last life in the universe regia di Pen-Ek Ratanaruang Thailandia 2003
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last life in the universe (2003)

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locandina del film LAST LIFE IN THE UNIVERSE

Titolo Originale: LAST LIFE IN THE UNIVERSE

RegiaPen-Ek Ratanaruang

InterpretiTadanobu Asano, Yutaka Matsushige, Riki Takeuchi, Takashi Miike, Yoji Tanaka, Sakichi Sat˘

Durata: h 1.52
NazionalitàThailandia 2003
Generecommedia
Al cinema nel Novembre 2003

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Trama del film Last life in the universe

Un misterioso giapponese con manie ossessive-compulsive e suicide vive a Bangkok. Si ritrova invischiato con una donna in una tragica catena di eventi. I due non potrebbero essere pi¨ diversi: lui Ŕ un hippy piuttosto ordinato che lava sempre i piatti e tiene tutti i libri in rigoroso ordine alfabetico; lei fuma marijuana e vive nel disordine pi¨ totale.

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Voto Visitatori:   6,83 / 10 (9 voti)6,83Grafico
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Voti e commenti su Last life in the universe, 9 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  22/11/2010 19:53:42
   7 / 10
Se non fosse per una parte centrale tremendamente statica ci troveremmo di fronte all'ennesimo capolavoro arrivato dall'oriente. Per il resto il film presenta tutte le migliori caratteristiche di tale cinema, l'estetica delle inquadrature (spesso ferme), la carica metaforica, la magia del silenzio, l'esistenzialismo di fondo. Cinema di sottrazione e di anime perse, come quello di Ferro 3 (posteriore a Last Life), forse il più importante e riuscito esponente di tale filone.
Cinema anche di contrasti, come quello tra il carattere dei due protagonisti, il timidissimo, metodico, ordinato e aspirante suicida Kenji, e la "libertina", disordinatissima e vitale Noi. E' la tragica morte della sorella di quest'ultima ad unire i 2 personaggi. Noi la fa scendere dalla macchina, Nid (la sorella) rimane bloccata nel veder il tentativo di suicidio (l'ennesimo) di Kenji, una macchina la travolge. E' come se il destino avesse tolto di mezzo una persona per far sì che si unissero altre due.
Kenji è un'anima persa, una vita vuota passata in mezzo ai libri, nessun amico, nessuna relazione, un fratello killer. In realtà è un pavido suicida perchè in tutti i suoi tentativi ( sei )non arriva mai neanche vicino al dunque se non soltanto attraverso l'immaginazione. Considera la morte come "riposo" dallo stress, dai doveri, imposti o no, che la vita ci pone davanti. Sappiamo tutti come il Giappone sia di gran lunga il paese con più suicidi al mondo e non a caso Kenji è un giapponese che lavora in Thailandia. L'incontro con Noi pur non cambiandolo radicalmente gli farà provare emozioni forse mai provate prima, anche se effimere, a tempo determinato. Noi infatti dovrà partire e Kenji si ritroverà in galera per una brutta storia di Yakuza in cui suo malgrado si è trovato coinvolto. Difficilmente si rivedranno.
Ecco, non lo so, c'è qualcosa di irrisolto in questo film. Secondo me è come se non si chiudesse perfettamente un cerchio come per esempio avviene sempre per i film di Kim ki-duk, che se da un lato ci lasciano con mille suggestioni e interrogativi, dall'altro sembrano conclusi, portano a termine il proprio percorso. Personalmente ad esempio trovo che la sottostoria della Yakuza c'entri poco con il film, non vorrei che sia servita soltanto per il cameo di Miike. Rimane un'opera molto interessante, forse più importante di quanto io non sia riuscito a cogliere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  23/04/2010 14:33:32
   7 / 10
Il metodico Kenji,ossessionato da ordine e pulizia è un bibliotecario giapponese aspirante suicida trasferitosi a Bangkok.Tadanobu Asano,lavorando in sottrazione, impersona un individuo incredibilmente timido,fuori dal mondo,inserito in un contesto asettico dai toni lividi.Come fosse l’ultimo esemplare di una razza ormai destinata all’estinzione (soprav)vive senza riuscire a instaurare rapporti normali con chi gli sta accanto.
Noi è invece una ragazza del luogo,caotica,diretta,estroversa, entrerà in contatto con lo stralunato giovane dopo un evento luttuoso.
Da un fatto di morte le esistenze dei due riprendono quota,in particolare quella del ragazzo,attratto e incuriosito dalla nuova conoscenza.Motivati da un amore che rimane sempre sullo sfondo,lambito e suggerito ma incapace di sfogarsi fisicamente,mostrato quindi attraverso una chiave di lettura platonica,questo diventa stimolo per guardare al futuro con occhi diversi,fautore quindi di un’accettazione necessaria per una rinascita radicale.
“Last life in the universe” è un film curioso,ben diretto ma anche estenuante nella sua staticità,molto curato sia nella soave colonna sonora che nell’utilizzo dei colori,caldi e avvolgenti per la disordinata (e poco pulita) Noi,azzurrognoli,quasi glaciali per il mondo di Kenji.
Induce alla riflessione mediante uno svolgimento svigorente,a dir poco avaro di dialoghi e costituito unicamente da brevi scambi di battute e movimenti fisici raramente improvvisi.Qualche inserto grottesco rende meno serioso e rigoroso lo stile,il cameo di Takashi Miike a tal proposito è inaspettato quanto simpatico,ma lo sforzo richiesto per un’attenta visione non è certo infimo considerata l’estrema dilatazione temporale e la penuria di avvenimenti.

