un sapore di ruggine e ossa regia di Jacques Audiard Belgio, Francia 2012
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un sapore di ruggine e ossa (2012)

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locandina del film UN SAPORE DI RUGGINE E OSSA

Titolo Originale: DE ROUILLE ET D'OS

RegiaJacques Audiard

InterpretiMarion Cotillard, Matthias Schoenaerts, CÚline Sallette, Bouli Lanners, Corinne Masiero, Jean-Michel Correia, Armand Verdure

Durata: h 2.00
NazionalitàBelgio, Francia 2012
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2012

•  Altri film di Jacques Audiard

Trama del film Un sapore di ruggine e ossa

Tutto ha inizio al Nord. Ali si ritrova solo con Sam, 5 anni. E' suo figlio, ma lo conosce appena. Senza fissa dimora, senza soldi, senza amici, Ali decide di trovare rifugio presso suo sorella a Antibes, nel Sud della Francia. Lý le cose vanno decisamente meglio. Ali e suo figlio vengono ospitati dalla donna. Lei si occupa del bambino. Il tempo Ŕ bello. Dopo una rissa in un locale notturno, il destino di Ali incrocia quello di StÚphanie. Lui la riaccompagna a casa e le lascia il suo numero di telefono. Lui Ŕ povero, lei Ŕ bella e sicura di sÚ. E' una principessa. Non hanno niente in comune. StÚphanie addestra orche a Marineland. Ci vorrÓ una tragedia per farli incontrare di nuovo. Quando Ali la rivede, la principessa Ŕ costretta su una sedia a rotelle: ha perso le gambe e tutte le sue illusioni.

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Voto Visitatori:   7,28 / 10 (40 voti)7,28Grafico
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Voti e commenti su Un sapore di ruggine e ossa, 40 opinioni inserite

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StIwY  @  26/11/2018 14:23:44
   5 / 10
Non so voi ma ho trovato il protagonista antipatico quanto una tarantola nel c__o. Riguardo al resto, non m'è sembrato nulla di che. Piuttosto pretestuoso nel suo insieme.

marimito  @  25/02/2017 11:56:42
   7½ / 10
La storia è una di quelle che non lascia scampo alle emozioni più devastanti, la differenza la fa la narrazione; ci si ritrova coinvolti in una vicenda con le stampelle, a tu per tu con una nuova vita che non è la tua ma che devi accettare come tale; ci si aggrappa all'elemosina altrui, di un improbabile passante di cui mobiliti la compassione e lotti affinchè quella nuova vita e quella compassione diventino altro. Da vedere provando a non immedesimarsi troppo.

romrom  @  06/02/2017 15:03:57
   7½ / 10
Molto buono, visto in tv per puro caso , mi ha veramente tenuto incollato allo schermo . Molto efficaci entrambi i protagonisti.

Thorondir  @  20/10/2016 13:51:58
   7½ / 10
Questo è uno di quei film che ti destano dentro una moltitudine di emozioni, soprattutto se nella vita hai vissuto il dolore vero, quello che ti lacera l'anima. Ecco perchè a me ha affascinato più del suo valore intrinseco, ridestandomi ferite sopite. C'è eccessività nelle storie dei protagonisti, alcune cose possono risultare improbabili (il cambiamento di lei quando diventa "organizzatrice" delle s*****ttate), qualche indugio troppo calcato sulla ricerca del dolore da mostrare, un uso forse troppo reiterato della camera a mano (si sobbalza parecchio eh) ma Un sapore di ruggine e ossa racconta la vita vera, quella nuda e cruda che spesso viene tralasciata dal cinema moderno. Perchè il cinema è innanzitutto la capacità di suscitare emozioni e Audiard lo fa con assoluta maestria.

mauro84  @  21/06/2016 23:10:08
   8 / 10
Rai5 mette in visione uno di migliori film drammatici francesi del 2012, approdato a Cannes. Spessore unico e narrato in maniera magistrale.
Storie di spessore, drammi che s'intrecciano, davvero tutto ben narrato.
Scene, ambientazione e fotografie davvero ben fatte... Nulla è lasciato al caso.

"L'incontro di 2 vite ferite, Insieme, si riescono a guarire..." "top film!!"

Marion Cotillard, davvero meritevole, bella e brava, una delle migliori.
Matthias Schoenaerts: Grande personalità, grande attore, persona degna di parte, piaciuto molto.

