il segreto di vera drake regia di Mike Leigh Gran Bretagna 2004
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il segreto di vera drake (2004)

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locandina del film IL SEGRETO DI VERA DRAKE

Titolo Originale: VERA DRAKE

RegiaMike Leigh

InterpretiImelda Staunton, Philip Davis, Peter Wight, Adrian Scarborough, Heather Craney, Daniel Mays, Alex Kelly, Sally Hawkins, Eddie Marsan, Ruth Sheen

Durata: h 2.05
NazionalitàGran Bretagna 2004
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2004

•  Altri film di Mike Leigh

•  Link al sito di IL SEGRETO DI VERA DRAKE

Trama del film Il segreto di vera drake

Il film ripercorre la storia dell'eclatante caso giudiziario di Vera Drake, donna della piccola borghesia che procurava aborti clandestini nell'Inghilterra degli anni '50.

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Voto Visitatori:   7,17 / 10 (42 voti)7,17Grafico
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Voti e commenti su Il segreto di vera drake, 42 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

kafka62  @  18/04/2018 10:13:01
   7½ / 10
Era dai tempi di "Dancer in the dark" che non si vedeva un film imperniato su un caso giudiziario così ricco di implicazioni etiche, di umana sensibilità e di emozioni profonde. Come la Selma del film di Von Trier, la Vera Drake di Leigh è una donna totalmente buona, amorevolmente dedita alla famiglia ma attenta anche ai problemi di chi le sta intorno, allegra e vitale anche quando deve dividersi con fatica tra la fabbrica di lampadine e le mansioni di donna delle pulizie presso qualche famiglia alto-borghese. Insomma, sarebbe un essere profondamente, autenticamente cristiano se non fosse per il non trascurabile fatto che una delle sue attività filantropiche (quella che la porterà in galera) consiste nel praticare aborti clandestini. Anche se non giustifica affatto questo crimine (basta vedere le laceranti reazioni che la sua scoperta provoca nella famiglia di Vera), Leigh si guarda bene dall'esprimere un giudizio di condanna, assumendo al contrario un atteggiamento di grande rispetto, e perfino di simpatia, per un personaggio che, pur sbagliando (come accade spesso ai personaggi delle suo storie), è assai superiore a quei piccolo-borghesi i quali, come la cognata, sono pieni di albagia e di stupidi sensi di superiorità. Perdonare e comprendere è il fermo credo di questo regista, ultimo portavoce di una pietas proletaria sempre più raramente riscontrabile nell'arte dei nostri anni. I veri eroi delle sue pellicole sono pertanto personaggi brutti, dimessi, sgraziati, eppure, come la commovente protagonista, il marito che le sta accanto con sollecitudine o il futuro genero che sceglie di condividere la tragedia con la nuova famiglia, pur essendone entrato a far parte solo da poche ore, caratterizzati da una dignità e da una forza d'animo che li sollevano molto al di sopra della grigia realtà e dei tristi ambienti in cui si trovano a vivere, e spesso a sopravvivere, con fatica e privazioni. Realtà e ambienti che Leigh sa descrivere con impareggiabile perizia e precisione, così come sa restituire in modo cinematograficamente efficace il dolore di vivere impresso nelle rughe e nei fisici sfatti dei suoi personaggi (sui quali svetta Imelda Staunton, una Vera Drake di stupefacente drammaticità) e il peso dei silenzi che gravano come macigni in quelle riunioni familiari (tristi, imbarazzanti eppure capaci di far circolare un sotterraneo senso di solidarietà e di affetto), che sono ormai diventati un inconfondibile leit-motiv dei suoi film.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  05/11/2014 19:08:41
   8 / 10
Ottimo film. Ha l'indubbio pregio di trattare un tema spinoso come l'aborto senza schierarsi pro o contro, mostra solo la storia di una signora che aiutava giovani ragazze in difficoltà ad abortire.
Bravissima la Staunton, davvero un'interpretazione notevole la sua.
Vera Drake è sostanzialmente una donna molto buona, che aiuta il prossima senza chiedere nulla in cambio. Sembra essere a tal punto una persona semplice, da non porsi nemmeno il problema se quello che stia facendo sia sbagliato o meno. Un personaggio che sembrerebbe dar ragione all'intellettualismo socratico, per cui il male è compiuto per ignoranza del bene.
Leigth lascia allo spettatore il giudizio sulla sua protagonista. Ma si può anche non giudicarla, "Non giudicate per non essere giudicati..." (Mt 7,1)
E poi, anche giudicassimo errato il suo agire, visto l'amore sincero che ha mosso le sue azioni, si potrebbe anche perdonarla: "Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato." (Lc 7,47)

pak7  @  05/01/2014 02:57:44
   7½ / 10
A volte l'ignoranza unita alla bontà d'animo porta a compiere gesti che ai nostri occhi possono apparire diversi rispetto a quello che ne possono pensare le altre persone, la legge in particolare: Vera Drak custodiva un segreto, che il regista Mike Leigh non vuole nemmeno tenere troppo nascosto. Un film efficace, che tratta di un tema delicato come l'aborto, lo fa in maniera silenziosa inizialmente, per poi crescere con lo scorrere dei minuti rendendosi sempre piùinteressante agli occhi degli spettatori.

Matteoxr6  @  07/12/2013 23:55:12
   6½ / 10
La firma del regista si nota ed in più l'interpretazione di Vera è ottima. Devo dire però che ci sono film di Leigh che ho apprezzato di più rispetto a questo, che è comunque di buonissimo livello.

