l'arbitro regia di Paolo Zucca Italia 2013
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l'arbitro (2013)

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locandina del film L'ARBITRO

Titolo Originale: L'ARBITRO

RegiaPaolo Zucca

InterpretiStefano Accorsi, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Francesco Pannofino, Alessio Di Clemente, Marco Messeri, Benito Urgu, Grégoire Oestermann, Franco Fais, Quirico Manunza, Marco Cadau, Andrés Gioeni, Gustavo De Filpo

Durata: h 1.30
NazionalitàItalia 2013
Generecommedia
Al cinema nel Settembre 2013

•  Altri film di Paolo Zucca

Trama del film L'arbitro

L'ascesa e la rovina di un corrotto arbitro di calcio si intreccia con le vicende di due squadre di calcio sarde di terza categoria e infimo livello: l'Atletico Pabarile, la più debole dell'intera divisione, e il Montecrastu, alla cui guida vi è Brai, un fazendero abituato a vessare i contadini del Pabarile in quanto padrone delle campagne. Quando il giovane emigrato Matzutzi torna in paese, le sorti delle due squadre si capovolgono: con le sue prodezze calcistiche, Matzutzi permette al Pabarile di vincere una partita dopo l'altra.

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Voto Visitatori:   6,30 / 10 (22 voti)6,30Grafico
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Voti e commenti su L'arbitro, 22 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

davmus  @  14/08/2019 18:09:08
   5 / 10
Surreale ma un pò troppo. Ho preferito l'ultimo di Zucca

Goldust  @  05/05/2015 17:26:34
   7 / 10
Con il suo bianco e nero d'altri tempi e la geniale rappresentazione dell'arbitraggio a mò di balletto "da rivista" , a livello figurativo questo film di Zucca è bellissimo; di fronte a ciò il racconto della vita di provincia nell'arido entroterra sardo ( l'italiano non si parla, i riferimenti religiosi non si contano ), la sete di arrivismo dell'arbitro Accorsi e la storia d'amore dai tratti adolescenziali tra il bomber Matzutzi e la figlia dell'allenatore sembrano passare in secondo piano, eppure giocano un ruolo fondamentale per dare un pò di colore ad un'opera sì squilibrata nel racconto ma anche molto genuina nei suoi intenti. Nell'asfittico panorama del film di genere italico si potrebbe quasi urlare al capolavoro se non fosse per un finale buttato un pò via all'insegna dell'eccesso ed un parallelismo poco indovinato tra il potere arbitrale a livello internazionale e quello imprenditoriale del signorotto locale che vessa e deride i propri sottoposti.
Tra le tante trovate comiche disseminate nella pellicola, più legate al disegno grottesco dei personaggi che ad effettive gag ragionate, è letteralmente impagabile la danza dispensatrice di ammonizioni dell'arbitro "casalingo" Francesco Pannofino.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  13/02/2015 19:40:20
   6½ / 10
Film grottesco e originalissimo sulla tematica della corruzione nel mondo del calcio con un buon Accorsi che consiglio di vedere nonostante metto solamente un 6,5 visto che la realizzazione in alcune parti poteva essere migliore. Pur non facendo ridere in sè, alcune trovate del regista sono geniali

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.

topsecret  @  04/02/2015 15:02:00
   6½ / 10
Non capivo il nesso tra l'arbitro affermato, abituato alle competizioni di un certo prestigio, e la realtà di una sparuta squadretta della provincia sarda di un campionato ultra dilettantistico. Poi la parte finale mi ha chiarito le cose anche se non mi ha convinto, risultando decisamente forzata. Prima però c'è stata una storia davvero divertente, caratterizzata da personaggi quasi surreali e foriera di grasse risate, grazie soprattutto alla capacità inventiva del regista ed alla simpatia degli interpreti. E la visione è volata via liscia, offrendo un valido intrattenimento.

Nic90  @  16/12/2014 13:31:09
   6½ / 10
Questo film poteva rendere molto di più,mi aspettavo di meglio,togliendo alcune scene divertenti (vedi vecchia con l'ombrello) e (la scena di Pannofino arbitro) il film non decolla a dovere.
Peccato.

dkdk  @  17/10/2014 18:44:49
   6½ / 10
Film fuori dagli schemi che riesce a raccontare grottescamente il sistema marcio dello sport italiano.
La fotografia davvero soddisfacente. Attori nella media con il bravissimo Accorsi come star.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  07/10/2014 16:24:57
   5½ / 10
Surreale viaggio nel Mondo del calcio dilettantistico Sardo. Il racconto di due storie parallele che inevitabilmente vanno ad incocciare nel finale.
Simpatiche alcune situazioni grottesche degne dei lavori di Cipri e Maresco. Imperdibile la partita con l'arbitro Moreno.
Meno interessanti le vicende legate a Stefano Accorsi...il suo personaggio si "infrange" nella parte finale con risultati piuttosto deludenti.
Un film particolare ma riuscito solo in parte.

Charlie Firpo  @  01/10/2014 14:36:28
   3 / 10
Che voto dare a un film che già dopo 15 minuti ti fa venir voglia di spegnere la Tv e andare a fare una passeggiata ? 4 , anzi 3 Tiè.

