drugstore cowboy regia di Gus Van Sant USA 1989
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drugstore cowboy (1989)

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locandina del film DRUGSTORE COWBOY

Titolo Originale: DRUGSTORE COWBOY

RegiaGus Van Sant

InterpretiMatt Dillon, Kelly Lynch, James Remar, William Burroughs

Durata: h 1.39
NazionalitàUSA 1989
Generedrammatico
Al cinema nel Maggio 1989

•  Altri film di Gus Van Sant

Trama del film Drugstore cowboy

Bob, tossicodipendente, con la moglie Dianne e gli amici Rick e Nadine ruba la droga a farmacie e ospedali. Il tenente Gentry tenta invano di incastrarlo. I quattro cambiano aria, poi Nadine muore per overdose e gli altri ne seppelliscono il corpo in un bosco. Bob ce la fa a uscire dalla droga, ma il passato è in agguato. Ferito gravemente per una vendetta, rifiuta però di far nomi alla polizia.

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Voto Visitatori:   7,47 / 10 (51 voti)7,47Grafico
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Voti e commenti su Drugstore cowboy, 51 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Jokerizzo  @  21/02/2020 09:26:01
   9½ / 10
Immenso film...con un immenso Matt Dillon!

Filman  @  17/11/2018 15:36:54
   9 / 10
E' un periodo in cui il mondo delle droghe viene sviscerato moltissimo dal cinema, quello tra gli anni 80 e 90, con storie di piccola o grande criminalità, di racket o di classi disagiate che vivono instaurando rapporti d'amicizia e d'amore compromessi in un modo o nell'altro dall'utilizzo di sostanze stupefacenti, storie di ascesa o discesa o anche di fuga dal proprio status quo. DRUGSTORE COWBOY ha in sé una serie di temi sociali ed umani legati al dramma dell'abuso di droghe che vanno dall'irrilevanza sociale all'inadeguatezza giovanile, non trascurando le difficoltà familiari e il testa a testa con le forze armate che questa piccola realtà vive all'interno del suo microcosmo. Tutto ciò lo fa con una storia e dei personaggi capaci di appassionare e catturare lo spettatore, così forti e potenti che sembrano sparati fuori dalla New Hollywood per venire digeriti dal cinema contemporaneo, con un'estetica audiovisiva sperimentale ed incline all'astrazione che incornicia questo piccolo gioiello e capolavoro americano.

DogDayAfternoon  @  27/07/2017 13:14:33
   7 / 10
Dagli anni '70 in poi quello della droga è stato uno degli argomenti più usati dal cinema, e devo dire che questo "Drugstore Cowboy" non sfigura in mezzo ai suoi fratelli. Tra i film di Van Sant che ho visto è forse il più "classico" e meno personale, e proprio per questo è quello che mi è piaciuto di più.

Ottimo Dillon in un ruolo che gli calza a pennello, ed è un peccato che un giovane talento degli anni '80 come lui non sia riuscito poi a replicarsi anche in età più adulta.

Un ritratto accattivante e ben delineato di un gruppo di 4 ragazzi tossicodipendenti che, ognuno con le sue caratteristiche, sono ben caratterizzati e coinvolgono lo spettatore nelle loro vicende.

Merita.

7219415  @  16/05/2017 00:28:31
   6½ / 10
Non sono un fun dei film sulla tossicodipendenza. Comunque ben fatto

