la giusta distanza regia di Carlo Mazzacurati Italia 2007
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la giusta distanza (2007)

 Trailer Trailer LA GIUSTA DISTANZA

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locandina del film LA GIUSTA DISTANZA

Titolo Originale: LA GIUSTA DISTANZA

RegiaCarlo Mazzacurati

InterpretiGiovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso, Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco

Durata: h 1.46
NazionalitàItalia 2007
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2007

•  Altri film di Carlo Mazzacurati

Trama del film La giusta distanza

Un giovane meccanico tunisino, ben ambientato e stimato per il suo lavoro, vive la sua vita tranquillamente in un cittadina del nord-est. Ma un giorno qualsiasi come tanti altri, viene commesso un omicidio. Il giovane è subito sospettato e accusato dell'omicidio. Rinchiuso in carcere il ragazzo si uccide. Segue l'inchiesta un giovane cronista del Resto del Carlino, che vuole far luce sull'omicidio.

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Voto Visitatori:   7,23 / 10 (55 voti)7,23Grafico
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Voti e commenti su La giusta distanza, 55 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Memento mori  @  30/09/2020 01:15:54
   7½ / 10
Davvero un film italiano apprezzabile.
Ben diretto, ben recitato. Qualche stereotipo ma non dà fastidio.

Ma io avrei una domanda...

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Nic90  @  25/07/2014 22:36:35
   6½ / 10
Sicuramente un buon film (italiano),buon tema e buon svolgimento,brava la Lodovini,il ragazzino invece....

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  20/03/2014 11:23:31
   7½ / 10
La giusta distanza nel testimoniare una notizia più o meno interessante e/o importante... la giusta distanza da mantenere quando ti devi confrontare con una cultura profondamente diversa dalla tua... sfumature, sottigliezze...
E Mazzacurati con intelligenza coglie il giusto equilibrio in questa dramma, senza mai esagerare, con un realismo emozionale sorprendente.... grande regista ma anche se può ricordare Avati esiste appunto una importante differenza tra i due... realismo per Carlo e poesia per Pupi..... cmq il cinema italiano che amo è questo...
p.s mi sono innammorato della Lodovini..... bellissima e bravissima.....

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  15/03/2014 17:28:02
   6 / 10
La prima parte

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILERmi è piaciuta, poi però, anche a causa del ritmo, il film si perde un pò.

pak7  @  06/03/2014 22:39:16
   8 / 10
Pensare che uno come Mazzacurati non ci sia più, mi viene male, uno che le sue storie le sapeva raccontare proprio bene.
La Giusta Distanza è un tipo di cinema di cui ci si puo innamorare, un cinema diverso da quello normalmente in italia, tranne poche eccezioni. Una storia solida che riesce a toccare le giuste corde, riesce ad essere profonda ed in effetti il paragone con il cinema di Avati di cui ho letto, ci puo stare benissimo.

TheLegend  @  04/07/2013 20:43:03
   6½ / 10
Un film italiano accettabile e piacevole nonostante risulti un pò banale e piatto.

gemellino86  @  24/04/2013 09:05:54
   7½ / 10
Bel film drammatico ben diretto e recitato meglio soprattutto dalla Lodovini. Si lascia seguire senza scadere troppo nei luoghi comuni. Dialoghi ben congeniati e discreta fotografia. C'è una cosa che però non ho capito:

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Burdie  @  23/04/2013 23:48:07
   7½ / 10
... molto piacevole

Supercecco  @  27/09/2012 11:36:42
   7 / 10
Un film mai banale con personaggi un pò stereotipati ma (purtroppo) realistici che popolano la provincia italiana. Un ritratto abbastanza agghiacciante, forse un pò troppo severo.. Si affrontano varie tematiche, come i problemi del giornalismo moderno, il razzismo, il tradimento...... Il titolo, molto azzeccato, si riferisce al comportamento ideale del giornalista di successo: non troppo distaccato dalla realtà, ma mai esegeratamente coinvolto. Il protagonista si ritroverà internamente diviso nel suo avvicinamento verso il mondo della carta stampata.

PATRICK KENZIE  @  18/11/2011 18:27:44
   6 / 10
Un film visto per caso che mi è piaciuto...
Non un capolavoro ed a tratti un po lento,ma un discreto prodotto italiano senza infamia ne lode ma del tutto guardabile...
Un mezzo punto in piu per Valentina Lodovini...

peppe87  @  13/10/2011 23:41:33
   7½ / 10
suggestivi intrecci di paese con annesso omicidio finale (non scontato) incorniciati dalla penna del baby giornalista.
ne sfornassero di pellicole cosi in italia...

xanter  @  14/08/2011 17:28:48
   5 / 10
Capisco che a volte si vuole trasmettere un effetto realistico e genuino dell'ambiente ma così è troppo. Come giallo poteva anche essere carino ma in realtà è sviluppato malissimo e la vittima fin troppo evidente. Inoltre di attori decenti ce ne sono solo un paio, il resto del cast credo che non abbia mai recitato o quasi, specialmente il ragazzo che è anche voce narrante e che, senza offesa, ha una voce fastidiosissima.

