gebo e l'ombra regia di Manoel de Oliveira Portogallo, Francia 2012
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gebo e l'ombra (2012)

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locandina del film GEBO E L'OMBRA

Titolo Originale: O GEBO E A SOMBRA

RegiaManoel de Oliveira

InterpretiMichael Lonsdale, Claudia Cardinale, Jeanne Moreau, Ricardo Trêpa, Leonor Silveira, Luis Miguel Cintra

Durata: h 1.35
NazionalitàPortogallo, Francia 2012
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 2014

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Trama del film Gebo e l'ombra

Sul finire del XIX secolo, nonostante l'età e la stanchezza, Gebo continua l'attività di contabile con cui mantiene la famiglia. Vive con la moglie Doroteia e la loro nuora Sofia ma è l'assenza del figlio Joao a occupare i pensieri di tutti. Gebo ha nascosto alla moglie che il figlio Joao si è dato alla macchia dopo essersi reso responsabile di alcune azioni poco onorevoli. L'ignara Doroteia attende con speranza che Joao possa un giorno fare rientro a casa mentre in Sofia l'attesa si mischia alla paura. Quando Joao si ripresenta all'improvviso, ogni cosa cambia e prende una piega differente. Mentre Doroteia crede che il suo ritorno sia un bene, Gebo non si fa illusioni e decide di non nascondere la quantità colossale di denaro che sta custodendo per conto della compagnia per cui lavora. 

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Voto Visitatori:   8,00 / 10 (2 voti)8,00Grafico
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Voti e commenti su Gebo e l'ombra, 2 opinioni inserite

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Tango71  @  26/02/2015 19:19:26
   8 / 10
Il commento precedente dice tutto. Un grandissimo film! Spero che il grande vecchio torni a dirigere almeno un'altro film.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  08/04/2013 22:53:58
   8 / 10
Inquadrature (poche) fisse, gesti che si ripetono, ambientazione minimalista: è Manoel de Oliveira che nel suo ultimo (ma si spera non ultimo) film decide di esasperare la componente teatrale di "Gebo e l'ombra", a sua volta adattamento di un testo teatrale di Raul Brandao del 1923. Non deve trarre in inganno però questa esasperata staticità e la predominanza della parola, in questo caso più spiccata vista l'ambientazione unica della vicenda: è cinema. Lo capiamo da sprazzi di luce e ombra con cui il regista gioca "rompendo" l'inquadratura fissa, dalla fuga (brevissima) nel vicolo di Sofia e il suo quasi rapimento mistico e di fede dopo la parte certo più brusca della pellicola.
A freddo, Gebo e l'ombra colpisce a fondo e non si può che ringraziare, ancora una volta, il maestro Oliveira per l'ennesima lezione di cinema e morale che ha dato parlando dell'immoralità. è intelligente la costruzione del film: i dialoghi sono fumosi, ripetuti come i gesti di chi offre il caffé più e più volte, parlano dell'ombra e come tali non possono che essere inafferrabili. E questo cinema cosi anacronistico nella vicenda e nei modi parla anche dell'oggi, con la lucidità e la voglia che ha avuto Manoel de Oliveira di trattare a suo modo una crisi economica che è prima di tutto una crisi dell'anima, della morale.
Lo schema della sua opera è ancora una volta lo stesso se ci si fa caso: dispiega le carte in tavola, fa parlare e parlare e parlare i suoi personaggi, mette in moto una vicenda prevedibilissima e poi nel finale decide con un colpo di teatro (è il caso di dirlo) di sovvertire tutto quanto abbiamo appena visto.
Bravissimi gli attori su cui spicca la "solita" Leonor Silveira all'ennesima partecipazione in un film del grande vecchio, Lonsdale e una Cardinale raramente cosi convincente.

La raccomandazione con Oliveira è la solita: cinema per pochissimi, da prendere con delicatezza, rischio noia alto dato la grande monotonia della messa in scena ma che sa regalare riflessioni profonde e ammirazione sconfinata per la lucidità di un 104enne che imperterrito ha ancora tanto da dire. Se conoscete il regista saprete già se affrontare la visione o meno, per chi vuole imbarcarsi in questo viaggio si prega di riflettere con calma su ciò che si è visto.

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