indovina chi viene a pranzo regia di Pastakira, Joe Verni Italia 2011
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indovina chi viene a pranzo (2011)

 Trailer Trailer INDOVINA CHI VIENE A PRANZO

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locandina del film INDOVINA CHI VIENE A PRANZO

Titolo Originale: INDOVINA CHI VIENE A PRANZO

RegiaPastakira, Joe Verni

InterpretiSatyr, Silly, Marco Iafrate, Gabriela, Pasionaria, Kow, Vincent, Tyler, Gondrano, Amterme, Terry, Kater, Poll, Strange, Gaunt, Goat, Fidelio, Kubrickforever, Nikilo, Pastakira, Freddy Krueger

Durata: h 1.30
NazionalitàItalia 2011
Generecommedia
Al cinema nel Novembre 2011

•  Altri film di Pastakira
•  Altri film di Joe Verni

Trama del film Indovina chi viene a pranzo

13 novembre 2011. Una splendida giornata di sole. Una giornata importante per Manuello, immigrato sudamericano, che proprio quel giorno ha organizzato un pranzo per 21 persone nei dintorni di Bologna. Manuello Ŕ emozionato, Ŕ la sua prima prova come organizzatore, gli ospiti stanno per arrivare in stazione e lui Ŕ reduce da una serata folle trascorsa con un manipolo di balordi per le strade della cittÓ. SupererÓ la prova? Tra disguidi, incertezze stradali, tentativi di omicidio, ubriachezza molesta, un grande affresco corale che si svolge in una sola, meravigliosa giornata all'insegna dell'amicizia e del buon bere.

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Voto Visitatori:   7,31 / 10 (29 voti)7,31Grafico
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Voti e commenti su Indovina chi viene a pranzo, 29 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR HollywoodUndead  @  15/12/2012 18:09:39
   1 / 10
Metto 1 perchè c'è Manuel e per abbassare spudoratamente la media.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohÓ  @  29/12/2011 16:59:00
   8½ / 10
Come non rimanere coinvolti e sconvolti dinnanzi a questa nuova esperienza visiva? I personaggi incarnano molto bene uno spaccato di vita paesana. Donne e uomini offrono il meglio del meglio di sé per apparire disinvolti dinnanzi alla cinepresa (con ripresa magistralmente manuale - effetto vivo e cammino), con diversi risultati. Tra smorfie, arruffio di capelli (forse umani), rutti, iinvocazioni, cadute di stile e grande maestria si compie quest'opera, mai banale, tra il vedo e non vedo, che obbliga la fantasia e lo spettatore ad una vivace controversia verso se stesso.
"Ma sono completamente rinscimunito io, o tutto ciò è reale?"

Il dubbio permane a lungo, la mente si espande, la catarsi arriva e la purezza entra nella tua anima con nuovi valori, colori, sentimenti mai provati. Angoscia, allegria, tormento, fratellanza, umiltà, mal de panza e nausea.
Ottima la regia innovativa e che, certamente, verrà imitata nei secoli senza alcun risultato degno di essere chiamato tale. INEGUAGLIABILE.

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Invia una mail all'autore del commento ědi° PÁr°  @  29/12/2011 15:25:55
   10 / 10
Metto 10 per abbassare la media.

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2 risposte al commento
Ultima risposta 29/12/2011 21.27.10
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marco86  @  25/11/2011 13:58:59
   1 / 10
neanche un'indigestione.
che schifo.

lampard8  @  25/11/2011 13:22:08
   9 / 10
Once upon a time avevamo Fellini, Pasolini, Bunuel, Ozu, Kurosawa, Ferreri, Renoir.
Ora il nuovo maestro della settima arte è lui, Pastakira.
Sono commosso, masterpiece!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  25/11/2011 12:05:31
   10 / 10
Manuel-mangiabanane resterà sempre nei nostri cuori.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  25/11/2011 11:43:30
   5 / 10
5 perchè io non appaio.
Vi voglio male.