Schizoid Man  @  28/05/2011 12:30:00
   7½ / 10
(Attenzione, contiene spoiler) La giusta distanza è quella che ogni buon giornalista deve mantenere nei confronti delle notizie di cui scrive. Né troppo lontano né troppo vicino da ciò che si racconta: questo è l'atteggiamento che dovrebbe assumere un bravo cronista, perché nel primo caso egli rischierebbe di sembrare freddo e distante, mentre nel secondo correrebbe il pericolo opposto, cioè quello di apparire eccessivamente coinvolto. E' questa la lezione che deve imparare un giovane studente, Giovanni, il cui sogno più grande è proprio quello di diventare giornalista. Il ragazzo abita a Concadalbero, un paesino di campagna situato nella provincia di Rovigo. Nel succitato borgo non succede mai niente che possa spezzare la desolante monotonia quotidiana tipica della vita agreste.
Le giornate trascorrono così tutte uguali l'una all'altra: la noia la fa padrona, tanto che il tempo sembra immoto, e anche gli abitanti, che ovviamente si conoscono tutti, si adeguano al ritmo sonnolento ripetendo sempre gli stessi identici gesti.
Un giorno, però, la maestra della scuola elementare impazzisce, e in vece sua viene chiamata una nuova insegnante, Mara, una trentenne single orgogliosa della propria indipendenza. Grazie a quest'ultima, i cittadini di Concadalbero paiono riprendere vita. La ragazza, dal carattere allegro e socievole, con il suo fascino diventa subito l'oggetto del desiderio di molti uomini, tra i quali un meccanico tunisino, Hassan, un tabaccaio, Amos, sposato con una donna russa, e un giovane autista di pullman che sta per convolare a nozze.
Pure Giovanni non rimane insensibile al fascino di Mara, la quale, dopo aver vinto l'iniziale diffidenza, intreccia una relazione con Hassan. I due insieme paiono felici, ma quando lui le chiede di sposarlo, lei rifiuta. Hassan e Mara si incontrano per un'ultima volta la sera prima del giorno in cui la ragazza dovrebbe partire per il Brasile. Partenza che non avverrà mai, perché il mattino successivo la giovane viene trovata morta. Si tratta di omicidio, e il primo sospettato è Hassan, il quale si professa innocente; tutti però sembrano averlo condannato ancora prima che venga pronunciata la sentenza.
Soltanto Giovanni nutre qualche dubbio sulla reale colpevolezza dell'uomo, ma non potrà fare nulla per ribaltare un verdetto già scritto. La verità sull'accaduto verrà ristabilita dal ragazzo - che nel frattempo è riuscito a coronare il proprio sogno facendosi assumere come giornalista dal quotidiano "Il Resto del Carlino" - quando per Hassan sarà ormai troppo tardi.
Aperto da un bellissimo dolly, che fa volare la cinepresa sopra le acque maestose del Po, "La giusta distanza" è un film dal ritmo lento e riflessivo che, per i primi ottanta minuti, ci narra la storia di Mara e Hassan, due persone dai caratteri totalmente opposti, che, lentamente, superano le reciproche diffidenze finendo coll'innamorarsi l'uno dell'altro.
Testimone silenzioso della loro relazione è Giovanni, diciottenne impaziente di sfondare nel mondo del giornalismo, anch'egli segretamente innamorato della giovane maestra ma incapace di confessarle i propri sentimenti. Mentre studia da reporter, egli segue l'evolversi del rapporto tra Hassan e Mara spiando i racconti che quest'ultima scrive sul proprio computer (cosa che gli è possibile grazie al fatto che lui, di nascosto, si è impossessato della password di lei).
Nel borgo in cui è ambientata la storia, sembra procedere tutto tranquillamente. Fino a quando il corpo di Mara viene ritrovato senza vita. L'omicidio squarcia il clima idilliaco che avvolge(va) Concadalbero, e da questo momento in poi il film cambia tono e diventa un giallo.
Negli ultimi venti minuti assistiamo al processo al termine del quale Hassan subisce un'ingiusta condanna, motivo per cui lo stesso si toglie la vita; dopodiché Giovanni, spinto dalla sorella del meccanico tunisino, decide di fare luce, una volta per tutte, sul mistero che circonda la tragica fine della ragazza, anche a costo di mettersi contro i suoi concittadini, che si dimostrano restii a collaborare, primo fra tutti l'avvocato di Hassan, al quale non importa granché sapere se il suo assistito fosse o meno innocente. E pazienza se, per scoprire la verità, il ragazzo dovrà contravvenire alla regola della giusta distanza; questa drammatica esperienza lo farà crescere sia umanamente che professionalmente.
Giovanni, quindi, è colui attraverso il quale Mazzacurati indaga, con lucidità, sul marcio che si cela nella provincia italiana.
Forse il passaggio tra le due parti non avviene in modo fluido, tanto è vero che il cambio di tono appare un po' brusco, ma la pellicola rimane comunque convincente, grazie al fatto che il regista sa condurre l'inchiesta che porta Giovanni a scoprire l'identità dell'assassino in modo tutt'altro che banale.
E anche il messaggio che traspare dal finale, ovvero quanto sia facile accusare lo "straniero" di un omicidio che non ha commesso, risulta efficace.
La prima parte, in cui Mazzacurati (ci) racconta (anche) la tediosa vita di provincia attraverso i semplici gesti compiuti dagli abitanti di Concadalbero, si fa preferire alla seconda, ma, come appena detto, quest'ultima risulta ugualmente valida.
Merito della sceneggiatura, firmata dal regista stesso con la collaborazione di Doriana Leondeff, Marco Pettenello e Claudio Piersanti, che propone una serie di personaggi ben caratterizzati: Giovanni, aspirante giornalista appassionato di informatica che scoprirà sulla propria pelle quanto sia difficile mantenere la giusta distanza; Hassan, timido meccanico tunisino che finirà vittima di una società piena di pregiudizi; Amos, subdolo negoziante donnaiolo arricchitosi con la pesca; e Mara, giovane maestra che pagherà a caro prezzo la propria giovialità.
Ogni personaggio sopra citato viene descritto con ammirevole precisione (soprattutto quello di Mara) da un copione ricco e sfaccettato, che inoltre delinea bene anche le figure secondarie.
"La giusta distanza" è un film ben scritto e ben diretto, oltre che interpretato da un cast convincente, nel quale spiccano le ottime prove di Giuseppe Battiston (Amos) e Valentina Lodovini (Mara).
Merita una citazione anche il sempre bravo Fabrizio Bentivoglio, nel piccolo ma importante ruolo del giornalista scafato che insegna i trucchi del mestiere a Giovanni. Pregevole la fotografia di Luca Bigazzi, che riesce a restituire perfettamente l'atmosfera della pianura veneta.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  08/03/2011 10:26:31
   6½ / 10
Un paesino sperduto in una zona dell'nord-est italico,nebbie e acquitrini,una vita di provincia movimentata da pettegolezzi e piccoli avvenimenti che difficilmente ne intaccano la ripetitiva tranquillità.
La comparsa della nuova maestra,un'ottima Valentina Lodovini,finirà con l'incendiare i sentimenti più contraddittori di una comunità dall'aspetto irreprensibile.
Mazzacurati giostra su tematiche noir ,scatenando solo nella seconda parte della pellicola il lato più contraddittorio di un provincialismo fino ad allora suggerito con prontezza e in seguito concretato attraverso comportamenti pregiudizievoli nei confronti di chi rimane, agli occhi dei residenti, un "diverso", per quanto questi possa sembrare integrato all'interno del tessuto sociale.
Si viaggia un po' troppo spesso per luoghi comuni e francamente la soluzione del fattaccio è fragile,anche se al regista sta a cuore soprattutto portare alla luce quell'artefatta rettitudine di cui tutti i personaggi sono contaminati.Mazzacurati a tratti enfatizza la ricerca di quel malessere che attecchisce nell'ordinario ma rende comunque bene una sfuggevolezza che non risparmia nessuno,nemmeno l'aspirante giornalista cui viene conferito il compito di fare da trait-d'union tra gli avvenimenti e lo spettatore.
In alcuni casi i personaggi denotano un'attitudine macchiettistica troppo marcata,complessivamente però l'aderenza descrittiva è pregevole nel centrare quella malevolenza perbenista aleggiante in un panorama deprimente, ulteriormente incupito dalla fotografia caliginosa del veterano Luca Bigazzi.

