Recensione c'era una volta in america regia di Sergio Leone USA 1984
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione c'era una volta in america (1984)

Voto Visitatori:   9,31 / 10 (703 voti)9,31Grafico
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Immagine tratta dal film C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Immagine tratta dal film C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Immagine tratta dal film C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Immagine tratta dal film C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Immagine tratta dal film C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA
 

James Woods, uno degli attori protagonisti di "C'era una volta in America", ha definito questo stupefacente lungometraggio di Sergio Leone come "un impressionante rompicapo", un meccanismo perfetto che cattura e ipnotizza lo spettatore fino agli ultimi, struggenti fotogrammi.

"C'era una volta in America", naturalmente, è questo e molto altro. E' innanzitutto una storia indimenticabile, a metà strada fra la fiaba e la tragedia, che doveva essere raccontata dalle immagini e dalla musica per sprigionare appieno la sua potenza espressiva. A pochi sarà venuta in mente l'idea di leggere il libro "The Hoods", di Harry Grey, dopo aver visto il film che su di esso riposa: troppo forte, troppo profonda la soddisfazione che riempie lo spirito dopo la visione di "C'era una volta in America" per desiderare di rivivere la stessa storia attraverso le bianche, silenziose pagine di un libro. Senza le sfasature temporali di Sergio Leone, senza gli sguardi feroci e toccanti di Robert De Niro e James Woods, senza l'incomparabile colonna sonora sfornata dal genio di Ennio Morricone. Harry Grey si sarà già rassegnato: il padre naturale delle altalenanti vicende di Noodles, Max, Patsy, Cockeye e Dominic ha visto (e vedrà sempre più) il suo nome adombrato dall'ingombrante sagoma di Sergio Leone, che per ottenere uno dei più sfolgoranti capolavori della storia del cinema ha sacrificato dodici anni della sua vita. E che, in seguito allo sforzo fisico e psicologico legato alla realizzazione del film, avrebbe presto perduto la salute.

"C'era una volta in America", si diceva, è innanzitutto una storia indimenticabile, formidabile dal punto di vista narrativo e travolgente da quello emotivo. Ma è anche, senza ombra di dubbio, una poetica metafora, con potenzialità di indagine introspettiva, dell'ambiguità dell'animo umano. E' un poema nudo e crudo sull'amicizia, sul tradimento, sul rimorso. E' un cantico della creature (umane) che non risparmia cinismo e crudeltà a chi sa (e vuole) amare, così come contamina con l'amore e il pianto colui che ha seminato, per tutta la sua vita, solo dolore e morte.

Non c'è il bene o il male, in questa meravigliosa e lancinante vicenda; ci sono soltanto la spontaneità, la sofferenza di "noi" esseri imperfetti ma infine, ineluttabilmente, condannati al giudizio della nostra coscienza.

Noodles, Max, Patsy, Cockeye e Dominic sono cinque piccoli teppistelli che, in una New York fuligginosa di inizio '900, vivono di espedienti. I loro amori, le loro promesse, i loro sentimenti sono però autentici, ingenui, rigogliosi. Come quelli di cinque ragazzini, affiatati e anzi inseparabili, di dieci/dodici anni.

Ma la vita li dividerà ben presto, e senza alcuna pietà. La tragica morte di Dominic e il conseguente arresto di Noodles, che per vendicare l'amico ucciso accoltella il suo assassino Bugsy, spezzeranno il patto solenne che i cinque avevano appena siglato. Sarà l'inizio di una lunga, imprevedibile favola di sangue e di sorrisi, che attraverserà oltre quarant'anni di storia americana e farà riabbracciare e poi ancora dividere i quattro protagonisti, conducendoli infine alla morte oppure al... riscatto?

Dal punto di vista della grammatica filmica, la cronologia "impazzita" escogitata da Leone, che vive di prolessi e flashback, in un primo momento può disorientare lo spettatore; a una visione successiva, però, risulteranno chiari il senso e la "poetica" di tale operazione, che mescola le carte di un racconto complesso e intricato in modo da renderlo ancora più avvincente, avvolgendolo di quel fascino enigmatico che è poi una delle ragioni per le quali il pubblico ricorda questo film.

A tal proposito, nel 1994 si è tanto celebrato il pirotecnico "Pulp Fiction", dipingendolo come la pellicola-simbolo dell'epoca post-moderna disordinata e "meticcia", per alcune delle sue peculiarità, tra cui i continui "salti" temporali fra passato e futuro architettati da Tarantino. Ma già dieci anni prima, nel 1984, Leone aveva completamente stravolto l'ordine cronologico degli eventi narrati, aggiungendo alla struggente bellezza della trama di "C'era una volta in America" lo charme sottile (ma decisivo) del sofismo formale.

E proprio in questo gioco di scatole cinesi impazzite si riconosce l'"impressionante rompicapo", il meccanismo perfetto evocato da James Woods che contribuisce a tenere lo spettatore incollato alla poltrona, desideroso di comprendere il vero senso degli avvenimenti che misteriosi si dispiegano davanti ai suoi occhi. Solo alla fine delle tre ore e quaranta minuti la storia, e con essa i personaggi, si riveleranno nella loro essenza più profonda, andando a completare un puzzle di chirurgica precisione.

