arrival regia di Denis Villeneuve USA 2016
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arrival (2016)

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locandina del film ARRIVAL

Titolo Originale: ARRIVAL

RegiaDenis Villeneuve

InterpretiAmy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma

Durata: h 1.56
NazionalitàUSA 2016
Generefantascienza
Al cinema nel Gennaio 2017

•  Altri film di Denis Villeneuve

Trama del film Arrival

Quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta, per le susseguenti investigazioni viene formata una squadra di Úlite, capitanata dall'esperta linguista Louise Banks (Amy Adams). Mentre l'umanitÓ vacilla sull'orlo di una Guerra globale, Banks e il suo gruppo affronta una corsa contro il tempo in cerca di risposte ľ e per trovarle, farÓ una scelta che metterÓ a repentaglio la sua vita e, forse, anche quella del resto della razza umana.

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Voto Visitatori:   6,94 / 10 (57 voti)6,94Grafico
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Voti e commenti su Arrival, 57 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

debaser  @  14/02/2017 14:01:08
   7½ / 10
Finalmente un buon film di fantascienza, senza effetti speciali trascendentali mega esplosioni e devastazioni del nostro pianeta. Bellissima la prima parte molto introspettiva ed ottimamente recitata. Si perde un po il ritmo della parte centrale forse troppo lenta mentre si riprende nel finale anche se forse non tutti riusciranno a coglierne la raffinata bellezza. Forse alcune cose non sono state spiegate al meglio e la decifrazione del linguaggio alieno potra' risultare a tratti inverosimile ma risulta lo stesso un film molto gradevole e piacevole da vedere.

Spera  @  14/02/2017 10:36:35
   3½ / 10
SPOILER------

Credo sia stato il peggior film che ho visto al cinema nell'ultimo anno.
A parte la realizzazione confezionata a dovere dal solito colosso Hollywodiano questo lungometraggio mi ha davvero fatto cadere le braccia, un'americanata in tipico stile con la solita storiella da due soldi, fatta di governo ed esercito americano VS aliens, umani idioti e sentimenti "faciloni".
Che ci starebbe anche, se fosse bilanciato da una sostanza, invece dopo 2 ore di dialogo tra la Adams e due seppie giganti ci propinano il tipico finale piagnucoloso e strappa lacrime.
E pensare che quando i sceneggiatori mi hanno buttato li due nozioni di linguaggio e riflessioni interessanti sulla comunicazione mi ero quasi illuminato ed avevo pensato: "Perlomeno un elemento nuovo e interessante...".
Ma le speranza sono durate poco e tutto si ferma li, senza approfondire niente, senza destare interessi più profondi in quello che accade se non la drammatica storia della protagonista e del suo paese vista e stravista milioni di volte.
Per non parlare delle incongruenze dovute a una trama che difficilmente può stare in piedi: apprendimento e padronanza di linguaggio alieno che ti porta a vedere il tempo, il futuro.
No per me è troppo. O almeno, non arrivandoci in questa maniera.
L'unica cosa che salvo è il sonoro: musica ridotto all'osso ed effetti sonori davvero "vibranti", quando le seppiolone parlavano tremava tutto. Un voto in più.
Il film comunque per me finisce definitivamente con l'idiozia umana (a circa 40 minuti dalla fine) e l'esplosione provocata all'interno dell'astronave che causerà quasi l'avvio di un conflitto mondiale prontamente fermato dalla nostra eroina, salvatrice dell'umanità grazie a un cellulare rubato per chiamare il primo ministro cinese o chi per lui (da vomito).
Mezzo voto in più per la Adams che riesce comunque ad essere credibile nonostante la costringano a recitare per 120 minuti con due seppie. Sorprendente.
Non conosco questo regista e voglio vedere il tanto esaltato "Prisoners".
In questo film niente della regia mi ha colpito, compito portato a casa senza note di merito.
9,50 euro per sta roba...da pazzi.
Meno male che ogni tanto ci sono film come "La comune" o "Neruda" che mi fanno tornare la voglia di riscoprire il cinema, quello vero.
Non buttate i soldi per questa specie di blockbusterone, Insulso.

14 risposte al commento
Ultima risposta oggi alle 15:06:05
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mistycat75  @  07/02/2017 19:12:16
   7 / 10
Bello...di sentimento...non effetti speciali ma purezza dell'anima...un pó lento a volte ma ...dove è andato a parare mi è piaciuto!

Kitiara31  @  07/02/2017 17:35:58
   8½ / 10
Villeneuve è il mio regista preferito e anche in quest'ora ha saputo confezionare un ottimo film. Grandi emozioni, un film senza combattimenti stellari ma non per questo meno coinvolgente.

Assolutamente da vedere. E a chi è piaciuto, vada a rivedersi "la donna che canta" o "prisoners".

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  06/02/2017 17:40:13
   8½ / 10
Ma questo è un gran film. Seguirà recensione, se ce la faccio.

barone_rosso  @  06/02/2017 12:31:26
   4½ / 10
Il fatto che ci siano degli alieni è totalmente slegato al filo conduttore della storia (infatti non è un film di fantascienza, piuttosto è più vicino a un film drammatico). Non si capisce fra l'altro la necessità di rappresentarli come delle ridicole mega-seppie, quando in realtà tutto il film avrebbe funzionato allo stesso modo anche senza farli vedere. Tralasciamo la durata di piu' di due ore per raccontare cose per cui sarebbe bastata mezz'ora. Il tema è interessante ma raccontato in modo confusionario, spero che il libro sia meglio.

Sidda  @  05/02/2017 00:23:04
   8 / 10
Relativismo linguistico dell'altro mondo. Scherzi a parte a me e' piaciuto molto.