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Ultima risposta 25/11/2011 12.29.58
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Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  24/11/2011 15:32:11
   1½ / 10
Ieri mi trovavo per motivi di lavoro a Buffaloscoop una desolante cittadina del Sud Dakota, innevata e gelida come esige un clima continentale, in serata libero da impegni decido di andarmi a fare una passeggiata verso il centro della città, lungo la strada gli occhi mi vanno su una interminabile fila di persone in attesa di entrare in un piccolo cinema del posto, incuriosito mi avvicino e scopro che danno il film evento dell'anno "Indovina chi viene a pranzo", non ho impegni, il volo per tornare a casa ce l'ho a mezzanotte, mi metto in fila pazientemente (non siamo in Italia) e sopporto i 16 gradi sotto zero di queste latitudini. Dopo 3 ore sono dentro convinto che comunque ne è valsa la pena, stiamo parlando di un film candidato a 131 premi Oscar, mi siedo e aspetto il buio in sala, il film è distribuito dalla Metro Bronzwyn Mayer, la differenza con la Gold è che lì c'è un leone che ruggisce qui c'è un maiale che rutta come un porco. Inizia la pellicola e comprendo che il film è sottotitolato, di fianco ho un signore con un cappello da Cow Boy che prende appunti su un taccuino, probabilmente è un critico cinematografico, gli chiedo se conosce il motivo per cui il film non è stato tradotto in inglese e lui mi risponde che la causa è lo spread che in Italia continua a salire, non capisco che c.azzo centri questo con il doppiaggio e decido di interrompere qui la conversazione. Intorno al decimo secondo di pellicola , dopo aver assistito praticamente al nulla, la telecamera inquadra il volto del famoso attore Gaunt e subito parte una sequela di fischi e di buuuuuuu! Le immagini si spostano sulle teste e le spalle dei commensali e cala il silenzio in sala, mi guardo intorno e gli sguardi degli spettatori mi dicono: "Ma che c.azzo stiamo vedendo!" , l'aria si fa pesante, il film è girato tutto in interni e trasmette un senso di claustrofobia insopportabile, verso il ventesimo secondo l'inquadratura cade su Poll, al che tutte le donne presenti in sala emettono un coro di ooohhhhh! che causa accese discussioni con i mariti ed i compagni seduti al loro fianco, un altro patetico giro di telecamera su volti stanchi e avvinazzati e al trentesimo secondo il film finisce. Durante i titoli di coda ad un iniziale gelo segue un lancio di oggetti verso lo schermo accompagnato da grida ciclopiche: "Italiani Fack!", "Italia mafia e spaghetti!", "Death to Pastakira e Joe Verni!", "Italiani Shit", vola di tutto, sedie, scarpe, carabine, speroni, lazzi da rodeo, selle di mustang, cortecce di sequoia, cinturoni, vasi Hopi, scalpi, tamburi, totem, calumet, miniature di duomi,pelli di bisonte, tacchini, in mezzo a questo delirio mi rendo conto di avere un giubbotto firmato Dolce e Gabbana, sono vulnerabile, vicino a me atterra una colt, la afferro e con il calcio della pistola stendo il ragazzo che mi sta seduto davanti, in fretta sostituisco il mio giubbotto con il suo giaccone di pelle da Trapper, verrò a sapere in seguito che il giovane morirà sgozzato dopo atroci torture. Finalmente guadagno l'uscita prima che un gruppo di indiani Creek con delle frecce incendiarie provochi un incendio all'interno del cinema, le fiamme si estendono alle case vicino, metà della città sta bruciando, riesco per miracolo a prendere al volo una diligenza che quel giorno non aveva aderito allo sciopero degli autoferrotramvieri e conquisto il sospirato aeroporto, il velivolo decolla e vedo che sui monitor danno un film, non è possibile, sono fottuto, avete capito bene di che film si tratta, sto scrivendo da quassù, non so come andrà a finire………………………
P.S. bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno, il film fa veramente c.agare, forse siamo alla pellicola più brutta della storia, il mezzo voto in più del minimo possibile va per l'immagine intorno al 15esimo secondo dove si vede per un attimo di spalle con una felpa blu l'unico grande attore del nutrito cast, un'interpretazione da Oscar che però non basterà a togliere lo scettro in negativo di questo orovalopac (capolavoro al rovescio).

