povere creature! regia di Yorgos Lanthimos Gran Bretagna 2023
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povere creature! (2023)

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locandina del film POVERE CREATURE!

Titolo Originale: POOR THINGS

RegiaYorgos Lanthimos

InterpretiEmma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Christopher Abbott, Suzy Bemba, Jerrod Carmichael, Kathryn Hunter, Vicki Pepperdine, Margaret Qualley, Hanna Schygulla

Durata: h 2.21
NazionalitàGran Bretagna 2023
Generefantascienza
Tratto dal libro "Povere creature!" di Alasdair Gray
Al cinema nel Gennaio 2024

•  Altri film di Yorgos Lanthimos

Trama del film Povere creature!

Età vittoriana. La defunta Belle Baxter viene riportata in vita dal brillante e poco ortodosso scienziato Dr. Godwin Baxter. Affamata della mondanità che le manca, però, Bella fugge con Duncan Wedderburn, abile e dissoluto avvocato che la coinvolge in una travolgente avventura attraverso i continenti. Libera dai pregiudizi del suo tempo, Bella è sempre più decisa nel suo proposito di difendere l'uguaglianza e l’emancipazione.

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Voto Visitatori:   8,08 / 10 (25 voti)8,08Grafico
Voto Recensore:   9,50 / 10  9,50
Miglior film commedia o musicaleMiglior attrice in un film commedia o musicale (Emma Stone)
VINCITORE DI 2 PREMI GOLDEN GLOBE:
Miglior film commedia o musicale, Miglior attrice in un film commedia o musicale (Emma Stone)
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Voti e commenti su Povere creature!, 25 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  19/02/2024 22:03:57
   9 / 10
E' davvero incredibile come anche un'opera che apparentemente sarebbe potuta essere minore di Yorgos Lanthimos riesca ad avere sempre quel piglio unico sia stilistico sia contenutistico del suo cinema.

Eppure si parlava di un Frankeistein al femminile, niente da lasciar presagire un film di grande originalità e di forte impatto.

RIprende il filone gotico tradizionale per parlare del bigottismo vittoriano, ambienta la storia in un mondo tradizionalmente steampunk con rimandi al cinema di inizio 900 per confezionale un lavoro contemporaneo sull'emancipazione femminile.
Un empancipazione che sa di libertà, non la solita rivalsa della donna sull'uomo ma di una donna che usa il suo corpo, che vive la sua sessualità accettando le conseguenze.

Cade leggermente nei 30 minuti finali dove strizza un pò l'occhio ai lieto fine posticci da blockbuster ma che alla fine stufa.
Poco male, resta un film sagace, divertente, intelligente, profondo ed originale.

Tutto ci nsegna che anche con gli stessi ingredienti si può fare cinema originale.
Abbiamo raccontato già tutto? Forse ma quando si raccontano nuovamente storie così è sempre tutto nuovo.
Stiamo parlando di un film che è palesemente il film dell'anno.

Boromir  @  19/02/2024 21:46:27
   7½ / 10
Senza dubbio una gran bella fiaba dark, perfettamente in linea con l'ultima produzione di Yorgos Lanthimos. Ormai sono alcuni anni che il regista greco cerca una quadra tra coerenza artistica ed esigenze di mercato mainstream, e nello specifico caso lo fa mettendo tanta carne sul fuoco (restrizioni sociali, autonomia intellettuale, scoperta sessuale, riflessione "del toriana" sul grottesco), non nascondendo i suoi mille riferimenti al cinema e alla letteratura gotici (prima mezz'ora straordinaria, tra horror Universal e Mel Brooks). Il risultato finale, figurativamente espressivo e d'impatto, viene intaccato da una verbosa parentesi parigina che si fa perdonare da eccezionali sequenze finali (che paiono costole di Dogtooth e La Favorita). Basterebbe già la statura tragicomica del Dr. Godwin Baxter (Dafoe in trucco prostetico) a rendere il film degno di visione, ma la scena appartiene completamente a una camaleontica, imprevedibile Emma Stone: il suo sguardo pregno di stupore, il suo corpo fremente, la sua avida curiosità, la sua volontà di potenza la impongono già tra i personaggi-simbolo dell'immaginario contemporaneo.

JohnRambo  @  18/02/2024 18:14:21
   8 / 10
Premetto che si tratta di una recensione lunga e contiene degli spoiler.

