tolo tolo regia di Checco Zalone Italia 2020
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tolo tolo (2020)

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locandina del film TOLO TOLO

Titolo Originale: TOLO TOLO

RegiaChecco Zalone

InterpretiChecco Zalone, Barbara Bouchet, Alexis Michalik, Manda Touré, Jean Marie Godet, Nunzio Cappiello, Eduardo Rejón, Fabrizio Rocchi, Souleymane Silla, Francesco Cassano

Durata: -
NazionalitàItalia 2020
Generecommedia
Al cinema nel Gennaio 2020

•  Altri film di Checco Zalone

Trama del film Tolo tolo

La pellicola narra le vicende di Checco, sognatore deluso dalla madre patria. Inizialmente rifiuta il reddito di cittadinanza e apre un sushi restaurant ma fallisce miserabilmente e deve fare i conti con i creditori. Decide così di scappare e rifugiarsi in Africa dove si reinventa cameriere per un resort. Anche lì però la situazione cambia e assiste allo scoppio di una guerra civile con l'arrivo di una sorta di Isis o di Boko Haram. Decide così di tornare in Italia, ma non può farlo perché i creditori sono pronti a dargli la caccia. Si ritrova così a scappare ritrovandosi nella stessa situazione dei migranti.

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Voto Visitatori:   5,05 / 10 (65 voti)5,05Grafico
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Voti e commenti su Tolo tolo, 65 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  24/06/2020 23:32:17
   6½ / 10
Il solito identico Zalone solo meno riuscito del solito ma sempre abbastanza divertente.

Non è impegnato, non è Sordi e non prova a fare nemmeno Verdone, fa il comico in un film comico.
Non capisco dove si veda qualcosa di diverso o l'ambizione in questo film.

frankb  @  22/06/2020 18:04:51
   3 / 10
Mi spiace ma questa volta ha sgarrato davvero. Un filmetto e niente più, inutile girarci intorno. Alla stregua dei cinepanettoni di De Sica.
Solita paraculata verso l'Italia e gli italiani, cosa che noi conoscimo benissimo ed è inutile sbattercela continuamente in faccia in ogni film. Non si può pensare che abbia voluto mettere in mostra una situazione africana, perchè in realtà non c'è nemmeno quello nel film.

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antoeboli  @  22/06/2020 13:53:32
   6 / 10
Zalone alla sua prima regia,cerca di coniugare la comicità con cui si contraddistingue da sempre,inserendo uno dei temi italiani piu scottanti e piu in cerca di critica e polemica: l'immigrazione degli africani verso il bel paese.
Sembra di vedere il seguito di Quo vado per dove si è lasciato l ultima volta.
Il suo è un film furbetto,anzi molto lestamente si cerca di nascondere nelle battute dialoghi celebri di alcuni politicanti di ieri e di oggi.Proprio su quello di 'ieri' avrei da ridire per come è stato inserito nel contesto un po alla membro di segugio.
Il resto è un film secondo me sufficientemente guardabile,dove si cerca piu di affrontare il tema sociale,lasciando allo spettatore delle battute ormai con cui il comico pugliese ha iniziato a stancare.
Si ride bene in alcuni momenti ma sono davvero pochi,e nei suoi film questo è certamente quello che mi è piaciuto di meno.
La regia invece offre alti e bassi,e bisogna dire che di talento a Luca Medici non manca e la scelta di come eseguire il finale in maniera coraggiosa per il cinema italiano la dice lunga.

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Occor  @  19/06/2020 12:04:20
   6 / 10
Non male, potrebbe essere migliore. Sceneggiatura non all'altezza dei precedenti film di Zalone.

Hagen di Tronje  @  10/06/2020 16:41:41
   5 / 10
Primo film da regista di Checco Zalone che purtroppo, per diverse ragioni, non soddisfa pienamente le aspettative. Infatti, sebbene "Tolo Tolo" sia un'opera certamente più ambiziosa rispetto alle precedenti, è caratterizzata da troppi scompensi narrativi che ne inficiano la linearità e la coerenza. Inoltre il tentativo di ironizzare sul razzismo e sugli stereotipi facendo ricorso a situazioni grottesche e a personaggi caricaturali risulta riuscito solo in parte, sfociando nella maggior parte dei casi in una rappresentazione macchiettistica e non del tutto efficace. Anche la commistione tra analisi socio - politica e toni e situazioni tipici della commedia non convince pienamente, in quanto troppo spesso manca l'equilibrio tra le due componenti, le quali quindi non vengono valorizzate in modo adeguato.
Anche la scelta di ricorrere a grossolani errori grammaticali per ottenere un effetto comico risulta ormai fastidiosa e decisamente fuori luogo in un film che, almeno nelle intenzioni, sarebbe dovuto essere più impegnato rispetto ai precedenti.
Si tratta in sostanza di un film che, pur offrendo molti spunti di riflessione e, in alcuni casi, anche momenti divertenti, non ha né la freschezza dei primi film del comico pugliese, né la profondità di una vera commedia drammatica.

topsecret  @  17/05/2020 14:11:31
   6½ / 10
Passo in avanti per Zalone artista che firma la sua prima regia.
Una regia che sa rendersi vivace, miscelando colori, musica e battute da repertorio classico che però toccano temi anche importanti, anche se non particolarmente originali. Sembra infatti che nell'ultimo periodo i comici italiani facciano a gara sul tema immigrazione e dopo Albanese e Baglio tocca al Checco nazionale fare la propria parte, politicamente (in)corretta.
Si ride, si filosofeggia e si critica politicamente in una pellicola dove l'asse portante, la simpatia di Zalone, non viene meno e anzi si rafforza mantenendo intatto il zalonismo degli esordi, affinandolo quel tanto che basta per assicurare una visione discretamente efficace.

maxi82  @  15/05/2020 21:28:21
   5½ / 10
Non voglio parlare di politica,diciamo che qui Zalone si e spinto molto su un tema "difficile" ma giudico il film in per se,promuovo le location e lo stile di svolgimento e il road movie con alcune gag carine,ma boccio la comicità un po' troppo scontata in alcuni casi,ho preferito altri film di Zalone ma anche questo ha un suo perché..più riflessione che risate

Arkantos  @  08/05/2020 07:55:10
   3 / 10
… Già, seppur ormai alla gente non gliene importi più nulla della quarantena, il nuovo capitolo di una mia famosa rubrica è arrivato solo ora.

"La fantastica avventura di Arkantos contro i film italiani odierni passatisti deprimenti" CAPITOLO 25: "SCROCCO SCROCCO"

Quinto… Film… Di Checco Zalone. Porca putt.ana…
Ok, facciamo una premessa: io non odio Checco Zalone come persona, odio tutto il lascito che si porta dietro, distruggendo tutto ciò che gli passa sotto i piedi peggio di una mietitrebbia! Ha dato il colpo di grazia alle commedie all'italiana perché le battute nove volte su 10 fanno cag.are rafforzando ulteriormente stereotipi basati sulle minoranze o la convinzione che gag sul piscio (Cado dalle Nubi) o sulla sborra (Quo Vado?) facciano ridere di gusto, ha dato il colpo di grazia sull'analfabetismo funzionale che è diventato ancora più dilagante grazie ai suoi film più i vari cloni, ha dato il colpo di grazia ai produttori italiani che scialacquano gli incassi dei suoi film per merd.ate fotoniche come "Non c'è 2 senza te", "AFMV" e i film di Maccio, ha dato il colpo di grazia al cinema italiano perché NON MI PUOI PARLARE DI DENUNCIA SOCIALE IN UN FILM DI CHECCO, "raffigurare un tema sensibile" è DIVERSO da "denunciare il tema sensibile" ed è una differenza che ahimè in pochissimi comprendono e infine ha rovinato le sale italiane monopolizzandole coi suoi film VIETANDO AL PUBBLICO la fruizione di film differenti, magari film italiani, magari film con un minimo di contenuto e, porca lurida putt.ana, l'uscita di sto film a capodanno, proprio in mezzo ai preparativi degli Oscar, ha slittato la data d'uscita di vari candidati messi al massimo in qualche saletta, e non posso manco fidarmi dei cinema indipendenti perché nella mia zona mettono gli stessi film presenti nel multisala!... Guarda, lasciamo perdere…

Lo ammetto, non pensavo di arrivare fino al VENTICINQUESIMO capitolo, ma un po' è perché devo sfogarmi con qualcosa e un po', ormai, ci sto prendendo gusto. Bando alle ciance, maonna quanto è stata lunga sta premessa, cominciamo con la stroncatura di Tolo Tolo, perché solo io, Arkantos in persona, ho il potere e la forza di contrastare il suo monopolio.
Setna = Se mi permette…
Arkantos = Argomentazione intelligente please che non stia a badare solo al turpiloquio!
Setna = Beh, su quello non avrai problemi, stavo solo dicendo che questo film è molto più criticato dei film precedenti, per una buona volta non sarai controcorrente.
Arkantos = INVECE LO SONO ANCORA UNA VOLTA!!! Tutti quelli che lo criticano lo criticano perché "odd.io, è contro Salvini!", "odd.io, è contro il PD!", sono pochissimi quelli che analizzano il film mettendo in ballo errori oggettivi che vanno al di fuori del tema sensibile già messo alle ortiche prima della sua uscita per colpa di quella canzonaccia!

Ah, e per chi dicesse "Sei invidioso!", VAFFANC.ULO!!!... Dopotutto sfrutta la tendenza decadente a suo favore, sotto questo punto di vista lo ammiro perché campa tramite le mer.date della società odierna, è un manager, di sicuro un ottimo manager, un ottimo manager megalomane, ma è altrettanto sicuro che il valore artistico dei suoi prodotti sia pari a uno sturalavandini.

ATTENZIONE SPOILER!!!

Prima di partire con la stroncatura del film, sì, devo considerare un tassello importante di questo universo cinematografico di Zalone (cosa mi tocca dire): la canzone IMMIGRATO, che già fa palesare la tendenza dello star system di parlare di politica tramite luoghi comuni; ok, è un comico e ha sempre fatto frecciatine sulla politica a differenza di quel che dice qualche critico che tenta malamente di imitarmi, ma ammettiamolo, le sue frecciatine sono pari a quelle che fa Striscia La Notizia "contro" Berlusconi, un semplice puntiglio per accontentare l'italiano medio grazie al suo lerciume e non per criticarlo sputandogli in faccia il suo lerciume facendolo pentire della sua condizione.
La canzone è, ovviamente, orripilante, che tenta goffamente di essere cattiva, di criticare i sostenitori del Movimento delle Cinque Repubbliche, di criticare la gestione dell'immigrazione, ma il tutto va per luoghi comuni che si sentono in qualunque dialogo da bar; non che non lo si possa fare, ma porca vacca, per essere l'inizio della tanto pubblicizzata "svolta intellettuale" di Checco, quel minimo di aspettativa è stato totalmente distrutto; e poi BASTA, BASTA con sta storia delle persone di etnia africana che hanno la minc.hia enorme; ok, le statistiche non mentono, ma confermano pure che noi italiani siamo già una popolazione di "piselloni", la più "pisellona" assieme alla Francia se si considera solo il continente europeo, e poi, a tante min.chie diverse corrispondono tante vag.ine diverse: qualcuna accetta solo le misure normali, qualcun'altra si accontenta solo col grosso calibro!
Wowowiwowa = Ammettilo, hai il cazz.one che ti aiuta a rimorchiare.
Arkantos = Non rovinare pure questo commento per favore…
Ammettiamolo, questa critica contro l'italiano reazionario non è molto efficace, per dirvi, BELLO FIGO GU, fenomeno trash leggendario sicuramente famoso non per le doti canore, riesce a essere molto più scorretto, più cattivo e pure meno politicizzato grazie ai suoi sfancu.lamenti a 360 gradi!
… Invece chi desidera esclusivamente una critica contro i reazionari in forma di canzone, potrà ascoltare questa de La Tosse Grassa, un bel pugno allo stomaco: https://www.youtube.com/watch?v=qDNYcgeJU1s
Detto ciò, inoltriamoci nel film, sperando che non sia un supplizio come Bimba… Ok, me ne vado!
Aiace = Cosa c'è di così disgustoso a sto giro?!
Arkantos = La Medusa, è il TERZO FILM DI FILA DELLA MEDUSA IN STA RUBRICA!!! Non è possibile, è l'Asylum italiana!!! Di 25 capitoli, 13 sono prodotti e/o distribuiti da loro!
Setna = Considera che hanno prodotto La Grande Bellezza, non sarei così prevenuto.
Arkantos = Non che sia sto gran filmone: per carità, carino, ma nulla più, una goccia d'acqua in un mare di me.rda.
Setna = Che ciarlatano… E il pubblico? Vuoi lasciarlo a bocca asciutta? Non puoi dire "tutti mi imitano male" e poi tu stesso fai una squallida copia dei tuoi romanzi, va contro il PDNC, non trovi?
Arkantos = Ok, farò questo compito, sperando di non avere brutte sorprese…

