solo dio perdona - only god forgives regia di Nicolas Winding Refn Francia, Danimarca 2013
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solo dio perdona - only god forgives (2013)

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locandina del film SOLO DIO PERDONA - ONLY GOD FORGIVES

Titolo Originale: ONLY GOD FORGIVES

RegiaNicolas Winding Refn

InterpretiRyan Gosling, Luke Evans, Kristin Scott Thomas, Vithaya Pansringarm, Yaya Ying, Tom Burke, Sahajak Boonthanakit

Durata: h 1.42
NazionalitàFrancia, Danimarca 2013
Generethriller
Al cinema nel Maggio 2013

•  Altri film di Nicolas Winding Refn

Trama del film Solo dio perdona - only god forgives

Bangkok. Dieci anni dopo aver ucciso un poliziotto ed aver fatto perdere le sue tracce, Julian (Ryan Gosling) gestisce un club di Thai Boxe come copertura per operazioni di spaccio di droga. Pur rispettato nell’ambiente criminale, vive un momento di depressione e vuoto interiore. Quando suo fratello uccide una prostituta, la polizia si rivolge ad un agente che ha lasciato il lavoro: Chang, noto come l’Angelo della Vendetta. Il quale permette al padre della ragazza di uccidere l’assassino per poi “restaurare” la giustizia tagliando al vecchio la mano destra. A questo punto arriva a Bangkok la madre di Julian (Kristin Scott Thomas), Jenna, capo di una potente organizzazione criminale, per recuperare il cadavere del figlio. E ordina a Julian di trovare il suo assassino e mandarlo all’inferno.

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Voto Visitatori:   6,12 / 10 (83 voti)6,12Grafico
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Voti e commenti su Solo dio perdona - only god forgives, 83 opinioni inserite

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mauro84  @  13/10/2018 22:52:00
   7 / 10
Film della serata scelto, forse come leggevo poco fa, uno dei film, più sottovalutati degli ultimi anni, bella fotografia. location orientale, trama originale, insolita e ben scritta. Molto violento e cupo. Finale violento, da capire,il titolo ricco di significato.

Ryan Gosling, top attore, interpretazione di gran qualità
(il resto tante comparse, che si prendon il loro spazio dovuto, spiccano il fascino orientale delle attrici!)

La regia, curata da Refn, già affermato, scrive un altra pagina del suo palmars cinematografico, lo fa bene, obiettivo centrato, titolo e tutto molto impegnativo, cupo e buio e violento. Un gran tris sotto il lato montaggio, fotografia e location orientale.

Un ottimo thriller a cui bisogna da spazio. Film meritevole di visione.


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jek93  @  08/10/2018 23:03:32
   8½ / 10
Film carico di significato, con una straordinaria fotografia, una trama scritta, interpretata e diretta in modo quasi unico: Only God Forgives è probabilmente uno dei film più sottovalutati di sempre.

Buba Smith  @  12/09/2017 23:51:22
   1 / 10

Mamma mia, che Mer... da film.

Malinconico, psicotico, triste, noiso all'inverosimile. Uno dei film più brutti visti di recente.

Una martellata sulle palle, nonostante abbia avuto il buon senso di andare avanti veloce in più punti.

antoeboli  @  16/02/2017 19:03:46
   8 / 10
In barba ai criticoni dell epoca , si è un film molto riflessivo e non adatto a tutti , specie perchè si discosta del tutto dal magnifico Drive , ma anche perchè non si può che annoverarlo tra quelle pellicole definite opere d arte in movimento (o anche statiche viste alcune scene).
Refn gira con la solita maestria , quello che è un prodotto made in Usa , con collegamenti però al cinema asiatico.
Ambientato in una thailandia nel bel mezzo di combattimenti di Muay thai e faide personali , viene descritto come un affondo nella psiche del personaggio di Gosling , enigmatico quanto basta e del tutto silenzioso , quasi che ci si dimentica sia lui il protagonista principale.
Fotografia top , ma con Refn , guardando anche the neon demon ci si abitua subito , e riprese impeccabili , fanno di questo un prodotto poco longevo , ma non per questo qualcuno può risultare pesantino e lento .
A distogliere lo sguardo dalla regia tediosa , Refn ci ha infilato un bel pò di buon gore e scene crude prese dai migliori film asiatici anni 70' con un cattivo che ci si ricorda di lui anche se non ha la solita 'maschera' da perfido antagonista(che poi sarà difficile definirlo antagonista )
Alcune scene sono perfino disturbanti ,fino a farsi l abitudine .
Non è un film per tutti ma andrebbe visto se amate il cinema di Refn .

Filman  @  23/01/2017 16:15:32
   7½ / 10
Lo spirito espressionista che si avverte guardando dall'inizio alla fine ONLY GOD FORGIVES rappresenta la forza cinematografica del film stesso, sprigionata da una regia ipnotica, sapientemente trattenuta, e di grande gusto estetico, pur presentata spesso come stilizzazione referenziale che finisce per saturare i contenuti in un esercizio di stile tipologicamente interpretativo, che offre messaggi audiovisivi non esattamente eccezionali nel riassunto del turbamento mentale del protagonista, principalmente d'origine sessuale. Ciò che colpisce nell'affascinante esperimento di Nicolas Winding Refn non è il dare esemplarità con un racconto anti-naturalistico ad un tema primordiale molto più interessante e instaurato in uno storytelling accademico, obbiettivo mancato, ma la capacità di intraprendere un lungometraggio a partire da una semplice immagine, come dettato dal forma mentis dell'autore, e guidare una storia interamente in un canale stilistico fatto di vivida essenza musicale e cromatica.

Inn10  @  05/08/2016 23:50:48
   3 / 10
Ciofeca allo stato puro. I tre punti li do all'atmosfera che è l'unica cosa che si salva.. il resto è insopportabile.

mainoz  @  20/07/2016 14:16:18
   6 / 10
E' un film molto strano, tecnicamente valido, bei piani sequenza, belle atmosfere. E' carente nei dialoghi ridotti al minimo indispensabile e nella sceneggiatura, risulta molto crudo e ricco di violenza. Trama semplice, il tema e' l'abusata classica "vendetta". Strizza l'occhio a Kill Bill, solite Kitane da fighi e quant'altro. Qui addirittura troviamo un poliziotto esperto di spade e arti marziali! Ricorda per certi aspetti anche il Lynchiano "Strade Perdute", i salti spazio-temporali, la mano di Gosling nell'oscurita' mi ha ricordato una scena di Bill Pullman in "Strade Perdute". Gosling e'il personaggio principale, in un ruolo totalmente diverso da quelli che lo hanno reso famoso, mi riferisco ad esempio ad uno dei ruoli che lo ha lanciato verso il successo ormai una quindicina di anni fa quando interpretava il giovane snob, presuntuoso e ribelle di " Formula per un delitto"assieme a Micheal Pitt. Qui invece interpreta un ragazzo debole e invidioso della personalità del fratello maggiore. A mio avviso avrei curato maggiormente i dialoghi, anche perche' Gosling di talento ne ha da vendere cosi' come la Thomas.

Mildhouse  @  17/06/2016 23:20:39
   7½ / 10
Dei film di questo regista che ho avuto modo di visionare trovo che questo per ora sia il migliore, anche perchè diversamente da Valhalla Rising non l'ho trovato discontinuo nel ritmo ed è anche più profondo di un Drive.
La storia è ricca di suspance e mistero che si svela lentamente ed efficacemente , inoltre gli spunti visivi che hanno reso famoso Refn sono qui sfruttati al massimo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  20/01/2016 11:16:14
   8 / 10
Piacevolmente spiazzante, è questo il primo aggettivo che viene in mente guardando "Solo D.io perdona", ultima fatica dell'accoppiata Refn/Gosling, qui lontanissima dalle atmosfere di "Drive". Non dico che ci si trovi in zona "Valhalla Rising" ma poco ci manca; tra spaccio di droga, prostitute minorenni e l'arte marziale dal muay thay finiamo in una suburra thailandese in cui si dipana un revenge movie decisamente sui generis. Intermezzi onirici punteggiano una narrazione in apparenza elementare in cui la ragione è bandita, vittime e oppressori si scambiano di ruolo messi in moto da un fatto di sangue inspiegabile.
Ovvero, alla base di tutto, un efferato omicidio, il colpevole punito secondo una visione barbara, quasi biblica oserei dire. Quindi l'ira funesta di una madre che vuole abbeverarsi alla fonte della vendetta. Toni da tragedia greca con annesso complesso edipico tra antieroi sconfitti e malinconici, incapaci di emozionarsi limitandosi ad un'impassibilità inquietante, rigidi come marionette su un proscenio dominato da un deus ex machina (la formidabile Kristin Scott Thomas) che è unico elemento in cui l'emozione sembra prevalere sull'abulia.
Regia da urlo (stupendi i campi lunghi) e avvolgente utilizzo del colore (rosso e blu a dominare), sintomatici di quanto Refn curi ogni dettaglio con pazienza certosina sino alla composizione di un quadro vivente di pregiatissima fattura.
Violenza frontale e studio maniacale dell'inquadratura fanno di Refn un regista che evidentemente degli allori se ne sbatte, con buona pace dell'eccellente "Drive" che è sicuramente il film grazie al quale ha raggiunto le grandi platee. Il regista danese però è altro, basti pensare ad alcuni dei suoi precedenti lavori. Il suo è un percorso più audace e complesso, addirittura anarchico nelle scontate logiche da botteghino quando rovina i connotati al bel Gosling, alimentando altro orrore tra le donzelle.
Refn pone un altro importante tassello sulla via della sua personalissima consacrazione, dedicando il tutto al nume tutelare Alejandro Jodorowsky.

