silence regia di Martin Scorsese USA 2016
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silence (2016)

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locandina del film SILENCE

Titolo Originale: SILENCE

RegiaMartin Scorsese

InterpretiAdam Driver, Andrew Garfield, Liam Neeson, Ciarßn Hinds, Issey Ogata, Tadanobu Asano, Shinya Tsukamoto, Ry˘ Kase

Durata: h 2.32
NazionalitàUSA 2016
Generedrammatico
Tratto dal libro "Silence" di Shűsaku End˘
Al cinema nel Gennaio 2017

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Trama del film Silence

Silence narra di un gesuita portoghese che nel 1638 parte alla volta del Giappone per indagare sul presunto abbandono formale della religione da parte del suo mentore Ferreira. Arrivato a destinazione, sarÓ testimone delle persecuzioni ai danni dei Cristiani.

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Voto Visitatori:   7,25 / 10 (10 voti)7,25Grafico
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Voti e commenti su Silence, 10 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  18/01/2017 20:06:39
   6 / 10
Un film in contraddizione con se stesso.
In primo luogo il forte tema spirituale, ben trasmesso, emozionante. L'intensa contrapposizione tra le due religioni, che offre molteplici riflessioni e spunti d'interesse, i quali potrebbero renderlo un riferimento nel genere.
Purtroppo quello che non funziona è la messa in scena. Due ore e mezza scorrono troppo lentamente, e verso metà si ha la sensazione di galleggiare nel vuoto. L'assenza di musica, per quanto giustificabile, non aiuta, e la regia fin troppo lineare altrettanto; una sceneggiatura più concisa non avrebbe tolto nulla al prodotto finale, guadagnando in scorrevolezza. Altro passo falso è la recitazione. Gli attori giapponesi, che dovrebbero essere comprimari, sono invece migliori delle controparti occidentali. Del tutto fuori luogo Andrew Garfield, che a livello espressivo sembra uno studente americano con la barba lunga.
Davvero un peccato, resta un po' di fascino e la sensazione di aver quantomeno utilizzato il cervello.

Giovans91  @  17/01/2017 14:34:49
   9 / 10
Dopo tanti anni Martin Scorsese è riuscito a portare sul grande schermo il romanzo di Shusaku Endo, Silence. Dove narra come i cristiani giapponesi nei primi decenni del Seicento furono repressi, massacrati, cancellati in Giappone.
Sull'onda di un libro che negli anni '60 riscoprì quel pezzo di storia oscurato, Martin Scorsese ci racconta di due gesuiti che, alla ricerca di un loro confratello, si ritrovano nel mezzo della persecuzione. Torture, esecuzioni, eroismi, tradimenti, martirio.
Un racconto grandioso, epico, di grande impatto visivo. Il film è progettato e diretto con grande precisione e non si tratta solo di un film bellissimo, ma è anche un'opera importante. Forse Silence è l'opera più sentita di Martin Scorsese, anche se si discosta in gran parte dal suo stile che ben conosciamo. Non è un film facile da comprendere nè tanto meno immediato, ma è un lavoro che vibra di tensione ideologica e che potrebbe essere il testamento spirituale del grande maestro.

Alex22g  @  17/01/2017 11:39:17
   9½ / 10
Ennesimo capolavoro del maestro Scorsese.
Si differenzia parecchio dagli ultimi suoi lavori ma mantiene sempre la stessa elevatissima qualità .
Di certo ( e purtroppo) non verrà apprezzato dal grande pubblico come un "The Wolf of Wall Street" visto l'argomento trattato e la lentezza che ne può derivare, ma personalmente reputo i film del genere molto più potenti ed incisivi nel panorama cinematografico.
Un film che fa riflettere e porre interrogativi importanti , diretto con mestiere e supportato da ottimi attori .
Fotografia e costumi di altissimo livello e...il silenzio. Titolo azzeccatissimo perchè il silenzio assume un importanza notevole in un mondo dove le parole ( e la comunicazione in generale ) hanno il sopravvento sulla persona .
La bellezza del film risiede anche nel"non schierarsi" mai e lasciare libero chiunque nell'esercitare il proprio pensiero sulle vicende mostrate.
Da vedere assolutamente .