Il film strizza l'occhio a tutte le storie raccontate in oltre un secolo tra libri e cinematografo, dal solito "Pinocchio" ad "AI" (quello con Jude Law, ricordate?), passando per "L'uomo bicentenario", "Alice nel paese delle meraviglie", "Edward mani di forbice", "Frankenstein", perfino "La Commedia" dantesca. Insomma è un po' il compendio tutti i lavori dove c'è un "diverso" che, attraverso una serie di esperienze, un viaggio, si "normalizza", trova sé stesso ed il suo posto nel mondo.
L'aspetto più accattivante è dato dal comparto tecnico, da quello delle scenografie ricostruite con la CGI (e vi sospetto l'uso di AI), a quelle ricostruite sul set, le inquadrature con l'ormai ultrafamoso "occhio di pesce" che perfino un ignorante come me in cose cinematografiche è arrivato a conoscere.

Poi c'è l'ambientazione e la collocazione temporale che, sebbene ricordi l'epoca vittoriana, è caratterizzata da mezzi tecnologici dal design un po' diverso da ciò che ci si aspetterebbe: vi sono anche alcuni mezzi sospesi per aria tramite fili. Le città per le quali i personaggi passano, pur reali, sembrano essere state "reinventate". Altrettanto i costumi dei personaggi, in linea con l'epoca delineata, ma con tratti di originalità che culmina in quelli della protagonista. Per molti aspetti sono più un riflesso dell'anima, estetica a parte. In questo contesto, anche la nudità ha un ruolo. Ce n'è parecchia nel film, servita alla Lars von Trier.

La vicenda è in sintesi quella che ho scritto all'inizio, ma quando si sceglie (o si è obbligati a scegliere) una donna, non può non venir piegata alle istanze in voga, come il rapporto sotto l'aspetto della parità dei sessi e dell'emancipazione femminile dalle rigidità che sono fatte partire proprio dall'epoca vittoriana. Ed è qui che a mio parere il film diventa rilevante, toccando tantissimi argomenti, ognuno dei quali presta il fianco ad osservazioni positive e negative, ed a molteplici forme di lettura e riflessione: può essere visto come un inno all'emancipazione delle donne, al loro "lato oscuro", oppure all'emancipazione maschile dalla "schiavitù" della bellezza, per respirare un'aria nuova che però non porta chiaramente ad un sentimento come l'amore. Sembra però che il regista abbia lasciato parte dell'interpretazione agli spettatori: la vecchia massima di Goethe che in lavoro dell'arte "ognuno trovi il suo piacere", che si potrebbe anche mutare in "ognuno trovi il suo messaggio".

Tornando alla vicenda, essa ruota attorno ad un Pinocchio-Frankenstein che ha le fattezze di una donna bellissima di nome Bella. All'inizio viene dipinta come ragazza affetta da qualche "ritardo" mentale, appare violenta e centrata su sé stessa, ma curiosa. Grazie alle cure dell'assistente del padre, un giovane medico di lei innamorato e poi promesso sposo, nel tempo comincia a camminare, scopre la sessualità e sviluppa grande curiosità verso il mondo esterno, dalla cui crudezza il padre, parzialmente deforme, vorrebbe proteggerla. Ma approfittando di uno spiraglio offertole proprio da lui, parte all'avventura ed alla conoscenza del mondo assieme a vari "mentori", quasi tutti maschili.

La protagonista agisce come una specie di robot fino a 4/5 di film, non mostra sentimenti ed empatia per nessuno, si da alle gioie del sesso e poi della lettura dei libri, arriva a prostituirsi senza troppi problemi e poi va a studiare all'università dove finalmente si appassiona di medicina. Saputa l'imminente morte del padre, rientra a casa dove trova ancora il suo promesso sposo, ma prima di convolare a giuste nozze deve superare un ultimo e periglioso ostacolo.