Il regista, sforna un piccolo capolavoro drammatico, le scene pesanti sono magistralmente girate, arriva al limite, drammi di vita si uniscono, dove 2 min di scena coinvolge quanto una vita: semplicemente una grande storia, una grande prova di sto regista.

Cannes offre, sto regista risponde presente! La Francia a livello di film c'è !!

Ti trasporta, di coinvolge, dramma da top!

Tutti i premi vinti, dal Golden Globe (canditatura) e relative 32 candidature, senza citar le altre quasi 70 in altrettanti festival ed eventi del cinema.

Film drammatico da vedere, da non perdere assolutamente !!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  21/04/2016 20:26:38
   8 / 10
Bel drammone francese, trattato da Audiard senza la patetica intenzione di strappare la lacrima facile e sorretto da due straordinari attori (per la verità è la prima volta che vedo recitare Schoenaerts ma m'è piaciuto molto, per quanto riguarda la Cotillard invece non riesco mai a capire se è più bella che brava o più brava che bella).

Vax87  @  15/12/2015 13:16:35
   7½ / 10
Sono due storie, Due vite al limite, due persone che vivono ai bordi chi per un motivo, chi per un altro, dopo l'incidente la vita della protagonista viene sgretolata completamente, la sua vita cambia, le abitudini pure, le amicizie scompaiono, sarà proprio lui a dare speranza alla ragazza ormai chiusa in una buia solitudine, ma tutto ciò avviene senza miele o sdolcinaterie, ma con semplicità e senza biasimo..questo film mi trasmette forza e grande equilibrio..e in alcune scene mi sembra quasi di sentire la puzza del sangue, di salsedine o di ruggine. Mi è piaciuto, molto.

hghgg  @  25/10/2015 17:09:34
   8 / 10
Certo non perfetto ma per me bellissimo film di Audiard questo "De Rouille et D'Os", molto sentito, vero, pulsante, carnale, emozionante, romantico, intenso, impreziosito dalla miglior interpretazione di Marion Cotillard (a parte forse quella in "Jeux d'enfants") e dalla scoperta di un Matthias Schoenaerts molto in parte e assolutamente convincente.

Audiard trasmette crudezza e delicatezza con una regia davvero notevole, unendo gli elementi con grande eleganza e con grande forza espressiva, con un risultato armonico, appassionante, in una storia fatta di carne, sangue, discesa e resurrezione, amore e passione dal ritmo lento ma assolutamente mai noioso. La bella sceneggiatura, colma di dialoghi ottimi e mai banali, costruisce lo splendido rapporto tra i due protagonisti che si evolve sulla base del modo in cui Alì, con la sua spontanea e cruda naturalezza, non priva di tenerezza ma estranea a qualsiasi pietismo, si pone nei confronti di Stephanie dopo il drammatico incidente che ha colpito la ragazza. In questo senso la catartica sequenza del bagno di Ali e Stephanie al mare, bellissima e a suo modo "iconica" per il film, è assolutamente la più rappresentativa.

E parallelamente si sviluppa il rapporto di Ali con suo figlio e quindi la crescita umana dei due protagonisti con le storie che si incrociano, si scontrano e nel rassicurante lieto fine diventano un tutt'uno quando finalmente sfocia, sincero e spontaneo, il sentimento romantico con la dichiarazione finale di Ali a Stephanie dopo lo sfogo di lui, seguito alla paura più grande, rappresentata in una scena di grandissima potenza e crudezza espressiva e drammatica, veramente memorabile. E dire che, attraverso gli sguardi e a volte le parole di Stephanie quel crescente sentimento romantico era sempre più avvertibile con il passare dei minuti, nella seconda metà del film. Consapevolezza dell'amore paterno, nascita di un sentimento romantico tra i due protagonisti, rinascita, maturazione e nuova vita per entrambi. Dopo un percorso duro, emozionante che lo spettatore segue nelle sue molteplici dimensioni e sfaccettature, accompagnato da un regista abile e di grande talento.

Audiard poi non risparmia nulla sul piano della crudezza, della fisicità, della carnalità. Gli incontri clandestini di lotta di Alì, il sangue, il sudore, il sesso prima delle responsabilità e dell'amore, la vita ai margini della legalità, uno sguardo al problema della disoccupazione, senza mai perdere di vista il nucleo centrale del film.