E aggiungo un grandissimo Vaffankulo a tutto il mondo del calcio... che ha rotto davvero le palle.

JOKER1926  @  20/09/2014 16:01:25
   4 / 10
Paola Zucca con "L'arbitro" va subito ad attirare e a provocare chi segue il calcio; c'è poco da fare, in fondo basta il titolo e la casacca nera dell'arbitro (Stefano Accorsi) a richiamare l'anima di chi segue da vicino questo amatissimo sport, il più bello del mondo per distacco.
I problemi comunque, ahimè, traspaiono velocemente, irrimediabilmente.
"L'arbitro" non sfrutta a dovere il prezioso tema calcistico, la storia in una vaga linea teorica avrebbe qualcosa da offrire, lo sviluppo, però, è altamente indecente. Questo di Zucca forse voleva essere un film ironico ma tutta questa ironia è quanto mai risicata e poco tagliente. Oltre a vedere "L'arbitro" come tentativo (fallito) di ironia e critica all'esasperazione e al fanatismo dei tifosi, rimane ben poco, forse nulla.
Non convince nulla, nemmeno la fotografia, perché non farla a colori? Il bianco e nero nel frangente cosa dovrebbe rievocare? Mistero.

Per gli appassionati del calcio questa è una pellicola da ripudiare, senza senso, senza morale. Veramente il film di Zucca perde 4 a 0…

TonyStark  @  18/08/2014 01:04:46
   6½ / 10
piacevole farsa grottesca che secondo me merita una visione

Trixter  @  05/05/2014 22:33:25
   7½ / 10
Pellicola assai singolare, a tratti surreale ma permeata di un sentore grottesco che la rende intrigante. Il calcio, si sa, è metafora della vita: la frase iniziale di Camus è la sintesi del significato che il bravo Zucca sceneggiatore/regista vuole dare alla sua opera. Storia di faide calcistiche e non un pò convenzionale ma ben rappresentata, il calcio come corruzione dei costumi è una notizia sempre attuale.
Mi sono piaciuti molto gli attori, sia Accorsi (forse un pò appannato ma riesce comunque a dare una certa intensità al proprio personaggio) che tutti gli altri, compreso un esuberante Pannofino.
Ciò che, invece, non mi ha convinto è l'uso del b/n: a mio parere non riesce a conferire un valore aggiunto alla pellicola, anzi sottrae gli splendidi colori dell'entroterra sardo che, forse, meritavano maggior rispetto.
Ad ogni modo, L'Arbitro è un film difficilmente catalogabile ma intrigante e, per certi versi, divertente.
Evviva Matzutzi!

TheLory  @  06/03/2014 19:47:11
   6 / 10
Accorsi bellissimissimissimissimooooooooo!! il film un pò menoooooo
Noiosooooooo ma a sprazzi simpaticooooooo!!!

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/10/2014 15.13.41
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  27/02/2014 00:34:27
   7 / 10
A suo modo è affascinante la figura dell'arbitro, permeata dalla solitudine e dalla consapevolezza che un suo insindacabile giudizio immediato e a volte fallace possa determinare il destino di un evento e delle persone ad esso collegate. Il film di Zucca è molto particolare, l'uso del bianco e nero per evidenziare una figura singola senza compromessi sulla carta, però rovinata dal compromesso per raggiungere il suo sogno personale. Un bianco e nero che ricorda il Ciprì e Maresco ma senza la loro durezza nello sguardo. Tanti generi cinematografici affrontati in questa pellicola, tali da farne un oggetto di difficile catalogazione. Non sempre si raggiunge l'equilibrio fra ogni sua parte, ma è una pellicola inusuale, grottesca e amara al tempo stesso.

dagon  @  23/02/2014 23:09:34
   6½ / 10
Deve molto a Ciprì e Maresco quest'opera di Zucca, non solo per il Bianco e Nero, ma anche per un approccio grottesco e surreale. Il calcio come metafora di vita e sociale non è una novità ed il film forse non è all'altezza delle sue ambizioni. Però, almeno, cerca di uscire dai soliti binari del cinema nostrano, e questo è un pregio non da poco.

