antibodies regia di Christian Alvart Germania 2005
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antibodies (2005)

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locandina del film ANTIBODIES

Titolo Originale: ANTIKÖRPER

RegiaChristian Alvart

InterpretiNorman Reedus, Christian von Aster, André Hennicke

Durata: h 2.07
NazionalitàGermania 2005
Generehorror
Al cinema nell'Agosto 2005

•  Altri film di Christian Alvart

Trama del film Antibodies

Dopo una lunga caccia all'uomo, il serial killer Gabriel Engel viene finalmente arrestato. Un poliziotto di paese arriva in citta' per interrogarlo sull'omicidio di una bambina del posto.

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Voto Visitatori:   7,33 / 10 (6 voti)7,33Grafico
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Voti e commenti su Antibodies, 6 opinioni inserite

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pinhead88  @  28/08/2013 14:39:57
   6 / 10
Un thriller che cita qua e là ''Il silenzio degli innocenti'', in pratica invece che un cannibale dietro le sbarre c'è un assassino pedofilo.
Diciamo che dall'incipit mi aspettavo qualcosa di più oscuro e cattivo, invece il film si limita a riprendere gli schemi hollywoodiani con la solita narrazione precisa, indagini, ecc.
Mi ha colpito soprattutto per i dialoghi del sk, molto frenetici ed espliciti, infatti a parer mio si salva solo la figura di Engel.
Il resto mi ha annoiato un po', soprattutto per i troppi momenti inutili e romanzati che girano intorno al generale campagnolo e la sua famigliola, tutto ciò per arrivare ad un epilogo sul nulla.
Dura troppo effettivamente ed è noioso, ma non metto in dubbio che sia un prodotto brillante in mezzo alle tenebre assolute del panorama cinematografico odierno tedesco.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  05/01/2011 14:05:09
   7½ / 10
Ragguardevole rilettura di un filone che da "Il silenzio degli innocenti" in poi è stato spesso spremuto e negli anni apparentemente esaurito da considerevoli motivi d'interesse.
Christian Alvart riesce con "Antibodies" ad eludere l'ordinario,svincolandosi dai soliti schemi mediante una pellicola che prendendo le mosse dagli efferati omicidi compiuti da un serial killer pedofilo, fomenta un avvincente confronto psicologico tra un poliziotto di campagna e il perverso omicida.
C'è grande competenza da parte del regista,non solo per la confezione sempre all'altezza delle più danarose produzioni americane,ma soprattutto per la meticolosità riscontrabile nella raffigurazione dei personaggi e nell'assennata devozione ad un appropriato scrupolo narrativo.Non si ha mai l'impressione di dover digerire a forza una struttura studiata a tavolino, perché l'indagine si dipana in modo compatto ed oculato.L'ostentazione morbosa,a dispetto dell'abbondanza di temi scabrosi più volte toccati,non viene presa in esame,a tenere banco è unicamente il confronto,sia tra i due uomini che interiore con la propria coscienza.
Misurate concessioni allo spettacolo non limitano certo i colpi di scena,questi non lasciano tregua e convincono quasi sino in fondo.Dispiace che la conclusione sia permeata da una certa astrazione simbolica che incorpora tematiche religiose,di cui in effetti è fortemente pervasa la pellicola.
Il poliziotto è un convinto osservante dei dogmi cristiani ,con certezze messe a dura prova dal contatto con quel lato oscuro sino ad allora dissimulato da una sonnolenta quotidianità bucolica.Il suo serpente tentatore abbindola con un'allettante mela,ossia la verità sul caso di una bimba trovata morta nel villaggio del protagonista e vero motore della vicenda.
Non mancano imprudenze e qualche digressione superflua,magagne giustificabili all'interno di quella che è un'opera decisamente appassionante.

Invia una mail all'autore del commento ziokartella  @  10/11/2010 16:44:51
   7 / 10
nonostante

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marfsime  @  17/05/2010 17:47:41
   7½ / 10
Un gran bel thriller..Alvart si conferma un buon regista e sforna una pellicola molto interessante che ti incuriosisce mano a mano che passano i minuti. Il ritmo apparentemente lento non lascia comunque spazio alla noia..anzi come dicevo infatti la pellicola suscita un grande interesse via via che si susseguono le vicende e la storia inizia a delinearsi. Come ha detto goat anche a me il finale non ha fatto impazzire..anche se il suo perchè c'è tutto se si va ad ascoltare ed interpretare la voce fuori campo del pastore nelle sequenze finali.

benzo24  @  04/05/2010 11:34:01
   8 / 10
quoto in tutto e per tutto il commento sottostante.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  03/06/2009 18:40:36
   8 / 10
all'inizio, appena finita la visione, non mi aveva pienamente convinto, ma ripensandoci con calma ho messo meglio a fuoco la bontà di questo ottimo thriller tedesco.
perchè nonostante ad una prima impressione sembri fin troppo debitore degli sk-thriller che più hanno segnato il recente passato, ovvero il silenzio degli innocenti e se7en, questo lavoro di alvart se ne discosta anche notevolmente.
infati l'assassino, e qui devo fare un piccolo spoilerino, viene sbattuto in galera dopo 5 minuti di film. quindi non assistiamo ad una snervante caccia lunga due affinchè venga arrestato, ma ad un sottile gioco psicologico che si snoda per il resto della pellicola, che offre interessanti approfondimenti sugli stimoli che portano alla follia e sulla labilità del confine fra bene e male, metaforicamente rappresentato dal conflitto interiore fra il fervente cattolicesimo del nostro poliziotto e il suo oscuro lato più bramoso e carnale.
diversi i twist che mantengono interessante la visione per tutta la durata, anche se in alcuni frangenti il regista sembra un po' troppo innamorato della sua narrazione ultradettagliata.
stilisticamente il film è uno spettacolo: grande cura di ogni inquadratura, fotografia curatissima nelle alternanze presente/passato, bravi gli attori.
il finale, che molti dipingono come stupendo, a me non ha fatto vibrare particolarmente, mentre l'incipit STRE-PI-TO-SO.

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Ultima risposta 03/06/2009 18.42.39
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