cul de sac regia di Roman Polanski Gran Bretagna 1966
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cul de sac (1966)

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locandina del film CUL DE SAC

Titolo Originale: CUL DE SAC

RegiaRoman Polanski

InterpretiDonald Pleasence, Jackie Bisset, Jack MacGowran, Lionel Stander, Francoise Dorléac

Durata: h 1.51
NazionalitàGran Bretagna 1966
Generecommedia
Al cinema nel Settembre 1966

•  Altri film di Roman Polanski

Trama del film Cul de sac

In un castello periodicamente isolato dall'alta marea sono a confronto una coppia di nevrotici borghesi e una coppia di sgangherati criminali in un reciproco gioco di massacro.

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Voto Visitatori:   7,56 / 10 (27 voti)7,56Grafico
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Voti e commenti su Cul de sac, 27 opinioni inserite

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dagon  @  05/01/2019 13:38:20
   7½ / 10
buon thriller di Polanski, che, per certi versi, è accostabile al Peckinpahiano (e successivo) "cane di paglia". Tono del film che vacilla dal dramma al grottesco, con momenti surreali, non rari nella filmografia di questo regista. Pellicola interessante e audace, anche se non mi ha convinto appieno proprio per come è stato gestito questo ondeggiare tra i registri. Alcune sequenze sono davvero suggestive e rimane comunque un lavoro di ottimo livello.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  03/05/2018 19:00:05
   6 / 10
Sarà che regista e genere mi hanno abituato bene, fatto sta che l'ho trovato un massacro psicologico che di massacrante ha davvero molto poco; le caratterizzazioni (e relativi passati) dei tre protagonisti sono esili, mancano troppi pezzi, al punto che non si vengono a creare, a mio avviso, spunti sufficienti per poterli gradualmente umiliare o smascherare via via che la storia procede, nel mentre che azioni e comportamenti stessi oscillano troppo spesso tra il sopra le righe e l'incredulità totale; discorso che vale, più che per Pleasance, per Stander e per la Dorleac, il primo fin troppo permissivo visto ruolo scopo e ambientazione, la seconda svampita insoddisfatta (ed irritante) che prende le parti di uno e poi dell'altro tradendosi costantemente nell'identità e nelle intenzioni (che ci sta, vista la sua natura, ma non abbastanza da giustificarne gran parte delle sue azioni).

Non c'è poi alcun elemento "comico" grottesco nel film; peggio, di tensione se ne percepisce ancora meno, visto che di credibilità neanche l'ombra, date le circostanze.

Qualche buon alterco verbale e qualche sicurezza lievemente diradata non mi sono bastate.

GianniArshavin  @  04/02/2017 18:03:06
   7½ / 10
Dopo lo straordinario debutto con Il coltello nell'acqua e il capolavoro Repulsion, Polanski torna dietro la macchina da presa nel 66 con CUL DE SAC, vincitore al festival di Berlino.
Il terzo lavoro del maestro assoluto polacco è un mix di generi che va dalla commedia grottesca al dramma, un prodotto tipicamente polanskiano ingiustamente sottostimato dai fan del regista.
La storia vede una annoiata coppia borghese sconvolta dall'arrivo di due criminali che hanno fallito un colpo. L'intrusione nel loro microcosmo di questi due agenti esterni porterà al collasso le fragili certezze degli sposi.
Già da questa terza opera è possibile tracciare un profilo del cinema di Polanski e individuare alcune caratteristiche ricorrenti dei suoi film: l'ospite esterno che travolge le certezze quotidiane di un nucleo familiare; il mix di generi trattati con eguale maestria; la storia quasi tutta ambientata in interni angusti e soffocanti; il finale tragico e la resa dei protagonisti.
In CUL DE SAC è possibile riscontrare tutte queste tematiche affrontate con un gusto del grottesco che vive un climax in ascesa che parte dalla commedia surreale per terminare nel dramma psicologico più crudo.
Molteplici scene, i dialoghi e i comportamenti dei personaggi assumono col passare dei minuti un carattere grottesco che strania lo spettatore immergendolo nella condizione di alienazione e frustrazione dei protagonisti.

Grande merito per la riuscita di un film cosi particolare va dato al modo in cui sono scritti i personaggi: la noia della sfrontata Teresa, la solitudine e la finta spavalderia del criminale ma soprattutto la nevrosi del debole, preciso e frustrato Donald Pleasence(grandissima interpretazione) che sarà quello che subirà maggiormente lo stravolgimento imposto dall'arrivo dei malviventi.
Sotto il profilo tecnico il regista polacco sembra già un veterano e non sbaglia un'inquadratura. Si affiancano alla sua regia una buona colonna sonora e una sceneggiatura solida, senza dimenticare l'ambientazione isolata del castello in cima alla scogliera.

