mank regia di David Fincher USA 2020
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mank (2020)

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locandina del film MANK

Titolo Originale: MANK

RegiaDavid Fincher

InterpretiGary Oldman, Amanda Seyfried, Lily Collins, Tuppence Middleton, Tom Burke

Durata: h 2.11
NazionalitàUSA 2020
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 2021

•  Altri film di David Fincher

Trama del film Mank

La Hollywood degli anni Trenta viene raccontata attraverso lo sguardo di Herman J, Mankiewicz. Critico sociale pungente e sceneggiatore alcolizzato, Mankiewicz Ŕ alle prese con l'ultimazione della sceneggiatura di Quarto potere per Orson Welles.

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Voto Visitatori:   6,36 / 10 (21 voti)6,36Grafico
Migliore fotografia (Erik Messerschmidt)Migliore scenografia (Donald Graham Burt, Jan Pascale)
VINCITORE DI 2 PREMI OSCAR:
Migliore fotografia (Erik Messerschmidt), Migliore scenografia (Donald Graham Burt, Jan Pascale)
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Voti e commenti su Mank, 21 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

TheLegend  @  06/05/2021 20:44:18
   4 / 10
Una noia mortale ma tecnicamente valido.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/04/2021 23:46:04
   5 / 10
"Quarto potere" mi ha fatto amare il cinema come non mai e mi ero messo di fronte al film di Fincher sicuro che potesse riportarmi in quell'aurea di grande cinema. Cosi non è stato...
Il peggior film di Fincher a mio avviso e un lungo monologo esistenzialista di uno sceneggiatore con problemi di alcol che deve in pochissimo tempo scrivere una sceneggiatura per un film.
Orson Welles, che forse meritava piu' spazio, è fuori dalla scena per gran parte del film che vive di veri e propri episodi non si sa bene a che scopo.
Nei vaneggiamenti alcolici di un ottimo Oldman, qui non ci piove, si parla molto di politica e questo forse potra' conquistare gran parte dell'America.
Non mi soffermo sul comparto tecnico ma mi chiedo se la scelta del bianco e nero abbia giovato in qualche modo...
Soporifero.

DankoCardi  @  31/03/2021 21:25:46
   5½ / 10
Lo sceneggiatore Herman J. Mankiewicz era già comparso, interpretato da John Malkovich, in "Rko 281" (film sulla lavorazione di "Quarto potere" bistrattato da tutti ma che a me era piaciuto). Sono un grande fan di David Fincher tuttavia questa pellicola l'ho trovata eccessivamente stucchevole, più che una celebrazione di un grande sceneggiatore mi è parso un ipocrita "mea culpa" dove Hollywood oggi tenta di pulirsi la coscienza riabilitando personaggi all'epoca ritenuti scomodi per le loro ideologie politiche. Tra l'altro quello che si vede, cioè il presunto scontro con il magnate W. R. Hearst non si sa nemmeno fino a che punto sia vero. La conseguenza è che il film risulta un compitino svolto per forza dove sia il regista che gli interpreti non si sforzano più di tanto (il grande Gary Oldman mai così deludente); nonostante i dialoghi ridondanti i personaggi risultano poco definiti, il continui salti temporali rendono la trama difficile da seguire e l'impressione che lascia è quella di aver assistito a due ore di nulla. Si salva solo la splendida fotografia in un bianco e nero patinato che ricorda bene i film degli anni '40.

Febrisio  @  20/03/2021 10:29:35
   8 / 10
Certe scene, alcuni dialoghi e citazioni sono quasi da manuale del cinema. All'inizio non credevo che un simile film stesse tra i prescelti agli oscar. Poi man mano vedi che non è solo un esercizio di stile. È cinema allo stato puro. Fincher non lascia nulla al caso in 2 ore di dialoghi in cui a volte ci si perde e risulta difficile comprenderne tutti i riferimenti, malgrado sia una stupenda visione di cosa accadeva in una hollywood tra gli anni 30 e 40 durante la stesura di un capolavoro del cinema. Può essere noioso a tratti, può essere geniale a tratti, però è Cinema con la C maiuscola.

Light-Alex  @  19/03/2021 12:15:36
   5 / 10
Classico film in cui Holliwood racconta e ricorda sè stessa.

