piano... piano, dolce carlotta regia di Robert Aldrich USA 1965
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piano... piano, dolce carlotta (1965)

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locandina del film PIANO... PIANO, DOLCE CARLOTTA

Titolo Originale: HUSH... HUSH, SWEET CHARLOTTE

RegiaRobert Aldrich

InterpretiBette Davis, Olivia de Havilland, Joseph Cotten, Agnes Moorehead, Victor Buono

Durata: h 2.13
NazionalitàUSA 1965
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 1965

•  Altri film di Robert Aldrich

Trama del film Piano... piano, dolce carlotta

Flashback, festa da ballo. Il boyfriend di Carlotta non è ben visto dalla famiglia della ragazza, una delle più facoltose del sud. Durante il party viene orribilmente massacrato a colpi di accetta. Anni dopo, Carlotta anziana vive nella stessa casa e non ha superato il trauma. La visita di una cugina non migliorerà le cose, e anzi farà uscire alla luce una orribile macchinazione.

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Voto Visitatori:   8,31 / 10 (31 voti)8,31Grafico
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Voti e commenti su Piano... piano, dolce carlotta, 31 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Goldust  @  22/08/2017 11:41:04
   8 / 10
ATTENZIONE SPOILER PRESENTI

Un sequel solo sulla carta del fortunato "Che fine ha fatto Baby Jane?", del quale riprende le medesime tinte horror e gli stessi slanci sadici. Due ore e un quarto di spaventi e colpi bassi sono forse troppe ed il finale è strumentalmente apparecchiato perchè si compia la facile vendetta di Carlotta però il film di Aldrich è un saggio horrorifico-psicanalitico praticamente insuperabile, calato in una dimensione barocca e quasi senza tempo esaltata alla perfezione da una splendida fotografia. Nella prima parte, dopo il superbo incipit dell'uccisione di John, il proscenio è tutto per la Davis nei panni di un'amabile pazza scatenata sempre sull'orlo di una crisi di nervi; pian piano che la storia si dipana emerge successivamente la gigantesca prova della De Havilland, capace di essere crudele e rispettabile nello stesso momento e nella stessa inquadratura. Amando molto la Crawford avrei pagato per poterla vedere al suo posto, ma sarebbe stato obiettivamente difficile fare meglio.

eruyomè  @  11/11/2015 12:52:36
   9 / 10
Film quasi perfetto. Il quasi è dovuto forse ad un fattore del tutto soggettivo: ho scoperto prima Baby Jane, e mi sono innamorata di quella Bette Davis sublime e inarrivabile.
So che non si dovrebbe, ma il paragone tra i due film proprio non mi riesce di non farlo.

Rimane il fatto che Bette Davis è anche qui stratosferica, seppur meno in primo piano, essendo naturalmente la storia più corale, (e anche più complessa e intricata), il che permette altresì di godersi appieno le performance a dir poco perfette di tutti i magnifici attori di contorno.

Alcune scene veramente da antologia. Ambientazione ed atmosfere a dir poco inquientanti e riuscitissime, ma non c'è nemmeno bisogno di dirlo. Aldrich sapeva decisamente il fatto suo. Che classe. Incredibile che questi film non risultino invecchiati per nulla, fanno ancora scuola (o, quantomeno, dovrebbero farla. Ce ne sarebbe un gran bisogno, a fronte di certi obbrobri contemporanei..).

3 risposte al commento
Ultima risposta 12/11/2015 14.25.25
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guidox  @  31/05/2015 20:58:07
   7½ / 10
se non ci fosse mai stato "Che fine ha fatto Baby Jane?", il voto sarebbe stato più alto.
perchè in fondo lo ricorda moltissimo, tanto che da quel che so doveva esserne una sorta di seguito a cui poi fu cambiata la sceneggiatura.
però funziona bene, la Davis è come sempre perfetta e anche tutti gli altri contribuiscono a rendere questo film un più che buon lavoro.
bene anche quel mix fra horror, drammatico e commedia, tutto miscelato sapientemente.