AMERICANFREE  @  26/12/2015 17:41:34
   7 / 10
Bel film, mi aspettavo una media migliore,ha una bella trama forse un finale troppo risolutivo lo penalizza nel voto complesso.Ottima recitazione,risulta inferiore a Drive che lo reputo migliore sotto tutti i punti di vista.Lo consiglio

ZanoDenis  @  24/02/2015 15:15:41
   6½ / 10
É un film molto particolare, con Refn ho un rapporto agrodolce, quello che é considerato come uno dei suoi migliori film, cioe Drive non riesco a digerirlo, mentre la saga di Pusher l'ho apprezzata abbastanza. Ora veniamo a questo suo ultimo film "Solo dio perdona" é uno dei film in cui i commenti e le opinioni in proposito sono praticamente divise, da chi lo esalta a capolavoro a chi lo liquida come un film noioso, io sto abbastanza nel mezzo: é un film senza dubbio di valore, ma dire capolavoro mi sembra esagerato, ha i suoi pregi, ma certamente non é per tutti, il ritmo lento, i dialoghi scarnissimi, riprese allungate, e una narrazione poco didascalica ne fanno un prodotto di abbastanza difficile comprensione e di una certa pesantezza.
Sicuramente tecnicamente é ottimo, le inquadrature, sempre simmetriche, i movimenti di camera, che assecondano il ritmo del film, lenti e ordinati, la fotografia che propone un uso del colore in modo espressivo, nel film prevale il rosso, che probabilmente rappresenta la passione, i sentimenti, ma anche la furia vendicativa e il pericolo, tutti temi che prevarranno nel film.
Narrativamente, siamo di fronte ad un prodotto abbastanza ambiguo, si il ritmo é lento, silenzioso, ma spesso e volentieri cambia di botto, sfociando in scene di una violenza cruda assurda, sorprendendo e stupendo lo spettatore, in perfetto stile Refn.
Il tema della vendetta accoppiato alla cruda violenza non é nuovo (basti pensare alla trilogia della vendetta di park chan wook, o comunque a molti film simili che spopolano) e forse qui il film paga un po la mancanza di originalitá, tematica ovviamente, di certo non stilistica!
Vi é anche la furbizia di avere una durata abbastanza breve, in modo da non sfinire lo spettatore con sequenze appartentemente interminabili, proprio per questo il film non paga, o almeno paga in maniera molto limitata il ritmo molto basso.
Su Gosling é un caso, non so esprimermi, é abbastanza monoespressivo qui (un po come in Drive) ma riesce a caratterizzare abbastanza discretamente il suo personaggio, che risulta ambiguo e interessante, come un po tutti i personaggi in gioco, a partire dalla madre arrivano al poliziotto/giustiziere
Certamente é da apprezzare lo spirito di Refn, la sua autorialitá e voglia di uscire dagli schemi, tuttavia non lo ritengo un capolavoro, anzi direi che manca abbastanza.

kingofdarkness  @  09/02/2015 10:06:22
   4½ / 10
Non capisco veramente come fa tutta questa gente a definire questo film un capolavoro.
Ammetto che la regia è intrigante, le atmosfere a luci rosse di Bangkok hanno il loro fascino e Ryan Gosling è una attore che mi piace (o meglio, in "Drive" e "Come un Tuono" mi è piaciuto moltissimo)
Ma tutto il resto? La sceneggiatura è pressochè inesistente, gli attori sono tutti (e sottolineo TUTTI) insopportabili e ai limiti del ridicolo (la madre in primis, ma anche Gosling stesso non scherza), azione non ce n'è e il ritmo è soporifero, causa un uso eccessivo e mal gestito dei rallenty e una iper-confusionaria caratterizzazione dei personaggi.
Mi dispiace, perchè mi sono fatto ingannare dal titolo e dalla confezione, ma questo film non merita proprio di essere valorizzato, nè tantomeno posseduto nella propria videoteca.

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Ultima risposta 09/02/2015 17.34.14
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  01/02/2015 00:28:34
   5 / 10
A livello tecnico ha fascino da vendere, siamo tutti d'accordo, ma se guardiamo alla lentezza in rapporto alla trama (riassumibile in meno di una riga) siamo a livelli da guinness dei primati.
L'autorialità, è un fattore che va sempre e comunque apprezzato, in tempi moderni più che mai, ma qui siamo andati ben oltre il limite del tollerabile: tutta sta lentezza che farebbe impallidire una lumaca, tutte ste inquadrature ricercate alla Kubrick, tutti sti silenzi infiniti che non vogliono dir nulla, tutto sto delirio onirico che spiazzerebbe pure un folle come Lynch... a cosa serve, a parte per guardarti allo specchio a compiacerti di quanto sei cool?
Contenuto nullo in forma presuntuosa, con la "recitazione" di un pesce lesso a far da francobollo.

Più avanti, forse, lo rivaluteremo.

Todesengel  @  07/07/2014 22:44:18
   10 / 10
Il più bel film di Refn . Capolavoro

deliver  @  17/06/2014 19:02:16
   5½ / 10
Film forzosamente autoriale, dove Refn si incarta su se stesso, andando spesso a cercare allegorie in stile roeghiano e suggestioni alla Lynch.
Manca però un vero e proprio sviluppo narrativo in grado di dare un senso all'ondata di violenza, cupismo e sadismo di cui il film e' permeato. Personaggi troppo stilizzati ed ermetici. In sostanza, un film troppo personale, tripudio di ottimo gioco di luci e fotografia, ma senza una vera anima e incapace di proporre una visione ulteriore delle cose umane. Refn ci presenta così il quadro di un' esistenza dominata solo dalla vendetta, dal sangue, dalle faide e dalla punizione. Un miasma di pena e dolore senza un barbaglio di luce, un mondo oscuro, troppo, ove non esistono vie di uscita.
Il lato più debole della pellicola e' dato proprio dall'eccessiva contaminazione di sentimenti troppo personali. Non siamo sul versante di Drive, ma semmai sul versante di un Fear X atrocemente alterato da crudeltà assortite.
Difficile da digerire, nel complesso, molto disturbante. Non lo riguarderei.

GianniArshavin  @  02/06/2014 11:36:24
   6½ / 10
Molto più simile a "Valhalla rising" che a "Drive" , l'ultimo film di Refn è quanto di più ermetico e personale il regista potesse concepire al di la della confezioni a tratti ingannevole.
Ambientato in una Bangkok notturna e sporca , la storia vede come protagonista Julien (un buon Gosling) ,uomo rifugiatosi in Thailandia per scappare da una serie di rimorsi che lo tormentano e per allontanarsi dalla madre/padrona verso la quale prova un latente complesso di Edipo. Con lui verso l'Asia partirà anche il fratello Bill , e proprio per causa di quest'ultimo la famiglia di Julien si troverà coinvolta in una guerra di sangue contro un misterioso giustiziere che si aggira per le strade buie della città.
Un po Lynch e un po Jodorowsky , il regista danese rischia tutto con "Solo Dio perdona" abbandonando in toto quanto visto in "Drive" (ad esclusione dell'attore) per dare vita ad un'opera personale , minimalista , simbolica all'ennesima potenza.
Cosi come il precedente One-Eye , Julien è un uomo dilaniato dai sensi di colpa per qualcosa che riguarda il suo vissuto e per questo cerca , in un modo tutto particolare , la sua purificazione malgrado i forti complessi verso i propri familiari. Spesso il giovane verrà colto da visioni oniriche francamente giustificabili ma non sfruttate bene dall'autore , e a conti fatti sembrano messe li più per un vezzo estetico che per una reale necessità.
Da approfondire i significati simbolici intrinsechi della figura del giustiziere notturno , affascinante vigilante dal peculiare senso di giustizia ; molto ben strutturato anche il personaggio della madre , che a dispetto dell'antagonista risulta più quadrato e meno vago , cosa sicuramente apprezzabile in questa pellicola dove la maggior parte degli elementi sono lasciati nell'astrattezza.
Refn come detto rischia tutto dopo il successo commerciale e se il coraggio è da premiare assolutamente il prodotto finale non lo è del tutto: i contenuti ci sono , la fotografia è eccelsa e gli attori girano bene , ma la trama è troppo vaga ed allegorica e questo rischia di confondere , anche perché spesso la sensazione di vedere un mero esercizio di stile spacciato per altro è alta.
Troppi i momenti sconnessi , e il filo logico che collega tutti gli avvenimenti narrati sovente si spezza inesorabilmente , fra silenzi perpetui e scoppi di violenza improvvisa.
Il titolo si riprende sul finale , indovinato nonostante Refn continui a non scoprire per niente le carte. Ottime anche alcune sequenze , in primis quelle dove il regista dimostra di saper inscenare la violenza come pochi altri.
Nel complesso "Solo Dio perdona" è un lavoro difficile e complesso , ovviamente non per tutti e soprattutto non per quelli in cerca di un nuovo "Drive". Merita certamente una visione (forse anche 2-3) e ha i suoi innegabili pregi , ma al momento non sono riuscito a trovare il colpo da maestro che lo elevi a livelli superiori.

LaCalamita  @  01/06/2014 04:39:28
   10 / 10
Ho avuto bisogno di più visioni per capire meglio Solo Dio perdona, film nettamente più completo e bello rispetto a Drive, ma me ne sono reso conto solo dopo...

Quello di refn è un cinema potentissimo: già grandioso per come è realizzato, in solo dio perdona ci vedo anche un cerchio perfetto col finale.
Il film anche se spesso appare "allucinato" lascia pochissimo al caso, ma ripeto con una sola visione non è semplice orientarsi, almeno quanto il protagonista

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Ultima risposta 07/07/2014 22.41.49
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Azrael  @  17/12/2013 01:52:50
   6½ / 10
Refn si conferma essere un bravo manierista, anche se forse aspirerebbe ad essere un autore.
Il punto e' che visivamente l'impianto sembra mutuato dal Lars Von Trier de L'elemento del crimine, da certi spezzoni lynchani.. E sembra quasi di rivedere Fear X (sempre dello stesso Refn).
Riguardo la trama, il regista danese ci consegna come al solito il suo pacchetto a base di ermetismo e filosofia. Può piacere, ma dopo un po' può diventare gratuito.
Una pellicola inoltre che si farà ricordare per la massiccia dose di violenza che a tratti rasenta esplicitamente lo splatter.
Non è un film che mi sento di bocciare, non lo meriterebbe. Ma non mi sento neppure di esaltarlo.

