacevole sorpresa, un film in continuo crescendo fino a culminare in un azzeccatissimo finale.

suzuki71  @  01/09/2015 10:40:58
   7½ / 10
Dopo "Gomorra" e "Salvo", un nuovo capitolo del filone malvitoso italiano poteva sembrare un azzardo... e invece questo film convince, con un buona fotografia e prove d'attori senza sbavature in un crescendo d'intensità, fino a un potente finale.

markos  @  01/07/2015 13:54:22
   7 / 10
Buon film, bravo il regista. Storia di una famiglia calabrese presa dai rancori del passato. Ottima recitazione in dialetto calabrese. A tratti un pò lento. Comunque, da vedere.

peppe87  @  29/06/2015 12:02:20
   6 / 10
non mi ha entusiasmato piu di tanto apparte il finale

polbot  @  22/06/2015 22:53:36
   9 / 10
Un Donatello sacrosanto. Sceneggiatura asciutta, ma efficace; personaggi ben delineati e interpretazioni di livello. Una Gomorra calabra, meno "western" della fortunata serie, assolutamente compiuta all'interno del tempo di un film

crayon  @  22/06/2015 16:04:03
   9 / 10
Asciutto. Una corda tesa. Nessuna sbavatura.
Il titolo non lascia scampo.
Tutto nel film è tragedia. Il paesaggio, scorci della terra di Calabria dove la natura è irremediabilmente sfregiata dalla bruttezza, non finitezza, mezza modernità degli edifici. I volti, meravigliosamente fotografati, che sembrano piangere sempre. La luce nera, lontana anni luce dalla solarità calabrese di superficie e di turismo. Il fango. Il silenzio.

dagon  @  14/06/2015 16:32:24
   7½ / 10
Film che sceglie di parlare di una certa criminalità seguendo una strada diversa da quella in voga: non c'è enfasi, non ci sono personaggi accattivanti, si evita completamente la fascinazione per il cattivo alla "romanzo criminale" e "gomorra". Il regista ci porta in una realtà fuori dal mondo, un vero mondo a parte, con le sue regole non scritte, il suo linguaggio incomprensibile, con le sue dinamiche implacabili. Un senso di rassegnazione e di ineluttabilità domina tutto, ognuno è ingranaggio di un meccanismo da cui non è possibile sganciarsi. E non ci si prova neppure.

wicker  @  10/04/2015 19:02:04
   7½ / 10
La cosa più sbagliata che si può pensare è che sia un film sull'ndrangheta..
è un film su una famiglia schiacciata dal peso di non poter uscire da antichi vincoli con l'ndrangheta.
Ben sceneggiato,cupo,torvo,arcaico come le case del paese di campagna,scuro come l'umore degli attori,convinti che ci sia sempre qualcuno che ti vuole fregare,impassibile come le donne della famiglia,che tutto vedono ma dicono solo mezze frasi.
Un destino già scritto che aspetta solo il suo momento di arrivare.
Meno casinista di gomorra,meno vistoso di film sulla mafia,questo lo sguardo del regista sulla Calabria.

TheLegend  @  19/03/2015 06:47:12
   7½ / 10
Uno spaccato di vita di una famiglia criminale calabrese davvero ben rappresentato.
Complimenti a questo regista.

giannip62  @  13/03/2015 16:53:01
   9 / 10
con ritardo ma l'ho visto,che dire,da brividi

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  17/02/2015 13:33:52
   8 / 10
Finalmente un bel film italiano, nudo e crudo. Attori eccezionali, perfettamente in parte. La ndrangheta che si origina dalla povertà e dall'ignoranza che arricchisce, abbrutisce e fatalmente si ritorce contro.

Un inno alla legalità, senza nemmeno l'ombra della retorica!

Wilding  @  18/11/2014 21:06:55
   9 / 10
Rollo Tommasi  @  10/11/2014 19:58:32
   6½ / 10
Voto che precipita a causa del finale sbadato e sbandato (spoiler) e dalla sensazione di incompiutezza che si avverte nella visione della seconda metà del film.
L'assenza di credibilità di alcuni personaggi ed alcuni aspetti non chiari del plot lo rendono un titolo sotto la media (sul genere "realismo italiano", si consiglia l'ottimo Nuovomondo di Crialese con Charlotte Gainsbourg; tra l'altro, la nonnina di Anime Nere interpretava la matriarca anche in Nuovomondo....).

Uso compiaciuto ma mai sgradevole del dialetto si****.

Unica nota di merito : una recitazione complessivamente buona, specie per le tendenze enfatico-teatraleggianti che spesso esibisce il nostro cinema (si allude ad esempio agli attori de L'Arbitro, con Stefano Accorsi e Geppy Cucciari...).