Beefheart  @  11/02/2014 14:58:22
   7½ / 10
Mi è decisamente piaciuto!
La dimostrazione di come il virtuosismo non debba necessariamente essere gratuito (vero Paolino Sorrentino?).
Questo film è azzeccatissimo in tutto, tranne forse per il sardo strettissimo che, se pur per brevi tratti, si rende incomprensibile ai non madre lingua. Ma trattasi di "difetto" trascurabile.
Bravi tutti, per primo il regista, nonchè autore, nonchè sceneggiatore.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  10/02/2014 13:39:08
   6½ / 10
Il calcio professionistico e quello dei piccoli campi di periferia si interseca in un affresco popolar-sportivo che non dispiacerebbe a Ciprì e Maresco. Paolo Zucca debutta nel lungometraggio con una pellicola che volge lo sguardo verso la genuinità della Sardegna più rurale alternata con la freddezza dei luoghi in cui un arbitro internazionale tenta la scalata alla fama.
Lo splendido bianco e nero appaga la vista, mentre la preparazione e l'ambizione della giacchetta nera (Stefano Accorsi, con solita recitazione in affanno) e la rivalità di due squadre amatoriali, probabilmente risalente ad antiche faide, tengono banco. Campi polverosi contro stadi da sogno (nello specifico il S. Nicola di Bari), spogliatoi dalla abnorme metratura in opposizione a tribune costruite alla meno peggio e occupate da manciate di sparuti e pittoreschi gruppi di tifosi.
Con toni da commedia amarognola Zucca sembra guardare ad un calcio ormai corrotto ad ogni livello, da quello professionale fino a raggiungere quello più lontano da interessi economici e legato a semplici questioni di orgoglio territoriale. Paradossale e divertente in alcuni frangenti tra allenatori non vedenti e un arbitro fin dal nome evocante il corrotto ed indimenticabile (almeno per noi italiani) Byron Moreno, "L'arbitro" piace a tratti, non riuscendo a far arrivare chiaro il messaggio di cui vorrebbe farsi carico. Sembra più un collage scomposto di tanti episodi legati tra loro, in cui il regista sperimenta convincendo soprattutto dal punto di vista stilistico. Un po' meno avvincente la storia, qua e là incagliata nella maglie di siparietti abbastanza inutili come nel caso della love-story tra il fuoriclasse della squadra locale e la brava Geppi Cucciari.
Un po' scontata ma simpatica l'introduzione agli incontri modellata su immaginari western.
Prodotto alieno all'attuale cinematografia italiana, è quasi un miracolo che abbia trovato una distribuzione decente e anche solo per questo motivo merita uno sguardo.

jason13  @  05/02/2014 00:16:41
   7 / 10
ho apprezzato veramente tanto questo piccolo gioiellino attori tutti in forma..

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lapensocosì  @  26/01/2014 02:09:56
   7½ / 10
Commedia grottesca, ma neanche più di tanto...il calcio italiano minore degli anni pre sky, pre divieti e pre ultras moderno era vissuto dalla gente in maniera genuina proprio come nella storia delle due squadre sarde, mentre la storia dell'arbitro Accorsi non credo si scosti molto dalla realtà dei fatti...Tutto narrato in maniera impeccabile...a me è piaciuto veramente tanto.
La Cucciari mi è sempre stata simpatica e l'ho sempre trovata una bella donna, qui si conferma sotto entrambi gli aspetti.
Promosso.

piripippi  @  23/01/2014 23:38:55
   7 / 10
valore aritistico enorme, bravura degli attori straordinaria.ambientazione e fotografia unica ma il film è grottesco e per gusti difficili. io gli ho dato 7 me se un altro gli da 2 non lo biasimo

Manu5296  @  09/11/2013 12:30:38
   7 / 10
Bel film, che solo un sardo può apprezzare a pieno..

The Legend  @  19/09/2013 23:25:25
   6½ / 10
Film particolarissimo sul mondo del calcio, che rilegge le dinamiche del campo con dei precisi richiami alla simbologia e alle atmosfere dei film western del primo Novecento.

Per ottenere questo effetto l'Arbitro si avvale di tutti gli ingredienti di genere: l'uso marcato del bianco e nero, il rimando ad immagini del filone western (i protagonisti vengono ripresi spesso a cavallo col fucile a tracolla), la scelta di una Sardegna arcaica e selvaggia come sfondo ideale per i duelli tra i calciatori/cavalieri volti a far trionfare il proprio codice d'onore perduto. Il tutto condito da accompagnamenti musicali perfetti, che ben seguono il ritmo delle scene e dell'azione.

Attori in 'palla' - è proprio il caso di dirlo: Urgu e Messeri le solite durature garanzie, a Pannofino bastano pochi minuti per innervare la storia con la sua massiccia dose di simpatia naturale, menzione ad hoc per Stefano Accorsi di cui si esalta l'apprezzabile crescita fisica grazie a dei divertenti ralenty (a me la scena del ballo, invece, è piaciuta).

Forse solo il finale manca un pò di 'tensione evolutiva', per citare il grande Lorenzo, ma nel complesso L'arbitro si rivela un film che esce dai normali schemi narrativi ed è per questo certamente da vedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  11/09/2013 16:47:24
   5½ / 10
Girato in un b/n che sembra catturare frammenti delle opere di Cipri e Maresco, e non a caso volutamente grottesco (anche se si resta purtroppo nella superficie di una farsa) questo film "calcistico" che ha aperto fuori concorso la Mostra del cinema di Venezia e' quantomeno curioso come esperimento. La cosa migliore e' la rivalita' acerrima tra un allevatore e un cacciatore, che sconfina nel dramma e piu' o meno volutamente si cita Beckett. Una commedia che se a volte azzecca qualche momento (nelle scene delle partite, in Marco Messeri) decisamente riuscito, puo' anche scendere molto molto in basso, come la "danza" da cinepanettone gay di Accorsi, davvero inguardabile. Tutto sommato non male, ma inferiore alle pretese stilistiche e satiriche che aveva

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Ultima risposta 14/09/2013 13.00.09
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