leatherface - il massacro ha inizio regia di Alexandre Bustillo, Julien Maury Usa 2017
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leatherface - il massacro ha inizio (2017)

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locandina del film LEATHERFACE - IL MASSACRO HA INIZIO

Titolo Originale: LEATHERFACE

RegiaAlexandre Bustillo, Julien Maury

InterpretiLili Taylor, Stephen Dorff, Nicole Andrews, Sam Strike, Simona Williams

Durata: h 1.30
NazionalitàUsa 2017
Generehorror
Al cinema nel Settembre 2017

•  Altri film di Alexandre Bustillo
•  Altri film di Julien Maury

Trama del film Leatherface - il massacro ha inizio

Prequel su un adolescente Leatherface che fugge da un ospedale psichiatrico con altri tre detenuti, rapisce una giovane infermiera e la porta in un viaggio infernale. Lungo il percorso, sono inseguiti da un uomo di legge altrettanto squilibrato in cerca di vendetta.

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Voto Visitatori:   5,90 / 10 (29 voti)5,90Grafico
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Voti e commenti su Leatherface - il massacro ha inizio, 29 opinioni inserite

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Jokerizzo  @  04/02/2020 19:43:13
   6½ / 10
Nonostante i fiumi di sangue e la violenza gratuita, Leatherface appare sbrigativo, superficiale in più punti, caotico e nonsense in altri. Un horror che di memorabile ha poco e nulla, ma che garantisce del sano divertimento senza troppe pretese - e con sfumature che omaggiano costantemente il passato. Chi si aspetta segreti sconvolgenti rispetto alle origini di Faccia di Cuoio rimarrà probabilmente deluso, ciò che vedremo sarà esattamente quello che abbiamo sempre immaginato, nessuno scossone o brivido particolare. Quando il mostro prende forma però, nella parte finale, il progetto finalmente decolla a pieno ritmo, peccato che dopo poco sia già tempo di titoli di coda. Quasi ci vorrebbe un sequel...

blaze  @  04/07/2019 21:57:30
   4 / 10
Film che non ha senso , si è cercato di tener viva la saga con il solito prequel che però è centrato su uno dei personaggi più caratteristici di Non aprite quella porta raccontandolo male e senza costrutto. Siamo lontani dal personaggio sia fisicamente che mentalmente e se si seguono con attenzione i film della saga soprattutto remake il personaggio Leatherface non ha un storia di infanzia del genere. Viene raccontato come bravo ragazzo messo in istituto dall'eloquio spontaneo e dalle buone intenzioni (nel rapimento si nota come difenda strenuamente all'inizio l'infermiera) che si prende cura di un amico cui si affeziona questo si molto più somigliante al faccia di cuoio vero , assistiamo successivamente ad una trasformazione violenta e sadica fino alla comparsa di un assassino assetato di sangue. Tutto questo molto approssimativo e superficiale senza un vero approfondimento. Gli effetti speciali sono di un b-movie senza pretese e la trama non ha niente di particolare. Se ne poteva quindi fare a meno di questo ennesimo capitolo , occasione sprecata

Sestri Potente  @  03/03/2019 19:52:23
   7 / 10
Prequel sulla nascita di Leatherface, tanta azione e tanto splatter.
Secondo me è fatto bene!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  23/02/2019 17:34:58
   4½ / 10
Ci sono rimasto malissimo, a me leatherface come villain mi è sempre piaciuto tantissimo, Non aprite quella porta di Tobe Hopper è uno dei miei film horror preferiti, speravo di dare un bel voto a questo prequel, invece niente.
L'idea di mostrare attraverso un prequel l'origine di Leatherface ci sta, però è sempre ardua raccontare le origini di un personaggio così importante nel panorama del cinema horror.
In questo film è tutto abbastanza ridicolo, la sceneggiatura è troppo debole e assolutamente poco credibile, il leatherface "originale" è decisamente distante da quello presentato e personalmente non mi è piaicuto.
Buona la dose di sangue e violenza, le scene splatter sono fatte molto bene, infatti il mezzo voto in più è per quello.
Attori assolutamente scadenti, Sam Strike non era per niente adatto ad un ruole del genere, si salva solo la Lili Taylor nei panni della madre di Leatherface.
Un prequel bruttino, un occasione sprecata.