Sestri Potente  @  08/12/2013 22:46:31
   7 / 10
La trama sembrerebbe presagire a un film tipicamente d'azione, ricco di combattimenti e sangue, considerando anche una location come la Thailandia.
Niente di più sbagliato! "Only God Forgives" è un pugno nello stomaco, un film duro, violento, e molto, forse troppo, ermetico.
Silenzio assordante, sguardi taglienti, luci e ombre.
Refn libera tutta la sua ossessione per il simbolismo, in questo caso le mani del protagonista che fungono quasi da catalizzatore per la vicenda narrata.
Si tratta quindi di un film pesante, non facile da seguire proprio a causa di una staticità portata all'esasperazione: persino la colonna sonora ne risente, cosa che ad esempio non è accaduta nel cugino "Drive", che considero leggermente migliore di questo.
Refn, comunque, dimostra di essere uno dei registi emergenti migliori del momento.

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Ultima risposta 15/12/2013 13.12.29
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Larry Filmaiolo  @  08/12/2013 10:50:12
   9 / 10
Refn è Refn. Lui è le sue ossessioni, i suoi sogni(deliri?), la sua arte, il suo senso dell'immagine e della narrazione. Il suo sempiterno calarci nella quotidianità del male. Del resto, a lui non frega un *****, e posso dirlo?quando vedo un film così, neppure a me.

Trixter  @  06/12/2013 10:40:30
   5 / 10
Penso che a volte la voglia di stupire, di spaccare il pubblico, di colpire nel segno a tutti i costi, di essere sopra le righe e mostrarsi esteticamente superiore alla media non sia necessariamente un bene. Già l'originalità di Drive, sinceramente, non mi aveva entusiasmato, ma stavolta Refn si sopravvaluta e condensa in 90 minuti una storia senza trama, tutta colori, silenzi, sangue e morte.
E se in Drive la noia era accompagnata da una sontuosa colonna sonora, Solo Dio Perdona ci regala un penoso e acontestuale karaoke in salsa thai, che inframezza scene di inaudita violenza caricaturale, silenzi più vuoti che mai ed una vicenda che di originale non ha nulla: molto meglio vedere un film orientale, con stessi ingredienti ma resa decisamente migliore. E lo sguardo assente e mono espressivo di Gosling non riesce affatto, se non per presunzione, a riempire gli enormi vuoti di sceneggiatura.
Only God Forgives, girato in circa 20 giorni durante il mese di febbraio del 2012, ha incassato appena 10 mln di dollari nel mondo che, comunque, paragonati ai 5 mln di budget possono rendere Refn soddisatto del proprio lavoro.

nick fury  @  19/11/2013 23:02:23
   6 / 10
cattivo e scorretto.
Forse un pò troppo pretenzioso.
Si lascia guardare e si fa ricordare

Febrisio  @  02/11/2013 09:39:12
   7½ / 10
Il dopo "Drive" è, inaspettatamente, un ritorno verso una pellicola perlopiù personale. Sfruttando la popolarità acquisita, Refn mostra ciò che avrebbe fatica a raggiungere gli scaffali del mainstream. Anche se, bisogna ammetterlo, se non fosse arrivato, ne saremmo andati alla ricerca, e per questo tipo di spettatore amante di un cinema meno visibile, sarebbe stata una scoperta più positiva.

Only God FOrgives riprende il "nuovo"(?) feticcio di Refn, in una storia che malgrado abbia un contesto reale, si distacca in una sorta di simbolismo onirico, ossessionato da arti, mani, combattimenti e forse vita. Peccato per alcuni passaggi, peccato per quel poliziotto che cammina mummificato, peccato per alcune espressioni di Gosling, che era meglio stesse monoespressivo. Nel complesso ne esce un cinema di ottima atmosfera, che a lungo andare non annoia per niente, ma che non sa, o meglio ancora, non vuole, dirigere lo spettatore verso il prevedibile, ne lo stereotipo. Le spiegazioni, non troppo profonde, ci son tutte quante per lo spettatore più attivo, rappresentando in Gosling un piccolo eroe; non lo etichettiamo come tale, ma nemmeno il tipico antieroe. È decadente, antimorale, perdente a vita, seppur l'unico che combatte a mani nude. Bel personaggio, che non si prende tutta la scena, rimando quasi marginale, seppure ne è il protagonista. È un convenzionale che lascia spiazzati, per la maggior parte delusi e spaesati, privo di grandi pensieri o virtù, ma lascia qualcosa di personale.

guidox  @  14/10/2013 22:40:29
   5 / 10
"o con me o contro di me"...diciamo che solo perchè in linea di massima sono con te, adesso non mi schiero apertamente contro, caro Nicolas.
il film è bruttarello, piuttosto scarno e privo di contenuti.
andrebbe bene anche sperimentare e rimanere ermetici, ma qui per non vederci un delirio filosofico da tre palle e un soldo, ci vorrebbe una fede che ahimè non ho.
si salva questo non ritmo che è un po' il marchio di fabbrica che ho tanto apprezzato in Drive, ma il resto lasciamo perdere.
come i gamberi, Drive si è allontanato fino a diventare invisibile.

Federico  @  08/10/2013 13:21:32
   6 / 10
film a suo modo interessante. Purtroppo si tratta di un'occasione sprecata perché se è vero che poteva trattarsi di un'idea buona, ci sono cose insopportabili in questo film. Gosling semi-muto e va bene... se ci fossero sguardi che dicono qualcosa.. su questo lasciamo perdere.
Le immagini, invece, mi sono piaciute...

un film comunque coraggioso

Ciaby  @  04/10/2013 17:35:26
   6½ / 10
Sicuramente più gratificante di "Drive", che ho trovato a dir poco furbo, ha la sua forza nell'impianto visivo, che tra regia e fotografia trova i suoi apici. Palesemente ispirato all'ultimo Lynch e, soprattutto, Pen-Ek Ranataruang.
La storia? La storia non c'è, o almeno, non è altro che una serie di ripicche sanguinolente in stile "occhio per occhio", "dente per dente".
Ma non importa. La vera forza del film sta nella sua capacità di sottrarre,ma di mantenere alto l'interesse.

Gosling è forse l'unico attore sulla faccia della Terra a fare UNA sola espressione e, per giunta, da beota rimbambito da riempire di schiaffi (che grazie a Dio arrivano), e sembrare comunque un attore eccellente.

Alla fine del film si ha la stessa sensazione dopo aver visto "Drive": sembra un film furbo, pura superficie, ma inganna di più ed è sicuramente più complesso e affascinante. Merita una visione.

alberto9  @  01/10/2013 09:12:52
   4 / 10
Apprezzo tantissimo Ryan Gosling e avevo apprezzato altrettanto Driver, ma questo film non l'ho proprio capito. Pure la colonna sonora fa schifo

ragazzoinblues  @  27/09/2013 20:16:02
   1 / 10
Ha proprio ragione Refn, questa cagàta non è per tutti.

Kit Carson  @  16/09/2013 00:36:00
   8 / 10
Ennesimo grandissimo film di Refn, ma anche questo è un capolavoro per pochi. Lo stesso Refn ha dichiarato a proposito di questa opera: "Chi si aspetta un film di facile visione che eviti pure il mio cinema. O con me o contro di me." Una dichiarazione che dice molto se non tutto. A livello istintivo continuo a preferire le vette sublimi di Valhalla Rising, ma anche qui è Refn allo stato pure. Magnifico.

-Uskebasi-  @  17/08/2013 23:45:12
   7½ / 10
COMMENTO SPOILEROSO

Credo di amare il Refn regista e molto meno il Refn sceneggiatore.
A metà strada tra la notturna Los Angeles di Drive e la natura mistica di Valhalla Rising, c'è la Bangkok sanguinosa di Solo Dio Perdona.
Una storia di vendetta e redenzione con il solito buon Gosling piazzato in personaggi ermetici, e una sontuosa regia rosa del giovane danese che però si inceppa troppe volte. Le parti oniriche sono il freno maggiore, degne dei più spocchiosi spot di profumi.
Julian osserva le sue mani, quelle mani sporche del suo stesso sangue e simbolo di un eterno senso di colpa. Sarà una liberazione perderle, tagliate dalla lama ferma di Chang, il re indiscusso del film. Pansringarm infatti buca lo schermo, un Angelo della Morte glaciale che grida vendetta, e dovrebbe gridarla soprattutto perché niente nel resto del film si avvicina alla sua altezza. I siparietti del karaoke creano uno strano contrasto con il suo personaggio, contrasto di cui avrei fatto volentieri a meno.
Fosse stato il mio primo film di Refn, avrei lo stesso pensiero espresso per Valhalla Rising: "...questo regista può sfornare capolavori, ma non è questo assolutamente il caso."

drobny85  @  27/07/2013 11:35:18
   4 / 10
Nicolas Winding Refn torna nelle sale dopo l'ottimo lavoro svolto due anni prima con "Drive", pellicola che annoverava come protagonista un silenzioso ed imbronciato Ryan Gosling. Cosa dice il detto? "squadra che vince non si cambia", lo sa bene Refn che prova ancora una volta a spaccare in due pubblico e critica cinematografica con "Solo dio perdona".
In "Solo dio perdona" Ryan Gosling interpreta Julian, un uomo che fa della violenza una delle basi con cui è stato cresciuto dalla famiglia. Julian, dopo che suo fratello è stato assassinato per aver commesso un omicidio / stupro, si trova costretto ad innescare una gara di ritorsioni contro un influente poliziotto locale, obbligato suo malgrado da una madre spietata, che gestisce il suo rapporto con il figlio allo stesso modo del giro di narcotraffico di cui è a capo. Lo sfondo della vicenda è una Bangkok inerme, composta dai suoi abitanti, quasi dei figuranti, silenziosi e volontariamente impotenti di fronte alla scia di violenza a cui devono assistere.
I dialoghi, come in "Drive", sono ridotti al minimo, lasciando per lo più comunicare i personaggi attraverso espressioni e gesti, sempre ben misurati, anziche usare particolari frasi ad effetto.
Refn questa volta mostra tutti i suoi limiti, perdendosi nella semioscurità di una pellicola in cui non si preoccupa affatto di essere poco scorrevole e digeribile allo spettatore "medio".
In "Drive" il trucchetto ha funzionato, regalandoci una visione diversa, una violenza più astratta, ma la magia non può sempre essere replicata.
Solo dio perdonerà questo buco nell'acqua, lo stile c'è, ma non giustifica il risultato.

