liberi armati pericolosi regia di Romolo Guerrieri Italia 1976
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liberi armati pericolosi (1976)

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locandina del film LIBERI ARMATI PERICOLOSI

Titolo Originale: LIBERI ARMATI PERICOLOSI

RegiaRomolo Guerrieri

InterpretiTomas Milian, Eleonora Giorgi, Stefano Patrizi, Venantino Venantini, Benjamin Lev

Durata: h 1.40
NazionalitàItalia 1976
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 1976

•  Altri film di Romolo Guerrieri

Trama del film Liberi armati pericolosi

Tre giovani di buona famiglia si macchiano di numerosi delitti. Braccati dalla polizia uccidono chiunque si trovi sulla loro strada.

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Voto Visitatori:   6,36 / 10 (7 voti)6,36Grafico
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Voti e commenti su Liberi armati pericolosi, 7 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Spotify  @  08/09/2019 02:38:54
   6 / 10
Thriller nostrano che va ad aggiungersi all'immensa sfilza di noir che hanno segnato gli anni 70 del cinema di genere italiano.
Non è uno dei migliori prodotti del suo tipo, è un film che ha potenzialità ma si perde in una sceneggiatura un po' superficiale e qualche sequenza bizzarra.
La trama è ambientata a Milano e vede tre ragazzi, denominati "Il Biondo", "Giò" e "Luis", compiere svariati atti criminali, come rapina e perfino omicidi. Sulle traccie dei giovani si mette un commissario, mentre Lea, la ragazza di "Luis", tenta di far desistere il suo fidanzato (che appare come il più insicuro del trio) dalle malefatte che sta compiendo insieme ai suoi complici.
Romolo Guerrieri firma una storia italiana di delinquenza giovanile, decidendo di ambientarla nell'elegante Milano, città che, ai tempi, di certo non era conosciuta per la criminalità, come magari potevano invece esserlo altre città italiane.
Guerrieri però, vuole dimostrare che la violenza e il crimine, non nascono solo in un determinato posto, ma possono facilmente perpetrare in luoghi più tranquilli e distinti. Quindi, agli occhi del regista, anche la signorile Milano non viene più resa immune al germe della delinquenza.
Oltretutto, i protagonisti del film, sono anche giovani di buona famiglia, non sono neanche degli sbandati, quindi c'è anche una profondissima critica ai genitori (come si può evincere dalla scena della conversazione tra i genitori dei ragazzi e il commissario), i quali non controllano a dovere i propri figli, lasciandoli alla deriva.
Naturalmente, l'altro tema caldo che il regista affronta, è quello della ribellione giovanile. Contro chi o cosa si ribellano questi giovani? Contro il sistema probabilmente, anche se non ci è dato saperlo con certezza. Forse fanno ciò che fanno anche per noia, stanchi di una vita vissuta sempre all'ordine delle regole. Quello che è certo, è che Guerrieri tocca un tema spinoso, il quale al giorno d'oggi fa ancora discutere.
La caratterizzazione dei personaggi è ottima: studiato bene l'ambiguo rapporto tra "Luis" e "Il Biondo", si tratta di un'amicizia strana, vincolata da un meccanismo contorto. Viene quasi l'idea che i due ragazzi siano innamorati l'uno dell'altro, ad esempio si vedano alcuni sguardi che i due si scambiano o anche lo stesso finale. Tutti elementi che lasciano presagire un rapporto che va oltre la semplice amicizia.
Ben distinti tra loro i tre ragazzi, in quanto ognuno ha il proprio carattere, il suo modo di affrontare le cose.
La suspense in alcune sequenze è ben costruita, pur senza una grande tecnica da parte di Guerrieri. Ad esempio, ho trovato davvero ben realizzata la scena del supermercato.
Bella anche la scena dell'inseguimento tra polizia e ragazzi, con ottime inquadrature da parte del director che fanno sentire lo spettatore dentro al film.
Il finale è parecchio scontato, ma chiude degnamente la pellicola. Drammatico e tragico al punto giusto.
Il cast se la cava: nessuno dei tre giovani è un fenomeno, però il ruolo dei tre delinquenti lo interpretano dignitosamente. Stefano Patrizi, nel ruolo del "Biondo", si fa odiare dall'astante quanto basta, Benjamin Lev, nel ruolo di "Giò" da quel tocco di ironia al film e Max Delys è forse quello che lascia meno il segno, troppo mono-espressivo.
Splendida Eleonora Giorgi, davvero incantevole. Recita abbastanza bene il proprio ruolo.
Il vecchio Tomas Milian è uno che ha sempre saputo il fatto suo e in questa pellicola lo conferma. Solita performance di carattere. Gran doppiaggio del grande Ferruccio Amendola.
Fa la sua comparsa anche un giovanissimo Diego Abatantuono.
La colonna sonora è quella tipica di questo tipo di film, quindi piuttosto allegra e solare, al contrario della pellicola che è dura.
I difetti non sono pochi e limitano parecchio la riuscita dell'opera. Innanzitutto alcune scene sono davvero assurde e poco credibili.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Il ritmo non è proprio dei più dinamici, anzi, in svariati frangenti, il film rallenta vistosamente, riproponendo sempre le stesse situazioni.
Nulla di che neanche la fotografia, i colori sono spenti.
La sceneggiatura è poco approfondita. Si ha l'impressione che molti aspetti potevano essere analizzati più a fondo, invece resta tutto in un clima di generale superficialità. Poi ci sono troppe sequenze ripetitive, quasi come se in determinate circostanze, le idee fossero venute meno. Idem per i dialoghi, non di certo originali ma spesso piatti e anch'essi ripetitivi. Un paio di colpi di scena sono ben piazzati e la narrazione in se non ha grosse falle, ma lo screenplay resta modesto.