Jolly Roger  @  01/02/2019 12:37:22
   6 / 10
LEATHERFACE SI NASCE, NON SI DIVENTA
Leatherface vuol essere il prequel di uno degli horror più grandi di tutti i tempi, The Texas Chainsaw Massacre, da noi tradotto con l'azzeccatissimo, evocativo e fortunato titolo "Non Aprite Quella Porta".
Operazione per certi versi già fatta da Marcus Nispel, regista del remake di Non Aprite quella Porta targato 2003 (remake che a me è piaciuto molto). Nispel infatti ha poi girato un prequel del suo stesso remake, il cui scopo è di indagare sulle origini della famiglia texana di cannibali e soprattutto sulle origini del suo componente più noto, Faccia di Cuoio (si chiama infatti: Non Aprite quella Porta – L'inizio, del 2006).
Questo film del 2017, "Leatherface", ha il medesimo scopo, ma in parte è agevolato: mentre, appunto, Nispel ha girato il prequel del suo remake (che per certi versi si discostava dalla storia originale, con interessanti varianti), questo film è il prequel diretto dell'originale di Hooper, ovvero di un punto di riferimento conosciuto da tutti. Dall'altro canto, però, deve così misurarsi con una pietra miliare, essendo costretto ad evitare di trovarsi nella spiacevole situazione di essere incoerente con il primo film.
Ed infatti è proprio qui che fallisce, nella coerenza. Ma di questo ne parlo dopo. Ora mi limito a giudicare il film per quello che è, dimenticandomi per un attimo al primo film.

"Leatherface" è una specie di thriller / horror on the road. Si discosta quindi dal primo, o meglio si discosta dall'intero sottogenere dei "rednecks horror".
E' vero, come detto da alcuni, che sembra prendere spunto da The Devil Rejects – però non credo che l'influenza sia stata così grande. L'intento, qui, non è creare delle figure iconiche di ribelli grotteschi e maledetti, bensì quello di mostrare alcuni personaggi fortemente problematici in una situazione di forte tensione, sempre pronta a sfociare nella violenza, per analizzare, da un alto, la loro maturazione psicologica e umana – e, dall'altro, con lo scopo di giocare con lo spettatore a "indovina chi da grande diventerà il Leatherface?".
Il gioco, in definitiva, riesce abbastanza bene ed i trabocchetti possono anche ingannarci sulla sua vera identità. O forse no ;-)
diciamo che, comunque, il film si mantiene sempre su un livello medio-alto e ciò non è dovuto al giochetto, ma proprio alla situazione in sé, alla tensione, all'evolversi dei personaggi coinvolti, nonché a qualche scena di violenza davvero rimarchevole.
Ad esempio, quella del pub. Forse non è piaciuta a tutti, ma io l'ho trovata riuscitissima – soprattutto nei momenti che precedono lo scatenarsi dell'inferno. L'aria di pace prima della tempesta è resa magistralmente, così come l'esplosione di violenza che ne consegue. Il ritmo, nella scena ma anche in generale, è gestito molto bene, senza tempi morti e con alcuni colpi di scena ottimamente riusciti.

Preso come film a sé stante, Leatherface è un buon film, merita un 7, forse anche di più.
Il problema è, come detto, la coerenza. Ma qui si tratta di una mia opinione, che spiego meglio sotto.


Da qui in poi: SPOILEROSO E AMMAZZAFILM

______________________________________________________________________

La coerenza è ciò che rovina il film.
Perché non mi possono far credere che il Leatherface è proprio QUELLO LI'.
Quel ragazzino non c'entra nulla con il LEATHERFACE, quello "vero".
Innanzitutto il protagonista, Jackson, non ha nulla a che fare con il profilo fisico del Leatherface, che è un omone, mentre lui è piccoletto di satura e di costituzione. È però soprattutto il punto di vista psicologico che fa acqua da tutte le parti.
Jackson non è il massimo della stabilità mentale, vero, però è una persona matura, senza difetti cognitivi, in grado di ragionare e di parlare senza problemi, ma soprattutto è perfettamente capace di intendere e volere. Lo dimostra un sacco di volte nel corso del film – arriva anche a ribellarsi contro chi vuole fare del male alla ragazza, o al suo amico, dimostrando non solo di distinguere tra il bene e il male, ma persino di combattere per ciò che ritiene giusto, di provare empatia nei confronti degli altri, arrivando anche a difenderli quando si trovano in pericolo.
Durante la fuga, prende decisioni giuste e protegge gli altri. E' perfettamente conscio e consapevole in ogni momento. Inoltre, si innamora ed è talmente spontaneo, dolce e normale nel manifestare i sintomi del suo sentimento, che arriva lì lì ad un passo dall'essere ricambiato, anche se poi gli eventi prendono una piega assai diversa.
Jackson non solo è normale, ma è probabilmente la persona di gran lunga PIU' NORMALE che si vede nel film. Certo è più normale lui del poliziotto, o del dottore, ma anche dell'infermiera (eccessivamente smaniosa di aiutare tutti, anche a costo di cacciarsi nei guai). Per non parlare dei compagni di fuga.