Ciaby  @  15/03/2009 10:46:19
   10 / 10
Un regista incredibile e un cast stellare (Tadanobu Asano! Takashi Miike!) per un capolavoro del cinema: un film livido, seducente, cristallino e dilatato. Una storia d'amore eterea e vagamente repressa. Finale bellissimo.

benzo24  @  20/12/2007 18:25:36
   6 / 10
asano è sempre perfetto. la protagonista è veramente bello e la regia è affascinante. il resto è noia.

lupin 3  @  25/09/2007 03:28:40
   4 / 10
Se devo essere sincero mi aspettavo di meglio.
Deluso!

sweetyy  @  25/09/2007 03:25:01
   4 / 10
A me non è piaciuto affatto...
Non c'ho visto tutta questa profondità,nè tantomeno poesia.
Il film è caratterizzato da un'ininterrotta freddezza,sicuramente voluta dal regista per evidenziare i disagi dei protaagonisti ma non gradita da me difatti la noia è sopraggiunta dopo circa mezz'ora.

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/09/2007 20.26.19
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Tom24  @  20/09/2007 23:16:35
   8 / 10
Una perla di un regista thai purtroppo misconosciuto. Se dovessi usare un aggettivo per descrivere l'intero lavoro opterei per "spaziale". Impossibile non restare incuriositi da un bellissimo titolo quale "Last life in the universe". Una pellicola dalle atmosfere magiche, attraversate da una vena di surrealità e contornate da musiche astratte e particolari colori che rendono le inquadrature dalla notevole espressività artisticha. Il primo merito va infatti alla regia, strettamente d'autore (e per questo lo consiglio maggiormente agli amanti del cinema orientale), a metà fra un Kitano e un Wong Kar Wai (ma comunque assai diversa da quella di quest'ultimi grandi registi). La (non?)storia è anch'essa al limite del reale, a volte piuttosto grottesca: unica costante è la patina malinconica dell'intero film, che lo rende proprio così affascinante. Il pretesto delle differenze linguistiche fra i protagonisti lascia infatti uno spazio limitato al dialogo, spesso sono infatti i gesti dei personaggi a caratterizzarne la loro introspettività (regia molto minimalista...). Poi gli attori sono sensazionali. Asano è semplicemente perfetto e anche la ragazza non se la cava male (ed è molto carina!). Come non citare poi Miike negli ultimi sensazionali minuti, fino ad arrivare al finale, semplicemente splendido. Unica nota di demerito potrebbe essere proprio l'atmosfera che ho fin qui elogiato, proprio perchè spesso è predominante sull'intera storia, in cui succede davvero poco di concreto. Insomma, capolavoro no. Ottimo film si.

2 risposte al commento
Ultima risposta 21/09/2007 14.36.18
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  04/01/2007 00:19:46
   7½ / 10
Veramente bello, Ritrovo Asano dopo averlo visto nei panni di Kakihara e la metamorfosi non fa altro che aumentare la stima per questo attore. Un film sulla solitudine e sul bisogno di comunicare che unisce due persone apparentemente diverse come i due protagonisti. Malinconico in alcuni tratti ma estremamente positivo in altri: sicuramente fa riflettere. Suggestiva l'ambientazione, una Bangkok a cavallo tra i ritmi frenetici della città e la quiete dell'ambiente circostante. Leggete poi tra gli interpreti se riconoscete un nome famoso...

3 risposte al commento
Ultima risposta 04/01/2007 20.36.58
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  08/12/2006 23:33:55
   8 / 10
...molto bello, un film in cui c'è tanta poesia e poco miele... Un film sulla solitudine e l'analogia con la lucertola è molto bella... Una lenta poesia come solo sa fare il cinema orientale... Attori bravissimi soprattutto il grande Tadanobu Asano. Regia a tratti originale e ben gestita e per chi vuole una chicca, c'è anche un cameo di Miike in carne ed ossa... Consigliato a chi vuole riflettere...

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