bella addormentata regia di Marco Bellocchio Italia 2012
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bella addormentata (2012)

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locandina del film BELLA ADDORMENTATA

Titolo Originale: BELLA ADDORMENTATA

RegiaMarco Bellocchio

InterpretiToni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Pier Giorgio Bellocchio, Maya Sansa, Brenno Placido, Fabrizio Falco, Gian Marco Tognazzi, Roberto Herlitzka, Gigio Morra, Federica Fracassi

Durata: h 1.50
NazionalitàItalia 2012
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 2012

•  Altri film di Marco Bellocchio

Trama del film Bella addormentata

Un senatore deve scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza o non votarla, disubbidendo alla disciplina del partito, mentre sua figlia Maria, attivista del movimento per la vita, manifesta davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana.Roberto, con il fratello, è schierato nell'opposto fronte laico. Un "nemico" di cui Maria si innamora. Altrove, una grande attrice cerca nella fede e nel miracolo la guarigione della figlia, da anni in coma irreversibile, sacrificando così il rapporto con il figlio. Infine la disperata Rossa che vuole morire, ma un giovane medico di nome Pallido si oppone con tutte le forze al suo suicidio.

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Voto Visitatori:   6,84 / 10 (29 voti)6,84Grafico
Voto Recensore:   7,00 / 10  7,00
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Voti e commenti su Bella addormentata, 29 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  11/03/2016 17:27:34
   7½ / 10
Buon film di Bellocchio su un tema piuttosto spinoso. La "Bella addormentata" non è solo Eluana, e l'Italia intera che a dormire e sognare tra una contraddizione e l'altra.

gemellino86  @  07/11/2014 20:28:04
   6 / 10
Sufficienza un po' tirata per questo polpettone italiano. Stavolta Bellocchio ha un po' esagerato. Ha fatto un film troppo lento che rischia di annoiare. Non male gli attori.

Tuonato  @  29/04/2014 23:05:05
   5½ / 10
La tentazione di mettere un votaccio c'è tutta, quel bendidio formato da Huppert/Servillo/Rohrwacher non è stato semplicemente sfruttato (o forse sì, ma solo a livello promozionale); non c'è infatti un copione tale che possa esaltare gli attori.
Però a me Bellocchio mediamente piace, e anche qui non s'è fatto scrupolo di metterci la faccia.
Notevolmente fotografato da Ciprì, lo annovero tra le pellicole meno fortunate del regista.

freddy71  @  02/02/2014 20:35:15
   6½ / 10
il film mi ha tenuto incollato solo per l'argomento trattato e per la prova degli attori ...ma a mio parere la regia lascia molto a desiderare....quindi non può andare molto oltre la sufficenza

JOKER1926  @  28/11/2013 15:56:19
   7 / 10
"Bella addormentata" è un titolo importante, nella produzione di un regista famoso, quale Marco Bellocchio, un film sociale e politico deve per forza esser valutato in piena oggettività.
L'epicentro che dà il via ad ogni dinamica del film parte dal drammatico caso di Englaro.
La regia sapientemente cerca di esser quanto mai asciutta e imparziale; gli avvenimenti si registrano in uno strato di onestà intellettuale, lontano dal concetto di manipolazione mentale.
"Bella addormentata" tramite un buon montaggio mette in luce diverse storie, tutte con un richiamo, più o meno evidente, a ciò che sta succedendo. Eluana Englaro avvia il proprio corpo alla fine dei suoi giorni.
Il dibattito è aperto, apertissimo; ogni persona (non solo nel film) ha una posizione, due righe di teoria.
Englaro da ciò che si sa, parlando con delle amiche, rese pubblico il suo pensiero circa queste particolari situazioni post tragedia. Il pensiero della ragazza andava a favore di una morte veloce, nel nome di una piccola "fortuna" nella grande sfortuna.