Conclusione: nulla di che questo thriller, nettamente inferiore rispetto ad altri prodotti italiani usciti negli anni 70. Comunque, i suoi lati positivi ce li ha e alla fine la pellicola si lascia guardare. Però, si poteva fare di meglio.

6+

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  25/06/2019 14:36:01
   7 / 10
L'ho trovato, con le dovute distanze stilistiche, praticamente uguale a "Banditi a Milano" (con Milian che si ripete nello stesso ruolo); se il film di Lizzani si differenziava per l'appunto con un'impronta da cronaca e vagamente autoriale, qui la fanno da padrone esclusivamente gli elementi ed essenziali del genere poliziesco, e in casi come questo va benissimo.
Spietato, sufficientemente teso e senza fronzoli, con tre protagonisti convincenti (al minimo della caratterizzazione ma il giusto per capirne natura e motivazioni) e l'occhio che prende la sua parte con la bonissima Giorgi.
Grazioso il tema principale, anche se grazioso non è di certo il primo aggettivo che verrebbe in mente con materiale del genere, infatti ogni volta che lo si sente sembra di stare ad una scampagnata, un bel contrasto con le immagini di tre balordi che rapinano violentano ed uccidono senza freni e rimorsi.

In ogni caso, funziona senza sbavature.

Project Pat  @  22/10/2015 17:50:08
   4 / 10
Sarà che dal sottogenere non si potrebbe aspettare di vedere altro, personalmente però son stato a contemplare Eleonora Giorgi tutto il tempo e basta.
Poliziottesco fra i tanti di allora che vorrebbe essere sconcertante, ma che risulta di una ridicolaggine inaudita. Tra improbabili inseguimenti, cadaveri che si sprecano e regalate dosi di demenza vi è in compenso spazio per il cameo di un irriconoscibile Abatantuono, giovanissimo e sempre cresposo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/02/2014 00:17:29
   6 / 10
Pellicola non molto riuscita di Guerrieri sceneggiato da Di Leo da un racconto di Scerbanenco. Interessante è l'approccio stilistico che inizia come una storia di malavita ma con fortissime tinte noir, come interessante è l'interazione dei tre protagonisti a confronto con vari personaggi: si cerca di distinguerli ogni volta che agiscono o con delinquenti di piccolo cabotaggio, con connotazioni politiche o di criminalità organizzata. Esiste questa marcata separazione per descrivere la loro completa amoralità nei confronti degli altri che li accompagna in una escalation di violenza irrazionale e gratuita. Peccato che i tre attori principali non siano all'altezza del compito di dare una buona caratterizzazione dei personaggi perchè sarebbe scaturito un risultato migliore.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  21/05/2013 11:14:31
   7 / 10
Tre ragazzi della Milano bene si improvvisano rapinatori e assassini spietati. Assaltano benzinai, banche e supermarket per poi darsi alla macchia con la polizia che pur braccandoli con impegno non riesce a fermarli.
Ci si chiede cosa spinga questi poco più che adolescenti ad azioni del genere, Romolo Guerrieri utilizzando la commistione tra due racconti dello specialista Giorgio Scerbanenco punta il dito contro genitori distratti in modo un po' approssimativo, riuscendo comunque a dar peso al problema.
Lasciando da parte implicazioni sociologiche sviscerate solo in parte "Liberi armati pericolosi" , sceneggiato dal grande Fernando Di Leo, è un poliziottesco di buon livello concentrato più che altro sulle peripezie dei malviventi un po' come accadeva nel superlativo "Banditi a Milano" di Carlo Lizzani. La autorità vengono dipinte come incompetenti, cosa non certo rara in queste produzioni, e Tomas Milian nei panni del commissario affabula e accusa ma sul campo fallisce nel fronteggiare la situazione.
L'escalation violenta sembra inarrestabile e avvince pur denotando una certa ripetitività negli sviluppi. Non mancano però ritmo e azioni di un certo impatto in avvicinamento ad un finale scritto ma emblematico.
Discreto il lavoro degli attori anche se sopportare il demenziale John (Benjamin Lev) è un'impresa da santi. Curiosa la presenza di un giovanissimo Diego Abatantuono destinato a brutta fine, mentre Eleonora Giorgi va a braccetto con la bellezza, non con la recitazione.

peppe87  @  20/02/2013 02:56:01
   6½ / 10
3 ragazzi seminano morti e feriti tra milano e dintorni, inseguiti da tomas milian nella parte del duro commissario, ne viene fuori un bel filmaccio..
brava pure la giorgi, bel pezzo di faiga ai tempi d'oro...

benzo24  @  09/06/2008 12:19:04
   8 / 10
grande film, grandi interpretazioni, grandi dialoghi.

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