topsecret  @  23/02/2015 17:06:28
   7½ / 10
Lo sguardo della Davis fa gelare il sangue nelle vene, specialmente nella scena della cena "movimentata" con l'arrivo della cugina. Ma è nella stessa scena che si intuisce subito qualcosa che poi sarà svelato in corso d'opera, mantenendo comunque quell'aura di tensione e dramma psicologico che caratterizza tutta la pellicola di Aldrich. Se è vero che l'andamento della storia risulta intuibile, è vero anche che la performance di un ottimo cast riesce a mantenere vivo il coinvolgimento e l'interesse dello spettatore, culminando in un finale altamente drammatico e foriero di emozioni.
PIANO...PIANO, DOLCE CARLOTTA rappresenta a mio parere un discreto esempio di dramma psicologico, dettato dall'avidità e dall'invidia umana che conduce alla morte e al dolore, raccontato con un certo entusiasmo dal regista che però non si lascia prendere troppo la mano e riesce a proporre una storia funzionante e ad effetto.
Da vedere.

DogDayAfternoon  @  04/01/2015 14:10:05
   6 / 10
L'inizio è promettente, affascinante e intrigante anche se l'impostazione è praticamente la stessa di "Che fine ha fatto Baby Jane?". Peccato che dopo una buona prima mezz'ora il film diventi sempre più pesante e monotono, con un finale troppo teatrale (non per niente alcuni accostano il film al Grand guignol parigino). Bette Davis ripercorre un ruolo identico a quello di Jane Hudson anche se non desta le stesse emozioni, anche perché non si ritrova una spalla efficace come quella di Joan Crawford.

Insieme al suo predecessore è un film diverso dai canoni dell'epoca, ma mi sembrano entrambi fin troppo osannati.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  20/12/2014 21:40:59
   5½ / 10
Stessi difetti di "Che Fine ha fatto Baby Jane?" (di cui questo avrebbe dovuto essere il sequel diretto), maggiorati da una quasi totale assenza di suspense ed uno svolgimento piatto, inutilmente diluito e, per gran parte, prevedibile.
La "teatralità" di gesti e dialoghi e l'eccessiva enfasi messa in musiche spesso e volentieri inopportune di certo non aiutano; e anche se certe trovate visive riescono a fare il loro buon effetto inquietudine, il troppo comunque storpia quando si parla di sequenze paranoiche e/o oniriche.
Lungo, verboso e confusionario, si può dire che si regge tutto sulle spalle della straordinaria Bette Davis.

Proprio non riesco a capacitarmi del perché certi film vengano considerati capolavori, completi o sfiorati che siano.

hghgg  @  26/10/2014 16:14:37
   8½ / 10
Dopo il commento di steven23 non ho resistito alla tentazione di rivederlo e ho avuto di nuovo la stessa impressione della prima visione: "Che film della màdonna!"

Robert Aldrich dirige meravigliosamente questo oscuro affresco di follia e crudeltà umane, mancando solo di pochissimo i livelli stratosferici raggiunti con il suo precedente film e suo capolavoro "Che fine ha fatto Baby Jane ?".
In verità questo film ha ben poco da invidiare al suo predecessore, personalmente pongo "Baby Jane" mezzo gradino sopra solo grazie ad un'atmosfera ancora più opprimente e malata, ad una sceneggiatura ancora più coraggiosa e alle tematiche più intricate e complesse, che fanno del film del 1962 un vero e proprio capolavoro.

Ma "Piano... Piano, dolce Carlotta" sotto quasi tutti i punti di vista e sotto tutti gli aspetti tecnici è assolutamente da porre a pari livello al lavoro precedente di Aldrich; sono due pietre miliari fondamentali per chiunque sia appassionato di Thriller psicologici, i due anelli di congiunzione principali, assieme con l'Hitchcock coevo, tra il cinema thriller più datato e il Thriller moderno con quest'ultimo che in pratica nasce qui e qui tocca alcune delle sue vette più alte (questo, "Baby Jane" "Psycho" "Gli Uccelli"...).

Regia, tematiche, psicologia dei personaggi e sceneggiatura risultano mirabilmente moderni e tutt'ora freschi e per nulla datati, anche se il risultato risulta già un po' meno sconvolgente e strabiliante rispetto agli altri titoli sopraccitati. Erano anni in cui il cinema Thriller ormai era sempre più avanti, sempre più coraggioso, e registi e sceneggiatori scavavano sempre più a fondo in quell'abisso nero che è la mente umana; il thriller moderno era nato e si era imposto grazie a film rivoluzionari come questo.


