sherlock holmes: soluzione settepercento regia di Herbert Ross Gran Bretagna 1976
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sherlock holmes: soluzione settepercento (1976)

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locandina del film SHERLOCK HOLMES: SOLUZIONE SETTEPERCENTO

Titolo Originale: THE SEVEN PER CENT SOLUTION

RegiaHerbert Ross

InterpretiVanessa Redgrave, Nicol Williamson, Robert Duvall

Durata: h 2.00
NazionalitàGran Bretagna 1976
Generegiallo
Al cinema nel Marzo 1976

•  Altri film di Herbert Ross

Trama del film Sherlock holmes: soluzione settepercento

Il dottor Watson riesce a condurre Holmes da Sigmund Freud per sottoporsi alla terapia psicanalitica che lo guarirÓ dalla sua dipendenza dalla cocaina. Insieme al proprio assistente e al celebre dottore, Holmes viene coinvolto nel caso di un ex-ballerina sequestrata e in procinto di essere donata a un ricco orientale, come "pagamento" di un debito.

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Voto Visitatori:   7,25 / 10 (8 voti)7,25Grafico
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Voti e commenti su Sherlock holmes: soluzione settepercento, 8 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Goldust  @  23/12/2019 14:53:15
   6 / 10
Media generosa per un Holmes un pò fuori dagli schemi che ritrova il suo proverbiale fiuto grazie al'aiuto del fido Watson ed a quello di un insospettabile Sigmund Freud. Insieme, anche grazie all'aiuto dell psicanalisi, supereranno la dipendenza dalla cocaina del detective e risolveranno il canonico caso giallo d'ordinanza, concentrato quest'ultimo nella seconda parte del film ( la migliore, al contrario di una prima abbastanza statica ) dove i nostri non si fanno mancare nulla, neanche un adrenalinico inseguimento sul treno. La realizzazione è ben fatta e ci sono fior di attori in parti secondarie, tuttavia Williamson mette in campo uno Sherlock piatto che è probabilmente il peggiore mai visto sul grande schermo.
Perdibile, se proprio non si è fan.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  07/12/2012 14:16:05
   8 / 10
Solo la classe di Herbert Ross, di uno dei personaggi letterari più belli e affascinanti di tutti i tempi, e di un gruppo di quattro degli attori più leggendari del cinema americano poteva rendere un'opera così bella, leggera e profonda.
Amo tutte le versioni di Sherlock, da questa a quella di Guy Pearce, amo il razionalismo e l'ironia inglese del grande detective (con buona pace di Sciascia che invece preferiva Poirot, se non sbaglio).
Robert Duvall rende un grande anche se discreto Watson, signorile come tutti i personaggi interpretati da questo eccellente caratterista.
Laurence Olivier spicca per un'interpretazione istrionica che convince pienamente.
Ma è Alan Arkin, animale di categoria rara, che ci restituisce un Freud gigantesco. Arkin riesce a restituire un'immagine classica, ma al contempo originale del grande medico viennese (decisamente migliore di quella recente di Mortensen) aggiungendo semplicemente la sua peculiarità stilistica: l'ironia. Arkin è il grande maestro di questa tecnica attoriale, con cui riesce a rendere ironia e serietà con la fisicità e pochi guizzi dello sguardo. Un genio assoluto del cinema.
Vanessa Redgrave come al solito straordinaria (meglio della McAdams).

Il film è una perla rara, da recuperare assolutamente.
"Holmes! Holmes! Cosa dirò ai miei, ai tuoi lettori?"
"Dì loro che sono stato ucciso dal mio precettore, non ci crederanno mai... anche se è vero"

For long time he remained there.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  23/07/2012 20:57:30
   6½ / 10
Va preso per quel che è, un divertissment abbastanza assurdo, anche se ben curato in diversi aspetti. In certi punti i dialoghi diventano veramente da barzelletta, così come le situazioni da western del finale. Peccato che i 2 attori migliori abbiano parti così marginali.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  12/02/2012 23:27:59
   7½ / 10
Ricordo la lettura dell'apocrifo più famoso di Sherlock Holmes anni fa, da ragazzo; mi piacque tantissimo ma l'avevo quasi dimenticato. Questo film traspone da quel che ricordo fedelmente il libro di Meyer, interessantissimo già di suo.