Spotify  @  24/07/2016 04:38:09
   6½ / 10
PRESENTI SPOILER

Buon film di un Gus Van Sant alle prime armi. Nonostante il tema non sia originale, il regista si gioca validamente le sue carte e dirige un film che funge un po' da anticipatore a "Trainspotting" di Danny Boyle, uscito 7 anni più tardi. Alla fine della visione, ho avuto una strana impressione e cioè che "Drugstore Cowboy" assomiglia molto ad "Arancia Meccanica". Se ci si fa caso, la sceneggiatura presenta molte similarità col capolavoro di Kubrick, a partire proprio da come si svolge la storia: la prima parte vede i protagonisti commettere rapine, furti e scippi ai danni di persone malcapitate, proprio come nella pellicola del 1971, la parte centrale vede la morte di un personaggio importante che induce i giovani a terminare la loro "attività" ed anche qui ci sono vari riferimenti a "Clockwork Orange" e infine nel finale il nostro Bob, riabilitato completamente subisce una rapina da alcuni conoscenti con i quali prima, era in buoni rapporti. Evidente l'ennesimo richiamo al lavoro di Stanley Kubrick, ovvero la scena dove Alex viene pestato dagli ex drughi. Insomma, io ho visto uno screenplay fin troppo ispirato ad "Arancia Meccanica" e la cosa non mi è andata proprio a genio, in particolare per due motivi: il primo è che il film sopracitato non dovrebbe venir mai ripreso, neanche parzialmente, in altri prodotti cinematografici per via della sua importanza unica. Il secondo presupposto, è che a causa di troppa somiglianza con "Clockwork Orange", "Drugstore Cowboy" risulta un po' limitato, visto che la farina degli sceneggiatori non è tutta del loro sacco. Detto questo, l'opera ha però diversi lati positivi, tanto da conferirgli la sufficienza piena: buonissima l'interpretazione di tutti gli attori, in particolare Matt Dillon che pur essendo all'epoca soltanto venticinquenne, dimostra personalità e talento da vendere. Il suo ruolo non è facile da interpretare, ci vuole molta credibilità e l'attore di New Rochelle riesce nell'intento. La recitazione del ragazzo raggiunge ottimi livelli, specialmente nelle sequenze dove risulta completamente ossessionato dal prossimo colpo da compiere, tanto da trascurare con cinismo la propria ragazza. Le espressioni sono buone così come l'interpretazione dei dialoghi. Discreta la prova di Kelly Lynch, ancora prematura si, ma dimostra di saper stare davanti alla cinepresa. La regia di Van Sant è ancora acerba, ma tuttavia il director riesce a dare un buon ritmo alla storia, narrando gli eventi con una discreta spigliatezza e rendendo sempre più intrigante l'epilogo del nostro Bob. Inoltre non ci si annoia mai e si passano 95 minuti molto piacevoli. Realizzate bene le scene dei furti mentre la caratterizzazione dei personaggi non è perfetta, in quanto solo il personaggio che impersona Dillon ha un suo perchè mentre gli altri sembrano solo degli elementi supplementari. Il finale è ben fatto, mi è piaciuta molto in particolare tutta la sequenza della colluttazione tra Bob e i due aggressori. La fotografia è parecchio mediocre, molto scarna, sembra quasi di stampo amatoriale. La sceneggiatura, oltre a tutte le somiglianze sopracitate con "Arancia Meccanica", è notevolmente sempliciotta, non c'è mai un grande sussulto, si segue una piatta linearità. Stesura dei personaggi così e così mentre almeno i dialoghi non sono male, hanno un andamento piuttosto fluido.

Conclusione: un lavoro carino di Gus Van Sant, certo, le imperfezioni sono varie però complessivamente è una pellicola che si può promuovere. Un'occhiata gliela si può dare.

guidox  @  24/05/2015 11:29:54
   6 / 10
non mi ha entusiasmato, anche se probabilmente la visione di altre pellicole più recenti ne mina il giudizio; probabilmente vedendolo alla sua uscita mi sarebbe piaciuto di più.
in realtà non c'è niente che non si trovi in altri film di genere e a parte l'interpretazione di Dillon, non è un lavoro che mi abbia colpito più di tanto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  21/12/2013 03:12:26
   7 / 10
Uno dei migliori film sulla tossicodipendenza nonchè il miglior lavoro che io abbia visto finora di Van Sant.
Stile registico singolare coadiuvato da dialoghi e situazioni tra crudo grottesco.
Bravo il cast, in parte e fisicamente adeguato, da dove svetta l'eccellente Matt Dillon.

Non lo rivedo da molto ma ne conservo un ricordo più che buono.
Per gli amanti del genere un'occhiata è d'obbligo, a prescindere che poi piaccia o meno.