Basterebbero i 10 minuti di prologo per certificare la grandezza del film, con una superba regia di Aldrich e con un livello d'attenzione mantenuto già alto nello spettatore, fino alla shockante sequenza

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER e con la scena nel salone da ballo con la protagonista che entra in scena sconvolta e con l'abito macchiato di sangue. Già è storia del cinema, poi c'è tutto il resto del film.

E davvero di sequenze eccellenti e indimenticabili ce ne sarebbero troppe da citare visto che Aldrich ne sparge per tutto il film; posso solo limitarmi a lodare una sceneggiatura solidissima che gestisce alla perfezione gli intrecci, le psicologie dei personaggi e lo sviluppo narrativo, riuscendo a tenere alta la tensione per l'intera durata senza calare un attimo, grazie ad ottime soluzioni narrative e ottimi dialoghi, il tutto ovviamente con un Aldrich in forma smagliante che ribadisco ogni 10 minuti ti regala una scena memorabile se non indimenticabile (tanto per dire, la scena clou del vaso, nel finale... Ma solo per dirne una eh, altrimenti la scena notturna durante la tempesta, l'allucinazione di Carlotta col mazzo di fiori-pistola, no ce ne sono troppe di grandissime scene, c'è anche tutta la parte della macchinazione finale con il

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER per far cadere definitivamente Carlotta nella spirale della follia e poi le rivelazioni finali ecc.)

Il film gioca meravigliosamente col contrasto tra follia, allucinazione, rimorso, sospetto, congiura e malvagità umana rendendo a volte labilissimo il confine che separa questi elementi e regalando momenti di inquietante tensione "ultraterrena" vicina all'horror più raffinato; questo elemento non svanisce nemmeno una volta scoperti gli altarini dell'egoistico e crudele piano tutto frutto in realtà di terrenissime cupidigia e invidia e tale scelta a me ha mandato in "brodo di giuggiole".

Dimentico qualcosa ? Ah si Bette Davis, perché devo anche dire qualcosa sulla Davis che non abbia già detto commentando "Baby Jane" ? Basta vedere il film per rendersi conto una volta di più che ci troviamo di fronte ad una delle più grandi attrici di tutti i tempi, una di quelle elette "da Olimpo", una delle intoccabili, lassù insieme alla Bergman, alle Hepburn e continuate pure voi se volete, la lista non è lunga. In ogni caso lei straordinaria in un ruolo meno complesso e intricato rispetto a Jane (uno dei personaggi più strutturati e complessi di sempre mica pizza e fichi) e più chiaramente da vittima questa volta, ma l'interpretazione è ovviamente, perfetta anche in questo caso.

La prova della de Havilland in questo senso mi ha colpito di più nel senso che la sua bravura qui si nota particolarmente tanto da farmi pensare che la perfezione della Davis più che offuscare gli altri attori gli spingesse anzi a tirare fuori il meglio. Tra quelle che ho visto questa è una delle migliori interpretazioni della deHavilland, davvero gelida, sibillina e tremendamente odiosa come ruolo richiedeva. Grandissima.

Rimane la curiosità di sapere cosa sarebbe successo se al suo posto ci fosse stata di nuovo Joan Crawford come inizialmente previsto eh eh, sarebbe stata la sua vendetta. Con la deHavilland è stata un'altra storia, lei con la Davis era in ottimi rapporti; poi vabè sono ovviamente grandissime attrici e quindi ciò nulla cambia e nulla toglie alle loro sublimi interpretazioni, entrambe perfettamente calate nei loro personaggi, senza contare che (visto che Carlotta e Miriam sono cugine) la deHavilland non è seconda a nessuno quando si tratta di odio parentale eh eh eh...

Bravi in ogni caso tutti gli attori che ben interpretano i loro personaggi tutti credibili e ben scritti. Dall'ultima interpretazione di Mary Astor nei panni del fondamentale personaggio di Gemma Mayhew, alla convincente prova di Joseph Cotten passando per il memorabile personaggio della domestica interpretato da Agnes Moorhead (questi ultimi due sono vecchie conoscenze di Orson Welles).