joaomeravigliao  @  22/07/2013 21:04:57
   8 / 10
Refn ,goslin.
il mito drive torna di nuovo al cinema ma.....
la violenza di refn traduda lungo tutta la pellicola che ripropone allo spettatore moderno una tragedia greca .
due figli il maggiore ed il secondogenito gosling vivono nella Bangkok moderna ,refn riesce in modo magistrale a riprodurre le dolci e caduche atmosfere orientali dove la perfezione del gesto rispecchia la perfezione dell anima.echi tarantiniani Kill Bill per l yao della katana,ma la dive tarantino eccelle la scrittura ed il dialogo refn replica con le immagini e la fotografia a dir poco eccezionali,atmosfere cupe umide ,il sudore degli atleti che lottano nella palestra di Julian (gosling) al sudore dei cittadini che si muovono in questa città orientale ,dove a portare ordine irrompe il capo della polizia deus ex machina,giustiziere eviratore di arti e gole ,dove anche il povero Julien l unico della famiglia a mostrare sprazzi di umanità dovrà soccombere.tema centrale la vendetta che e ancora più ardente e sanguinaria quando ad esserne cagione e un membro familiare.una nota per l attrice orientale dimpettaia di gosling algida ed eterea come una foglia di loto.gosling si fa guidare da refn ma cade nel manierismo di se stesso....non a livella di drive ma piacevolissimo ,le mani che uccidono ,le mani che accarezzano ,fenomenologia del tatto.

TheLegend  @  20/07/2013 16:26:49
   6½ / 10
Probabilmente il lavoro più difficile di Refn insieme a Valhalla Rising.
La tecnica e le atmosfere sono comunque buone ma a mancare sono la storia e le emozioni.

redgirl  @  18/07/2013 02:18:02
   1½ / 10
Ma che razza di media è??? 6??? Questo film è una noia mortale!! Non vedevo l'ora che finisse. pochissimi dialoghi e trama banalissima... Veramente un flop assurdo. Uno dei film più noiosi che io abbia mai visto.

spoonji  @  20/06/2013 10:50:52
   7½ / 10
Nicolas torna a "casa", con un film che non si preoccupa di piacere, e ha dentro di sé tutto lo stile Refn.
Come al solito: pochi dialoghi, storia ridotta al minimo, ma molteplici livelli di lettura.
Un film in cui non è la sceneggiatura a comandare, ma sono le diverse sfaccettature psicologiche dei protagonisti, personalità complesse che da sole bastano e avanzano a sostenere un film.
Un evidente omaggio a Jodorowsky (per fortuna c'è ancora qualcuno che se lo ricorda) e un'atmosfera scura e oppressiva completano il quadro.
Ryan Gosling come nel precedente Drive perfetto nella parte del protagonista in stile Refn. Ma spero che per il prossimo ritorni a lavorare con Mads Mikkelsen, a mio parere immensamente più bravo del biondino.

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Ultima risposta 24/06/2013 10.31.19
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Dexter '86  @  17/06/2013 15:27:59
   6 / 10
Sufficienza di stima molto stiracchiata per questo mezzo passo falso di Refn.
La componente tecnica è molto curata, la fotografia è affascinante, peccato che vengano a mancare componenti fondamentali come la storia e i personaggi che avrebbero dovuto conferire un'anima a questa bella confezione vuota.
Durante la visione è facile intuire come dietro ogni scena ci sia un significato che va oltre a quello percepibile con gli occhi, il problema è che lo spettatore viene tenuto lontano dalla vicenda e quindi arriverà a queste conclusioni tramite un freddo ragionamento razionale mentre il messaggio dovrebbe essere trasmesso in modo naturale tramite la forza delle immagini e del coinvolgimento emotivo, soprattutto quando si affrontano tematiche ancestrali come in questo caso. Magari qualcuno proverà a farsi coinvolgere però il fatto che i due protagonisti principali siano totalmente inespressivi dalla prima all'ultima scena potrebbe scoraggiare i più volenterosi.
Nonostante tutto bisogna riconoscere al regista il merito di aver partorito un film molto personale rimanendo fedele alla propria cifra stilistica quando avrebbe potuto benissimo cavalcare l'onda del successo di "Drive" e realizzare un film per il grande pubblico. A questo punto non rimane altro da fare che rimanere fiduciosi in attesa del prossimo giro.

maco  @  16/06/2013 15:20:37
   6 / 10
cito altri che hanno messo lo stesso voto :

estetismo estremo. cadute di ritmo enormi. Monoespressività .Un viaggio negli inferi privo di anima .
bella la colonna sonora .


ps. Might_is_right ha visto bene

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  15/06/2013 02:08:46
   4½ / 10
E' evidente che a Nicolas Refn con la palma d'oro deve essergli dato di volta il cervello, al massimo è possibile giustificare una simile porcata dall'uso spropositato di stupefacenti.
"Solo Dio perdona" è forse uno dei film più presuntuosi degli ultimi anni, un trionfo di estetica vuota e provocazione da quattro soldi.
Si porta in scena qualcosa di affabulante, una violenza raccontata sulla falsa riga del sangue e portata in scena in un rosso porpora presente dalla prima all'ultima immagine.
Ci si abbandona a rappresentazioni oniriche del tutto gratuite, scimmiottando il cinema di Lynch e Jorodowsky ma non trovando mai nè la cifra dell'onirico nè quella del grottesco ma ancora più grave, nemmeno quella pulp da sempre a lui più congeniale.
Un delirio manieristico che culmina in un finale impossibile da decifrare non perchè criptico ma semplicemente perchè stupido

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Insomma la sceneggiatura non regge perchè segue strade del tutto singolari, l'unico personaggio interessante è il ruolo della madre portato in scena da una superlativa Kristin Scott Thomas, irriconoscibile, glaciale e bellissima come tutte le attrici che dopo gli anta riescono a dare il meglio di sè.
Peccato che Refn preferisca relegarla in un ruolo minimo preferendo il monoespressivo e insopportabile Ryan Golsing, che quando finalmente tutti scopriranno essere un attore cane sarà oramai troppo tardi.

Complimenti a Nicolas Refn per essersi tanto impegnato a fare un film meraviglioso ed essendo riuscito ad ottenere l'esatto opposto.

slint  @  15/06/2013 01:10:07
   6 / 10
I rimandi a lynch sono fin troppo evidenti,ma in quei momenti non riesce a trasmettermi nulla..ne tensione,paura o altro psichedelia??? hahah!
Nel complesso guardabile,ma tornando indietro al cinema mai!

halflife  @  13/06/2013 10:47:41
   6 / 10
ho dato questo voto per le risate che mi sono fatto!!
soprattutto per la parte canora.
a parte gli scherzi la storia e' carina, ma il regista ha voluto dare importanza al film usando la tecnica del rallenti', ma ha funzionato solo con odissea nello spazio...il risultato e' pessimo, ryan gosling monoespressione...
forse avrei dovuto mettere un 4 ma gli do' sei...bella la colonna sonora

Invia una mail all'autore del commento fabry85  @  11/06/2013 19:23:52
   1 / 10
Peccato non ci sia lo zero come voto, anzi meriterebbe il sotto zero. Evitatelo come la peste, il regista era sotto stress, ed è venuto fuori questo pseudo film.
Consiglio di dare i soldi della visione del film, film? bho non so se chiamarlo film, in beneficenza.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/06/2013 14:52:39
   6 / 10
Solo Dio perdona. Il perdono è una qualità divina e pur essendo alla portata dell'uomo, non viene quasi mai utilizzata. In questo film meno che mai. La violenza e la vendetta è una spirale che una volta innescata finisce con la totale distruzione dell'avversario come nei combattimenti all'ultimo sangue di Valhalla rising. Ma nel contesto dell'ultimo film di Refn, non è più la natura selvaggia a dominare ma una metropoli irreale, opprimente ed angosciosa nelle splendide rappresentazioni notturne.
Julian è un personaggio che conserva la fissità dello sguardo dell'autista di Drive (d'altronde Goesling non è il massimo dell'espressività), ma è totalmente inerme e passivo agli eventi. La famiglia invece di un rifugio diventa la condanna per il protagonista con un padre ucciso, un rapporto conflittuale con il fratello maggiore e un altro controverso ai limiti del morboso con una madre dispotica. Quindi ci troviamo di fronte ad un uomo costretto a fronteggiare faide esterne e gestire quelle interne al nucleo familiare. Un uomo segnato dal destino già in partenza.
Le intenzioni erano buone ma l'estetismo estremo e il tono ieratico di tutta la pellicola rischia di soffocare tali buone intenzioni proprio in questo formalismo fin troppo ostentato, causando delle cadute di ritmo enormi. Un non sense le canzoni del poliziotto o almeno così come sono state presentate, senza sottotitoli. E' probabile che siano degli intermezzi o una divisione in parti dello stesso film, magari a dare più spessore al personaggio del poliziotto, però presentate in questa maniera è solo una pausa inutile.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  11/06/2013 12:57:33
   6½ / 10
Puro esercizio di stile per Mr. Refn. Alcune sequenze ricordano il suo Valhalla, altre rievocano atmosfere lynchiane, quello che rimane però è un viaggio negli inferi colorato di rosso, blu e giallo ma privo di anima. Nemmeno una sfumatura.

francis81  @  10/06/2013 22:57:42
   7½ / 10
personalmente mi è piaciuto e penso che il commento-spoiler di "might is right" racchiuda tutto quello che c'è da dire su questo film.
Bella fotografia ,ambientazione ,quasi un film muto sarei rimasta a guardarlo per ore.
Non è un film per tutti.

valis  @  10/06/2013 20:01:41
   7½ / 10
perverso, lynchiano e ostico.
carrellate lentissime, sguardi immobili e ambienti sempre oscuri, con personaggi diretti verso un destino inevitabile quanto annunciato in un turbinio di violenza, sangue e follia.
pecca del film, il poliziotto thailandese, che a mio parere non aveva proprio il fisique du role, basso, magrolino e pure anzianotto.
ridicolo lo scontro con gosling, la differenza di stazza tra i due era così marcata che ryan sembrava un papà che andava a riprendere il figlio alle scuole elemetari.