"C'era una volta in America", naturalmente, è anche l'apoteosi recitativa di Robert De Niro e degli altri attori, fra i quali si fa davvero fatica a individuare dei "comprimari". Nella magistrale interpretazione di "Noodles", poi, sopravvivono il newyorkese losco e disincantato di "Taxi Driver" e il "bravo ragazzo" dalla faccia tosta del film di Martin Scorsese, ma De Niro brilla anche di un eclettismo, per certi versi sorprendente, che lo trasforma in un David Aaronson problematico, malinconico, straziante.

"C'era una volta in America" è anche, fortissimamente, Ennio Morricone: come disse uno dei produttori del film, il compositore italiano è stato capace di partorire "forse la colonna sonora più suggestiva di tutta la storia del cinema."Una musica, aggiungiamo noi, che funge da straordinario "intensificatore" emotivo ma soprattutto da imprescindibile elemento narrativo; come un onnipresente "narratore esterno" che racconta con le note, anziché con la voce. Non sorprenderà quindi scoprire che Sergio Leone, tra una ripresa e l'altra, lasciava che le note di Morricone dominassero il set e fungessero da stimolo emotivo per gli attori, calati assieme a tutta la troupe in un'atmosfera magica, quasi "mistica". La stessa atmosfera che, miracolo della cinepresa, riesce ad avvertire e respirare lo spettatore.

"C'era una volta in America" è il capolavoro artistico che costringe all'interpretazione: il sorriso finale di Noodles, come è stato da più parti notato, potrebbe racchiudere una miriade di significati. Ma lo stesso Sergio Leone, dopo la "prima" del film al cinema Barberini di Roma, confidò a uno spettatore: "Vede, in fondo quel sorriso potrebbe pure significare una cosa molto semplice: il film inizia in una fumeria d'oppio e nella stessa fumeria d'oppio finisce. Quindi, potrebbe... dico potrebbe... anche essere che... beh, insomma, tutta la vicenda non sia stata altro che un...sogno vissuto da Noodles sotto gli effetti dell'oppio..."

Noi, forse, preferiamo credere che non sia stato solo un sogno. Che le cose siano davvero successe e... siano andate così.

Sogno o realtà, non si può non ribadire ancora una volta, in chiusura, la valenza simbolica del film, la sua metaforica poesia che canta splendori e miserie dell'animo umano. In "C'era una volta in America" non c'è il bene o il male, si diceva: del resto, negli ultimi fotogrammi, quando ormai lo spettatore ha interiorizzato la tragedia dei personaggi, all'interno del teatrino cinese le figure stilizzate del Bene e del Male si affrontano nell'eterna battaglia fra le opposte fazioni dello spirito umano...sovrapponendosi e confondendosi infine fra di loro.

Commenta la recensione di C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di Matteo Bordiga - aggiornata al 11/11/2005

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

18 regali1917a quiet place iia riveder le stelleadoration (2019)after midnight (2019)alice e il sindacoalla mia piccola samaandrej tarkovskij. il cinema come preghieraantebellumantlersbad boys for lifebirds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinnbombshell - la voce dello scandaloboterobunuel - nel labirinto delle tartarughecaterinacats (2019)cattive acquecena con delitto - knives outcercando valentina - il mondo di guido crepaxche fine ha fatto bernadette?city of crimecolor out of spacecriminali come noidiamanti grezzidio e' donna e si chiama petrunyadolittledoll housedoppio sospettodreamkatchereasy living - la vita facileera mio figliofabrizio de andre' & pfm - il concerto ritrovatofantasy islandgli anni piu' belligrandi bugie tra amicigretel e hanselhammametherzog incontra gorbaciovil diritto di opporsiil drago di romagnail ladro di giorniil lago delle oche selvaticheil meglio deve ancora venireil mistero henri pickil primo nataleil richiamo della foresta (2020)il terzo omicidioimpressionisti segretiin the trap - nella trappolajojo rabbitjudy (2019)jumanji - the next leveljust charlie - diventa chi seila dea fortunala gomera - l'isola dei fischila mia banda suona il popla partita (2020)la ragazza d'autunnola vita nascosta - hidden lifel'agnellol'apprendistatolast christmasleonardo. le operel'hotel degli amori smarritil'inganno perfettolontano lontanolourdes (2019)lunar cityl'uomo invisibile (2020)marco polo - un anno tra i banchi di scuolamarianne e leonard. parole d'amoremarie curieme contro te: il film - la vendetta del signor s
 HOT R
memorie di un assassinonancynon si scherza col fuocoodio l'estatepicciridda - con i piedi nella sabbiapiccole donne (2019)pinocchio (2019)playmobil: the moviepromarequeen & slimrichard jewellritratto della giovane in fiammerun sweetheart runsaint maudscherza con i fantischool of the damnedshow me the picture: the story of jim marshallsola al mio matrimoniosonic - il filmsono innamorato di pippa baccasorry we missed youspie sotto coperturaspiral - l'eredita' di saw
 HOT
star wars - l'ascesa di skywalkersulle ali dell'avventuratappo - cucciolo in un mare di guaithe boy - la maledizione di brahmsthe farewell - una bugia buonathe gentlementhe grudge (2020)the lodgethe new mutantsthe other lambthey shall not grow old
 HOT
tolo toloun figlio di nome erasmusuna storia d’arteunderwatervilletta con ospitivivariumvolevo nascondermiwaves

1005112 commenti su 43502 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net