il mestiere delle armi regia di Ermanno Olmi Italia, Germania, Francia 2001
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il mestiere delle armi (2001)

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locandina del film IL MESTIERE DELLE ARMI

Titolo Originale: IL MESTIERE DELLE ARMI

RegiaErmanno Olmi

InterpretiHristo Jvkov, Sergio Grammatico, Dimitar Ratchkov

Durata: h 1.45
NazionalitàItalia, Germania, Francia 2001
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 2001

•  Altri film di Ermanno Olmi

Trama del film Il mestiere delle armi

Joanni de' Medici, cavaliere della nobile arte della guerra, a soli 28 anni Ŕ capitano di un'armata pontificia nella campagna contro i Lanzichenecchi di Carlo V. Conteso dai principi per la sua grande esperienza nel mestiere delle armi Ŕ, ancora in vita, un mito irraggiungibile. Amato dalla buona sorte e ambito dalle donne, sarÓ tradito dall'introduzione delle armi da fuoco. La morte di un giovane Ŕ una bestemmia contro il destino; molto spesso mostra la stupiditÓ dei comportamenti umani.

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Voto Visitatori:   7,66 / 10 (103 voti)7,66Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
Miglior filmMigliore regiaMiglior produttoreMigliore sceneggiaturaMiglior fotografiaMigliore scenografiaMigliori costumiMiglior montaggioMiglior colonna sonora
VINCITORE DI 9 PREMI DAVID DI DONATELLO:
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Voti e commenti su Il mestiere delle armi, 103 opinioni inserite

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kafka62  @  27/04/2018 10:48:35
   7½ / 10
Storicamente attendibile e filologicamente preciso come un film di Rossellini o di Paolo Benvenuti, radicalmente avanguardistico come un film di Straub-Huillet, preziosamente classico nella composizione delle inquadrature come un film di Dreyer o di Bresson. "Il mestiere delle armi" di Ermanno Olmi è un'opera difficile e affascinante. Difficile perché il personaggio di Giovanni dalle Bande Nere è raccontato in una chiave nient'affatto epica e spettacolare, senza i combattimenti e gli eroismi che ci si sarebbe potuti attendere, persino senza che la sua figura assuma una preponderanza narrativa in confronto agli altri personaggi (e anche questi, si tratti del duca di Mantova o di Pietro Aretino sono molto più prosaici rispetto a quelli che gli affreschi del Mantegna e le leggende rinascimentali ci hanno tramandato). Affascinante perché questo punto di vista "basso", il quale privilegia il non detto, il quotidiano, il domestico (che è un po' il procedimento che Tarkovskij aveva utilizzato per il suo "Andrej Roublev", anche se in un'ottica ben più simbolica e allegorica), costringe lo spettatore a riempire i vuoti e a rimodellare in maniera autonoma e costruttiva la figura del protagonista attraverso i pochi sprazzi onirici, gli ostici flashback, i suoi sporadici e apparentemente contraddittori gesti (il bisogno di calore umano nella tenda da parte di un uomo orgoglioso e solitario, lo sdegno con cui lui, dipinto sia dai nemici che dagli alleati come un ostinato peccatore, impedisce alla soldataglia di bruciare l'enorme crocifisso in legno, le lacrime che gli scorrono al ricordo del figlio dopo che ha resistito stoicamente al dolore dell'amputazione).
La cornice figurativa che racchiude questa visione profondamente pessimistica della Storia e del progresso è estremamente raffinata ed elaborata, con immagini prevalentemente invernali, notturne, nebbiose e inquadrature che si integrano a meraviglia tanto con le lance, le corazze e le armature degli eserciti quanto con i sontuosi interni affrescati delle corti. "Il mestiere delle armi" è un film che ha riportato clamorosamente alla ribalta un regista che si riteneva non avesse più nulla da esprimere e che, nella sua anacronistica bellezza e nella sua rarefatta emotività, è un'opera d'arte tra le più limpide e ispirate viste negli ultimi anni.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/01/2017 22:11:04
   9 / 10
Il mestiere delle armi di Olmi è racchiuso negli ultimi giorni di vita di Giovanni de Medici o Giovanni dalle bande nere come era noto all'epoca. Ultimi giorni dal forte significato simbolico nel quale un guerriero coraggioso quanto sfrontato paga il caro prezzo di un cambiamento radicale. Quelle armi da fuoco di cui egli stesso sarà vittima. Una morte causata non dal ferro di una spada nemica, ma dal proiettile di un cannone. Forse il concetto stesso di carne da cannone può essere applicato in pieno a questo capitano di ventura. Non è più una lotta di predominanza fisica o abilità strategica. Il campo di battaglia può essere vinto soprattutto con l'astuzia e soprattutto l'esito sul campo di battaglia può essere addirittura predetrminato fuori da esso da complicati quanto inestricabili giochini politici (machiavellici). La centralità dell'uomo viene meno e l'atmosfera cupa che permea il film di Olmi, sottilinea un percorso che condurrà alla morte di un uomo e di un'epoca. Una ricostruzione scenografica straordinaria, oculata anche la scelta degli attori, volti giusti per rappresentare un epoca. Uno dei migliori film di Olmi, il migliore senza dubbio della sua ultima fase della carriera.