"Bella addormentata" non vuole essere invadente; descrive simultaneamente più di una situazione senza (o quasi) mai enfatizzare dinamiche e personaggi fino ad un epilogo ovviamente freddo ma fatto comunque di speranza ed amore.
Appurata ed applaudita una regia capace nella composizione narrativa, è lo stesso Bellocchio a ricevere altri complimenti per una buonissima confezione tecnica. Fra gli attori come non citare Toni Servillo, al momento forse il miglior attore italiano. Prestazione all'altezza della situazione, severa e umana, allo stesso tempo.

Goldust  @  30/10/2013 10:03:37
   6 / 10
Bellocchio prende spunto da un argomento delicato e d'attualità come la morte di Eluana Englaro per descrivere un universo sfaccettato di storie e situazioni che, direttamente o incidentalmente, riprendono la stessa tematica. Scegliendo di non prendere nessuna posizione sulla cosa - ma questo potrebbe anche non essere un difetto, ognuno è mosso dalla propria coscienza critica ed è con essa che si formano le opinioni - le storie si alternano e si intrecciano con fare meccanico, portando il risultato d'insieme ad essere frammentario; e sono anche pochi i momenti veramente emozionanti, tra i quali mi sento di annoverare il solo faccia a faccia finale tra il padre Servillo e la figlia Rohrwacher. Resta a referto la sua indiscutibile abilità nella direzione degli attori, che oltre alla sempre grande Huppert offre il meglio del cinema italiano contemporaneo.

felliniano  @  17/09/2013 11:19:05
   8½ / 10
Un gran bel film su una tematica molto profonda.
Bellocchio, con estrema dolcezza, pone allo spettatore una riflessione sul tema del fine vita esponendo di volta in volta i diversi punti di vista del pensiero laico e cattolico senza parteggiare per nessuno dei due.
Il film allo stesso tempo ricorda come in quei giorni la vicenda di Eluana Englaro abbia fatto emergere i peggiori istinti di una certa classe politica che pur di sottomersi ai dogmi del Vaticano e ai voleri del " Presidente" ha strumentalizzato e offeso una vita umana su cui sarebbe stato necessario dimostrare il massimo rispetto e silenzio.
Come affermato dallo stesso regista l'Italia oggi è una bella addormentata che solo l'amore del suo popolo la potrà risvegliare.
Superlativi tutti gli attori e la fotografia.
Un film che non annoia nemmeno un secondo.
Consigliatissimo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  28/05/2013 17:00:29
   7 / 10
Troppa carne al fuoco per Bellocchio in Bella Addormentata.
Il tema è forte e di stringente attualità (adesso ci siamo dimenticati del testamento biologico), l'affresco è corale ma non sempre sembra andare a parare in un punto preciso. Nel senso che si vede come il regista abbia volutamente cercato di dare un'impronta aperta a più opinioni nel suo film con il rischio di cadere in un'assenza di significato nel finale.
Poche le scene di impatto emotivo, praticamente nessuna devastante. In un film che nelle mani di un autore sapiente poteva essere un capolavoro, è un grande difetto. Ci pensa un cast di altissimo valore a dare un'aggiunta necessaria e di qualità, tra cui un Toni Servillo che per una volta non spicca, la Huppert, la Rohrwacher e Maya Sansa.

il ciakkatore  @  25/03/2013 04:16:17
   4 / 10
Mi aspettavo di provare qualche emozione,invece mi sono solo annoiato,troppo triste e troppo pesante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  03/03/2013 22:01:39
   6½ / 10
Il delicato tema dell'eutanasia e il caso di Eluana Englaro come sfondo sono i fili conduttore di questo film di Bellocchio.
Il regista sicuramente mostra abilità nell'affrontare attraverso più episodi le varie sfaccettature che questo argomento può portare. Alcuni sono più riusciti degli altri e soprattutto alcuni attori risultano più convincenti; come Servillo, Alba Rohrwacher e Maya Sansa mentre altri deludono.
Il film è piuttosto lento e alcune parti sembrano solo abbozzate; nel complesso è più che sufficiente.

TheLegend  @  12/02/2013 03:30:31
   5½ / 10
Non coinvolge e non emoziona.
Alcuni attori sottotono e poco convincenti.
Un film buono nelle intenzioni,meno nel risultato.