Mi rimarranno a lungo impresse anche le sequenze con le orche, anche solo da un punto di vista prettamente visivo, splendide creature degli oceani, giganti dominatori tra i più meravigliosi esseri viventi presenti sul nostro pianeta. Oltre a quello la scena dell'incidente è un momento di grande tensione e la scena della "riappacificazione" tra Stephanie e l'orca un momento particolare e importante nel percorso di rinascita del personaggio. Comunque oh, se fossi stato un'orca, con quella canzone di mèrda in filodiffusione tutto il giorno avrei dato di matto anche io...

Un applauso a Marion Cotillard e la sua bellissima prova d'attrice, quando recita in made patria, lontana dalle baracconate hollywoodiane, da sempre prova di ottime capacità interpretative. E Matthias Schoenaerts regge botta benissimo, ci sono tanti scambi, battute e dialoghi molto belli tra i due lungo tutto il film, intensi, intelligenti, dialoghi che colpiscono e molto difficilmente scivolano nel prevedibile.

Non è un capolavoro ma è un gran film che a mio avviso non si perde mai, centra il bersaglio e riesce ad emozionare e a convincere sotto tutti gli aspetti tecnici. Un vero gioiello, Audiard regista da seguire con la massima attenzione, non vedo l'ora di vedere il suo nuovo film appena uscito.

sixx79  @  23/10/2015 07:55:05
   7 / 10
Bel film indubbiamente, ma per come e per quello che offre, cone me è risultato poco empatico, stranamente.

La cosa molto buona, è il fatto che dopo l'incidente la Cotillard non viene compatita, cosa che mi è molto piaciuta.

Ho apprezzato anche la fotografia, proprio adatta al film.

1 risposta al commento
Ultima risposta 15/12/2015 13.09.23
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sweetyy  @  05/10/2015 21:59:06
   7½ / 10
Dramma francese interessante, interpretato magnificamente...Bravissima la Cotillard

KasinaKD  @  30/03/2015 13:04:36
   8½ / 10
Un film sorprendente!!! Ci aspettavamo un film sentimentale e strappalacrime sulla condizione del disabile nella società, e invece il film va in una direzione completamente diversa, più volte cambia pelle e fa ciò che non ti aspetti.. per niente sentimentale o didascalico, il film è sanguigno, carnale, doloroso e poetico come i due protagonisti, esseri umani "difettosi" che si incontrano e che si accettano e scelgono nelle loro imperfezioni fisiche e psicologiche. Una storia di adattamento e sopravvivenza alle avversità della vita, che lascia senza fiato per l'intensità emotiva dei protagonisti. Non perdetelo!

biosman2010  @  31/01/2015 23:07:08
   8 / 10
una pellicola che rapisce e non lascia indifferenti, questo soprattutto per la incredibile capacità del regista a far rendere i protagonisti spontanei e credibili come se fosse realtà.

pernice89  @  22/01/2015 14:01:11
   7½ / 10
Film niente male, con gli attori protagonisti bravissimi, in particolare la Cotillard, che non si smentisce. Anche la storia è interessante, forse non originalissima ma ben raccontata. Spicca in particolare la personalità del protagonista Alì, che nasconde diversi lati. Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/05/2014 23:01:59
   7½ / 10
Audiard non si smentisce e dopo il successo de "Il profeta" tira fuori dal cilindro un'altra storia estremamente drammatica ma mai stucchevole.
In questo caso, oltretutto, il rischio era grande. La protagonista è vittima di un incidente che la costringe a vivere sulla sedia a rotelle. Ma mai una scena di vittimismo o di falsa pieta' da parte di chi gli sta accanto.
Ma per i primi minuti sulla scena appare solo Ali... un uomo che vive del suo corpo, che sia una macchina per fare a pugni o una per abbordare ragazze di ogni tipo.
L'incontro con una ragazza a cui manca una parte di questo "corpo" gli cambiera' la vita.
Toccante.

uito  @  07/04/2014 10:11:51
   8 / 10
pellicola intensa e lacerante nella sua interiorità....mondi così diversi che si compenetrano e si sostengono al di là di un amplesso che fa della propria debolezza una virtù....crudeltà, rabbia, dolore, compassione, amore, redenzione....un microcosmo esistenziale sezionato e ricomposto affinchè la chimica delle nostre esistenze debba avere un senso....cercarlo e trovarlo, comunque, nel sapore di una vita ancorchè arrugginita e nel sapore del dolore penetrante come vetro nelle ossa.....