MidnightMikko  @  03/02/2011 14:47:32
   9 / 10
Sorprendente questo (sottovalutato) film di Mazzacurati, visto semplicemente come una parabola sull'integrazione mancata. Eh no, bisogna andare ben più nel profondo, e il titolo ci da l'indizio per capire il film.
Il film è basato sulla giusta distanza, la giusta distanza tra tolleranza e intolleranza, tra vita e morte, tra realtà e finzione, tra speranza e rassegnazione, tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Una giusta distanza che non esiste, ma che noi crediamo esista (anzi, vogliamo). Ma non c'è nessuna "giusta" e nemmeno esiste una "distanza". La giusta distanza dovrebbe essere quella tra giornalista e soggetto trattato nell'articolo, come ci fa capire un personaggio, la distanza calcolata in presenza di una tipica nebbia che attanaglia i paesi del nord, la distanza tipica tra i cittadini di un paesino del nord e un nuovo arrivato, la distanza tra una ragazza italiana e un uomo marocchino voyeur innamorato. Ma esiste questa distanza? Esiste distanza tra la tragedia della maestra, del marocchino meccanico e degli altri protagonisti della vicenda? L'unica distanza reale è l'incomprensione tra gli esseri umani, la nostra reciproca incompatibilità. La distanza nel vedere le cose, la distanza che ci fa ragionare diversamente rispetto al carnefice. Da spettatori non ci comporteremmo come certi personaggi, ma alla fine cadiamo vittime della distanza stessa. Concentrati anche noi sull'inesistente distanza dell'intolleranza razziale, ci scordiamo di chiederci alla fine chi era l'assassino dei cani o perchè l'amica della maestra ha mentito al processo. Noi spettatori non vogliamo la giusta distanza, ma ne cadiamo vittime, anche noi carnefici come gli avvocati che vogliono solo un colpevole da sbattere in galera. Eppure ce la vediamo passare davanti come un battello di Apocalypse Now con sopra una maestra pazza, isolata dal mondo, dalla giusta distanza.
Grandissima regia e attori formidabili, che ci regalano una prova sincera, umile e toccante.
Favoloso.