Invia una mail all'autore del commento Laisa  @  03/02/2013 21:22:55
   6½ / 10
il film gode di un'ottima regia, ma ci sono degli attori agghiaccianti, che definire principianti è già troppo... non oso immaginare quante raccomandazioni siano costate a Marco Brenno-Placido per entrare nel cast!!! anzi al povero padre che non si rassegna a convincere il figlio ad occuparsi di sana agricoltura... la parte in cui parla con Gian Marco Tognazzi è da mani nei capelli...
Fabrizio Falco è eccessivo per un disturbo bipolare... anche lui con una vanga in mano sarebbe più in parte...
il personaggio di Isabelle Huppert (benchè lei sia brava)è troppo caricato, e diventa grottesco...
Alba Rohrwacher invece è molto intensa, e salva un po' il c... a tutti

cmq sebbene non mi aspettassi la magia de "Il gabbiano"... ci speravo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  28/10/2012 19:26:54
   7½ / 10
Pellicola indubbiamente ben costruita con una sceneggiatura equilibrata ed una giusta scelta degli attori, ma che nonostante la rilevanza del tema trattato non coinvolge a pieno lo spettatore, il quale viene a trovarsi in una posizione avulsa e distaccata rispetto ai protagonisti della vicenda.

paride_86  @  28/10/2012 02:04:40
   5 / 10
La tragica vicenda di Eluana Englaro fa da catalizzatore ad alcune storie; un senatore alle prese con il voto sulla questione, sua figlia che manifesta coi cattolici contro l'eutanasia, una madre con una figlia attaccata ad una macchina, una tossicodipendente che ruba per vivere.
Il film di Bellocchio fallisce su tutta la linea perché le storie che racconte sono superficiali e inverosimili:

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
La vicenda Englaro si sarebbe prestata perfettamente per riflessioni su diversi temi: la vita, la morte, l'ingerenza della politica nella vita dei cittadini, il contrasto tra fede e ragione, l'ingerenza della Chiesa nello Stato, ecc, ma Bellocchio li sfiora solamente, preferendo raccontare storie che lasciano il tempo che trovano, inconcludenti e inconcluse.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Per quanto riguarda la questione dell'eutanasia pare che Bellocchio sia contrario, visto che i personaggi di quest'opinione sono, per la maggior parte, degli esaltati.
Nel cast si distingue Isabelle Huppert, bella e brava come sempre, ed è una perla in una collana di bigiotteria.

4 risposte al commento
Ultima risposta 18/11/2012 18.05.23
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  16/10/2012 13:19:56
   7½ / 10
Bellocchio gira magnificamente, da Maestro qual è.
Non ha perso nulla della sua rabbia, della sua ribellione, della sua eversiva iconosclatia imperniata sulla forza liberatoria dell'arte. Sulla sua professione di fede, da lui espressa verbalmente in conferenza stampa: "per me è impossibile subire la Storia!".
(Probabilmente anche perché coadiuvato da altri cosceneggiatori, che ne stemperano l'indole) riesce oggi anche a far proprie sfumature di sensibilità umana che parrebbero rare in chi è stato sempre, prima di tutto, rivolto a distruggere il principio di autorità paterna, in seno alla famiglia e alla società.

Ciò che più apprezzo di "Bella addormentata", a molti giorni dalla visione, è proprio il modo in cui la sensibilità e la delicatezza si coniugano alla genuina e giovanile rabbia verso l'ipocrisia più gretta, così come gli schematismi mostruosi delle ideologie e dei sistemi di valore strutturati.

Ciò che accomuna i vari episodi del film è un tema centrale alla poetica di Bellocchio: la libertà coartata in seno alla famiglia.
Il fratello interpretato da Brenno Placido è discendente diretto del Lou Castel de "I pugni in tasca", più volte declinato in vari film di Bellocchio, che ha una vera ossessione per il legame morboso che può vincolare un figlio a un genitore.