Zarco  @  02/04/2016 02:58:32
   8½ / 10
Ambientazione, solennità, ricostruzione storica, profondità umana, costumi, fotografia. Un film molto ben reso e di piacevole e soddisfacente visione.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  14/11/2013 23:25:46
   6½ / 10
"Il mestiere delle armi" è secondo me un film non riuscito. La guerra, con i suoi drammi, l'impeto della distruzione, non è un argomento che si addice al cinema di Olmi, contemplativo, statico, descrittivo e rappresentativo. Via via che la vicenda si dipana, si rimane molto colpiti dalla staticità delle scene (i personaggi stanno per lo più immobili, non c'è movimento, varietà, ecc.), dalla rarefazione delle vicende raccontate (pochi personaggi, non approfonditi, estrema concentrazione degli avvenimenti). Anche la mdp inquadra quasi sempre ferma, alternando splendidi paesaggi statici, sontuosi palazzi a primi piani di persone immobili).
Anche le poche scene di battaglia mancano di drammaticità e pathos. Un abisso le separa dalle analoghe scene in "Ran" di Kurosawa.
Si salvano solo le riprese in esterni (splendi paesaggi invernali) e nelle sontuose stanze affrescate (anche se lo stile manierista non era ancora nato nel 1526). Molto bella la scena dell'amputazione (la più riuscita del film).
Olmi probabilmente voleva togliere pathos e vivacità, rendere il mestiere della armi qualcosa di astratto, giusto per evitare partecipazione da parte dello spettatore. Forse voleva far risaltare l'insensatezza della guerra e il ruolo ipocrita e opportunista dei potenti (ne fa fede l'inveire del predicatore e alcune didascalie).
Solo che il personaggio di Giovanni delle Bande Nere, per come è reso (un giovane bello, sensibile, pieno di vitalità), viene percepito come "positivo" e quindi viene spontaneo immedesimarsi in lui, fremere per il tradimento subito, percepire le sofferenze della sua agonia. Questo vanifica in parte l'intenzione di fare un film astratto e asettico sulla guerra.
Insomma ci si trova un po' spaesati di fronte a un film che non si sa come prendere. Tanto più che l'eccessiva staticità rende il tutto troppo innaturale. Capisco che non possa piacere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  08/12/2012 23:30:18
   8 / 10
è lento, pesante e molto difficile da metabolizzare inizialmente, e lo dice uno che ha visto molti lavori di Olmi dagli anni '80 in poi. Sarà quell'aria documentaristica quasi ai limiti dell'eccesso nella prima parte, fatto sta che è solo nella seconda parte che arrivano delle emozioni forti dato che Olmi si concentra sulla persona di Giovanni de' Medici e sulla sua passione.
A dirla tutta, averlo sentito definire da più parti come un capolavoro assoluto mi ha riempito di aspettative in parte deluse: ammetto di continuare a preferire "Cantando dietro i paraventi"con il quale va a braccetto, raccontando in due modi molto diversi sullo stesso tema, la guerra, solo che nel caso del "Mestiere delle Armi" la visione è pressoché pessimista e disillusa, come dimostrano le parole finali, mentre in "Cantando dietro i paraventi" c'è una lievità da fiaba e le parole finali parlavano di pace. Utopia in entrambi i casi, questo si.
Sta di fatto che ci troviamo di fronte a cinema puro. Non solo: senza esagerare, questo è uno dei film tecnicamente più curati non solo della storia del cinema italiano ma in generale, accostabile al Barry Lyndon di Kubrick. Incredibile come Olmi sia riuscito a calarsi nel periodo storico mostrato fin nei minimi dettagli, perfino nei dialoghi dai sapori arcaici. Altrettanto sorprendente quindi è la svolta del film, che abbandona i campi di battaglia e si concentra sul protagonista analizzandone delirio e visioni da martirio. Anche queste, nel cinema di Olmi, scorrono con una naturalezza lieve, a tratti di incredibile intensità ma sempre inserita in un contesto ai limiti del minimalismo, soprattutto mai spettacolarizzata.
E devo ancora trovare una pellicola di questo autore che non mi piaccia, fino ad ora sono tutte di altissimo livello, pur riconoscendone una pesantezza che dipende solo dall'approccio iniziale: una volta entrati in sintonia col suo cinema poco incline alla narrazione spettacolare, il tutto assume connotati sensoriali di grande impatto. è come guardare l'acqua di un ruscello che scorre e restarne affascinati per come il tutto si muove per un motivo, e con incredibile semplicità. E se il paragone fantasioso e delicato può apparire azzardato visto che si parla pur sempre di una storia di guerra, allora basta vedere per credere.

clint 85  @  05/09/2011 02:10:07
   6½ / 10
Fotografia da oscar, ricostruzione ottima. Film ben fatto e coinvolgente nella prima parte decade un pò nella seconda. BUONO

Roberto 66  @  03/01/2011 21:09:32
   10 / 10
Uno dei pochi film nella storia del cinema in cui la ricostruzione storica e' assolutamente fedele e realista. Le scene, i personaggi, i dialoghi, l' ambientazione ci fanno rivivere quell' epoca, il 500'. E questo e' un grande merito.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  07/12/2010 10:27:03
   5 / 10
La ricostruzione storica sarà anche accurata, ma è davvero misera. Con tutto quel che si sarebbe potuto dire, Olmi ha esposto ben poco. E nonostante la durata limitata, lo ha fatto col suo solito stile luuuuungo. Le musiche mi hanno infastidito oltre ogni sopportazione in certi momenti. La fotografia invece è sicuramente molto bella (e buia). Tutto il cinema di Olmi mi sembra si possa riassumere con "si stava meglio prima" (in qualsiasi epoca si collochi). Anche questo non mi è piaciuto, insomma.