E allora che cosa c'entra questo ragazzo piccoletto, sveglio, dolce e timido con un omone terrificante, grande e grosso, che si muove in modo goffo, che non è in grado di parlare ma solo di grugnire, forse nemmeno di capire, uno che usa la motosega per fare a pezzi dei malcapitati innocenti soltanto perché gli è stato insegnato di fare così, da sempre?
Uno che non ha la minima idea, o forse ha solo una vaghissima idea, che quello che perpetra ai danni delle persone sia non dico tremendamente orribile, ma perlomeno un tantino bizzarro e crudele?
Uno totalmente incapace di provare la minima empatia con le vittime, persino mentre le sta torturando o strappando loro la faccia (da vivi)?
E poi il Leatherface, per chi lo ricorda bene, pur essendo indiscutibilmente un mostro, e intendo un mostro anche - e soprattutto – umanamente parlando, non ha una personalità forte e strutturata. Spesso, appunto, non sembra pienamente consapevole del male che sta facendo – lo fa e basta. Di certo non ha una grande capacità di distinguere il bene dal male. O forse lo distingue a modo suo, perché è infantile e ciò dipende dal suo ritardo mentale. Ha una personalità piccola, poco sviluppata, poco matura. Addirittura di fronte agli altri della famiglia – ma soprattutto al cospetto del fratello Drayton – è un gran pusillanime. Chi si ricorda, ad esempio, quella scena isterica, surreale e insieme ridicola del primo film, in cui il fratellone maggiore Drayton rimprovera il Leatherface e lo riempie di botte? Dandogli la scopa in testa? La realtà è che Leatherface è succube della famiglia e sembra che ciò possa derivare dal fatto che, a cause dei suoi problemi fisici e mentali, non è mai stato capace di badare a sé stesso ed è sempre dipeso dai parenti.
Altro che gestire la fuga da un ospedale! Probabilmente, da ragazzino, non sapeva manco uscire dal bagno da solo.
Oltre che piccola, la sua personalità è persino ambigua, anche sessualmente. L'ambiguità sessuale del personaggio emergeva in diversi frangenti della prima serie di film. Leatherface d'altronde non ha un viso, o comunque ha un visto deformato, e ce l'ha da sempre.
Certamente quindi non ha avuto la morosina in prima elementare. A mala pena, forse, saprà cosa è una donna, ma sicuramente con una donna non sa come comportarsi, esattamente come non sa usare le posate a tavola.
Probabilmente non sa nemmeno pienamente cosa significhi essere un uomo. La sua personalità border line è perfettamente in linea con il suo vezzo di cambiarsi la faccia, "indossando" quella degli altri – perché in tal modo non solo NASCONDE il proprio viso, ma lo SOSTUISCE con quello degli altri, assorbendo per certi versi anche dei frammenti della loro personalità. In una continua corsa verso una normalità che non conosce e che, come un bambino, vorrebbe sperimentare. La sua normalità, anzi la sua vera e propria gioia, consiste nell'indossare una faccia nuova, esattamente come una persona si gingillerebbe con un vestito nuovo, o festeggerebbe una promozione sul lavoro o una conquista amorosa.
Con quella faccia nuova, è come se colmasse il proprio io con qualcosa di più stabile, in una continua corsa verso ciò di che egli non ha mai avuto, ciò di cui da sempre è mancante e che non conosce, la normalità.
Quella stessa normalità che lui, come obbedendo ad un bisogno perverso e naturale, strappa dal volto degli altri per appropriarsene.
Agli altri che hanno questo "privilegio".
Avere una faccia.

Le sue forti esplosioni di violenza sono assolutamente coerenti con la pochezza del suo animo. Tanto è timoroso e reverente verso la famiglia, tanto, all'inverso, è violento e sanguinario con chi è esterno ed estraneo alla famiglia. Quelli lì, quelli al di fuori, nemmeno sono persone, sono come le mucche del mattatoio, solo animali da cui trarre nutrimento o giovamento. Infatti, non si può nemmeno dire che le sue esplosioni di ferocia siano motivate da sentimenti di odio o dalla vendetta. Sono dominate dall'isterismo, dalla frenesia, dalla follia, ma non dalla rabbia. Anzi, egli opera spesso come "esecutore", come "il braccio" della famiglia: i massacri spesso non nascono da lui, ma traggono origine dagli altri membri della famiglia, che lo spingono, anzi gli danno veri e propri ORDINI da eseguire. E' una specie di cacciatore violento, uccide per sua natura e non per pianificazione o calcolo. Certamente mentre brandisce la motosega si esalta come un bambino col suo giocattolo.