Lory_noir  @  04/12/2013 22:39:37
   7½ / 10
Mike Leigh mi piace molto, il suo realismo riesce sempre ad essere toccante tramite interpretazioni memorabili come, in questo caso, quella di Imelda Stauton. A fine film però, la sensazione è quella di un lavoro non riuscito al 100%.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  14/11/2012 00:27:57
   7 / 10
Sentitissimo ritratto di famiglia e di una società fatto alla maniera di Leigh, delicato e toccante, "Il segreto di Vera Drake" è un film fatto di dettagli.

Costruito su un soggetto apparentemente esile, Leigh riesce a costruire un film solido e ben strutturato, che sfugge da qualsiasi manicheismo ed estremamente umano.

Un umanità che si interroga sul significato di morale quantomai ambiguo, non c'è denuncia, ma semplice costatazione, lucida della cruda realtà.

Toccante

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  01/04/2011 17:56:30
   8 / 10
Non solo Imelda Staunton, peraltro meravigliosa, ma anche il resto del cast, così ben delineato nei personaggi disegnati da Mike Leigh offrono momenti intensi e di vera emozione. Anche trame secondarie come la storia della ragazza altoborghese, servono al regista per mostrare il volto di una società con diversi pesi e misure a seconda della disponibilità economica. Non un grido di protesta, ma la consapevolezza che qualcosa non va.

Invia una mail all'autore del commento Living Dead  @  28/11/2010 20:15:25
   8 / 10
Un film che mette in scena una delle tante realtà dell' Inghilterra degli anni '50.
La cosa che colpisce maggiormente è l'abilità del regista nel riuscire in poco tempo a ribaltare una situazione "idilliaca" in un dramma che finisce col distruggere una famiglia, e non solo; Leigh riesce anche in un primo momento a farci schierare dalla parte della povera Vera, senza farci riflettere su quanto grave fosse il suo operato.
L'unica critica che posso muovergli contro è rivolta alla seconda parte del film, forse un pò troppo statica e arrancante.
Rimane comunque un'ottima pellicola e mi accodo anche io agli elogi per Imelda Staunton.

Clint Eastwood  @  19/10/2010 10:01:08
   8 / 10
Vera Drake è una donna in età che oltre a fare la domestica, quotidianamente svolge il lavoro delle pulizie, si prende cura di alcuni malati inclusa sua madre. Sempre di buon umore a canticchiare col sorriso sulla faccia, moglie fedele e madre affettuosa. Una famiglia inglese benestante della piccola-media borghesia. Vera però, nasconde un segreto inconfessabile, quello di svolgere clandestinamente aborti a domicilio oppure come dice lei "aiutare ragazze in difficoltà", non desumendo in cambio nessun compenso. Un giorno, quello che doveva essere un lavoro di routine si trasforma in una tragedia, la ragazza che doveva abortire finisce in condizioni gravi all'ospedale, caso in cui viene coinvolta la polizia in quanto l'aborto clandestino costituisce un reato. Portata alla stazione di polizia e dopo in tribunale, Vera ha bisogno di tanta forza e coraggio di essere perdonata dalla famiglia, marito e figli.
Un dramma di alta qualità dove più di così non si può pretendere con una struttura semplice ma diretta e allo stesso tempo attenta/profonda. Le analisi nella seconda parte, dopo lo svolgimento, non lasciano molto spazio alle chiacchiere e i confronti tra le due parti sono decisamente molto curati. Con la cinepresa ferma in alcuni piccoli ma efficaci piani sequenza, si punta verso lo spettatore a farlo per forza ragionare in quei silenzi intensi, lasciargli spazio necessario e affrontare il tema del perdono, aborto, famiglia. Gli attori, la fotografia e la regia sono i suoi punti di forza che determinano un certo cinema di classe e qualità.

sandrone65  @  19/09/2010 23:51:46
   8 / 10
Non capita facilmente di trovare così teso ed interessante un film dove in definitiva "accade" abbastanza poco. Il dramma di questa donna che vive una vita immersa nell'approvazione altrui, in una società ancora devastata dai ricordi della recente guerra. Vera subisce lo shock di ritrovarsi giudicata dalla giustizia e dalla società per un reato del quale lei non ha una reale coscienza. Il suo candore subisce l'impatto del confronto con la realtà e tutto il film è magnificamente costruito attorno a questa presa di coscienza forzata. Da vedere.

trickortreat  @  13/09/2010 17:09:39
   9½ / 10
Bellissimo dramma interpretato da una Imelda Staunton in piena forma, davvero un'interpretazione da 10 e lode. Il film scorre lentamente (ed è giusto che sia) raccontando la doppia vita (se possiamo chiamarla così) di questa casalinga, di quest'anima pura pronta a far del bene, anche se ingenuamente nel modo meno corretto. Da vedere assolutamente, un film duro, che fa anche riflettere

alexus  @  25/01/2010 10:19:36
   8½ / 10
l'ho visto al cinema.....davvero toccante.....Staunton impressionante

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  27/12/2008 21:17:17
   8 / 10
Film veramente sorprendente. Da vedere assolutamente poiché è cosa sempre più rara trovare sceneggiature così ben scritte, scenografie così ottimamente realizzate, la Londra anni '50 è perfettamente ricreata, inoltre costumi eccellenti e soprattutto una protagonista così perfettamente in parte. La storia di Vera Drake è poi incredibilmente interessante, la storia di una donna che è il perno assoluto di una famiglia e che percorre la sua esistenza facendo ciò che ritiene giusto in maniera assoluta, cioè senza porsi dubbi nè domande. Leigh dirige esemplarmente senza giudicare ma presentando una storia in maniera semplice e interessante.

tabularasa  @  20/09/2008 17:14:17
   5½ / 10
piatto piatto,ripetitivo nell'azione.un pò di scossa nel finale ma è troppo tardivo per poter dare un sei