Invia una mail all'autore del commento Mr Mandarino  @  16/12/2010 23:02:25
   6½ / 10
Peccato.
Peccato perchè è girato bene, sono interessanti le ambientazioni e gli attori stanno molto bene nelle rispettive parti, solo che è inutile girare 1:45 di film, se poi un'ora e mezza è di introduzione e nel quarto d'ora finale c'è tutto il resto del film.
Poi vabbè, processo e indagini della polizia gestiti così male fan veramente ridere, oltre al fatto che l'indagine del ragazzo e la conclusione della vicenda non sono sceneggiate così male nemmeno in una puntata di Rex.

maurimiao68  @  19/10/2010 23:40:09
   8 / 10
Bello..davvero molto bello, un film senza sbavature colonna sonora compresa!

Invia una mail all'autore del commento Michylino  @  18/10/2010 23:32:46
   6 / 10
Voto 8 alla prima parte del film, fino all'omicidio.

Voto 4 alla seconda parte, in quattro e quattrotto ha risolto il giallo e emesso la propria sentenza morale;

Voto 2 alla recensione presente qui su Filmscoop. Va bene recensire un film, ma mica si può svelare per filo e per segno come va la storia!

Invia una mail all'autore del commento nettuno  @  17/10/2010 16:08:35
   8 / 10
Nel desolante panorama italiano, questo è sicuramente un buon film. Personaggi magari un po' troppo stereotipati, comunque ottima fotografia, dialoghi semplici e scorrevoli. Il finale che ad alcuni può sembrare un po' affrettato, in realtà si cala benissimo nel contesto del film.

topsecret  @  25/09/2010 09:46:57
   7 / 10
Una piacevole sorpresa questo film di Mazzacurati. Una storia divisa in due parti, tra amore, relazioni difficili e violenza. Sembrava una interessante storia d'amore tra una maestra italiana ed un meccanico tunisino in un piccolo contesto di provincia, ma poi si rivela essere una vicenda dura e forte, in cui si evidenzia una certa critica nei confronti della giustizia lenta.
Buona prova del cast dove spicca, a mio parere, una convincente, bella e spigliata Valentina Lodovini.
A mio parere è un buon film che merita di esere visionato.

guidox  @  25/09/2010 00:34:52
   6½ / 10
visto per puro caso stasera su RAI 3.
un film che non brilla certa per originalità, sia nell'intreccio sia nei temi trattati, ma che si segue con piacere e a suo modo riesce a tener desta l'attenzione.
la recitazione dei vari attori è onesta; discorso a parte per quanto riguarda l'attore che interpreta Hassan, che ho trovato un gradino sopra gli altri.
come diceva qualcuno prima di me, le storie ambientate nella provincia esercitano sempre un fascino particolare.
piccolo appunto: sarebbe meglio cambiare lo stralcio di trama presente su questa scheda nel sito, perchè svela decisamente troppo, praticamente in due righe dice cosa accade in 3/4 di film.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  25/09/2010 00:06:15
   7 / 10
Il migliore dei film di Mazzacurati che ho visto. Uno sguardo critico e disilluso sulla profonda provincia padana, tra ristrettezze umane e razzismo strisciante. Nulla di particolarmente nuovo o che non fosse già stato detto da altri (Avati in primis) ma riletto con assoluta lucidità e con qualche riflessione non banale sulla comunicazione, sulla solitudine e sul senso di frustrazione dei giovani che non vengono presi sul serio nel lavoro (in questo caso sia la maestra, considerata solo per la sua bellezza, sia il giornalista in erba continuamente vessato da tutti). Intensa la storia sentimentale, più scontata ma ugualmente efficace la svolta gialla. Belle le interpretazioni, radiosa la promessa Lodovini.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  13/07/2010 21:45:04
   7½ / 10
Non c'è nulla da fare, quei caratteri tipici della provincia italiana sono difficili a scomparire. Il film di mazzacurati non è un discorso di integrazione mancata quanto nell'atteggiamento di chiusura a riccio verso il "forestiero" in genere. Sguardi obliqui, malizia malcelata, diffidenza e mettere alla gogna il più debole e sacrificabile, quando magari la serpe cova all'interno della stessa comunità che non vede o, nel peggiore dei casi, non vuole vedere.
Uno sguardo freddo e spietato quello di Mazzacurati, un ritratto poco edificante che stimola alla riflessione.

