la scampagnata regia di Jean Renoir Francia 1936
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la scampagnata (1936)

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locandina del film LA SCAMPAGNATA

Titolo Originale: UNE PARTIE DE CAMPAGNE

RegiaJean Renoir

InterpretiSylvia Bataille, Jane Marken, André Gabriello, Georges Darnoux, Jacques Brunius, Jean Renoir

Durata: h 0.39
NazionalitàFrancia 1936
Generecommedia
Al cinema nel Settembre 1936

•  Altri film di Jean Renoir

Trama del film La scampagnata

Estate 1860: Juliette, moglie del commerciante Dufour, e sua figlia Henriette vengono corteggiate da due giovanotti - Henri e Rodolphe - nel corso di una scampagnata...

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Voto Visitatori:   8,77 / 10 (15 voti)8,77Grafico
Voto Recensore:   9,50 / 10  9,50
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Voti e commenti su La scampagnata, 15 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

adrmb  @  26/01/2020 02:05:29
   10 / 10
Mediometraggio del quale mi sono innamorato. Venne girato nell'estate del 1936 "sorprendentemente piovosa" e le riprese non poterono essere concluse a causa del maltempo; ciò tuttavia costituisce almeno per me a incrementarne il fascino, data l'impostazione del mediometraggio di bozzetto "impressionistico" con evidenti richiami stilistici alla pittura del padre Pierre-August. L'intero corto sembra una fotografia impressa in un istante estivo di sole, prima dell'avvento della pioggia.

E niente, poi che vuoi dire... Jean adotta un tocco straordinariamente sensibile nella rappresentazione della natura come co-protagonista a tutti gli affetti e luogo che con grazia e romanticismo cela le bassezze dell'animo umano (che siano le ipocrisie dei turisti cittadini nel pranzare sull'erba per stare più a contatto con la natura ma mangiare pesci inquinati dal petrolio, o i più gretti istinti sessuali). Il modo in cui vengono impresse le immagini paesaggistiche vedute sul fiume con le musiche di Joseph Kosma (colonna sonora capolavoro, tra l'altro) è semplicemente da lacrime. Però l'inquadratura che più ho adorato (e mi spingo a dire, una delle più belle della storia del cinema) è quella girata con profondità di campo quando i canottieri pranzano in primo piano e aprono le finestre che danno sulla figlia e la madre sullo sfondo che si dondolano sull'altalena, inebriate dalla campagna: entra la luce e irrompe letteralmente la musica. Un momento veramente stupendo.

Il finale pure è anche abbastanza amaro e malinconico e ci sta benissimo, con qualche concessione di Renoir ai primi piani della Bataille più "seri" e tristi: è possibile "congelare" quel frammento estivo, effimero e bellissimo, solo nei ricordi mentre la vita nel suo grigiore torna inevitabilmente a fare il suo corso.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  10/04/2016 11:46:04
   8 / 10
Sara' pure un'opera incompiuta ma io l'ho trovata molto piu' formata di tantissimi drammoni sentimentali. Un emozionante viaggio nell'amore della durata di 38 minuti.
Immersi in una campagna "afrodisiaca" dove nascono passioni, perfino ai preti!
Il tutto accompagnato da un bellissimo bianco e nero che incornica dei paesaggi straordinari che sembrano davvero disegnati dal Padre.
Anche la musica e il suono degli elementi naturali ha un suo perche', ogni tassello è al suo posto.
Splendido!

Goldust  @  09/01/2016 10:52:15
   8 / 10
La grandezza e la forza della natura contrapposta alla debolezza e alla bassezza morale dell'uomo. Mediometraggio di rara forza visiva, incompiuto sì eppure chiaro nel suo messaggio e lineare nel suo sviluppo comico-drammatico. Una piccola perla impressionista piena di emozioni, da recuperare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  07/10/2013 19:57:47
   8 / 10
Mediometraggio semplice, conciso, quasi un abbozzo di dipinto.
Malinconico il finale, questa è roba che anche tra 200 anni susciterà le stesse emozioni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  10/01/2011 22:53:35
   9 / 10
L'ho seguito in lingua francese, e questo ha penalizzato la mia comprensione, però è così tanta la forza espressiva delle immagini che forse i dialoghi non sono nemmeno così importanti.
Parla la campagna, parlano il fiume e la pioggia che scende, parlano le risate che il vento si porta via e parla, più di tutto, quello scambio di sguardi muti che racchiudono l'eternità di un momento fugace, cuore di gemma mai sbocciata.
E poi io ho letto la recensione di Ciumi, e tanto mi basta per sapere.

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/01/2011 18.53.24
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Gruppo STAFF, Moderatore Lot  @  03/02/2010 22:07:20
   8½ / 10
Renoir prende la tavolozza del padre, apre le finestre e con pochi rapidi tocchi ci regala un piccolo frammento romantico, aggraziato e sognante.

pinhead88  @  13/01/2010 18:32:00
   7 / 10
Mediometraggio gradevole e armonico.

dobel  @  12/12/2009 10:25:22
   10 / 10
L'arte del frammento è l'arte romantica per eccellenza. In questo 'frammento' ritroviamo tutta l'essenza del romanticismo: l'amore e il rimpianto di esso. Grande rappresentazione della natura, come sempe in Renoir; una natura che accoglie e raccoglie i sentimenti e le azioni degli uomini; una natura che osserva e partecipa da lontano. Un piccolo capolavoro compendio dell'amore di Renoir per l'uomo.