Alcune osservazioni sullo sviluppo delle vicende. Durante l'esplorazione del mondo, la sua natura priva di moralità e mirata solo al raggiungimento dei propri bisogni, siano fisici o intellettivi, ed al soddisfacimento della propria curiosità, non si cura di chi le sta intorno e procede dritta per la sua strada, senza mai rispondere delle azioni anche un po' discutibili che compie (rubare, darsi a chiunque, prostituirsi). Se il suo ritorno al padre è pienamente giustificato, non si capisce per quale ragione intenda comunque sposare il suo "innamorato", un personaggio umile e mite, molto intelligente, che si comporta con lei come una sorta di "cagnolino": abbastanza chiarificatore l'episodio in cui lei gli lancia delle palline di cioccolato e lui le mangia al volo. La donna per spirito di avventura corre grandissimi rischi e solo una certa edulcorazione imposta dalla sceneggiatura la fa arrivare viva alla fine, un po' come la fata madrina di Pinocchio che lo salva dalle situazioni incresciose; qui le varie azioni salvifiche sono mascherate dal fatto che la forza e l'intelligenza siano nella protagonista e l'idiozia nella controparte.
Da metà film si snocciolano con notevole fastidio per lo spettatore istanze spicciole di natura sociologica, psicologica ed ideologica che vengono messe sempre in bocca a Bella e qualche altro attore di passaggio con una modalità che, se all'inizio fa sorridere, alla lunga stanca. Tutto ciò viene partorito all'interno di una "casa chiusa", ovviamente unico aspetto di Parigi che interessa all'autore, dove troviamo sorprendentemente signore iperbolicamente erudite rispetto allo squallore della loro attività. Spero di sbagliarmi perché ho avuto la sensazione che nel film si giustifichi la prostituzione, con la scusa dell'avversione ai moralismi. Considerando che di questi tempi molte ragazze si vendono su piattaforme di ogni tipo, mi chiedo quanto bene faccia loro sentire che un'attività del genere rientri nella norma. Fortunatamente alcune scene alla Lars von Trier dovrebbero controbilanciare l'apologia della prostituzione. Inoltre Bella non si prostituisce per avidità, per diventare ricca e levarsi ogni superficiale sfizio, ma per potere accrescere le proprie opportunità, tant'è che ad un certo punto lascia l'attività, va all'università, e ritorna a casa, una volta chiamata dal promesso sposo ed informata della morte imminente del padre.

Infine, i personaggi importanti. Sono tutti maschili, mentre quelli femminili lasciano appena il segno, essendo molto convenzionali, sovrastati dalla protagonista; tutti a loro modo strepitosi, e magnificamente interpretati:
1) Il padre di Bella, uno scienziato inventore e medico straordinario, come lei risulta essere un esperimento della sua mente avventurosa al punto da rinunciare a qualsiasi sentimento, come gli aveva insegnato a sua volta il padre durante le lunghe sessioni di tortura a cui l'aveva sottoposto fin da bambino. La genesi di Bella è tra le parti più interessanti, con tutti i riferimenti a Frankestein in essa presenti. Ma dicevo, suo padre, la figura maschile più importante, e perfino realistica nel suo essere anch'egli un mezz'uomo, a furia di mutilazioni anche sessuali impostegli dal genitore. Quest'uomo è forse il vero personaggio positivo del film, il riferimento assoluto, che lascia poi il testimone al suo giovane allievo, sposo della donna. Un uomo che ha sofferto tantissimo in tutti gl'istanti della vita, e che ha sublimato la sofferenza nel superiore interesse della Scienza. Grazie ad esso, riesce ad offrire una seconda opportunità a Bella, e non solo.
2) Il medico che di Bella s'innamora, sensibile ed attento, anch'egli eccezionale chirurgo senza la genialità del suo mentore, il padre di Bella, appunto. Uomo umile, concepisce il rapporto con la donna in una dimensione di parziale sudditanza che non gli permette una forte personalità come tradizionalmente ci si aspetterebbe. Non sappiamo nulla di lui, fuorché che non è ricco ed è moralmente integro, capace di autocritica e di riflettere su sé stesso e i propri errori. E' appassionato di scienza, e genuinamente affezionato alla donna. La seconda figura di riferimento del film, assolutamente positiva.
3) Duncan l'avventuriero; avvocato del padre, è un uomo ricco che la "rapisce" e la porta in giro per il mondo, per godersela; ben presto trova attraente questo carattere sbarazzino e disinteressato di lei, innamorandosene in modo possessivo. Lei lo deruba, sebbene per un fine altruistico (a sua volta viene derubata ma non se ne rende conto). Impazzito per non essere riuscito a mantenere la donna avvinta a sé, finisce in manicomio ed infine tenta vendicarsi per le sofferenze patite. La vendetta non riesce per l'effetto deus-ex-machina imposto dalla sceneggiatura, per dare al film una specie di lieto fine culminante nella massima "uomini e donne possono migliorare" detto da Bella e dal giovane medico. Il finale alternativo sarebbe stato una Bella suicida o uccisa, e dopo tutti i trascorsi non sarebbe stato il meglio. La sua figura è moderatamente negativa.
4) L'ex marito di Bella (la storia della donna è ingarbugliata e la scopriamo del tutto solo nel finale), del quale non si sa nulla fino agli ultimi venti minuti, presenza forzata e che spinge al massimo della negatività i rappresentanti di sesso maschile. La sensazione è che sia stata inserita all'ultimo momento, per riprendere il filo del passato della donna, passato del quale lei non s'interessa mai, se non nei primi istanti, accontentandosi delle spiegazioni del padre. Al netto del sovraccarico, questo ex marito è un uomo "cattivo" a tutto tondo, plausibilissimo, scaltro, e molto pericoloso. E' a questo punto che Bella rischia davvero la vita, salvata, ripeto, solo per volontà dell'autore.