Nel complesso CUL DE SAC è un'opera da recuperare. Qui siamo di fronte ad un Polanski ad altissimi livelli che da vita ad un lavoro complesso ma dalla grande forza comunicativa.

Goldust  @  02/11/2016 15:50:50
   7 / 10
Un incontro di generi diversi, con una partenza che si rifà ai grandi classici del noir del decennio precedente e che lascia presto il campo alla commedia grottesca ed al dramma. E' una delle opere che ha contribuito ad affermare Polanski come grande cineasta internazionale e a farci conoscere alcune tra le sue tematiche più interessanti come la fragilità dei rapporti di coppia, la difficoltà di comunicare, l'assurdo della vita, i personaggi dalla psiche tormentata. La confezione e la realizzazione sono già di altissimo livello, il gioco al massacro tra i protagonisti è di precisione quasi chirurgica, la direzione degli attori di prim'ordine ( a proposito, che grande performance quella di Donald Pleasence !) eppure nella parte centrale la pellicola ha parecchi momenti di stanca.

KitaVerde  @  26/02/2016 09:29:04
   8 / 10
Polanski con il terzo film, dopo il magnifico "Repulsion", realizza il film che contiene molti elementi importanti della sua carriera da regista. Film intimista e originale, che con soli 3 attori (grandissimo Pleasence) riesce a tenere su tutta la durata del film. Dire poi che è il piu' debole del regista, è un po' eccessivo dato che qui abbiamo molte sequenze(quella della spiaggia o tutta la scena finale) da ricordare e memorizzare. Essenziale.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  12/04/2015 15:09:12
   6 / 10
Uno dei primi film di Polanski in cui ritroviamo tematiche e atmosfere che svilupperà (meglio) in opere successive. Non è una brutta pellicola, vista anche la trama particolare, ma non trovo nessun elemento da giustificare un voto diverso dalla sufficienza.

Cianopanza  @  16/12/2013 23:51:47
   8 / 10
In una villa su una scogliera isolata dall'alta marea si consuma una tragicommedia. Un quadretto ironico e divertente, con un retrogusto amaro. Giocato sulle piccole meschinità umane. Ennesima perla di Polanski.

Lory_noir  @  26/11/2013 14:50:10
   6½ / 10
Si notano già le tematiche care a Polanski che poi, secondo me, svilupperà meglio in altri film. In generale, comunque, lo preferisco nei suoi film con atmosfere più inquietanti.

Orikum  @  14/07/2013 10:47:53
   8½ / 10
Grande film di Polanski. Qui troviamo i suoi temi più cari, dove li affronta in maniera perfetta, (isolamento, noia, borghesia, confronti uomo-donna,incomprensioni, ecc..). Grandi recitazioni, buona regia, ottima scenografia e con delle trovate geniali, rendono questo film uno dei prodotti del regista che ho apprezzato del periodo 60s, insieme a Repulsion.

Sir_Montero  @  15/08/2012 23:08:22
   9 / 10
Questo film è un capolavoro.
La trama, piuttosto semplice e lineare, ha come unico scopo quello di delineare una situazione iniziale: una casa isolata, abitata da una coppia di borghesi annoiati, viene "invasa" da una coppia di ladri di ritorno da una rapina. Tralasciando allo spettatore il compito di scoprire il susseguirsi di "episodi" che compongono questa forzata convivenza, ciò su cui è fondamentale focalizzare l'attenzione è la profondità analitica e psicologica che contraddistinguono quest'opera; la storia è un "pretesto", che consente di addentrarsi nel labirintico universo della mente umana. L'intera narrazione mira a mostrare gli effetti imprevedibili e drammatici che l'Ignoto (splendidamente rappresentato nella scena iniziale) introduce, tragicamente, nelle vite di ognuno; nel caso specifico, due ladri che distruggono il precario equilibrio (mentale) della coppia borghese. Profonda l'immagine della marea che, lentamente ma inesorabilmente, sale e avanza, isolando sempre di più i protagonisti, così come la follia finalmente calpesta e distrugge ogni residuo di ipocrita, e posticcia, civiltà. Il bianco e nero delle immagini, l'assenza di qualsiasi elemento di cornice superfluo, i dialoghi sempre più surreali e assurdi, l'essenziale compiutezza della fotografia, rendono questo film un'opera d'arte.
Assolutamente da vedere, con la drammatica consapevolezza che alla fine dei conti la (presunta) normalità non è che un'inganno, una porta semi aperta sull'abisso della mente, il nostro personalissimo e oscuro cul de sac.