Si inizia subito a cannone con una battuta di Checco che dovrebbe dire il suo nome anagrafico per qualche questione burocratica, solo che questo nome anagrafico è Pierfrancesco, detestato perché… Pier gli era stato d'intralcio? Odd.io, erano anni che non vedevo i suoi film, non ricordavo che le gag fossero così pessime. Infatti lui, anziché Pierfrancesco vorrebbe inserire il nome Checco perché lo stato italiano lo ricorda con quel nome, una enorme perifrasi per dire "c'ho il cazz.o grosso perché mi conoscono tutti", e poi…
Donna = Nato?
Checco = Per sognare!
Per favore Checco, è da tempo che non ho a che fare coi film italiani schifosi, soprattutto coi tuoi, tre gag pessime di fila all'inizio sono micidiali!
Da lì parte una parentesi dove Checco è fiero di essere rimasto sulla sua città natale, critica coloro che mangiano i cibi delle "squallide" macellerie perché assaggiano la bruttezza… Aspè un attimo, non è una mica una citazione a Adriano Celentano e al suo concetto della bellezza? Dai dai, forse qualche luce brillerà in questo film… E poi, ovviamente, critica i giovani perché "NON SOGNANO!!!11!".
"I morti esistono nel passato… Io devo tendere al futuro!" (Lord Shen)
Checco = … Ma la bellezza ci salverà, io non smetterò mai di sognarla.
Già, è un omaggio a Celentano! Me lo aspettavo data la stima che prova Luca Medici verso il Molleggiato, dai non è un inizio così brutto.
Vecchio 1 = Succì, succì!
Vecchio 2 = Nossè!
Vecchio 1 = Succì!
Ecco, mancava pure il Dialetto dell'Incrocio non sottotitolato…
"Frat uo watanasanta, Napole carico brandy, yen cazzanna t'azzanno mastato pazzian? Fluc a ta pijate cazzà, spezz scogl, calamar, schezz pij to figlio rosound, veste de giglio cosant AAAAAAAAAAAAAHHHH!!!!!!!" (Cit. Clementino in Zeta)
Per favore produttori: il 90% della gente non capisce i dialetti se non ci sono i sottotitoli, che cosa vi costa metterli in post-produzione?!
E ovviamente uno dei due vecchi dice "viva il Duce", perché nell'immaginario italiano gli anziani DEVONO ESSERE FASCISTI, GUAI SE HANNO UN ORIENTAMENTO POLITICO DIFFERENTE! Poi un altro anziano ovviamente non deve sapere come funziona un nastro dell'all you can eat, e poi arriva la madre di Checco che gli propone di compilare la domanda del reddito di cittadinanza, che evidentemente in questo film non hanno capito come funziona, dato che viene considerato come un "regalare soldi a cazz.o di cane" e non un "supporto per chi, con reddito lavorativo basso, non riesce ad arrivare alla fine del mese", ma comprendo, con quella manovra se ne sono dette di tutte e di più.
Setna = Hai sbagliato: in realtà Checco ha aperto un ristorante, quindi lavora.
Arkantos = MA LO HA APPENA APERTO! Appena aperta un'attività non puoi chiedere il RdC alla caz.zo di cane perché devi controllare il profitto del ristorante, le procedure di approvazione sono molto rigide dopo le bravate che hanno subito i tizi dell'INPS da tizi che fanno i selfie con le orecchie da coniglio!
Ovviamente tutto ciò che ha Checco e la famiglia viene pignorato appena un mese dopo, l'universo di Checco funziona secondo regole tutte sue, basti pensare che in Sole a Catinelle Checco è disperato per colpa della crisi economica, ma al tempo stesso ha un cu.lo assurdo per permettersi vacanze aristocratiche.
Un'altra cosa: se la famiglia è stata costretta a pignorare… COME CAZ.ZO HA FATTO CHECCO AD ACQUISTARE ROBE ARISTOCRATICHE? Considerando i controlli rigidi sui soldi falsi l'unica cosa che mi viene in mente è che abbia preso tutta la cianfrusaglia dalla valigia di Mago Merlino, e lì altro che pignoramento, si meriterebbe pure una pena per furto, Mago Merlino merita rispetto, specie se combatte contro Maga Magò! Comunque Checco non è presente durante il fattaccio, infatti è su altri lidi per continuare a sognare: già, ancora una volta ha i superpoteri del superuomo dannunziano! Ma Tolo Tolo non doveva essere la svolta autoriale? Boia dè, è il quinto film di fila con Dialetto dell'Incrocio, passatismo e Checco superuomo (nell'arco di appena 5 minuti), mancano solo gli spiegoni e la donna onnisciente e poi abbiamo il mare magno dei deus ex machina del cinema di Zalone!

E Zalone è… in un'isola africana ultra aristocratica. Ancora una volta: DOVE CAZZ.O LI TROVA TUTTI QUEI SOLDI?!?! Mi direte "avrà usato Ryanair, in Africa fai business col nulla", ma porca pu.ttana, ha aperto un'attività ristoratrice in Italia che comporta costi altissimi di costruzione e manutenzione, si è comprato mobili in mogano e radica, va in un'isola turistica che avrà anch'essa i suoi costi, o ha vinto il superenalotto o ha rapinato una banca, fatto sta che, più che l'italiano medio, rappresenta il borghese snob già interpretato centinaia di volte da Christian de Sica, dov'è l'evoluzione di Checco rispetto ai cinepanettoni? Dov'è l'evoluzione di Tolo Tolo rispetto ai film precedenti? E il montaggio non mi aiuta, è talmente al cardiopalma che non permette allo spettatore di assimilare gli eventi cruciali!
… Ah, ed è inutile che qualcuno mi dica "è indebitato fino al collo", è il minimo che sia indebitato fino al collo! Semplicemente la gag dell'italiano indebitato fino al collo è stravecchia e non fa ridere.
Ho nominato gli spiegoni, ovviamente il film mi tortura pure con questi! Questa volta parlano delle attività interrotte a causa di "piccolezze" come un ristorante chiuso dai NAS perché non rispettava le regole di un bagno per disabili, ma scusa, controllare di rispettare le norme prima di costruirlo era troppo difficile? Chiedere se era a norma prima di costruirlo era troppo difficile? Mi sorprende che ai personaggi dei film di Checco non preoccupi molto sperperare denaro ad minch.iam per poi lamentarsene quando, a livello burocratico, hanno tutte le colpe del mondo. Anche qua, dovrebbe essere una frecciatina verso la burocrazia sulle attività, ma quando viene detta da un ricconzolo immortale e con un sesto senso pauroso, mi dispiace, mi viene d'istinto non crederci perché troverà sempre una soluzione che gli farà comodo grazie a una sceneggiatura poco ispirata.
Che poi, davvero detesta gli italiani solo perché, corrompendo un assessore comunale, riescono a cavarsela? E Checco che compra roba aristocratica, fugge per poter andare in una nazione meno fiscale sul guadagno in nero e non regala un minimo di patrimonio alla sua famiglia per sorreggere il brutto colpo che è allora? SATANA?!... Tanto non supererà mai Sante, l'uomo più malvagio del pianeta Terra.
E poi… COSA?!?! Aspetta… Quell'isola che si capovolge era un trip di LSD vero?!?! Che caz.zo centra?! Solo perché Checco dice "ribalta", allora deve esserci per forza un'isola che si capovolge? Almeno l'effetto speciale a sto giro non è male; comunque Checco cerca di convincere una donna a investire soldi sulla sua attività e si innamora all'istante di Idjaba, una cameriera africana; Checco, te lo chiedo cortesemente, cerca di evitare il clichè della donna onnisciente, l'onniscienza è brutta nel contesto cinematografico.
[Idjaba sf.otte Checco in italiano]
… PORCA *****, CHE FILM SENZA PALLE!!! Come diavolo fanno gli africani a parlare l'italiano così bene? Massimo in quei luoghi parlano l'inglese e il francese!
Checco si lamenta perché l'acido ialuronico è quasi finito, sclera perché il tizio con gli occhiali pronuncia male il nome della crema, sbrocca perché nella città africane non trova la crema.
Checco = Chiaro, se mi porti in questi posti qui che sembra di stare al Terzo Mondo.
D.io che ignoranza! Bimba è più intelligente di te, sul serio! Sparategli una bomba, un proiettile, qualunque cosa! Non morirà perché è il superuomo, ma almeno gli darà un bagno di umiltà!
Wowowiwowa = Posso risolvere se mi concedi un meme.
Arkantos = Tanto il commento sarà infinito lo stesso e io non credo alle tue cazz.ate, però fai presto.
Wowowiwowa = https://www.youtube.com/watch?v=0IGA-MsOVII
[Scoppia una granata che distrugge il negozio che ospita Checco]
Arkantos = O.o
Wowowiwowa = Che ne dici?
Arkantos = D'ora in poi… Proverò ancora più paura verso di te.
Tutti i notiziari del mondo riportano questo attacco terroristico, il problema è che capisco giusto due notiziari in croce perché in post-produzione, ancora una volta, si dimenticano i sottotitoli sulle lingue straniere e/o dialetti, col risultato che il notiziario italiano inizi in "medias res" omettendo il resto del discorso detto dagli altri TG che io, per esempio, non ho capito perché non so il francese.
Poi in Italia la Ex Moglie Stron.za di Checco si lamenta delle bollette da pagare e della madre che educò male Checco (e glielo rinfaccia solo ora?), a quest'ultima arriva un messaggio da Checco che è SEMPRE NEL TERRITORIO DI GUERRA! Capisco che sei invulnerabile, immortale etc., ma dato che hai un corpo umano e un cervello umano, ah no quello no, ora capisco perché non scappi. Finalmente si avvia la chiamata.
Ex Moglie Stron.za = PEZZO DI ME.RDA! […] TI FACCIO IL PIGNORAMENTO DI UN QUINTO DELLO STIPENDIO! […] Mi dispiace Lella, è arrivato il CAMBIAMENTO!
Poco convincente questa Ex Moglie Stron.za, molto meglio la Dirigente Stron.za.
"E' PAZZO!!! E' FUORI DI TESTA!!! LO ODIO!!!!! LO ODIO!!!!!!!!!" (Dirigente Stron.za Quo Vado)
Checco termina la chiamata e fa il cretino volendosi arruolare coi terroristi perché sconvolto dalla finta stronz.aggine della Ex Moglie, che poi, la cosa che mi fa inca.zzare, è che sta scena dove il ricco non vede la vera guerra pensando solo a quella personale può anche funzionare, il problema è che tutto è così BANALE e SUPERFICIALE a livelli mostruosi; poi Checco si lamenta che il suo numero a Spinazzola è virale (scusa, non lo era già prima? In paesi piccoli, ognuno sa i cazz.i dei suoi concittadini), si lamenta che tutti i cittadini gli telefonano chiedendo i suoi soldi tra famigliari, commercialisti etc. e ci credo, con tutto il ben di D.io acquistato avranno pensato fosse il figlio di Bill Gates e magari provano invidia senza sapere delle sue condizioni; iniziano i titoli di testa (così tardi?) con una canzone che, ammetto, è assai meglio di Immigrato.