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  28/03/2014 00:59:59
   7½ / 10
Sur mes lèvres
De battre mon coeur s'est arretè
Un Prophète
De rouille et d'os

Che vuoi dire a un regista che intitola così i suoi ultimi 4 film?
Posso considerarmi fortunato di aver visto (quasi) l'opera omnia di questo grande regista francese, Jacques Audiard, venuto prepotentemente fuori nel 2009 con quel formidabile film che è stato Il Profeta.
La più grande capacità di questo autore è quella di saper raccontare storie (non a caso prima di diventare regista è stato sceneggiatore per anni), magari anche semplici nel loro dipanarsi ma assolutamente prive di fronzoli e difetti evidenti, molto secche, centrate.
Altra nota di merito è la rara capacità di Audiard di fare un film completamente diverso dall'altro nel plot ma mantenere al contempo un suo personale stile e riconoscibilità. Anche in questo potenzialmente splendido Un sapore di ruggine ed ossa ( in Italia abbiamo aggiunto il sapore, te pareva) Audiard parla di uomini, relazioni, difficoltà, sempre con quella base di crime e degrado sotto.
Stavolta si affida ad un'attrice di fama e capacità consolidata, quella Marion Cotillard che a soli 38 anni ha alle spalle una carriera di un eclettismo incredibile, infarcita di ruoli uno completamente diverso dall'altro, eccellente in tutto, dal bio-pic alla fantascienza, dal drammone alla commedia.
Vicino a lei il sorprendente Schoenaerts, in un ruolo difficilissimo peraltro.
Ed è proprio il personaggio dell'attore belga ad essere l'ago della bilancia nella valutazione del film.
Il fatto è che il suo Alain è tutt'altro che un personaggio positivo.
Assolutamente indifferente a qualsiasi cosa, padre terribile, cultore della donna-oggetto a livelli quasi fastidiosi, lottatore di strada, ladro d'occasione e di base persona che non sembra avere un minimo concetto di cosa sia l'affetto, l'amore, la considerazione del prossimo.
La bella Stephanie si innamora comunque di lui.
Ma un incidente con un'orca nel suo spettacolo acquatico la priva delle gambe.
Siamo molto molto vicini a quel capolavoro che è Quasi Amici ma in chiave completamente drammatica (se poi pensiamo anche a Lo Scafandro e la Farfalla possiamo notare come il tema dell'handicap in Francia tiri molto e porti a risultati di assoluto livello).
E Alain somiglia molto al personaggio di colore di Quasi Amici, uno che rende tutto facile e banale, sdrammatizza sempre, fa vivere all'altro l'handicap in maniera quasi inesistente. Ma mentre Driss sembra farlo per un suo fantastico lato caratteriale in qualche modo consapevole, Alain sembra proprio non arrivarci, mancare di sensibilità.
O questo è sembrato a me.
Ed è qui che nutro qualche riserva sul film perchè è indubbio che la sceneggiatura in qualche modo "premi" Alain quando questo, a mio modo di vedere, è quasi indifendibile.
La penultima sequenza, l'incidente col figlio è un momento di drammaticità incredibile che ho faticato a sopportare.
Ma il finale, assolutamente legittimo e verosimile (sono situazioni come quelle a poter cambiare per sempre un uomo) l'ho trovato forse troppo "ribaltato" rispetto a quello che abbiamo visto fino a quel momento.
Non lo so, sono combattuto perchè tutti i meriti e i demeriti del film sono nel personaggio di Alain. Ho parlato anche di meriti perchè la tratteggiatura di quel personaggio rende la pellicola affatto ammiccante, molto dura, vera, originale nelle sue dinamiche.
Ma c'è un'atmosfera assolutoria verso di lui, o almeno così a me è parso, che mi disturba un pò.
Resta un'opera da vedere subito.
Come tutti gli Audiard.

markos  @  09/02/2014 12:28:45
   6½ / 10
Storia molto triste, lui veramente un animale!