volodaquila  @  16/01/2017 07:48:04
   9½ / 10
Erano anni che non votavo, ma questo film merita qualcosa di diverso.
Potenza dell'intimo allo stato puro, profondamente in lotta fra mente e spirito come raramente mi era capitato di ammirare sul grande schermo.
Film intenso, difficile, maestoso nel suo tecnicismo, per nulla scontato nè banale nell'affrontare il tema più difficile che attanaglia l'uomo da migliaia di anni.
La visione necessita attenzione, solo allora può esser giudicato per quel che è, opera d'arte che rompe i canoni con il mainstream commerciale e getta letteralmente gli occhi e il cuore in una serie di domande che prepontemente scavano per riaffiorare al termine della pellicola e rimangono lì, anche a distanza di tempo.
La chiara fede di Scorsese verso il cristianesimo viene solo accennata, vi si legge nei numerosi riferimento un rispetto verso il divino fuori dal normale, eppure il pregio più sublime di questo capolavoro è l'aver cercato ed essere riuscito a rimanere in disparte con giudizi e sentenze: i punti di vista legittimi delle due parti sono presentati praticamente in egual misura, sia del punto di vista amorevole cristiano che di quello tradizionale giapponese dell'Inquisitore e del "rinnegato".
Proprio questo rimaner sul filo, dopo tante sofferenze, viene meravigliosamente a galla nell'ultima parte del film, quando si lascia allo spettatore una visione personale e intima nell'elaborare le grandi domande che vengono suscitate.

Unica pecca, e solo per questo non dò il massimo, forse l'eccessiva lunghezza, che personalmente non mi ha pesato, ma che posso capire se non affrontato nel giusto modo può risultare un pò pesante.
Eppure in un certo senso, un film di questa portata, e con questo titolo, implica nelle lunghe inquadrature e lacerazioni interiori, una certa meditazione e un certo silenzio.
Sublime.

matt_995  @  16/01/2017 07:40:25
   7½ / 10
Credo di avere una concezione di noia molto diversa rispetto ai commentatori qui sotto.
Scorsese devo dire che mi ha sempre annoiato. Mi ha annoiato in The Wolf of Wall Street, mi ha annoiato in The Aviator, mi ha annoiato in Casinò. Che devo fare... non è nè colpa mia nè colpa sua.
Questo Silence, invece, senza quei volticosi e costruitissimi movimenti di macchina del cinema scorsesiano e che non fanno altro che distrarmi, mi è molto piaciuto.
Scene e dialoghi molto lunghi e una parte centrale abbastanza noiosa. Ma il film si riscatta completamente nella parte finale con un'ottima interpretazione di Neeson e delle interessantissime riflessioni sulla fede e sulla figura di Dio.
Ne sono rimasto molto sorpreso.
Un film decisamente sentito

alessiogala  @  16/01/2017 00:38:53
   1 / 10
E la prima volta che esco dal cinema qualche minuto prima della fine del film...film lento,prolisso,palloso un macigno indecente..da evitare come la peste.

8 risposte al commento
Ultima risposta 19/01/2017 21.43.59
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VincVega  @  15/01/2017 15:02:42
   7½ / 10
Film molto potente di Scorsese, che gira il film voleva girare da più di 30 anni.
Il regista, riesce a rimanere equilibrato, con la sua regia sobria, e non prende posizione alla fine (e questo è un bene) al contrario dei critici che dicevano di essere completamente dalla parte del cristianesimo.
Film comunque non esente da difetti, tipo qualche tempo morto e il protagonista Andrew Garfield si impegna ma non mi sembra prorpio in parte, probabilmente un altro attore (la scelta originale Gael Garcia Bernal mi sembrava più azzeccata) avrebbe fatto meglio. I comprimari Liam Neeson e Adam Driver fanno il loro, gli attori giapponesi bravi, forse Issei Ogata troppo macchiettistico.
Film comunque da metabolizzare nel tempo. Fotografia e montaggio sublimi.