Un bell'approfondimento su Holmes, su alcuni dei temi più interessanti che con ogni probabilità a Doyle non interessava per nulla sviscerare (ad esempio il totale disinteresse per il gentil sesso tranne il caso della Adler). O ancora l'odio profondo per la Nemesi Moriarty. La spiegazione di Meyer è tanto esagerata quanto verosimile ed affascinante, e tira in ballo anche Freud in uno scontro/collaborazione memorabile. Non deve stupire dato che i fan dell'Holmes cartaceo (quello vero) troveranno nella pellicola pane per i loro denti con svariate citazioni ai racconti e romanzi del detective inglese e qualche altra chicca (come un accenno a Poe e il suo Dupin, non dirò altro).

Grazie ad alcuni pregevoli guizzi visivi il film non annoia mai e diverte tantissimo, più di quello che si potrebbe aspettare. E poi quella sorta di aria vecchiotta rende "Soluzione Settepercento" ancora più affascinante... Stesso dicasi per la scelta di rendere Holmes un uomo del suo tempo che incontra un personaggio cardine della storia novecentesca come il padre della psicanalisi.
Contribuisce alla riuscita un cast affiatatissimo, sorretto da tre pilastri (facciamo quattro con la presenza "diluita" di Olivier) come Williamson, Duvall e Arkin.
In particolare è apprezzabile il gioco delle parti iniziale laddove l'Holmes calmo e freddo sparisce per lasciare posto ad un uomo in preda ad una crisi di astinenza dalla cocaina, e il suo fido aiutante prende il suo posto come inappuntabile e sagace. Dura fino a un certo punto perché poi si ristabiliscono le "distanze" e tutto torna come nell'Holmes di Doyle. Certo anche fisicamente gli attori sono perfetti ai personaggi.
Insomma, dopo le molteplici ultime riletture del detective da parte di serie tv (riuscite) e film (tamarroni) è stato un film inglese del '76 a farmi tornare una voglia matta di riprendere in mano i volumi delle deliziose avventure di questo pilastro della letteratura gialla. A dispetto di Doyle che non lo poteva sopportare...

Invia una mail all'autore del commento anthonyf  @  26/12/2011 17:57:01
   8 / 10
Bel film sulla figura di Sherlock Holmes, inquadrata dal lato della dipendenza del personaggio di Doyle verso la droga, diretto con sagacia e accuratezza da Herbert Ross. Molto buona è la ricostruzione ambientale e costumistica, così come è piacevole la vena ironica dei protagonisti e sopratutto la recitazione di livello ottimale, con grandi Nicol Williamson e Robert Duvall, per arrivare al breve cameo di Charles Gray. Memorabili le sequenze onoriche e quelle ambientate sul treno del turco. Davvero interessante la figura del dottor Freud.
Da riscoprire e da riassaporare col tempo.

Leonardo76  @  11/08/2011 09:27:23
   7 / 10
Film divertente e abbastanza fedele ai racconti di Arthur Conan Doyle (tranne la parte su Moriarty), la seconda parte forse diventa troppo d'azione, quasi esagerata (la scena del treno quasi da film comico) cmq resta una buona pellicola.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  18/03/2008 18:03:58
   7½ / 10
Soluzione sette per cento affronta direttamente il problema-cocaina di Sherlock Holmes, il quale si comporta nè più nè meno di un tossicomane in crisi d'astinenza. La regia di Ross è buona, la storia possiede una certa ironia, senza sconfinare nella parodia ed il ritmo è serrato senza particolare pause, grazie anche ad un cast di grandi attori.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  12/03/2008 12:50:07
   7½ / 10
Ottima avventura apocrifa del famoso detective, con bravi attori e grandi atmosfere. Notevole, originale e divertente l'incontro/scontro Holmes/Freud, e caratterizzazione inconsueta nella filmografia, ma rispondente alla letteratura, della dipendenza di Sherlock Holmes dalla cocaina (la "soluzione 7%" del titolo).

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