un'anima divisa in due regia di Silvio Soldini Italia, Francia 1993
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un'anima divisa in due (1993)

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locandina del film UN'ANIMA DIVISA IN DUE

Titolo Originale: UN'ANIMA DIVISA IN DUE

RegiaSilvio Soldini

InterpretiFabrizio Bentivoglio, Māria Bākó, Philippine Leroy-Beaulieu

Durata: h 2.07
NazionalitàItalia, Francia 1993
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 1993

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Trama del film Un'anima divisa in due

Pietro, milanese trentasettenne, separato e padre di un bambino che vede di raro, si imbatte in Pabe, una zingara che disturbe i clienti del grande magazzino in cui l'uomo č addetto alla sicurezza. Paolo desidera conoscere da vicino la ragazza e il suo mondo e i due partono insieme. Ma il tentativo di trovare un compromesso fra le loro diverse esigenze di vita, purtroppo, fallisce miseramente.

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Voto Visitatori:   7,83 / 10 (3 voti)7,83Grafico
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Voti e commenti su Un'anima divisa in due, 3 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Overfilm  @  13/10/2015 13:01:29
   8 / 10
Visto una quindicina d'anni fa e mi era piaciuto molto.
Il tentativo di gestire la "diversità" dei due protagonisti fallisce pero'... il "viaggio" che vien fatto merita di essere vissuto ad appieno...
Gran film che purtroppo non vedo passare in tv (in questo momento storico sarebbe di assoluta d'attualità...).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  31/05/2010 19:13:51
   8 / 10
Soldini ha due doti che ne fanno un regista d'eccezione. Tanto più nell'asfittico panorama del cinema italiano degli anni '90.
La prima è il suo talento umanista, la sua enorme sensibilità nel cogliere i minimi moti dell'animo, le interazioni quotidiane, a livello di gesti, parole, espressioni. A partire da questi dati che nei suoi film sono talmente vividi e veri da sembrare colti nella realtà anzichè provenire da un copione.
La seconda è quella di saperli restituire attraverso la sceneggiatura, le scelte visive di regia e una direzione degli attori in cui dimostra un grande talento.
Sto valutando questo regista come il migliore della sua generazione, insieme al meno prolifico Mario Martone, che già conoscevo. Soldini lo conoscevo a partire dal 2000 di Pane e tulipani. E invece probabilmente le cose migliori le ha fatte negli anni '90.
Tolto Pane e tulipani questo probabilmente è il suo film migliore, per il quale condivido in toto quanto scrive Kowalski nel commento che precede questo mio.
Aggiungo la notevole costruzione drammaturgica del film, che procede attraverso brevi e significative e intense scene, separate da continue ellissi più o meno estese. Un modo di raccontare molto originale, quasi unico nel cinema italiano di quegli e questi anni. E altamente espressivo, in particolare dove nella prima parte, ove il montaggio pure contribuisce, insieme alle ellissi, a restituire la frammentazione mentale ed esistenziale del protagonista maschile interpretato da Bentivoglio.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  03/04/2007 14:38:53
   7½ / 10
Notevole conferma delle rare doti di Soldini, uno dei pochi autori, insieme ad Amelio, a osservare con abilità e comunicativa umana il mondo circostante.
Una storia complessa e non adatta al grande pubblico, ma piu' per divergenze culturali che per altro: siamo sinceri, il mondo dei nomadi è a tutti noi pressochè sconosciuto, e oltretutto minato da pregiudizi talvolta comprensibili, ma spesso deleteri (si veda per es. l'inaudito cinismo con cui accogliamo, quasi ne provassimo fastidio, l'ennesima notizia di rogo nei campi Rom dove muoiono dei bambini... non abbiamo un briciolo di umanità) e il film rappresenta questa realtà con un forte impatto emotivo, sociale e pure visionario (i flashback del protagonista per es.).
Bentivoglio, premiato a Venezia, è notevole, ma la Bako (nomade di origine ungherese) è strepitosa: recita come se stessa parlando (appunto) di se stessa

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