Qui la trovata in effetti è veramente bella. In pratica il film racconta la genesi di una sceneggiatura vincitrice di un premio oscar, sceneggiatura la quale traeva spunto dalle vite private di alcuni personaggi di spicco della Holliwood a cavallo degli anni 30/40. Quindi il film tratta della storia personale dello sceneggiatore Herman Mankiewicz, ma parla anche dei fatti che lo hanno ispirato nella stesura di "Quarto Potere".
Purtroppo queste cose per capirle a pieno le ho dovute approfondire in un secondo momento rispetto alla visione del film.
Il film è di fatti pieno di riferimenti e citazioni che credo solo un grande appassionato, un amante del genere, o un addetto ai lavori riesce a cogliere.

E' un classico film in cui la trama, il citazionismo, la realizzazione tecnica, il B/N, omaggiano nel complesso una Holliwood del passato, quindi sicuramente strapiace alla critica.
Allo spettatore medio rimangono dei dialoghi assurdi (lunghi, complessi, ovviamente una citazione del cinema anni '30, ma tolto l'omaggio, più di due ore di film così sono difficili da digerire) e una trama non facilmente leggibile perché richiede un background di conoscenze.

Non per tutti, purtroppo ammetto anche io sono uno spettatore medio e l'ho trovato abbastanza noioso.

Manticora  @  02/03/2021 21:15:02
   8 / 10
Sicuramente Mank è un film che non piacerà al pubblico superficiale, annoiato e fanatico del consumo dello streaming. Perchè è un film ALTRO, fuori moda, in bianco e nero, con una storia che parla della storia del cinema, quello degli anni d'oro di Hollywood, che quasi 80 anni fà dopo l'invenzione del cinematografo si trasformava nell'industria cinematografica più importante del pianeta. Mankiewicz è Mank, la sua storia legata alla scrittura della migliore sceneggiatura mai scritta nella sua carriera, quella di Quarto Potere di Orson Welles. Ma è soprattutto un film sul cinema, sull'l'ambiente e quello che ne viene fuori, un film che mette al centro Gary Oldman, improbabile oscar ma interprete raffinato senza essere istrionico. Accompagna gli altri attori, tra cui anche una più che discreta Amanda S. il tutto dietro alla vicenda di William Randolph Hearst, a cui Quarto Potere è inspirato. tra dialoghi fulminanti, battute e freddure la vicenda di Mank in realtà scava molto più a fondo del semplice mondo hollywoodiano,ma analizza anche la libertà degli autori, il loro osare, spesso rischiare, uscendo dagli schemi precostituiti delle sceneggiature finanziate dalle Major, che spesso non sapevano neanche cosa stavano producendo. Nonostante la lunghezza il film scorre veloce, con la narrazione non lineare che si sposta avanti e indietro. Tutto per arrivare ad un finale, l'esistenza di Mank con le sue contraddizioni, ma anche la sua ironia e onestà, che lo porterà a vincere il suo unico oscar. Questo è il cinema e il regista di Denver l'ha capito benissimo. Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  06/02/2021 00:21:48
   8½ / 10
Mank è un biopic? Si, superficialmente lo è. E' un film sulla genesi di Quarto Potere? Si, ne offre lo sfondo, ma a Fincher non gliene può fregare di meno della disputa legale sulla effettiva paternità di quel capolavoro assoluto. L'incontro tra due geni, uno giovanissimo, enfant prodige di Hollywood a cui la RKO aveva dato carta bianca su tutto (l'unico ottimo contratto firmato da Welles in tutta la sua carriera lavorativa), l'altro il vecchio genio che malgrado le sue indiscusse capacità, si è lasciato inghiottire in un vortice di alcolismo ed autodistruzione. Welles è un personaggio che viene lasciato in disparte perchè ciò che Mankiewicz sceneggiatore mette in quello script sono le esperienze di un epoca cinematografica e non e sulla potenza di quel medium capace di far sognare o influenzare in positivo o in negativo le menti fino alla manipolazione. Basta vedere i falsi inserti elettorali per dimostrare una volta di più che le cosidette fake news sono vecchie quanto il mondo, come citava e citato a sua volta da Goebbels. Mank è lo spaccato di una golden age del cinema che grazie anche a Quarto Potere venne scardinata dal suo interno, dal nuovo modo di concepire e fare cinema e Fincher lo rende visivamente un'esperienza straordinaria per ricostruzione scenografica, fotografia ed una regia da applausi. Fincher è uno dei migliori registi del globo terracqueo e tanto di cappello al suo Mank. Gary Oldman da applausi a scena aperta.