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Ultima risposta 10/06/2013 20.16.10
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Jambalaya  @  09/06/2013 22:06:00
   6½ / 10
Non è un film per tutti, una decina di persone si sono alzate dopo appena venti minuti; secondo me una persona si dovrebbe un pochino informare prima di andare a vedere film del genere..
Anyway, ho apprezzato tantissimo tutta la parte tecnica del film, che come già scritto da altri, ricorda molto lynch, però nonostante questo e nonostante aver colto il messaggio e i simbolismi del film, non mi ha coinvolto quasi per niente perciò non l'ho apprezzato del tutto.

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Ultima risposta 10/06/2013 10.17.07
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dagon  @  09/06/2013 19:07:03
   3 / 10
Refn è uno di quei registi a cui hanno veramente finito per far credere di essere un genio. Incoronato prematuramente, ed immotivatamente, nuovo regista ultraculto con, addirittura (!!!!), perfino accostamenti a Lynch, ha virato verso il narcisismo spinto con questo film. Una pellicola cialtrona e vuota, riempita di facile simbologia d'accatto e di "messaggi" presudo subliminali di filosofia da 4 soldi, molto modaiola, in cui il regista espande fino all'inverosimile le caratteristiche del suo stile. La trilogia di Pusher era decente, seppur già vista; Valhalla Rising, probabilmente, è l'unico film originale e riuscito del regista, non foss'altro per l'atmosfera, Bronson era buono, poi si è arrivati a Drive, un film che non aveva un fotogramma che non fosse già visto e che è stato osannato come fosse chissà che di rivoluzionario, quando di rivoluzionario non aveva veramente nulla. Sulla falsariga di questa esaltazione, arriva questo monumento allo specchiarsi, per di più con il vezzoso reteaming del regista con il suo equivalente attoriale, ovvero l'altrettanto sopravvalutato Gosling, che percorre la pellicola con la solita (mono)espressione catatonica che abbiamo visto in ogni suo film. Adesso toccherà sicuramente leggere che il sodalizio Refn/Gosling equivale a quello Scorsese/De Niro dei tempi d'oro.... vabbè.
Presuntuosa noia totale.

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Ultima risposta 05/08/2016 23.57.10
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Leonardo76  @  09/06/2013 18:36:56
   7 / 10
Per i miei gusti il film ha qualche stramberia per intellettuali di troppo (il rapporto ambiguo della madre-boss con i suoi 2 figli, simbolismi sulle mani) ma la baracca viene salvata dal poliziotto orientale che da solo vale il prezzo del biglietto già solo come si muove. Qualche scena un po' fortina ma nel complesso un film godibile. Non ci sono dialoghi alla Tarantino, rendiamo grazie al Signore.

LemureGatta  @  09/06/2013 10:15:41
   9 / 10
Astenetevi dal vederlo se non avete voglia di riflettere

Con questo film Refn si riconferma quello che è: un regista per pochi.



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Might_is_right  @  09/06/2013 09:48:38
   9 / 10
*TUTTO IL COMMENTO E' INSERITO IN SPOILER*
Grandissimo film.
Dopo la svolta più "pop" di Drive, Refn torna all'esamina più intima e psicologica dei personaggi coinvolti. Si torna ai rossi paesaggi di Valhalla Rising.

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Ultima risposta 17/06/2013 15.29.53
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deadkennedys  @  09/06/2013 02:09:20
   4½ / 10
Molti, nei commenti precedenti, citano inspigabilmente lynch quando in verità il regista da "incolpare" per questo mezzo flop è jodorowsky. Visionario, quasi mistico e pressochè totalmente simbolico, è per lui la dedica, poco prima che partano i titoli di coda. Ma il regista cileno ha sempre avuto nelle sue opere ben chiaro il messaggio e la metafora da usare (guardasi "El Topo" e "La montagna sacra"), non si può dire lo stesso di Refn che tenta un'improbabile ed artificiosa commistione fra un simbolismo di dubbia interpretazione e l'action\gangster movie il tutto intervallato da colpi di muai thai (pochi in verità) e pezzi neomelodici thailandesi (troppi... la lagna finale è la goccia che fa traboccare il vaso). L'ambientazione esotica rende il tutto ancora meno sincero.
Il poliziotto, metafora di una giustizia divina, salva il film nelle poche sequenze degne di nota e sembra essere il vero protagonista.
Gosling impassibile, tormentato interiormente, succube di una madre insana, non sa usare le mani nè per dare piacere, nè per tirare pugni.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER Forse è questa la durissima, e sicuramente rispettabile, morale alla fine : la necessità tragica di (dover) prendere una posizione perchè in ogni caso, anche se non lo si fa, le conseguenze reclameranno un tributo.
Peccato non basti questo ed un paio di scene azzeccate a salvare quest'opera di un regista che stimo molto ma che farebbe meglio a tornare a girare in Europa.

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Ultima risposta 16/06/2013 09.57.13
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Spera  @  07/06/2013 15:59:51
   6½ / 10
Io amo questo regista. "Drive" e "Solo dio perdona", a mio avviso, non sono il vero REFN ma solo la sua evoluzione artistica, risultato di un percorso lungo fatto di circa 8 film prima di questi due.
Bisogna apprezzarne e conoscere il regista per dare il giusto valore a questa pellicola.
Nonostante adori REFN rimango un pò basso come votazione perchè ho dato 7 a Drive che ho apprezzato un pò di più.
La cosa che ho trovato sublime come nella maggior parte dei film di REFN è la regia e la fotografia. I ritmi sono rallentati, gli ambienti cupi e colorati di tinte aggressive come il rosso e il giallo intenso. Insieme a questo il silenzio surreale e i pochi dialoghi ovattano l'atmosfera rendendo l'ambiente quasi infernale. Pare che il nostro protagonista viva all'inferno, forse Julian vede la sua vita proprio come noi stiamo vedendo il film.
Ho visto molte analogie con Valhalla rising, non solo nella lentezza di alcune sequenze ma soprattutto nell'ambientazione sospesa in un limbo tra realtà e inferno che spesso coincidono.
La trama è semplice e va bene ma qui nascono i problemi. Attraverso una prima visione mi è sembrato che nella sceneggiatura ci fossero non pochi buchi. Forse è stata un 'impressione dovuta al fatto che un film con così pochi dialoghi e con una potenza visiva del genere ha bisogno di una seconda visione per arrivare scorrevolmente alla fine e senza dubbi. In definitiva l'andamento della storia fila ma in modo un pò tortuoso e di difficile interpretazione in certi punti.
Veniamo ora ai temi. REFN è solito porre un contesto di sfondo alle sue storie, come per Drive era il modo delle corse e delle automobili, qui invece è la Thai boxe, bangkok e la vita di un quartiere malfamato all'interno di questa città . Questo sfondo però racchiude dentro di se temi molto ostici da trattare come la pedofilia, la prostituzione e la droga. Temi che REFN non doveva trattare così superficialmente, nè usarli come sfondo alla personalità triste e introspettiva di Julien. Questi andavano trattati con il giusto peso, rendendoli più parte integrante della storia, facendoli risaltare dallo sfondo e intrecciandoli di più con la storia personale del protagonista.
Veniamo ora ai personaggi. Io non riesco a capacitarmi di come REFN non abbia spiegato a Gosling che non stavano più girando Drive. Ma scherziamo??
Io ancora rimpiango il grandissimo Mads Mikkelsen con cui REFN ha lavorato fino ad alcuni anni fa. A mio avviso sarebbe stato azzeccatissimo sia per Drive che per quest'altra pellicola. Adoro i film senza dialoghi o ridotti all'osso ma Gosling ragazzi è mono espressivo all'ennesima. Inoltre è un personaggio piatto, senza carattere, senza azione...e un personaggio senza azione è una storia senza mordente. Vabbè....il problema è che non ho trovato interessante neanche il personaggio dell'ex poliziotto, caratterizzato male, non mi ha suscitato nessuna emozione o sensazione. Piatto. E poi anche qui: tirare il sasso della corruzione e poi non sviluppare non far capire bene la situazione di questi poliziotti. Inoltre al cinema ho odiato il fatto che non ci fosse traduzione delle sue cantilene!!
L'unico personaggio secondo me degno di nota è la madre. Lei si che stava iniziando ad avere un pò di carattere e proprio nel momento in cui inizia a coinvolgerti...Lei muore!!!!! E proprio nel momento in cui ho pensato che il film sarebbe decollato!!!!! Finisce...togliendo a Julien l'unico modo di tirare fuori il suo personaggio e quindi di conoscere anche meglio ciò che passa nella sua testa. Il ricongiungimento alla madre morta è fatto da dio ma far finire il film così mi ha davvero deluso. Non mi aspettavo la vendetta. Mi aspettavo di capire qualcosa di più, di avere una soddisfazione in più.
Alla fine Julien è un uomo turbato e confuso, privo di carattere, che ha un rapporto morboso con la madre della quale è succube, anche se non voglio entrare in discorsi filosofici riguardo il rapporto madre e figlio.
Questo tema è sicuramente molto forte e sentito ma anche qui la sceneggiatura non ha il mordente giusto per il coinvolgimento pieno.
Musiche non degne di nota anche se sono davvero integrate alla perfezione su questa pellicola. Ho apprezzato.
REFN a mio avviso ha dimostrato in passato di fare un uso della violenza unico e mai gratuito. A parte che non ho trovato il film molto violento ma non vi è quello stesso coinvolgimento che ho trovato in Pusher3, Bleeder, Valhalla Rising. Qui è tutto molto surreale e infernale tanto da ricordarmi la povera ragazza di Suspiria in quel rosso sangue intenso delle luci, tanto che sembra più di stare a guardare gli attimi che Julien si vede passare davanti agli occhi prima di morire che la sua vera vita.