BlueBlaster  @  17/04/2013 01:23:07
   7 / 10
Niente male questa pellicola sul mondo della droga, non si differenzia poi molto dagli innumerevoli altri film sul tema però è ben fatto e ben interpretato da Matt Dillon...
Non mi è piaciuta per nulla la colonna sonora ma non importa perché è comunque un buon film con anche dei momenti di macabra ironia e che guarda al mondo della droga senza pregiudizi.

genki91  @  13/12/2012 01:37:27
   8 / 10
Geniale, umoristico e raccapricciante. Un Matt Dillon fulminante conduce il filo di una storia semplice e diretta come un pugno nello stomaco, tessuta dall'abile Gus van Sant.
Gran film su tutti gli aspetti.

Ciaby  @  12/07/2012 15:25:26
   7 / 10
Come tutti i film di Van Sant, il soggetto è riassumibile in una riga. è ciò che ne esce fuori ad essere affascinante. Un buon film, non tra i suoi migliori e con una parte finale che lo ammoscia, ma tiene bene l'attenzione, grazie all'introspezione dei personaggi e a scelte narrative ironiche (le superstizioni che portano a catastrofi). Bellissime le scene di delirio visivo, sotto stupefacenti.

topsecret  @  05/07/2012 11:44:05
   6 / 10
Van Sant ci presenta quattro esemplari della peggiore specie: tossicomani, ladri e spacciatori, che come loro unica virtù hanno quella di essere superstiziosi.
Uno di loro tenterà di riabilitarsi, gli altri faranno scelte diverse che non promettono nulla di buono.
L'incipit è tratto da una storia vera ma la caratterizzazione dei personaggi non sempre appare approfondita ed entusiasmante, lasciando molti vuoti da colmare che non aiutano per una visione fluida e totalmente appagante, non sostenuta dal ritmo e dall'evolversi degli eventi che a volte è altalenante.
Discreta la prova di Dillon e di una giovane e semisconosciuta Graham, irritante il personaggio della Lynch, tutti abbastanza in parte ed apprezzabili.
A mio parere poteva essere migliore, specialmente nel finale, ma è comunque una visione che trasmette un certo interesse.

Oskarsson88  @  02/04/2012 19:06:41
   7 / 10
continuo a non essere un particolare estimatore di van sant anche se non metto in dubbio che siamo di fronte ad un film ottimamente girato, con un protagonista molto in parte e una trama mai banale e neanche scontata. quello che spesso mi fa personalmente penalizzare spesso i film del suddetto regista è la tendenza ad inserire sempre tratti o scene eccessivamente lunghe. ma ripeto, si tratta di un ottimo prodotto e di un sette pieno!

kako  @  12/03/2012 19:23:21
   8 / 10
ottimo film sulla droga, ben diretto e ben interpretato (molto bravo Matt Dillon). Una storia raccontata senza moralismo e senza giudizi fuori luogo ma che ci mostra la realtà e le difficoltà di un gruppo di giovani in un contesto sociale difficile e amaro.

Fratuck89  @  06/12/2011 23:14:12
   9½ / 10
a me sinceramente è parso un gran bel film, tratta il tema delle dipendenze, della monotonia, dei "figli della televisione", le nuove generazioni povere di valori e interessi.
La trama non è vero che è così banale e semplice come è stato detto, è una storia ben costruita, che segue un nesso logico ben distinto.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  15/11/2011 19:14:02
   7 / 10
Un film sulla droga fatto davvero molto bene e ben recitato... Mi è davvero piaciuto anche se in realtà la trama è molto semplice e lineare... però la narrazione ha un tono piacevole che entra davvero nel problema della dipendenza e mostra la maniacalità del protagonista Dillon molto bravo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  03/11/2011 22:27:41
   7 / 10
C'è quel gigante tossico di nome William Burroughs in un ruolo indimenticabile: mettere di meno sarebbe impensabile già solo per questo. Poi come attore se la cava, interpreta sé stesso con quella voce che è una cantilena ipnotica e profonda che non pare uscire da un uomo gracile e tartarugoso come lui...
Ma non c'è solo il geniale autore del Pasto nudo, anche il resto del film non è male raccontando una generazione allo sbando nella droga; non c'è alcun accenno buonista ma allo stesso tempo nemmeno il degrado che forse andava spinto su molti lati.
La regia di Van Sant è eccentrica, non perfetta ma comunque capace di regalare perle (al di là di Burroughs, gli intermezzi in cui Bob si fa i suoi trip).
Particolarmente interessante è il finale e il senso ultimo della pellicola.