Elmatty  @  25/04/2013 21:28:49
   7 / 10
Un film solido nella costruzione ma un po' carente di passione.
La storia di due mondi diversi che s'incontrano e si uniscono, finendo per comprendersi ed amarsi.
Gli attori sono ottimi, una Marion Cotillard più coinvolta rispetto ai suoi film hollywoodiani.
La storia scorre bene ma sembra priva di un vero piano narrativo: in fondo si parla di una storia di sentimenti e la vicenda in se viene un po' messa da parte.
Comunque si salva per la vicenda trattata, per la delicatezza con cui viene affrontata.
Un buon prodotto del cinema francese.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  25/04/2013 21:07:17
   6½ / 10
Un film valido, forse non eccelso ma di struttura solida. Peccato che mi abbia coinvolto poco emotivamente; considerato il genere non è un difetto irrilevante.

Lory_noir  @  29/03/2013 01:53:33
   7½ / 10
Una storia che poteva essere melenza e stravista resa in maniera abbastanza originale, con attori che in certe scene fanno mozzare il fiato.

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  24/03/2013 00:46:06
   7½ / 10
Una pellicola abbastanza pesante ma nel complesso lo consiglio molto intenso.

slint  @  10/03/2013 01:00:21
   7½ / 10
Molto bello...sorprendente!

Estonia  @  09/03/2013 14:46:13
   8 / 10
L'incontro di due individui che il destino ha messo duramente alla prova sia nel fisico che negli eventi drammatici della vita. Una vicenda di grande impatto, gravata da svolte narrative estremamente dolorose, ma che non scivola/cade mai nel sentimentalismo patetico e gratuito.
La strada del riscatto personale pare l'unica via di salvezza per entrambi, ma per essere percorsa necessita dell'appoggio dell'altro: una solidarietà fatta di tacite intese pur nella durezza delle coordinate che ne sorreggono la difficile stabilità e pur nella rabbia che funge quasi da 'motore' interno della spinta vitale per continuare ad andare avanti nonostante tutto.
Magnifica la Cotillard a dare volto e corpo a una fragilità mista a fortissima determinazione in un ruolo che simboleggia la capacità individuale di cercare e trovare dentro di sé la forza per superare l'estremo oltraggio del dolore e per porre rimedio alla fatalità della catastrofe personale.

TheLegend  @  17/02/2013 05:40:05
   7½ / 10
Alcuni aspetti trattati troppo in maniera sbrigativa ma il film resta di buon livello anche se gli manca qualcosa.

Tom24  @  28/12/2012 23:42:35
   7½ / 10
Attori da urlo. Schoenaerts da ancora prova di grande bravura dopo Bullhead. Regia da urlo. Trama buona, anche se con qualche buca, in particolare nel finale. Tra i peggiori Audiard, ma comunque molto buono.

il ciakkatore  @  15/12/2012 16:54:28
   6 / 10
Spesso il film più è triste e più è alto il voto,per me questo non vale.Sapevo di andare a vedere un film drammatico,ma alla fine non mi ha colpito più di tanto,comunque bravi gli attori

Invia una mail all'autore del commento The howling  @  03/12/2012 21:07:00
   3 / 10
Il film è fatto bene, la storia (quasi) credibile, gli attori molto baravi (anche il protagonista maschile è bravissimo nel dipingere un uomo disarmante nella schiettezza e nella semplicità), tuttavia....a costo di sembrare stupido....perchè il cinema triste, serioso, dove capitano miliardi di s***** alle persone, intellettualemnte (ma anche no) ipegnato, che pretende di voler raccontare la realtà, invece porta in scena una messa in scena di una realtà pallosa, uggiosa, fatale, riscuote il successo della critica mentre un film gioioso, comico, buffo, come ce ne sono tanti, non viene neanche preso in considerazione dai critici? E allora vi posso dire che è giusto che un idiota ma meraviglioso Ace Ventura con Jim Carrey sfondi gli incassi al botteghino (ne prendo uno vecchiotto, ma è solo per fare un esempio), con un voto misero dato dai critici, mentre questo sfondi il giudizio di consenso dei critici ma guadagni poco....vedi la "croce" che si devono portare da sempre i comici rappresentata da un mondo fatto di pensatori, critici grigi e uggiosi...

Questo film non rapresenta la realtà.
Rappresenta invece magnificamente l'impossibilità dell'essere umano di pensare che potrebbe essere felice e che questa mondo è un immenso e lussureggiante luna park.
Per il pomeriggio uggioso di una domenica passata al cinema a visionarlo, per i soldi spesi per il biglietto, gli avrei dato 1, ma riconosco un certo impegno di chi l'ha fatto, per questo gli do 3.