A proposito ma

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.

La gestione del ritmo e della tensione poi sono talmente perfette che il film, pur nella sua pesante spirale di crudeltà e follia, il che lo rende un film piuttosto cupo e oscuro, fila via liscio come l'olio, meritando più di una visione, come nel mio caso.

Grandissimo film quindi, alle soglie del capolavoro già toccate da Aldrich con "Che fine ha fatto Baby Jane?" e insieme a quest'ultimo pietra miliare del thriler moderno, immancabile visione per ogni appassionato.

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Ultima risposta 26/10/2014 20.31.51
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steven23  @  24/10/2014 20:29:59
   9 / 10
Piccola premessa, adoro questo tipo di film e il voto potrebbe essere di parte... il fatto, poi, che la protagonista sia una certa Bette Davis accentua ancor di più il tutto!!

A parte la possibile soggettività del mio voto direi che su una cosa non si può non essere d'accordo. Questo è un gran film!! Dopo il clamoroso "Che fine ha fatto Baby Jane" Aldrich riesce a ripetersi mancando il bersaglio grosso (eguagliare il precedente lavoro) davvero di poco.
Inizialmente concepito come il seguito della pellicola sopra citata, questo "Piano... piano, dolce Carlotta" ha poi preso una strada a sé per svariati motivi, e la scelta non credo l'abbia in alcun modo penalizzato anzi, un seguito avrebbe corso il rischio di presentare una vicenda che mancasse di freschezza, cosa che qui non accade affatto.
Tutto si apre durante una festa da ballo. Carlotta, figlia di una delle famiglie più ricche del sud, ama un uomo che, oltre ad essere già sposato, non è ben visto dal padre. Pochi minuti e assistiamo al terribile omicidio dello stesso ragazza con un accetta. Anni e anni dopo Carlotta, divenuta anziana, vive da sola nella stessa casa del fattaccio. Non ha superato il trauma e mostra evidenti cenni di squilibrio mentale. Il tutto non farà che intensificarsi con la notizia dell'esproprio della villa e, soprattutto, con l'arrivo della cugina, il quale porterà a galla più di un segreto.
Da dove partire? Ho assistito a una pellicola di spaventosa bellezza e mi riesce difficile persino cominciare da qualche parte. Vabbé, credo che la regia di Aldrich meriti il primo posto. In una parola? Pazzesca!! E lo si capisce già dal prologo, con la scena dell'omicidio che ricorda molto da vicino quella di "Psyco", subito seguita da quella in cui assistiamo all'entrata nel salone di Carlotta... l'inquadratura che abbraccia tutti gli invitati con lei e il suo abito macchiato di sangue sulla soglia è davvero fantastica. Ma non è finita qui, ci sarebbero decine di scene degne di nota, dai primi piani sugli sguardi spiritati della Davis a una delle scene più belle, il flashback poco prima del finale in cui abiti e persone risaltano quasi avessero un'aurea angelica. Fa specie usare l'aggettivo "angelica" per una storia così, ma è proprio il primo termine che mi è venuto assistendo alla scena.
Non meno importante risulta essere l'atmosfera. Proprio grazie alla fantastica regia di Aldrich riesce ad ergersi a motivo principale della pellicola, esattamente come accaduto nel lavoro precedente. Là, se possibile, era ancora più opprimente e malata, ma pure qui non si scherza.
La colonna sonora, unita ai suoni e i rumori che disturbano la mente già provata di Carlotta sono davvero notevoli.
E poi c'è il cast!!
Aldrich conclude il processo di rinascita della Davis riproponendola anche qui e dando così inizio a quella che sarà la terza e ultima fase della sua straordinaria carriera. E lei non delude le aspettative... ciò che le manca fisicamente rispetto agli anni migliori viene ampiamente ricompensato da un'espressività spaventosa; poi quegli occhi!! Certo, gli occhi più belli di tutta Hollywood secondo molto, ma allo stesso tempo anche i più inquietanti quando li spalanca in preda all'ira o al risentimento. E' davvero favolosa e mi fermo qui.
Non delude nemmeno la sua controparte femminile, quella cugina inizialmente affidata alla Crawford la quale, però, ha dovuto abbandonare il set per problemi di salute. Il cambio con la De Havilland non toglie nulla al personaggio... quest'ultima si mostra cinica e spietata quanto avrebbe potuto esserlo la stessa Joan. In più la sua espressività delicata e poco appariscente fa da perfetto contrasto con quella esplosiva della Davis.
Senza dimenticare gli altri, dalla Moorehead alla Astor (qui al suo ultimo film) passando per un Joseph Cotten assolutamente credibile.
Mezzo capolavoro!!!