Gruppo COLLABORATORI ilSimo81  @  10/05/2010 23:12:35
   7 / 10
Lascio che i commenti tecnici li faccia chi ha più competenze di me, preferendo esprimermi su pareri personali.
A dire la verità mi sono fatto coinvolgere dal film, dalla storia, dai personaggi. Io, che apprezzo molto la "vivacità" di un film, l'ho trovato a tratti lento - anche se comprendo che questo fa parte sia dello stile di Olmi sia di una scelta mirata.
P.S. Ho molto apprezzato le battute in bergamasco, e non poteva che essere così, visto che vivo nel suo paese ;)

suzuki71  @  02/03/2010 11:57:55
   8½ / 10
E' un film bellissimo, regia magistrale, ambientazioni fedelissime. Film adulto, maturo, spietato e commovente assieme.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  26/02/2010 19:39:32
   10 / 10
Probabilmente il vertice del cinema di Olmi, alla pari de L'albero degli zoccoli.
Uno dei massimi capolavori del cinema italiano, purtroppo gode di una fama inferiore a quella che meriterebbe.
E probabilmente per la considerazione che merita nella storia del cinema ancora Ŕ presto: si tratta infatti di opera non pi¨ giovanile, libera dai canoni della sua epoca, un'opera quindi che non imprime un segno sui tempi, non fa scuola nŔ tendenza. Ma Ŕ "un'isola", una stella che brilla di luce propria.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 20/01/2012 15.58.22
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paride_86  @  07/02/2010 14:51:21
   8 / 10
Un film storico fatto davvero come si deve. Asciutto, essenziale, fedele alla realtà dell'epoca, "Il mestiere delle armi" di distingue anche per la maestria con cui è girato e per i chiaroscuri della fotografia.
Ottimo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  06/11/2009 11:38:03
   7 / 10
Rigorosa e storicamente autentica, la guerra di Olmi è innanzitutto una battaglia, persa in partenza, a favore del vecchio stato delle cose, e di quella tradizione, se vogliamo, che riviveva magnificamente ne “L’albero degli zoccoli”.
Sofferente e gravato dagli stenti, prima ancora che dai nemici, l’esercito di Giovanni De' Medici si batte contro quello ben più numeroso e fornito di Frundsberg, andando incontro ad un’inevitabile sconfitta.
E alla morte dell’uomo, (ricorda quella del Cristo del Mantegna) raccontata con una discrezione e una commiserazione proprie del regista; che predilige qui una fotografia scura, decisamente fredda.

Non ho ritrovato però in questa pellicola la spontaneità che altrove egli manifestava.
Mi è apparsa, quasi, una forzatura. Un punto interrogativo alla sua opera forse non proprio opportuno.

peppone  @  13/09/2009 11:51:37
   9 / 10
Film molto curato, con una amientazione realistica. Storia molto profonda e intressante compreso tutto il contorno che la caratterizza. I tradimenti, i favori, le usanze di quel periodo. Le scene in dialetto e tutto cio che descrive quell'apoca è stato relizzato in modo davvero magistrale. Gli atti di eroismo sono realistici e il film non essce mai "fuori dalle righe". La descrizione della cure mediche di quell'epoca è qualcosa di veramente interessante. Forse risulta eccessivamente lento. Credo che un film così inpostato debba risultare lento in modo da offrire anche la sensazione del tempo che c'era in quell'epoca, però secondo me è leggermente esagerato sotto questo aspetto.

Rand  @  28/05/2009 12:32:26
   8 / 10
Film profondo, commovente, colpisce per l'ambientazione e i fatti reali narrati, ottima fotografia, dialoghi, musiche, la regia è eccezionale, la sceneggiatura riesce a comprimere in meno di 2 ore vicende accadute nel Rinascimento e la persona di Giovanni De Medici, belle riprese, ottimi i costumi, interpretaioni buone, anche dei comprimari. Un film in costume ben fatto.

TheLegend  @  15/05/2009 16:58:33
   4 / 10
Mi ha profondamente annoiato questo film!
Non capisco proprio il perchè di tutti questi riconoscimenti!
La narrazione fa pena;forse si salvano solo i costumi e gli scenari.