Per chi vuole andarlo a vedere...pensa che la vita può anche essere diversa...potrebbe anche esserci qualche essere umano felice e non in crisi su questo pianeta.

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Ultima risposta 04/12/2012 10.03.39
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Zurlistuta  @  02/12/2012 20:44:57
   6 / 10
Molto toccante e profondo come tema, freddo e sbrigativo il finale. Sopravvalutato.
La Cotillard da sola vale il prezzo.

Manticora  @  29/11/2012 12:24:21
   8½ / 10
Audiard dopo il profeta plasma un film che ne ha quasi la stessa forza, affrontando l'incontro tra persone completamente diverse, da una parte Stephanie, ricca addestratrice di orche, dall'altra Ali, sbandato con il figlio, la moglie in fuga per questioni di droga, ospitato dalla sorella in una casa umile.
L'incontro di queste due solitudini parte da coincidenze e attrazioni, la ragazza, senza più gambe, ragazzo, lavoro, ma soprattutto voglia di vivere, compatita e vista come una semplice disabile, l'unico che non pensa a ciò è Ali, semplice e primitivo, ma con una grande voglia di vivere. L'incontro scatenerà emozioni, conflitti e cambiamenti, in questo Audiard è maestro, senza scadere nel prevedibile e nel lacrimevole. La fotografia algida, pulita e semplice aiuta la storia a scorrere agilmente, verso una conclusione che non è che un nuovo inizio. Un film veramente bello e coinvolgente, da vedere senza pregiudizi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  11/11/2012 12:48:28
   8 / 10
Jacques Audiard ci racconta la storia dell'incontro tra due persone totalmente diverse che risulteranno complementari.
Un film che scava nelle pieghe più profonde dell'anima senza cadere mai nel melenso.
Due attori straordinari diretti in maniera eccezionale ci guidano attraverso questo viaggio di svelamento della propria indole attraverso dialoghi scarni ma immagini profondamente eloquenti.
Unica nota un po' negativa è il finale forse sbrigativo.

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Ultima risposta 12/11/2012 14.15.03
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Invia una mail all'autore del commento Laisa  @  06/11/2012 21:35:00
   7½ / 10
che bello, finalmente la disabilità affrontata senza vittimismo, senza sentimentalismo stucchevole!
finalmente un film che non vuole per forza strappare lacrime, che grida, che tira fuori tutta la grinta del mondo...

Clint Eastwood  @  26/10/2012 22:57:49
   8 / 10
C'è un sottile spessore messo in parallelo che allontana questo film dagli altri, ripercorrendo le stesse dinamiche. Ciò che rende speciale l'ultimo di Audiard è una coraggiosa e necessaria sfrontatezza, un grido di vita che vuole farsi sentire. Pacchiano ma appagante con due attori che ci mettono anima e corpo, e Cotillard che rivive in patria la gloria dopo LA VIE EN ROSE e delle nebbiose trasferte hollywoodiane postume. Da vedere.

Invia una mail all'autore del commento Andrea Lade  @  26/10/2012 22:23:12
   5½ / 10
Il film non mi ha entusiasmato. Mi dispiace andare controcorrente , ma ho guardato troppe volte l'orologio e sono scappato ai primi titoli di coda.
Si tratta di un film che non va assolutamente visto dopo una giornata di lavoro.
Intanto ho trovato il cast veramente non adatto : i due personaggi sono a mio avviso scontati ,e monotoni. Stephanie è inespressiva e soprattutto la recitazione di lui proprio non mi ha convinto; un 'interpretazione veramente distante dallo spettatore.
Ma non è una critica solo agli attori. Mi ha deluso anche una regia lenta,con poco ritmo e priva di scene veramente originali. Molto telefonato, e per nulla originale l'incidente del bambino. Vorrei poter argomentare in modo più approfondito , ma sinceramente si tratta di un film che racconta una storia molto toccante in modo freddo e dal finale retorico.
Nella mia modestissima opinione è un film molto sopravvalutato.