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  17/01/2008 10:42:13
   8 / 10
Ottimo lavoro di Mike Leigh che realizza un film di grande intensità,capace di coinvolgere sin dalle prime immagini.
Il regista ci presenta Vera Drake,una bravissima Imelda Staunton,donna di grande generosità,solare,affettuosa, fulcro di una famiglia unita e gioviale,non particolarmente abbiente ma decorosa nello stile di vita.
Vera Drake è moglie e madre apparentemente perfetta,il marito e i figli l’adorano ed il suo carattere altruista la rende molto amata nel quartiere in cui abita.
Tutti pero’ ignorano l’attivita’ segreta della donna che, come lei stessa dichiara,consiste nell’aiutare donne a tirarsi fuori dai guai,ma molto piu’ concretamente concerne nel farle abortire.
Leigh non condanna,non crea un mostro,lo spettatore non riesce a provare antipatia per una donna che pensa di fare del bene,a questo proposito basti pensare che nemmeno lucra sulla sua attivita’ clandestina,il suo atteggiamento è mosso unicamente da una pietà e solidarietà umana indispensabili in un paese ancora sotto shock per la guerra ma voglioso di risalire la china celermente.L’ingenuità quasi fanciullesca di Vera trapela anche dai suoi interrogatori con la polizia,tant’è che solo un volta costretta alla prigione ed al giudizio di un tribunale comincerà a mettere in dubbio la bonta’ del suo operato.Il regista non esprime con chiarezza un suo punto di vista sull’aborto,si limita a confrontare quando questo viene affrontato da una ragazza di famiglia benestante e quando capita ad una ragazza di ceto sociale medio-basso.
Ottima è la caratterizzazione della famiglia,argomento spesso ricorrente nella cinematografia di Leigh,l’interazione tra i protagonisti e pressoché perfetta,inizialmente l’idillio famigliare inattaccabile anche dai problemi quotidiani è riportato in maniera mirabile,altrettanto da manuale è il lavoro sulle reazioni dei famigliari davanti alla sorprendente attivita’ di Vera.
Un film solido,girato ottimamente,con una protagonista indimenticabile che tratta con grande sensibilita’ un argomento scottante.

frangipani79  @  12/12/2006 17:31:41
   10 / 10
Vera Drake, vincitore del Leone d'oro a Venezia nel 2004 è un film magnifico sotto tutti i punti di vista.
Si regge quasi interamente su una sola attrice, Imelda Staunton e ciò non fa certo un danno al film. Non conoscevo questa attrice prima, ed è incredibile l'espressività che ci restituisce. Del resto, affermata attrice teatrale, vincitrice sempre a Venezia della Coppa Volpi, non poteva certo non essere all'altezza, ma sono tanti altri i motivi di questo voto importante.
Il tema è tremendamente ispido e serio: l'aborto. Collaterali ci sono il tema della giustizia, quando funziona troppo bene (con i deboli) e mai come clava sociale; i costumi dell'epoca e le relazioni umane.
La sceneggiatura e i dialoghi sono costruiti con precisione millimetrica, tanto da non rendere per nulla pesante un film in apparenza grave.
Una regia splendida, asciutta e lontana da trionfalismi. Stupendo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  07/09/2006 00:55:31
   6 / 10
la prima parte è da otto e cioe fino a quando la polizia scopre tutto...il film scorre piacevole e la protagonista è davvero brava a farci credere che non c'è niente di male nel suo "hobby"...poi nella seconda parte non fa altro che piangere e non parla piu(e la sceneggiatura?)...peccato

sweetyy  @  05/03/2006 03:28:25
   7 / 10
Film notevole, l'unico difetto come già si è detto è il fatto che il regista per buona parte del film fa piangere la protagonista in continuazione, rendendo molte scene noiose

Invia una mail all'autore del commento the passion  @  19/01/2006 12:39:44
   10 / 10
Grande interpretazione di Imelda Statunton (Vera drake) che con la sua esperienza teatrale, ha recitato con una sensibilità che le è valsa la coppa volpi al festival di venezia.
il segreto di vera è un film che punta direttamente al cuore dello spettatore alla sua partecipazione emotiva verso le storie di tante donne che in passato hanno dovuto vivere sulla loro pelle il problema dell'aborto clandestino

Clemi92  @  12/01/2006 16:42:59
   8½ / 10
Molto ma Molto ma Molto Bello!!!!!!!!!!!
Vi consiglio di vederlo subito...!!!!

Giulio R C  @  24/10/2005 20:53:30
   6 / 10
molto noioso e ideologico. Bravi gli attori

KANE  @  18/07/2005 13:58:31
   8 / 10
film molto molto bello!
ben fatto è con una storia interessante e irritante per molti ben pensanti.
il film è di una realtà a volte disarmante, questo grazie ad una ricostruzione della londra del '50, ma sopratutto alla straordinaria bravura della protagonista e di tutti gli attori che hanno dato prova di essere grandi attori della beneamata scuola inglese!
film toccante che racconta le vicende di una donna senza appoggiarle o condannarle, una narrazione secca, pulita che lascia allo spettatore il giudizio di ciò che vede!
veramente un bel film, quando un film ti fa riflettere merita sicuramente un voto alto!