6 risposte al commento
Ultima risposta 25/10/2014 11.29.39
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Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  21/05/2012 22:13:21
   8 / 10
Una donna, il suo amante, la moglie di quest'ultimo. Si parte da qui, dal triangolo più famoso del mondo, da questo crocevia di sentimenti che ha causato più danni di due guerre mondiali, ha distrutto famiglie, provocato omicidi, violenza, suicidi, disperazione, follia.
Carlotta è giovane, al cuor non si comanda, è innamorata di un uomo che è proprietà di un'altra donna, i due vogliono fuggire insieme, è naturale quando ci si ama, chi invece non gode più del privilegio di questo sentimento ha l'arduo compito di rassegnarsi a tale cambiamento, bisognerebbe accettare le distorsioni della natura, la quale stabilisce che nulla dura in eterno, ma non è così, anche il padre di Carlotta non vede di buon occhio la cosa, c'è da fare i conti anche con l'onore, fatto sta che tutto finisce in una pozza di sangue, una testa, rotolando, vede per alcuni secondi il proprio corpo ad un paio di metri di distanza e tutto quel castello proibito costruito con tanta abnegazione e coraggio crolla sotto le macerie del rancore e dell'odio. Carlotta in un attimo perde il motivo della sua esistenza e con i titoli di testa, non quella decapitata, inizia il film.
Ritroviamo Carlotta 37 anni dopo, nella stessa casa, invecchiata come invecchia chi passa le giornate a pensare a chi non c'è più e con qualche rotella fuori posto, la vita può far veramente male e per molti l'unica cosa da fare è far del male alla vita stessa, 1 a 1 e palla al centro, l'abbrutimento fisico e morale è la risposta di Carlotta all' insensibile cattiveria del destino, che importa essere considerata da tutti una povera pazza quando l'oggetto del tuo desiderio non c'è più? Ha più un senso cercare la luce quando all'interno dell'animo si è fatto buio? Ad un certo punto però arriva un problema che deve essere risolto, la casa dove sono custoditi i ricordi, brutti, ma pur sempre ricordi, deve essere abbattuta, Carlotta si oppone con tutta la volontà ma non basta, in suo aiuto accorre una cugina, Miriam, dolce e sensibile ma…… .
Thriller audace di poco inferiore al precedente "Che fine ha fatto Baby Jane?", dove a prevalere è sempre il rapporto tra le due protagoniste. La Havilland sostituisce egregiamente Jane Crawford ammalata, l'incredibile fascino di questa donna non finisce mai di stupirmi, è stupenda, si dice che l'occhio vuole la sua parte, non riesco a non considerare un valore aggiunto la sua presenza in un film. Immensa ,come sempre, Bette Davis.
Consigliato anche agli amanti del genere horror, ma non quello che ti fa rivoltare lo stomaco stile Bear Grylls dopo una bella mangiata di larve di punteruolo rosso, direi che siamo a metà tra l'horror gotico ed il melodramma, gli horror "disturbanti" li lascio a Goat, Kommando e C. , non ho quella predisposizione, per i miei gusti è più che sufficiente questo.

7219415  @  24/02/2012 01:08:53
   7 / 10
Ottime interpretazioni...anche la trama ...peccato che prima che succeda "tutto" è un po' noioso...insomma poteva tranquillamente durare una mezzoretta di meno...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  30/10/2011 22:49:39
   7½ / 10
Un thriller di prima classe. Aldrich era un vero maestro di tensione in quegli anni, aveva uno stile invidiabile e tutto suo.
Inquadrature studiate, luci e ombre perfette, picchi di suspense veramente buoni. E ovviamente, ottime interpretazioni.
Peccato che i finali dei film di questo regista non li capisco mai.