AKIRA KUROSAWA  @  25/03/2008 16:55:34
   9 / 10
bellissimo del mitico olmi, anche se secondo me inferiore a l albero degli zoccoli
bellissima la fotografia che ritrae una pianura padana fredda e gelida con bellismi paesaggi innevati, bellissimi costumi, ermanno rinuncia al kolossa , e dirige ottiamente un film a tratti lento , ma che sfiora il capolavoro, bellissima la part finae in cui assistiamo all agonia di joanni e medici.. bellissimo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  26/02/2008 11:03:50
   8 / 10
Storia di uno dei più celebri capitani di ventura,ovvero Giovanni dalle Bande Nere,giovane condottiero ai servigi dello Stato Pontificio ed ultimo baluardo tra questo e l’invasione lanzichenecca.
Olmi mette in scena un’opera molto affascinante,sfruttando una fotografia suggestiva ed immortalando gli scenari gelidi della pianura lombarda che utilizza come cornice per il dramma che di lì a poco colpirà il suo protagonista.Fango,neve,buio,ghiaccio sono gli elementi tra i quali si muovono gli eserciti fieramente contrapposti,un’arma,una delle prime ad apparire su un campo di battaglia deciderà il destino di un uomo dal carattere controverso,spesso dipinto come crudele e violento ma che il regista presenta addolcendone i tratti più spigolosi, mettendo in luce un animo sensibile e coraggioso,capace di slanci affettivi e dotato di un codice morale militarmente ineccepibile.
“Il mestiere delle armi” è un film poco dialogato,fatto soprattutto di silenzi,giocato molto su sguardi e gesti che spesso sfrutta la voce fuori campo per illustrare gli stati d’animo di Giovanni.Buone le interpretazioni a partire da Hristo Jivkov,attore bulgaro all’epoca semisconosciuto, ma che dopo questo film ha cominciato a lavorare con una certa assiduità anche in Italia.
Olmi omaggia la figura dell’uomo valoroso ed onesto,non solo vittima dell'avanzare tecnologico ma in particolar modo soggetto allla deprecabile moralità di alcuni suoi simili,arrivisti e spregevoli nella loro continua progettazione di trame machiavelliche.

onda  @  07/01/2008 14:34:46
   9 / 10
Splendida e asciutta riscostruzione storica, ricca di atmosfera, grazie anche ad una fotografia superba. Nell'ultima parte, Olmi riesce ad infondere un afflato religioso alla vicenda dell'eroe.

momo  @  16/11/2007 22:14:49
   7½ / 10
Finalmente qualcosa di cui andare fieri, il cinema italiano si è un po' risollevato dalla bassezza delle sue ultime creazioni. Passando al film, in primo luogo un ottima fotografia rende il film piacevole a guardarsi, la regia del Olmi non ha niente da recriminarsi, ha capito subito che il miglior effetto speciale è l'immaginazione (vedi spoiler), la trama ha dalla sua la grande maestra di vita che la rende se non altro interessante in più l'Olmi calca su questo eroe anacronistico che non sa adeguarsi ai tempi che cambiano e che ne viene travolto in pieno. Un film senza dubbi da guardare, un po' pesante forse, non del tutto convincete sotto certi aspetti ma che ha un suo fascino.

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Tom24  @  07/11/2007 18:01:51
   7 / 10
ottimo affresco storico, ma a chi non interessa questo film vale 1. pare più un documentario molto ben fatto.

addicted  @  26/09/2007 17:38:24
   9 / 10
Se davvero Ermanno Olmi non farà più film (come dichiarato), sarà una perdita molto grave per il cinema italiano.
Secondo me le sue ultime opere sono state formidabili.
Non ho visto "Centochiodi", ma consiglio sinceramente "Il mestiere delle armi", e "Cantando dietro i paraventi" che sono uno meglio dell'altro.
E' un cinema di qualità estrema, realizzato con una cura e un'arte che al giorno d'oggi sono sempre più rare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  22/01/2007 14:35:19
   8 / 10
Film storico perfetto che rievoca per costumi e fotografia, ma anche nello stile aulico il celeberrimo Barry Lyndon di Kubrik, ma si digerisce con più difficoltà, essendo Olmi molto più preoccupato nel rappresentare esteticamente il 500 italiano che a sviluppare una qualche trama o una psicologia dei personaggi. Una pinacoteca.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  06/12/2006 15:14:50
   8½ / 10
Grandioso film di Ermanno Olmi, uno dei suoi migliori e di cui il nostro cinema dovrebbe andare orgoglioso. Fotografia superba (del figlio Fabio) e protagonisti all'altezza della situazione. Una denuncia della circolarità della storia, della fallibilità di essa e dell'assurdità della guerra. Il finale è più incentrato su Giovanni de'Medici che sulla trama in sè, ma il coinvolgimento non s'attenua. Un Olmi più pessimista delle sue opere precedenti e successive.

sweetyy  @  20/11/2006 16:33:38
   2 / 10
Non condanno il film esclusivamente per la sua lentezza,perchè non tutti i film lenti mi sono dispiaciuti..ma qua è davvero da tagliarsi le vene!!
Interpretazioni da recita scolastica ed espressività inesistente.
Si salvano solo le ultime sequenze.

8 risposte al commento
Ultima risposta 30/11/2006 17.54.39
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giumig  @  27/10/2006 00:06:19
   7 / 10
Perfetta la ricostruzione storica, perfette le ambientazioni e bellissimi i costumi. Inizio davvero incantevole, poi il film risulta molto lento e a tratti noioso soprattutto nel soffermarsi su particolari poco rilevanti. Resta comunque un opera da vedere, considerando che si tratta soprattutto di un documentario sugli ultimi giorni di Giovanni de Medici, piu che un film vero e proprio.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  21/07/2006 12:27:23
   8 / 10
Uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. L'ho visto una sola volta e tanto tempo fa, ma mi ricordo indistantamente il mio stupore per la perfetta ricostruzione dei fatti, dei personaggi e degli ambienti. Olmi si ricorda ancora bene come fare dei bei film. A tratti un po' lento, ma comunque è solo una piccola pecca. Il regista di "King Arthur" avrebbe dovuto guardare questo film, per imparare come fare un bel film storico.
P.S.: A Firenze, all'uscita di S. Lorenzo (spero di ricordarmi bene), vicino alle Cappelle Medicee, c'è una statua che ritrae il personaggio protagonista di questo film.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  21/07/2006 12:15:17
   8½ / 10
La fedelta' e la ricostruzione storica sarebbero da 10 assieme all'incipit, ma il voto scende un po' a causa del fin troppo mestiere di Olmi e per il fatto che e' difficile partire al topo e rimanere lassu' per quasi 2 ore di pellicola.
P.S. Per qualcuno che deve sostenere l'esame di storia moderna all'universita' puo' essere utile!