anthony  @  15/01/2017 12:46:04
   10 / 10
SILENCE di Martin Scorsese
Un film 'assoluto', difficile, profondo, immersivo, scomodo -che può piacere o non piacere - ma..che assai difficilmente lascerà indifferenti; più tempo passa dalla visione e più rimane ancorato dentro, nella mente, nel profondo..nell'anima.
Si tratta dell'opera più fortemente autoriale di Martin Scorsese, il più austero e potente della sua filmografia, che probabilmente scontenterà i fans dei capolavori ''Goodfellas'' e ''Casinò'' ... recuperati, solo 3 anni orsono, dalle nevrotiche e idiosincratiche genialate di ''The Wolf of Wall Street''.
SILENCE lavora sul silenzio e sull'indifferenza di Dìo davanti alle atrocità umane, agli strangolanti dubbi che incatenano l'animo dell'essere senziente: dov'è Dìo? Perchè tace? perchè ammette una morte indecorosa e degradante dei suoi figli e adoratori? a cosa serve pregare se a ciò consegue altro e peggiore dolore?
C'è da aggiungere che il film, che presenta una caterva di chiavi di lettura profondissime molto spesso a scrigno personale e soggettivo, non indulge nei confronti della fede cristiano/cattolica: in uno dei dialoghi (sceneggiatura di Martin Scorsese e Jay Cocks) più belli dell'intera pellicola viene esposta una metafora (che non spoilero) tanto semplice quanto geniale sull'arroganza (e violenza) coloniale insita nel cristianesimo: il Giappone è una terra con solide radici e una palude per qualsiasi altra 'cultura' conquistatrice che viene percepita come una sciagura che potrebbe portare alla divisione e alla lacerazione di una società millenaria; in un altro vibrante confronto parlato tra padre Rodrigues (Garfield) e l'abiurante padre Ferreira (Liam Neeson) si palesa la visione 'nefasta' e lacerante che hanno i giapponesi della fede rivelata.
E ancora: E' giusto credersi il Figlio di Dìo, non abiurare, santificarsi.. e portare quindi alla estenuante e agghiacciante tortura fisica e psicologica dei miei 'seguaci' e dei miei discepoli credenti in Crìsto? E' giusto fare patire le pene dell'inferno in Terra a delle persone che credono ciecamente in te che ti vedono come il messaggero consacrato della parola di Dìo? Di un Dìo di cui te stesso dell'esistenza dubiti e di cui non senti mai altro che...Silenzio?
O è per caso meglio mettere di lato la vanità e l'ego spropositato di credersi il Crìsto? Di rinnegare la fede in pubblico e davanti le autorità? Calpestando con i piedi sporchi di fango l'immagine del crocifisso o sputandoci sopra?
Questi sono dubbi atroci che Scorsese sceglie di non sciogliere..e che regala quindi alla coscienza singola di ogni persona.

La regia è sobria, trattenuta ma a dir poco magistrale, alcune inquadrature rimarranno sicuramente nella memoria..la scenografia e i costumi del nostro Dante Ferretti sono impeccabili, la fotografia di Rodrigo Pietro fa gridare al miracolo (con i soli colori soffusi, pregnanti, onirici e nebbiosi messi in scena si ode il SILENZIO di Dìo, il dolore e la sofferenza che attanagliano la totalità..) e il montaggio egregio della Schoonmaker fa sempre centro.

Martin Scorsese con SILENCE ha diretto il suo nuovo, immenso, imperfetto, profondo, lacerante e spiazzante capolavoro; un'opera che dividerà molto le persone e gli spettatori..un film che farà parlare molto di sè in futuro e che parlerà allo spettatore soprattutto 'dopo' la sua visione.
SILENCE non è un film per tutti, assolutamente no; si tratta di Cinema di come non se ne fa più, un'opera filmica sorprendente e di cui assai difficilmente ci si dimentica dopo essere usciti dalla sala.
Niente altro da aggiungere, davvero.

Wilding  @  15/01/2017 11:10:51
   5 / 10
Splendido affresco storico ma pesante come un macigno e lento lento lento..., con inquadrature e fermo immagini che durano un'eternità, allungando "il silenzio" e il numero di caffè necessari ad arrivare alla fine.

2 risposte al commento
Ultima risposta 15/01/2017 12.40.51
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ZanoDenis  @  13/01/2017 14:54:12
   7½ / 10
Quest'ultima opera di Scorsese mi ha lasciato parecchio interdetto, anche avendo una piccola conoscenza del passato del regista, il film risulta comunque non di facile interpretazione.
Il maestro al suo 25° film ci trasporta in un ambientazione per lui inusuale, il giappone del 1600, dove vi è il tentativo di colonizzazione e predicazione da parte dei cristiani, con conseguenti contromisure, piuttosto dure, prese dai buddisti.
Il film è un crescendo di emozioni negative, tra torture violentissime, psicologicamente devastanti, odio, differenze, forzature, resistenze eroiche, lunghi periodi di prigionia. La tensione emotiva cresce sempre di più, le prediche di padre Rodriguez (un discreto Andrew Garfield, anche se ci avrei visto molti altri attori al suo posto) sembrano infrangersi contro un muro durissimo e invalicabile.
Nella parte finale del film vengono a galla riflessioni interessantissime, il film punta molto sulla fede, ma non è incentrato su di essa, è incentrato sull'uomo, sulla natura umana, sulla visione di un Dio estremamente soggettiva da popolo a popolo.


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A livello visivo Scorsese fa il suo compito, anche se non è geniale come altri suoi lavori, rende comunque molto bene i paesaggi e le ambientazioni orientali.
Bravissima come al solito la Schoonmaker.
Discreta prova attoriale per il cast, un po irritante il doppiaggio italiano di alcuni personaggi giapponesi, ma sorvoliamo.

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Ultima risposta 14/01/2017 15.49.51
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