gandyovo  @  14/01/2010 16:24:45
   7½ / 10
sorprendente, ma non eccezionale. un film cmq da vedere

unpoeta67  @  19/11/2009 22:45:40
   8 / 10
veramente strepitoso questo film iniziato a vedere alle 2 del mattino con il pensiero del tipo , poi lo finisco magari domani , macchè ! Incollato allo schermo dall'inizio alla fine . innamorato anche io come tutti della bellissima e bravissima lodovini , restato anch'io fuori della finestra ad ammirarne , estasiato, i movimenti . incollato alla poesia della pellicola, alla bellezza e profondità degli sguardi , innamorato di un film che è gemma tra le produzioni italiane , che incornicia una situazione qualsiasi e la appende tra i quadri dei " per sempre" ...
ero dalla parte di un uomo che ama di un amore discreto e fortissimo assieme , con una unicità travolgente poichè in partenza inarrivabile . Avrei voluto difendere la giustizia dell'amore poichè l'amore è sempre giusto , così non è stato , ...ecco come nasce il dolore di una lacrima...

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  14/10/2009 21:03:52
   7 / 10
A mio giudizio si da poco spazio alla parte finale quella in cui il giornalista cerca il vero colpevole dell'omicidio, in ogni caso il film è molto buono e scorre via davvero bene per tutta la sua durata. Una piacevole sorpresa.

Kayo  @  02/07/2009 20:57:58
   7½ / 10
opera davvero ben costruita, bel film

john_doe  @  19/06/2009 12:05:19
   7½ / 10
Film ben costruito, ben recitato (che personaggio Battiston!), semplice, delicato, coinvolgente. Finale un po'troppo affrettato.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  09/01/2009 19:46:00
   7 / 10
Mazzacurati ci offre un ritratto bello e realistico dell'ambiente e dell'umanità provinciale del nord-est in un "noir" in cui il regista sembra osservare gli eventi dalla giusta distanza, come dovrebbe fare uno dei peronaggi più interessanti, ma senza per questo tradire l'affetto verso i luoghi, le storie, gli uomini protagonisti del film.

tan85  @  09/01/2009 09:37:57
   7½ / 10
Gran bel film. Ti tiene incollato allo schermo fino alla fine. C'è da dire che comunque la zona in cui si svolge la storia non è il classico nord-est che si potrebbe immaginare, il polesine è una zona ancora quasi completamente rurale, molto isolata dal mondo. Insomma andateci per capire!

paride_86  @  04/01/2009 19:47:25
   6½ / 10
"La giusta distanza" è un film molto carino che mi ha ricordato, per certi versi, "La ragazza del lago" (anche se forse sarebbe più esatto dire il contrario). Eppure non mi ha convinto del tutto: parte come un ritratto della provincia del nord-Italia, tra personaggi sopra le righe, attenzioni morbose verso la nuova arrivata, l'integrazione degli immigrati ecc. Poi, ad un certo punto, quando mancano circa 20 min alla fine del film, diventa un giallo complesso ma privo di tensione, in cerca di uno sfondo sociale per i fatti che narra. La conclusione, per certi versi banalissima (sappiamo con certezza chi è stato a NON uccidere), per altri imprevedibile (non sappiamo chi è l'assassino e scoprirlo non approfondirà affatto l'analisi del film) lo rende riuscito a metà. Il protagonista della pellicola, il giovane Giovanni, è il filo conduttore degli eventi e la voce narrante della storia: lui crescerà e maturerà durante il suo svolgimento. Eppure, alla fine del film, è il personaggio che conosciamo di meno.

goodwolf  @  04/05/2008 10:30:44
   7 / 10
A volte per fare del buon cinema non è necessario inventarsi salti mortali, effetti speciali e intrecci vorticosi. basta creare una storia, raccontarla in modo lineare e caratterizzare i personaggi.
Buon film, lo consiglio, a me è piaciuto

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  28/02/2008 13:21:57
   6 / 10
Mi aspettavo molto di più da questo film dalle buone intenzioni firmato Mazzacurati.
La prima parte che racconta la campagna di una provincia del Veneto non è male, molti luoghi comuni, ma paesaggi e stati d'animo ben descritti senza troppi orpelli.
La seconda parte non mi è proprio piaciuta, per intenderci quella in cui Mara scompare dalla scena.
Molto brava Valentina Lodovini, ben caratterizzato il personaggio di Bentivoglio, non troppo simpatico il giovane protagonista.

giumig  @  11/02/2008 23:07:44
   8 / 10
Gran bel film: poesia, stupendi paesaggi, ottimi attori, emozioni, colpi di scena, storie d'amore, attualità, razzismo thriller e giallo. C'è un po di tutto, sapientemente ed egregiamente diretto da un grande regista