Martina Jo  @  11/05/2005 22:41:19
   6 / 10
Molto bravi i due coniugi protagonisti.

kekkolorusso  @  25/04/2005 11:29:45
   5 / 10
il voto è dovuto un pò alle aspettative che mi ero fatto.....che sono andate svanite !!!!!
e poi perchè di una lentezza inaudita e soprattutto mi sembra che alla fine molti spiragli per intervenire e creare delle belle situazioni siano andati puntualmente sprecati !!!!
cioè ....vedetelo ma non aspettatevi chissà che cosa ........sarebbe lo stesso leggere qualcosa!!!!!

pirulino  @  10/04/2005 14:30:37
   6 / 10
interessante lo stile naturalistico dell'ambientazione(praticamente solo interni),molto bravi gli attori, si vede che provengono dall'austero teatro inglese(meriterebbe di più vederlo in lingua originale).Ma non capisco proprio come abbia fatto a vincere il leone d'oro.D'accordo il tema trattato fa rimbalzare il film tra quelli che si evidenziano x impegni civile..ma a me è risultato tutto troppo incrediblile-vera drake è un personaggio poco credibile.in un'inghilterra vittoriana legata indissolubilmente a precetti religiosi soprattutto di natura morale ci troviamo di fronte ad un attempata buona donna pia e inverosimilmente altruista che pratica aborti.aggiungo da 20anni:e non solo a giovani donne della bassa plebe ma anche a ragazzotte borghesi del tutto conapevoli della loro libertà sessuale(concediamo naturalmente la libera scelta a tutti sul tema dell'aborto sebbene io sia contraria).La poverina viene arrestata e cade dal pero come se in tutti qst anni non si fosse resa conto che ciò che praticava con tanta parsimoniosa concessione era sbagliato,contro la retttudine morale e soprattutto contro dio.Ma qst cosa non l'ho proprio capita!Vera è stata tutto il tempo genuflessa sotto il peso non tanto della sua colpa qualto della sorpresa di dovere andare in carcere,dalla consapevolezza di avere fatto qlcs di sbagliato(perchè al di là di quello che noi oggi pensiamo dell'aborto,negli anni50 era un azione disdicevole e soprattutto immorale quindi la drake non poteva non esserne consapevole o sarebbe stata da una parte atea o dall'altra completamente moderna!).-qui sta secondo me la contraddizione del film.Come poteva leigh renderla così innocente?quasi fosse lei la vittima del film-

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Ultima risposta 28/08/2006 09.24.34
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mariolina  @  27/03/2005 18:23:57
   7 / 10
Penso che il regista abbia rappresentato perfettamente la realtà del periodo e soprattutto la condizione sociale della famiglia di vera drake. Il suo personaggio mi ha lasciato un pò perplessa per la differenza radicale mostrata tra la prima e seconda parte del film. Una donna sicura, grande lavoratrice, un sorriso per tutti, i familiari, gli amici, le donne da lei assistite, una figura rassicurante e di riferimento. Mi ha stupito il crollo emotivo e la totale incapacità di reazione di vera dal momento in cui si è resa consapevole delle conseguenze di ciò che aveva fatto sino ad allora con l'unico scopo di aiutare il prossimo, con spirito quasi cristiano. Credo non ci sia stato modo migliore capire il reale e intenso dramma di questa donna, per la quale la sofferenza maggiore è stata sapere che la ragazza da lei aiutata ha rischiato la morte, e che dietro il suo altruismo si è mascherata un'attività lucrativa. Forse il regista si è dilungato un pò troppo sui pianti e i singhiozzi, appesantendo la seconda parte del film, ma senz'altro è riuscito a trattare in modo a mio parere neutro il difficile tema, mostrando chiaramente i due opposti punti di vista, l'umanità e la legalità, entrambi suscettibili di valide riflessioni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  19/03/2005 19:15:17
   6 / 10
Un film difficile da valutare. Sicuramente discreto da certi punti di vista ma superfuo o esagerato da altri.
Il film di Leigh è un solido film che tratta il tema dell'aborto con raffinata eleganza, che non cade mai alla trappola della retorica o del facile sentimentalismo e che vuole essere qualcosa in più di una semplice pellicola pro abortista o contro -abortista, ma che tenta invece di descrivere con asciuttezza l'ipocrisia della società inglese degli anni '50, e fa un dipinto (per certi versi fantastico) di una famiglia diciamo media, non ricca ma nemmeno povera di quegli anni.
Poi ovviamente sul tema dell'aborto Leigh prende posizione netta e alla base della storia che racconta c'è una riflessione assolutamente attuale.

Io penso che il film funziona perfettamente nella prima, fantastica parte, nella descrizione della famiglia, piena di sfumature psicologiche, con una regia attentissima ai minimi particolari.
La prima parte culmina con la splendida sequenza (la migliore del film) dell'arrivo in casa di Vera Drake dei poliziotti, quando un festeggiamento per un futuro matrimomonio e per l'annuncio di una gravidanza viene tristemente interrotto.
La parte successiva perde a mio avviso un po' di mordente.
Leigh ovviamente non cade negli stereotipi da film processuale, ma anzi se ne tiene giustamente alla larga. Tuttavia insiste troppo secondo me su primi piani della protagonista in lacrime, ribadendo con ciò troppo spesso la sua posizione sull'argomento, e rischiando di banalizzare un po' troppo il tutto. La seconda parte io l'avrei accorciata un pochino, tagliando magari anche le varie confessioni ai familiari, delle accuse alla Drake, in favore di una maggiore asciutezza.

Debbo muovere comunque anche alcune critiche aggiuntive: se Leigh lavora benissimo sui 4 personaggi principali (Vera Drake, il marito e i 2 figli), non fa sempre altrettanto con gli altri, anche se sempre interpretati magnificamente da quasi tutti gli attori.
Leigh lascia perdere la sottotrama della ragazza riccona che ovviamente risolve in un batter d'occhio il suo problema, perchè alto borghese, come se il regista stesse appunto dicendo che sono sempre i soldi a fare la differenza.
La situazione e i sentimenti che prova la ragazza povera (magari anche stuprata), e quella ricca, sono esattamente gli stessi, ma con 100 sterline tutto diventa più semplice. Io mi sono chiesto sinceramente se fosse il caso di ribadire questo fatto, abbastanza ovvio e sempre valido. Leigh a mio avviso sbagliando , lo fa e poi lascia la sottotrama irrisolta.