Qui Bellocchio si apre, più che altrove, a una positiva speranza: solo l'amore rende capaci di cogliere la verità autentica. Questo - che è un vero e proprio "messaggio" - è racchiuso troppo didascalicamente entro l'ultimo dialogo in cui i personaggi interpretati dalla Rohrwacher e da Servillo si ritrovano.
Un bel messaggio: che appare però emergere più come taglio del nodo di gordio, che non con potenza catartica autentica, nel ginepraio di complessità infinita in cui Bellocchio si è cacciato. Una materia che Bellocchio affronta con coraggio per tutto il film, declinandola con le sue corde, ma senza dominarla, senza riuscire a tenerla stretta in pugno.

Quanto all'episodio di Pier Giorgio Bellocchio e Maya Sansa, pur con i suoi momenti alti edi intensi, sembra limitato ad un ruolo di "necessario" contrappunto.

In conclusione, è la sfaccettatura del film in episodi giustapposti o contigui, a soffocare una visione d'insieme.
A monte di questa scelta degli episodi, sembra esservi anche un alibi implicito per cui una sola vicenda non avrebbe consentito, da sola, di affrontare la complessità della materia. Ma non è mai così: i capolavori sanno esprimere la più grande complessità in modo semplice. E questo Bellocchio, che di diversi capolavori è stato autore, deve saperlo bene.

1 risposta al commento
Ultima risposta 16/10/2012 13.27.41
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forzalube  @  21/09/2012 05:24:53
   7½ / 10
Forse il film finisce per essere un po' troppo bilanciato tra le varie parti in causa facendo venire un po' meno il trasporto emotivo dello spettatore. Nel complesso mi è però piaciuto: ottime la fotografia e le musiche, splendido il discorso che il senatore prepara, ma poi non legge.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  18/09/2012 12:34:28
   6 / 10
Il caso Englaro in Italia ha riempito per anni telegiornali e dibattiti politici ed era prevedibile che prima o poi qualcuno decidesse di farci sopra un film.
Ma Bellocchio in realta' decide di girare un film non tanto su quel caso in particolare ma sull' eutanasia in generale con tutti i confronti etico-religiosi del caso.
Non avremo l'assoluta verita' , oltretutto molto difficile da trovare, ma vari correnti di pensiero in una sorta di incastro ideologico.
Tra deputati che vanno contro il pensiero del proprio partito a Madri disperate che lasciano la carriera per cercare di salvare la figlia con la sola forza della Fede.
Queste due sono sicuramente le storie piu' coinvolgenti che mostrano i due aspetti piu' controversi.
Molto filosofica e piuttosto mielosa la storia tra il medico e la tossicodipendente, mentre ho trovato inutile e fuori luogo quella che con la Rohrwacher.
In definitiva penso che poteva essere un film migliore se si usciva meno fuori tema.

Invia una mail all'autore del commento OpheliaQueen  @  17/09/2012 00:53:31
   4 / 10
A mio avviso Bellocchio può anche cambiare lavoro....se non fosse per l'inevitabile meravigliosa interpretazione di Servillo, potrei dire di aver buttato i soldi! Deludente anche una Huppert completamente fuori luogo in scenari che a Lei non appartengono(credo si sia fatta pagare molto per dare il minimo).
Grandi attori affiancati a dilettanti e noiosi personaggi. Soporifero in più momenti. Patetiche storie intrecciate che non suscitano alcun tipo di emozione...Sfondo politico per ricriminare cosa?Cose che già sappiamo e vediamo. Poli opposti che si uniscono nei finali dove "bello è tutto quel che finisce bene....e volemose bene".....e dire che si è anche offeso per non essere stato premiato.....BOCCIATO!