Un ottimo film, da vedere assolutamente

Invia una mail all'autore del commento Adriano Lotito  @  23/11/2007 18:37:49
   7½ / 10
Non ci sono parole per descrivere e analizzare questa magnifica oasi nel deserto, una punta di diamante che brilla nel generale squallore dei film attuali. Non esagero nel dire che “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati è uno dei più bei film italiani del nuovo secolo, perfetto insieme di silenzi e colpi di scena, poesia e thriller.
La storia è bella, emozionante e molto attuale che non sfiora mai la retorica e la prevedibilità mantenendo sempre il fiato sospeso allo spettatore e un grave senso di inquietudine fin dall’inizio quando l’arrivo di una giovane e seducente insegnante in un paesino alle foci del Po smuove gli equilibri tra le altre persone fino a sboccare nell’irrazionalità. Sceneggiatura di ferro senza banalità e aggiunte pleonastiche interpretata magistralmente dallo straordinario cast in cui spicca il giornalista in erba Giovanni Capovilla e la fascinosa protagonista Valentina Lodovini. Bravissimo anche l’algerino Ahmed Hafiene che regala una performance intensa ma misurata. I comprimari sono tutti efficienti compreso il simpatico Giuseppe Battiston. Anche dal punto di vista tecnico è fatto benissimo. Le scenografie sono ideali per la storia fatta di grandi spazi in cui ci si sente molto soli rese spettacolari dalla fotografia di Luca Bigazzi.
Non c’è altro da dire, solo il consiglio di andarlo a vedere per chi non considera il cinema italiano all’altezza di quello hollywoodiano in cui si preferisce sempre la qualità alla quantità. Da non perdere.

alessiogala  @  20/11/2007 16:50:22
   5 / 10
DISCRETO FLM CERTO CHE CN LE CAVOLATE CHE FANNO OGGI AL CINEMA ITALIANE QSTO è UNO DEI FILM MIGLIORI...PENSATE CM è IN BASSO IL NOSTRO CINEMA

7 risposte al commento
Ultima risposta 18/01/2008 21.43.43
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margherita  @  20/11/2007 11:03:02
   6 / 10
mi aspettavo molto di più da mazzacurati i si è limitato a descrivere reltà squallidi senza rivendicare la funzione socio-educativa dell'arte compreso il cinema Che delusione!!!!!!!!!! La protagonista senza personalità

codino18  @  15/11/2007 16:14:33
   7½ / 10
Gran bel film, da vedere perchè non è lento, gli attori molto bravi, dal ragazzino alla splendida protagonista della storia.
Un mazzacurati davvero in forma,

forzalube  @  14/11/2007 12:46:12
   7½ / 10
Come difetti ha una parte centrale forse un po' troppo allungata e

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER per il resto concordo con le analisi già fatte.
Buon film, sicuramente godibile.

shiatsuka  @  13/11/2007 09:27:15
   8 / 10
Davvero un bel film. Poesia, dolcezza, splendida fotografia, ottima regia. Tanti ingredienti per gustare questa bella prova di Mazzacurati. Anche se compare in poche scene la bravura di Fabrizio Bentivoglio non la scopro certamente io. Anche gli altri attori, tra cui la bellissima Valentina Lodovini e Giovanni Capovilla si sono ottimamente calati nel ruolo. Da non perdere.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  12/11/2007 18:07:53
   7 / 10
Originale nella fusione dei generi, discreto nel ritrarre la provincia veneta, forse manca nello spessore di alcuni personaggi fondamentali, come la maestra e il ragazzo-giornalista, che restano un po' superficiali, anche se se ne intuisce bene il ruolo e il contesto morale delle loro azioni e idee. L'impressione finale è che manchi qualcosa, nonostante resti un film discreto.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/12/2007 15.43.24
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tavullia86  @  09/11/2007 09:43:31
   9 / 10
gran film davvero. mazzacurati riesce a conciliare bene le due componenti del film, cioè quella dello spaccato sociale sulla provincia veneta e quella della vicenda del film, intrecciandole, sovrapponendole, e il risultato è ottimo. la storia ungiusto mix tra sentimentale e noir, è un'ottima traccia per realizzare lo spaccato sul veneto, pieno di contraddizioni, e devo dire che vivendoci anch'io in questa realtà, mazzacurati l'ha descritta al meglio. il classico paesetto dove tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti, c'è il bar del paese, punto di ritrovo di tutte le generazioni, e i pochi esercizi commerciali. c'è la mitica sita, spesso vuota, che collega il paese all'altra metà del mondo reale, la grande città. e personalmente oltre alla figura di hassan mi ha colpito(e penso abbia colpito un pò tutti) la figura di quello che ha fatto i"schei". E' incredibile quanto soggetti così siano diffusi dalle nostre parti, quello che con tanta fortuna(e spesso tanto tanto lavoro)ha sfondato e fatto i soldi. E non si rende conto che una volta raggiunto l'obiettivo della vita(i schei), non sa che farsene, e allora inizia a spendere e spandere, solo per il gusto di dire"ho 2 case, 3 macchine, la barca...e il mare che preferisco è l'oceano Indiano". Per il resto(integrazione,...)vedo che molto è già stato scritto sotto, e non aggiungo altro, se non che consiglio questo film a tutti.