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Ultima risposta 24/11/2011 22.05.09
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  24/11/2011 14:23:52
   7 / 10
Qui posso veramente sbizzarirmi e dire che le donne io le rispetto non come voi vaginal-dipendenti (v. post "Alcool") che ... non la vedete mai!!! Solo due appunti: il basco non è da froci e Bolzano (scusa Silvia) è una ridente cittadina tirolese piena di alcolisti anonimi e di froci (appunto). Ne so qualcosa.
Grande abbuffata che abbuffata non è stata (a parte i fiumi etilici più dalle parti di Vizi privati pubbliche virtu' di Janckso l'ungherese), con la rara sorpresa di vedere finalmente in foto la crapa pelata di Gaunt (no, una foto giammai).
Il sottoscritto dispensa buonumore anche se mastica amaro, e si prepara a dimostrare che so' più (u)omo di tutti voi messi insieme (cmq. Satyr è proprio f.i.g.o., basta non faccia la fine di Daniele Interrante).
Complessivamente un'opera un pò statica che riesce miracolosamente a divertire per la mobilità alticcia dei protagonisti
Ehm Poll sembra un Abatantuono prima maniera, in versione nordica

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Ultima risposta 24/11/2011 22.18.55
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  24/11/2011 12:02:00
   10 / 10
Visto solo adesso, voi siete matti!

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Ultima risposta 24/11/2011 18.30.47
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Pastakira  @  23/11/2011 22:11:41
   1½ / 10
il regista è un gran incapace, ed è un mangiabanane di *****!!!!!! tornasse al suo paese e ci restasse!!!! film orrendo, bravo solo joe verni nel ruolo dell ubriaco ma poco si salva, il cinema italiano cade proprio in basso......

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Ultima risposta 24/11/2011 12.46.11
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  23/11/2011 21:15:30
   7½ / 10
Torno proprio in questo momento dopo un'estenuante pomeriggio al pronto soccorso, causa inquadrature ardite di questo nuovo film che si affaccia nel panorama del cinema italiano, senza correre il rischio di cadere di sotto.
Piccola nota a margine: il responso dei medici è stato: "No, no, non si preoccupi. Non è trombosi fulminante, bensì un forte torcicollo che le passarà con l'ausilio di questo collare, portato per tre giorni."
Vabbè, a parte le madonne che ho tirato verso questi due giovani, baldanzosi e traballanti registi, bisogna dire, a mente fredda che l'operazione nel complesso è interessante.
Ci troviamo di fronte a un budget ridicolo, con mezzi molto limitati e una schiera di professionisti non attori che fanno quello che possono e che compensano la mancanza dello studio del metodo stanislaschi, con una naturalezza insperata che cresce con il passare dei minuti parallelamente alla crescita del tasso alcolico.
Ho solo una perplessità: una nebbiolina che si vede fra i tavoli imbanditi di ogni genere di roba. Non so se è il riflesso della luce, i fumi dell'alcool o un principio di cataratta. Se è vero l'ultimo caso, mi prenoto per un esame immediato, tanto noi vecchi abbiamo l'esenzione del ticket. Tiè.
In conclusione ci troviamo di fronte ad un'opera ancora acerba, ma che fa sperare in un futuro roseo. Un voto di incoraggiamento per due registi che faranno strada...