GianniArshavin  @  04/02/2017 17:13:45
   8 / 10
Denis Villeneuve, uno dei migliori registi del panorama mondiale contemporaneo, si conferma anche a questo giro con un banco di prova davvero ostico: il cinema fantascientifico.
L'autore canadese ci mette del suo ma prende spunto un po' da Incontri ravvicinati del terzo tipo, un po' da Interstellar e anche un pizzico da Incontro con Rama di Clarke per dar vita ad uno dei più bei esponenti del genere degli ultimi tempi.
Arrival non è il classico prodotto fantascientifico americano pieno di battaglie, esplosioni e astronavi che viaggiano alla velocità della luce; Arrival è un film sul linguaggio, sulla comunicazione, sulla diversità, sulla fiducia e la comprensione fra popoli e razze differenti, un titolo molto intelligente che onora il genere e lo fa sfruttandolo per trasmettere un messaggio di grande spessore.
Il succo della storia sta tutto nei tentativi di comunicazione fra umani e alieni e in questo il film riesce perfettamente: tutte le sequenze riguardanti i tentativi di traduzione della brava Amy Adams sono fantastiche, di grande potenza e intensità. Villenueve è riuscito a cogliere l'essenza della fantascienza, a mettere su pellicola i sentimenti di paura e meraviglia verso l'ignoto e un contatto credibile e realistico con una civiltà superiore.
Registicamente le fasi ambientate nella navicella extraterrestre sono pazzesche, una gioia per gli occhi soprattutto per il realismo e la credibilità del tutto. Quelle ambientazioni, quei visitatori cosi strani e quell'atmosfera cosi estranea sembrano usciti direttamente dalle pagine di un grande romanzo di genere del passato.

Ovviamente Arrival non è solo sci-fi ma ha anche una componente drammatica non banale, che riesce a coinvolgere malgrado qualche leggera concessione alla lacrima facile. Di grande fattura il colpo di scena finale, altra sfumatura che darà il via a riflessioni a fine visione.
Tecnicamente il prodotto è curato e accurato, non ci sono sbavature in nessuno dei reparti tecnici. Meritano una lode gli effetti visivi, la regia e una colonna sonora monumentale.
Il cast risponde alla grande ad uno script molto impegnativo: Renner si comporta bene in un ruolo di supporto lontano dai suoi soliti personaggi ma a spiccare è la sempre più convincente Amy Adams.

Tirando le somme, Arrival è un maturo e sapiente film di fantascienza. Un'opera intensa ed emozionante che si prende il suo tempo per raccontare una storia intrisa di significato.

ZanoDenis  @  02/02/2017 14:59:32
   7½ / 10
Buonissimo film di fantascienza sugli alieni che sorprende anche per l'originalità sia della tematica che della narrazione. Diverse riflessioni sul concetto di linguaggio, sul concetto di straniero/invasore, soprattutto sul concetto di tempo.
Emozionantissimo il finale, bravissimi gli interpreti, Amy mi è piaciuta parecchio. Coglie nel segno, stupisce, gran bel film.

Invia una mail all'autore del commento Albertine  @  02/02/2017 08:51:50
   6 / 10
dopo il meraviglioso Prisoners e dopo aver letto recensioni e commenti entusiastici per i quali sono stati scomodati persino kubrik e tarkovskij (!!!) sono arrivata alla visione di questo film con grandi aspettative ricevendo invece una enorme delusione. Secondo me il livello di film negli ultimi anni è talmente basso che si sono perse le proporzioni ed i metri di giudizio. Sul tema c'era stato spielberg nel 1977 con il bellissimo "incontri ravvicinati del terzo tipo", coinvolgente, emozionante, commovente senza essere subdolamente strappalacrime come questo. I primi minuti del film sono una efficace sintesi di una tragedia che secondo me doveva finire lì ed andava benissimo, giusto per dare storia e spessore al personaggio. Ma poi per tutto il film che doveva essere un film di fantascienza - qualcuno ha detto addirittura "filosofica" :O - torna la tragedia, torna la storia personale, le lacrime, l'espediente di coinvolgere il pubblico colpendolo sul sentimentale mettendo in secondo piano quello che dovrebbe essere il tema principale. Che poi le due cose siano connesse anche in modo abbastanza forzato non è sufficiente per me a giustificare il tutto. Anche il tema principale per me è trattato in modo estremamente superficiale e semplicistico, molto poco credibile, cadendo spesso nel ridicolo. Certo basta scrivere su una lavagnetta il proprio nome ed indicarsi per comunicare con i calamareschi alieni, i seppioni che con il loro inchiostro producono una scrittura che neanche in 20 anni sarebbe comprensibile. Tra le cose più ridicole i militari americani buoni, aperti, che vogliono comunicare ed russi e cinesi cattivi che vogliono aggredire. Ma per favore, roba da guerra fredda! Amy Adams che di solito adoro, per tutto il film in perenne orgasmo o lacrime. Certo attori bravi, bella fotografia, begli effetti, bella regia, il minimo sindacale.

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Ultima risposta 03/02/2017 10.15.16
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Manticora  @  31/01/2017 18:59:24
   8½ / 10
La fantascienza di Villeneuve è qualcosa di realistico, niente indipendent day o guerra dei mondi, il problema principale è LA COMUNICAZIONE. La non comprensione, la non accettazione creano la paura, che porta all'odio e alla violenza.
In questo stà la debolezza degli esseri umani, soprattutto se sono armati, usando il contesto del racconto il regista usa Amy Adams come chiave di volta del film, il tutto innescando un processo alla INTERSTELLAR che con la narrazione non-lineare non dà tutte le risposte ma crea altre domande. In tutto questo il libero arbitrio c'entra poco, le scelte di Luise non sono le uniche, anche gli alieni hanno scelto, cosa che forse chi critica il film non ha capito

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L'interpretazione degli attori è buona, spicca Amy Adams e Jeremy Renner. Per quanto riguarda Forest Whitacher ha il ruolo del militare cucito addosso, così come gli altri, ottima colonna sonora, vedremo se agli oscar avrà qualche chance.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  31/01/2017 09:50:28
   8 / 10
Finalmente negli ultimi anni sembra venir fuori una nuova fantascienza introspettiva che fa a meno di attacchi alieni con esplosioni devastanti o distruzioni di intere civilta'.
Villeneuve, che ha gia' preso in mano il progetto del nuovo "Blade Runner", ci aveva gia' fatto vedere ottime cose con il suo "Prisoners" ma in questo ultimo film si è superato.
La comunicazione con la "C" maiuscola è al centro della pellicola, la sua importanza per evitare che si scatenino le guerre, un nuovo linguaggio portato dagli alieni che permette di vedere oltre.
Un colpo di scena ottimamente congeniato e non messo li a caso solo per sorprendere il pubblico.
Un messaggio chiaro...
"Cambieresti qualcosa della tua vita sapendo come andra' a finire?"