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  13/09/2012 11:33:34
   7½ / 10
Un film coraggioso e necessario, riesce a mettere insieme più pensieri fino ad arrivare ad un affresco nazionale di grande potenza che esula dal mero caso Englaro per allargarsi ad una riflessione sul confine labile che separa l'amore dalla morte; in questo senso il frammento più riuscito sembra essere quello con protagonisti la Rohrwacher e Riondino, ma a ben vedere ogni singola storia offre spunti profondissimi su cui riflettere a fondo.
Sta di fatto che l'ultimo Bellocchio m'è sembrato smorzato nella sua furia ed emotivamente frenato, quasi che l'urgenza del tema avesse messo fin troppo in discussione la modalità di narrazione. Il racconto corale è materia assai delicata e Bellocchio nella parte centrale non riesce a tenerlo a bada; tuttavia è una fragilità di scrittura assolutamente perdonabile se comparata alla portata sociale del film, che porta lo spettatore a misurarsi con le proprie convinzioni e a metterle in discussione. E lascia tramortiti anche lo scatto feroce che ne esce della nostra classe politica, di una vergognosa piccolezza.
Non sempre all'altezza gli interpreti (leone di demerito ai due "figli di"), fortunatamente ci sono attori come Servillo, la Huppert e Herlitzka che infondono ai loro personaggi e al film stesso una forza umana destabilizzante.
E come sempre grande la regia di Bellocchio, capace di coniugare rigore scenico ed emozionante spettacolarità (la sequenza dell'annuncio della morte di Eluana).
Non è il capolavoro che ci si attendeva ma un lavoro che, pur con qualche squilibrio, ha tutte le carte in regola per essere "affrontato".

marimito  @  12/09/2012 22:28:20
   8 / 10
Un gran bel film.. Il regista è riuscito ad immortalare le emozioni di una nazione intera nella loro eterogeneità.. di chi voleva fingere che Eluana vivesse e di chi voleva porre fine alla farsa.. di chi viveva a sua volta vicende analoghe e di chi in un luogo asettico e x certi tratti non umani riesce a scoprire l'umanità..
Una doppia anima che mai è risultata in contraddizione ma che è riuscita a trasmettere perfettamente il dramma non di un uomo (Peppino Englaro) o di una donna (ELuana), bensì dell'Italia intera.. vittima e carnefice al tempo stesso.

2 risposte al commento
Ultima risposta 21/09/2012 22.27.03
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Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  12/09/2012 15:11:26
   7 / 10
La triste vicenda dell'Englaro doveva fare da cornice ad altre storie similari, in realtà lo sfondo si allarga percettibilmente, troppo. La traccia su cui scorrono gli altri episodi sovrasta e forse era questo il vero intento di Bellocchio o forse ciò avrebbe dovuto essere dissimulato, ma non è così.
Non è così perché troppo politicamente presente la denuncia, giusta , ma mi sarei aspettata un maggiore distacco dall'episodio centrale a favore di una ricerca metafisica sulla solitudine del dolore, che c'è ma che è sviluppata in modo discontinuo .
Ci sono momenti delicati, di sicuro impatto emotivo, altri sfuggenti da quello che è il tema centrale del film: la libertà di scelta.
C'è sempre una ragione prevaricante, sia per vivere, sia per morire, in entrambi i casi valida, difendibile : la storia pregnante in questo senso è quella della Sansa, quella cioè che più si allontana dal fatto di cronaca principale. Il Servillo-senatore, invece, con i banali luoghi comuni sugli intrighi della nostra politica, segna una discontinuità di fronte al Servillo-padre, raffreddando l'iniziale'impatto emotivo.
Tuttavia la direzione di Bellocchio è sempre sferzante e il cast superlativo, su tutti due interpreti: Servillo e la Sansa.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  11/09/2012 02:37:15
   7 / 10
Vabbé, sotto ci sono di quei commenti che fanno una sega al mio.
Comunque, Bellocchio trova sempre temi scottanti da proporre, e il caso di Eluana Englaro fa solo da sfondo. Le situazioni proposte hanno tutte qualcosa in comune, e di interessante troviamo senza dubbio i dialoghi e le splendide interpretazioni; ho gradito tutti gli attori. Le riflessioni a visione ultimata non mancheranno.