Tralasciando poi anche l'altro personaggio della pseudo amica che trova i contatti e che si fa pagare (si vede l'ultima volta in un interrogatorio e poi scompare, però vabbè su questo si può sorvolare, è del tutto ininfluente), sono rimasto invece deluso dai personaggi del fratello del marito (inutile) e quello di sua moglie (banale).
Quest'ultima in particolare è dipinta come la solita banale borghesotta insensibile ("quella donna mi fa senso") già vista migliaia di volte ovunque, dal film d'autore al kolossal americano.

Nel complesso è un film a tratti molto bello , sopratutto nella prima parte, diretto elegantemente dal regista, con un'ottima fotografia e degli attori bravissimi (praticamente tutti).
Una nota di merito anche alla protagonista, molto brava, anche se, come ho detto, i suoi continui pianti nella seconda parte sono a tratti esagerati.
Insomma è un film difficile da valutare (metto un 6 simbolico), sotto certi aspetti ( la direzione di Leigh, gli attori, l'invito alla riflessione e la descrizione dell'ambito familiare) è fantastico, ma sotto certi aspetti assolutamente ingenuo.
Oltre, come ho detto, alla banalità di alcuni personaggi mi chiedo: esisterà mai una persona così buona? Esisterà sempre una famiglia così presente di fronte non tanto all'atto dell'"aiutare le persone", ma di fronte a una bugia, o meglio a una cosa non detta per 20 anni al resto della famiglia?

Comunque è un film da vedere.


tyler  @  14/03/2005 22:57:46
   8 / 10
Mi trovo in pieno accordo con Gerardo eil suo commento che definirei veramente ottimo e completo....un film ben fatto,un'ottima fotografia(scolastica la definirei,nel senso buono del termine)ed una protagonista da oscar,meglio di Hilary Swank

redblack  @  10/02/2005 22:29:50
   8 / 10
A me e' piaciuto un sacco nonostante non sia il mio genere preferito. Si' c'e' da dire che e' un po' lentino pero' gli attori son davvero bravi e la trama molto interessante. Vera Drake e' fantastica, la nonna ideale:-) poi visto in lingua originale it's another story.
andy

MISTER NO  @  04/02/2005 10:19:45
   2 / 10
Mah... e questo film avrebbe addirittura vinto il Leone d'oro a Venezia? Mi sembra che il cinema in questo scorcio di nuovo millenio stia prendendo una deriva davvero preoccupante... da un lato roboanti prodotti di puro intrattenimento ad uso e consumo dei teenager, da un lato film come questo dedicati al pubblico dei cineforum e quindi molto profondi e impegnati, nonchè didascalici, prolissi e mortalmente noiosi! Mancano, mi sembra, le opere che sappiamo stimolare l'intelligenza dello spettatore raccontando al contempo delle belle storie, come si facevano negli anni '60-'70, tanto per essere chiari. Si possono senza dubbio elogiare la perizia registica di Mike Leigh e la prova degli attori, ma questo è un film fatto senza anima, senza passione, senza la consapevolezza da parte del regista di quello che si potrebbe davvero dire o fare attraverso il cinema. E il presunto messaggio del film? Beh, io l'ho visto anche così: una critica alla borghesia inglese degli anni cinquanta, che dietro l'apparente facciata di bontà, rispettabilità, operosità ha l'armadio pieno di ingombranti e imprevedibili scheletri.
Troppo provocatorio? Forse, ma anche dirige film come questo film lo è.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  01/01/2005 17:38:06
   10 / 10
Ecco finalmente un film “militante” come non se ne vedono più tanto spesso. Imelda Staunton dà corpo a un personaggio pieno, senza vuoti di scrittura. È lei stessa invece a scoprire, “vivendo” realisticamente (nel)la finzione, i vuoti personali e umani che si annidano nel suo personaggio. Vera, nella prima parte del film, è un monolite di certezze e sapienza casalinga, pur nella semplicità che hanno tutte le donne proletarie di casa. Quante Vera Drake ci sono state (e ci sono ancora nei nostri piccoli paesi di provincia) nelle nostre case, tra le zie e le nonne perennemente indaffarate in un’infinità di impieghi casalinghi, sapienti e conscie del fatto loro? Vera Drake procura aborti clandestini con la stessa naturalezza, perizia e abnegazione con le quali svolge i suoi lavori domestici, di donna di servizio, di madre premurosa e di figlia rispettosa che accudisce i genitori anziani, dividendosi tra mille impegni quotidiani con assoluta, indiscussa e atavica dedizione. Fa tutto questo perché è nella sua natura, cioè nella natura che le discende socialmente. Non si ferma mai a pensare, lo fa e basta senza porsi domande, dubbi. Tutto è assolutamente normale e va fa fatto perché così è (e sia), perché prima di lei lo hanno fatto centinaia o migliaia di altre donne del tutto simili a lei in ogni parte del mondo, da anni. La sua è una realtà tacitamente lecita e legittima – nel suo mondo -, acquisita per consuetudine e necessità, anche se parallela e non conforme alla realtà ufficiale, della Legge. Che al momento dell’arresto deve apparirle quasi una legge kafkiana, tanto le è estranea e lontana. L’angoscia maggiore per Vera Drake è l’aver procurato un danno quasi letale a una giovane donna che lei pensava, nel più totale candore della sua coscienza, di “aiutare”. Ma anche per la scoperta di un mondo che a lei doveva essere sempre stato estraneo: quello reale. L’incidente, con il conseguente arresto, è lo squarcio lancinante che si apre nella coscienza candida di Vera, ormai messa di fronte alle sue responsabilità nei confronti della Legge. È l’irruzione violenta della realtà istituzionale nel mondo autonomamente regolato da leggi non scritte di Vera. Nell’angoscia di Vera, che scandisce tutta la seconda parte del film, si scorge un substrato di coscienza che risponde, in verità, proprio a quel mondo regolato dalle leggi ufficiali: solo ora inizia ad emergere: Vera sa cosa ha fatto, non solo alla giovane che ha mandato in coma, ma durante tutta la sua illegale attività di procuratrice d’aborti. È come se a un certo punto quella realtà ufficiale venisse tragicamente a galla, spazzando via quella coscienza e quell’ordine morale a cui Vera aveva sempre risposto perché così doveva essere per atavica acquisizione. Vera continua a ripetere, di fronte alle sue colpe e all’accusa della sua pratica illegale, che lo faceva per aiutare le ragazze in difficoltà. Non è una discolpa, la sua, ma la percezione tragica della sua difformità; l’evidenza di questa. È l’essenza stessa della tragedia: lo scarto di realtà fra il mondo “normale”, con la sua legalità istituzionale, e la pratica esistenziale della vita, alla quale Vera ha sempre risposto col massimo dell’impegno, dell’onestà, dell’amore e della dedizione altrui. Si profila una sorta di sventura della virtù, nel quale l’amore e la dedizione, appunto, diventano una colpa in un mondo altro.
Quella di Vera Drake è l’angoscia di chi scopre che la propria condotta moralmente irreprensibile di tutta una vita è in realtà una condotta condannabile e deprecabile, al pari di quella di un comune delinquente. Non è il timore del carcere o della pena, ma la scoperta della dissoluzione – e il conseguente discredito - del suo mondo, delle sue credenze e del suo sistema di valori a distruggere Vera, a farle crollare improvvisamente tutte le certezze più profonde. Chi si rende conto sin dall’inizio della tragedia della donna sembra essere paradossalmente il commissario che sta conducendo le indagini sull’incidente alla giovane donna in coma per l’aborto illegale, proprio l’uomo, cioè, che rappresenta la Legge, la veste ufficiale di quel mondo parallelo che Vera soltanto sfiorava con la coscienza. E chi invece è cresciuto in seno a Vera, suo figlio, allevato proprio secondo quel codice morale, non scritto come la Legge, che la donna osservava per naturale obbedienza ancestrale, “antropologica”, si sente improvvisamente estraneo al suo mondo e rifiuta, ripudia la madre come altro da sé (di un sé allargato alla sfera familiare).
La grandezza di questo film (di un film, si potrebbe dire, su un “doppio stato” morale e antropologico) risiede nel fatto che gli autori non parteggino apertamente per l’innocentismo pietistico di Vera Drake, né, d’altro canto, per il trionfo della legalità e della giustizia. La pietà si concentra semmai sul riconoscimento della tragedia della coscienza di Vera, sulla sua lacerazione umana, esistenziale, morale.