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Ultima risposta 28/10/2012 22.45.56
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  16/10/2012 12:34:27
   8 / 10
Film dopo film Audiard alza l'asticella.
Questo magnifico "Di ruggine e d'ossa" è almeno al livello del "Profeta" (di cui continuo a pensare che il finale sia il più grande limite, perché riconduce a uno "Scarface" qualsiasi un film che sino a quel punto era stato quasi un "Gomorra". Mi sono spiegato?).
Anche il finale "Di ruggine e d'ossa" sterza verso il sentimentalismo classico, depotenziando il valore del film, che sta principalmente in uno stile di regia tra i migliori in circolazione. Pochi sanno, come Audiard, rapirti e sconvolgerti e portarti dentro la pelle e gli umori dei suoi personaggi.
Qui poi ci sono sequenze memorabili: una fra tutte, quella in cui Stéphanie inizia a danzare sulla sua sedia a rotelle al ritmo della musica che ha in testa; e quindi torna all'acquario e dirige/accarezza (al di là di un vetro) le sue orche, su quella musica interiore (...Rhianna!).

Oltre allo stile, ciò che fa grande il cinema di Audiard è il suo essere sempre (almeno sino ai finali) non banale. Sono pochi i registi che tengono ben nascosti i significati entro le pieghe del racconto e sotto l'epidermide delle immagini. Parla anzitutto e principalmente al cuore e alle viscere: non è facile, anzi incongruente come di rado, cercare di tradurre in parole razionali le molteplici sfumature di senso che questo film trasmette, su ogni cosa e circostanza tocchi o sfiori.
Leggo che il cinema di Audiard si iscriverebbe anzitutto nel segno di forme alternative e più profonde di comunicazione: è senz'altro uno dei suoi temi, ma è anzitutto la natura del contatto che riesce a instaurare con lo spettatore a confermare l'interesse quasi sperimentale che il regista coltiva per questo argomento. Parlare anzitutto attraverso i sensi: prima ancora che suscitare direttamente emozioni o, meno che mai, confezionare concetti.
E, proseguendo su questa strada, ho la sensazione che Audiard debba ancora filmare il suo capolavoro.

maurimiao68  @  15/10/2012 17:46:09
   7½ / 10
Un film profondo che fa senz'altro riflettere..consigliatissimo!!!

arturo  @  15/10/2012 15:23:31
   4½ / 10
d'accordo, la cotillard la starei a guardare incantato anche mentre si fa la pulizia dei denti, ma il film è artificioso e fanatico come solo i francesi, e qua e là anche poco sensato, proprio come...

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13 risposte al commento
Ultima risposta 21/10/2012 19.25.10
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kako  @  15/10/2012 14:13:16
   7½ / 10
una storia dura e forte, che colpisce lo spettatore e non può lasciar indifferenti. Un sentimentalismo mai patinato, crudo e diretto, ben realizzato in un film che punta dritto alla sostanza senza fronzoli decorativi. I personaggi sono ottimamente delineati e sia le vicende familiari e personali di Alì, sia la storia di Stephanie sono coinvolgenti e convincenti. Due storie di emarginazione che si incontrano fino ad aver la necessità di star l'uno con l'altra, due persone che con le loro difficoltà, le loro debolezze e le loro necessità, ci mostrano una vera realtà disincantata. A livello attoriale, buona prova dell'attore che interpreta Alì, ma sopratutto eccezionale e toccante la prova di Marion Cotillard, che si conferma essere una delle mie attrici preferite in assoluto.

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Ultima risposta 15/10/2012 14.18.03
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kerkyra  @  09/10/2012 13:43:06
   8½ / 10
Un film che ti resta dentro e che elabori a poco a poco e ti lascia un sapore tra l'amaro e il dolce. Da non perdere!!!