Per questo, torno a ripetere la frase con cui ho iniziato: Leatherface si nasce, non si diventa. Leatherface è nato così, in un ambiente schifoso, in una condizione di deformità fisica, di abiezione morale. E in quello stesso ambiente è cresciuto, mantenendo tali le sue caratteristiche.
Non ha fatto alcun periodo altrove, in nessun istituto psichiatrico, ma è cresciuto dal marcio e ha continuato a svilupparsi nel marcio, come un topo che nasce nella fogna e che continuerà a vivere nella fogna fino a quando morirà in essa (in tal senso, è molto più coerente il film NON APRITE QUELLA PORTA – 3D del 2013). La sua semplicità mentale è la stessa semplicità del Male che lo ha vomitato alla nascita e poi nutrito durante tutto il suo sviluppo psico-fisico.

Leatherface non si diventa.
Non può essere che uno è normale, poi tutto ad un tratto gli succede qualcosa di brutto, sclera e diventa Leatherface.
Magari qualcuno gli uccide il gattino o gli tr.omba la moglie e allora impazzisce di rabbia e diventa il Leatherface. Non è che uno ti fa un dispetto, magari anche bruttissimo, e allora lo fai a pezzi con una motosega.
Non si diventa così, perché non c'è alcun motivo che possa farti diventare COSI'. O lo sei sempre stato, o niente.
E certamente non basta un amico ucciso (peraltro da un poliziotto che cercava di difendersi) e non basta nemmeno una pallottola che ti deforma la faccia. Che di sicuro non è una cosa bella, ma nemmeno ti trasforma in un mostro sadico per il resto dei tuoi giorni. Nemmeno dopo 30 anni, figuriamoci dopo 30 secondi…. Il mutamento di Jackson è infatti impressionante: un momento è Jackson, un momento dopo è il Leatherface.

Forse il film può andar bene per chi ha visto l'originale molti anni fa e cha ha conservato un'idea solo vaga del personaggio…ma non per chi conosce bene il film.
Tra l'altro, il prequel di Nispel già presentava una certa incoerenza con il personaggio originale – ma ciò è dovuto al fatto che il prequel di Nispel era il prequel del suo stesso remake ed il Leatherface di Nispel presentava differenze da quello di Hooper – era più massiccio, con una personalità più strutturata e più forte. Sembrava meno infantile e quindi più sadico, perché più consapevole. Sprizzava rabbia dagli occhi.
Malgrado ciò, il Thomas Hewitt di Nispel si è avvicinato molto di più all'originario Faccia di Cuoio, soprattutto perché il personaggio e le sue origini erano perfettamente coerenti con l'ambiente sordido che li circondava (nel film di Nispel, egli nasce clandestinamente in un mattatoio e viene buttato nella spazzatura. Non c'è male come inizio!).

E' un peccato che questo film sia così, perché per il resto è invece molto coerente con il film del 1974.
È divertente vedere "Nubbins Sawyer" in versione bambino e giovancello (era il fratello schizzatissimo di Leatherface, quello con una voglia in faccia che nel primo film si taglia il braccio con un coltello in una delle prime scene). In questo caso, lo schizzatissimo bambino rispecchia perfettamente il personaggio che poi si incontrerà nel primo film.
Ottimo anche Drayton Sawyer, il fratellone maggiore. Forse Drayton è il personaggio più inquietante della saga (personaggio poi traslato nello Sceriffo Hoyt nel remake di Nispel), perché è quello moralmente più abietto: a differenza degli altri, sa benissimo distinguere il bene dal male – ma sceglie quest'ultimo perché è subdolo, nichilista e violento, con un'innata vocazione allo squallore. Trovo che il suo personaggio, nel film, sia perfettamente coerente con quello di Hooper.

Infine, non si può non citare il Nonno! Qui non è ancora estremamente vecchio e, anzi, appare in formissima. In ossequio alla sua grande fama, uccide un capo di bestiame (anzi, un capo di umano!) con una sola martellata in testa :-) Una dote, per chi si ricorda questa chicca, che veniva esaltata nel primo film.