Nel complesso un lavoro sfaccettato, del resto se la recensione è uscita così lunga, significa che è portatore di valori e di un livello qualitativo veramente fuori dal comune.

Estonia  @  13/02/2024 22:49:27
   6 / 10
Ottime le scenografie, strepitosi i colori, i costumi, certe inquadrature deformate col grandangolare. Notevoli le interpretazioni. Purtroppo l'idea di base è deludente: l'emancipazione della protagonista tramite sesso, bordelli e gin più una spruzzata di filosofia spicciola supera ogni ragionevole empatia. Schemi narrativi un tantino ripetitivi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  12/02/2024 17:19:37
   8½ / 10
Splendida favola per adulti diretta da un regista che non sbaglia un colpo e pare migliore tecincamente ad ogni suo lavoro.
Uscendo dal suo stile asciutto dei lavori del passato riesce a rielaborare se stesso, come in parte aveva fatto con "La favorita", ma in questo caso le scenografie e i colori hanno un importanza maggiore.

Proprio il personaggio di Belle ricorda uno dei figli della famiglia in "Dogtooth", fogli bianchi su cui scrivere a proprio piacimento la "vita". Conoscere solo le cose che ti vengono tramandate dalla figura paterna in questo caso.

Chiaramente una volta usciti da questa bolla le liberta' che si prende la protagonista sono tutte piuttosto condivisibili. Poi scopre che nel mondo esiste anche l'ingiustizia...pagina meravigliosa del film.

Ho gia' scritto che tecnicamente il film è superbo ma è giusto sottolineare anche il lavoro del cast. Tutti i comprimari sono eccellenti, dallo sfigurato Dafoe all'avvocato Don Giovanni Ruffalo, ma chiaramente su tutti spicca Emma Stone.

Con lei, e grazie ad'una sceneggiatura da oscar, si avverte davvero una crescita del personaggio, sia nei movimenti che nelle espressioni e nei dialoghi.

La Belle emancipata tratta il suo rapitore Ruffalo come lui ha trattato le donne prima di lei, è questo che lo fa letteralmente impazzire. Cosi come il marito soldato che voleva una donna succube come moglie, come un animale domestico...e sappiamo come va a finire...

Se devo aggiungere una piccola coda polemica posso dire che la scena con il prete all'interno del bordello se la poteva risparmiare per quanto fosse fuori contesto.

Per il resto credo sia il miglior film dell'anno e non solo...

Febrisio  @  11/02/2024 20:11:06
   8 / 10
Dopo un decine di minuti mi ero pentito di averlo scelto; non mi piace quel tipo di fantasia mostrata, ma ormai ero lì in sala. La storia di Bella diventa sorprendentemente interessante, coinvolgente ed attuale. Con simpatia i temi si dipanano su più livelli ed é davvero una Bella bella sorpresa.

Tempest78  @  10/02/2024 15:53:07
   9 / 10
strepitosa emma stone, bellissimo e talvolta traculento.. storia davvero ben fatta e girata, sa far ridere e commuovere allo stesso tempo.. ottimo lavoro

Elfo Scuro  @  08/02/2024 01:10:11
   8 / 10
Lanthimos non si smentisce, neppure la Stone se per questo che mette tutta (ma proprio tutta) sé stessa nel ruolo principale. Bellissima l'idea di ambientare il tutto in un'ipotetica Europa del 1900 dalla scenografia barocca e dalla tecnologia steampunk. Libertà, anima, corpo e la ricerca di una coscienza del sé (anche attraverso tanto sesso). Grandi prove anche da parte di Dafoe e da un Mark Ruffalo che finalmente trova un ruolo interessante dopo tanti anni persi dietro ruoli macchietta. Massimo punto della messa in scena surrealista da parte del regista greco alla corte di Hollywood, regia impeccabile farcita di fish-eye e grandangoli.

neverhood  @  07/02/2024 13:20:16
   9 / 10
Grandioso, sotto l'aspetto visivo e narrativo, che apre questioni anche morali profondissime.

mrmassori  @  05/02/2024 09:56:13
   8½ / 10
film grandioso, sia per la genialità e la mastria con cui è realizzato (degno di scenografie dei migliori film di Tim Burton) sia per le sfaccettature e i vari significati di un'opera che non è solo un film ma una vera e propria opera d'arte. Grandiosi anche i protagonisti che rendono questo film di grande spessore emotivo e filosofico.