InvictuSteele  @  30/01/2017 23:40:37
   5 / 10
Sci-fi ottimamente diretto ma piuttosto statico e noioso. Per tutto il film si aspetta un qualcosa che non arriverà, zero pathos, zero emozioni, zero dinamica. Non bastano gli ultimi due minuti per sbrodolare la morale che dovrebbe toccare le corde del cuore, perché il tutto è insensato, confusionario al massimo, e soprattutto irritante. Non è possibile concepire un film del genere, non facendo vedere nulla ma lasciando intuire un qualcosa di confuso e superficiale che non si può afferrare proprio perché spiegato malissimo. La Adams bravissima come al solito ma tutti gli altri attori sono di contorno; insomma, un'occasione sprecata che vuole passare per intellettuale e intelligente ma che, in realtà, risulta solo pesante e inutile. Film che si dimentica dopo dieci minuti.

maitton  @  30/01/2017 09:03:04
   7½ / 10
Villeneuve si conferma un talento puro dietro la mdp, è in assoluto uno dei registi che preferisco in questi ultimi anni.
Il film è un buon film, interessante al punto giusto ma lontano, a mio giudizio, dall'essere un capolavoro.
La comunicazione è importante, sceneggiature migliori anche (vedi Sicario).

ragefast  @  29/01/2017 23:12:08
   7 / 10
Un bel film che, nonostante non porti tantissime novità nel genere, risulta ben diretto ed esteticamente molto interessante. Prima parte intensa e misteriosa, mentre nella seconda ci si concentra più sull'aspetto comunicativo e...


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Restano dei passaggi a mio avviso non chiarissimi, come per esempio il modo in cui la protagonista riesce a decifrare i segni e lo strano linguaggio degli alieni (se così può essere definito), che francamente mi sembra venga dato abbastanza per scontato.

La Adams non mi ha convinto granché, mentre Renner mi ha stupito positivamente in un ruolo meno fracassone rispetto a quelli a cui ci aveva abituato (Avengers, Mission Impossible, etc.)

Consiglio questa pellicola, rammentando che comunque non si tratti di un capolavoro. E sicuramente almeno un gradino sotto "Interstellar".

FABRIT  @  28/01/2017 14:21:19
   4 / 10
Noia mortale dall'inizio alla fine.
Bruttissimo.

TreAsterischi  @  27/01/2017 23:03:47
   6 / 10
Avendo letto Incontro con Rama di Clarke avevo aspettative molto alte per questo film... e come sempre l'hype troppo alto mi lascia a bocca asciutta ^^"

Amy Adams è bravissima, regge il film praticamente da sola!
Villeneuve si conferma un regista davvero bravo, ottima gestione del ritmo, tensione, lunghi silenzi, pathos ecc... ma il film non mi ha convinta...

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Quindi niente... il film è un ni...
Non è brutto, ma non è nemmeno bello...
Siamo lontanissimi da Solaris o da Contact e la parte melodrammatica è inutilmente invasiva per cercare la lacrima facile e coprire i buchi di logica della trama...
Peccato, perchè le potenzialità c'erano eccome...
Gli do un sei politico perchè oggettivamente non è insufficiente, ma nei miei gusti personali non entra di certo ^^"

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Ultima risposta 02/02/2017 10.02.41
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Invia una mail all'autore del commento franx  @  27/01/2017 20:10:24
   6 / 10
Sempre stupito da quanti significati si possano trovare in un film (dovrebbe esserci un limite legale prima di sfociare nelle segh3 mentali) direi che l'unica cosa veramente scientifica dello stesso film è il cefalopode intelligente: tutti sappiamo che i polpi ('o purp) sono una delle creature più intelligenti del nostro pianeta e quindi ammettere che si siano evoluti su un altro è fantascienza ammissibile. Purtroppo il regista non dà una soluzione convincente (cioè l'ha spiegato, ma sperando che qualcuno ci cascasse ed in effetti c'è cascato) al paradosso temporale, cioè effettivamente all'impossibilità fisica di quanto presentato (vuoi fare un film sugli asini che volano? Inventa ali ammissibili). Per il resto sa tutto di già visto. Recitazione adeguata all'insalata di polpo.