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Ultima risposta 26/08/2013 21.39.54
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BlackNight90  @  23/11/2011 20:51:29
   8 / 10
Folgorante esordio dell'accoppiata Verni-Manuello, film che dietro l'apparente patina di ilarità e spensieratezza tratta tematiche scottanti quali la bulimia, l'alcolismo post-adolescenziale e lo scontro tra la nuova e la (molto) vecchia generazione.
Sorprende positivamente la prova attoriale di Poll, vecchia gloria del porno-soft che si ricicla al meglio per il grande schermo, e il cameo del giovane regista Manuello (anche se qui è poco riconoscibile a causa del riporto).
Veramente azzeccato l'utilizzo della mdp a mano, e le inquadrature sghembe e distorte di lynchiana memoria che rendono al meglio l'atmosfera allucinata e digestiva del post-pranzo.
Da segnalare che molte scene relative agli effetti della sbornia sono state purtroppo censurate a causa dello sconvolgente realismo, roba che I ragazzi dello zoo di Berlino è un film per educande, ma si possono trovare nella versione uncut del film che uscirà presto in dvd e blu-ray. Stay tuned.

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Ultima risposta 24/11/2011 18.20.39
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bulldog  @  23/11/2011 19:53:11
   5 / 10
A metà strada tra l'Andrej Rublev di Tarkovskij e Vieni Avanti Cretino di Salce.

Una pellicola originale ma con degli attori davvero brutti che la rendono di conseguenza inguardabile.
Un durissmo pugno nell'occhio che non provavo dai tempi di Freaks.




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Ultima risposta 23/11/2011 22.50.07
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  23/11/2011 18:55:22
   10 / 10
Sconvolgente ritratto di una società alla deriva.
Più generazioni messe insieme da un giovane temerario di colore, che nel tentativo di organizzare un pranzo perfetto, perde ogni senso estetico per le pettinature, ma in compenso comprende che le mutande debbano stare dentro i pantaloni.
Una grandissima prova degli attori, sceneggiatura e regia impeccabili.
Un'opera imprescindibile per chiunque apprezzi il buon cinema d'autore.

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Ultima risposta 30/12/2011 15.38.22
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Invia una mail all'autore del commento sb6r  @  23/11/2011 18:33:56
   8½ / 10
Gira voce che si cominci a trovare sul mercato anche la parodia porno...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  23/11/2011 18:26:24
   9½ / 10
Dico solo che questa opera d'arte meriterebbe d'essere spedita nello spazio come testimonianza della vita sulla Terra.

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Ultima risposta 23/11/2011 21.36.25
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  23/11/2011 17:58:17
   8 / 10
Il montaggio analogico mi ha completamente sconvolto!

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Ultima risposta 24/11/2011 18.54.36
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Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  23/11/2011 17:56:24
   1 / 10
Questo film è nammèrda! Spacciato come punta di diamante del post-neorealismo, assomiglia piuttosto al filmino del pranzo dei 100 anni di mia nonna. Non un rutto in camera (cioè nella sala proprio...) a sferzare l'atmosfera di pura noia che si respira a questa tavola, né la nerchia di Poll sbattuta su un piatto. Ma peggio, nemmeno una tètta della Gabri a dirci che nel mondo c'è ancora qualcosa in cui credere. E del tanto sbandierato (e ammirato e palpeggiato) "**** della Silly", poi, neanche l'ombra. E che dire di questa pessima regia, che non ha il coraggio di scavare nei volti dei personaggi, cercarne l'intimo disfacimento, l'abbandono progressivo della ragione, l'odore aspro degli aliti. Orrendo.

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Ultima risposta 24/11/2011 12.49.40
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GLAMP  @  23/11/2011 17:47:51
   9 / 10
Un piano sequenza spettacolare, da fare impallidire "Arca Russa" e "Nodo alla gola", unito a un virtuosismo di mdp che non lascia dubbi circa le qualità dei due registi.