Goldust  @  02/02/2021 09:28:37
   7½ / 10
Prima o poi un film su uno dei fratelli Mankiewicz qualcuno lo doveva pur girare e sono felice che alla fine questo qualcuno sia stato David Fincher. Pellicola dalla sceneggiatura ovviamente robusta, con un tappeto di dialoghi che farebbe impallidire i lavori dell'altro fratello, Joseph. Qui il protagonista è però Herman con il suo fare anticonformista ed i suoi eccessi, sempre in bilico tra il successo scintillante e la caduta rovinosa, schiavo dell'alcool e del suo modo di pensare sui generis. La sua vita ci è raccontata attraverso lo scontro a distanza con Orson Welles ( deludente nella veloce interpretazione di Tom Burke ) per la genesi di "Quarto potere" con i dubbi e le polemiche future che la sceneggiatura stessa si porta dietro. Una pellicola destinata agli amanti di un cinema classico più volte omaggiato che ci regala alcune sequenze eccellenti ( su tutte il primo incontro sul set di un film western tra il protagonista ed il magnate William Randolph Hearst, subito colpito dall'intelligenza salace di Mank ) ma anche, vista la lunghezza e la generale mancanza di azione, qualche passaggio più lento. Grandiosa fotografia in bianco e nero ed efficace prova di carattere di un Gary Oldman sempre più sfaccettato ( anche se diciamolo il suo Mank è un pò troppo fuori età ).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  30/01/2021 19:29:38
   6½ / 10
Fincher coglie nel segno l'essenza degli anni '30 con un ritratto in bianco e nero di un'epoca vissuta più sulle parole e sensazioni che sui fatti .
la scenggiatura tuttavia è un pò ripetitiva e c'e il rischio che se l'argomento non interessi ci si annoi ..
Bene Oldman , autore di un quasi "one man show" dato che oltre alla sua performance c'e' poco altro .. la Seyfried ha un personaggio troppo ingessato nel suo conformismo , mentre Burke nella parte di Welles è troppo marginale .
personaggi quindi che si potevano sviluppare meglio e di più magari sacrificando un pò della routine della vita di Mank .
Comunque resta un buon biopic , onesto e pulito nello svolgimento

antoeboli  @  28/01/2021 18:56:50
   4½ / 10
Mi dispiace dover mettere un voto del genere ad un opera del maestro Fincher,che qui dimostra ancora una volta che anche un bianco e nero vecchia scuola riesce a trasformarlo in magia,ma non ci siamo.
Il film è soporifero e inondato di momenti morti,dove a farla da padrone è piu la posizione politico sociale,che la storia personale di Mank.Raramente mi succede di perdere il filo durante i dialoghi,ma qui arrivi ad un punto da voler spegnere tutto.
Il film segue la via dettata negli anni 70 da un articolo di una giornalista sul famoso caso della sceneggiatura di Quarto Potere che per alcuni attribuita a Mank,per altri sia al primo che a O.Welles.

biagio82  @  10/01/2021 21:34:21
   7 / 10
un omaggio allo sceneggiatore di questo potere, in un film che omaggia quarto potere nella struttura a flashback, nel raffinato bianco e nero... e anche, purtroppo nei dialoghi datati, come andavano ai tempi.
il film scorre e si lascia guardare, retto dalla recitazione di Gary Oldman e da una regia sempre convincente.
è simpatico vedere la storia vera che ha portato alla scrittura di un film famoso, sia nelle cose arcinote, come l'alcolismo di mank o il fatto che abbia preso ispirazione da fatti e persone reali) che nelle cose meno note (l'incidente, le altre esperienze e conoscenze di holliwood, ecc.) ma il film soffre di 2 difetti abbastanza grossi, ovvero l'essere troppo lungo ed il fatto che per essere apprezzato davvero bisogna aver visto quarto potere, ed il secondo punto non è cosa da poco...

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  10/01/2021 12:16:07
   4½ / 10
Piatto, supponente, citazionista oltre le righe, in poche parole...noioso

marcogiannelli  @  09/01/2021 08:26:56
   8½ / 10
Mank è un film che ad una prima apparenza è semplice e di interesse tangenziale. Rivisto ne ho colto tutte le sfumature e ho imparato ad apprezzarlo.
E devo dire che non capisco chi dice che non racconti nulla o che sia troppo hyppato solo per i premi.
Beh, innanzitutto Mank è scritto da Dio.
I botta e risposta, i monologhi, tutto scritto da Dio, come se Woody Allen avesse trasferito a Jack Fincher il suo talento degli anni '70.
L'omaggio al cinema è davvero l'ultima tra le cose che Fincher vuole mettere in scena.
La storia di Mank è oscura e un film non rende giustizia e non dirà mai la verità su cosa sia successo veramente ai tempi. Però il buon David ci trasporta fatalmente in una Hollywood spietata e ricca di interessi e de omm e merd.
Prima della visione pensavo mi trovassi a dover vedere un backstage di Quarto Potere. Invece qui è la genesi di Charles Foster Kane come personaggio reale a venire esplorata.
Mostruoso Gary Oldman, no words, un gigioneggiante Herman J. Mankiewicz poetico ed ironico.
Pazzesca anche la fotografia "invecchiata", così come regia, montaggio, sonoro ecc., tecnicamente siamo nell'elite assoluta.