ste 10  @  02/11/2011 01:52:06
   7½ / 10
Film molto intenso in perfetto stile Van Sant; le atmosfere tipiche del grande regista si respirano appieno

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  26/10/2011 13:52:51
   8 / 10
Gran bel film di Gus Van Sant. Una riflessione seria sul tema della tossicodipendenza. Un film girato in modo asciutto e spietato.
Da recuperare.

david briar  @  26/08/2011 20:08:54
   8½ / 10
A questo punto Gus Van Sant lo metto fra i miei registi preferiti.
Adoro il modo in cui rappresenta la realtà, lavorando in sottrazione e lasciando allo spettatore l'interpretazione di ciò che è stato mostrato.

COMMENTO CON ALCUNI SPOILER

Il film ha una prima mezz'ora poco coinvolgente, tutti i personaggi sono antipatici e noiosi. Poi si arriva ad una scena potentissima nella sua crudeltà, ironia e semplicità, dove si capisce che non si ha a che fare con un regista comune, ma con un vero e proprio asso della macchina da presa.
Dopodichè il tutto va in crescendo, arrivando a un notevole coinvolgimento per la storia del protagonista, mentre gli altri personaggi sono poco interessanti e più meschini e subdoli, e difatti non si rimpiange la loro uscita di scena.

Un'altra cosa da sottolineare è la notevole influenza che la pellicola ha avuto sul capolavoro di De Palma, "Carlito's way": ho sempre considerato perfetta quella scena, ma adesso, visto quanto è "copiata" da questa, la sto rivalutando.

Evidente l'ottimo lavoro di sceneggiatura, di fotografia, di montaggio e della già menzionata regia, con alcune scene veramente memorabili.

Bravo Matt Dillon, interpreta un cambiamento non facile, mentre non convincono Heather Graham e Kelly Lynch(l'ultima però è sempre un belvedere).

Per non parlare del personaggio del prete, con cui il regista dimostra un grande coraggio e originalità.

Infine, "Drugstore cowboy" è un film atipico sul tema, poichè non urlato quanto altri del suo genere, ma sottile e decisamente più efficace. Nel finale si da addiritura una spiegazione sui motivi che li spingono a farsi, e si prova comprensione per i tossicodipendenti.

Per ora, il miglior film di Van Sant che abbia visto..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  02/04/2011 00:19:20
   8½ / 10
Come era successo con Belli e dannati, anche stavolta le trovate registiche più spericolate di Van Sant mi lasciano perplessa. Ma chi l'ha detto che la perplessità è un male? Tutte le mie grandi passioni sono passate attraverso una fase di arrogante scetticismo. E comunque, pochi registi della nuova (?) generazione mi hanno colpito a tal punto...quindi se lo strike è di mio gusto o no, poco importa, è pur sempre uno strike. Drugstore cowboy è una storia di vita del tutto spoglia di infioriture e toni soft, se non quelli dei mirabolanti trips artificiali. Matti Dillon se la cava alla grande e spiace davvero che abbia avuto in seguito poche altre occasioni di brillare. Da annotazione l'ultimo monologo di Bob, che ci confessa, meglio di tutti i sedicenti oratori incontrati a scuola, le ragioni di un tossico (e la cosa strana, ma nemmeno tanto, è che le capisco).

TheLegend  @  02/01/2011 14:59:55
   6 / 10
Mi aspettavo molto di più.
Risulta essere molto noioso in alcune parti.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  07/12/2010 00:59:54
   7½ / 10
Burroughs: la dimostrazione (all'epoca) vivente che drogarsi non vuol dire per forza morire giovani, anzi... Eppure in questo film si aggira con tutta la sua aura di leggenda, lasciandosi dietro questi giovani tossici in erba (il cui destino è già segnato). Davvero un bel ritratto di una generazione autodistruttiva.

Kymmy  @  05/12/2010 17:04:23
   10 / 10
E' il capolavoro di Gus Van Sant. Un film perfetto. matt dillon è sensuale e ispira troppo sesso..kelly linch non mi piace per niente...poverina Heather Graham...gigantesco cammeo del mitologico William Burroughs... kitch, drammatico,a tratti raffinato e ironico, a mio parere il film più bello in assoluto del regista e il ritratto cinematografico più riuscito sul mondo della droga.