Grandissimi anche tutti gli attori, tra i quali mi permetto di segnalare la prova di Poll: il quale, con la sua interpretazione, smentisce categoricamente il luogo comune che "bellezza e talento seguono due binari diametralmente opposti"

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  23/11/2011 17:41:29
   9 / 10
Sono uscito dal cinema che ero sconvolto, la mia vita è cambiata.

Lentamente muore chi non ascolta un discorso tra tyler e goat ubriachi, chi non vede goat tirarsi giù i pantaloni e tentare di pisciare contro una vetrina (perché sono degli stron.zi ad aver messo una vetrina proprio lì), chi non vede tyler cercar di aprire tre porte e fermarsi alla terza e chiedere aiuto con annesso un porcone.

Lentamente muore chi non ha la possibilità di farsi un viaggio Musiano Pian di Macina- Bologna con un ubriaco marcio, un dipendente delle FER che consiglia a un altro senza biglietto di nascondersi in bagno, due Signore distinte ed eleganti che accusano il controllore di improbabili obliteratrici rotte, un cazz.one che per colpa della ciarla di Harpo si è comprato due biglietti uguali e mentre discute col funzionario (eh io c'ho un altro problema...) causa la caduta (niente stunt ragazzi, niente stunt) + capocciata dell'ubriaco or or citato o improvida valigia mal sistemata!
Lentamente muore chi non ascolta le storie di kow, chi non se la ride con kubrick, chi non depreca Kaurismaki con Fidelio, chi non offende The Gaunt (4000 commenti e ancora non capirne un beneamato di cinema), chi non tocca il **** alla Silly, chi non si ritrova in un'improbabilissima macchina guidata da strange, moderata da tyler e molestata da poll.
Lentamente muore chi non ha il coraggio di farsi Torino-Bologna per incontrare 21 spostati e imberiaghi, chi non ha il coraggio di entrare in un cimitero a chiedere ristoranti, chi non ha il coraggio di farsi Roma Bologna alla mattina, girare per tutto il pomeriggio e gestire una mandria di ubriachi alla notte.
Lentamente muore chi non vuole bene a Filmscoop (ricordo di una chiaccherata con Sergio), chi non fa da spalla agli amici, chi non si fuma l'ultima siga con tyler, chi non si perde negli occhi di Rita, chi non lovva la moderatrice più geniale di Filmscoop, chi non beve i colluttori per amicizia, chi non conosce Marco Iafrate.
Lentamente muore chi non conosce Manuello, chi non lo va a cercare perché sennò si perde per Bologna, chi non lo va a prendere alle 4 perché non sa arrivare manco alle due Torri, e lentamente muore chi non ha la possibilità di fare una gara di bevute con lui.
Lentamente muore chi non potrà mai essere abbracciato dalla gabry e sentirsi dire cucciolonecuoredipanna.

Ma lentamente muore Harpo, essere abbietto, che rifiuta tutto questo per le messe-concerto.

Vi voglio bene.

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Ultima risposta 28/11/2011 22.19.09
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Gabo Viola  @  23/11/2011 17:20:11
   9 / 10
Allora da dove cominciare...
Non mi sento di abbassare la media di 9 per vari motivi, prima di tutto la freschezza narrativa del film. Come ho ribadito più volte il cinema italiano è ormai catatonico, ruota su se stesso, vittima di un modo di girare legato alla fiction e alle esigenze commerciali della tv (rai cinema canaglia). Ma ecco che nasce in un solo giorno un bagliore di speranza dato da questo pregevole "Indovina chi viene a pranzo", A dispetto delle più blasonate pellicole italiane degli ultimi dieci anni (Crialese, Sorrentino, Garrone) qui siamo di fronte a qualcosa che vive di una divina spensieratezza. Non è certamente un caso che sia un film creato da un sudamericano in italia, si potrebbe parlare di questa commistione di culture come del vero fulcro creativo della pellicola. Si sono citati Ferreri e Bunuel ma io direi anche il Cassavetes di "Mariti" ed il regista indiano Puttanna (poco conosciuto ma esiste veramente, cercare per credere). Ritmo ora ebbro, ora blando, ora annoiato (Antonioni lo conosce bene) e anche il Glauber Rocha più bucolico. Guardare per credere. Voto 9. Belle anche le musiche tradizionali brasiliane e il Romeo e Giuliettta di Prokofiev.