P.S. se mai incontraste un alieno, comunicate per immagini, proporzioni ed analogie. Si fa prima.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/01/2017 10.20.04
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  27/01/2017 14:49:04
   9 / 10
Nella Giornata Prima, per l'esattezza alla fine della giornata, del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei, testo divulgativo della nuova fisica rinascimentale, il filosofo e scienziato padovano delinea una sua personale gerarchia delle più importanti scoperte e invenzioni umane. L'arte, le nuove scoperte tecnologiche (di cui Galileo era uno dei protagonisti indiscussi), il sapere del mondo antico contro cui malvolentieri si schierava questo grande italiano per diffondere le nuove spaventose idee a cui si era pervenuti, vengono contemplate in questa disamina, ma per Galileo non è abbastanza. La più importante scoperta di tutti i tempi fino al Seicento di allora era senza dubbio per lui l'alfabeto. Galileo lo descrive minuziosamente nelle sue proprietà molecolari, lucreziane, al punto tale che Calvino, circa 400 anni dopo, considerava quel passo del Dialogo una sfida per il prossimo millennio. La sfida della semplicità, che lui chiamava "leggerezza". Questi minuscoli caratteri dall'origine concettuale sconosciuta ci permettono di attingere a un sapere che non è piegato alle leggi del tempo. Grazie a queste poche lettere riusciamo a comunicare con le menti di ogni tempo umano. Il passo è bellissimo, e va letto e riletto. Quest'uomo aveva una capacità di ragionamento che ancora oggi rende difficoltoso comprendere certi snodi della sua complicata teoria fisica e cosmologica. Ma la sua fiducia estrema nelle potenzialità del linguaggio, benché sconfessata dalle sue tormentate vicende biografiche, è qualcosa che ancora oggi suscita meraviglia. Per Galileo divulgare, comunicare, discutere con i nemici della scienza e con gli amici di essa tra i popoli dell'Europa, era forse più importante che scoprire. La dimensione sociale della scienza era la sua battaglia, era il suo modo di incarnare lo spirito del tempo, non solo il suo, ma anche di quello avvenire, dato che le sue e di altri scoperte avrebbero per sempre modificato la conoscenza umana e quindi il suo intervento sulle cose. Scoprire, indagare, ricercare, pensare erano per Galileo un'attività personale, costante, irrinunciabile, biograficamente nemmeno del tutto importante. Ciò che lo tormentò per una vita fu invece convincere gli altri della validità rivoluzionaria delle nuove idee, a cui lui contribuiva attivamente. Non è un caso che, nonostante le scoperte di Galileo siano state storicamente ridimensionate dall'alacre intervento degli storici della scienza e degli scienziati della sua stessa epoca (mantenendo fermi i punti in cui il suo apporto è stato davvero significativo), vi siano centri di studio galileiani in mezzo mondo. La sua battaglia per la civiltà trova rari riscontri nella storia. Più che altro, la purezza della sua battaglia.

E' proprio questa l'idea che sta alla base di "Arrival". Il cinema rende possibile vedere i concetti, il lavoro intellettuale, la potenza emotiva della mente, la vastità delle domande che ci affliggono quando pensiamo all'universo, indipendentemente dalla nostra preparazione in materia. Ma il cinema di Villeneuve, sorretto da un valido adattamento letterario, si concentra sul mostrare il lavoro intellettuale dell'uomo nei confronti di scoperte vertiginose. La linguistica e la scienza sono strutture della conoscenza di una complessità inimmaginabile, ma partono da una base comune: l'avanzamento della civiltà mediante la capacità di comunicare e convincere gli esseri di una medesima specie, finora terribilmente solitaria. L'immensa solitudine della specie umana, una solitudine ovviamente solo comunicativa dacché esistono gli animali e le piante, ci spinge a cercare altri compagni nell'universo... O a essere cercati.

Light-Alex  @  27/01/2017 10:14:27
   7 / 10
Un buon film, con una buona regia, un giusto mix di fantascienza e film d'autore. Una buona colonna sonora e una Amy Adams sempre ad alti livelli.
Mi piacciono i film di fantascienza che aiutano a riflettere sull'uomo e sugli strumenti che ha: in questo caso l'attenzione è posta interamente sul linguaggio. Questi sono i film che alla lunga restano più impressi e ti fanno tornare a casa con qualche cosa in più. Il fantascientifico tutto azione è si bello, ma resta chiuso nella dimensione del solo intrattenimento.
Devo muovere comunque qualche critica al film. In parte sulla verosimiglianza; ci sta mettere una linguista al centro del team per stabilire un contatto con gli alieni, ma il film spudoratamente vuole solo ruotare su quello, tanto che gli alieni alla fine vogliono come obiettivo proprio condividere la loro lingua (avrà entusiasmato l'Accademia della Crusca, a me ha fatto un filo sorridere).
La parte centrale fa un salto, glissando sulla fase di insegnamento agli alieni del nostro linguaggio, che poteva essere gestita meglio. E' chiaro che annoiare lo spettatore con una fase poco intrigante non era il caso, però c'è proprio una sospensione del ritmo che stona molto con col ritmo con cui si racconta prima e dopo.
Infine, la parte conclusiva si arrischia a raccontare scene in cui il presente si mescola con informazioni apprese nel futuro… e lì si rischia facile di creare situazioni paradossali. Ed infatti Arrival, almeno apparentemente, fa confusione. Nel senso che quando Luise vede che nel futuro il generale cinese le dice che lei le ha detto le parole della moglie sul letto di morte, allora da dove si è generato quel futuro che lei vede? Lo sta creando in quel momento? Ma allora non si tratta di vedere il futuro, bensì muoversi all'interno di un flusso temporale che è già scritto ed è immutabile (per cui l'uomo non avrebbe nemmeno possibilità di determinare il proprio destino)… Non so, a me ha dato l'idea di compiere il classico errore di valutare in maniera semplicistica le escursioni spazio temporali, pecca che si compie spesso in questo genere di film.
Comunque lo promuovo per il messaggio, e per l'involucro affascinante che hanno saputo creare intorno ad un tema che sulla carta ha poco appeal, ed anche abbastanza di nicchia, come quello del rapporto tra linguaggio e coscienza.

Larry Filmaiolo  @  26/01/2017 23:47:21
   7½ / 10
arrival è la rivalsa dei linguisti su un mondo che finora li aveva costretti in cameretta a trangugiare whiskey e tartine segandosi sul tocario A. Villeneuve, per me tra i top della sua generazione, ci regala scene d'impatto all'inizio, cigola più avanti insieme alla sceneggiatura ma l'insieme regge abbastanza poderosamente. interessante, originale, poverata power.

fistignaccheri  @  26/01/2017 15:42:38
   9 / 10
Che realismo ! e che film ! voto 9 !!

ben4  @  26/01/2017 12:17:03
   3 / 10
ragazzi che film...
noia mortale per una trama insulsa.
seppie giganti che spruzzano inchiostro mentre la protagonista si fa le seghe mentali per cercare di capire qualcosa. in pratica non viene spiegato in nessuna maniera se la tipa ci capisce qualcosa o spara soltanto *******.
messaggio del film inesistente.
delusione ai massimi storici, il regista penso si sia un attimo montato la testa.
ok essere bravi ma per fare un film si deve anche raccontare qualcosa che meriti di essere raccontato.
chiedo per curiosità magari con uno spoiler a qualcuno che ha voglia di spiegarmi quale era il messaggio degli alieni e quale sarebbe il senso di questo film.