Checco, vuoi smettere di inserire a caz.zo gag sul ca.zzo grosso degli africani per una buona volta? So che è il trend del momento, ma non è che se è un trend, allora è per forza oro! Anch'io potrei liquidare sto film con una parola sola o inventando ca.gate come "è rassista!!!", ma ho un minimo di decenza porca cippa!
Reginleif = Checco is very racist… :(
Arkantos = Guarda che il film è costruito per combattere il razzismo dell'italiano medio rappresentato da Checco.
Reginleif = I don't like this long explanation, would you defend this shitty film? -.-
Arkantos = Ne discuteremo quando avrò finito, per favore, fammi proseguire.
Il ragazzo con gli occhiali chiede a Checco se conosce il neorealismo italiano, beh, te lo dico ragazzo mio, pretendi troppo da Checco! Massimo avrà visto i cinepanettoni. Infatti Checco liquida tutto con "gli africani devoo pensare solo all'Africa", "LA CULTURA UCCIDE!!!" etc., ma almeno arrivano di nuovo i terroristi: per favore, ancora una volta, sparategli nuovamente una granata; non lo ucciderà per motivi più che ovvi, ma almeno mi godrò un po' di più il film!
Aiace = Devo ammetterlo: sotto sotto si nasconde qualcosa di buono in lui a sto giro. Il buonismo è così fastidioso.
Arkantos = Non usare la parola buonismo per favore, già ho l'odio del Movimento delle Cinque Repubbliche, se poi mi odiano pure i mancini è la fine del mondo!... E poi ti dimentichi che è Checco, davvero pensi che persegua quel sogno?!
Wowowiwowa = Posso usare un altro meme se vuoi, mio Arkantos spupazzoso.
Arkantos = Mio Arkantos Spupazzoso? Vabbè… Sì va bene, sembra che tu abbia qualche strano potere che manda avanti la trama del film.
Wowowiwowa = https://www.youtube.com/watch?v=GLKhkxB02tQ&t=44s
Arkantos = NO, ORA LA SMETTI!!! Già Checco ha le sue battute terribili, se poi do spazio pure alle tue turbe sessuali qua non finiamo più e rischio pure la denuncia dai mancini!
[Checco fugge senza problemi e non incontra nessun terrorista]
Arkantos = Uff, me lo immaginavo che la granata di prima fosse puro c.ulo.
[la famiglia di Checco è triste perché non si sa nulla di lui dopo l'attacco terroristico]
Ma scusate, è un uomo di me.rda che vi ha mandato in rovina, perché provate pietà per la sua scomparsa? Che poi adesso sappiamo il lavoro di Checco: l'imprenditore. LUI?!?! Che non sa gestire minimamente le sue spese? Vabbè, passo sopra, ho trovato film con sceneggiature peggiori… Al momento. Fatto sta che Checco telefona a sua madre, a quest'ultima viene ciapato il telefono dalla Ex Moglie Stron.za e…
Ex Moglie Stron.za = Ti chiedo un favore a nome di tutta la famiglia: ti devi estinguere.
Aiace = Troppo cortese questa Ex Moglie Stron.za, meglio…
"MI DITE UN POSTO DI MERD.A!!! MA COSI' DI MERD.A CHE PURE UN RIFIUTO RADIOATTIVO, UN PARASSITA SI SENTA A DISAGIO, AVANTI, SU!!! UN CESSO VOGLIO!!!" (Dirigente Stron.za Quo Vado)
Arkantos = Ma veramente, sembra che quest'odio sia costruito, si preoccupa di non offenderlo quando sarebbe il minimo per quel che ha fatto!
Ex Moglie Stron.za = … Se ti estingui, estingui tutti i debiti che hai… E anche i nostri problemi.
Arkantos = Ancora troppo gentile, però dai, pian piano sta imparando.
Aiace = Dopotutto nel 2020 è inaccettabile il motto "la famiglia è sacra, ti ama pure se stupri e ammazzi".
Arkantos = Con l'ascesa del Movimento delle Cinque Repubbliche ahimè sta ritornando quel bigottismo, cerca di non provocarli.
Checco è pronto per il "grande viaggio", non sapendo che questo viaggio sia in realtà una rotta migratoria per arrivare in Italia e lui vorrebbe andare in Liechtenstein. Sapendo che lui "non è ricco", è indebitato fino al collo etc., come caz.zo può andare in Liechtenstein? Solo arrivarci e viverci ha dei costi altissimi che lui stesso non può pagare perché ha sprecato il denaro per i mobili lussuosi di casa sua!
Il guasto al bus scatena il fascismo di Checco, nel senso letterale del termine! SI METTE A PARLARE COME IL DUCE!!! Ma poi così a caz.zo di cane solo perché uno ha bagnato i suoi pantaloni, però no, con la Ex Moglie Stron.za non gli sale il fascismo perché sa che, se succedesse, si sarebbe beccato proteste dal MeToo e poi, LA FAMMMIGLIA è SACRAAA!!!
Dopo un momento musical non richiesto, Checco fonda un legame con Doudou, ragazzino che non sa nuotare, ma Checco se ne frega altamente di ciò e ovviamente arriva un altro elemento ricorrente del cinema zaloniano: tirare in ballo il titolo del film alla ca.zzo, visto che Doudou dice appunto "Tolo Tolo". Sta sua strana fissa presa da Federico Moccia la devo capire: non è che se metti il titolo del film in un dialogo allora questo è per forza più bello! Non sto scherzando, è un clichè presente in tutti i suoi film tranne forse Sole a Catinelle; questo lo aiuta a intenerire il suo rapporto con Idjaba, che intuisce che le precedenti mogli di Checco non potevano concepire figli; lo so Checco che lo stai nascondendo, ma prima o poi questo clichè della donna onnisciente salterà fuori.
[Checco che parla di poter adottare bambini]
Idjaba = Su Amazon c'è una buona offerta.
COME CAZZ.O FA A CONOSCERE AMAZON?! Stiamo parlando di un paese del Terzo Mondo dove avere un cellulare o un computer è un lusso assurdo… Calma Arkantos, magari ha sentito parlare di Amazon tramite i turisti della località… Tornando a noi, Checco ha la dissenteria perché ha bevuto acqua non filtrata e ciò fa scoppiare un macello perché la sua presenza in un posto di blocco incita i controllori a confiscare i soldi ai migranti, che ben presto cambiano parere sul suo conto, oh per una volta che gli sputano in faccia in sto film! Che poi, strano che Idjaba non abbia vietato a Checco di bere l'acqua marcia, magari ha premeditato tutto per toglierselo dalle palle… La comprendo, è molto fastidioso.
Mentre in Italia si è convinti che Checco sia morto carbonizzato, Checco deve trovare da mangiare, ma i vestiti lo fanno confondere per un riccone da strapazzo.
Checco = E dove vado?
Ragazzo = A fanc.ulo! Tu italiano ricco mi prendi in giro?!
"Ma generale Krypt, manda delle congratulazioni!" (Desslok)
Lo ammetto, questa mi ha fatto ridere; comunque arriva Doudou a salvarlo, dandogli il suo portafogli con 470 EURO IN CONTANTI!!! Io non ci credo che in sto film, ambientato in un paese divorato dalla miseria, quel Doudou non abbia ciapato anche solo la metà dei contanti!
Comunque, nonostante l'inghippo del posto blocco, in mezza giornata tutti si riappacificano (se, certo, magari fosse così anche nella realtà…) e vogliono accumulare denaro necessario per migrare, includendo dentro uno spiegone sulla contraffazione, dove solo i cinesi possono perché "portati a farlo", insomma, non spiega 'na minc.hia. E Checco, di punto in bianco e in pochi giorni, si sente come uno di loro.
Aiace = Certo, non ha mai avuto la miseria, non ha mai avuto minacce di morte se non quelle tenere della Ex Moglie Stron.za, non ha mai patito la fame, non ha assimilato un minimo della loro cultura, classica frase da turismo lento viziato.
A Checco risale il fascismo (e ci credo, un personaggio così reazionario e furbetto non può essere altrimenti!), il medico gli dice che questi tic fascisti si possono combattere solo con l'amore, all'improvviso parte un trippone musical dove si passa tra Alpi, centri storici, Vaticano e Venezia che sarebbe pure un'ottima scena per come diretta (specie per come sono messi i film italiani), la migliore che ho visto finora in un film di Checco, il problema è che non centra NULLA sia con quello che c'è stato prima che con quello che succederà, sembra una videoclip promozionale che poi venne usato all'ultimo nel film per fargli raggiungere un ora e mezza!
L'Esercito Italiano non aiuta né Checco né gli altri, quindi i personaggi importanti (Checco, Doudou, Idjaba e l'appassionato di neorealismo) sono costretti ad andare a piedi, chissene degli altri; Checco rimugina sul suo passato perché versò un acconto IVA, intanto arriva un giornalista-filantropo francese (almeno stavolta si sono ricordati i sottotitoli), che concede loro un passaggio, Checco chiaramente è ancora più materialista di me, quindi non è d'accordo con la visione del francese che vede i ricchi come "poveri d'animo", poi arrivano a Tripoli dove hanno SUITE LUSSUOSA, TABLET E TONNELLATE DI CIBO e… Aspè, a sto giro ci sta, dopotutto il filantropo può permetterselo, perdonatemi. Fatto sta che questo personaggio puzza fin dall'inizio; questo chiede qualcosa a Idjaba seppur lei non voglia ricordare quei momenti, il fan del neorealismo si fa i rasponi, appunto, sui film neorealisti, corrente che rispetto per i suoi meriti ma che non condivido e…
Setna = Che scempio, uno che schifa i film neorealisti non è altri che un ignorante.
Arkantos = Non ho detto che sono film schifosi, semplicemente l'idea di portare la realtà al cinema, per quanto realistica, è fallimentare in partenza essendo il Cinema una "costruzione", la realtà non si può costruire, la realtà è istinto, però, ripeto, è una corrente che rispetto.
Setna = Hai molti problemi nella testa.
Arkantos = Certo, ne ho tanti, ma almeno cerco di distinguere la soggettività dall'oggettività, ora fammi continuare.
Dopo un botto… Di notte sono tutti tranquilli (ho molti dubbi sulle reazioni umane di sto film, io sarei andato nel panico più totale), Idjaba chiede a Checco di poter dormire con lui perché col francese ha paura di innamorarsi, mentre con Checco… Si sente più tranquilla, certo, con uno affetto da attacchi di fascismo si sente tranquilla, credibile quanto una moneta da 3 euro, Checco incontra il francese che corrompe Checco volendo raccontare la storia di Idjaba e lui non accetta i 20 euro perché vuole dimostrare i suoi valori, certo, uno così materialista rifiuta i soldi e diventa all'improvviso un santo, mi raccomando mettete altri risvolti scontati per renderlo ancora più prevedibile! Il francese vuole documentare sui campi di prigionia, ma il fan dei film neorealisti "vende" i suoi compagni per partire; ecco, questo è un colpo di scena che non mi aspettavo e che mi garba, per una volta riesce a mettere un po' di cattiveria, seppur, preciso, accendere la telecamera e riprendere con questa in bella vista è proprio da cretini dato che in quei luoghi controllano pure il buco del c.ulo, davvero il francese si aspettava di fare tutto all'insaputa delle guardie?! Essendo incarcerati, il francese e Checco devono chiedere i soldi ai loro stati; il francese chiede a Macron, Checco a… Nichi Vendola?! Che ca.zzo fa Nichi Vendola adesso?! Non ha nessun carico esecutivo nella sua carica attuale, non è sindaco di niente, perché ca.zzo non lo ha chiesto a Conte o a Mattarella?! Ah beh, Vendola è una figura da baraccone come i membri del Movimento delle Cinque Repubbliche, non mi sorprendo. E ovviamente Vendola non può non creare un nuovo stereotipo nel cinema di Checco: lo SPIEGOCOMIZIO. Sto qua chiaramente dice "Aaaah, il populismo è solo da una parte, io non ne voglio far parte perché voglio essere pulito", mi dispiace, ma la mia imparzialità non accetta queste frasi vuote spacciate come intellettuali tramite un linguaggio forbito. Comunque, il francese se la cava tranquillamente, Checco fa il cretino, non potranno non avere due destini differenti, e ovviamente se si mettono un italiano e un francese assieme non si può non parlare di… Questa è una svolta veramente inaspettata: parlano di…