Per concludere, secondo me è stato un errore uccidere il ladro nella scena iniziale del compleanno., dopo avergli tagliato una gamba. Nella saga (Nispel), infatti, comparirà poi un personaggio senza gambe – lasciarlo vivo e poi integrarlo in famiglia sarebbe stata una citazione carina.

Infine, voglio chiudere in bellezza.
C'è una citazione magistrale del primo film: è l'inquadratura del posteriore della prima ragazza, mentre si avvicina al fienile. L'inquadratura, la camminata e i tempi sono esattamente gli stessi di Pam nel primo film, quando si avvicinava alla casa.
L'attenzione dello spettatore è garantita, in entrambi i casi! Ma non sul fienile :-)

12 risposte al commento
Ultima risposta 26/02/2019 18.55.27
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  22/10/2018 15:16:53
   6 / 10
Anche Leatherface entra in quella cerchia di cattivi "storici" a cui viene dedicato un begin's per conoscere meglio o peggio, la sua genesi di come si diventa Vaillant.
Recentemente era toccato a Michael Myers, deludente tentativo di Rob Zombie.
Stavolta invece il risultato è diverso proprio perche è diverso lo stile con cui si racconta del personaggio che non è affatto l'assoluto protagonista del film.
Sequenze perverse, sceggiatura folle e una buona dose di sangue.

maxi82  @  24/09/2018 18:38:32
   6 / 10
Un prequel di 90minuti e non uno spunto per poi diventare come tutti gli altri..ho apprezzato molto questo fatto!!totalmente diverso dagli altri la curiosità della nascita del killer mi ha abbastanza convinto

AMERICANFREE  @  22/06/2018 17:28:21
   6½ / 10
Mi ha divertito molto questo prequel, molto bene la regia e l'ambientazione. Lo splatter non manca, ho gradito il finale. Consigliato

alex94  @  04/06/2018 20:42:40
   5½ / 10
Un prequel di cui sinceramente non se ne sentiva affatto il bisogno,dico questo perché penso che a ben pochi importasse conoscere il passato del terribile "faccia da cuoio",personaggio che incuteva timore più per la sua stazza e la sua follia sanguinaria che per un qualunque approfondimento psicologico.
Ma vabbé considerazioni personali a parte veniamo al film,che diciamocelo come puro intrattenimento senza grandi aspettative più o meno funziona,non riuscirà a trasmettere particolare tensione ma tenendo celata l'identità del nostro baldo eroe fino alla fine si riesce quantomeno a seguire la pellicola con un certo interesse.
Bene anche l'idea di trasportare Leatherface lontano dall'ambiente dove l'abbiamo sempre visto in azione (e cioé la fattoria con annesso lugubre mattatoio),infatti questa volta l'azione si svolge in un ambiante esterno,siamo di fronte ad una sorta di road movie che per tanti aspetti strizza l'occhio al cult di Rob Zombie "La casa del diavolo" senza ovviamente possederne neanche un minimo della carica sovversiva di quest'ultimo.
Non malvagia la regia,Bustillo e Maury (di cui questo è il loro primo lavoro su commissione), se la cavano abbastanza bene,senza mai brillare, a rendere interessanti le scene più violente....
Molto migliore delle ultime pellicole su questo personaggio,intrattenimento senza grosse pretese.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  04/05/2018 22:19:49
   7 / 10
Sarò sincero, a questo film non avrei dato un soldo bucato. Maury e Bustillo sono bravi ma incostanti e misusarsi con il mito stesso di Leatherface era un rischio enorme. A l'interieur è un gioello ma sia Livid che Aux Yeau des vivants non mi erano piaciuti affatto. Grosso merito senza dubbio è nell'aver strutturato molto bene la storia con un giovane Leatherface non identificato tra il minuscolo gruppo di evasi dall'istituto dove era rinchiuso. Il contesto del film è totalmente disumanizzante non solo per l'entourage familiare di provenienza, ma soprattutto nell'ambito dell'istituto stesso che di certo non aiuta i pazienti. Di conseguenza dopo l'evasione tutto il film non si rivela altro che un tragico viaggio di formazione che condurrà il quasi adulto protagonista nelle fauci dove era stato vomitato. Sia pure in presenza di incongruenze e illogicità, il film funziona molto bene e tra vari sequel, remake e compagnia cantante di Non aprite quella porta, questo Leatherface riesce in un certo senso laddove Zombie aveva fallito con il personaggio di Michael Myers di halloween, cioè riportare smalto a quel personaggio mitico senza eccessivamente snaturarlo. E non è impresa da poco.