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Ultima risposta 11/06/2013 14.33.22
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Neoslevin  @  07/06/2013 01:45:48
   8 / 10
Perdonare non è sintomo di debolezza, ma di forza.Solo pochi ci riescono, perchè è un dono raro, divino.Julian è divino, , non perchè ha super-poteri, ma solo perchè riesce a capire il concetto di giustizia.Una giustizia un pò totalitaria e tiranna, ma pur sempre con una logica.Il montaggio è affascinante e il ritmo lentissimo è tossico.Si tratta però di un tossico dolce e ammaliante che incanta.Gli sguardi sostituiscono le parole la maggior parte delle volte e ciò lascia più chiavi di lettura e di interpretazione.Le luci la fanno da padrone e tutto si basa su inquadrature e fotografia davvero ricercate.Film fruibile per pochissimi, che per carità non sono i buoni e gli altri i cattivi, ma è davvero difficile apprezzare la particolarità della pellicola.Il complesso di Edipo e la giustizia.La coerenza e l'accettazione.La violenza e la sudditanza.La mente e la forza.Clima surreale e canti onirici.

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Ultima risposta 07/06/2013 19.22.16
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TheGame  @  07/06/2013 00:15:10
   6½ / 10
C'è da essere indecisi se inca**arsi o meno di fronte a quest'ultimo Refn, un "vorrei, ma non posso", sicuramente orientato a sottotesti da Cinema d'autore, ma completamente smarrito in una trama di genere. Alla fine il "Lynch che incontra Van Damme" diverte e ammalia visivamente il giusto.

Anto9966  @  06/06/2013 13:57:39
   4 / 10
Sono andato a vederlo ieri sera ed ero veramente pieno di aspettative avendo visto nel 2011 drive ,ma sono rimasto veramente deluso. Scene totalmente sconnesse tra di loro . Un film in stile Lynch riuscito veramente molto male. Anche il finale senza senso

melop  @  06/06/2013 12:03:05
   1 / 10
Uno dei film più brutti visti in vita mia, con Gosling muto e con la espressività di un pesce dentro la boccia di vetro .... ma questo lo sapevo già in ogni suo film non ha mai cambiato espressione) e una sceneggiatura ricca di salti di scena insensati... Odioso il poliziotto canterino (peraltro con pubblico fatto solo dagli stessi tre poliziotti che girano per tutto il film)... Dialoghi assenti e personaggi che si guardano per interminabili minuti senza dire niente.. mah.. una vera porcheria..
Evitatelo!!!

romrom  @  05/06/2013 22:35:45
   5 / 10
Delusione..eccessivamente lento, dialoghi di una piattezza unica, trama scontatissima ...DRIVE e la trilogia di PUSHER decisamente sono di un alto livello

Strix  @  05/06/2013 16:33:51
   3½ / 10
Scioccare lo spettatore? Ammaliarlo? Divertirlo? Qualunque fosse l'intenzione di Refn, ha fallito. Dall'inizio alla fine, il mio pensiero continuo era: "ma che c.a.z.z. ...???"
E non venite a dirmi che sono io che non l'ho capito perchè non penso di essere un'idiota...è bello capire un film quando ci sono segni e connessioni intuibili, ma mettere insieme tante scene alla PeneDiCane, senza criterio, è la morte del cinema. Ora i refniani mi divoreranno, e diranno che siamo di fronte a un capolavoro e cercheranno di trovare significati nascosti ai quali probabilmente Refn non ha mai minimamente pensato. Come se non bastasse, mettici anche dei dialoghi da Teletubbies e lentezza inesorabile a cui Refn ci ha abituati (vedi Drive, ma lì almeno c'era un minimo di sceneggiatura) e la frittata è pronta. Stendiamo un velo pietoso sul combattimento (roba da saggio di fine anno tra 2 cinture gialle di karate) e la scena della cena, che suscita risate (involontarie). Siamo di fronte a un buon esercizio di stile, solo quello. Che però non basta. L'unica cosa che ho apprezzato è

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Ultima risposta 06/06/2013 12.42.52
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TonyStark  @  05/06/2013 16:08:46
   4½ / 10
non mi ha convinto per niente, a parte la splendida scenografia il resto mi ha lasciato alquanto perplesso.

googar  @  04/06/2013 08:57:10
   8 / 10
Un esperienza di cinema molto interessante che ho apprezzato moltissimo.
Il film è un connubio perfetto tra fotografia e montaggio delle scene che seguono due filoni narrativi: uno che racconta le vicende di vendetta e violenza mentre l altro segue la psicologia dei personaggi, scavando nel subconscio e mettendo alla berlina le paure e ed i complessi dei protagonisti.
Ed è proprio l introspezione psicologica il punto forte del film che, senza dialoghi, ci permette di conoscere a pieno i protagonisti(su tutti Gosling).
Decisamente un film anti commerciale.
NON PER TUTTI.

paride_86  @  04/06/2013 02:22:56
   7½ / 10
Film di chiara matrice lynchana che affronta il complesso di Edipo in maniera disarmante e sanguinosa.
"Solo Dio perdona" è un film dalle belle atmosfere e dai colori intensi, una storia senza mezze misure: o si odia o si ama.
Io, personalmente, sono rimasto catturato dal fascino di un film morboso e disturbante, carico di dolore represso trasfigurato in sordida violenza.
Davvero particolare.

PATRICK KENZIE  @  03/06/2013 22:57:54
   4 / 10
Solo Dio Perdona : bastano tre parole per descriverlo. UNA VERA C.A.C.A.T.A.
Come tutta la filmografia (escluso il magnifico superbo Drive) di Refn anche questo è il suo sigillo. Film caotico e allucinante,con trama sconnessa e dalle grandi atmosfere per colpire lo spettatore. Andatevi a vedere tutta la sua filmografia e vedrete che lui è cosi,di chiara matrice David Lynch pero fatti male.
Un film oltretutto noioso nonostante i 90 minuti scarsi,a tratti ti scopri a sbadigliare e a più riprese mi assaliva la voglia di lasciare la sala se non fosse stato per il prezzo esorbitante che ho pagato c.a.z.z.o! (8 euro!!!). Tralasciamo poi che il protagonista è un orientale mai nemmeno visto come caretterista che ha una sola (sempre che poi davvero c'è l'abbia!!) espressione e che non cambia qualsiasi cosa faccia..
Unico plauso (ovvio il solito Gosling) Kristin Scott Thomas nei panni del capo famiglia tamarrissimo e volgare,dai grandi eccessi e dai sentimenti più che morbosi...

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Ultima risposta 07/06/2013 08.46.41
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Scuderia2  @  03/06/2013 20:15:29
   3 / 10
"Le mani,le mani,voglio vedere le maniii!!!"

Alla stregua dei vocalist che imperversavano in discoteca,Refn si scopre feticista delle mani.
Va bene,d'accordo,tutto quello che vuoi.Ma vaff…
Ho voluto ignorare i primi pareri abbastanza preoccupanti.
Ho voluto ignorare il fatto che Gosling in questo film non doveva neanche esserci.
Il binomio Gosling-Refin è Drive. C'è poco da fare.
Io l'ho amato,ho amato la sua colonna sonora,non ci credo che in questo nuovo film non ci sia neanche l'odore della vecchia ricetta.
E invece Only God Forgives con Drive non ha nulla da spartire,a parte il finale in cui Gosling si aggira avido di vendetta,sporco come un macellaio.
E le musiche?
Lasciamo perdere.
Se poi qualcuno riesce ad esaltarsi per 2 canzoni thai cantate al karaoke da un poliziotto-gustiziere vestito da arbitro,io mi arrendo.
Gosling recita con le scarpe. Non con i piedi,proprio con le scarpe.
TAC-TAC-TAC-TAC
Il ritmo che scandisce coi tacchi è termometro del suo stato d'animo (sempre,più o meno, sulla tacca CANE BASTONATO).
Refn è in delirio. Mentale o d'onnipotenza fate voi.
Le riprese in penombra però le sa fare.
Le mani…
Le mani…
Le mani gli andrebbero tagliate,a Refn.
A lui e a tutti i registi danesi.

P.S. Le scarpe di Gosling mi piacciono sul serio.

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Ultima risposta 03/06/2013 22.54.01
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  03/06/2013 10:33:58
   4 / 10
Solo una pura Formalità, in tutti i sensi.

Ezio77  @  03/06/2013 00:04:46
   5 / 10
Allora................................................................................................................................................secondo me..................................................................................................................................questo film......................................................................................................................................................................poteva benissimo essere...............................................................un cortometraggio.........perchè le uniche cose.......................................................................................decenti.....................................................sono gli scatti di violenza................................................................................che condiscono......................................................................................................................la lentezza...........................................................................psichedelica...........................................................................fine a se stessa............................................................................Peccato perchè in maniera..........................................................................................meno allegorica..........................................................................(perchè il film lo è troppo secondo me).......................................................................................sarebbe anche stato un film........................................................decente.................................................................con un'ottima.......................................fotografia......................(Ecco il fastidio e la difficoltà che avete provato nel leggere il mio commento è la sessa che ho provato io durante questo film. PECCATO!)