Dosto  @  18/08/2010 12:27:24
   7½ / 10
Il più riuscito, insieme a Belli e dannati, di Gus Van Sant, che dimostra, in ogni caso e in quasi tutti i suoi film, di essere un buon regista. Da vedere almeno una volta. Uno dei pochi film che tratta l'argomento droga senza falsi buonismi e retorica.

Xavier666  @  10/07/2010 13:23:08
   8 / 10
Il prete tossico che poggia una boccetta di laudano su una Bibbia è una scena memorabile, ma non è la sola in questo riuscitissimo film di Gus Van Sant, per certi versi ha uno stile di regia stranissimo che ci porta direttamente nella mente di Bob e delle sue paranoie da tossico. Fantastico!

Clint Eastwood  @  26/03/2010 11:02:51
   8½ / 10
Van Sant al suo meglio, storie d'amore, storie di droghe/drogati, una vita fatta d'eccessi e la redenzione a braccetto con la speranza accompagnano le ultime sequenze del film. Ottimi i giovani promettenti attori come Dillon e la Graham. Da recuperare sicuramente.

rapture  @  13/03/2010 00:17:25
   8 / 10
Ottimo film di Van Sant, regia superlativa come al solito, tuttavia un po' lento e prevedibile nel finale. Non ho compreso bene il ruolo del poliziotto Gentry, grandioso invece il personaggio interpretato da Burroughs.

yonkers86  @  25/02/2010 01:51:07
   7 / 10
L'avevo visto un paio di anni fa e così, per puro caso, oggi ho deciso di dargli un ulteriore sguardo.
Sicuramente è un buon film, nulla di eclatante ma neanche nulla di disprezzabile, la sua peculiarità secondo me risiede nel modo in cui la tossicodipendenza viene raccontata. Il film è permeato da una costante leggerezza, anche nei momenti più drammatici e tragici, dove sembra che l'uomo non ha nessuna possibilità di sconfiggere la droga. La violenza è sostituita dal buonsenso e dalla voglia di cambiare vita, sentimenti che piombano sulla vita del protagonista praticamente per caso ma che lo segneranno inesorabilmente.
I personaggi son tratteggiati in maniera onesta, menzione particolare per Padre Tom, impersonato da un grandissimo William S. Burroughs.
La regia di Van Sant è comunque buona, logicamente le cose migliori arriveranno con il tempo e l'esperienza ma già da questa pellicola si notano le peculiarità che l'hanno reso uno dei registi più apprezzati degli ultimi tempi.

Film consigliato in fin dei conti, ma da vedere senza troppe aspettative.

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  25/01/2010 14:28:04
   6½ / 10
Van Sant osserva e non giudica i personaggi che, per altro, sono descritti davvero molto bene in un raggio d'azione che và dalle origini della loro ribellione fino agli eccessi da cui derivano. Matt Dillon agli esordi e dal talentino indiscutibile

gandyovo  @  05/01/2010 18:07:30
   7 / 10
altro buon lavoro di Gus Van Sant. Bravi gli attori, tematiche di tossicodipendenza

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  29/09/2009 16:20:21
   8½ / 10
Un'interessante racconto dal punto di vista di chi sguazza non solo nel letamaio della tossicodipendenza, ma anche nella sua inesorabile emarginazione. Una storia semplice, del tutto plausibile e con una perla che ho trovato straordinaria: William Burroughs e il suo personaggio importantissimo. Poichè la droga non si avventa solo su coloro che la società etichetta come miserabili, giovani scapestrati senza arte ne parte, ma può ammaliare anche chi meno te lo aspetti. Non amo particolarmente Gus Van San, ma per Drugstore cowboy non posso che fargli i complimenti.