Setter57  @  04/02/2024 09:38:44
   7½ / 10
Ottimo film, ma non il capolavoro che mi aspettavo.
Scenografie, costumi, fotografia e interpretazioni (sopra di tutte e di tutti una affascinante Stone e un pazzoide/viscido Ruffalo) meritano l'Oscar. Ma è tutto il film che mi è sembrato più una accattivante e bellissima opera d'arte, che non un "dramma umano". Comunque va visto!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/02/2024 00:03:23
   9 / 10
Bella e Bestia convivono, ma non tiriamo in ballo Cocteau e nemmeno Hesse visto che i riferimenti sono (tanti) altri, da Murnau a Lang, da Goethe e il suo Amour Fou a Schnitzler, da Mary Shelley a Stevenson, da Bataille a Sade e dulcis in fondo Voltaire. Bella Baxter come il "Candido" che vive e conosce la percezione del Bene e del Male con lo stesso distacco repulsivo di chi vive fino in fondo ogni tipo di esperienza (a)morale. È il film di Lanthimos più Politico, o antipolitico, si potrebbe tirare in ballo l'ANARCHIA, come ai bei tempi di Jean Vigo. Diciamo che "Povere creature" è un film che pretende di essere accettato, cosa non semplice, essendo così antitetico e inedito rispetto alla cinematografia tradizionale, a livello tecnico e formale, ma anche per la sua rischiosa libertà di essere truculento e buffo, serioso e grottesco, raffinato e di pessimo gusto. Se fosse una pièce teatrale potrebbe rompere ogni schema, un trattato filosofico che irrompe nella pochade o nei toni scanzonati dell'Operetta. Un film che racconta quanto l'unico modo di vivere l'esperienza della vita sia liberarsi dagli schemi sociali, e al tempo stesso un'emacipazione femminile che sfora la prostituzione, se serve ai fini personali o vedere con distacco le strane abitudini di quegli uomini che pagano donne con la speranza o illusione di dare e ricevere piacere. È anche analisi di un Corpo che scopre il piacere sessuale per se stesso/a, mettendo finalmente alla berlina il Casanova della situazione. Bella Baxter vive ogni esperienza con cinica osservazione, diventando ogni volta carnefice della manipolazione altrui, ma osservando quanto il dolore (episodio in Egitto) sia intollerabile ai suoi occhi e al suo mondo. Oltretutto parliamo del XIX Secolo, piuttosto discusso ed esecrabile nella sua terrificante ricerca scientifica cfr. In questo caso Godwin Baxter/Defoe è la vera vittima designata del film. Lanthimos decapita una storia un dramma comune creando una reincarnazione che, fatalmente, è la Vita seconda Vita più autentica di Bella. Non più Eroina destinata a una tragica fine, ma bambina indotta guidata gradatamente a un Mondo a cui ambisce di appartenere. E guarda caso, la parte più debole del film è il momento del Matrimonio (o magari un epilogo alla Freaks!?) ovvero l'Istituzione Tradizionale più accettata a livello sociale. Per un film che reclama attenzione al Veto come unica esperienza di Conoscenza e Libertà è facile capire perché. Ma è davvero tutto perfetto il film? Forse no. Perché nessuno chiede a Bella cosa le è accaduto!? Possibile che solo una veste anarchica e liberale sia sufficiente a generare curiosità e simpatia per Bella anziché una certa inquietudine o magari un rifiuto morale? In ogni caso un film da dibattere a lungo, per anni e anni, con una Emma Stone che riesce ad essere sgradevole o seducente senza ispirare mai vera empatia. Una di noi.

marimito  @  03/02/2024 18:38:40
   9 / 10
Bella Baxter è il frutto di un esperimento. Suo padre putativo, lo scienziato Godwin Baxter, le ha ridato una vita che lei stava rifiutando. Ma di quella nuova vita Bella vuole assaporare tutto, vuole sperimentarla, libera e lontana da condizionamenti, stereotipi, con gli occhi incantati ed ingenui di una bimba che scopre il mondo, con l'innocenza di chi è ignara del male e della follia di quel mondo. Bella si lascia amara da chi la circonda come da chi la guarda sorridente e incredulo che possa esistere un fantastico paradiso terrestre.
Lanthimos si supera in un lungometraggio che vuol essere un'esortazione a non perdere l'incanto infantile, un inno all'innocenza e a quel determinismo che plasma il mondo. Puoi non condividere ma Bella non puoi NON amarla!

Cosimo70  @  02/02/2024 19:07:11
   9 / 10
Ottimo film con tanti spunti di riflessione, emancipazione femminile, patriarcato, povertà etc e anche humour oltre a tanti furiosi sobbalzi. Da vedere.