4 risposte al commento
Ultima risposta 29/01/2017 23.12.33
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  26/01/2017 11:05:05
   6 / 10
Convince in parte la fantascienza intimista di Dennis Villeneuve, quasi un intenso allenamento -in vista dell'attesissimo sequel di Blade Runner- per l'autore canadese che apparecchia con maestria ma risolve in maniera discutibile, filosofeggiando alla Malick senza riuscire ad emozionare pur toccando tasti delicatissimi, su tutti quello dell'amore di una madre per la figlia.
Montaggio interessante in cui flashback e flashforward, oltre al presente, si intersecano disegnando movimenti temporali circolari che ricordano il linguaggio di quegli strani alieni eptapodi giunti sulla Terra a bordo di astronavi dall'aspetto austero. La connessione tra modo di esprimersi e quello di pensare sta alla base di una differenza fortunatamente orfana dello scontro bellico, centrata invece su concetti geometrici inerenti lo scorrere del tempo.
Per venire a capo del mistero degli alieni piazzati in dodici diversi luoghi del pianeta vengono chiamati in causa un'esperta linguista e un genio della matematica, i quali dovranno fare i conti con la solita ottusità militaresca e con il banale predicozzo sull'incomunicabilità tipica degli esseri umani, qui acuita dalla presenza di forme di vita sconosciute.
Sempre più in ascesa Amy Adams, mentre Renner, finalmente in un ruolo non muscolare, viene lasciato in disparte, in quanto la chiave di volta per la comprensione sta tutta nel microcosmo creatosi tra madre e figlia, ovvero le vere protagoniste, utilizzando così l'amore per eccellenza (quello di un genitore per un figlio) come viatico per un incontro in cui offerta e richiesta d'aiuto reciproca cercano un disperato punto d'incontro (perdendo comunque di logica rispetto al romanzo originale considerate le variazioni apportate).
Fondamentalmente Villeneuve si conferma uno tra i registi più interessanti in circolazione: messa in scena e gestione della tensione sono tutte da godere, seppur in questo caso perda smalto nell'epilogo reso fin troppo stucchevole e cervellotico quando si sarebbero tranquillamente potuti evitare snobistici ghirigori narrativi, in aggiunta c'è la fastidiosa sensazione dello stratagemma della lacrima facile, espediente al quale un autore del suo calibro non dovrebbe ricorrere con tale sfacciata insistenza.

Wilding  @  25/01/2017 21:38:19
   5 / 10
Il "fascino alieno", in una pellicola anche originale sul tema, non basta a reggere 120 minuti di "piattismo" totale, durante i quali non succede assolutamente nulla o quasi.

Aztek  @  25/01/2017 18:20:04
   6½ / 10
Film che attendevo da parecchio, ma che mi ha parzialmente deluso. Parte bene, molto bene, ma alla lunga la sceneggiatura diventa farraginosa e disordinata anche per il continuo ping pong tra le due storie parallele che vengono raccontate.
Interpretazioni e regia buone

cort  @  25/01/2017 18:05:22
   7 / 10
fantascentifico con una buona regia(ottima in alcuni punti), ottima fotografia e ottimi attori ma trama con molti buchi o parti spiegate maluccio. i concetti per essere capiti devono essere analizzati molto attentamente(spoiler 1). un po troppo "americanata" e in generale personaggi e contesto squilibrati(spoiler2)

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stef123  @  25/01/2017 16:57:05
   6 / 10
Molte idee prese da Contact (1997) di Zemeckis ed alcune dal piu' recente Interestellar (2014) di Nolan. Questo film non offre molto di nuovo. Citando Zemeckis questo film più che un "Ritorno al Futuro" sembra un ritorno al passato.
Il regista è certamente abile nel costruire immagini efficaci, ma la sceneggiatura è piena di buchi, con incongruenze sulle ipotesi di tempo circolare che è un asse portante del film. Vi sono anche inutili ammiccamenti verso il pubblico e parti prolisse.
Resta comunque un film ben confezionato che non lascerà traccia di sé.

TheGame  @  25/01/2017 15:56:08
   6½ / 10
A differenza di Nolan, Villeneuve ci consiglia i guanti per scaldarci le mani e non un frigorifero e il giochino funziona senza tanti patemi, malgrado un eccesso di melò, un'indulgenza di stampo filoamericano e qualche bug concettuale.

the saint  @  25/01/2017 09:45:33
   7 / 10
ho messo un voto troppo basso a quel capolavoro di Prisoners.. (8)

questo un punto in meno lo è per forza!!

manca qualcosa, però si vede il tocco del super regista!

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  24/01/2017 23:36:37
   7 / 10
Villeneuve prende tanto dai vecchi classici e ne costruisce una trama nuova, filosofica, carica di messaggi. E' un film che non ha battaglie ne scontri, ma tanti messaggi e un finale diverso da tutti gli altri film del genere. A volte lento, tanto che la maggior parte del film viene usata per comprendere la lingua aliena, per arrivare ad una fine troppo veloce, in cui si tenta di spiegare anche l'inspiegabile, tanti sono i buchi di sceneggiatura che tuttavia presenta la pellicola.
Buona novità, ma con qualche riserva e non è certo quel capolavoro che tutti stanno additando, rapiti da una filosofia solo per buonisti ed intellettuali di nuova generazione.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  24/01/2017 21:49:57
   8 / 10
più che un film sulla fantascienza è un film sulla comunicazione, sulla mancanza di sulla difficoltà di relazionarsi con gli altri che in questo caso sono alieni. c'è molta filosofia, anche buddista, in questo film che non è per tutti ma mi ha molto entusiasmato a Venezia. brava la Adams come sempre e il sonoro come protagonista è parte integrante della pellicola. averne di film del genere

andreadieffe201  @  24/01/2017 16:55:57
   5 / 10
solo se non paghi e - sopratutto - per quelli che ad un film moscio tendono ad addormetarsi, portatevi il cuscino perche gia a metà film potrebbe essere notte fonda.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  24/01/2017 13:43:48
   6½ / 10
Di nuovo, Villeneuve ci mostra quanto sia bravo con le riprese, la fotografia, il suono. Lo fa truccando un film stravisto (Ultimatum alla Terra + qualche altre cose prese qua e là) così da farlo sembrare molto meglio di quel che è. La storia (cambiata, malamente, rispetto al romanzo) non sta in piedi per quanti buchi abbia. Resta solo l'idea della circolarità (ok, ne prendo atto) a discapito del resto. Renner è totalmente inutile. Sta tutto e soltanto sulle spalle della brava Adams. Poi, come già detto, ci si può limitare a godersi il bello show e trarne qualche ispirazione.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  24/01/2017 12:21:37
   6½ / 10
Non male ma nel finale poteva essere spiegato meglio
E' comunque un film da vedere e ben diretto