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Ultima risposta 22/12/2009 17.07.11
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SILVA  @  25/12/2004 19:48:25
   9 / 10
Attraverso la scarnificazione del mediocre quotidiano di un passato fin troppo connotato ,veniamo condotti con maestria e lucida eleganza nell'inferno femminile della maternità rifiutata.Mai,nessuna donna rifiuta un figlio se solo ha dentro di se una strada che possa percorrere prendendolo per mano.Questa non è solo una storia di aborti , è la storia d 'una società che da sempre,fingendo disdegno e ripulsa rifiuta alle donne il diritto di essere madri,le penalizza sul lavoro,le prostra nel quotidiano casalingo solitario e massacrante,le stronca con la manipolazione occulta dell'apparire che consacra alla sterile anoressia la maggior parte delle adolescenti Questa. è la storia eterna di tutte le donne perchè nessuna donna può mai ergersi a giudice di un'altra perchè tutte sappiamo quanto è duro esserlo ,donne.Vera Drake aiuta le altre a sentirsi meno disperate e nella sua anima non c'è ombra di peccato perchè per peccare bisogna volere la sofferenza di qualcuno.Vera vuole solo aiutare. CHIUNQUE VOGLIA DARE A QUESTO FILM UNA QUALCHE VALENZA MORALISTICA IN UN SENSO O IN UN'ALTRO E' IN MALAFEDE.QUESTO E' UN FILM SULLE DONNE CON TANTE NOTE DA RICERCARE E TANTI FREMITI CONTRASTANTI

erika  @  23/12/2004 14:04:47
   5 / 10
bella la storia ma molto lento il film...soprattutto il secondo tempo...

  @  16/12/2004 14:40:20
   8 / 10
Grande interpretazione della Staunton. Mi ha colpito la sua' bontà, la sua fragilità. bel film. complimenti

acol  @  13/12/2004 15:17:21
   2 / 10
Leggo i commenti fin qui scritti e sono stupito dalla lunghezza. Questo film scatena i grafomani. A me è sembrato noiosetto

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Ultima risposta 16/12/2004 14.32.26
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leo leo  @  23/11/2004 13:44:03
   8 / 10
è probabilmente uno dei film più tristi della storia del cinema, e soprattutto nella seconda parte la telecamera insiste in modo quasi ossessivo sul dolore dei protagonisti. la vitalità e la speranza del bellissimo SEGRETI E BUGIE è quasi un miraggio lontano.
... tuttavia, il film è davvero bello, vero, commovente, e pieno di sentimenti.
la tristezza della vicenda è riscattata dall'ingenuità e dal profondo senso di umanità di vera drake, una donna sfortunata, forse inconsapevole, comunque un raggio di luce nel buio del moralismo e della burocrazia. .