2 risposte al commento
Ultima risposta 20/10/2009 18.28.33
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  25/03/2009 18:09:28
   8 / 10
Bel film di Van Sant che offre uno spaccato sulla vita vuota del tossico, sul carattere quasi infantile dei suoi protagonisti incapaci di intraprendere delle scelte mature per rimanere nel limbo artificiale delle sostanze stupefacenti. Il regista racconta tutto con il giusto distacco evitando la trappola del facile moralismo (ai tempi dell'uscita del film il dibattito sull'Aids era pressochè quotidiano). Da brividi la presenza di William Burroughs nella parte di Tom il prete.

paride_86  @  03/02/2009 22:19:21
   7 / 10
Van Sant racconta la vita di un gruppo di criminali tossicomani. La storia è vista dalla prospettiva dei drogati, in particolare da quella di Bob, capobanda che cerca poi di redimersi.
Van Sant riesce a mettere il giusto mix di ironia e drammaticità, gli attori sono molto bravi e tutto sommato il film funziona bene.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  19/01/2009 11:11:46
   7 / 10
Van Sant dirige un'opera amara e realistica sulla vita di un gruppo di tossici che vive in funzione della ricerca di una via di fuga dalla realtà.
Colpisce nel segno solo in parte, soprattutto nella seconda metà (che coincide con l'entrata in scena del grande Borroughs che interpreta un ruolo geniale).

Ottima anche la trovata dello "scherzo" al poliziotto ma per il resto non offre molto di nuovo ad uno dei miei temi preferiti.

Invia una mail all'autore del commento Don Callisto  @  18/01/2009 14:31:49
   5 / 10
nn mi è piaciuto + di tanto! bravo cmq Matt Dillon

phemt  @  04/01/2009 11:30:36
   8 / 10
Opera seconda per Van Sant, Drugstore Cowboy è il film che fa da apripista al successo internazionale del regista statunitense…
Storia di droga e delinquenza, di amicizia sesso e redenzione, di sfortuna e di violenza… Van Sant non cade mai vittima dei clichè che normalmente affollano film del genere e racconta la storia così come andrebbe raccontata, con grande linearità e senza virtuosismi o trovate eccessive pur facendo intravedere già qualche caratteristica che successivamente diventerà cardine del suo cinema…
Magari lo si può tacciare di un eccessiva edulcorazione nei confronti del tema trattato ma il film funziona egregiamente sono tutti i punti di vista...

Sceneggiatura ben dosata, regia di livello, colonna sonora ricercata e ottimo cast… Dillon è praticamente alla sua miglior prova, la Graham è di una bellezza rara e c’è anche un cameo di Burroughs…

lupin 3  @  12/12/2008 12:27:40
   5 / 10
Così così, un mezzo mattoncino.

sweetyy  @  12/12/2008 02:15:09
   7½ / 10
Bel film sul tema della droga. Non avrei immaginato attore più azzeccato di Dillon nel ruolo del protagonista.

il genio  @  05/12/2008 17:14:36
   7½ / 10
bel film...a volte un po lento ma si puo vedere..grande matt dillon

Bob Marley  @  14/11/2008 13:39:19
   7 / 10
da vedere. grande matt dillon e storia dura e cruda.
ottimo prodotto, l'unica pecca è l'eccessiva lentezza di alcune scene.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  15/10/2008 10:15:05
   8½ / 10
Non ha senso demonizzare la droga, se non si fa nel contempo un'analisi delle ragioni che inducono l'individuo a farne uso. Ecco G. Van Sant ha questa onestà intellettuale in "Drugstore cowboy", secondo lungometraggio della sua produzione. In esso la fuga dalla realtà non appare come un mero un capriccio, ma come il segno di una insofferenza per essa, per le pene e i dolori che la vita riserva quotidianamente e che possono diventare fardelli insostenibili. Alla luce di questo stato delle cose, ogni scelta individuale sfugge a qualsiasi tipo di giudizio. Bob alla fine decide di affrontare la vita disintossicandosi, la desidera ardentemente, e si aggrappa ad essa con tutte le forze quando viene ferito; al contrario Dianne sceglie di rimanere nella certezza della tossicodipendenza, dove ogni emozione e ogni effetto sono calcolati e preventivati, rifuggendo così dal "buio" dell'imprevedibilità esistenza, in cui non si sa mai cosa ti aspetta; mentre Nadine intraprende la via estrema: quella dell'abbandono delle armi e della rinuncia alla lotta in una vita, di cui si avverte intollerabilmente il peso dell'insensatezza. Tre scelte diverse, completamente divergenti ma, nel contesto nudo e crudo in cui Van Sant ce le presenta, sono tutte immuni a qualsiasi giudizio. In questo modo la prospettiva del regista non risulta parziale ma d'insieme: perché infatti limitarsi a mettere in luce gli effetti deleteri della droga, quando invece è proprio la vita ordinaria, di tutti i giorni, la negazione della vita? E ci si rende conto ancora di più dell'impossibilità di emettere sentenze di fronte all'immagine blasfema del prete tossicodipendente (interpretato da W. Burroughs), in cui la fede religiosa si unisce alla sua negazione rappresentata, appunto, dall'abbandono nella droga.