Mago di Segate  @  09/06/2006 15:03:13
   10 / 10
quaker  @  24/05/2006 23:40:18
   9 / 10
Grandissimo film di storia patria. Un esercito straniero invadel l'Italia: fra pochi mesi entrerà a Roma, saccheggiandola e segnando l'inizio di una secolare inesorabile parabola discendente del Paese. Lo contrastano solo Giovanni de' Medici e i suoi pochi uomini; il resto dell'armata del Papa si guarda bene dall'ingaggiare un confronto. I raffinatissimi Signori di Ferrara e Mantova, solo per togliersi di torno i tedeschi, forniscono all'esercito, rispettivamente, cannoni (e sarà proprio un colpo d'artiglieria a colpire Giovanni) e il passaggio, negato invece alle truppe ponticie; il tutto pur essendo alleati del Papa (ma con un occhio all'imperatore, una cui figlia è destinata ad essere impalmata da Ercole d'Este).
Tutto questo e molto altro (l'introduzione della artiglieria e dunque l'inizio della guerra moderna ad esempio) è raccontato e trattato in maniera magistrale. Olmi non fa il verso a nessuno, ma, senza sovrabbondanza di mezzi, individuato un personaggio "minore" della Storia, ed un momento che appare marginale come la sua morte, ricostruisce una vicenda umana rendendola emblematica di un'epoca, e la inquadra nel mondo rinascimentale con grande efficacia.
Insomma un gran bel film, assolutamente da consigliare; la lentezza che viene rimproverta ad Olmi in realtà è una delle caratteristiche migliori del film, che, comunque, non è affatto noioso, anche, naturalmente, non ha affatto la pretesa di essere un film d'azione, quanto, piuttosto, di riflessione.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  09/05/2006 15:09:05
   7 / 10
La ricostruzione storica è fenomenale e l'incipit del film è da capolavoro. Purtroppo un mal celato manierismo si affaccia dopo un poco e una certa esasperazione dei tempi rende la pellicola a tratti noiosa.
Rimangono però impresse nella memoria diverse sequenze che colpiscono per l'incredibile verismo e la splendida ricostruzione.

lupocattivooooo  @  09/01/2006 17:45:33
   3 / 10
Una noia mortale. La lentezza non e' una di quelle condizioni che influenzano il mio giudizio negativamente, ma questo e' un caso a parte.
La divulgazione storica e' pressoche' inesistente...sono si e no una decina di paginette nella pila di tutti i mattoni che ci hanno fatto digerire a scuola.
Una battaglia...un tadimento...un passaggio negato...un mezzo combattimento con un paio di cannonate e tanto tanto silenzio.
Per nulla avvincente e, a mio avviso, di difficile comprensione.
Molto sopravvalutato. Lo sconsiglio.

tavullia86  @  23/12/2005 20:10:44
   3 / 10
Terribile....lento come la morte....la scena più interessante è quando mettono le sanguisighe su giovanni....fate un pò conto voi....

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  16/12/2005 10:05:22
   4½ / 10
concordo pienamente con il commento di jojo.
Il fim non mi è piaciuto per niente, è veramente VUOTO, non ha nulla da dire e e quel poco che denuncia lo fa male.

1 risposta al commento
Ultima risposta 13/08/2006 22.44.17
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frine2  @  16/12/2005 02:23:39
   10 / 10
Richiede molta attenta concentrazione, ma il premio è grande.
A parte l'accuratezza della ricostruzione storica (naturalmente, la perfezione non è di questo mondo, e qualche incongruenza nei dialoghi si nota), il punto di forza del film è la caratterizzazione di Giovanni. Coraggioso, audace, perfino criminale, ma comunque nobile, il giovane rampollo di casa Medici è l'inopinata vittima di un radicale cambiamento delle tecniche di guerra. Quel cambiamento che segnerà il passaggio dal tradizionale scontro cavalleresco alla guerra totale dei nostri giorni.
La psicologia del protagonista è il perno su cui ruota la critica di Olmi nei confronti della guerra, flagello devastante e imprevedibile, di cui si conosce l'inizio ma non la fine. Giovanni è ferito, sottovaluta il problema, si cura sommariamente e gioca a carte con i commilitoni. Quando viene trasferito a Mantova, comincia a intuire la gravità della situazione, quando vede gli affreschi lascivi di Giulio Romano incombere su di lui come un sinistro presagio. Accetta qualsiasi soluzione, sempre lucido e impavido come un vero aristocratico, ma di fronte alla catastrofe imminente ha una reazione tanto infantile quanto disarmante.
I ricordi di un recente passato (la forza, la gloria, l'amore) si affastellano nella sua mente. Ma è troppo tardi.
Il destino di Giovanni è quello di ogni soldato moderno, costretto a misurarsi, con crescente sgomento, con armi sempre più distruttive e sofisticate. Ma il film contiene un'ulteriore implicazione: la sofferenza di Giovanni è la riproposizione di quella di Cristo. Dobbiamo immaginarci un Giovanni perdonato e salvo, perché ha scontato tutto.
Il vero senso del film è la redenzione. L'ambientazione , in un certo senso, è solo un contorno....ma è di prim'ordine, e tale da qualificare il film di Olmi come la migliore pellicola storica degli ultimi anni.

