mank regia di David Fincher USA 2020
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mank (2020)

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locandina del film MANK

Titolo Originale: MANK

RegiaDavid Fincher

InterpretiGary Oldman, Amanda Seyfried, Lily Collins, Tuppence Middleton, Tom Burke

Durata: h 2.11
NazionalitàUSA 2020
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2020

•  Altri film di David Fincher

Trama del film Mank

La Hollywood degli anni Trenta viene raccontata attraverso lo sguardo di Herman J, Mankiewicz. Critico sociale pungente e sceneggiatore alcolizzato, Mankiewicz Ŕ alle prese con l'ultimazione della sceneggiatura di Quarto potere per Orson Welles.

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Voto Visitatori:   6,45 / 10 (11 voti)6,45Grafico
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Voti e commenti su Mank, 11 opinioni inserite

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biagio82  @  10/01/2021 21:34:21
   7 / 10
un omaggio allo sceneggiatore di questo potere, in un film che omaggia quarto potere nella struttura a flashback, nel raffinato bianco e nero... e anche, purtroppo nei dialoghi datati, come andavano ai tempi.
il film scorre e si lascia guardare, retto dalla recitazione di Gary Oldman e da una regia sempre convincente.
è simpatico vedere la storia vera che ha portato alla scrittura di un film famoso, sia nelle cose arcinote, come l'alcolismo di mank o il fatto che abbia preso ispirazione da fatti e persone reali) che nelle cose meno note (l'incidente, le altre esperienze e conoscenze di holliwood, ecc.) ma il film soffre di 2 difetti abbastanza grossi, ovvero l'essere troppo lungo ed il fatto che per essere apprezzato davvero bisogna aver visto quarto potere, ed il secondo punto non è cosa da poco...

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  10/01/2021 12:16:07
   4½ / 10
Piatto, supponente, citazionista oltre le righe, in poche parole...noioso

marcogiannelli  @  09/01/2021 08:26:56
   8½ / 10
Mank è un film che ad una prima apparenza è semplice e di interesse tangenziale. Rivisto ne ho colto tutte le sfumature e ho imparato ad apprezzarlo.
E devo dire che non capisco chi dice che non racconti nulla o che sia troppo hyppato solo per i premi.
Beh, innanzitutto Mank è scritto da Dio.
I botta e risposta, i monologhi, tutto scritto da Dio, come se Woody Allen avesse trasferito a Jack Fincher il suo talento degli anni '70.
L'omaggio al cinema è davvero l'ultima tra le cose che Fincher vuole mettere in scena.
La storia di Mank è oscura e un film non rende giustizia e non dirà mai la verità su cosa sia successo veramente ai tempi. Però il buon David ci trasporta fatalmente in una Hollywood spietata e ricca di interessi e de omm e merd.
Prima della visione pensavo mi trovassi a dover vedere un backstage di Quarto Potere. Invece qui è la genesi di Charles Foster Kane come personaggio reale a venire esplorata.
Mostruoso Gary Oldman, no words, un gigioneggiante Herman J. Mankiewicz poetico ed ironico.
Pazzesca anche la fotografia "invecchiata", così come regia, montaggio, sonoro ecc., tecnicamente siamo nell'elite assoluta.

BlueBlaster  @  04/01/2021 15:29:34
   5½ / 10
La classica "Macchina da Oscar" questa volta di quel ruffiano di David Fincher (regista che agli esordi mi piaceva moltissimo)...
Notevoli gli aspetti tecnici con una enormità di omaggi e citazioni al Cinema degli anni '30 e '40, top la superba fotografia in B/N e di alto livello la recitazione.
Però è un tipo di film che annoia, specialmente un pubblico normale che poco conosce della vecchia Hollywood...troppi dialoghi che in pochi possono capire se non coloro che "vivono di Cinema".

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  28/12/2020 18:34:27
   7½ / 10
Un film interessante che ricostruisce bene un'epoca piena di fascino.
Non troppo scorrevole la visione se non si conosce Quarto Potere.
Ottima prova di Oldman e dell'intero cast.

mrmassori  @  28/12/2020 11:33:57
   7½ / 10
Bello e ottimamente interptetato e diretto da un Fincher in gran forma. Finalmente un bel tributo alla rivincita di Mank.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  24/12/2020 02:23:40
   7 / 10
Pellicola nostalgica sul periodo d'oro di Hollywood. Fincher ben dirige una pellicola curata che ricostruisce ottimamente gli anni '30 e poggia sull'ottima interpretazione di Gary Oldman. La sceneggiatura, che vorrebbe in qualche modo ricalcare la struttura stessa di Quarto Potere, con continui flashback, alla lunga risulta un po' fastiosa, tralasciando i dialoghi inverosimili, tipici del cinema anni '30, ma stucchevoli in un biopic odierno. Nel complesso risulta comunque un'opera assolutamente apprezzabile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  21/12/2020 23:52:20
   4 / 10
Un contesto storico ordinario reso nella maniera più piatta possibile.
Prendo atto che nella genesi del film più epocale e importante della storia del cinema, non ci sia nulla di memorabile da raccontare. In questo senso la sceneggiatura del padre di Fincher mi ha tolto un dubbio.

EddieVedder70  @  13/12/2020 23:09:09
   7½ / 10
Fincher si cità con l'occhiello bruciato sulla pellicola, ma poi realizza un'opera ben diversa da tutta la sua produzione. Reznor e Atticus si dimostrano trasformisti inaspettati nella bella colonna sonora. Il film girato in stile anni '40 appare più moderno nel linguaggio di moderni film di fantascienza. E' un'opera d'arte curata nel dettaglio. Interessante se si conosce "Quarto Potere" (che casualmente ho rivisto proprio pochi mesi fa), un po' dispersivo se ci si approccia con altre aspettative. Eccellente G.Oldman, ma funziona bene tutto il cast. Non un film pienamente nelle mie corde, ma bel film che non lascia spazi ad interpretazioni. Consigliato

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  13/12/2020 16:55:27
   8 / 10
Operazione km 0 nostalgia infinita, crescita di una sceneggiatura ostica, la stessa di America che fu poi Citizane Kane, la difesa a pohi poteri di uno sceneggiatore (la scrittura è sempre politica o non è) contro il sistema, i danari e lo stesso Orson Welles qui ridotto a genio dalla lampada rotta sebbene coraggiosa. Mank usa il resto del fegato funzionante per accalorare noi spettatori, per condividerne la resistenza inerme eppur selvaggia, combattuta fra la notte e il giorno, sempre e mai tradendo la propria filosofia, quella del perdente con dignità, quella degli oppressi di Camus, quella dello Straniero in terra natìa, trasformata in circo dal contesto politico, fra suicidi e prese di posizione e prese in posizione, in qui alla fine rivendica la sua, al microfono, vendetta liceale di un corpo allo stremo, mai domo, mai vinto, fino alla fine.

Mauro@Lanari  @  11/12/2020 11:14:20
   4 / 10
Saggio filologico di massmediologia fra Benjamin e Debord applicat'alla politica d'"House of Cards", Fincher è così impegnato ad analizzar'il passato per giudicar'il presente da offuscare Welles con la sua (auto)critic'al prometeismo. La colonna sonora di Reznor è abbastanz'orribile.

Mauro Lanari

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