l'ultimo apache regia di Robert Aldrich USA 1954
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l'ultimo apache (1954)

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locandina del film L'ULTIMO APACHE

Titolo Originale: APACHE

RegiaRobert Aldrich

InterpretiBurt Lancaster, Jean Peters, Charles Buchinsky, Ian McDonald

Durata: h 1.29
NazionalitàUSA 1954
Generewestern
Al cinema nell'Agosto 1954

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Trama del film L'ultimo apache

Nel 1886 le truppe americane del colonnello Beck sconfiggono definitivamente gli indiani di Geronimo, che verranno deportati in una riserva. Uno di loro, Massai, decide di continuare la lotta. Catturato, fugge e trova rifugio nella fattoria di un indiano cherokee che lo esorta a desistere. Denunciato dal rinnegato Hondo, Massai viene ripreso ma fugge di nuovo e con la sua compagna Nanline si rifugia sulle montagne, dove la donna darà alla luce un figlio.

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Voto Visitatori:   7,85 / 10 (10 voti)7,85Grafico
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Voti e commenti su L'ultimo apache, 10 opinioni inserite

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stratoZ  @  01/07/2026 14:08:40
   7 / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Il valore del film è perlopiù dato dall'importanza storica, non eravamo nemmeno a metà anni cinquanta, eppure questo film - tra l'altro uscito lo stesso anno di quell'altra perla proto revisionista di "Broken Arrow" di Daves, a mio parere anche superiore - getta le basi per quella che sarà una vera e propria svolta per il genere a partire dagli anni sessanta, in un contesto hollywoodiano in cui ancora il western era anche un mezzo di propaganda per le, a loro detta eroiche, imprese di quei sanguinari dell'esercito statunitense, Aldrich realizza questo prodotto che invece prende il punto di vista di un nativo americano, il guerriero Massai, un giovane Apache che si ribella alla cattura della tribù e decide di continuare a vivere come faceva precedentemente, diventano un ultimo, instancabile, membro di una resistenza ormai estinta, una sorta di lotta contro i mulini a vento, in un sistema che ha convinto anche i capi indiani ad adattarsi alla nuova vita imposta dall'uomo bianco, un personaggio radicale e dall'ideologia inscalfibile che risulta anacronistico già sul finire dell'ottocento, ma proprio per questo si porta un idealismo, un legame alle sue tradizioni, una componente romantica, che riesce a creare una forte empatia.

La realizzazione a mio parere non è il massimo, parliamoci chiaro, Aldrich ha diretto film infinitamente superiori, e vedere Burt Lancaster col trucco da nativo è abbastanza inquietante, il film soffre un po' di quella patina da star system, con i due protagonisti che fondamentalmente sono due divi, la stessa compagna è interpretata da Jean Peters, e praticamente è una modella di Victoria Secrets dopo qualche sessione con la lampada abbronzante, entrambi con i denti bianchi splendenti e la ceretta appena fatta, vabè, a parte questi aspetti che mi hanno fatto un po' distaccare, il film in sé contiene anche alcune belle sequenze, come le varie imboscate di Massai alle infrastrutture moderne dell'uomo, che taglia cavi del telegrafo o causa diversi incendi alle cittadine, con quello spirito un po' anarchico un po' sovversivo che ancora si trascina ma che è destinato a contenere per via del rapporto con Nalinle, che scaturirà in una gravidanza, portandolo a cercare un compromesso, passando dall'essere un guerriero ad iniziare a coltivare il grano pacificamente, cosa che fino a poco tempo prima non avrebbe mai fatto.

Ed in questo concept, in fondo emerge quanto il film sia accomodante, col guerriero apache che viene portato ad un compromesso, lo stesso finale rappresenta l'arrivo di una nuova vita ed una simbolica pace tra l'ultimo rappresentante di quella fazione e l'uomo bianco che ormai controlla tutto, ma va bene, erano ancora gli anni cinquanta, la mentalità doveva cambiare e questi sono solo i prodromi di quello che stava per succedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/08/2025 17:14:49
   7 / 10
Non è il primo film che osserva gli indiani da una prospettiva diversa rispetto all'epoca, ma sicuramente uno dei pochi ad utilizzare il punto di vista di un nativo. Lancaster che interpreta l'indiano Massai fa un po' sorridere, tuttavia l'attore offre un'interpretazione con i fiocchi di un uomo combattuto fra l'odio verso i bianchi e gli indiani che si sono arresi ed il desiderio profondo di cambiare la sua vita, ben sapendo che il sentiero del guerriero può portare quasi sicuramente alla morte. Finale che ci può stare anche se un po' troppo buonista e diverso da quello concepito da Aldrich, meno consolatorio.