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ivanello  @  29/09/2014 12:22:45
   7 / 10
Ero indeciso se mettere 6,5, perchè penso fosse il voto più adatto. Tuttavia voglio dare mezzo voto in più perchè il film racconta ciò che qui, in Calabria, molti non si aspettavano che venisse raccontato. Certi aspetti, certe vite, certe vicende, certi luoghi, sono noti. Vorrei dividere il giudizio in due parti.
Sul film: lento nella prima parte, ma è un racconto che farà meglio comprendere lo sviluppo delle sequenze finali. Il personaggio del maggiore dei fratelli (l'attore più bravo), credo racchiuda il messaggio che il regista ha voluto trasmettere, una sorta di ribellione da un contesto dal quale, nella vita reale, è molto più difficile emanciparsi. Un pò troppo teatrale in alcune scene, ma ciò che era importante era parlare non della storia della 'ndrangheta e della sua rinomata ferocia, ma una storia sulla (dis)umanità nella quale a volte si è costretti a vivere.
La seconda parte del giudizio riguarda più che altro le reazioni che ho visto al cinema: la maggior parte della gente esce quasi delusa perchè molti, qui, si aspettvano forse un documentario sulle faide, una guerra in stile gangster movie, con quel subdolo ma pericolosissimo senso di soddisfazione che si ha nel sapere di essere parte di queste terre criminali. Si combatte la mafia a parole, ma poi nei fatti c'è una sorta di orgoglio nel dire "abbiamo l'organizzazione criminale più potente del mondo". Insomma molti volevano vedere confermata questa forza perchè credo che da queste parti, in fondo, siamo tutti un pò 'ndranghetisti nell'atteggiamento. Felice che questo stupido orgoglio sia stato spiazzato dalle scelte del regista.

5 risposte al commento
Ultima risposta 01/10/2014 17.46.57
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massapucci  @  29/09/2014 00:01:49
   7 / 10
"Anime nere" non è un film sulla 'ndrangheta. E' un film su una famiglia di 'ndrangheta. Più precisamente: sulle vicende ambientate in Calabria dei principali componenti di una 'ndrina, che devono fare i conti col loro passato, e quindi col proprio destino.
Da questo punto di vista si tratta di un film "minimalista". Raccontare la 'ndrangheta - la 'ndrangheta a tutto tondo - attraverso un film, di per se di relativamente esigua durata, è cosa molto ardua. Questo film, come detto, non racconta la 'ndrangheta. E però, paradossalmente, il rischio che la visione di questo film porta con se è che lo spettatore (non informato) incappi nell'errore di pensare che sia questa la mafia calabrese. E che sia questa la Calabria.
La 'ndrangheta ha molte facce, e la Calabria ne ha tante diverse a seconda che si considerino i piccoli o i grandi centri, le zone costiere o l'entroterra, e così via.
Il film lo consiglio. Tecnicamente ben fatto. Attori all'altezza. Niente spettacolarizzazione alla "Gomorra - La serie", per intenderci. Quando testé detto penso basti a far quantomeno intendere che si tratta di un lavoro insolito, di controtendenza, che merita la visione.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  24/09/2014 22:38:19
   7 / 10
Non sai spiegarti bene il perché, ma "Anime nere" è un film importante nella cinematografia italiana di questi anni. E' un film fatto col cuore, anche se proprio lo stile andrebbe elogiato e criticato allo stesso modo per la sua uniformità ideologica, quasi volesse denutrirsi dei cliché e al tempo stesso non sradicarli interamente. Un mantra familiare degno del capolavoro di Ferrara, "Fratelli", con qualche momento forse non completamente carburato (i funerali di... ops spoiler). E' un film sincero che non tutti capiranno (io stesso ho faticato a comprendere il gergo mafioso, tipo la frase "campi cent'anni") sostenuto da un attore (Marco Leonardi forse???) strepitoso, specialmente nell'ultima grande scena il suo sguardo è di quelli che non si dimenticano: perduto e assalito da rabbia vendetta e rimpianto

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/09/2014 12.26.50
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Larry Filmaiolo  @  22/09/2014 13:24:47
   7½ / 10
duro, cupo, ben recitato e ben diretto; imperdibile per chi subisce il fascino del gangster movie, genere qui sublimato tra i paesaggi di un aspromonte meraviglioso.
munzi, terrò a mente questo nome.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  21/09/2014 11:18:39
   8 / 10
Anime nere è un viaggio a ritroso delle origini del fenomeno della 'ndrangheta. Inizia in maniera convenzionale, accordi tra cartelli per la gestione di traffici illeciti fra grattacieli, abitazioni e barche di lusso per essere portati nel cuore stesso della 'ndrina, tra i paesaggi selvaggi dell'Aspromonte, dove tutto ha avuto inizio, dove il retroterra culturale dei tre fratelli li ha giocoforza formate a delle dinamiche impossibili da sfuggire. I tanti pregi di questo film possono essere riassunti nell'eccellente equilibrio tra la descrizione sociale del contesto le dinamiche interne della famiglia. I personaggi sono ottimamente tratteggiati nella caratterizzazione di base e nella loro evoluzione. Il tutto immerso in un'atmosfera cupa, un cielo sempre nuvoloso quasi a toglire solarità ad una vicenda e allo stesso tempo ad un ambiente che fra palazzi costruiti a metà e scuole abbandonate ha il solo sbocco nella vita criminale, nei suoi codici arcaici, nelle sue faide senza fine. Complimenti a Munzi.

Dexter80  @  20/09/2014 10:43:17
   5 / 10
Gridano al capolavoro, ma è la solita storia di malavita del sud Italia, etnica, rurale e criminale. Bravi gli attori, bellla la fotografia, ma l'effetto deja-vu ti accompagna durante tutta la visione. Un episodio stiracchiato e con fastidiose lentezze di Gomorra -La serie.

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