Manticora  @  31/01/2024 17:13:20
   10 / 10
Niente da fare, per me Povere creature! è il miglior film di questo inizio 2024 e c'era veramente bisogno di qualcosa di diverso che traghettasse finalmente Lanthimos nel pantheon dei grandi registi desiderosi di non compiacere nè il pubblico nè se stesso ma di RACCONTARE una storia sulla condizione umana.
Il film ISPIRATO al libro di Alasdair Gray grazie all'adattamento infedele di Tony McNamara acquista uno spessore e una originalità che ne fà qualcosa di completamente diverso e veramente rivoluzionario sia nel modo che nel metodo. Lo sceneggiatore aveva già scritto per il regista greco La favorita, qui dà ennesima prova di sè costruendo uno script originale, ironico, coinvolgente e a tratti quasi commovente. Lanthinos mostra attraverso gli occhi di Bella un mondo reale-irreale che parla della condizione umana, della crudeltà, violenza, contraddizione, stupidità e pregiudizio della nostra specie. Un cast superbo accompagna l'opera, se Emma Stone è semplicemente divina e rischia seriamente di prendersi un altro oscar, sia Willem Dafoe che Mark Ruffalo giocano sullo schermo nelle rispettive interpretazioni con una unicità e capacità da far venire le lacrime. Il primo Godwin Baxter ovvero Dio che nasconde la sua umanità dietro le cicatrici e le deformazioni che il rapporto con il padre ha prodotto sul corpo ma non sull'intelletto. L'altro è solo un uomo rapace, sexi, falso e adulatore che da rubacuori qual'è si trova davanti una creatura umana e reale come Bella Baxter che però è diversa, e ne rimane alla fine soggiogato. Bella è una bambina, poi una donna e continua il suo percoroso di conoscenza, esplorazione e coscienza di se che la porterà ad affermarsi come un essere umano che non scevro da difetti vuole vivere con una nuova famiglia, disfunzionale e grottesca ma anche originale e priva di pregiudizi con cui affrontare il mondo e gli altri esseri umani.
La musica e veramente perfetta, così come scenografie e costumi, Lanthimos usa sapientemente ironia, sfumature horror e grottesche per fare il suo film più personale e potente dai tempi di The Lobster. Alla fine la vita è una sconfinata avventura che serve a prendere coscienza di se, a conoscere se stessi e gli altri, a provare compassione e vivere lontano dalla crudeltà usando al meglio logica, razionalità e passione. Film bellissimo che ti rimane dentro e a me personalmente ha fatto riflettere, ancora, ancora, ancora.

JOKER1926  @  31/01/2024 16:27:58
   7½ / 10
Yorgos Lanthimos è una firma apprezzabile, parliamo di un regista dotato di ingegno e audacia stilistica. "Povere creature" sta ricevendo già molti complimenti da parte della critica, il motivo di tale euforia circa il nuovo prodotto è, a nostro giudizio, sicuramente meritata.

"Povere creature!" parte da una trama piuttosto bizzarra e nel corso della proiezione Lanthimos non molla la presa, anzi, potenzia il discorso sia sul versante tecnico che su quello prettamente contenutistico. Vien fuori un film di genere grottesco con firma d'autore.
La peculiarità del prodotto si basano sull'estro e sullo sperimentalismo della scena creati e sviluppati dalla regia, nessuna inquadratura è mai banale e l'uso dei colori e della fotografia (diversi a seconda del momento della narrazione) cristallizzano un ambizioso e originalissimo disegno cinematografico. Apprezzabile anche l'eccesso dell'arte con colori alle volte morti (bianco e nero) e altre volte tremendamente e volutamente "fumettistici".
"Povere creature!" è tutto ciò che ricade nell'accezione pura di processo artistico: portare avanti un'idea e non uniformarsi troppo alle pretese pressanti della commerciabilità e della convenzione.

Yorgos Lanthimos ha un suo credo e lo accresce attraverso una storia quasi fiabesca ove è il significante a prevalere sui dogmi standardizzati della semplice storia. La sceneggiatura non cede e il soggetto risulta esser intrigante. Emma Stone coadiuva i fili del piano in maniera pregevole, l'attrice si esprime con gli occhi, con la testa e il suo corpo funge da prima e "impattiva" operazione di comunicazione al cospetto di un pubblico interessato.