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Ultima risposta 05/06/2013 16.09.23
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exdinu  @  02/06/2013 20:44:10
   4½ / 10
Kill Bill alla tailandese, girato per buona parte in una camera oscura di uno stampatore di foto cartacee prima dell'avvento delle foto digitali, esasperatamente lento....

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Ultima risposta 03/06/2013 15.12.21
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sugarFranfraa  @  02/06/2013 20:05:09
   9 / 10
Ogni volta che mi siedo sulla poltrona di una sala cinematografica tento di fare tabula rasa dei miei pregiudizi e delle mie aspettative e preparo il mio cervello ad accogliere nel miglior modo possibile l'opera che mi viene proposta.
L'ho trovato un film valido? Sì, molto.

Ciò che mi ha colpito maggiormente, oltre alla fotografia spettacolare e alla violenza un po' splatter che in Refn non manca mai, è la caratterizzazione dei personaggi. Sappiamo che i dialoghi sono pochi ed essenziali, ma ciò non ha privato il regista di darci dei personaggi a tutto tondo. Mi è quasi sembrato di stare davanti ad un'opera modernamente "shakespeariana", ma anche sofoclea. Infatti il tema principale è quello del complesso di Edipo.

La fotografia e le musiche rendono meravigliosamente l'ambientazione e il senso di pesantezza che pervade tutta la situazione. La mancanza di dialoghi non è un deficit, lo splatter non è un espediente per attirare il pubblico e, a parer mio, la trama si protrae in un climax ascendente che continua a farti chiedere: "E ora? Come andrà a finire?". Non è affatto un film noioso, come molti lo hanno trovato. Trovo che, seppur raramente, capiti che un'opera buona non venga accolta per una mancanza del pubblico. Anche noi fruitori abbiamo una responsabilità davanti a ciò che stiamo per ricevere.

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Ultima risposta 02/06/2013 20.09.49
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ilgiusto  @  02/06/2013 19:07:19
   2 / 10
No signori, bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno. Non si può provare disprezzo e disappunto, sentirsi truffati presi in giro, riempire il vuoto lasciato da una visione noiosa e inutile domandandosi quante e quali sostanze stupefacenti usi il regista, per poi stuprare le proprie sensazioni giustificandole sotto il "...ma forse io non l'ho capito, sono io che non ho sapute cogliere le sfumature, non è brutto è solo strano, forse se lo rivedo un'altra volta" è così via.
Diciamolo schiettamente: questo film è una cag*** pazzesca! Punto e basta.
E una caga***, anche con una bellissima fotografia, è e resta una caga**.
Pessimo come passatempo. Non diffonde cultura. Non compie denunce civili. Non appassiona e nel continuo tentativo di essere originale scivola troppe volte oltre la soglia del ridicolo. Ecco perchè, per me, trattasi di film assolutamente inutile e unicamente vanaglorioso.
Giudizio finale: pura spazzatura e ovviamente ne sconsiglio la visione a chicchessia. Evitatelo ed usate meglio il vostro tempo.

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Ultima risposta 12/09/2017 23.57.22
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lucasssss  @  02/06/2013 11:30:04
   7 / 10
SURREALE

PSICHEDELICO

SUPERBO

ONIRICO

CUPO

ma soprattutto

DISTURBANTE







sinceramente meriterebbe 1 perchè è un film senza senso ma anche un 10 perchè è un capolavoro

non è facile dare un voto a questo film (se notate i voti dei precedenti, vanno dallì1 al 10)

per non alterare la media, dato che sono indeciso tra l'1 ed il 10 metto quello della media in questo momento.........

Piero74  @  02/06/2013 09:34:04
   1 / 10
Serata fredda e piovosa, per non andare sempre fuori a mangiare decidiamo di andare al cinema... Aperitivo e scegliamo di vedere Una notte da leoni 3! Arriviamo al cinema troppo tardi, posti finiti, allora decidiamo di vedere Solo dio perdona, avendo visto Drive, stesso regista e attore potevamo sulla carta stare tranquilli.....
Dalla trama sembrava interessante, dopo 20 minuti di film ci diciamo... Dai adesso decollerà ... Ma proprio no! Film scandaloso, lento da morire , con questo pseudo cantante- sadico poliziotto che va in giro con una spada che sfodera non si sa da dove!! Dialoghi ridicoli e quasi del tutto inesistenti. Da vedere? Assolutamente NO!

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  02/06/2013 03:10:05
   4 / 10
Riaffiorando senza alcuno sforzo dalla profondità millimetrica del racconto, rimbalzando pigramente fra gli smokey eyes di Kritin Scott Thomas e i blue eyes del bel cane Ryan Gosling, cercando qualche brivido in quei teatrini di sangue terribilmente seriosi, sono arrivata alla fine di un film ormonale, nullo e imbarazzante. A mio personale schietto e rispettoso parere Refn stavolta ha partorito un' amorfa massa di st.r.on.z.ate, tamarra sin dal titolo. Non mi ha colpito neanche la scena che più di tutte ambisce alla commozione, quella che vorrebbe fotografare l' appartenenza dolorosa di Julian alla madre; questa madre che non comprende i propri figli, pur avendo indagato fin dentro le mutande (sulla carta un personaggio promettente). Magari non sono stata abbastanza recettiva, ma oltre i suggestivi bagliori rossastri, le gustose virate tecniche, i rimandi ossessivi al cinema giapponese, non ho visto nemmeno il vuoto, che pure ha la sua poetica, ma solo un accumulo confuso di intenzioni.

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Ultima risposta 02/06/2013 21.07.04
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Invia una mail all'autore del commento Atmosferico  @  02/06/2013 02:30:51
   10 / 10
Non è un film...è un'esperienza da gustare fino all'ultimo...

KasinaKD  @  02/06/2013 01:13:44
   3 / 10
Semplicemente ridicolo: trama appena abbozzata (famiglia criminale in seguito a omicidio di una prostituta inizia una guerra contro un sadico poliziotto), scene splatter a ripetizione, emorragie di simboli o pseudo simboli del cinema koreano/cine/giapponese insomma un'accozzaglia di tutto ciò che fa sembrare film d'essai orientale fatto invce da un regista europeo fin qui bravino, ma che qui si è proprio s*******to. Tutto è involontariamente ridicolo dagli imbarazzanti dialoghi fatti dalla madre a cena alle interpretazioni canore del sadico poliziotto che ricorda tanto il nostro Albano. Ryan Gosling che dire. speriamo che l'abbiano pagato benn per questa parte da protagonista quasi muto morbosamente attaccato alla madre.

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Ultima risposta 02/06/2013 21.54.17
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Crazymo  @  01/06/2013 23:16:42
   9 / 10
Il capolavoro di Nicolas Winding Refn; davvero, non riesco a capire chi l'ha criticato, soprattutto i fan del regista: qui c'è tutto Refn portato al limite, lanciatosi all'estremo del genere e creando qualcosa di mai visto prima, pochissimi dialoghi, tanti silenzi, esplosioni di violenza mai fine a se stessa che porta a un film interpretabile in tantissimi modi che è uno spettacolo per gli occhi dall'inizio alla fine senza nessuna scena sbagliata! Fotografia e regia da oscar, il pensiero di Refn portato a pieno compimento senza la minima sbavatura. Quanto è bello il personaggio di Gosling? La sua impotenza nei confronti della realtà, le sue esplosioni di rabbia coperte da un mare di dubbi, e il personaggio di Chang, l'angelo della vendetta, il Dio del titolo, con i suoi sguardi glaciali e imperscrutabili; il suo piangere mentre canta una dolce canzone in un locale illuminato da luci rosse al neon, luci che pervadono tutto il film in scene mozzafiato, da sequenze di sogni che rievocano Lynch dando al tutto un significato e senza lasciare nulla al caso, fino a scene di inseguimenti sotto luci perfettamente realistiche riprese da movimenti di camera che rimangono nel cuore. La violenza, la violenza che parte dalle mani, mani che vengono tagliate che come dice Refn sono il punto cardine della violenza in ogni uomo, senza le mani ognuno di noi sarebbe un povero essere inoffensivo: la rabbia repressa che viene sfogata nel giro di pochi secondi in tripudi di rumori, inquadrature che si susseguono e ossa che si rompono, l'arrivo della madre di Julian che altro non è che una matrigna che rappresenta il mondo occidentale, sperduto e incompreso in un paese così spirituale come Bangkok, dove la violenza è sempre il riflesso di azioni altrettanto gravi: le offese rivolte dalla madre di Julian a perfetti sonosciuti sono l'incarnazione della nosta società, del nostro "essere civili": violenza senza motivazione, un modo di essere che non viene capito dal Dio del film. Inquietante nella sua bellezza, nei suoi colori accesi, nel suo essere così vivido e così crudo. Il film più bello del 2013 e secondo me degli ultimi 2 anni: capolavoro gente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  01/06/2013 23:06:24
   7 / 10
Rino Tommasi direbbe che la mia statistica con Refn è troppo giovane per aver valore. Nel senso che io del
talentuosissimo regista danese ho visto soltanto le ultime due opere, l'indecifrabile e affascinante Valhalla Rising ( a mio modo di vere la miglior fotografia nel cinema recente) e il meraviglioso Drive, anche questo in qualche modo film unico nel suo genere.
Insomma, vado a vedere Only God Forgives con un 2 su 2 mica da ridere.
Beh, sono rimasto deluso, e non poco.
Credo che Refn abbia voluto firmare il suo capolavoro lasciandosi trasportare un pochino troppo dal suo talento.
Il film racconta la vendetta della vendetta della vendetta della vendetta, un incredibile domino di conti da regolare nello scenario ora putrido e fatiscente, ora lussuoso e lucente di Bangkok,
Proprio le ambientazioni sono qualcosa di unico, dai luridi e stretti vicoli del mercato alle incredibili suite a 5 stelle, Refn l'occhio per le location ce l'ha, mamma mia se ce l'ha. E tutte queste location sono restituite all'occhio dello spettatore da un'ancor magnifica fotografia, che gioca con le penombre e con i colori in modo da far girar la testa, specie con quel rosso della residenza di Gosling. Alcuni movimenti di macchina sono da pelle d'oca, su tutti, a mio parere, una carrellata avanti lentissima in quella specie di officina che è talmente bella da restarci secchi.
Ora, però...
Perchè in un film così nudo e crudo, violento e vendicativo fare il Lynch ogni 3 minuti?
Va bene esser visionari, va bene mischiare la realtà con il sogno, ma perchè così tante volte?
E poi, soprattutto, come Refn giustifica tutto questo?
Sapete cosa c'è di strano in sto film?
Che tutto sembra fatale, ieratico.
Ogni scena, ogni personaggio, ogni parola sembra racchiudere al suo interno quest'aura misteriosa, trascendentale, non so come spiegarmi meglio se non con il termine "fatale".
Tutti parlano poco, tutti sembrano IL personaggio per eccellenza, nessuno sembra avere un appiglio un pò più duro con la realtà. Sembra che ci siano 6,7 guru nel film. E' un caso raro per cui tutti i personaggi, il poliziotto, Gosling, alcuni scagnozzi, la madre di Gosling, tutti sembrano dei in terra, esseri superiori che con i loro gesti e le loro parole (poche) diventano dispensatori e depositari del bene o del male.
Difficile spiegarmi.
Non sono *****ni alla Tarantino malgrado il film, alla fine, sia praticamente una copia di un suo film con Lynch a sostituirlo 2 giorni a settimana alla regia (io ho visto tanto Twin Peaks in alcune atmosfere, voi?).
Le scene cult non mancano (la cena con la madre, la sparatoria, la tortura con gli spilloni) e con questo film abbiamo la conferma che Refn la violenza la sa mostrare come pochi.
Ma la sensazione che ogni sequenza tenti di essere LA sequenza mi ha lasciato perplesso.
Ho vissuto le stesse sensazioni avute con Sorrentino ma là le emozioni che mi sono rimaste addosso sono state tantissime, qua praticamente nessuna.
Starei cauto a gridare al capolavoro perchè pur avendone i crismi la sensazione di trovarsi davanti a un film sbagliato è davvero forte.
Una cosa però non la dimentico di certo, lo sguardo incredibile di quel bambino in quell'officina.
Non esagero, ma quello sguardo vale quasi il prezzo del biglietto.
Vedere per credere.