CALCIO!!! EVVAI, CITAZIONI RANDOM SUL CALCIO!!!
Tornando alla normalità, chi ancora oggi ride sulle battute dei Mondiali 2006? Sono passati QUAT-TOR-DI-CI AN-NI, ed è inutile ricordare quel momento se poi ai Mondiali facciamo quasi sempre figure di me.rda! Dobbiamo mettercelo in testa: questo passatismo sui Mondiali 2006 non ci rende migliori e di sicuro non sprona a giocare meglio ai Mondiali futuri.
Il francese, ovviamente, non gliene importa di salvare gli altri, ma veramente qualcuno credeva alle sue parole?! Già i suoi capelli leonini erano assai sospettosi…
Di notte, due guardie vorrebbero stuprare Idjaba, così, chiedendoglielo gentilmente, MA CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO RAGA, è il campo di prigionia più CATECHISTA che abbia mai visto, si curano sempre di non ferirli, di essere gentili con loro, di non sporcarli etc., massimo qualche minuscolissimo strattone, ma poi bona lì, se questo film è il massimo esponente dell'immigrazione siamo messi MALISSIMO; infatti non sarà altri che l'ennesima deus ex machina per il Checco superuomo che fugge con troppa facilità dal campo di prigionia: Idjaba era l'unica con un arma e doveva fronteggiare un esercito armato fino ai denti, che diavolo, come posso empatizzare con la tematica se poi al cinema la presentano sempre in modo così patinato e facilone?!?!
Idjaba dovrà mollare il gruppo e tornare nella sua terra, Checco e Doudou, assieme ad altri, compiono la rotta marittima, intanto in Italia i parenti di Checco dicono che lui è un grande, ha buon cuore etc., VI HA SOMMERSO DI DEBITI, COME FATE A PROVARE STI SENTIMENTI PER LUI?!?! Infatti all'improvviso prende spunto da Omicidio all'Italiana mettendo a random una vecchia populista che dice "prima gli italiani!", guarda Checco, ti ispiri a un capolavoro odierno che mi ha fatto scrivere almeno 20 pagine su quanto fosse mer.doso; per favore, almeno prima citavi il buon cinema, perché sei passato alle tenebre?! Inoltre: perché in sto film i numerosi guasti al motore sono un ostacolo pari al mangiare la pasta al dente? Veramente, hanno un'alternanza di sf.iga della madon.na coi motori che guastano continuamente, ma al tempo stesso hanno un c.ulo della mado.nna perché risolvono tutto in quattro e quattr'otto!!! Infatti chissene dell'onda anomala, mica può uccidere qualcuno, è una previsione troppo cruda per il mondo di Checco, qua diventa un… Pretesto per un momento musical? Veramente, non riesce ad azzeccarne una con questa tematica. La Guardia Costiera aiuta i naufraghi, poi c'è un dibattito su dove far sbarcare la nave che era anche iniziato anche decentemente cercando di mostrare i contrastanti punti di vista ma poi, come sempre in ogni dannato film di Checco, viene accartocciata con gesticolazioni stupide del protagonista e la terribile canzone Immigrato. I naufraghi vengono spartiti tra le varie nazioni con quella famosa musica che sono sicuro provenga da un programma trash, ma non sono sicuro quale, comunque, non c'azzecca una sega. La nave arriva in Italia, dove c'è il gruppo di protesta più strano mai visto, che nella realtà si macellerebbe da solo, qua invece i pro-immigrazione e i contro-immigrazione sono in un unico assembramento con cartelloni come "restiamo umani" e "andate via!" con risultati deliranti. La Ex Moglie Stron.za? Abbraccia disperata la tizia dell'INPS e bona lì, non la si vedrà mai più. A COSA SERVE QUESTO PERSONAGGIO NELLA STORIA?! Uff, molto meglio la Dirigente Stron.za…
Comunque Checco deve scortare Doudou a Trieste perché lì risiede il suo padre biologico, la famiglia di Checco è inca.zzata perché non ha il risarcimento (ecco da dove Checco ha preso l'attaccamento al denaro…), poi Checco rivede alcuni migranti verso cui prova odio per un motivo o l'altro, ci sono battute sulla contaminazione perché "AHAHAAH, AHAHAAHHAHA, SONO RITORNATO RAZZISTA, VI SFANC.ULO!!!"…
"Buu, pick a plotline!" (Inside Out)
… Doudou trova il vero padre, Checco accetta i soldi di quest'ultimo perché non versa i contributi INPS (per un motivo così stupido?), poi Idjaba ha il vestito da sposa, all'improvviso succedono… BOIATE… SU BOIATE. Perché Checco è sul set di un film neorealista? Perché all'improvviso lo stato decide per il rimpatrio dei migranti? Perché tutto sto macello?! Succede un trambusto perché il luogo di provenienza è dettato dal caso ed è necessaria una spiegazione e ASPE, davvero serve una spiegazione per un concetto così stupido? Vero che l'Italia è sia analfabeta vera che analfabeta funzionale, ma non penso che ci voglia un impegno incredibile per arrivare a un concetto simile.
All'improvviso diventa un film d'animazione misto live-action, su cui ho parecchie cosa da dire.

Allora, avete presente gli spot della Kinder che promuovono prodotti come Monster Allergy? La stessa cosa, aggiungendoci la supponenza di fare un prodotto autoriale. Avete presente Totò Sapore che prima o poi stroncherò? Idem, ma senza la vena umoristica di Vesuvia. Unite queste cose e avrete questo videoclip della Cicogna Strabica, di una bruttezza e di un kitsch talmente debordante da farmi rimpiangere i terribili titoli di testa di Sole a Catinelle, il che è tutto dire!
Partiamo coi pro: i disegni sono animati bene.
PUNTO, SOLO QUESTO!!!
Gli sfondi sono terrificanti, ancora più osceni della famosa casa di Adrian, roba che in alcuni momenti si vede che manca il colore, ma è in particolare la combinazione tra live-action e animazione quella più dolorosa: le proporzioni sono SEMPRE SBALLATE, gli attori sono integrati malissimo nel contesto animato, le prospettive non sono rispettate neppure per caso, veramente, è un pugno in un occhio veramente difficile da sopportare, specie considerando il budget e il resto degli effetti speciali relativamente decente. E poi le inquadrature dall'alto, porca pu.ttana, dimostrano l'inettitudine più totale, dato che in esse non ci si è preoccupati di creare ad hoc dei disegni, ma hanno riciclato animazioni per le scene "di profilo", distorcendole con Photoshop e le hanno appiccicate lì a ca.zzo, dando la stranissima sensazione che i disegni siano, a livello prospettico, le figurine dell'Indovina Chi.
E nel finale ovviamente, Checco, essendo l'erede dei cinepanettoni, ha fatto gag sul piscio, sulle minacce di morte, sullo sperma, sulle seghe, cosa mancava? OVVIAMENTE BATTUTE SULLA CACCA DI CICOGNA… YEEEHH CHE INNOVAZIONE!!!
Il tutto condito dal "The End" scritto col font più anonimo, una sorta di Times New Roman. Già, il film finisce così: lui che promette permessi di soggiorno (Ma se ha detto che non c'ha manco un euro!) e di conseguenza si becca 'na ca.cca di cicogna.

CONSIDERAZIONI FINALI

MADON.NA, STO FILM MI FA INC.AZZARE… perché aveva delle potenzialità!!!
È al di sotto di Quo Vado, ma rimane spanne sopra rispetto ai primi tre film che sono, lo ripeto, I PEGGIORI, LO SO, LA NOSTALGIA GIOCA BRUTTI SCHERZI, provate a riguardarli, sono praticamente inguardabili tra recitazione amatoriale, montaggio che alterna in modo affannoso cortometraggi creati ad hoc per singole battute, sceneggiature con contraddizioni, NOIA NOIA NOIA etc.; questo è un film bruttissimo, ma almeno ha una struttura filmica. Ah, riguardateli perché ho notato che molti criticano il tono politico del film: e la finta frecciata al tizio del Movimento delle Cinque Repubbliche col Va Pensiero in Cado Dalle Nubi cos'è allora? E le finte frecciate sulla politica in Sole A Catinelle cosa sono allora? Non è la prima volta che lo fa e non sarà l'ultima, ahimè per la mia sanità mentale. Forse siete pagati da qualche politico? O forse conoscete personalmente qualche politico? Anche considerando ciò, smettetela con ste fregnacce, tanto loro pensano solo al tornaconto personale è il cinema NON è politica. Detto ciò, passo al film.
Non mi sorprende lo stanziamento di 20 milioni di euro, dopotutto è il fenomeno che fino ad ora muoveva le sale, semmai mi sorprende come sia stato speso così male: tralasciando la sceneggiatura che considero dopo, certe scene in lingua straniera mancano totalmente di sottotitoli rendendole poco comprensibili, e non parlo solo di "oui", "yes" e altre affermazioni o di frasi che chiaramente Checco non conosce ma che le traduce un interprete, quello che dico è, per dire, perché ***** non ci sono i sottotitoli per i notiziari stranieri? Ma quello è il meno, più che altro mi sorprendo di come sia stata resa così da cu.lo la scena della cicogna perché gli altri effetti speciali, alla fin fine, sono decenti per un film italiano.

La recitazione ha chiaramente i suoi limiti, Checco è pessimo, seppur abbia fatto qualche minuscolo progresso (qua l'odio verso il personaggio sarà piuttosto naturale e per certi versi ho apprezzato la scelta), gli altri attori italiani, mamma mia, una recitazione pari a quella de Il Segreto, gli attori africani ce la mettono tutta a parlare correttamente italiano, chi meglio chi peggio, tutto sommato, paradossalmente, sono gli attori migliori del film anche solo grazie all'espressività.
A differenza di altri, io vado controcorrente: alla regia preferisco Zalone a Nunziante. Nunziante è pigrissimo, c'ha una regia pari a quella di una fiction, poi magari le sceneggiature piene di spiegoni non aiutano, ma non penso, perché pure qua ci sono gli spiegoni, ma sono resi in modo assai più dinamico e non tramite una regia anonima che alterna pigramente le inquadrature sui volti. Zalone è riuscito nel difficile compito di farmi digerire i due spiegoni del film, non che ci voglia tanto, ma pare essere un'impresa titanica per chiunque! Inoltre Zalone ha, come si è intuito, uno stile più anarchico, prendendo spunto dai film di Capatonda togliendo però tutta quella roba che funziona solo su Youtube come giravolte, effetti di merd.a etc; il Zalone comico è terrificante, ma sul Zalone regista voglio riservare ancora fiducia. Il problema, infatti, non è la regia, è il montaggio.
Il montaggio è terrificante, non concede alcun respiro, non da pause ai personaggi, sembra che tutto accada nell'arco di poche ore… incluso il ciclo giorno-notte, e ovviamente ciò rende molto superficiali non solo i legami tra i personaggi, ma pure la profondità della storia che già non brilla, poi se viene montata male siamo all'abisso.

Ma l'elemento peggiore di tutti, ancora una volta, è la sceneggiatura: a sto giro non si parla di contraddizioni o spiegoni, semmai di un utilizzo reiterato di clichè narrativi tipici di Checco: eccetto l'uso più marginale della donna onnisciente, si fa affidamento veramente troppe volte all'invincibilità di Checco, è talmente invincibile che manco la polvere delle macerie riesce a toccarlo, che poi, piccola parentesi: siamo nell'Africa più misera e povera, perché caz.zo tutti hanno il sorriso stampato, sono restii a prendere le banconote da un portafoglio e sono disponibili con tutti? Che siano terroristi, guardie, esercito, persone comuni, tutti quanti sono psicologicamente piattissimi e copiati-incollati con lo stampino. Sul serio, a parte il fan dei film neorealisti messo lì solo per far rumore, tutti gli altri sono troppo buoni; ca.zzo, nel cinema non esistono solo i buoni e i malvagi, esistono anche i neutri, per favore, usate più personaggi neutri, specie per tematiche come questa.
Che poi, davvero il film vuole far passare la migrazione di queste persone come una sfilata di moda organizzata da Giovanni Ciacci?! Trovano sempre qualcosa da mangiare, da bere, con cui vestirsi, mezzi per abbreviare il viaggio, hanno sempre il corpo e i vestiti totalmente privi di polvere o sabbia, hanno sempre un c.ulo assurdo. E i campi di prigionia con i soldati che non mostrano mai violenza se non piccoli strattoni? MA PER FAVORE!!! Sembra che abbiano censurato il film, altrimenti non mi spiego come siano riusciti a uscire da quel posto con tale velocità!