8 risposte al commento
Ultima risposta 09/01/2010 20.35.38
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bulldog  @  16/07/2009 16:33:28
   8 / 10
Mediometraggio piacevole e leggero

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  15/07/2009 20:03:16
   9½ / 10
Delicato e incantevole, è il film di Renoir che più somiglia ai dipinti del padre.
Se si presta ascolto, s'odono i silenzi della campagna, la quiete del fiume che scorre e il sussurrare delle fronde.
Tenerissimo, come il volteggiare spensierato sull'altalena, è l'amor leggero che dura un pomeriggio solo; e il ricordo, nostalgico, che vi ritorna per qualche istante appena.

Vedi recensione

FurFante9  @  17/04/2009 18:49:26
   6½ / 10
9,5 x l'epoca; 6,5 se lo si guarda oggi! Studiato all'uni

eizenstein  @  08/01/2009 09:58:08
   10 / 10
Una scampagnata in campagna che dura 40 minuti e girata in famiglia non sembrerebbe avere troppe pretese... No e poi no, questo film è un capolavoro assoluto, una gemma. Renoir riesce ad entrare nella vita e a rappresentarla nei suoi aspetti più intimi. La ragazza di città che si invaghisce della campagna e del corteggiatore, la mamma che vuole divertirsi, il contrasto tra la vita bucolica e la realtà.
Paragono questo film ai quadri di suo padre, in quanto l'impressione che si ricava è il senso della vita en plain air e lo scorrere del tempo. Il fiume in piena durante la pioggia è l'immagine più forte.
Insomma Renoir è stato uno dei pochi registi a sfruttare appieno le potenzialità del mezzo e a coniugare ambientazioni ed interiorità in maniera perfetta. E lo ha fatto con prospettive e tecniche diverse da film a film, senza ripetizioni.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  23/09/2008 13:27:09
   10 / 10
Perchè poi uno pensa che si parte prevenuti, eccerto, "Una gita in campagna" si sà, un capolavoro di uno dei più importanti cineasti del secolo scorso...ma ***** questi film sono belli per davvero. Vederne uno di Renoir è proprio come spalancare una finestra di una stanza umida in una giornata di sole, e la sensazione di questa specifica scena ti accompagna fino alla fine. Renoir filma poesie, dalla semplicità della storia nel raccontarla però -come disse lui stesso- in un modo diverso, alla fotografia che punta prevalentemente sul bianco regalandoci anche solo il pelo dell' acqua come difficile è poterlo vedere in altre pellicole. Con quest' opera un altro ritratto impietoso della borghesia francese, con il capostipite della famiglia goffo, sovrappeso, vagamente unto e con il colletto della camicia che non riesce a chiudersi; la moglie svampita ed il futuro marito della figlia non troppo intelligente. La figura di Hanriette -la figlia- ha il compito invece di prendere le parti del messaggio principale dell' autore, con quel rammarico di non aver potuto amare un ragazzo a causa probabilmente di quei vincoli legati alle classi sociali che Renoir è solito criticare. Una storia d' amore genuina, di un solo pomeriggio, ma che lascia il segno per tutta la vita.
Luchino Visconti è stato aiuto-regista in questa produzione, e l' incontro con Renoir lo si potrà notare anche successivamente, in un film come "La terra trema", dove appare marcatamente una tendenza al linguaggio cinematografico del regista francese. Il film si dice che è incompiuto, la storia ha comunque un inizio ed una fine. Mancano solo delle sequenze di interni a causa di una interruzione per maltempo, per aver dovuto poi subito girare "La grande illusione" e non aver poi potuto riprenderlo con l' inizio della guerra. Doveva essere un episodio di un film a episodi, ma questo, lo si può considerare, e vedere, come un mediometraggio completo.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  02/09/2007 22:47:13
   9 / 10
Delizioso quanto triste e malinconico ritratto della piccola borghesia dove la banale quotidianità di una fanciulla borghese, durante una gita domenicale, viene sconvolta dal corteggiamento di un giovane ragazzo di campagna .
Una fotografia splendida con atmosfere vagamente impressioniste toccano nel profondo l'animo umano nell'impossibilità di manifestare i propri sentimenti quando la morale e l'etica, nonchè una buona dose di pregiudizio, impongono le loro regole.
39 minuti di poesia per essere trasportati all'interno di un mondo che non c'è più, quello dei sentimenti, semplici, magari ingenui, ma reali, veri.

9 risposte al commento
Ultima risposta 29/09/2008 22.09.30
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Epicuro  @  07/06/2006 13:42:46
   10 / 10
Anche se incompleto, Partie de Campagne rimane uno dei migliri film di Renoir.
Si vede chiaramente l'influenza di suo padre Auguste e dell'impressionismo in questi idilliaci e stupendi paesaggi sul bordo della Senna. Inizia su toni da commedia ma alla fine pervade un sentimento di malessere, di insoddisfazione.

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