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Ultima risposta 15/09/2012 12.07.08
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  10/09/2012 17:47:05
   7½ / 10
"Aiutami"

Nel film di Bellocchio la vicenda Englaro non è centrale, è collocata nello sfondo ma a sua volta condiziona i comportamenti e le vicissitudini dei personaggi. Bellocchio non entra nel merito del caso Eluana. Sono personaggi profondamente soli ed in cerca di aiuto. Aiuto nei confronti del proprio conflitto di coscienza (un bravissimo Servillo, il personaggio più riuscito del film), aiuto nella fede, in cerca disperata di un amore verso una madre emotivamente morta. E' un affresco corale non perfettamente equilibrato che tuttavia possiede dei momenti di grandissima intensità emotiva e quasi sempre con la presenza di Servillo. Tutta la sequenza in flashback al capezzale della moglie morente è il momento migliore del film e difficilmente dimenticabile. Sprazzi di grottesco con l'incessante preghiera di una disperata Huppert e la sequenza delle terme che rimandano a livello visivo al Todo modo di Petri reso in maniera ottimale dalla fotografia cupa di Ciprì. Lampi di quella vena corrosiva tipici delle migliori pellicole bellocchiane nel personaggio del fratello psicolabile, quasi un riflesso del Lou Castel dei Pugni in tasca. Certo non è il miglior film di Bellocchio, sicuramente Buongiorno, notte, Vincere e L'ora di religione sono migliori, ma pur sempre un buon film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento LukeMC67  @  09/09/2012 02:08:41
   9 / 10
Vedere questo film per me è stata un'esperienza emotiva molto pregnante: circa un anno dopo la morte di Eluana, infatti, mi trovai a collaborare all'organizzazione di una serie di incontri pubblici con Beppino Englaro a Pesaro e Fano che hanno scatenato la stessa isteria religiosa descritta perfettamente nel film. In quei giorni mi davo da fare sorretto dalle stampelle perché reduce da un frontale e ricordo perfettamente con quale lucidità affrontai le comunità cattoliche che esibivano senza pudore persone affette da grandi disabilità accompagnate da cartelli simili a quelli mostrati dal film. E ricordo la totale incomunicabilità tra Beppino Englaro e il drappello di persone laiche con l'argomentazione dogmatista e arrogante dei giornalisti di "Avvenire" autori del libro "La verità su Eluana": semplicemente parlavano due lingue diverse, nessuno rispondeva alle argomentazioni -giuste o sbagliate che fossero- dell'altro. Molte sequenze del film, dunque, mi rimandavano a cose vissute realmente (l'invasività dei sacerdoti in ospedale, ad esempio, mi è rimasta molto impressa; per non parlare del fondamentalismo ideologico di molti dottori o infermieri); ma ricordo anche le lunghe riflessioni che facevo col personale più "aperto" dell'ospedale in cui ero ricoverato su sedia a rotelle, riflessioni stimolate anche dal fatto che la mia stanza d'ospedale stava giusto un piano sopra l'"unità di risveglio" sotto la quale giaceva, tra gli altri, un uomo in coma vegetativo da una ventina d'anni. Anch'io, come il personaggio del figlio della coppia di attori, mi sono spesso chiesto dove fosse quell'uomo e se fosse giusto che le (ingenti) risorse destinate a cure che non avrebbero mai sortito alcun effetto, non fosse stato meglio deviarle verso pazienti il cui recupero era comunque più che probabile. E ricordo la giornata intera passata accanto a Beppino Englaro, uomo spigoloso, dotato di una forza d'animo e di un ruvidissimo quanto sincero amore sconfinato per la figlia: un vero soldato del senso civico e del rispetto per la volontà della figlia, rispetto e amore che gli hanno dato la forza di combattere per 17 anni senza colpo ferire contro tutto e contro tutti e poi di continuare nella sua opera di testimonianza civile attiva con dibattiti sempre controversi e gonfi di carica emotiva e ideologica.