Non dico che i personaggi debbano avere pustole o bubboni, ma almeno sporcateli.
Non dicono che debbano mostrare squartamenti o eviscerazioni, ma almeno di mostrare la violenza psicologica di tale viaggio, anche solo la nostalgia verso la città su cui vissero per anni.
Non dico che debbano far morire decine di personaggi, ma almeno, caz.zo, di far vedere la difficoltà di un viaggio del genere lungo migliaia di chilometri.
NO.
NO.
NO.
NULLA DI TUTTO CIÒ! La migrazione di questa gente non è il tanto decantato tema portante di questo film, ma un contentino per attirare l'intellettualoide medio, spesso fanatico di politica, che, se prima ignorò Checco per la sua "apoliticità", ora gli darà una possibilità perché, come detto prima, Checco Zalone è un ottimo manager, intuendo che acchiappare nuove fette di pubblico è un obiettivo importante di una strategia aziendale.
Solo che Checco commise un piccolo, enorme errore: ha fatto passare questo film come una svolta più matura, insomma, un film meno Checco Zalone e più Luca Medici e, ca.zzo, l'interesse a sto punto era tanto; il problema è che alla fin fine…
1 = Già quando venne concepito il personaggio, Checco faceva ridere solo gli appartenenti al Movimento delle Cinque Repubbliche, ahimè la maggioranza, dopotutto all'epoca le battute sui meridionali che devono essere per forza ignoranti, barbari etc. facevano ridere, ma nel 2020 questo stereotipo non funziona più.
2 = Tolo Tolo, come i film precedenti, ha una comicità forzatissima, poco attinente col contesto, smorza totalmente le scene drammatiche e toglie spazio alle scene drammatiche, rappresentando questo "viaggio" in maniera troppo docile per non turbare il MOIGE o altre associazioni che diventano calve appena vedono una goccia di sangue o uno schiaffo.

Per favore, Luca Medici, lo so che hai delle possibilità, soprattutto togliendoti i panni di Checco; come detto prima, il colpo di scena dove il fan dei film neorealisti vende i suoi amici è molto efficace, sarei piuttosto curioso di vedere un suo film non comico.
Alla fin fine, non nego che questo film sia ambizioso e, sotto sotto, spero che Checco persegua questa strada più "narrativa" e meno "cortometraggi incollati con lo sputo", ma ciò non basta se la sceneggiatura rimane la solita zalonata. Film bruttissimo, ma l'Italia ha prodotto roba ben peggiore, infatti la settimana prossima arriverà il Capitolo 26 sul film de La Profezia Dell'Armadillo, ma non anticipo altro per incuriosirvi.

P.S: Meglio Alex l'Ariete, almeno lì ridi per qualcosa!... Caz.zo, erano quattro anni che non lo dicevo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 08/05/2020 23.00.20
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Niko.g  @  06/05/2020 15:06:40
   6 / 10
Si alza l'asticella per Checco Zalone, che si mette alla guida della regia in questo bizzarro e grottesco road movie africano.
Il ritmo non è quello dei film precedenti, ma le battute azzeccate non mancano, anche grazie al supporto dell'intelligenza umoristica di Paolo Virzì. Forse si ride di meno, ma non è questo il problema se nel complesso la favola sociale tiene botta e si ha il coraggio di rovesciare un razzismo spesso inventato e creato ad hoc per agevolare loschi scopi politici ("con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga" ci faceva sapere un lurido e putrido personaggio).
Resta il fatto che non ci si improvvisa registi dall'oggi al domani.

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Ultima risposta 06/05/2020 15.10.08
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camifilm  @  05/05/2020 12:45:17
   7½ / 10
Zalone non è Boldi/De Sica.
Se volete film sciocchi dove si ride di cacca, prostitute, parolacce, non è un film di Zalone che dovete scegliere.

Questo film sarà compreso quando vi toglierete dalla mente i primi film e le presenze a Zelig di Zalone.
Qui si va su altro pianeta. Anche tecnicamente la spesa per effetti, ambiente, costumi non deve essere stata da poco.

Ho apprezzato il sottofondo musicale di OK IL PREZZO È GIUSTO usato per chiamare i nomi dei concorrenti nel programma e qui come base musicale a definire lo sbarco... Geniale.

È un film colmo di riferimento alla cultura popolare italiana, presa a pallonate in faccia e forse questo ha disturbato. Come le più volte citate espressioni del dvce...

Vedere il ragazzotto che senza sogni arriva ad essere ministro.

Le battute sulle tasse...

C'è molto, forse troppo... E non tutti capiscono (vuoi per età e non aver visto momenti qui ripresi)

Ah
Ho molto apprezzato l'utilizzo di colonna sonora con Johnny Dorelli, Mino Reitano,... Sempre da sapere chi sono per apprezzare

Purtroppo non tutti ormai sanno riconoscere il passato omaggiato. Non conoscendo il passato capisco appunto che molti siano rimasti infastidito dal sbeffeggiare il dvce...proprio perché non si conosce la storia.

Film importante.
Si sorride. Si riflette. Se non avete cultura cinema, musicale, storica, del passato evitate o informatevi.

Macs  @  05/05/2020 07:50:12
   4 / 10
Brutto forte, un film che non ha la struttura di un film. Si parte in modo sconcertante con una serie di eventi sequenziati senza nessuna preparazione o introduzione. Il resto del film e' molto noioso, dura 1 ora e mezza scarsa ma ho guardato piu' volte il timer di quanto mancava, perche' mi sembravano 3 ore. Il personaggio di Checco poi non e' divertente stavolta, spesso irritante nella sua superficialita' e perfino arroganza, niente a che vedere col simpatico e inoffensivo guascone dei film precedenti. Inotlre non so se sto diventando sordo, ma con tutti gli attori stranieri che parlano italiano con accento africano, spesso ho faticato a capire cosa dicessero. Nel complesso sembra piu' un mal riuscito road movie, sfilacciato e senza un filo narrativo coerente ma solo un'accozzaglia di episodi che mi hanno lasciato per lo piu' indifferente e strappandomi quasi solo sbadigli. Il finale non l'ho trovato cosi' indecente, in fondo ci sta nell'atmosfera totalmente surreale che l'ha preceduto. Se vuole tornare a far parlare bene di se' (e non solo a incassare), forse il buon Medici dovrebbe riconsiderare di farsi dirigere i propri film da un Nunziante o qualcuno equivalente.

jason13  @  25/04/2020 23:54:27
   6½ / 10
Visto in un modo scettico visto le critiche negative in cui e' stato accompagnato devo dire che invece mi e' piaciuto anche se la parte finale e' fatta molto male. Sicuramente il suo "peggior" film in quanto fa sorridere ma mai ridere di gusto ma comunque resta apprezzabile.

FaustoWinnfield  @  25/04/2020 19:44:17
   2½ / 10
Rientra di sicuro nel novero delle commedie italiane più inutili di sempre (come se non ne avessimo prodotte abbastanza da Bonnard ad oggi) ed è un piattume che va del tutto in contro-tendenza con gli incassi spaventosi generati dalla presenza di Zalone e dai trailer esca per pubblichetto italiota. E mi dispiace anche per Zalone (anche se per quanto di guadagnato in liquido sono critiche che non lo sfiorano minimamente), più che altro perché le sue commedie precedenti sono sicuramente meglio di quanto tanta gente dica, ma con questa tolla tolla di film ha toppato alla grande: si sente la mancanza di Nunziante in regia e si sente troppo il distacco tra lo stile comico di Zalone e quello che invece richiederebbero certi argomenti. Inoltre storia pressoché inesistente e personaggi fastidiosi e generalmente mal-recitati.
Ripeto: grossa delusione e grosso passo indietro rispetto anche solo a Quo Vado.

Paula Schultz  @  13/04/2020 11:44:43
   6½ / 10
Tolo Tolo, il film italiano con il maggiore incasso nelle prime 24 ore. Di certo questo risultato è dovuto alla grande pubblicità realizzata e alla grande aspettativa che gli italiani hanno di Zalone.

Non si può dire tuttavia che questa aspettativa sia stata totalmente soddisfatta.
Bisogna ammettere che il film comincia in modo confusionario. La premessa, per intenderci quella girata in Italia, è pessima a livello di sceneggiatura e anche molto mal realizzata. Una base solida avrebbe fatto di questo film un prodotto sicuramente migliore, così come una migliore costruzione del personaggio. Forse quest'ultimo aspetto è stato lasciato insoluto proprio per via della figura divistica di Zalone che non sembrava avere bisogno di presentazioni.
Ma se, come sembrerebbe, l'obiettivo era di creare un film, non dico più serio, ma quantomeno più impegnato, era necessaria una nuova caratterizzazione.

Dopo l'inizio disastroso il film migliora decisamente, diventando a tratti geniale. Mi riferisco per esempio alla trovata dell'attacco di fascismo (con il discorso del Duce in sound over) tipico dell'italiano medio che si trova a discutere riguardo al problema dell'immigrazione.
Con alcune gag ben riuscite e altre meno, il film riesce così a far riflettere su alcuni punti scabrosi del clima politico attuale di destra imperante.

Apprezzo il gesto, meno il risultato finale. Valeva in ogni caso il prezzo del biglietto.

1 risposta al commento
Ultima risposta 13/04/2020 12.03.53
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AMERICANFREE  @  03/04/2020 20:17:33
   6½ / 10
Carina questa commedia, mi aspettavo piu' risate invece il finale mi ha un po' deluso. Nel complesso una discreta commedia, belle le scelte musicali

ValeGo  @  02/04/2020 14:50:58
   4 / 10
A mio parere il tema è troppo delicato per riderci e scherzarci sopra. Per di più se lo si vuol fare è necessaria un po' di eleganza mentre qui di cade solamente nel grottesco. Brutto brutto e nemmeno divertente.

narko80  @  23/03/2020 20:21:20
   7 / 10
media troppo bassa.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/04/2020 01.06.59
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Invia una mail all'autore del commento fabiosole  @  17/02/2020 21:20:37
   2 / 10
che tristezza di film ......

ragefast  @  01/02/2020 10:00:38
   7 / 10
Nonostante le diverse voci negative, ho deciso comunque di vederlo una volta passata la psicosi generale dei primi giorni di gennaio.

Credo che il film sia stato esageratamente stroncato, nel senso che lo stile di Zalone è più o meno lo stesso dei film precedenti, cambia l'argomento (molto più spinto sul tema politico, non che i precedenti non lo fossero, però qui è il tema migratorio è costante) e c'è molta più parte musicale. Non è un capolavoro, sia chiaro, semmai a livello di storia perde qualcosa sicuramente rispetto a "Quo vado" e a "Cado dalle nubi" (quest'ultimo però aveva anche l'effetto "novità"), però, come detto all'inizio, non stiamo parlando di film diversi sia per stile che per qualità.

L'assenza di Nunziante? Marginale, si percepisce qualcosa ma come già detto ampiamente da altri utenti non è che sia stato perso Lynch, Fincher o qualche altro regista di questo calibro.

Tra le scene memorabili…


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

PS: D'accordissimo con chi dice che il successo di Zalone sia un enorme fraintendimento: l'italiano medio che riempie le sale ridendo, di fatto, di se stesso e della sua mediocrità.