Oskarsson88  @  27/09/2011 14:31:09
   8½ / 10
Eccellente opera di Aldrich che parte un po' in sordina ma che mano mano che avanza cresce e si dirama sempre più, con le sue soprese e congetture. Fenomenale la "pazza" Bette Davis, ma bravi anche gli altri attori, si mischiano qui thriller, dramma ed horror con scene psicologicamente notevoli ed un pizzico di macabro. Suggestiva la canzone scritta da John per Charlotte. Un film non indifferente. Appena posso mi guardo anche il predecessore "Che fine ha fatto Baby Jane"!!

Norgoth  @  14/08/2011 13:16:01
   9½ / 10
Questo film era stato concepito come seguito di "Che fine ha fatto Baby Jane?" e... beh, penso proprio che non si potesse fare di meglio.
L'atmosfera è tetra ed angosciante quasi quanto il "predecessore", Bette Davis sugli scudi, anche se la co-protagonista Olivia de Havilland non scherza. Personaggi uno più cinico dell'altro, una storia davvero inquietante.
Inoltre, scorre che è un piacere, nonostante sia basato spesso sui dialoghi.
Molto molto bello.

Lory_noir  @  04/08/2011 12:25:01
   9 / 10
Un thriller psicologico che ti attanaglia. Due interpretazioni da manuale. Io adoro questo genere di film e queste grandi attrici che rimarranno per sempre nella memoria degli amanti del cinema di quegli anni.

looking-glass  @  05/10/2010 11:00:25
   8½ / 10
Bette Davis insieme a Olivia De Havilland riescono a bissare il successo di "Che fine ha fatto Baby Jane?" con questo film che in principio era stato concepito proprio come il sequel del precedente e in cui era riprevista la coppia Davis - Crawford, ma quest'ultima rifiutò. La De Havilland è una perfetta sostituta, diversa da Joan Crawford ma gelida e spietata nonchè ottima.
Tutta la storia è pervasa da atmosfere claustrofobiche col botto, il bianco e nero poi completa l'espressività tetra e agghiacciante.
Classico!

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Ultima risposta 05/10/2010 11.03.56
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  10/08/2010 23:53:07
   7½ / 10
Più coralità rispetto a Baby Jane, storia intrigante e una Olivia De Havilland bravissima nel tratteggiare un personaggio degno di una vipera. Non da meno Joseph Cotten e Agnes Moorehead.

pinhead88  @  07/03/2010 01:44:56
   9 / 10
Gran film.Aldrich era un genio nel creare atmosfere morbose e suggestive sempre in un contesto di appassionanti grand-guignol come anche "che fine ha fatto Baby Jane".La Davis sublime come sempre.

DarkRareMirko  @  20/11/2009 00:01:57
   9½ / 10
Grandissimo thriller con venature horror del grande Aldrich, regista che davvero sapeva cavarsela egregiamente in generi radicalmente diversi fra loro (western, thriller, ecc.); l'interpretazione della Davis è davvero formidabile, così come l'incatenarsi degli eventi fra di loro - merito di una sceneggiatura molto curata -, che poi si trascineranno in un finale, molto buono, un pò aperto e dove soprattutto tutti i nodi tornaneranno al pettine.

La tensione non manca (merito pure della sinistra villa che fà da background alla storia), così come l'interesse spriginonato seguendo le peripizie di sinistri ed ambigui, nonchè ottimamente caratterizzati, personaggi.

Da non perdere.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  27/09/2009 16:46:05
   9 / 10
Splendido thriller nel profondo sud degli Stati Uniti, con venature horror e ampi squarci melodrammatici. Grandiosa e commovente prova attoriale dell'insuperabile Bette Davis, che con un suo solo sguardo riesce a comunicare allo spettatore più che con mille parole. Alla sua altezza la De Havilland, in un ruolo insolitamente perverso per lei, e la mai abbastanza lodata Agnes Moorehead, attrice wellesiana saputasi adattare a qualsiasi ambiente cinematografico, tv compresa. La regia di Aldrich unisce durezza e delicatezza con magico equilibrio. Il film mette i brividi e si tifa a più non posso per la tenera Carlotta. Da vedere, un vero cult!