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4 risposte al commento
Ultima risposta 30/01/2017 12.00.08
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gaesor  @  24/01/2017 09:56:25
   6 / 10
Ho apprezzato il messaggio che il film vuole lasciare.
Il cast é stato all'altezza ma il film poteva essere migliore.

pernice89  @  24/01/2017 09:13:24
   8½ / 10
Davvero sorprendente. Non è facile fare un buon film di fantascienza, al giorno d'oggi, ma questo Arrival ci è riuscito. Non è ben fatto solo dal punto di vista scientifico, ma anche umano, riesce anche a commuovere. Sempre molto brava Amy Adams. Assolutamente consigliato.

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  23/01/2017 22:31:55
   7½ / 10
Film abbastanza d'impatto che non ho metabolizzato subito ma che mi è restato in testa, maturando come un buon vino, per tutta la sera. Alla fine devo ammettere che è un ottimo prodotto che merita assoluatmente la visione.

romrom  @  23/01/2017 21:54:23
   8 / 10
Bene, finora il miglior film dell'anno. peccato per alcuni luoghi un po' troppo comuni (filoamericanesimo dilagante) e la figura dello scienziato Jeremy Renner che mi e' sembrato poco convincente.

Scuderia2  @  23/01/2017 21:04:51
   6½ / 10
SPOILER

Una specie aliena di tipo mollusco-cefalopode decide di farci una visita preliminare.
Sembra che tra 3000 anni avranno bisogno degli umani ed è quindi doverosa una presentazione.
Han fatto bene a muoversi per tempo perché adesso come adesso mi sa che siamo un attimino impreparati a dare una mano.
Sui grattacieli di 450 metri che stazionano a pochi metri da terra senza muovere un filo d'erba ci stiamo ancora lavorando,e i nostri rapporti con le seppie si fermano ai piatti di pesce.
Ma avranno sicuramente ragione loro, hanno strumenti avanzati.
Memoria
Tempo
Ordine
Si dice che chi padroneggia bene la lingua inglese faccia i sogni in inglese;chi è in grado di padroneggiare l'eptapodese (il linguaggio alieno) può prevedere gli eventi.
Gli alieni sono qui per fornirci la loro miglior arma:il loro codice di comunicazione.
L'atmosfera è bella tesa, freddissima e rumorosa ma i cerchi alla testa sono dietro l'angolo nebbioso.
Acquisire nel futuro le nozioni necessarie alla creazione del futuro stesso. Tutto in simultanea.
Ok.
Sarebbe una bella capacità. Pericolosa e di grande responsabilità. Che va oltre al lutto personale da facile impatto emotivo.
Compito:dimenticare gran parte del film e memorizzare l'originalità di alcune scene.

Visioni periferiche al nero di seppia.

marcogiannelli  @  23/01/2017 18:30:28
   8 / 10
Dal punto di vista tecnico nulla da dire.
Forse all'inizio la narrazione è troppo veloce per poi favorire la parte clou del film, ma posso capire la scelta del regista.
Se volete distruzione e roba da Independence Day, NO, è il film sbagliato per voi.
Questo è un film di fantascienza maturo e d'autore, un film che parla di intimità, di scelte che si fanno nella vita e di comunicazione.
Un film da vedere.

venetoplus  @  23/01/2017 09:24:39
   4½ / 10
Andro' controcorrente ma.. non mi e' piaciuto per nulla! L'ho trovata un'opera molto presuntuosa che scopiazza pari pari da alcuni capisaldi del genere per darsi un'identita' che, sebbene possa sembrar intrigante, alla fine risulta confusa e arruffata. Sceneggiatura gruviera e interpretazioni a dir poco scolastiche. Buona musica e buona la fotografia.

Jumpy  @  23/01/2017 01:09:54
   7 / 10
Complessivamente merita, ma non mi ha convinto del tutto.
Sostanzialmente è incontri ravvicinati del III tipo approfondito in chiave sentimentale filosofica.
Dal mio punto di vista ha troppe facilonerie per decantarlo come un capolavoro

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dagon  @  22/01/2017 20:29:04
   7½ / 10
Buona prova di Villenue con un film di fantascienza "intellettuale". Mi è spiaciuto non vedere alla fotografia il fido Deakins che è di un alto pianeta (sic!) rispetto a Young.
Non tutto è condotto alla perfezione, alcuni peccati sono veniali

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almeno una scelta è abbastanza gratuita e fuori tempo massimo

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però in tanta monnezza, soprattutto nel genere, questo film è da salutare positivamente.