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norah  @  05/11/2007 15:56:38
   7 / 10
Buon film di Mazzacurati, che ci regala uno spaccato molto realistico della provincia italiana.
Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo Bentivoglio che solitamente mi irrita da morire.
Tutto sommato, da vedere.

caravaggio  @  04/11/2007 02:45:11
   8 / 10
Film bello, scorrevole, attuale e sorprendente... anche per chi non è veneto!
Drammatico ma anche divertente. Bravo Mazzacurati, bravissima e convincente la Lodovini, bravi tutti: azzeccatissimo il coinvolgimento di Natalino Balasso.
Averne di film italiani di questo livello!

Invia una mail all'autore del commento Maria Lucia  @  31/10/2007 11:50:03
   8 / 10
Mazzacurati non mi delude mai, il film è un capolavoro nella sua semplicità e umanità uno spaccato vero senza artifizi di un paese come ce ne sono tanti del Sud (io ne sono originaria) e del Nord dove tutto può accadere e tutto accade come i pregiudizi sempre e solo sullo "straniero" su ciò che ci spaventa per il semplice fatto che non conosciamo; emozionanti le immagini della festa paesana con il ballo arabo e gli sguardi tra i due attori (Hassan e Mara); meraviglioso Battiston con le sue battute ed il suo recitare anche con il suo potente fisico.. BELLO DAVVERO!! Una boccata d'aria fresca FINALMENTE!! Sul cinema italiano... BRAVOOOO

viagem  @  29/10/2007 23:08:29
   8 / 10
Forse chi è originario del luogo raccontato in questo film ha modo di apprezzare particolari che ai più potrebbero sfuggire, ma probabilmente è anche più coinvolto ed è meno obiettivo nel giudizio.
Sta di fatto che a un padovano come me questo film è piaciuto molto.
A metà tra un noir e un'opera di denuncia dei pregiudizi verso chi è "altro", in realtà La giusta distanza è principalmente un'efficacissima resa della realtà di provincia veneta.
Veneto, attuale locomotiva d'Italia dal punto di vista economico, là dove molta gente ha trovato ricchezza facile in poco tempo (Battiston ha fatto i schei), dove gli extracomunitari integrati lavorano più sodo degli stessi veneti, dove ti trovi la donna, meglio se dell'Est, on-line, ma anche il Veneto dei paesi come Concadalbero (e vi invito ad andare a visitarlo, perchè esiste davvero e ci sono delle Corti Benedettine suggestive nei dintorni) così isolati che solo una corriera della SITA può fungere da cordone ombelicale col resto del mondo, dove il ritmo scorre ancora lento come il Po nelle sue ultime anse, dove si crede ancora ai maghi e ai cartomanti, dove c'è ancora il bar del paese per ritrovarsi e commentare i fatti del giornale locale, ma la ragazza che ti serve "il goto" è cinese.
Mazzacurati è bravissimo a esprimere le mille contraddizioni di queste lande, senza ricorrere ad alcuno stereotipo ed in maniera lieve e naturale, raccontando una storia dapprima lenta e silenziosa poi sempre più rapida e scandita dagli eventi. L'attraversa da cima a fondo un senso di inquietudine,

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Fotografia splendida e grazie a Battiston per aver "portato" dentro la colonna sonora i Radiodervish con Erevan.
Una menzione speciale per il cameo di Balasso, evidentemente a suo agio nelle proprie terre, e per la Lodovini: se il cinema italiano è in crisi direi che ad un primo sguardo queste giovani attrici italiane godono tutte di ottima salute!

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nextam  @  29/10/2007 21:23:30
   8 / 10
davvero bello. bravi tutti: regista, attori (su tutti la Lodovini e Capovilla). simpatica la partecipazione di Bentivoglio. una storia che fa riflettere per una sceneggiatura che non annoia mai. consigliatissimo.

polbot  @  29/10/2007 10:50:22
   8 / 10
Prova convincente di Mazzacurati. Storia e personaggi non banali e fedeli alla realtà attuale, specie della bassa padana. Attori protagonisti davvero bravi. Bentivoglio e Balasso caratterizzano bene i loro "piccoli" personaggi. Consigliato.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  27/10/2007 15:16:09
   7 / 10
Un buon film davvero, questo di Mazzacurati, che sembra in parte recuperare i temi affrontati nel suo bell'esordio ("Notte italiana" cfr.) quasi vent'anni dopo, trasferendoli nella campagna Padovana (d'adozione?).
Il regista si riconferma, pur se tra alti e bassi, un autore solido, capace come pochi altri di raccontare la provincia italiana in ogni suo aspetto, tra modernità e tradizione.
L'intreccio del film ricorda vagamente "Nebbia e cenere" di Eraldo Baldini, ma a tratti sfuma in un'ottica Felliniana stile Amarcord (volutamente citato nell'immagine di un ex insegnante uscita di senno seduta su un battello tra lo stupore dei paesani).
Un'altro twin peaks all'italiana, che richiama il cinema di genere improntando però un'invettiva sociale à la Loach davvero insostenibile (cfr. il tunisino accusato ingiustamente, anche dal suo stesso avvocato - l'ipocrisia del villaggio).
Peccato soltanto che questa vena sociale sia smussata da un certo manierismo e da una forzatura poetica che scoraggia proprio la sua invettiva.