Sestri Potente  @  27/05/2009 20:31:16
   8½ / 10
Un grande thriller d'altri tempi. La storia è veramente agghiacciante, e alcune scene sono cariche di tensione: oltretutto, la fotografia e l'uso sapiente dei suoni danno quel taglio realistico che è difficile trovare anche oggi in un film di questo genere.
Bette Davis spettrale e immensa, decisamente una spanna sopra tutti gli altri (bravissimi) attori che popolano questo claustrofobico film d'annata.
Consigliatissimo.

private_joker  @  30/04/2009 16:14:00
   9 / 10
Bello, veramente bello! Devo ammettere, con una certa vergogna, che non avevo mai visto un film con Bette Davis, questo è stato il primo.
Uno splendido dramma/thriller psicologico, diretto da Aldrich in maniera perfetta e con un trio di attori in stato di grazia. L'espressività della Davis buca letteralmente lo schermo, in netto contrasto con la dolcezza

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER della DeHavilland. Un altro personaggio che mi è piaciuto molto è stato quello di Velma, la governante brontolona. Veramente ben fatte anche le scene delle "visioni" di Carlotta, con quella bellissima canzone, la testa e la mano mozzate del fidanzato morto... Finale perfetto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  30/04/2009 15:56:52
   8 / 10
Agghiacciante e atmosferico dramma diretto magistralmente da Robert Aldrich, un grande. Elementi bizzarri, fantasmi del passato e un ottima fotografia compongono quest'opera che vede protagonista Bette davis che è uno spettacolo con quei 2 suoi occhioni. Intrigante tutto il film che non ti annoia mai. Assolutamente da vedere.

france  @  29/11/2007 10:14:22
   9½ / 10
fino a due settimane fa non sapevo neanche chi era aldrich e nemmeno bette davis...
sono contento di aver recuperato un po
gran bel film

Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  26/07/2007 13:54:08
   7 / 10
il prosieguo mentale di "che fine ha fatto baby jane", ma che resta un passo indietro.
Belle le atmosfere e una messa in scena curata nei minimi dettagli, ci portano ad una vaga inquietudine. Peccato però che pur nella sua insana maestria questa volta Bette Davis sia ingabbiata in uno script che non la rende il fulcro dell'orrore.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohà  @  08/05/2007 15:10:42
   8 / 10
Davvero favoloso.
Essendo poi un film in bianco e nero, il regista usa luci ed ombre in modo fantastico. Bette Davis ha, forse, il viso più espressivo di tutta la storia del cinema.
Sarà davvero pazza, povera Carlotta, innamorata da sempre dell'uomo ucciso barbaramente 40 anni prima?
Malgrado interpreti un personaggio molto vivace, molto frenetico e stizzoso, si sente in lei la dolcezza. Malgrado le apparenze, è molto indifesa.
Molto brava anche la suadente Miriam, sua cugina (Olivia de Havilland).

Che due disgraziati!

mikyross  @  28/02/2007 18:38:05
   8½ / 10
Dopo il ritorno di Bette Davis alla ribalta con una strepitosa Baby Jane, ecco una succulenta storia thriller con tanto di mano tagliata e lanci di fioriere! Bette Davis indomabile, satanica e beffarda contrasta una deHavilland apparentemente dimessa e mansueta. Le due attrici insieme sono veramente ben assortite. Se amo Bette Davis e non è il primo film in cui la elogio, sono rimasto positivamente colpito dall'interpretazione di Olivia deHavilland, che contrasta l'istrionismo di Bette con una ferma determinazione.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/04/2007 18.46.03
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  07/02/2007 11:17:26
   9 / 10
Ho rivisto con grande piacere questa pellicola che da bambino mi inquieto’ parecchio,a distanza di tanti anni mantiene immutato il suo fascino malsano e drammatico,risultando un film davvero imperdibile per gli amnati del thriller.
Cio’ che colpisce in primis è la perfetta messa in scena da parte del regista,Robert Aldrich,che sfrutta al meglio le potenzialita’ della magione in cui si svolgono i fatti,il gioco di chiaroscuri è sempre azzeccato e dona alla pellicola un sentore sinistro,claustrofobico che ben si adatta ai macabri accadimenti.
Perfetta ovviamente anche la regia,Aldrich si conferma un ottimo realizzatore di thriller con sfumature horror come aveva gia’ dimostrato in “Che fine ha fatto Baby Jane?”,parlare delle protagoniste potrebbe apparire superfluo tanto sono brave e perfettamente credibili,ma è doveroso farlo,Bette Davis e Olivia De Havilland(che sostitui’ all’ultimo momento Joan Crawford)infatti sfornano una performance eccellente.
Affascina anche la sceneggiatura che poggia su meccanismi perfetti, privi di sbavature,lasciando inoltre allo spettatore la possibilita’ di risolversi da solo qualche piccolo mistero lasciato in sospeso.
Nominato a sette premi Oscar non ne vinse neanche uno,ma rimane un classico da non perdere