"Povere creature!" ha anche un suo sottobosco simbolico e metaforico che può esser carpito con facilità, o perlomeno, può esser interpretato in vario modo. In primis, salgono in auge i meccanismi dell'emancipazione e dell'individualità che non possono esser chiusi in un recinto, risalto epico all'umanità e alle donne, contornato da vari step sacrosanti: fra confusione, sofferenza e arrivo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  30/01/2024 19:29:42
   8½ / 10
Una sorta di "Frankenstein" che incontra "Alice nel Paese delle Meraviglie", con una straordinaria Emma Stone (bravissimo anche Ruffalo comunque) alla scoperta delle meraviglie del mondo, sessualità in primis (ma non solo), in un percorso che parte dall'infanzia, passa per la gioventù e arriva alla maturità.

Aspettando i prossimi Oscar ha già cominciato a fare incetta di premi, tra Venezia e Golden Globe, assolutamente meritati.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  30/01/2024 17:08:28
   8 / 10
Solito splendido Lanthimos, che prende solo lo spunto iniziale dall'assurdo romanzo di Alasdair Gray per poi cucire addosso ad Emma Stone (bravissima, oscar virtualmente assicurato) un film coraggiosissimo sia visivamente che concettualmente: visivamente la regia è un tripudio di trovate spettacolari, tra fish eye e grandangoli, con una fotografia che oscilla tra un incantevole bianco e nero ed una sgargiante tavolozza di colori accesi e scenografie favolistiche che ricordano i primi Tim Burton e Terry Gilliam. Concettualmente si tratta di una storia che prende le mosse dal mito di Pigmalione, da Frankenstein e dall'Isola del Dottor Moreau per raccontare una favola in cui il mondo si disvela agli occhi di una (povera) creatura innocente nella sua abiettitudine e meschinità, oltre che nelle sue contraddizioni.

Uno strano racconto di formazione, se vogliamo, in cui Lanthimos fa sfoggio per l'ennesima volta di tutta la sua originalità, del suo talento e del suo eclettismo: incredibile come riesca a passare da uno stile vicino ad Haneke (Dogtooth) ad una favola grottesca che sembra uscita dalla penna di Terry Gilliam. A questo punto non vedo l'ora di godermi il suo prossimo esperimento.

Phenomeno  @  29/01/2024 18:23:01
   6 / 10
Non me la sento di dare un voto negativo a un film che è una gioia per gli occhi, strabiliante e innovativo a livello visivo, scenografia, fotografia, costumi favolosi etc etc, insomma stilisticamente è originalissimo, siamo a livelli molto alti. Anche le interpretazioni mi sono sembrate buone. Parecchie perplessità le ho invece a livello di contenuto, di plot, troppa carne al fuoco e poi è troppo accomodante con lo spettatore. Dov'è finito il Lanthimos di Canino?? Certo non si può fare sempre lo stesso cinema, bisogna evolversi, ma io resto affezionato ai suoi primi 3 film gelidi che non scendono ad alcun compromesso con il pubblico. Questo mi sembra più furbo, meno sincero, indipendentemente dalle polemiche che il film ha scatenato in rete sul suo significato, se è femminista o al contrario fa un brutto servizio alla battaglia sull'emancipazione femminile. Un film non deve per forza avere una morale, essere didascalico e comunque può essere percepito diversamente rispetto alle intenzioni del regista. Come altri film attuali cade nel vizio della durata eccessiva, strappa qualche sorriso, finale non memorabile. Rimandi o omaggi a Cronenberg, Kubrick, Burton, Tarantino, ma le emozioni scarseggiano.

Thorondir  @  29/01/2024 14:38:56
   7 / 10
Nel percorso artistico di Lanthimos "Poor Things" è un film coerente e allo stesso tempo chiaramente di compromesso: da un lato ci sono i temi cari al regista greco (la segregazione, il ruolo del corpo, il sesso, l'indagine sul grottesco e l'animalesco nell'uomo) dall'altro un approccio volutamente più "mainstream", didascalico-illustrativo, forse banalizzante un tema complesso e gigantesco come quello del libero arbitrio e del cosiddetto "empowerment" femminile. Di certo il film appaga l'occhio (pur non inventando nulla, i riferimenti burtoniani - e non solo - sono palesi), la centralità dominante di Bella ne fa un personaggio iconico e talmente fuori dagli schemi e divertente da imporsi come uno dei soggetti destinati a restare nell'ambito del cinema contemporaneo. Dall'altro c'è una sceneggiatura che smussa le ambiguità del Lanthimos più cerebrale, criptico e hanekiano dei primi lavori (almeno fino al "Sacrificio del cervo sacro") optando per un approccio più favolistico-dichiarativo che è il frutto della sceneggiatura di McNamara (penna di diverse serie tv), dove finisce per trionfare un racconto che depotenzia le sfumature e in cui le figure maschili sono tutte, per motivi diversi, "tipologie" del maschio negativamente connotate (dal padre possessivo al marito passivo, dall'approfittatore sessuale all'ex aggressivo e violento). Eppure, nonostante questi difetti e la scelta di voler affiancare il proprio stile ad uno sguardo più alla portata di tutti, l'ultimo film di Lanthimos merita l'attenzione del pubblico, anche solo per le continue trovate registiche/visive e per la capacità di catturare alcuni notevoli momenti cinematografici. Disutrbante e da sottolineare l'utilizzo del sonoro.