Oskarsson88  @  16/08/2011 09:33:47
   6 / 10
Cul de Sac, un grottesco che non mi ha convinto sotto l'aspetto dell'intrattenimento, troppo lento e fiacco. Uno dei film di Polanski che meno mi è piaciuto. Ogni personaggio è mostrato in luce negativa, tra frivolezze femminili, uomini poco virili e criminali da strapazzo. Critica alla borghesia che si richiude in se stessa, fuggendo dalla realtà... diciamo un esperimento riuscito a metà...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  09/06/2011 23:38:45
   6 / 10
Interessante esperimento Polanskiano, resta un film minore a mio giudizio un pò troppo esaltato anche perchè il cinema di Polanski saprà regalare molto di meglio.

Commedia poco riuscita, stile grottesco non sempre chiaro e una satira da contestualizzare.
Risente dell'età anche se le interpretazioni sono notevoli.

edmond90  @  24/03/2011 22:02:56
   9 / 10
Gioiellino del Polanski prima maniera.
Sceneggiatura perfetta,Pleasance e Stander alla prova della vita e un bianco e nero da favola che incornicia la splendida location.
Un classico della commedia satirica

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  19/12/2010 18:38:38
   8 / 10
Il cinema degli anni '60! E' stata l'epoca in cui si poteva osare fare film semplici e di forte spessore ideale. Ancora il Dio Consumo non era arrivato al potere e non aveva ancora dato il suo marchio a ogni prodotto culturale. Molti cineasti pensavano a quali idee esprimere e non a quanto pubblico avrebbero soddisfatto. Ne uscivano film lenti, densi, realisti e surrealisti, banali e profondi allo stesso tempo. I primi film di Polanski sono una perfetta espressione di quest'epoca.
Per capire meglio l'atteggiamento e lo spirito con cui si trattava allora il mondo umano, è possibile confrontare "Cul de Sac" con "Cane di Paglia" di Peckinpah e con "Le iene" di Tarantino.


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Con la sua tipica ambientazione claustrofobica e chiusa, "Cul de Sac" esprime benissimo il disagio del vivere sociale attuale, l'impossibilità di evadere o di salvarsi. L'esistenza vuota e insignificante, l'ironia, la dissacrazione di tutti i drammi e le costruzioni ideali è simboleggiata dal sottile e pervasivo lato surreale dell'opera, da tutte quelle galline che scorazzano indisturbate.
Ottimo film a scoppio ritardato. Lo si apprezza un giorno o due dopo averlo visto, dopo che uno ha riflettutto su tutti gli aspetti di questa splendida pellicola.

Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  23/09/2010 13:06:57
   9 / 10
Questo film ha una media bassissima rispetto al suo valore effettivo, secondo me.
Si tratta certamente di uno dei capolavori di Polanski, a mio avviso il migliore ad ex aequo con The Tenant e Rosemary's Baby.
E' un film molto lento e in cui poco o nulla succede e che riprende molto le atmosfere teatrali beckettiane, in particolar modo il suo arcinoto capolavoro "Waiting for Godot".
Tutti i personaggi della storia sono delle maschere, delle figure complesse che rispecchiano determinati aspetti di differenti estrazioni sociali.
Tutti sono irrealizzati e scontenti, tutti aspettano invano il loro Godot, che sia il capo dei delinquenti o una svolta alla noiosa vita borghese poco importa.
La situazione di stasi viene solo parzialmente scossa dall'arrivo di due criminali da strapazzo che, reduci da una fallita rapina, diventano ospiti di una coppia di borghesi. Lei, memore di un passato poco pulito, ha sposato per convenienza un ricco artista, un uomo privo di stimoli e deluso dalla vita, un debole omuncolo incarnazione dell'asetticità della borghesia.
La coppia vive isolata dal mondo e ciascuno dei due coniugi vive silenzioso il proprio dramma, entrambi tormentati dalle ombre del passato.
I due delinquenti trovano ospizio nella loro casa e uno dei due, l'unico superstite(l'altro morirà poco dopo a seguito delle ferite riportate nella rapina), fungerà un po' alla stessa funzione dell'autostoppista nel precedente film di Polanski, "Il coltello nell'acqua", come una sorta di frantumatore dell'equilibrio di coppia.
La donna, annoiata e ninfomane, diverrà presto lo spartiacque tra l'annoiato marito ed il "clownesco"(così è stato descritto)bandito, instaurando tensione tra i due, che culminerà nel pessimismo del finale.