Viaggiatore  @  15/11/2004 13:01:17
   7 / 10
La storia di Vera Drake è una storia difficile da raccontare, dai risvolti morali ed etici di impatto, che prova a far discutere su un argomento importante come quello dell'aborto.
Il regista affronta un problema in un periodo neutro come gli ani '50, applicando le leggi del 1860, quindi anacronistiche, però con l'idea di parlarne adesso, quando forse qualcuno sta cercando di ritirare fuori l'argomento, negli Stati Uniti e quindi forse in Inghilterra....
Il film è effettivamente diviso in due parti, nella prima le scene in contrapposizione si alternano, la felicità e la gioia di Vera che si fa in quattro per tutti (i più disperati), la famiglia di Vera in cui c'è un confronto e figure positive contro la famiglia borghese dove lei fa pulizie, in cui i dialoghi non esistono...l'aborto clandestino e l'aborto che solo i ricchi possono permettersi....
La seconda parte diventa un singhiozzio e una presa di coscienza della protagonista delle azioni negli anni compiute, diventa il dramma della famiglia che non si capacita, diventa più lento....e non molto eomzionante.
Il regista lancia il sasso, ma non si schiera, la donna è incosapevole, è disperata per quello che ha fatto, mai ci aveva pansato...va commiserata, perdonata o condannata perchè la sua ingenuità è ignoranza delle leggi e delle ripercussioni fisiche sulle ragazze?
E se la storia rimane un pò nel limbo, i personaggi rubano la scena...su tutti il marito di Vera e la coppia Ethel/Reg, con la scena di loro due nel parco di una tenerezza infinita... i protagonisti tutti sono formidabili ed è qui che secondo me il film da il meglio, nell'ottima caratterizzazione dei protagonisti.
Un film comunque da vedere per discutere, per lo spaccato della Londra decadente del dopoguerra e pr gli ottim iprotagonisti.

Henry Madgett  @  13/11/2004 21:37:03
   6 / 10
Vera Drake è un film didascalico,trasparente,monolitico.Eppure pone un problema.
La prima parte del film fa del didascalismo esibito,si delineano le componenti in gioco,a dirla meglio le si tagliano con l'accetta.Ogni personaggio,ogni situazione è connotata per opposizione:c'è la bontà incondizionata di Vera e la violenza di uno stupro,c'è la granitica famiglia disagiata e la distanza dei rapporti borghesi(quei dieci secondi di silenzio della figlia davanti alla madre sono uno straordinario esempio di sintetica didascalia cinematografica),ci sono i discorsi sulla guerra e quelli sulle tappezzerie,c'è l'aborto istituzionalizzato e quello casalingo.C'è il bianco e c'è il nero.
Questo didascalismo crea (cinematograficamente parlando)il problema morale nella seconda parte.E' l'indiscutibile bontà(ingenuità) di Vera che rende una presa di posizione problematica,che porta il dubbio al limite dell'insolubile.Davanti a un qualsiasi dottor Caligari,nessuno avrebbe avuto dubbi a condannare.
D'altra parte però l'abuso di questa monoliticità del personaggio,del didascalismo insistito appare limitativo nei confronti del problema che esso stesso pone.L'aver chiuso ermeticamente il personaggio di Vera Drake nei ristretti confini del paradigma,paradossalmente toglie alla questione qualunque pretesa di universalità.Si discute a questo punto un caso individuale e non un problema morale universale.
E' un film in primo piano sia nelle modalità narrative che in quelle visive:i primi piani sono continui,i particolari sempre più estremi quasi a voler violare la soglia corporea,si parla di sentimenti certo,ma li si isola(sterilizzandoli).Così si descrive non si discute.Mi chiedo il perchè di questa scelta.




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Ultima risposta 14/11/2004 15.01.36
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  11/11/2004 14:27:00
   8 / 10
La forma di Mike Leigh è finalmente compiuta anche contro chi lo accusava di trasportare i suoi antieroi in un buco nero senza speranza, salvo poi affossarli definitivamente o purificarli nella rassegnazione E' un difetto che vedevo nel precedente "all or nothing", partitura incompiuta (per dirla alla Cechov) sul manierismo della way of life operaia inglese Il film suddetto invece è ancora un'escalation un work in progress verso la dimensione del dolore, ma come se fosse tutto inversamente proporzionale alla resa dei film precedenti Dopotutto (anche) qui assistiamo alle vicende di una famiglia disagiata però l'eco della guerra appena finita (siamo nel 1950) riporta il patriarcato familiare (mentre recita la sua imminente prevedibile fine) a raccontare le ferite con doloroso distacco In Vera Drake tutto ciò che precede non è rimosso ma vive dei riflessi incondizionati di un presente difficile ma (apparentemente) non privo di speranza Per questo la traumatica discesa del film, pur ampiamente prevista, suscita emozioni tanto forti Perchè la purezza anche fisiognomica di questa donna minuta e delicata rischia di ammmiccare più volte al conformismo vigente, ma da lì in avanti questa debolezza sarà impossibile Sorretto da un'Ilda Sventon costretta ad esibire la ripugnanza per sè e per il suo codice morale crudelmente trafitto, il film ha un'andamento lento quasi da cinema muto (non a caso il volto buffo del futuro genero si ricollega a quello di Larry Semon) mentre la macchina da presa neutrale focalizza l'abbraccio - come una sorta di ancestrale rito - della solidità monolitica familiare, almeno in un primo momento Ma la vicenda di Vera l'accusa e successiva condanna ci appaiono insostenibili Improvvisamente Leigh decide di manipolare la tensione lasciando la serenità ma anche la staticità della prima parte al suo destino opposto cronologicamente, gradatamente Il film si spezza in due appena l'ipotesi di reato invade la famiglia riunita per il fidanzamento della figlia La mdp inquadra la polizia mentre scende dalla vettura, e a pochi passi Vera e gli altri brindano felici Lo spettatore è conscio da elemento esterno di una tensione imminente I cocci di ieri permangono, successivamente, la notte di Natale con quel passaggio quasi ritualistico di una caramella E tutto il film diventa un susseguirsi di confessioni (secrets or lies?) di Vera alla polizia, di Vera al marito, del marito ai figli e al fratello Lei, costretta a estirparsi, diventa quasi più minuta contorcendosi in un dolore straziante che chiede reclama da una parte l'annientamento di sè e dall'altra il bisogno di proteggersi con le proprie braccia mani con la sua mente Leigh non giudica, semmai separa: ha diverse intuizioni forti, ma impalpabili come il silenzio solo (quello doloroso, che fa più rumore del baccano) sa essere: l'interrogatorio quasi kafkiano la prima notte, il formalismo burocrate di accuse recitate superficialmente in un'aula di tribunale mentre la famiglia assiste - vittima di tanta noncuranza legislativa e morale - della ferita che li trafigge, le lacrime di Vera che vorrebbe urlare sguaiatamente il proprio dolore Ma c'è soprattutto l'emblematico arresto nel corso della festa, mentre la nuora annuncia (non casualmente) la sua gravidanza, e l'amaro sapore dei piccoli valori della vita quando il futuro genero con la faccia da "Ridolini" parla del più bel natale della sua vita Le contraddizioni di Leigh, forse facili, ma indubbiamente sincere E soprattutto c'è un film che reclama di essere visto ascoltato approfondito nella seconda parte, quando la direzione registica abusa splendidamente delle sue possibilità