Invia una mail all'autore del commento viewer  @  07/10/2012 15:22:10
   9 / 10
Film dai sentimenti "autentici" da parte del regista Audiard. Siamo dalle parti de "Sulle mie labbra" ma con la potenza visiva e la messa in scena de "Il profeta". Per me dunque il suo film più azzeccato. Certo ci sono degli impianti nella sceneggiaura che richiamano un po' i Dardenne o il già citato Kieslowsky e forse anche Inarritu ma tant'è... questo è il mio genere di cinema. Alla riuscita del film contribuiscono anche le ottime interpretazioni dei due protagonisti. Oltre alla ormai famosa e riconosciuta a livello internazionale Cotillard un ottimo Schoenaerts, attore belga che aveva già colpito nel segno con l'ottima interpretazione nel film "Rundskop". Non si capisce come mai a Cannes non abbia avuto uno straccio di riconoscimento, anche se la concorrenza era alta ed i film vincitori non li ho ancora visti... Cmq (per me) è un film che merita l'eccellenza.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/10/2012 01:59:25
   7½ / 10
Ci sono film che rivelano (troppo) presto la loro istintiva bellezza, e alla lunga risultano falsi, artificiali, e si scordano presto. Ce ne sono altri che fanno leva su certi difetti, e proprio per questa ragione si fanno ricordare a lungo e (pur con qualche riserva) amare per lungo tempo. E' il caso del nuovo e attesissimo film di Audiard, forse il cineasta francese più dotato in un'anno davvero di grazia (il 2012) per il cinema d'oltralpe. Diciamo subìto che non è il suo miglior film, è pieno di fotogrammi bellissimi che però non valgono neanche un solo minuto de "Il profeta". Storia ad alto rischio emotivo e psicologico, "Un sapore di ruggine e ossa" fa perno su alcune delle tematiche care al regista, come la redenzione e la bellezza interiore anche nella "bestialità". Un film sentimentale durissimo, per nulla edificante e capace di frastornare lo spettatore con registri completamente diversi (benchè complementari) . Il trailer lo presenta come un film che parla inequivocabilmente dell'handicap, e per una volta la disabilità è affrontata con coerenza, coraggio, senza piagnistei o peli sulla lingua.
Ma Stephanie trova il privilegio (si fa per dire) di essere accettata nel suo nuovo corpo da un omone prestante, di quelli che tutte/i sognerebbero di baciare, ma allo stesso tempo diventa uno strumento carnale di sessualità dove è facile ravvisare le stesse circostanze che portano tutte le donne a reclamare qualcosa di più... di una focosa scopata. Interessante, direi, visto che a immortalare questa donna duramente colpìta nel suo corpo è un volto come quello della magnifica Marion Cotillard: ma è possibile che in Italia sia quasi impossibile trovare attrici di questo livello, di questa intensità? E poi c'è il personaggio di Ali, una figura maschile davvero memorabile perchè imperfetta (come tutte le figure maschili), un uomo che sa come far godere una donna e tirare pugni da far impallidire il Brad Pitt di Fight Club, ma che nella vita è praticamente un disastro su tutti i fronti, e questo farà tirare un sospiro di sollievo a tutti i nerds sgraziati o imbranati di questo mondo. Il problema è che la vicenda di Stephanie passa relativamente in secondo piano davanti a quella, insormontabile, di questo macho incapace di essere un buon padre per suo figlio, di amare una donna oltre gli amplessi, di cercarsi un lavoro onesto. La sua negligenza ha qualcosa di commovente, tuttavia le situazioni che lo vedono coinvolto mostrano le lacune tipiche del film. Il rapporto con il figlio non dico sia stucchevole, no, ma si è tutto già visto nel corso degli anni, da Kramer contro Kramer passando per un certo kieslowsky (e l'episodio dell'incidente nel ghiaccio è preso letteralmente da un episodio del Decalogo). E il punto è che proprio la vicenda di Stephanie rende il film così bello e interessante, mentre sul fronte opposto rischia di perdersi in un'esercizio risaputo di dinamiche paterne e familiari. Comunque Matthias Schoenarts è un'altro attore coi fiocchi, e descrive abilmente la sua commovente, irritante e tutto sommato bonaria brutalità. E' lui il vero Handicap della vicenda, mentre si lascia trasportare nel buio della sua debolezza. I contrasti del film possono spiazzare gli spettatori, abituati al conformismo dilagante del classico amore impossibile e dai suoi veti sociali, tuttavia Audiard è un cineasta capace di arrendersi al suo stile asciutto e dilagante, consapevole di colpire proprio perchè in fondo, tra le pieghe della storia, esistono anche schemi convenzionali di cui forse non si sentiva un gran bisogno.
Non posso dire di averlo amato come altri suoi film, proprio per questa invadenza di meccanismi troppo alieni o troppo comuni, tuttavia anche qui si ritrova un'autore in grado di spodestare ogni principio raccontando quanto sia difficile proprio la ragione del sentimento rispetto all'appagamento naturale di corpi estranei. E' l'altra faccia del knock out costruito a tavolino in Quasi amici-

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