Elmatty  @  22/01/2017 18:53:42
   9 / 10
Villeneuve ci sa fare con la fantascienza e questo film mi ha dato ottime speranze per Blade Runner 2049...
Arrival è un film che ti colpisce per lo sviluppo della storia più che nello script in senso stretto, quest'ultimo infatti non è niente di così originale ed è stato trattato in altre pellicole in passato.
Però Villeneuve ci regala una visione non scontata con spruzzatine della potenza espressiva visiva di Malick qua è la che regalano intensità al tutto e una costruzione alla Nolan in altri.
Il tutto scorre magnificamente, coinvolge, crea inquietudine, emoziona.
Il climax si mantiene fino alla fine con una serie di colpi di scena forse un po' prevedibili ma messi in maniera appropriata.
Tecnicamente parlando è superlativo nelle inquadrature, nelle ambientazioni, negli effetti speciali.
La regia poi è superlativa, apparentemente semplice ma molto efficace.
Gli attori sono tutti nella parte con una magnifica Amy Adams ed una buona prova di Renner (anche se il suo ruolo appare inutile per quasi tutta la pellicola), Whitaker un po' sacrificato nel senso che qualsiasi altro attore avrebbe recitato altrettanto bene in una parte così convenzionale.
Gli avrei dato anche 10 ma ci sono alcune cose che avrei fatto diversamente per i miei gusti.


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Insomma la fantascienza ritorna prepotentemente con questo Arrival e Villeneuve si dimostra un cineasta molto ma molto talentuoso e, come ho già detto all'inizio, mi fa ben sperare nel seguito di Blade Runner da lui diretto.
Questa pellicola affronta questa tematica come in pochi nella storia ci sono riusciti come Zemeckis per Contact o Spielberg in Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo.
Straconsigliato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  21/01/2017 22:32:03
   9½ / 10
«Siete quelli che devono scavare nella volta celeste?» «Sì, siamo noi». Con Arrival, Denis Villeneuve annienta Nolan e Malick e ci consegna un capolavoro di fantascienza sul linguaggio, dove la fantascienza si consuma nel presente, negli esseri umani che siamo, che saremo, che accetteremo di essere.
"Nulla cancella il passato. C'è pentimento, c'è espiazione e c'è perdono. Questo è tutto, ma è abbastanza". La memoria, il tempo, sono gli unici doni che meritiamo da una civiltà fuori dalla nostra atmosfera. È con quelli che attraversiamo i prati, la materia, la malattia, la maternità, la morte, l'amore, i disegni di una bambina che ci ritrae e scegliamo. E capiamo. "Nonostante io conosca il viaggio lo accetto, e ne accolgo ogni momento".

sepho  @  21/01/2017 13:46:35
   7½ / 10
Concept già visto con Incontri ravvicinati del terzo tipo e Contact, ma Villeneuve ci mette tecnica e passione.

Molto interessante il concetto del tempo inteso come linguaggio e non come un'unità di misura. " Se inizi a pensare in una determinata lingua, inizi a riprogrammare la tua mente" ed è proprio quello che fa la protagonista quando inizia a capire gli alieni. La comunicazione è un pilastro su cui basare l'interazione.
Fotografia meravigliosa.

Se avessero scelto un'altra protagonista il film ne avrebbe sicuramente giovato. Siamo ben lontani dalla prova meravigliosa di Jodie Foster in Contact.

Mike91  @  21/01/2017 13:03:09
   4 / 10
Non mi è piaciuto. Troppo ripreso da Incontri ravvicinati del terzo tipo, solo che lì c'era la musica, qui....non lo dico perchè voglio evitare spoiler; fatto sta che l'impianto concettuale della sceneggiatura non sta in piedi. Spero che non sarà cancellato questo commento ritenendolo troppo corto, ma se dico di più cado nello spoiler, e non ho voglia. Fatto sta, che non mi è piaciuto, e l'ho visto aspettandomi molto, perché il trailer m'aveva intrigato.
E poi, dai, non scherziamo: Gli americani i primi pacifisti del mondo? Ahahahaha

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Ultima risposta 23/01/2017 17.56.28
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TheLegend  @  21/01/2017 04:44:26
   8 / 10
Film che sa comunicare e proprio per questo mi ha affascinato.
Finalmente un film di genere che non è soltanto esplosioni e guerre interstellari ma che si spinge ben oltre.

suboost  @  21/01/2017 01:48:12
   7½ / 10
buon film, tratta la fantascienza più come espediente che come pilastro della sceneggiatura, lento, riflessivo, molto amaro, introduce due temi molto forti;

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L'unica nota stonata a mio avviso, il complotto, poco credibile nelle motivazioni e liquidato con poche scene preparatorie e il finale veramente amarissimo.
consigliato, non il solito film di fantascienza anche se vagamente ne ricorda molti altri...
mi ha dato qlc speranza per blade runner 2

Darkobarzane  @  21/01/2017 01:30:58
   6½ / 10
Poco più della sufficienza per un film noioso pieno di errori concettuali. Infantile

Overfilm  @  21/01/2017 00:09:33
   5 / 10
Sara' per l'attesa che c'era, sara' perche' D. Villeneuve e' ottimo regista... fatosta' che mi aspettavo molto di piu' da questo film.
Promossa fotografia e colona sonora.
Bocciata invece la sceneggiatura (veder spoiler).
Assai contenuti gli effetti speciali (contenuti? Quasi assenti!).
A parziale scusante di quest'ultima annotazione si puo' dire che gli effetti speciali son miseri perche' i veri protagonisti di questo film, a dispetto del titolo, non sono gli alieni ma gli umani.
Ma cadiam dalla padella nella brace... perche' allora ci voleva una trama ed una "morale" ben piu' consistente di quella accennata in questo film.
Ergo... i voti dal dall'8 al 9 per i film magnifici.
E quelli dal 9 in su lasciamoli per i capolavori...
Qui non ricadiamo nel primo caso ne' tantomeno nel secondo.
Interessanti il parallelo della scrittura circolare che richiama il moto (quasi) "circolare" del tempo.
Se vogliam andare alla vera piccola morale del film dobbiam prender per buona quella suggerita dalla brava Adams ovvero che le situazioni van "vissute" anche se si sa gia' che.. (vedi spoiler).
A quest'ultimo proposito posso aggiungere che ho letto diverse recensioni dove viene abbozzata la trama (perlomeno nella parte iniziale): vero che il passato ed il futuro qui son appunto quasi circolari, ma se si scrive una recensione (e parlo di recensioni per riviste) occorre esser sicuri di quel che si scrive e non ricadere in grossolani errori altrimenti anche il giudizio sull'opera andra' a farsi benedire (vedi spoiler).
Vado che e' tardi e pur non avendo doti da preveggente so gia' che domattina alle 8.00 la mia sveglia suonera'...