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Ultima risposta 23/11/2011 18.41.29
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Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  23/11/2011 16:53:51
   10 / 10
Magnifico.
I due registi mettono in scena la vicenda agro-dolce di Manuello, giovane immigrato disadattato che, pur di farsi accettare dalla società, organizza un raduno di sbandati improvvisando un pranzo a casa del diavolo.
La vicenda, sullo sfondo dell'anonimo hinterland bolognese, si svolge in un paese-cimitero che ha la propria ragion d'essere in un ristorante malfrequentato.
Straziante la scena del pranzo, nella quale il regista abilmente rende la disperata necessità dell'emarginato di attirare l'attenzione degli altri, che noncuranti amabilmente chiacchierano e libano tra di loro. Il gesto è eloquente, e del resto non a caso egli è relegato in fondo alla tavolata.
Bravissimo l'attore che interpreta "Poll", specialmente nella scena del viaggio in treno.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  23/11/2011 15:41:24
   9 / 10
Un inno all'amicizia di rara profondità.
Senza cercare scorciatoie artificiose la premiata ditta Manuello-Verni mette in scena con lodevole senso realistico il conviviale incontro di un gruppo di personaggi attraverso un linguaggio cinematografico forse confuso ma efficacissimo.
A tal proposito visionare le perle prese a caso dalla pellicola (e anche dal backstage):
-Amterme chiuso nel cesso mentre fuori la pazzia impera
-Kow preda di invettive soprattutto sessuali e a sua volta narratore di indicibili atti
-Goat stralunato dopo l'alcol ingurgitato la sera precedente che ripete ossessivamente :"Uè Ale,ma te come stai?"
-Marco Iafrate e i suoi brillanti tempi comici derivanti da una tipica romanità stupendamente dirozzata
-Kubrick e la capacità di passare dalla seriosità alla *****neria in un amen
-Satyr-Vincent e la retta associazione a delinquere tra tronisti mancati (per l'aspetto fisico,non certo per il cervello.Meglio specificare che altrimenti qui rischio)
-Strange che arrossisce ai complimenti e come un'amazzone guida al banchetto un branco di ometti affamati
-Gabry sempre sul pezzo alla faccia dei chupiti ,essendo frequentatrice dei peggiori bar di Caracas la cosa non sorprende
-Silly ostaggio di un violento post-sbronza,dovuto a una probabile degustazione di detersivi la sera prima
-Gondrano cameraman per un giorno.Bravissimo nel simulare l'ondeggiare della mdp causa vino,anche se resta il sospetto che abbia sbevazzato non poco
-Pasionaria e il suo adorabile equilibrio tra tante varianti impazzite,cerca con poco successo un dialogo che non sia ottenebrato dal vino
-Kater attenta maestra di cerimonie e incubo dei controllori catapultati in un incubo di proporzioni Lynchane
-Terry in cerca di rissa,anche un piatto di tagliatelle può andare bene.Scompare per ben due volte durante il weekend,un mistero dove vada…forse a trombare.
-Gaunt e l'appetito pantagruelico,gnocco fritto con inserita salamella è da genio culinario
-Fidelio sfiancante nella sua volontà di far bere di continuo tutti,tanto che esce con bottigliazza di spumante fin dal sabato.Indimenticabile la sua giacca imbrattata d'olio da un poco attento commensale
-Freddy che si chiede se è finito al manicomio ma non riesce a darsi risposta,commovente nel suo smarrimento
-Tyler che si accarezza la capa ed esibisce un pallore ,con occhiaie,degno di Nosferatu
-La special guest Harpo e la sua infinta cultura pornografica,praticamente la Treccani dell'hard
-Nikilo l'infiltrato che non ti aspetti,spia di FilmUp o valida nuova leva?ai posteri l'ardua sentenza
-Pastakira in versione cameriere abbronzato,impeccabile nel suo aplomb che sorprende tutti
-Poll il mattatore,perle di filosofia popolare con aggiunta craniata nel corridoio del treno, pare eseguita senza l'ausilio di controfigure.