BlueBlaster  @  04/01/2021 15:29:34
   5½ / 10
La classica "Macchina da Oscar" questa volta di quel ruffiano di David Fincher (regista che agli esordi mi piaceva moltissimo)...
Notevoli gli aspetti tecnici con una enormità di omaggi e citazioni al Cinema degli anni '30 e '40, top la superba fotografia in B/N e di alto livello la recitazione.
Però è un tipo di film che annoia, specialmente un pubblico normale che poco conosce della vecchia Hollywood...troppi dialoghi che in pochi possono capire se non coloro che "vivono di Cinema".

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  28/12/2020 18:34:27
   7½ / 10
Un film interessante che ricostruisce bene un'epoca piena di fascino.
Non troppo scorrevole la visione se non si conosce Quarto Potere.
Ottima prova di Oldman e dell'intero cast.

mrmassori  @  28/12/2020 11:33:57
   7½ / 10
Bello e ottimamente interptetato e diretto da un Fincher in gran forma. Finalmente un bel tributo alla rivincita di Mank.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  24/12/2020 02:23:40
   7 / 10
Pellicola nostalgica sul periodo d'oro di Hollywood. Fincher ben dirige una pellicola curata che ricostruisce ottimamente gli anni '30 e poggia sull'ottima interpretazione di Gary Oldman. La sceneggiatura, che vorrebbe in qualche modo ricalcare la struttura stessa di Quarto Potere, con continui flashback, alla lunga risulta un po' fastiosa, tralasciando i dialoghi inverosimili, tipici del cinema anni '30, ma stucchevoli in un biopic odierno. Nel complesso risulta comunque un'opera assolutamente apprezzabile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  21/12/2020 23:52:20
   4 / 10
Un contesto storico ordinario reso nella maniera più piatta possibile.
Prendo atto che nella genesi del film più epocale e importante della storia del cinema, non ci sia nulla di memorabile da raccontare. In questo senso la sceneggiatura del padre di Fincher mi ha tolto un dubbio.

EddieVedder70  @  13/12/2020 23:09:09
   7½ / 10
Fincher si cità con l'occhiello bruciato sulla pellicola, ma poi realizza un'opera ben diversa da tutta la sua produzione. Reznor e Atticus si dimostrano trasformisti inaspettati nella bella colonna sonora. Il film girato in stile anni '40 appare più moderno nel linguaggio di moderni film di fantascienza. E' un'opera d'arte curata nel dettaglio. Interessante se si conosce "Quarto Potere" (che casualmente ho rivisto proprio pochi mesi fa), un po' dispersivo se ci si approccia con altre aspettative. Eccellente G.Oldman, ma funziona bene tutto il cast. Non un film pienamente nelle mie corde, ma bel film che non lascia spazi ad interpretazioni. Consigliato

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  13/12/2020 16:55:27
   8 / 10
Operazione km 0 nostalgia infinita, crescita di una sceneggiatura ostica, la stessa di America che fu poi Citizane Kane, la difesa a pohi poteri di uno sceneggiatore (la scrittura è sempre politica o non è) contro il sistema, i danari e lo stesso Orson Welles qui ridotto a genio dalla lampada rotta sebbene coraggiosa. Mank usa il resto del fegato funzionante per accalorare noi spettatori, per condividerne la resistenza inerme eppur selvaggia, combattuta fra la notte e il giorno, sempre e mai tradendo la propria filosofia, quella del perdente con dignità, quella degli oppressi di Camus, quella dello Straniero in terra natìa, trasformata in circo dal contesto politico, fra suicidi e prese di posizione e prese in posizione, in qui alla fine rivendica la sua, al microfono, vendetta liceale di un corpo allo stremo, mai domo, mai vinto, fino alla fine.

Mauro@Lanari  @  11/12/2020 11:14:20
   4 / 10
Saggio filologico di massmediologia fra Benjamin e Debord applicat'alla politica d'"House of Cards", Fincher è così impegnato ad analizzar'il passato per giudicar'il presente da offuscare Welles con la sua (auto)critic'al prometeismo. La colonna sonora di Reznor è abbastanz'orribile.

Mauro Lanari

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