Questa lunga premessa serve a descrivere quale fosse il livello di coinvolgimento personale nella visione di questo film e quanto possa aver apprezzato la capacità di Bellocchio di aver deviato l'attenzione dal mero fatto di cronaca (che comunque trasuda in ogni sequenza del film) alle storie volutamente paradossali e antitetiche che servono a mo' di profondissima riflessione su tutte (ma proprio tutte) le sfaccettature della complessità dei temi evocati dal caso-Eluana.
Anzitutto va detto che questa opera è profondamente e compiutamente "cinematografica": ha uno stile precisissimo, sorretto dalla straordinaria fotografia claustrofobica, cupa e notturna di Daniele Ciprì, accompagnata dalle intriganti musiche di Carlo Crivelli e dallo splendido montaggio di Francesca Calvelli. Ma sono gli attori, sempre con la cinepresa inesorabilmente addosso, a rendere ogni minima sfaccettatura delle complesse e paradossali vicende che si trovano a vivere attraverso i loro personaggi: non ce n'è uno a non essere tratteggiato con la giusta compiutezza e con la giusta partecipazione emotiva e distanza insieme. Ecco, il vero capolavoro Bellocchio riesce a raggiungerlo dando equanime spazio ai drammi di tutti i suoi personaggi, trattati con insolito amore da un regista altrimenti noto per il sarcasmo con cui ha affrontato altri personaggi in altri suoi film decisamente "militanti".
Difficile davvero riuscire a far emergere una storia sulle altre: tutte ti rimangono straordinariamente impresse perché in tutte riusciamo a entrare in empatia con chi le vive, condividendo i dubbi e i tormenti di ogni protagonista. Se si può rimanere perplessi sulla iniziale descrizione delle abnormi pratiche religiose dell'ex-attrice francese con figlia in coma (sequenze che peccano di eccessiva teatralità, a mio parere), tutto il resto viene mostrato con una intensità, un realismo e una delicatezza d'insieme che lasciano stupefatti. Bellocchio non ci risparmia nulla nella narrazione (bella nella sua crudeltà anche la citazione della "Vera storia della signora dalle Camelie" di Bolognini con una giovanissima Huppert che, rósa dalla tisi e dall'anemia, è costretta ad abbeverarsi del sangue dei bovini appena abbattuti al mattatoio), mentre cosparge il film di dettagli prettamente cinematografici che culminano con la commovente, tenera sequenza della tossica aspirante suicida che toglie delicatamente le scarpe al solitario dottore che la assiste amorevolmente dopo averle salvato più volte la vita contro il suo volere. Inevitabile citare la magistrale ambientazione da girone infernale nella sauna durante la quale un Roberto Herlitzka in stato di grazia ci offre l'unico, pungentissimo momento di sferzante ironia del film attraverso l'incontro col senatore berlusconiano dilaniato dai conflitti familiari e di coscienza (ormai come incensare ulteriormente Toni Servillo? E' semplicemente impossibile!). Altissima la tensione erotica nell'incontro tra Roberto e Maria, i ragazzi del film (apparentemente) divisi dalle convinzioni ideologiche ai quali, prima dell'inesorabile, passionalissimo amplesso cui si abbandonano, Bellocchio riserva un dettaglio straordinario: Maria butta dietro la schiena la collanina che sorregge un piccolo crocifisso, quasi a suggellare l'immensa superiorità della forza di Eros su quella delle convinzioni religiose più profonde. O ancora lo straordinario, stridente contrasto tra l'intensissima prova del discorso del Senatore dissenziente rinchiuso nel suo studio di Palazzo Madama prima del voto in Aula con l'irruzione dei suoi compagni di partito pronti a ricondurlo alla disciplina parlamentare. O ancora, la follia isterica dell'uomo che entra nell'affollatissimo Pronto Soccorso (altra scena tristemente familiare per me) cercando con accanita, devastante disperazione un congiunto probabilmente defunto la cui morte non ha evidentemente mai accettato...

Da vero, grande laico, Bellocchio si pone e ci pone tutte le domande che un caso come quello di Eluana Englaro può suscitare in ognuno di noi; senza imporre il suo punto di vista, ma, anzi, trattando con umanità e laica misericordia ogni personaggio. Quella misericordia che sembra smarrita da tanti sedicenti "credenti" sempre pronti a imporre spietatamente erga omnes i loro valori cosiddetti "non negoziabili".