«E' colpa di questa vita fottuta, non sai mai cosa ti succederà dopo. Per questo che Nadine ha scelto la via più facile per uscirne, è per questo che Dianne vuole continuare. La maggior parte della gente non ha idea della sensazione che proverà tra cinque minuti, per un tossicomane invece è diverso: lui lo sa, gli basta leggere un'etichetta.»

superfoggiano  @  13/04/2008 23:13:53
   7 / 10
Non è il solito polpettone sui tossici e sulla droga...
trama veramente originale... UN Matt DIllon superbo..
Del resto stiamo parlando di Gus Van Sant ragazzi!

xxxgabryxxx0840  @  04/03/2008 19:56:50
   8 / 10
Molto bello. Non amo molto Van Sant come regista ma questo film lo consiglio vivamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  14/01/2008 14:21:41
   7 / 10
“Drugstore cowboy” è la pellicola con cui Van Sant comincio’ a farsi conoscere ed aprezzare.E’ un prodotto strano che lascia intravedere le capacità del regista statunitense che cura efficacemente regia e fotografia,mostrando soluzioni interessanti ma ancora abbozzate che si affineranno col procedere della sua carriera.
A mio avviso pero’ rimane un lavoro un po’ sopravvalutato,non soltanto per alcuni punti che ho trovato eccessivamente noiosi o grotteschi, ma soprattutto per la visione che Van Sant fornisce del mondo dei tossici,troppo edulcorata e pulita,originalmente lontana dagli stereotipi cinematografici dei tossicodipendenti(e questo è un pregio),ma al tempo stesso poco veritiera e coinvolgente.Violenza e alienazione sociale appaiono troppo lontane,anche il “modus operandi” nelle rapine appare quanto meno bizzarro e troppo ragionato.
Appare evidente che l’idea del regista non era tanto quella di analizzare il mondo della droga,bensi’ di rappresentare lo spaccato di una generazione senza obiettivi,vuota,incapace di comunicare.
Il messaggio di Van Sant muta con l’andare del film e questo avviene tramite la presa di coscienza di Bob,il piu’ irrequieto dei ragazzi,il leader del gruppetto, cui un accadimento drammatico farà abbandonare,oltre che l'amore e gli amici, l’effimera e momentanea libertà donatagli dalla droga per una vita morigerata ed onesta.
Molto bravi gli attori tra cui spiccano Matt Dillon e la bella Kelly Lynch,nei panni di un prete da segnalare la presenza del grande scrittore W.S. Burroughs,questi realmente tossicodipendente.
Non è tra i lavori di Van Sant che preferisco, sicuramente pero’ denota gia’ una certa personalità da parte del regista intento a creare uno proprio stile.