alex94  @  27/05/2023 09:26:09
   7 / 10
Da ricordare per essere uno dei primi film "dalla parte" degli indiani ma anche per mostrare l'interessante scontro tra culture completamente diverse ( ben subliminato quest'aspetto dall'arrivo di Massai in città).
Certo le ingenuità non mancano,Lancaster e la Peters pitturati di rosso non sono proprio molto convincenti come indiani ma tutto il contorno è realistico e convincente,splendidamente fotografato e curato nei minimi dettagli.
Peccato solo per il finale buonista e francamente fuori luogo,osteggiato da Aldrich ma fortemente voluto dai produttori e dallo stesso Lancaster.
Non mi ha fatto impazzire ma è un lavoro degno di attenzione.

daniele64  @  02/03/2016 16:33:46
   8 / 10
Un grande regista , un grande protagonista , un grande film . Uno dei primi che iniziava a fornire un punto di vista più obiettivo verso la controversa questione indiana . Storia semplice e coinvolgente in cui la cattiveria non sta più da una parte sola , anzi . Lancaster e la Peters non hanno magari i tratti somatici degli Apache ma suppliscono , specialmente lui , con delle ottime interpretazioni , vigorose e convincenti . Come dimenticare la lunga e magistrale scena che mostra lo sconcerto e lo straniamento di Massai quando arriva nella grande città di Saint Louis ? Il finale stona parecchio con le future tematiche autoriali di Aldrich e con i suoi eroi ribelli ed indomabili , soli contro il mondo . Pare che la conclusione ottimistica ( ma poco realistica ) sia stata imposta dalla produzione ( lo stesso Lancaster ) , ma io la ho apprezzata lo stesso : a volte gli eroi morti non sono necessari ...

topsecret  @  16/11/2012 10:24:46
   7 / 10
A mio parere il finale troppo buonista stride un po' con l'andamento della storia che fino a quel punto era stata caratterizzata da un cinismo e una crudezza di fondo ben esplicate soprattutto dal personaggio di Burt Lancaster, granitico ed implacabile indiano voglioso di libertà ed emancipazione.
Nonostante questo piccolo difetto, se così si può definire, il film possiede una buona forza visiva ed interpretativa che unita al ritmo cadenzato ed alla regia di Aldrich senza sbavature, lo porta ad essere un discreto western che unisce la durezza del genere alla più pacata ricercatezza dei sentimenti positivi.

Neurotico  @  16/05/2012 15:48:56
   9 / 10
Filmone, niente da dire. Un ritmo davvero serrato contraddistingue questo film. Mitica la figura di Massai, interpretato egregiamente da Lancaster. Non so quanto solito fosse negli anni '50 un film western che sposasse la causa indiana in modo così netto. I bianchi sono dei dominatori e sfruttatori che invadono le terre indiane per deportare i nativi, gli Apache, tra cui il grande Massai, un nemico da combattere e di cui diffidare. Massai pero' si rivelerà sì un combattente, ma dalla grande umanità.

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/05/2012 11.00.59
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  10/02/2011 14:00:22
   7½ / 10
Western a favore degli Indiani qui rappresentati addirittura da una star di Hollywood del calibro di Burt Lancaster che veste i panni dell'ultimo Apache disposto a combattere per la liberta'!
Avventura sentimentale rovinata in parte dal finale troppo ottimista per sembrare vero...
Le crude immagini di "soldato blu" sono ancora lontane e ci accontentiamo,per ora,di sognare a occhi aperti una realta' impossibile!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  15/11/2010 00:58:47
   7½ / 10
Un lungometraggio certamente a favore degli indiani, esce un po dagli schemi dei tipici film western di quegli anni.
La storia di un indiano che non vuole arrendersi all'esercito americano, ricca di valori molari e sociali di quell'epoca.
Peccato per il finale troppo buonista imposto dalla produzione, ma tutto sommato non incide sulla valutazione finale del film.
Insomma, un western tipico di quegli anni per quanto riguarda ambientazioni e scenografia, un po atipico invece per i messaggi che vuole lanciare e far capire.
Western molto positivo, da vedere.

DarkRareMirko  @  26/10/2009 00:13:50
   10 / 10
Capolavoro western di Aldrich di poco superiore anche a Vera Cruz (e qui ho detto praticamente tutto).

Il finale bonario, o comunque edificante, imposto dalla produzione lo si sente un pò troppo, ma è anche ad ogni modo indubbio che il lungometraggio sia palesemente a favore degli indiani.

Grande Lancaster in un western indimenticabile, con più di un brio e virtuosismo registico degno di nota (mi pare di ricordare ad esempio il lungo piano sequenza di Lancaster che si aggira in città) da vedere.

Dick  @  16/07/2007 00:32:32
   8½ / 10
Bel western che narra la storia di un indiano che quando Geronimo decide di arrendersi si rifiuta di avere un futuro da imbrigliato nelle riserve e comincia a vagare nello sconosciuto per lui uomo dei bianchi. Quando si sposerà però mettere il suo animo fiero e battagliero da parte per vivere con la moglie contivando i campi.

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