Recensione viva la liberta' regia di Roberto And˛ Italia 2013
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Recensione viva la liberta' (2013)

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locandina del film VIVA LA LIBERTA'

Immagine tratta dal film VIVA LA LIBERTA'

Immagine tratta dal film VIVA LA LIBERTA'

Immagine tratta dal film VIVA LA LIBERTA'

Immagine tratta dal film VIVA LA LIBERTA'

Immagine tratta dal film VIVA LA LIBERTA'
 

E' davvero un piccolo gioiello questo film firmato da Roberto And˛, dove ogni cosa funziona, come l'ingranaggio minuscolo di un orologio, a cominciare dall'interpretazione di Toni Servillo che si sdoppia in due gemelli uguali e diversi, riuscendo a dare a entrambi le giuste sfumature caratteriali, ma Ŕ anche ottimo Valerio Mastandrea, freddo e lucido ma anche malinconico di una malinconica espressa con gesti ed eloquenti espressioni facciali.

Ispirato vagamente al "Fu Mattia Pascal" di Pirandello e pervaso comunque da un'aura pirandelliana per toni e temi, ma anche a "La pecora nera", film di fine anni Sessanta con uno strepitoso Vittorio Gassman nei panni di un onorevole baciapile e di un fratello alternativo che poi lo sostituisce, "Viva la libertÓ" ritorna alla riflessione politica senza essere per questo capzioso: il protagonista Ŕ il leader dell'opposizione che dopo un episodio forte di contestazione si cerca una sorta di buen retiro a Parigi da una sua ex, mentre per ovviare al vuoto di potere, pericolosissimo con la situazione politico-sociale sempre sul filo del rasoio, a sostituirlo ci pensa il gemello, filosofo e malato di sindrome bipolare che al contrario riporta fiducia e consensi con le sue frasi criptiche ma al contempo spronanti.

Se il primo fratello si ritrova in una dimensione alternativa, l'altro fronteggia con spavalderia e sfacciataggine una situazione parossistica che per˛ alla fine, quando tutto dovrebbe tornare al suo posto, riporta l'ottimismo.

Satira sull'ambiguitÓ politica e sulla sua vacuitÓ, giocata sulle parole e su come esse vengono dette, ma anche sulla necessitÓ che ricoprono gli assistenti dei leader, tanto preziosi dal custodire segreti irrivelabili.

Clima cupo quasi da thriller a sottolineare il disagio dell'individuo che si estende alla societÓ tutta, bella la figura quasi ripiegata su se stessa del capo dello Stato, mentre la leader tedesca Ŕ quasi idealizzata nella cavallona teutonica gentile che si lascia andare a un giro di ballo col fratello scambiato.

Esempio di buon cinema forse non da cassetta ma destinato a essere ricordato e rivisto negli anni.

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Recensione a cura di peucezia - aggiornata al 22/07/2013 15.40.00

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