gianni1969  @  06/02/2018 02:58:20
   6½ / 10
Trovare le caratteristiche,e l'ambientazione del capolavoro di hopper e' impensabile ai giorni nostri(quindi perche" provarci?). Tutto sommato se si prende come un prodotto a se,senza scomodare il suo predecessore non e' malvagio.

markos  @  03/02/2018 17:42:33
   6½ / 10
Questo film deve far capire come è diventato quel killer dietro la porta. E' questo fà. Buon splatter.

jason13  @  18/01/2018 18:55:01
   5 / 10
"Non aprtie quella porta 1 &2" sono veramente dei cult e restano tra i miei film preferiti...la storia della nascita di LEATHERFACE e' stata una buona idea peccato che in fase di realizzazione non sia venuto fuori un buon prodotto. Il film si lascia guardare ma e' "freddo" non coinvolge in pieno non senti quell'atmosfera malsana ma solo le solite americanate viste e riviste...peccato.

Aztek  @  07/11/2017 17:15:13
   6½ / 10
Impresa non semplice quella di fare un prequel su un' icona del genere horror come Leatherface ma tutto sommato, nonostante alcune imperfezioni, il risultato finale non è stato così male. L'inizio è stato un po' moscio, ma dopo il film prende una piega abbastanza forte e piena di sangue.

GL1798  @  02/11/2017 13:52:36
   6 / 10
Il film non sembra essere un prequel bensì un film a sé stante. Si discosta molto dagli altri film, infatti non riesco a trovare un filo conduttore con gli altri film. Alcune scene erano fuori luogo e poco pertinenti con la trama del film: la necrofilia messa in atto da due dei personaggi e la scena in cui gli stessi personaggi trucidano brutalmente i commensali di un punto di ristoro.
A questo film posso riconoscere soltanto la sufficienza.

elnino  @  01/11/2017 16:43:14
   6 / 10
Ennesimo prequel della saga.
Questo per fortuna non delude.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  18/10/2017 09:49:39
   6½ / 10
Sempre azzardato affrontare le origini di un'icona del cinema horror, ne sa qualcosa Rob Zombie immeritatamente criticato dopo la sua versione di Michael Myers.
Consci del rischio i filmaker francesi Julien Maury e Alexandre Bustillo mischiano le carte in tavola, e dopo un prologo eloquente (ovvero: sangue e situazioni "forti" non mancheranno) evitano punti di riferimento lasciando allo spettatore il dubbio sulla reale identità del futuro Leatherface. Che poi non ci voglia un'intelligenza superiore alla media per intuire dove si andrà a parare siamo tutti d'accordo, quanto meno però riescono a rendere abbastanza coinvolgente una narrazione altrimenti piatta, fatta per lo più di tanti episodi cruenti on the road.
La storia scorre via veloce e spesso risaputa, non basta un poliziotto vendicativo ai limiti del sadismo per rendere sconvolgente la visione di un insieme maligno, in cui l'infermiera Lizzy è unico elemento salvifico e per questo motivo idonea al passaggio definitivo verso il male come in un ancestrale sacrificio.
L'empatia con i personaggi è bassa, non si tifa per nessuno in particolare anche se colpisce la schizzatissima Clarice (Jessica Madsen). Il luridume -non solo morale- della famiglia Sawyer e della loro abitazione viene restituito a dovere con una grande Lily Taylor sugli scudi, anche se come in ogni film seguito al capolavoro di Tobe Hooper a mancare sono la provocazione e l'attitudine sovversiva. Film senza particolari pregi ma guardabile e, per essere un prodotto mainstream, ricco di scene gore (ricordiamoci che i registi sono quelli di "A l'interieur"). Tra uno Stone e un Tarantino sono innumerevoli e abbastanza azzeccate le citazioni, decisamente fuori luogo quella a "Nekromantik".