Cinema verità di grande spessore,ora non resta che sperare in un sequel all'altezza.

8 risposte al commento
Ultima risposta 25/11/2011 09.00.35
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Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  23/11/2011 12:56:48
   8½ / 10
"Philippe Coutinho Correia lalalalalal"
Un grido echeggia nel baretto. Sembrava una serata come tante per Manuello: le solite compagnie, i soliti vaneggiamenti, le solite "l" piantate lì, senza apostrofo e senza amore per la fonologia. Eppure la sua vita sarebbe cambiata radicalmente nelle ore successive, ma lui non lo poteva sapere, perchè l'ammaliante fondoschiena di una seducente vichinga della Terronia lo distraeva oltremodo.
La scena con la presentazione delle lasagne, poi, è un'evocazione dai tratti assolutamente (e volutamente) sacrali.
Manuello, continua così: il tuo futuro è lontano dal baretto.

2 risposte al commento
Ultima risposta 23/11/2011 13.18.55
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Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  23/11/2011 12:54:55
   8 / 10
Girava voce che Nicolas Cage dovesse essere il protagonista, poi venne rimpiazzato da Poll (aka Joe Verni, anche regista) per le vicissitudini tributarie dell'attore americano.

Poll non fallisce nell'ardua impresa di interpretare un uomo in continuo conflitto con sè stesso, e le esasperazioni di Cage in "Via da Las Vegas" qui vengono addirittura superate.

"Non mi ricordo se ho iniziato a bere perché mia moglie mi ha lasciato, o mia moglie mi ha lasciato perché ho iniziato a bere"

Regia ottima, anche se le lasagne, come dice il giovane Terry in una battuta del film, "sembrano cibo per cani".

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Ultima risposta 23/11/2011 18.47.34
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  23/11/2011 12:39:04
   9½ / 10
prima prova del giovane regista italo-ghanese manuello, da premiare perchè durante le riprese dovette fare i conti con numerosi ed eterogenei problemi, come il perenne stato di ebbrezza di buona parte del cast o la scoperta di neologismi dal sapore esotico come 'preventivo'.
leggenda narra, inoltre, che uno dei protagonisti in fase di postproduzione rischiò di perdere la vita a causa una caduta, rafforzando l'aurea di film maledetto di quest'opera.


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Gruppo COLLABORATORI martina74  @  23/11/2011 12:36:04
   10 / 10
Neorealismo allo stato puro, sebbene io non sia riuscita a recuperare la director's cut coi pensieri dei registi (che comunque è uguale alla versione uscita al cinema di Musiano, mi dicono... forse il canale audio dei pensieri del regista era muto), posso dire che i Monty Python sono stati ampiamente superati da quest'opera che resterà nella storia del cinema e, oserei azzardare, della Vita.

Mi permetto di citare Jelly: è già cult.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  23/11/2011 12:26:25
   8 / 10
Storia forte e brillante, con evidenti influenze di Ferreri e Bunuel, anche se, mano a mano che va avanti, la regia si fa sempre pi¨ incerta, come se anche i due registi fossero sotto l'influsso dell'alcool.
Commovente comunque la figura di Manuello, che in fondo vuole solo un po' di affetto (oltre che una buona lozione tricologica) e particolarmente memorabile la battuta: "Io sono un uomo come voi! Se mi ferite, sanguino! Ed ora, in questo preciso momento, il mio cuore sta sanguinando! blblblblbl se vi prendo vi spacco ahahahahah milanmer.da".

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Ultima risposta 23/11/2011 14.11.15
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