JoJo  @  05/11/2005 12:34:55
   3 / 10
Semplicemente orribile: un film vuoto d'ogni tipo di narrazione, d'una fragilità immensa ed assolutamente privo di senso. L'asettica asciuttezza, la pressoché totale assenza d'un qualunque tipo di filo conduttore, fanno risultare questo film più piatto e noioso d'un documentario. Vi sono poi nella ricostruzione scenografica alcuni errori abbastanza palesi, quali ad esempio le scrostature alle pareti sugli affreschi e le decorazioni consunte dal tempo (nel 1500 già in quelle condizioni? Auguri...), attori spaesati che sembrano chiedersi cosa ci facciano (Sergio Grammatico in testa a tutti da' una prova assolutamente pessima). Ermanno Olmi forse voleva ripetere l'esperienza kubrickiana di Barry Lyndon, dove tutto è un dipinto continuo, ma la vacuità latente ammazza qualunque possibilità di fruizione. L'ultima mezz'ora, poi, è assolutamente insostenibile: la noia assale lo spettatore che vien quasi spinto a deridere lo slancio pateticamente agiografico (la scena dell'operazione alla gamba è d'una semplicistica irrealtà a dir poco delittuosa per un'opera di tal fatta) in cui si lancia il regista.
Sono pochissimi i pregi di questo film, quali la scelta del silenzio d'atmosfera (questo sì assolutamente realistico) ed il pallido tentativo (ma che giunge alfin ad essere basato su stereotipi e citazioni abbastanza posticce di Machiavelli) di render l'idea del cambiamento della concezione della guerra (sempre più influenzata dalla politica a dispetto dell'etica), ma sono decisamente schiacciati dall'enormità dei difetti. Un film d'una pesantezza unica, alla quale però non va ad accompagnarsi nessuna profondità di pensiero, nessuno stimolo alla riflessione o all'analisi, nessun invito alla comprensione degli eventi e delle loro dinamiche.
In parole povere: indicibilmente noioso.

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Ultima risposta 10/01/2006 22.53.04
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Invia una mail all'autore del commento bobo94  @  14/09/2005 20:15:18
   8 / 10
Ottimo film nel suo genere. Certo, chi ama l'azione stia alla larga.
Se mbra di viverci in quelle ambientazioni cupe, invernali, ruvide e realiste.
Il racconto in lingua originali accentua questo effetto realismo che trasuda la pellicola. Niente banalità, niente trame modificate o spettacolari, niente americanate e dialoghi superflui. E' un vero racconto. NOn so dire se è aderente alla verità, ma certo ne da una sensazione palpabile. Da la stessa sensazione tridimensionale che da un buon libro. Davvero difficile trovarne del genere.

pigio00  @  09/09/2005 15:51:35
   8 / 10
Film che incede maestoso, proprio come quel Giovanni De' Medici di cui ne racconta la storia tragica.
Ricercato e curatissimo nell'ambientazione.
Imponente la ricerca storica e sulle fonti.
Film che non vuole esaltare l'eroismo del protagonista o le sue battaglie, che non è interessato a fare del ritmo e dell'azione il cardine principale.
Al contrario: la nebbia che avvolge i luoghi aiuta ad ovattare ulteriormente l'ambiente dilatando il tempo scenico all'infinito.
Sembra che Ermanno Olmi inviti lo spettatore a ponderare per bene ogni giorno che trascorre, ogni piccolo evento che determina le conseguenze che porteranno alla morte di Giovanni e all'imporsi della novità delle armi da sparo.
Non è per tutti: si deve avere voglia di vedere questo film, o sarà più facile addormentarsi e sognare cose più piacevoli.
Ma non si può negare che nel suo genere è un capolavoro.


Gruppo COLLABORATORI martina74  @  16/06/2005 22:04:57
   10 / 10
Ermanno Olmi ha firmato un capolavoro: appassionante nel suo incedere, sontuoso nella scelta delle ambientazioni e dei costumi, magnetico tanto nei dialoghi quanto nei silenzi.
Il personaggio di Giovanni delle Bande Nere, guerriero superato dalla storia, è delineato in modo magistrale ed estremamente affascinante.
Tra tutte, splendida è la scena del ricevimento, ambientata a Palazzo Te di Mantova.


Invia una mail all'autore del commento Malvagio  @  23/02/2005 13:47:54
   1 / 10
lento, troppo lento, ad un certo punto inguardabile.
tanti buoni mezzi impiegati con ottimi risultati,ma la lentezza può trasformare un capolavoro in una defecata

5 risposte al commento
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Mpo1  @  31/12/2004 00:22:10
   7 / 10
Per commentare questo film, bisogna distinguere nettamente 2 livelli:
Dal punto di vista figurativo, il film è bellissimo. Le immagini sono estremamente curate, fatto insolito nel cinema italiano degli ultimi anni.
Dal punto di visto del contenuto, il film è discutibile. Il cattolico Olmi contrappone i "cattivoni" lanzichenecchi all' "eroe" buono difensore del papa... una visione storica un po' di parte... e poi il messaggio del film è un po' ambiguo: in teoria dovremmo essere messi di fronte all'orrore della guerra, ma Olmi mostra troppa simpatia per il suo protagonista che fa della guerra la sua ragione di vita... e questa esaltazione del combattimento e del sacrificio mi lascia perplesso...