Jokerizzo  @  29/01/2020 09:01:25
   5½ / 10
Una delusione...film irritante, indisponente, superficiale...non so.

daniele64  @  17/01/2020 16:20:46
   6 / 10
Discusso e discutibile ma volenterosamente apprezzabile ...
Checco apre un mega sushi ristorante nel suo paesello pugliese . Dopo l' inevitabile ed immediato fallimento , fugge in Africa lasciando montagne di debiti ai parenti . Ma l' arrivo dell' ISIS lo costringe a sobbarcarsi un rientro in patria insieme a nugoli di migranti disperati ... Dopo aver visto il film comincio a capire i vari motivi di tanti commenti poco lusinghieri al riguardo . Quelli affetti da un attacco di " candida " non avranno gradito di doversi sorbire la cronaca di un lungo viaggio della speranza dall' Africa centrale all' Italia ( magari dopo essersi fatti attirare dallo specchietto per allodole del trailer presunto " razzista " ! ) . Quelli che si aspettavano il continuo fuoco di fila di sonori sghignazzi a cui li avevano abituati i precedenti lavori di Zalone ( magari senza comprendere che i presi in giro erano prorio loro ! ) non avranno apprezzato la rarefazione delle battute riderecce , oltretutto spesso da risate a denti stretti . E quelli che semplicemente criticano l' innegabilmente mediocre aspetto tecnico dell' opera e l' ingenuità di alcune sue parti , specialmente verso la fine ( con l' inguardabile cartone animato in stile Mary Poppins ) , tra i quali potrei forse annoverarmi pure io . Però a me questo è sembrato anche il film più ambizioso di Zalone , che ha scritto la sceneggiatura assieme a Paolo Virzì e ha accantonato Gennaro Nunziante curando da solo la regia ( non che si notino grosse differenze ! ) . Credo che nelle intenzioni degli autori ci possa essere stato un qualche intento diciamo " pedagogico " , per smuovere almeno un po' le coscienze degli spettatori , facendo loro comprendere le traversie che devono subire i migranti e magari facendo anche cambiare loro opinione al riguardo . E' ovvio che certi temi siano difficili da trattare in una commedia e perciò Zalone tenta forse di seguire l' approccio di Benigni in " La vita è bella " , addolcendo con frequenti venature umoristiche delle sue , un contesto altrimenti fortemente drammatico . Il risultato certamente non è lo stesso ( Checco è meno lineare e molto più sgangherato ! ) ma il tentativo può essere apprezzato . Il personaggio di Zalone è sempre lo stesso , l' italiota superficiale , egoista ed ignorante , con episodi di possessione mussoliniana nei momenti di maggiore difficoltà . Ma la cornice più seria della vicenda riduce le potenzialità comiche della pellicola , rendendola meno spassosa e , nelle intenzioni degli sceneggiatori , più riflessiva . Non è necessariamente un male che Zalone cerchi di cambiare un po' il suo cinema , per non restare sempre ingabbiato nel suo clichè , un' ingessatura che alla lunga non ha portato bene ad altri campioni della comicità nostrana , come Aldo , Giovanni e Giacomo . Insomma , si è scelto di sacrificare un ( bel ) po' di risate in funzione di un po' di riflessione in più . Come già detto , è la parte terminale quella che convince di meno , con un naufragio trasformato in un balletto acquatico , con un cartone animato troppo avulso dal contesto e con un finto set finale sconclusionato e sbrigativo . Anche le canzoni , solitamente un punto di forza delle pellicole di Checco , stavolta non mi hanno convinto al primo ascolto . La casa di produzione Taodue ( Mediaset ) per questo quinto ed ultimo film previsto dal contratto , gli ha messo a disposizione un budget quasi faraonico , che si nota specialmente nel continuo spostamento del set tra le varie località di Italia ed Africa . Il cast invece vede l' utilizzo di attori italiani e stranieri praticamente sconosciuti , a parte i camei di Barbara Bouchet , Nicola Di Bari ed Antonella Attili . Carino il personaggio di Gianni D' Addario , buono a nulla in strepitosa carriera politica . Vi ricorda qualcuno ? Tiriamo le conclusioni di 'sta informe pappardella che ho buttato giù . Naturalmente c' è chi dice che il film non fa ridere ( l' ultimo è Boldi , che non fa ridere da vent'anni .... ) e chi sostiene che non riesce nemmeno ad essere serio . Io , tra chi vede il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto e chi rifiuterà di berlo , mi schiero con i primi e propendo per un voto finale ignavamente sufficiente : 6

ilgiusto  @  15/01/2020 15:22:22
   8 / 10
Premesso che sono un fan di Zalone della primissima ora perché vidi, speranzoso ma senza pregiudizi, Cado dalle Nubi subito appena uscito e mi sbellicai dalle risate (così come tutta la sala) quindi gli pronosticai facile un avvenire luminoso e non mi stupirono minimamente i record su record.
A mio giudizio: Checco è un genio nonché il comico 'che qui mancava e ci voleva'.
Detto questo, sia perché se ne parlava 'maluccio', sia perché so benissimo che la comicità ha dei cicli e prima o poi i comici 'passano, questo 'Tolo Tolo' mi preoccupava perché temevo che la parabola del comico Zalone, che tanto mi ha genuinamente divertito, fosse al termine senza che ancora all'orizzonte si profilasse nessun nuovo comico o gruppo italiano di questo livello.
Ebbene invece ho trovato Tolo Tolo molto divertente e intelligente come al solito, forse un poco più serio del solito ma in questo si sente la mano di Virzì che, per fortuna, non è eccessiva.

Quindi: straconsigliato.

Bluesmobile  @  15/01/2020 09:57:49
   1 / 10
Appena una "certa" parte politica ha colto nel film messaggi pseduo di sinistra o cmq in rottura con la politica degli ultimi 2-3 anni, quella che era una PISCIATA DI FILM è...............improvvisamente diventato un film poetico, coraggioso che fa pensare.
Questo la dice lunga sulla obiettività di giudizio di certa gente che punta a fare polemiche o utilizzare un film, nel caso di ispecie una semplice e buonaria commediola, per fare politica.
E il film?
Le reazioni delle pur gremite sale parlano chiaro.
Noia e zero risate.Ma proprio zero.Prima parte insopportabile, la seconda cerca penosamente di tornare (senza successo) con momenti trash che, però non fanno ridere.
Orrendo

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andrea9002  @  14/01/2020 07:58:27
   7 / 10
Molto sopra le aspettative.
Regia un po' stupida ma simpatica tra il trash ed il citazionismo... Soldini ne hanno spesi per farlo, sicuramente non è un B-movie.
Non avevo mai visto un film con Zalone ma devo ammettere che è il film perfetto per l'italiano medio che va al cinema una o due volte l'anno... Parla di attualità con un certa leggerezza e poi lui, che come attore è un mezzo cane, rimane simpatico e fedele al suo ruolo di faccia da schiaffi!
Si ride un po' qui e là e c'è anche qualche spunto per pensare... Qui e là...

Wilding  @  12/01/2020 21:55:12
   8 / 10
Gran bel film, tanto intelligente quanto attuale e piacevole. Un tema importante, ma proposto con uno stile nuovo e originale... una splendida sorpresa stavolta dal buon Checco.

sev7en  @  12/01/2020 06:47:27
   4½ / 10
Visto oggi ed ero preparato dopo aver letto i vostri commenti ad un film diverso dal.solito stile
Il film non mi e dispiaciuto e sebbene alcune scene siano state eccessivamente caratterizzate non sarebbe stato male se non avesse avuto quel finale, assurdo, inutile e a tratti stomachevole.

Davvero ha finito di rovinare il salvabile nell'arco di 7 minuti.

Light-Alex  @  09/01/2020 22:28:16
   7½ / 10
Vado contro corrente, su questo film si stanno alzando critiche feroci invece per me è stato una piacevolissima sorpresa. Avevo aspettative molto basse invece il film è geniale.

Il coro di 1 che si sta levando tra le votazioni mi conferma un mio grande sospetto. Zalone non è mai stato capito dalle masse. I grandi numeri che ha fatto al botteghino sono frutto di un grosso fraintendimento, in cui paradossalmente lui è stato apprezzato probabilmente anche da una larga fetta di popolazione, l'italiano medio, che lui stesso non ha fatto altro che ridicolizzare in tutti i suoi film.

Invece l'italiano medio probabilmente lo apprezza come personaggio greve e politicamente scorretto, quando lui è esattamente il contrario: tutte le risate che si fanno con Zalone sono delle risate con un fondo di amarezza, e una sorta di pietà per la mediocrità dell'individuo Zalone (il personaggio intendo, non certo l'attore Luca Medici) in quanto quella maschera rappresenta tutti gli stereotipi dell'italiano medio, ignorante, chiuso mentalmente, furbetto, omofobo, razzista, maschilista, e lui tramite quella maschera ridicolizza quel modello di italiano medio.
Ma continuo a pensare che molto del pubblico che lo ha amato, lo ha mal interpretato e ha semplicemente riso in maniera godereccia del suo beniamino, visto un po' come il modello dei loro difetti che però risulta vincente, e un po' forse li legittima ad essere quello che sono.

Quale è il problema che si è generato in Tolo Tolo? Qui la comicità è più contenuta e prevale la riflessione su temi seri e anche drammatici (che poi badate bene, si ride e anche parecchio, non è vero che il film non è comico). Evidentemente qui è apparso troppo chiaramente l'intento dissacratorio di Zalone e il grande pubblico ha fatto un passo indietro, probabilmente deluso dal non potersi fare un'altra volta le sue goderecce risate ma costretti a fare un minuto di riflessione su un tema su cui tutti preferiamo girare la testa dall'altra parte.

Il film ripeto è geniale. Il concetto è simile a quello de "La Vita è Bella" di Benigni. Si tocca un tema drammatico, i viaggi della speranza dei migranti nel Mediterraneo, con un'incredibile leggerezza ed ironia grazie al personaggio scanzonato e dissacrante di Zalone che ci permette con le sue classiche gag di farci entrare nelle dinamiche di quei viaggi e svelarci le ipocrisie delle destre e delle sinistre, degli italiani e dei francesi, dei migranti e dei soccorritori, e così via.

Molte battute sono oggettivamente fini e sinceramente anche di non facile comprensione (i riferimenti al cinema neorealista o a Kennedy, giusto per fare due esempi, mezza sala non li ha capiti).

Il film ha sicuramente dei difetti, ma da un taglio al racconto di una storia che conosciamo tutti assolutamente innovativo, intelligente e audace.

Nel complesso per quanto riguarda il finale, che è si lo ammetto goffo e anche a me ha stranito mentre lo vedevo, però devo dire che è anche quello a suo modo una trovata fuori dagli schemi per chiudere un film che invece stava scivolando verso un happy ending un po' moscio. Insomma anche quello che lì per lì non mi è piaciuto, poi in fondo lo ho apprezzato.

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Ultima risposta 16/01/2020 12.41.31
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Faco  @  09/01/2020 21:25:08
   10 / 10
Copio e incollo il pensiero di una persona che ha saputo spiegare perfettamente tutto ciò che è riuscito a trasmettermi questo film, io non avrei saputo scrivere meglio, vedendo questi commenti così negativi *1 mi sono sentito in dovere di fare questa recensione così.

"A proposito dell'ultimo film di Zalone....questo mi pare un commento perfetto.

Convinto di andare a vedere qualcosa di mediocre , ho invece visto un cinefilm atipico ma unico.

È riuscito a fare più danno lui all'intolleranza razziale che 40 anni di pensiero falso progressista .

Ha ridicolizzato il palliativo del reddito di cittadinanza paragonandolo ad un effetto placebo su una persona in fin di vita.

Ha messo in risalto il dramma umano di chi fugge dalla guerra senza dimenticare che proprio un santo non è ...anzi pronto a tradire i suoi stessi compagni pur di arrivare a destinazione.

Ha messo la maschera di pulcinella alla sinistra dell' accoglienza.

Non ha ridicolizzato Salvini ..ma il suo Credo . Nessuno ci era riuscito meglio di lui.
Ha umiliato la Francia inpersonandone tutto il suo falso cinismo in una sola scena.
Ha smascherato la Chiesa ...che non amerebbe un Papa di colore.

Ha evidenziato un dramma tutto italiano dell'impossibilità di fare impresa .
La diaspora di una partita IVA marchiata a fuoco da uno stato aguzzino .
Il sogno di una flat tax.

L'impossibilità di convivere con un' Amministrazione umana che ti costringe a fare il percorso inverso di chi scappa da una guerra ...ma che alla fine ti lascia in mezzo al mare ad affogare come coloro che ti chiede da accogliere ...." Ma a me chi mi accoglie ?" viene da chiedersi.

Ha fatto diventare Ministro un mediocre che impacchettava mobili da pignorare , descrivendo in chiave comica una realtà attualissima come in un film di De Sica.