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halflife  @  20/01/2017 22:03:57
   8 / 10
Finalmente...un ottimo film. Si fa seguire tranquillametr..intenso...intelligente...idea geniale...bello veramente... mai banale

2 risposte al commento
Ultima risposta 25/01/2017 19.01.36
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anima79  @  20/01/2017 11:24:43
   10 / 10
Visto prima in Inglese e poi di nuovo in Italiano, spero che il messaggio di questo film venga capito e ascoltato da molti in tutto il mondo.

Macs  @  19/01/2017 22:37:09
   8 / 10
Difficile esprimere a parole quanto sia bello questo film. Proprio perché vive soprattutto di aspetti emotivi, ed eccelle allo stesso tempo nel lato tecnico. Dopo "Prisoners" ed "Enemy", Villenueve si conferma regista di talento raffinatissimo. La storia di per sé non è nulla di nuovo - il racconto del primo incontro tra la razza umana e quella aliena - ma la reinterpretazione che ne è stata data rasenta il geniale. Il ritmo è compassato, l'azione ben poca, perché il film si regge su alcune idee - poche ma eccezionali - e nella loro resa, realistica e convincente, coinvolgente e appassionante. Di film sull'incontro con gli alieni ce ne sono a bizzeffe, ma questo è il primo ad affrontare un aspetto cruciale del contatto: quello della (difficoltà.. quasi impossibilità della) comunicazione. Un film molto "semiotico" in questo senso, con la riflessione sui poteri del linguaggio, fondativi del modo in cui interpretiamo il mondo e perfino viviamo l'esperienza temporale. Accompagnato poi da un comparto tecnico di prim'ordine: gli stupendi piani sequenza nella base USA, la fotografia traslucida, e le interpretazioni della Adams e di Whitaker, due "alieni" di bravura. La colonna sonora, poi, insieme agli effetti sonori, è magnifica - francamente merita l'Oscar - e contribuisce in modo decisivo alla costruzione dell'atmosfera, insieme all'ambientazione nebbiosa, quasi impalpabile e sospesa del sito nel Montana in cui avviene il contatto. Non è un film perfetto, naturalmente: forse un po' affrettato il coinvolgimento iniziale di Louise e Ian alla fondamentale missione (sembra vengano scelti senza troppo "screening"), la parte centrale un po' troppo compassata e ripetitiva, e certi aspetti del finale potevano forse essere gestiti meglio. Ma del resto Villenueve ci ha abituato a opere decisamente "cerebrali" e ricchissime di spunti di riflessione, in questo film anche sul piano metafisico. Un film consigliatissimo. Emozionante. E vietatissimo ai bimbimn*ia.

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Ultima risposta 21/01/2017 16.09.32
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/09/2016 22:34:04
   8 / 10
Non deve trarre in inganno la semplicità dell'incipit di Arrival, l'ennesimo sbarco di alieni, perchè da tale semplicità si snoda un film di fantascienza estremamente maturo ed ambizioso pur nelle sue imperfezioni. Può ricordare, molto alla lontana, Incontri ravvicinati del terzo tipo con una prospettiva diversa. Laddove nel film di Spielberg era la tipica famiglia americana ad intraprendere il viaggio verso l'evento straordinario e mettersi in contatto con gli alieni con l'aiuto degli scienziati, nel film di Villeneuve ci sono gli scienziati e nessuna famiglia. Diversamente dal film di Spielberg dove gli scienziati avevano trovato la loro stele di Rosetta attraverso la famosa sequenza musicale che apriva le porte ad una comunicazione con gli alieni, nel film di Villeneuve la stele di Rosetta deve essere trovata. Ovviamente il tono tra questi due film è diversissimo nel loro approccio. Arrival non è certo un prodotto orientato verso le famiglie.
Il fascino del film è nel trovare una linea di comunicazione con gli alieni, capire perchè sono sbarcati e quali sono le loro reali intenzioni. Questo senso di sottile inquietudine e di indeterminatezza pone la pellicola di Villeneuve di un viaggio verso l'ignoto con il personaggio della Adams a fare da tramite fra due mondi non solo tra quello alieno e quello terrestre, ma anche per trovare una linea di comunicazione fra nazioni e uomini che fra loro non comunicano. Un viaggio affascinante che gradualmente perde la propria linearità e adeguandosi al linguaggio ed alla concezione spazio-tempo degli alieni, a cui a sua volta lo spettatore deve adeguarsi. Passato e futuro si guardano l'uno davanti all'altro in quella circolarità temporale tipica del cinema del regista canadese. Come ripeto, non è un film perfetto che può presentare anche dei buchi, ma forse in questo aspetto che risiede il suo fascino. Non dare tutte le risposte e esporre interrogativi e riflessioni come la fantascienza matura insegna. Vietato ai bimbominkia.

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Ultima risposta 21/01/2017 12.25.15
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  19/09/2016 01:12:53
   7½ / 10
La forza visiva del nuovo film di Villenueve, con qualche punto di contatto con Malick, spiazza e attrae anche davanti certe ingenuita' esistenzialiste e demagogiche (fa ridere pensare agli Americani come dei pacifici mediatori). Il personaggio di Amy Adams, qui bravissima e meno glamour dell'ultimo film di Tom Ford, la sua Louise Banks e' la diretta ascendente di Ripley in "Alien" e Ryan di "Gravity". Come la Weaver e soprattutto la Bullock del film di Cuaron e' chiamata ad affrontare un'esperienza piu' forte della sua stessa vita. I
montaggio del film - almeno nelle didascalie - ricorda un altro grande film di fantascienza, "Interstellar". Combattuto tutto nella volonta' imperialista di capire le forze aliene, alias Gianni e Pinotto della situazione, in questo Universo dove i terrestri sembrano cercare nuovi "clienti" per le Superpotenze, il film e' davvero affascinante, e conferma il talento tecnico e visivo di Villenueve

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Ultima risposta 09/02/2017 11.02.47
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