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Ultima risposta 18/12/2005 03.41.56
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markmattew  @  29/12/2004 11:36:05
   4 / 10
LENTO...LENTO....LENTO! Per apprezzarlo bisogna essere veramente appasionati ed io purtroppo non lo sono! Cmq non posso dare 1 ad un film che ha vinto 9 davide di donatello.

dedalo1267  @  02/12/2004 12:43:15
   9 / 10
Bel film di olmi buio come il periodo che racconta,lento e con dialoghi scarni come alcuni suoi film sicuramente non adatto a chi preferisce i film d'azione.


style  @  06/05/2004 22:39:58
   10 / 10
bellissimo!
MA... è molto lento nello svolgimento della trama, per me non è un difetto; per molti potrebbe esserlo (dopotutto guardando gli altri voti ci si fa un'idea)

Raistlin  @  20/01/2004 13:18:26
   10 / 10
Magari in Italia si facessero sempre film così, invece Boldi-DeSica sbancano i box office e questo capolavoro no.

Simone  @  23/10/2003 12:46:55
   10 / 10
Un film storico davvero ben realizzato. Bellissimi la fotografia, le scenografie ed i costumi. Complimenti anche agli attori.

Invia una mail all'autore del commento pedro  @  06/09/2003 23:11:09
   7 / 10
Bellissimo film con una ricostruzione storica maniacale.
Però la storia può anche annoiare.
In sintesi bello, ma due palle!

Rama  @  06/08/2003 12:52:09
   8 / 10
grazie Olmi!!!!!!

a  @  05/08/2003 00:48:55
   1 / 10
Ermanno Olmi e` impazzito

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Ultima risposta 16/11/2003 22.36.45
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maurus  @  30/07/2003 11:07:21
   8 / 10
Certo, se uno vuole sempre vedere le favolette o le belle ma finte ricostruzioni americane, ha sbagliato film, ma se invece si vuole fare un tuffo nella ricostruzione storica, se si vuole respirare l'aria che si respirava allora...buona visione.

NGC1261  @  06/07/2003 21:45:31
   10 / 10
Un film splendido, poco da dire. La storia di un'epoca che finisce, il tramonto dell'arma bianca come morte della guerra intesa ancora come scontro tra uomini, tra personalità. Un film in cui la parola conta poco o nulla, in cui è il silenzio a parlare, la neve candida sul nero delle armature. È lento, forse avete ragione, ma è la lentezza di ciò che va ragionato, vissuto, interpretato, ha i tempi della riflessione. Splendida la scena in cui Giovanni delle Bande Nere viene colpito a morte: scontro finale col suo nemico da sempre braccato, saluto cavalleresco tra due uomini che si rispettano e tradimento finale. La storia e il senso del film sono tutti qui.

Invia una mail all'autore del commento Nemo_73  @  03/07/2003 23:39:33
   8 / 10
Ottimo film nella trasposizione storica e nello studio del linguaggio dell epoca, ottima fotografia, buoni interpreti ma purtoppo è troppo lento nello svolgimento per appassionare la maggior parte del pubblico. -cmq un film da vedere

Luigi  @  10/06/2003 17:19:46
   10 / 10
Il miglior Olmi! Davvero bello! Difficile trovare dei difetti!

gian  @  21/05/2003 20:18:16
   1 / 10
Brutto bruttissimo

Gianluigi  @  12/05/2003 22:21:18
   10 / 10
Un film italiano che non ha nulla da invidiare alle mega produzioni ameriane, solo che qui, con meno mezzi, si è fatto un VERO film storico!

Erica  @  12/05/2003 00:14:06
   1 / 10
Potevano pensarci un po' di pi¨. Invece di fare ste ******

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/05/2003 22.25.00
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werty  @  04/05/2003 22:35:51
   3 / 10
non tollero la divisione del compito di creare questo film con la germania!!! NO NO NO !!!

MarcoB  @  23/04/2003 11:20:38
   10 / 10
Posso capire che qualcuno lo trovi noioso, se abituato a film di azione più frenetici, ma definirlo scempio mi sembra triste.
Tecnicamente è curatissimo, dai costumi alla scenografia, alla ricostruzione storica di fatti, luoghi e linguaggi. Intense la maggior parte delle sequenze (qualcuno dovrebbe imparare che, per quanto belle, le scene di battaglia e i rapporti interpersonali descritti in film come Braveheart sono molto romanzati...). In pratica un documento storico, fatto di poesia e orchestrato ad arte. Bravo Olmi!

Sara  @  22/04/2003 14:53:30
   10 / 10
Mi é piaciuto tantissimo! Se la Storia fosse scritta dalle immagini di Olmi, sarebbe emozionante da studiare!

Golem  @  22/04/2003 14:50:51
   10 / 10
Mi ha colpito profondamente! Un documento storico a tutti gli effetti! Complimenti ad Olmi che finalmente propone un film italiano all'altezza di Braveheart, seppure con profonde differenze nello stile!