Ha esaltato SOLO l'aspetto migliore di tutta questa storia che è L'Umanita', l'unico vero faro dell'esistenza ....

NON ha preso le parti di nessuno , perché tutti colpevoli!

Ma soprattutto ha fatto capire che i bambini sono gli unici a non avere colpa perché non sono stati loro a scegliere di nascere in Africa ...ma una cicogna Strabica .

Ha ragione Manuela Buzzerra : Checco Zalone È UN GENIO (Gilberto Carolillo)"

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Pianetasud  @  08/01/2020 22:11:31
   5 / 10
Voto che è la media di 6 del film e 4 per quello che ci si aspetta da Checco Zalone. Se vado a vedere un film di Checco Zalone non mi aspetto certo di vedere un film di Wim Wenders o viceversa. Se scelgo di andare a vedere un film di De Sica non mi aspetto certo di vedere un film di Tarantino o viceversa. Tutto qua. Trama superbuonista evitabilissima. Deludente.

Goldust  @  08/01/2020 12:03:40
   5 / 10
Zalone esordisce alla regia facendosi aiutare da Virzì nella scrittura della trama. Per quanto cavalchi l'attualità e strizzi l'occhio ad una politica di inclusione molto di moda di questi tempi - rovesciando le problematiche dei migranti per viverle sulla pelle dell'italiano medio - il risultato è deludente: poche le gag veramente riuscite, parentesi oniriche che lasciano il tempo che trovano ( come quella finale a mò di cartoon ), regia inesistente. In poche parole, una stupidaggine.

Strix  @  08/01/2020 02:54:46
   7 / 10
Si ride meno del solito, ma si riflette un po' di più e qualcuno probabilmente si commuove pure.

La regia è quella che è, idem gli attori, in linea coi precedenti lavori di Zalone.

Finale brutto, ma sono pochi minuti di sopportabile assurdità.

Il suo messaggio, però, per quanto sommario e poco approfondito, è senz'altro coraggioso in un paese dove il primo partito al momento, in termini di percentuali, è la Lega.

7-

zaq2001  @  07/01/2020 22:03:20
   4 / 10
Il fatto è che quando vado a vedere un film con con Zalone mi aspetto soprattutto di ridere, mentre qui non si ride mai.

lucasssss  @  07/01/2020 09:30:50
   1 / 10
solo una parola, INDECENTE

da uno che AMA tutti i film di Checco e che attende con ansia il prossimo!!!

Mauro@Lanari  @  07/01/2020 02:35:38
   2½ / 10
Zalone+Virzì e ci s'aspetta il rispettivo valor'aggiunto del sovrappiù di risate e riflessioni. Invece si depotenziano a vicenda, meno di panza e meno di testa, poiché Checco non è più diretto da Nunziante ma si filma da solo ("Tolo Tolo") e Paolo non si fa più sceneggiare da Bruni ma dall'Archibugi (Emanuele Grosso: https://www.lasiciliaweb.it/2020/01/05/il-suicidio-di-zalone/). Peggio anche dell'ultimo di Ficarra & Picone.

Mauro Lanari

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Ultima risposta 13/01/2020 22.07.52
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VincVega  @  06/01/2020 20:51:46
   3 / 10
Un altro incredibile enigma del cinema italiano. D'altronde il parallelismo col periodo di uscita è chiaro. La qualità di certe commedie di Risi, Monicelli, Comencini, Benigni, Verdone (per dirne alcuni) è inarrivabile, ma vedere campioni d'incassi film inutili come questo di Zalone, mi mette una grande tristezza. E ricordando i registi prima citati, che per stilare una sceneggiatura degna di nota ci mettevano impegno e se un film era bello incassava, diventando un cult, se era brutto rimaneva un flop.
Ora Zalone fa la solita cosa. Prende l'argomento di maggiore attualità e cerca di tirare fuori una mezza trama ed imbastirci delle battute e dello humor. Non ci riesce mai. Trama zero. Risate zero. Critica alla società zero. Rimane in quel limbo senza prendere posizione (vorrebbe in realtà), cercando di accaparrarsi più pubblico possibile con una finta cattiveria ed un buonismo per nulla celato. L'apporto di Virzì in sceneggiatura non si vede minimamente.
E' un film che va velocissimo, stacchi repentini, non a caso il budget per un film simile è enorme. Ma non c'è un minimo di profondità, tutto rimane in superficie e si vede che dietro la macchina da presa c'è un incapace. Poi tutto quello che succede è forzatissimo. Musiche irritanti. Francamente inutili le citazioni di Bertolucci e Pasolini.

Meglio i cinepanettoni a questo punto. Almeno non avevano velleità socio politiche e pretese di fare un cinema di qualità.
Sempre più convinto che Zalone sia un miracolato. Vedo i suoi film solo perchè continuo a chiedermi (invano) cosa ci trovi la gente in lui. Se avessi pagato avrei chiesto il rimborso.

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Ultima risposta 10/01/2020 10.36.35
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sognatore  @  06/01/2020 20:22:27
   4½ / 10
Zalone piace perché è Zalone. Questo è un'altra cosa. E' una furbata per attirarsi le simpatie proprio di quelli che fino a ieri lo hanno snobbato, criticato ed emarginato. Non credo che sia stata una operazione intelligente, ma forse ci smentirà ancora una volta. Però di Totò, stroncato dalla critica, ci ricordiamo come Totò non come interprete dei film di Pasolini.

piripippi  @  06/01/2020 13:36:04
   5 / 10
il peggior film di zalone in assoluto. zalone sfrutta il trend del tema degli immigrati per creare una favola priva di una foma reale, con pochi spunti comici e tanti politici , i riferimenti sono evidenti. zalone non si dimostra adatto aquesto tipo di comicità. qualcuno esalterà in maniera faziosa questo film ma chi lo guarda tecnicamente lo vedrà come un prodotto di scarsa qualità e quasi per nulla comico, troppe canzoni , qualche cartone animato inutile e un finale da rigetto. quando chi fa il comico si butta in un cmpo che non è il suo rischia di fallire e per me questo filn è un fallimento

kastalya  @  06/01/2020 13:07:07
   4 / 10
Zalone ormai ha già dato il "meglio" di se nelle precedenti pellicole..e questo film non è né carne né pesce.
Non si ride quasi mai...e tutta sta morale che leggo nelle varie recensioni online... sarà un problema mio ma io la trovo alquanto retorica e "furba" da parte di Zalone.

Sconsigliato!

GreatJohn96  @  06/01/2020 12:10:58
   5½ / 10
Il film forse più cattivo di Medici, ma senza l'ironia riuscita dei precedenti. Assistiamo soltanto all'egocentrismo di un comico ormai perso per strada senza la sua metà (Gennaro Nunziante), incapace di esporre correttamente una storia credibile. Il plauso va comunque al lavoro fatto con le scene musicali ed alle canzoni, su cui è stato fatto un gran lavoro

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/01/2020 07:26:34
   6½ / 10
Lo so lo so suscita fastidio... E mi riferisco al fatto di vedere la coda ai botteghini di gente chiamasi Spettatori che vanno al cinema una volta ogni due anni. Poi, da veri medio-umani come sono, si dicano delusi perché "nella scena con le barche" non si ride, cosa vuoi ridere quando ne muoiono a centinaia??? Ecco la cretina di turno vestita con le griffe poteva starsene a casa... Ma ripeto se Zalone riesce a far aprire gli occhi sui drammi umani dimostrando perché no che la ***** sta ovunque (mi riferisco alla politica ovviamente) ben venga. Peccato che il film non sia riuscito come il precedente, che avevo ingiustamente e snobisticamente giudicato con riserve, e adesso sono convinto che fosse il suo lavoro più ispirato... Sì perché Zalone pensa a Scola ma ricorda tanto Spencer-Hill e Franco&Ciccio, la Parodia è dietro l'angolo, il linguaggio popolare scivola nel Musicarello aggiornato, con due momenti ahimè terrificanti: il viaggio da cartolina in Italia - mancava solo il mandolino - e il cartoon fiabesco e ultra-trash dell'epilogo. Senza contare che sdogana perfino una canzone inascoltabile di Mino Reitano. Peccato, eppure... Eppure la famiglia di Checco, più Italiana e Meschina che mai nel bene e nel male è fantastica, sembra davvero uscita da un film di Totò... Siamo questo, direbbe Sordi. E la cronistoria, per quanto goffa o amabilmente dolcemara, della realtà Africana, indica che Zalone a Benigni deve qualcosa... Senza le siglette demenziali da karaoke al cinema e con una cattiveria maggiore che avrebbe potuto dire molto di più - sull'Europa per esempio - "Tolo tolo" sarebbe stato molto più di un (gradevole ma incerto) tentativo di commedia satirica. Tuttavia lo promuovo proprio per la sua sincera attualità

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Ultima risposta 10/01/2020 05.22.02
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piennepi  @  06/01/2020 00:57:04
   1 / 10
Premetto sono un fan accanito di cinema.. ho scritto sempre poco perché i film sono tutti soggettivi., ma giuro spendere i soldi per vedere questo film mi fa solo rabbia.. di film brutti ne ho visti in vita mia ma questo penso che li batte tutti., a livelli di "Alex l'ariete".. a parte tutto il tema per carità molto attuale e molto serio ma un film di Zalone lo vado a vedere per la sua comicità.. non per quello.. detto questo mi ha molto deluso oltre al fatto che si vede che è Luca il regista,. Penoso.. mi spiace davvero perché ero molto curioso di vederlo..

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Ultima risposta 18/01/2020 02.39.57
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Invia una mail all'autore del commento marco986  @  05/01/2020 21:21:44
   6½ / 10
Forse il migliore di Zalone(almeno tra il brutto Sole a catinelle e il discreto Quo Vado)

Pur non essendone un ammiratore mi sono divertito abbastanza.

Il tema serio dell'immigrazione è trattato in maniera ironica ma intelligente.

Forse perde qualcosa nel finale assurdo ma anche quello è una trovata originale

venetoplus  @  05/01/2020 18:09:31
   7 / 10
Ci prende tutti maestosamente x il c.urlo... D'altronde un popolo che annovera come film piu' visto QuoVado nn merita altro.. Chapeau Luca!

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GLIMMERTWINS  @  05/01/2020 13:35:42
   1 / 10
Ho.una grande simpatia per Zalone.
Più che per il film per i suoi meravigliosi sketch televisivi.

Ma, anche sforzandomi, a "2" questo film non ci arriva neanche pet sogno.
Direi che più che, come ho letto, "colpire destra e sinistra" sia più corretto dire che in questo caso Zalone lecchi il **** sia alla sinistra che alla destra.
Il risultato è uno spocchioso alternarsi di momenti più o meno (?) seri a momenti rasenti la volgarità.

La totale assenza di commedie italiane in questo fine anno (esclusa l'allucinante film di Ficarra e Picone ed il penoso ritorno di Albanese) lo ha strafavorito in termini di incassi.Ma credo che se insisterà si questo registro anche i paganti crolleranno

marcogiannelli  @  05/01/2020 12:43:07
   7½ / 10
Primo film di Zalone da regista, e si nota tantissimo lo stacco da Nunziante.
Sarò pazzo io, sarà che quando vado in sala a vedere Zalone non mi aspetto mai nulla, ma questo film è un altro grandissimo esempio di quanto Luca Medici sia una mente brillante.
E' un film che viaggia su un filo sottilissimo, a tratti potrebbe essere troppo buonista, a tratti politicamente scorretto. Ma rientra sempre nei canoni permettendoci di criticare chi si trova troppo aldilà da una parte o dall'altra.
Ci dice solo di essere umani.

Crabbe  @  05/01/2020 10:45:12
   7½ / 10
Divertente, in linea con i film precedenti, il personaggio di Zalone viene stavolta inserito nel contesto del dramma del fenomeno migratorio.
Un film che si prende poco sul serio lanciando frecciate a tutti, da "destra" a "sinistra", nessuno escluso.

Polemiche inutili sono arrivate prima da una certa area con accuse di razzismo e poi da un'altra in quanto considerato un film di propaganda a favore delle migrazioni ma Zalone non ha fatto una scelta di campo e in Tolo Tolo non manifesta alcuna fobia per i neri, gli sbarchi e i migranti né strizza l'occhiolino a Salvini. Anzi. Piuttosto mescola notazioni "scorrette" .