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Ultima risposta 09/06/2013 02.24.57
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Badu D. Lynch  @  01/06/2013 16:30:26
   9 / 10
La paura, il costante malessere di una vita che urla all'interno del protagonista. Castranti vuoti metafisici, suoni spasmodici dentro la carne : richiami di ribellione che non appartengono alle anime distrutte, ai corpi morti in partenza - si nasce anche per sbaglio, senza sentirsi mai realmente vivi. Ossa rotte dalla nascita, esistenziali deformazioni congenite. Disintegrati dentro. Le movenze di una madre che grida giustizia, affascinante e seducente come un'apocalisse interiore che non lascia via di scampo. Un mistico ed esasperato amore materno, che conduce il figlio verso strade inesplorate, in direzione di irraggiungibili percorsi coscienziali. La ricerca del dolore, della fine, per comprendere la verità edipica che si nasconde dietro una disinteressata vendetta. Una famiglia sospesa nel tempo, inesistente ; anime perse per sempre, destinate all'abisso, al vuoto, all'inferno. Julian, in realtà, non vuole vendicare la morte di Billy, ma piuttosto riempire l'insoddisfatto ventre materno ; vivisezionare la passione viscerale che lo lega a lei ; sondare il grembo mefistofelico della madre e capire dove sta l'errore antropologico ; tuffarsi ancora una volta nella sostanza spirituale e ancestrale che lo ha generato, e scoprire che il liquido amniotico è diventato sangue : Janne gli ha donato la morte - una fatiscente vita. Julian scruta la madre, la penetra, tocca con rabbia l'essenza della sua adorata creatrice attraverso un indispensabile squarcio filosofico, necessario per capire che non si può rinascere, per comprendere che l'equilibrio non esiste. Il protagonista è inconsciamente predisposto ad una sorta di "abnegazione femminea" : schiacciato dalla voluttà ineluttabile che gli trasmette Jenna - una dipendenza catastrofica che lo rende psicofisicamente vulnerabile e debole ; soffocato da un innato senso di inadeguatezza - senza forza, sconfitto in partenza ; fragile e insicuro, pronto a diventare carne da macello. Il personaggio di Gosling è una trasversale e impotente figura cristologica, che lotta per i peccati commessi dagli altri, che si sacrifica per espiare le colpe di questa umanità corrotta (la famiglia), ma in tutto ciò non c'è salvezza, non c'è redenzione, non c'è morte e non c'è risurrezione : ad attenderlo è solo un'eterna punizione terrena per essersi fatto portavoce della falsità, del male, dell'infamia. Una pellicola ipnotica e silenziosa : le parole diventano sangue e sguardi distrutti, i lividi prendono il posto dei dialoghi, la tristezza e la paura si traducono in carne tumefatta, lacerata ; quella presente nel film è una comunicazione fisica, quasi cronenberghiana. La sofferenza del protagonista è un dolore interno, imploso : non ha ancora elaborato il suo lutto, non ce la fa, schiacciato da quella tremeda madre/amante. Chi cerca di ripristinare l'equilibrio è Chang, un vendicatore spietato e cinico, senza compassione, che riporta l'ordine nella città attraverso metodi brutali ; un angelo malvagio o forse un diavolo benevolo?
Chang e Julian - il primo agisce in nome del bene collettivo, compiendo azioni di inaudita crudeltà ; il secondo agisce in nome della malignità matriarcale, perpetrando lavori sporchi attraverso azioni di inspiegabile e impercettibile magnanimità ; due facce della stessa medaglia. Chi ha torto? Forse entrambi, forse nessuno - nichilismo coscienziale. Solo Dio Perdona comunica tramite archetipi potentissimi, come fossero urla dal suono familiare, già udite in passato, di neonati disperati che presagiscono l'impossibilità di un'esistenza tranquilla e serena. Il film di Refn è una mancata tragedia greca dal sapore onirico e visionario. Un'opera dalla forza straordinaria che si insinua sotto la pelle dello spettatore, cibandosi delle sue insicurezze esistenziali.

Manticora  @  01/06/2013 12:22:39
   7½ / 10
Refn mi ha abituato al suo stile rarefatto, lento ma implacabile, inanzitutto questo suo ultimo film si sposta completamente nel tempo e nello spazio, in un ambientazione esotica, la Thailandia, dove ricchezza e povertà, innocenza e violenza coabitano in maniera non univoca. Solo Dio perdona è un film sulla violenza, ancora più di Drive dove la solitudine lasciava spazio all'amore, qui invece non c'è redenzione, Refn usa Gosling, decostruendo i personaggi in maniera disumana, alienati che si muovono in maniera lenta ma inesorabile, ognuno seguendo quel poco che rappresentano i proprii principi. Ma se il personaggio di Julian è succube della madre, una Kristin Scott Thomas sboccata, arrogante ma fondamentalmente inetta, che ha abbandonato i proprii figli, tra cui il maggiore Bill. il quale è diventato uno psicopatico che annega la propia rabbia nrlla violenza contro le donne. Julian ha invece scelto di non fare più uso della violenza, guardando le sue mani, che hanno ucciso il padre. Igni azione porta una reazione, così l'incontro con l'eminenza vestita di nero, e armato di similspada thailendese, Vithaya, poliziotto che propina la sua "giustizia" inesorabile e invincibile. tutto è ineluttabile, solo Dio perdona, mentre uomini e donne non hanno nessuna intenzione di farlo. Ora però mi aspetto un salto di qualità da parte di Refn, altrimenti rischia di ripetersi...

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  01/06/2013 03:03:02
   7½ / 10
Visivamente è perfetto ma la trama è davvero banale ( tutto il discorso sulla sindrome di edipo non basta x giustificare una tale pochezza narrativa ) e le moltissime scene crude non colpiscono come dovrebbero, sembra solo tutto un gran bell esercizio di stile fine a se stesso.
La monoespressivita' glaciale di tutto il cast e i personaggi cosi' inumani e fuori dagli schemi rendono poi difficilissimo se non impossibile patteggiare per qualcuno o quantomeno immedesimarsi un minimo in cio' che si sta vedendo.
Peccato perchè avevo mille aspettative su sto film, mi sarei giocato le palle che sarebbe stato il film dell'anno,perfino meglio di Drive, e invece non è stato cosi...:(

N.B : fyga a badilate !!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  31/05/2013 21:18:44
   9 / 10
L'attesa non è stata vana per questo nuovo film di Refn.
Se vi aspettate un nuovo "Drive" lasciate perdere, questa è una pellicola completamente diversa e più simile a "Fear X" o "Valhalla Rising". Sicuramente ci troviamo di fronte ad un film che in pochi apprezzeranno, stiamo parlando di un'opera che più anticommerciale di così non si può (e che credo abbia ottenuto una buona distribuzione solo grazie alla presenza nel cast di un ormai affermatissimo Gosling), però le critiche ricevute a Cannes mi sembrano fuori luogo da parte di una giuria che dovrebbe avere un certo buon gusto: forse al di là delle alpi stanno cercando di abbassarsi allo stesso deprecabile livello raggiunto negli ultimi anni dall'academy degli Oscar.
"Solo Dio Perdona" è un film su cui riflettere (proprio come successo con "Valhalla Rising") ma ciò che colpisce, al di là dei simbolismi, è il talento registico sconfinato di Refn, in grado di mozzare letteralmente il fiato. Purtroppo la sua personale rappresentazione del complesso di Edipo non avrà un grande successo di pubblico.

rockyeye  @  31/05/2013 16:27:03
   10 / 10
capolavoro... tutto perfetto!

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