executioner  @  15/10/2017 01:34:18
   5 / 10
Gran parte del voto lo do per l'ottima regia e fotografia
Ma il film a me non è piaciuto per niente, la trama è inconcludente
I personaggi caratterizzati malissimo
Le scene splatter sono state ben realizzate e per questo ho dato 1/2 voto in più

antoeboli  @  06/10/2017 13:15:55
   6½ / 10
Mi aspettavo solo il peggio al sentir nominare un ennesimo reboot / prequel del personaggio di non aprite quella porta .
Poi ho letto che dietro alla macchina da presa sono stati chiamati due registi francesi , di cui però devo vedere il loro film di punta A l interieur .
Che dire però di leatherface ? è un film che ci piace , o almeno a me è piaciuto .
Sono riusciti giocando molto con lo spettatore nel prenderlo in giro in fatto di scrittura e giocarsi bene le carte di un film che per un buon quaranta minuti sembra la copia di assassini nati di Stone , per poi tirar fuori il meglio del meglio nelle battute finali .
Regia molto curata , e non mancano dei momenti di perversione malata come piace a noi amanti del horror di alto livello .
Se proprio si può trovarli un difetto , è il cast non del tutto avvolgente nella bravura . qualche attrice di esperienza la si trova come il personaggio della madre di leatherface , ma per il resto mi è sembrato scarno sotto quel punto.
Moplto buoni gli effetti splatter , che sono potenti dal punto di vista visivo .
Peccato solo che il buon Hooper non se lo sia potuto godere questo film , vista la sua dipartita

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

topsecret  @  04/10/2017 17:48:57
   5½ / 10
Una vera porcata averlo intitolato LEATHERFACE, visto che il personaggio di Hooper è molto lontano da questo presentato da Bustillo e Maury.
Innanzitutto il leatherface "originale" è decisamente distante da quello presentato da Bustillo e Maury (è vero che si tratta di un leatherface diciottenne, ma la crescita avuta negli altri seguiti sarebbe veramente una cacchiata dura da non evidenziare), poi la caratterizzazione del personaggio è fatta all'acqua di rose e convince poco il passare da uno stato psicologico all'altro. E sorvoliamo sul comportamento anomalo di alcuni dei personaggi di supporto che lasciano alcuni dubbi. Ok per quanto riguarda il fattore porno-gore ma nel complesso il film lascia abbastanza indifferenti.
E' altrettanto vero che, nonostante tutto, la storia offre momenti d'interesse e soprattutto si lascia seguire senza grandi affanni, ma, a mio avviso, non riesce a convincere pienamente da meritare una piena sufficienza.

BlueBlaster  @  03/10/2017 18:00:36
   5 / 10
Per me era una scommessa persa in partenza quella di dare un background adolescenziale a LEATHERFACE... la saga con questo ennesimo capitolo ha seguito le sorti di quello che successe con "Hannibal Lecter - Le origini del male".
Sta mania di voler spiegare le origini di ogni MOSTRO e sopratutto volergli dare una umanità e motivazioni per scatenare massacri proprio non la condivido! Ho preferito di gran lunga "Non aprite quella porta 3D" anche se era puramente un film commerciale per far cassa sull'idea del compianto Hooper, almeno in quel caso Leatherface rimane Leatherface ossia un ritardato con la maschera che non parla...si riusciva a dargli comunque una moralità senza "mostrare troppo".

Do comunque un voto decente perchè la prima parte (fino alla fuga dall'ospedale) e gli ultimi 20 minuti alla fine mi son piaciuti.
Salvabili sicuramente location e la violenza/splatter che abbonda durante tutta la visione.
Meno bene invece regia e recitazione , pessimi invece montaggio e sceneggiatura in primis che è di una incertezza davvero irritante.
Non è che sto film faccia schifo, anzi a suo modo può piacere, ma lòa parte centrale proprio non l'ho gradita e come già detto ste trovate per me dissacrano dei miti.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  03/10/2017 00:36:26
   6 / 10
Horror classico che non si discosta da altre pellicole del genere né aggiunge nulla al personaggio di Leatherface. Nel complesso, risulta comunque un film guardabile.

Invia una mail all'autore del commento ziokartella  @  02/10/2017 09:47:01
   6 / 10
Pre-prequel con luci ed ombre ma in definitiva positivo...forse, per quanto non manchi lo splatter e qualche momento di pura crudeltà, ho sentito la mancanza di quel senso di "putrido" e "marcio" dei capitoli originali della saga...è un film forse troppo patinato e che quasi potrebbe vivere di vita propria rispetto ai capitoli successivi, ma che comunque ha i suoi lati positivi e un finale sensato che lo collega idealmente a tutto il resto della storia, a qualcuno piacerà e ad altri sembrerà un film inutile, temo solo che vedranno al luce altri sequel "paralleli" in stile Halloween di Rob Zombie, speriamo non con gli stessi risultati.

Wilding  @  24/09/2017 11:55:43
   5½ / 10
Horror splatter così così, richiama lo stile anni 80-90 ma non riesce ad uscire dalla mediocrità.

cds2k72011  @  22/09/2017 15:07:36
   4 / 10
Questo film non significa niente tra i peggiori di questa bruttissima annata horror.
Un giorno riusciranno a rifare un buon film horror?