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  05/01/2020 00:37:35
   4 / 10
Tentativo becero e non adeguatamente sostenuto di ripercorrere un certo filone di commedia all'italiana, in pieno stile Monicelli e Benigni. Dramma palpabile affrontato con leggerezza, forse fin troppa. La mania di protagonismo di Checco Zalone è talmente evidente che si passa oltre alla semplice battuta riuscita, dando spazio al cattivo gusto in molte occasioni. Il comico è una delle sfere più complesse dell'espressione. La differenza che intercorre tra commedia, satira, umorismo e dire cose a sproposito spesso non è chiara...ed è qui che interviene una persona capace di interpretare e differenziare al meglio questo sfumature. In Tolo Tolo non c'è coinvolgimento, non c'è disprezzo sulla nostra condizione umana, non c'è la sequenza rappresentativa da tener conto per riassumere concetti di un film indeciso su quale strada prendere e in che modo colpire lo spettatore.

Un autentico disastro. Spero che riesca a correggere il tiro Zalone nel prossimo progetto...magari coinvolgendo nuovamente il suo fidato Gennaro Nunziante in sede di regia e scrittura.

il ciakkatore  @  04/01/2020 22:11:07
   5 / 10
Deluso da Checco,che mi ha sempre divertito,ma qui è stato tutto molto ripetitivo e alla lunga ci si annoia,sembra incredibile ms è così,noia nel film di Zalone.Spero che questo gli serva per migliorare in futuro e tornare a quella comicità ingenua e spensierata che gli sta adosso benissimo,non come in questo film che a tratti diventa anche troppo pesante

Testu  @  04/01/2020 20:39:15
   5 / 10
Qualche battuta carina c'è, ma è un film chiaramente schierato e a tratti anche irritante.

romrom  @  04/01/2020 16:52:04
   5½ / 10
Piuttosto deludente, battute che alla lunga si ripetono anche se inizialmente divertenti, seconda parte decisamente lenta, con finale veramente troppo trash .

pieroscoop  @  04/01/2020 11:35:56
   4½ / 10
Grandi aspettative, completamente deluse, non è il solito film alla Zalone, ma si nota una forzatura nell'inserire una comicità (tra l'altro sempre solita) in un contesto troppo delicato e non "compatibile" per far si che funzioni.

Il tentativo di far riflettere ci sta, ma come scrivevo prima non può essere legato al personaggio di Zalone che è troppo propenso a situazioni "leggere".

Inoltre la sceneggiatura e montaggio risultano confusi, sembra un minestrone di situazioni messe un po a caso.

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fabiob  @  04/01/2020 00:56:18
   3 / 10
Se pensi di divertirti e ridere, allora resta a casa; se invece pensi di vedere un bel film resta a casa lo stesso.

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Ultima risposta 04/01/2020 02.25.39
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Norgoth  @  04/01/2020 00:34:09
   5½ / 10
Questa volta, Zalone decide di uscire dai tipici panni che lo hanno reso famoso e veste i propri, quelli di Luca Medici... mantenendo in parte anche la sua "Zalonicità", tentando un misto di serietà e comicità.
Risultato: non pessimo, ma nemmeno sufficiente. Mi ha lasciato abbastanza perplessa.
La storia non sarebbe neanche male, di base. Però il tentativo di rendere divertente o leggero un tema serio, ma anche drammatico, come l'immigrazione (sia economica che umanitaria), è a mio parere fallito.
L'impressione è che, dopo un discreto inizio, non si sapesse come continuare, sfociando quindi nella confusione più completa, tra battute mezze riuscite e canzoni delle quali si capivano metà parole (essendo "corali") e quindi rovinando in parte i versi più comici. Ma non c'è solo questo. In un'ora e mezza succede e viene inserito davvero di tutto... forse troppo, in quanto tutto è poco approfondito e reso a fugace apparizione.
Il finale? Non l'ho capito e non solo io, il che la dice lunga.
La canzone sul finale? Abbastanza tragica.
Si è parlato male della canzone che ha traghettato il film verso l'uscita, ma è la cosa più riuscita, a dire il vero.
Penso che Luca Medici stia meglio come Checco Zalone, ovvero come comico-attore-musicista. Le sceneggiature le lasci a chi le sa fare o, comunque, ha le idee più chiare delle sue (o di chi lo ha aiutato nell'impresa). Le battute e le situazioni comiche, invece, le tenga pure che le sa fare ottimamente (e fanno davvero ridere).
Si dice: "Squadra che vince non si cambia". L'esempio migliore a supporto di questo detto è proprio questo film.

the saint  @  03/01/2020 13:40:51
   5½ / 10
Ora non esageriamo.. si passa dal 7 all'1, come se nulla fosse!
sinceramente non mi sembra proprio un film da 1! Come non mi sembra uno dei suoi film migliori! Certo ci ha provato a Checco, ha provato ad affrontare una tematica difficile e di attualità con ironia..
Ce l'ha fatta secondo me ed anche alla grande, il problema e' che si ride ( di pancia) solo in una paio di occasioni.
Per il resto non e' un brutto, film e' molto piacevole, ma lo spettatore di checco e' abituato a ridere continuamente e non a sorridere!
Poi se lo paragoniamo a vari cinepanettoni o ad altre commedie ( italiane) che sono passate al cinema in questi anni, beh allora e' un capolavoro!

rocksoff  @  03/01/2020 11:11:35
   1 / 10
Che peccato quando i comici cambiano (goffamente) registro alla ricerca di darsi un tono...
Il primo tempo è....da uscire dalla sala dopo 5 minuti.Il secondo tenta miseramente di sollevarsi con due battute che sarebbero state tagliate da un film con Alvaro Vitali e Bombolo (chiedo scusa ad entrambi).
Condivido pienamente chi definisce questo film "irritante".E' la miglior definizione possibile.
Sconsigliatissimo

2 risposte al commento
Ultima risposta 03/01/2020 11.39.19
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Invia una mail all'autore del commento elvis84  @  03/01/2020 01:10:25
   7 / 10
Un film divertente, diverso dai soliti film di Zalone, che parla di immigrazione ma che eviterei di etichettare come pro o contro l'immigrazione. Zalone prende in giro ogni situazione o pensiero della nostra società, tra cui anche questo sull'immigrazione. Direi che i cosiddetti buonisti pro immigrazione sono ridicolizzati abbastanza nel film. Detto questo non capisco questo accanimento contro questa pellicola sia da parte dei globalisti che sono riusciti persino a dare del razzista a Zalone e sia da parte di chi afferma che questo è un film pro immigrati..

barcella88  @  02/01/2020 21:24:15
   6 / 10
Gli altri film di Zalone erano sicuramente molto più divertenti, è un film comico ma non ai livelli a cui ci ha abituati Checco.
Sicuramente non merita i voti tipo 1 o 1,5 che hanno dati altri utenti, voti dettati forse più dai temi trattati dal film che dal film stesso.

Ginko66  @  02/01/2020 19:20:54
   1 / 10
forse è un documentario sull'immigrazione o forse qualcosa d'altro, ma di certo non è un film comico come mi aspettavo e come lo stesso Zalone e i media avevano lasciato intendere. Fatto sta che lo sconsiglio.

Lucone  @  02/01/2020 13:55:49
   1½ / 10
Uso solo una parola per descriverlo .. Irritante !

FABRIT  @  02/01/2020 13:22:42
   7 / 10
Tolo Tolo è il film meno comico di Zalone, anzi il film è proprio malinconico. C'è la mano di Virzì e si vede. I temi affrontati sono scottanti.
Un passo avanti o un passo indietro? un passo rischioso, non tutti capiranno.
Un passo verso un pubblico leggermente diverso.
Quindi i veri fans del primissimo Zalone rimarranno forse spiazzati, secondo me piacerà di più a tutti gli altri…

Scuderia2  @  02/01/2020 11:54:36
   6 / 10
C'è veramente poco da ridere.
Per la prima volta dopo quattro film sembra che Luca Medici voglia prendere le distanze dalla sua creatura Checco Zalone.
È bene specificare che il personaggio di Checco è presente anche in quest'ultimo film, con tutte la sua ignoranza, sgrammaticatura e superficialità, ma la sensazione è che si sia scaravoltato il concetto.
Emerge l'autore Luca Medici, che ha fatto un salto di qualità.
Mi piace associare Tolo Tolo e Zalone a un film e a un personaggio che hanno fatto e sono la storia della cinematografia italiana: La vita è bella e Fantozzi.
Ne La vita è bella Benigni provava a scherzare su un tragico evento passato.
In Tolo Tolo Medici utilizza un dramma contemporaneo (l'immigrazione) per portare a una riflessione importante con leggerezza.
Fantozzi era il prototipo dell'impiegato degli anni '70, vessato, sfigato, ma con una sua dignità. Era facile associarsi a quel personaggio.
Zalone è un parassita della società e sarebbe importante che passasse il messaggio che con gente così l'Italia è destinata al collasso.
Chiaro, c'è anche una critica alla politica dei balzelli e delle carriere facili, ma credo che il concetto che il film vuole veicolare è che con gente che durante un attentato pensa alla crema antirughe non si va da nessuna parte.
Forse non siamo tutti come Checco Zalone ma abbiamo almeno un vicino, un amico, un parente come lui.
E non va bene.
Meno Zalone, più Medici.

Er pomata  @  02/01/2020 01:37:42
   5 / 10
Film che mi ha deluso moltissimo. La prima parte è pesantissima ed ho rischiato almeno un paio di volte di appisolarmi. Il film si riprende un pò nella seconda parte, con qualche battutina scontata e la solita morale annacquata alla Zalone. Sala piena, ma tanti malumori all'uscita. Secondo me, sono stati 7 euro buttati! Il vero motore dei film passati di Zalone, era il regista e sceneggiatore Gennaro Nunziante, per anni vera icona di tante trasmissioni e sit com su telenorba. Grazie a lui sono venuti fuori tanti personaggi, tra cui il duo barese toti e tata(Emilio Solfrizzi e Antonio stornaiolo) e lo stesso Zalone. Film che incasserà parecchio, ma stavolta il passaparola è negativo.

Budojo Jocan  @  01/01/2020 18:11:55
   2 / 10
Sarà che questa ondata di nuovi comici (anche se fanno film da anni per me rimarranno per sempre dei mediocri dilettanti) mi irrita fino al centro del midollo spinale, ma io in queste operazioni ci vedo solo un unico obiettivo: far centro al botteghino spennando più polli possibile, poi sparire di nuovo per qualche anno andando a godersi i sacchi di soldi "guadagnati". Non c'è passione per il cinema, lo avverti chiaramente.

Oibaf  @  01/01/2020 18:04:37
   7 / 10
Usciamo un po' dagli standard goderecci ed esilaranti a cui Checco Zalone ci ha abituato. Le canzoncine sono più presenti e danno al film un taglio più da musical, le battute mai volgari, la trama è scorrevole e fa riflettere su un tema molto caldo e d'attualità ma senza scadere nella retorica. Per come ci ha abituati o siamo ad un punto di svolta o ad un inevitabile parabola discendente. Lo capiremo nei prossimi anni, purtroppo ho una sensazione, i milioni di spettatori che negli anni scorsi l'hanno promosso a livello di incassi su questo non ci saranno

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  01/01/2020 10:22:51
   4½ / 10
Visto a Roma in occasione di Capodanno al Cinema.
Il film invece per me è stata una grande delusione, avevo letto che inizialmente era Virzì (co-sceneggiatore insieme a Zalone) che avrebbe dovuto dirigerlo, ma che poi lo stesso Zalone se ne sarebbe impadronito fino al punto da dirigerlo completamente da solo (oltre ad averne curato anche le musiche). Ed i risultati si vedono.
Non solo non si ride mai, a parte qualche stirato sorriso, (e per un film comico ciò rappresenta un handicap non da poco) ma in alcuni tratti l'ho trovato addirittura indisponente, lontano anni luce dalla comicità dei film precedenti di Zalone.

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Ultima risposta 03/01/2020 18.24.44
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