Beefheart  @  22/05/2007 16:41:38
   7 / 10
Il film che ha decretato il successo di Gus Van Sant ne mette in risalto la caratteristica visionarietà ed i temi che saranno poi i capisaldi del suo cinema, come le difficoltà adolescenziali e la droga; sesso ed omosessualità troveranno spazio più avanti nelle opere successive. In questo caso, appunto, si tratta la vita maledetta e rischiosa di un gruppo di giovani, eterni immaturi, totalmente dediti al vizio al punto da farne la ragione di vita sulla quale basare tutto il resto. Ecco che Bob (Matt Dillon) e compagni non fanno altro che rimbalzare tra farmacie ed ospedali, al fine di intrufolarvisi, in cerca di droghe da rubare e somministrarsi. Ovviamente tale stile di vita non può portare molto lontano, nè durare a lungo. Per veicolare meglio il suo messaggio narco-ideologico sino a noi il regista si avvale niente meno che della collaborazione di un vecchio e piegato mr. William S. Burroughs, nella vita scrittore e drogato impenitente (vissuto fino ad 83 anni ed ormai defunto), vera e propria icona dei tossici di tutto il mondo, nella breve ma significativa parte di "Tom il Prete", che, in perenne ciclo disintossicante, raccoglie le confidenze del suo giovane amico Bob, nonchè collega di dipendenze. La trama è molto semplice e lineare ed il soggetto piuttosto logoro; ciò nonostante, l'efficacia non manca ed il film va perfettamente a segno senza sfociare in forzature, banalizzazioni o subdole drammatizzazioni. Semmai, le visioni ricorrenti di cose ed animali volanti che scorrono davanti agli occhi dei protagonisti fatti e strafatti, o l'improbabile quanto inopportuno congresso di sceriffi che arrivano ad affollare proprio lo stesso motel nel quale i nostri riparano per godersi il bottino, tendono decisamente verso un'inclinazione decisamente ironica e sdrammatizzante. A completare l'opera c'è una fotografia dai colori smaltati, in stile videoclip, che contribuisce a conferire al tutto un aspetto decisamente irreale e fumettistico. Unico neo, forse sta nella recitazione (o semplicemente nel doppiaggio?), di alcuni tra i protagonisti, come lo stesso Dillon, un po mono-espressivi e non del tutto convincenti. Non male Heather Graham, inconsciente ed imbambolata al punto giusto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  14/05/2007 12:08:27
   7½ / 10
Secondo film di Gus Van Sant tratto da un romanzo di J. Fogle.
Film che parla di droga, di inerzia, di inettitudine alla vita comune; il tutto raccontato in modo asciutto e preciso dal regista. Senza nessun tipo di giudizio morale. Curato nei dettagli e arricchito dalle ottime interpretazioni, soprattutto quella di Matt Dillon. Grandiosa la presenza dello scrittore W. Burroughs nel ruolo di un prete tossico.

Diames  @  26/06/2006 13:57:02
   7½ / 10
Molto buono l'aspetto strettamente "stilistico" (Eccellente la colonna sonora). Trovo però, in questo caso come in tutti gli altri, che Gus Van Sant sia un regista monco, a cui manca un po' di "sostanzialità". Intendo dire, in parole mie, che mi pare sempre non preoccuparsi a sufficienza del contenuto di quanto egli, con il suo indubbio talento tecnico, intende trasmetterre. Il suo grande stile fa un po' a pugni, forse, con il carattere stereotipato dei suoi personaggi (il cui profilo psicologico è decisamente tracciato in modo eccessivamente approssimativo, dato il tema trattato, e il fatto che il film si regge quasi esclusivamente su di loro). Forse sono io a non capirlo, ma mi lascia sempre un po' perplesso (lo stesso ordine di critiche, più o meno, tanto per capirci, le rivolgerei a "badlands [la rabbia giovane]" di Malick). Comunque questo "drugstore cowboy" rimane uno dei suoi film più riusciti, e si fa, dopo tutto, guardare volentieri.

Dick  @  22/06/2006 12:36:56
   8½ / 10
Film che raccolta il mondo della droga che porta verso l' alienazione su tutto: amicizia, amore, sesso e tranquillità. Il protagonista trovandosi faccia a faccia con la morte rappresentatata nella ragazza del suo complice decide che non ne vale lapena e non senza fatica prova a uscirne, ma rimane vittima di quelli che un tempo erano i suoi simili e alla fine pensa solo a sperare di sopravvivere come ogni uomo comune vorrebbe fare con normalità. Ma la normalità è facile sorpassarla.
Probabilmente Dillon nella sua migliore interpretazione.

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Ultima risposta 22/06/2006 12.40.57
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  13/06/2006 13:00:51
   8 / 10
bravo van sant.bel film sulla droga e l'amicizia.
strepitoso william burroughs.

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  13/01/2006 11:26:53
   7 / 10
Nel suo secondo lungometraggio G.Van Sant ci regala un analisi impietosa di una generazione.

Krypto_06  @  25/05/2005 00:37:20
   8 / 10
grande film girato e diretto da un grande gus van sant............per trama e contenuti si può dire che vi trovate di fronte al padre di trainspotting, uscito tre anni più tardi.........grande matt dilon e anche se compare per poco un enorme w.burroughs........da vedere

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