Manticora  @  21/09/2017 22:17:00
   6½ / 10
Bustillo e Maury girano un prequel incentrato su Letherface che rappresenta un tassello per un im-possibile nuovo franchise. Siamo al film numero otto sulla famiglia di cannibali più famosa della storia del cinema ma il risultato è centrato solo in parte.
Il casting annovera Lili Taylor, più Stephen Dorff, come sceriffo psicato, anche se il ruolo è poco approfondito e per forza di cose è solo un pretesto. L'idea di nascondere il ragazzo che diventerà letherface tra altri disturbati è probabilmente la cosa migliore del film. Perchè fino a tre quarti della pellicola non sappiamo chi è tra i quattro fuggitivi, con ostaggio. Il gioco ovviamente ad un certo punto si svela da solo, e la storia ritorna su binari più prevedibili. Lo splatter e la violenza sono di discreto livello, anche se soprattutto nel finale risulta prevedibile e puro gore, i comprimari della famiglia funzionano meno che in altre situazioni, d'altronde siamo ad una rivisitazione della casa dei mille corpi anche questo non è un caso.
Soprattutto all'inizio il film fatica a girare quando ci mostra l'ospedale psichiatrico, con tutti i clishe del genere, la nuova infermiera, il direttore sadico, gli inservienti violenti. La fuga è orchestrata in maniera non credibilissima, comunque regge. Le location in Bulgaria sono un discreto surrogato del Texas, in definitiva il film si può guardare, ma certo è dimenticabile, anche se almeno fà dimenticare gli obbrobri di Nispel e compagnia.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  18/09/2017 12:16:46
   6 / 10
Non c'è tensione, ma in linea di massima è guardabile

Slipknot  @  17/09/2017 17:58:41
   6½ / 10
Primo tempo da 5, secondo da 6.5. Di media verrebbe arrotondato a 6 ma voglio dargli quel mezzo in più per quelle scene tipiche della serie che colpiscono ancora e qui non le hanno realizzate male...peccato che siano poche.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. Cosa è questo "Leatherface"?
É un tentativo un po' pretenzioso di voler (ri)scrivere gli esordi della saga concentrandosi sull'infanzia del killer Faccia di Cuoio. Ennesima spremitura della serie, ma c'è poco da fare: il meglio è nella seconda parte, quando ci sono le scene che hanno reso peculiari gli altri capitoli. Ciò può essere un bene o un male, dipende dal punto di vista. Bisogna guardare l'evidenza: viene esposta una prima parte "pionieristica", scritta ex novo, che, verrebbe da dire, prende un po' dalla cinematografia di Rob Zombie per spiegare la genesi del killer, con prima l'ospedale psichiatrico (Halloween) e poi la fuga dei pazzoidi (La casa del diavolo). Ma questa parte purtroppo sa di ben poco. O meglio, quando vuoi riscrivere da zero una parte di un pilastro del genere bisogna andare con i piedi di piombo e forse qua si è presa fin troppa libertà di interpretazione, facendo scattare un involontario gioco di domande del tipo "ma sto guardando un capitolo di Leatherface?". Mi dava l'idea di voler sfruttare il brand per dare al pubblico sì qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo anonimo e troppo scollegato dalla saga. A parer mio, uno script basato sull'infanzia di baby leatherface nella casa, con la famiglia, sarebbe stato più sensato e azzeccato.

Invece, in soldoni,

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anche se questo "gioco" in parte è servito, o almeno spero sia stato intenzionale, per creare il dubbio nello spettatore che si trova a porsi dei quesiti durante la visione

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Purtroppo, però, a minare ancora di più la prima parte, sono alcune scelte piuttosto stupide da parte dei personaggi

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Bella fotografia, sul pezzo, e pure le musiche nei momenti di tensione, queste ultime non sempre in altre scene (il pezzo western con i poliziotti potevano risparmiarsela).

In conclusione, la pellicola poteva essere migliore, ma non è stato un disastro totale. E' comunque un capitolo diverso dagli altri che sia per i fan della serie che del genere può essere guardato. Tra i due, i primi sono quelli che potrebbero rimanere più delusi.

john doe83  @  17/09/2017 00:32:23
   6½ / 10
Nulla di nuovo, i due registi francesi hanno preso sicuramente spunto da "la casa del diavolo" di R.Zombie, comunque il film non annoia mai e c'è una discreta dose di scene gore ben realizzate.

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