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Ultima risposta 11/11/2004 23.25.53
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andreapau  @  10/11/2004 10:46:19
   7 / 10
un dramma per tutte le stagioni.una summa delle umane cattiverie,contraddizioni,e contrapposizioni.ci sono i poveri ma felici,i poveri e miserabili,i ricchi amorali agiati e superficiali.verrebbe quasi da dire,personaggi tagliati nella maniera piu' grossolana possibile a creare immediata riconoscibilità e identificazione.la stagione scelta dal regista è quella immediatamente successiva alla seconda lacerante guerra mondiale,eccellentemente ricostruita dalle interpretazioni straordinarie degli attori,dal lavoro degli scenografi,dei costumisti,dei truccatori.il film vive sulle opere di bene di vera drake,ignara e ingenua protagonista di atti criminosi ai danni di "donne in difficoltà"...quegli stessi atti criminosi che in condizioni igieniche adeguate(ed economicamente inarrivabili),atti criminosi non sono piu'.la bontà(e non il buonismo)di vera drake ci ammantano e proteggono fino al culmine della pellicola.e quì,a mio avviso,il regista si perde.vera drake,annichilita dal dolore e dallo stupore(irritantemente ingenuo,al limite della credibilità)abbandona il film e subisce una saga legale e giudiziaria di cui è spettatrice.una giovanna d'arco mandata al macello a tutela della morale comune e dell'ipocrisia borghese.a questo punto,lo svolgimento tende alla desuetudine e il dramma per tutte le stagioni non riesce a superare gli anni cinquanta,i personaggi diventano caricature e gli scontri riguardo le tematiche smosse dai crimini di vera drake,non spiccano il volo oltre le mura domestiche.a differenza dell'ottimo segreti e bugie,mike leigh,perde l'occasione per attualizzare ed esternare il problema...il dramma sociale,implode in dramma familiare,e il tutto finisce nell'inumana detenzione di vera drake e la sua lontananza dal calore della famiglia.è un buon film,ma sinceramente non capisco perchè è stato premiato oltre l'interpretazione di imelda staunton.un ultimo appunto:dovremmo,noi italiani,iniziare a vedere i film in lingua originale!


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Ultima risposta 12/11/2004 12.25.31
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Gruppo COLLABORATORI fromlucca  @  08/11/2004 10:43:00
   4 / 10
Ottimi gli attori, ma al di di questo l'ho trovato un film piatto.
Senza veri buoni o cattivi, senza prendere veramente posizione per qualcuno.
Per Vera Drake? No, la mia partecipazione emotiva al processo finale è stata minima.
Da metà film in poi è una donna che si trincera dietro a singhiozzi e pianti, senza un'alternanza di sentimenti (comunque in questo molto brava l'attrice...è il regista che secondo me doveva avere più fantasia nel darle alternanza di situazioni). Vera è in un modo (sorridente , solare, quasi sbarazzina) prima dell'accusa, e poi fissamente in un altro, dopo che la polizia l'ha scoperta (non credo di fare nessun spoiler: l'evento dell'arresto è anche nel trailer del film).
Forse unico personaggio degno di nota, per maturità ed umanità, è il commissario di polizia. Di bello spessore.
Manca di suspance mil film (la suspance non è cosa solo da film gialli o triller).
Per fare un esempio: durante l'interrogatorio viene detto a Vera che l'amica incassava soldi al suo posto, e lo sgomento della protagonista piomba ancora più in basso. Per lo spettatore non è un gran colpo di scena: questa informazione era già stata data prima, in una scena in cui non ci era stato legato nessun cambio d'emozione.
Un particolare, secondo me "sprecato", che avrebbe potuto introdurre una svolta narrativa, uno spiazzamento nello spettatore.
i primi 20 minuti del film sono interessanti, per l'introduzione di tutti i personaggi e per l'ambientazione Londinese degli anni 50....dopo si sconfina nel "mattone", passatemi il termine. I temi trattati (che potrebbero essere molti), mai veramente approfonditi dal regista.

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Ultima risposta 08/11/2004 12.54.59
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Mariospa  @  06/11/2004 18:57:46
   8 / 10
bellissimo il film e stupenda l'interpretazione di Imelda Staunton

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Ultima risposta 16/12/2004 13.02.58
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