2 risposte al commento
Ultima risposta 05/10/2010 19.07.31
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Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  26/08/2010 17:28:24
   9 / 10
Un menàge di personaggi, di psicosi. Una tavolozza di caratteri, dissonanti e caotici che accompagnano l'intera pellicola in cui non succede nulla, in cui i protagonisti sono schiavi delle proprie debolezze e non riescono ad incontrarsi. Divertente a tratti, grottesco sempre, con l'amarezza e la follia di una vita solitaria, nella fortezza l'uno e fuorilegge l'altro. E la donna.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  22/08/2009 15:54:05
   7 / 10
Molto interessante e grottesco questo Cul de sac. La solitudine secondo Polanski,bravo Donald Pleasance nella sua parte. Il film regala scene molto divertenti e surreali,ma nel finale c'è poco spazio per ridere,perché anche la comicità si deve arrendere alla realtà triste e sola del protagonista.

3 risposte al commento
Ultima risposta 19/12/2010 22.52.45
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paride_86  @  10/08/2009 21:54:02
   6½ / 10
Polanski usa il registro grottesco per raccontare le nevrosi e le ipocrisie dell'alta borghesia.
"Cul de Sac" è un film volutamente particolare e sicuramente offre degli spunti intelligenti e interessanti, ma nonostante ciò la visione mi è risultata piuttosto pesante e a volte fastidiosa.
Non lo considero un capolavoro, al contrario di altre opere dello stesso regista.

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  22/10/2008 01:56:21
   7 / 10
attori magistrali,ma un film discreto e niente di più,probabilmente polanski stava ancora studiando bene per diventare grande.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  09/03/2008 15:00:28
   8½ / 10
Una commedia nera grottesca volutamente sopra le righe con personaggi che si comportano ai limiti dell'assurdo. In un paesaggio irreale molto simile al Coltello nell'acqua si consumano le vicende di due coppie di personaggi molto diverse per estrazione sociale, ma dal destino comune senza speranza e votate all'annullamento reciproco. Uno dei migliori film di Polanski.

KANE  @  02/09/2006 00:43:53
   8 / 10
la scena iniziale vale da sola un voto altissimo!! come in il coltello sull'acqua anche qui la regia la fa da padrona, anche se a differenza del primo, qui la sceneggiatura p pià curata e sfaccettata.
ottimi tutti gli attori, un grande film di polanski!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  23/08/2006 11:24:37
   7½ / 10
un buon film questo cul de sac (no sapevo cosa volesse dire...vabbè), storia molto simpatica che verso il finale si tinge di un cupo sentimentalismo/pazzia molto ben rappresentato.

grande Lionel Stander ma a dir poco straordinario Donald Pleasence

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/08/2009 16.07.11
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Feedback  @  29/12/2005 18:43:37
   4½ / 10
Ho letto i vostri commenti.
Sarà polanskiano al 100% e meriterà 10, ma a me non è piaciuto.
La commedia non è proprio il mio genere, e questo film in particolare non sono riuscito a digerirlo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/09/2010 13.09.07
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Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento paul  @  15/04/2005 20:49:02
   8 / 10
Come ha scritto Lot sotto, film "polanskiano" al 100%

Una boutade cinematografica, che prende molto dal teatro, attori bravissimi, su tutti un grottesco Pleasence che lascia per la prima volta trasparire quel lato "chiaro" del suo io, cioè burlone e clownesco, in opposto agli horror o thriller coi quali aveva dovuto cimentare parti più seriose. Ottima come sempre la fotografia di Gilbert Taylor.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  04/04/2005 11:50:11
   8 / 10
Polanski 100%, grottesco è dir poco...
Personaggi caricati al massimo, soprattutto la giovane coppia borghese (con il solito tocco di travestitismo tanto caro al regista) impotente e frastornata, ma al contempo eccitata, dall'incontro con i due gangster...
Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  27/12/2004 19:14:54
   9 / 10
Uno bellissima commedia nera in stile Polansky, in uno dei suoi film migliori con un bellissimo bianco e nero e un'ottima fotografia.

Mitico Donad Pleaseance.

Gruppo COLLABORATORI Aenima  @  21/12/2004 13:12:29
   9 / 10
Un vero gioiellino del cinema grottesco, realizzato in pieno stile "Polanskiano"!
Un film durissimo sulla diversità e sull'amore, entrambi affrontati in modo "splendidamente implicito...".
L'abbandono, la perdita graduale della speranza e della razionalità crescono con il crescere dalla marea, fino a perdersi, con la sensazione di solitudine, negli scrosci delle onde...
Doloroso e provoatorio "cul de sac" rappresenta uno dei lavori più profondi e significativi che polanski ci ha regalato...
Unico!

1 risposta al commento
Ultima risposta 30/12/2004 21.47.35
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