Wilding  @  28/01/2024 16:07:28
   7 / 10
Favola carina e interessante, interpreti da Oscar (la Stone su tutti), film abbastanza godibile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  27/01/2024 22:56:16
   9½ / 10
Meravoglioso.

La scoperta del mondo, la curiosità innata di un essere umano, creatura fra le creature, cinema di stupore e meraviglia (meravoglioso è il termine che più mi ha attraversato il lobo frontale e le periferie degli occhi insieme ai suoi sminuzzati centri storici durante il film), stanze città, stanze impero, all'interno di città impero e mondi imperi visti con lo strabuzzare cardiaco incespicante di un occhio e corpo asincrono e inallenato alla vita e così ha inizio questo percorso di turbolente divenire, di venire in venire, questa goduria scenografica clitoridea con Lanthimos che fa di tutto per rimpiazzare la mediocre definizione a cui ci ha abituato lo schermo e i suoi derivati dalla scenografia al punto di s-vista. Ogni inquadratura (sferoidale, orbitale cit. La Favorita) è una botta e via, meraviglia di dopamina e bellezza in alta definizione, sia lodato ogni mostro che secerne corpi e nuove vite rattoppate perché è la creazione in sé la meraviglia distopica del reale che risucchia l'irreale o lo sputa dopo averlo masticato, nell'azzeramento di ogni convenzione, siano essi i titoli di coda i labirinti dell'intelletto o l'anatomia messa in opera, e cuori tritacarne e città leccate dalla storia, dove passa Bella, tutto si fa visto e passato, ingerito e digerito, capito e sodomizzato fra le sue morbide cosce e nel cinema di questo autore straordinario, che con poor things, supera ogni asterisco e appunto, rieditando un manuale di cinema che non c'era ma ora c'è. Addio al cinema viva il Cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  25/01/2024 20:34:16
   9½ / 10
Vegetable man  @  24/01/2024 00:47:25
   8½ / 10
Sono uscito dalla sala soddisfatto. Un film piuttosto originale sotto ogni suo aspetto, sorretto da ispirate prove attoriali. L'andamento trasognato, quasi favolistico, riesce a non stuccare grazie a dialoghi e situazioni spesso divertenti. Principale nota di demerito, ho trovato più convicente il secondo atto, in cui la protagonista Bella esplora il mondo, rispetto al terzo, che termina con una coda un po' superflua.

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fotogenico  @  14/01/2024 01:20:13
   4½ / 10
Uscito dalla sala, non ho potuto evitare la fastidiosa sensazione di aver forzatamente passato 2 e piu' ore ad assistere ad un maniesto della cultura woke.

Ogni personaggio maschile bianco - ripeto, ogni singolo personaggio maschile bianco - e' pesantemente rappresentato o come meschino, o violento, o imbelle, o approfittatore. Persino Dr. Godwin, che e' l'unico a cui viene mostrato un poco di rispetto (pur restando dipinto come un mezzo squilibrato), finisce che si scopre essere stato molestato dal padre (quindi insomma, alla radice e' sempre e ben chiaramente colpa di un uomo).
A sottolineare il contrasto, ça va sans dire, praticamente tutte le protagoniste femminili sono sagge, emancipate, "at the top of their game", e senza macchia


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Venendo alla trama, la critica sociale c'e', ma non riesce a decollare. Cosa particolare: la sala ha riso di gusto in piu' occasioni, ma io non sono riuscito a trovarle tutte cosi' divertenti, anzi. Questo perche' il film dipinge essenzialmente storie di sfruttamento, e cosi' fanno le situazioni intese come comiche. Le quali mi sono risultate piuttosto grottesche, in quel contesto. Conoscendo Lanthimos, mi domando se le abbia introdotte come doppio bluff, esattamente per stanare chi ride di pancia e chi riesce a leggere il sottotesto.

Detto questo, la recitazione e' a punto, e il lavoro di camera innovativo. Pero' ecco, non basta. Andare al cinema, pagare, e poi sentirsi fare la rieducazione .. anche no.

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Ultima risposta 07/02/2024 18.11.18
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