Notevoli comunque le interpretazioni di Valentina Codevini e del giovane "giornalista in erba" (bel personaggio, non trovate?). Lei, in particolare, una sorta di Laura Morante con vent'anni di meno, ha un volto che fa ben sperare per il futuro. Ottima anche la prova di Battiston.

Un film blandamente "rurale" e a tratti duro, plasmato dalla "miseria mentale" di chi vuole crearsi i nemici fuori dalla propria area di appartenenza (ecco cos'è cambiato rispetto ai tempi di Notte Italiana) e dal campanilismo corrente

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robiavvo  @  25/10/2007 21:07:51
   7½ / 10
Il tanto vituperato , talvolta ahimè a ragione. cinema italiano sa produrre anche film assolutamente da vedere come questo. Con "La giusta distanza" Mazzacurati torna nella provincia padovana, emblema del nord est, e ci racconta con la maestria propria attraverso gli occhi di un diciottenne anche lui avulso dall'ambiente, come la vita/e vengano stravolte dall'arrivo di un estraneo, la maestrina toscana, fino ad arrivare ad un epilogo tragico. Il regista usa come pretesto per raccontare la storia un noir che permette di tratteggiare le ipocrisie, lo squallido gallismo di provincia, i pregiudizi verso gli "estranei" alla comunità siano italiani o meno, la banalità del male..il tutto grazie anche a un cast azzeccato..tutti veramente bravi

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  24/10/2007 19:35:24
   7½ / 10
Presentato in concorso alla Festa di Roma, rappresenta il ritorno di
Mazzacurati a picchi alti a cui ci aveva abituato nei suoi primi lavori;la provincia come il regista sa rappresentarla, è al centro della pellicola in cui spicca l'interpretazione di Ahmed Hafienem. RISVEGLI!!!!!

francopane  @  22/10/2007 20:35:48
   7½ / 10
Il film è bello e visionario, perchè affronta con leggerezza un tema complesso (il razzismo, la diffidenza verso il diverso) in un contesto, la nebbia padana, che fa perfettamente da sfondo alle intenzioni poco analitiche e più di sensazione dell'autore. I toni sono volutamente bassi, manca il tono da denuncia moralista ed emerge piuttosto la rassegnazione della provincia. Se non cercate un giallo eccitante o un noir sbilenco, ma solo un po' di malinconia da fumo di pipa e caminetto, è il vostro film.

Delfina  @  21/10/2007 12:05:02
   6½ / 10
Questa stagione ci presenta vari film italiani di genere giallo, drammatico o noir: dopo "La ragazza del lago", ecco tornare il Nord Est in questo lavoro di Mazzacurati. Un troppo lunga e stiracchiata la prima parte, dove sembra prevalere, nonostante la bella fotografia, una sceneggiatura di tipo fictionistico e telvisivo. Migliora nel secondo tempo, con una brusca accelerazione che sbilancia di colpo l'andamento narrativo.
Finale un po' scontato e nuovamente in stile fiction.
Belli i luoghi e anche i personaggi minori.

Spicca la recitazione di Ahmed Hafienem, bravo e intenso attore.
Un po' azzardata la figura del ragazzino-giornalista; comunque, un film godibile.

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bartlisa  @  21/10/2007 02:01:12
   7 / 10
La tematica affrontata non è certo originale, ma è sicuramente attuale. Anche la trama non è niente che non sia già stato visto o sentito, compreso il finale (abbastanza prevedibile secondo me), nonostante questo è comunque un film piacevole, con una bellissima fotografia e che invita a riflettere su quanto ciò che racconta sia spesso tristemente reale.

don carlos  @  21/10/2007 00:24:34
   8½ / 10
Un film decisamente originale e realistico, sia per l'ambientazione che per la trama. Ben realizzato anche tecnicamente: nella sceneggiatura e nella caratterizzazione dei personaggi è difficile trovare dettagli fuori posto, così come nella fotografia, nelle luci e nel montaggio (più o meno tutto insomma!) Il risultato è qualcosa di estremamente naturale, molto vicino alla realtà di tutti i giorni, ma nello stesso tempo è anche coinvolgente e non annoia. Fa un certo effetto vedere sul grande schermo la zona del Polesine e alcuni scorci di Padova (i Padovani come me riconosceranno il Caffè Pedrocchi, dove Giovanni dialoga con il giornalista aka Bentivoglio, l'ospedale e un po' di Corso Garibaldi e di giardini dell'Arena, che si intravedono da una finestra della sede del giornale per cui Giovanni lavora). Ad alcuni, certi personaggi potranno sembrare delle macchiette (con l'intercalare veneto eccetera), ma a mio parere non lo sono affatto: questo film è un ritratto, fedelissimo alla realtà e privo di stereotipi. Soprattutto per questo è interessante.

Oltretutto, è sempre divertente rivedere in azione Giovanni Battiston e Natalino Balasso, per non parlare di Bentivoglio che recita con l'accento veneto.

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