1 risposta al commento
Ultima risposta 12/09/2012 21.07.53
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marcodinamo  @  08/09/2012 10:54:59
   8 / 10
Mezzo punto in più perchè è ambientato nella mia città, lo ammetto. Film complesso con alcuni punti chiave nelle storie narrate. Per quanto riguarda le interpretazioni meravigliosa Maya Sansa (in certi momenti mi ha ricordato Nannarella) pur nella meno riuscita narrazione. Sempre ad ottimo livello la Huppert e Servillo, continuo a non apprezzare il lavoro della Rohrwacher che continuo a ritenere estremamente sopravvalutata.

Invia una mail all'autore del commento Andrea Lade  @  08/09/2012 00:04:54
   8 / 10
Bellocchio prende spunto dalla vicenda di Eluana Englaro per raccontarci quattro storie parallele dove il diritto alla scelta di vita o di morte si contrappone alla volontà di far vivere a tutti i costi. Alcune situazioni si risolvono con un compromesso , altre sono lasciate aperte, dando spazio alla libera interpretazione dello spettatore. Tutte comunque sono interpretate da un cast eccezionale e la durata del film è sufficiente per dar voce a tutti i personaggi: gli attori, anche quelli più giovani dimostrano ampia maturità nel gestire un film complesso , e la loro bravura riesce a far dimenticare dei buchi di sceneggiatura nella parte iniziale in cui si fa fatica a presentare in modo chiaro tutte le situazioni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  07/09/2012 10:18:08
   7½ / 10
Spoiler presenti.

Molto bello per certi versi, molto deludente per altri.
Il percorso narrativo meno riuscito è quello che ha per protagonisti il medico e la paziente tossicodipendente. L'ho trovato piuttosto stucchevole e infine poco consistente, nonostante avesse almeno sulla carta preziose potenzialità.
Toccante è invece la storia di Maria, il suo infelice ma catartico innamorarsi, così come il suo doloroso rapporto col padre. Specie quest'ultimo è raccontato splendidamente, nonostante l'epifania che conduce alla riconciliazione non mi abbia del tutto convinto.
La vicenda politica ma prima di tutto privata del senatore è il tratto più incomodante della pellicola. Certo il meno allusivo, forse il più simbolico. La conversazione con lo psichiatra, pur così ostentatamente significativa, è memorabile.
Commovente il ritratto materno della Huppert. Il suo personaggio è insieme incantevole e detestabile. Purtroppo non ho scorto autenticità nella figura del figlio, lontana, sfumata, quasi vacua. La scena in cui la madre lo supplica mormorando "Non farlo più" concede tuttavia una stretta allo stomaco.
"La bella addormentata del titolo è l'Italia tutta" ha affermato il regista. Non credo che questo suo film possa né debba svegliarla (l'Italia), per quanto non gli si possa negare una certa carica scardinane.
Meraviglia che il caso di Eluana sia stato filtrato più umanamente che eticamente . E non per codardia, ma perché è l'unica sensibilità che il cinema, almeno nello specifico, possa onestamente abbracciare.

FABRIT  @  07/09/2012 10:10:24
   8 / 10
Quattro storie negli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro.
Film ineccepibile, impreziosito da prove d'attore di squisita fattura e un paio di momenti memorabili.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/09/2012 01:04:23
   7 / 10
Persino un regista come Bellocchio non desiste dalla tentazione di falsificare una certa realtà (ehm la trappola del film "a incastro") per l'uso strumentale dell'"evento". I fini sono nobilissimi, e certamente le interpretazioni della Huppert (una Divinità, come sempre), di Servillo e della Rohlwacher sono pregevoli, i momenti alti di cinema non mancano di certo (il confronto morale tra fratello e sorella, l'invocazione d'aiuto della moglie del senatore) ma nemmeno qualche forzatura di troppo che, almeno in un caso (Maya Sansa e il medico) rischia di sfociare nel teleromanzo. Complessivamente un film di grande intensità e di buona fattura che però ci coglie impreparati, visto che l'attesa vanificava proprio la sua proverbiale "normalità". Non è secondo me il miglior Bellocchio, non quello che mi aspettavo. Troppo pudore, forse, o troppo distacco nel raccontare il senso della vita e della morte.

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