tati  @  06/10/2006 11:09:18
   10 / 10
ripete degnamente il pathos e l'inarrivabile bravura degli interpreti di CHE FINE HA FATTO BABY JANE?.magnifica e insuperabile BETTE DAVIS !!!!!!!!!

fred legh davis  @  08/08/2006 13:55:32
   9½ / 10
dopo il fortunato "che fine ha fatto baby jane?"aldrich ci riprova con questo fantastico triller a tinte cupe con la grandissima bravissima e grandissima ancora BETTE DAVIS(2 oscar),la mitica e bellissima bravissima OLIVIA De HAVILLAND(2 oscar),JOSEPH COTTEN.AGNES MOOREHEAD(Endora in vita da strega)ke da un interpretazione magistrale, e un cammeo di un altra grande del passato MARY ASTOR(1 oscar).
con un cast del genere ci si deve aspettare x forza qlc di eccellente...e infatti...
vedetelo subito.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  02/08/2006 13:57:08
   8½ / 10
Ancora un'altra storia di misteri sepolti, di un passato che torna, di un'agghiacciante rivelazione della realtà, quella attuale. A due anni da "Che fine ha fatto Baby Jane?" Aldrich rinverdisce il mito di Bette Davis creando una storia che, come script, intriga ancor più del precedente.
Smussati gli angoli e i barocchismi del precedente, splendido film, l'autore riesce a costruire un magnifico binomio tra passato e presente, soprattutto nell'uso dei flashback che rimandano a una storia di profondo Sud pur con gli aspetti inquietanti e il grand-guignol che il soggetto richiede: non ci vuole molto a capire che il modello utilizzato è quello di Jesebel, cfr. "La figlia del vento", uno dei più grandi successi della Davis nel periodo d'oro della sua carriera.

Aldrich voleva riproporre il duetto con la Crawford, come in "Baby Jane", ed effettivamente fu proprio la Crawford a recitare il ruolo più feroce, quasi una rivincita dai soprusi subiti nel precedente film.
Ma alla fine una malattia la costrinse ad abbandonare il set, e lasciare il posto alla meno lasciva, ma altrettanto diabolica Olivia De Havilland.
L'ex-Melania di "Via col vento", dopo aver graziosamente strappato gli occhi al povero James Caan in un film pochi mesi prima ("Un giorno di terrore") dimostrò di essere ancora abilissima a recitare ruoli da autentica carogna.
Da segnalare anche la presenza di straordinari caratteristi come Agnes Moorehead (attrice favorita di Orson Welles) e Burgess Meredith nel ruolo del medico "benefattore".
E' a lui che lo spettatore deve far riferimento per svelare o comprendere il finale (v. spoiler)
Un film emozionante che riesce a trascinare il pubblico in un vortice di emozioni e inquietudini anche a distanza di decenni

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Ultima risposta 08/05/2007 15.18.48
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Zazzauser  @  21/07/2006 00:25:11
   8 / 10
Un horror/thriller in bianco e nero. Alle volte può sembrare non faccia effetto ma questo invece è girato benissimo ed interpretato altrettanto bene, la trama intricata e la cura dei personaggi fanno tenere col fiato sospeso. Lo stesso titolo mette molta curiosità... la perfida e maligna cugina di Charlotte nomina questa frase alla stessa facendola credere più pazza di quel che sembra e quel che sembrava in precedenza si rivelerà falso, tutto frutto di una macchinazione tenuta all'oscuro per 40 anni.
"Non accendere la luce! Con la luce tutto è falso. Il buio rende le cose vere. Vere ed immobili."

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