Mauro  @  22/04/2003 11:11:32
   10 / 10
Per me il miglior Olmi in assoluto. Attori perfetti, e per il resto: GRANDIOSO!!!

John Doe  @  22/04/2003 11:09:54
   9 / 10
Questo é un gran bel film!!! Merita assolutamente... astenersi perditempo e poveri di spirito!

Pincopallino  @  21/04/2003 15:13:35
   10 / 10
Siete nati stanchi e non vedete l'ora di morire per riposarvi!! Ben venga!!
Il film è SOLO eccezionale!!!

Gioia di vivere  @  21/04/2003 14:33:49
   1 / 10
Gioia di vivere è morta di front allo scempio ideato da olmi

PRINCES  @  21/04/2003 10:11:39
   1 / 10
***** COME FATE A NON DIRE CHE QUESTO E' UN FILM NOIOSO??? BESTIA!
SOLO **** LO SA VERAMENTE...

Federico  @  18/04/2003 15:55:23
   10 / 10
Un Olmi in stato di grazia!! Forse il suo film migliore!

Manuel  @  18/04/2003 13:48:08
   10 / 10
Un film lento nel ritmo, ma intensissimo nelle emozioni che suscita! Un documento storico eccezionale!! Non lo ritengo un film impegnato, in cui occorre sforzarsi per capirlo, ma un film estremamente serio e didascalico nella ricostruzione! Annoiarsi di fronte a questo film significa annoiarsi davanti alla Storia! Vergogna!

Alessandro  @  18/04/2003 13:44:43
   10 / 10
Uno dei film italiani migliori degli ultimi 10 anni, insieme a "La vita é bella"! Assolutamente da vedere!

piero  @  18/04/2003 11:58:52
   1 / 10
***** non ho mai visto un film così noioso in my life!!!!!!!!!

Manuel  @  17/04/2003 11:47:41
   10 / 10
Un gran film che mi sento di consigliare a tutti coloro a cui piacciono i tuffi nella storia, ma curati anche negli aspetti più introspettivi. Purtroppo credo che non sia un film per tutti: bisogna farsi sedurre dalla narrazione, entrare in quel tempo e respirare come propri i sentimenti e le psicologie dei personaggi...altrimenti può risultare pesante (se l'aspettativa é un film d'azione). Le bataglie, però, per quanto brevissime, sono davvero intense ed "eroiche", realisticissime come mai nello schermo!

Piolo  @  15/04/2003 16:40:15
   10 / 10
Un gran film!!
A tratti persino migliore di quel colosso di braveheart, più epico, ma anche un po' romanzato. Il film di olmi é più "lento", ma questo non lo rende peggiore assolutamente!

piera  @  15/04/2003 14:38:16
   1 / 10
***** nn ho mai visto 1 film cs noioso!!!!!!!!!!!

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Ultima risposta 15/04/2003 14.58.43
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Donatella  @  14/04/2003 17:15:50
   9 / 10
Superbo! Davvero fuori da ogni previsione!
Unica, piccolissima pecca, la recitazione un po' piatta dell'amante (una figura comunqueefficace nella storia e importante per alcune considerazioni di costume e per meglio descrivere la figura del protagonista, che aveva tutto ed é morto giovanissimo!

Alessio  @  14/04/2003 17:12:33
   10 / 10
Non ha nulla da invidiare alle grandi produzioni americane, né per fotografia né per scene di massa e scenografie. Anche la tensione narrativa é perfetta. Dove eccelle però é nel modo in cui entra nella Storia (o ne esce...). Si dimentica che si guarda un film e non una ripresa di cinquecento anni fa!

Simone  @  14/04/2003 12:51:36
   10 / 10
Capisco che la democrazia permette a tutti di esprimere giudizi, ma almeno certuni dovrebbero astenersi dall'aprire bocca e dire idiozie! Come si può criticare un film così ben fatto? Un gioiello del nostro cinema, non solo per l'indubbio valore della ricostruzione storica e la densità di significati che emergono nella seconda parte, ma anche per le qualità tecniche (una fotografia ed una regia da grande produzione internazionale!!), solitamente meno in evidenza nel cinema italiano.

Cesare  @  14/04/2003 12:46:56
   10 / 10
Così in pochi hanno commentato questo capolavoro? Che tristezza...

Lucas  @  14/04/2003 10:20:41
   10 / 10
Non si può lasciare che un becero abbassi il voto a questo capolavoro solo per alzare la classifica di harry potter. Lo trovo un'offesa all'intelligenza ed al buon gusto!

edo88  @  12/04/2003 14:14:42
   1 / 10
schifoso e noioso

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Ultima risposta 02/03/2010 12.02.58
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Marco  @  01/04/2003 12:51:52
   10 / 10
Impeggabile come ricostruzione storica, dalla fedeltà agli eventi a quella della lingua, costumi, ambienti...persino la musica richiama quella rinascimentale. Notevoli le interpretazioni, mentre la regia tocca picchi elevatissimi. Il film è un pezzo di storia, che diventa poesia nella seconda parte! Davvero meritati tutti i premi vinti, anzi, sono pure pochi (Alexy sparati!!)

Carlo  @  01/04/2003 08:53:53
   10 / 10
Impensabile non vederlo!
Impossibile non apprezzarlo!

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