le streghe regia di Mauro Bolognini, Franco Rossi, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Vittorio De Sica Francia, Italia 1967
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le streghe (1967)

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locandina del film LE STREGHE

Titolo Originale: LE STREGHE

RegiaMauro Bolognini, Franco Rossi, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Vittorio De Sica

InterpretiSilvana Mangano, Clint Eastwood, Valentino Macchi, Armando Bottin, Gianni Gori

Durata: h 1.45
NazionalitàFrancia, Italia 1967
Generecommedia
Al cinema nel Gennaio 1967

•  Altri film di Mauro Bolognini
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•  Altri film di Luchino Visconti
•  Altri film di Pier Paolo Pasolini
•  Altri film di Vittorio De Sica

Trama del film Le streghe

Una sera come le altre - Una donna, non sopportando la consuetudinarietà anche amorosa nella quale si è adattato il marito, si accontenta di sognare di tradirlo.

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Voto Visitatori:   7,22 / 10 (16 voti)7,22Grafico
Miglior attrice protagonista (Silvano Mangano)
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Miglior attrice protagonista (Silvano Mangano)
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Voti e commenti su Le streghe, 16 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  05/01/2017 20:25:31
   6½ / 10
C'è sempre stata una differenza qualitativa dei singoli segmenti nei tanti film ad episodi degli anni sessanta. Anche se ha il sapore di riempitivo la brevità di Bolognini è molto efficace per gli effetti devastanti che provoca, Visconti analizza in maniera arguta il duplice aspetto di una diva, incapace di conciliare la sfera pubblica con il privato e nel constatare il solco profondo da se stessa e gli altri che osservano come un bell'oggetto con più di una punta d'invidia. La fiaba di Pasolini presenta il duo già sperimentato in Uccellacci ed uccellini. Totò regala una bella intepretazione, comica non senza un ombra di tragico. De sica gioca un po' a fare Fellini nel descrivere i desideri frustati di una donna piccolo borghese ed un marito molto meno vigoroso di un tempo. Una coppia che si tiene in piedi per i figli quando il desiderio tende a trasportarti in altri lidi. Puro riempitivo quello di Rossi con un monologo di Sordi. Presenza comune una stupenda Mangano.

1 risposta al commento
Ultima risposta 06/09/2017 22.49.31
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Filman  @  10/05/2016 00:07:49
   6½ / 10
Poca coesione nella struttura, nella forma e nel senso, insanabile con un semplice concatenamento o finto tema portante, rende il film collettivo LE STREGHE un inutile film collettivo, che varia dall'eccellenza tecnica di Luchino Visconti, che affronta la borghesia in modo intenso ma non troppo, passando per il surrealismo poco studiato e molto borioso di Pasolini e concludendo con l'eccezionale corto di Vittorio De Sica, perfetto nella sua natura e nelle sue intenzioni, apprezzabile tanto per la forma narrativa attiva e sintetica, quanto per la sostanza della traccia, che non pone mezzi termini nel discutere dell'esistenza di coppia in modo riassuntivo ed esaustivo allo stesso tempo. Ai due corti più brevi spettano il frivolo compito di divertire nell'immediato come degli intermezzi comici, passando totalmente inosservati.

topsecret  @  07/09/2014 14:37:47
   5½ / 10
Silvana Mangano sugli scudi, protagonista onnipresente in tutti e cinque gli episodi racchiusi in questo film, diretta da altrettanti regista e coadiuvata da qualche nome illustre. Annie Girardot, Alberto Sordi, Totò e Clint Eastwood si alternano al fianco della celebre attrice in questa ennesima commedia ad episodi che lascia spazio al lirismo, al grottesco, al cinismo e alla prolissità ai danni di una comicità più genuina e più evidente. Gli episodi che lasciano un segno sono 2: quello con Sordi che mostra un "senso cinico" palese e quello diretto da Pasolini, con Totò e Davoli, che racconta una fiaba agrodolce con tanto di morale annessa.
Non è uno di quei film indimenticabili, nonostante il cast e i registi di spessore che lo caratterizzano (lo stesso Eastwood lo ricorda come un film che ebbe pochissimo seguito), mancando di appeal e momenti davvero interessanti da meritare una sottolineatura particolare.
Forse difetta troppo nel ritmo che non pare dei più fluidi.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  11/04/2013 17:17:06
   7½ / 10
Silvana Mangano minimo comune denominatore di quest'opera ad episodi prodotta dal marito Dino De Laurentiis.
Il 1° di Visconti è uno dei migliori, rimembra in chiave molto più cinica e cupa quello introspettivo di Alida Valli sul rapporto star-ammiratori in "Siamo Donne" girato da Franciolini, più leggero quello di Bolognini con un Sordi che si prende la scena, giusto a metà arriva il migliore di diritto la favola pasoliniana con Totò, la Mangano e Davoli, decodifica l'artista napoletano filtrando il classico personaggio del tracotante borghese italiano per restituirci un Totò innocente, disagiato alla ricerca di una consorte.Scevro di realismo ci appare un Totò in forma di clown, e una gamma di personaggi kitsh, outsiders.Quello di Rossi, ha la funzione di alleggerimento -da apripista all'ultimo di De Sica- essenziale, mette in evidenza i clichè del Sud. Appunto l'ultimo di De Sica pone il pistolero Clint in un'ottica diversa e ci ironizza sopra con dei rimandi surreali quasi felliniani sulla falsariga di Boccaccio 70,

M0rg4n  @  04/01/2012 08:14:28
   8 / 10
Sono rimasto veramente incantato dal "corto" di Pasolini (9), bravi anche gli altri: De Sica (7,5), Visconti (7), Rossi (7), Bolognini (7,5).

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  29/11/2010 14:09:16
   7½ / 10
Ottimo l'episodio con Totò e la Mangano,buoni gli altri

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  22/10/2010 18:18:52
   6½ / 10
Questo film diretto da 4 registi d'autore come Pasolini o De Sica non mi ha convinto molto.
Un paio di eppisodi sono salvabili come quello di Pasolini oppure quello di Bolognini, ma rimane comunque un film poco significativo a mio parere incentrato su temi, molto spesso, poco interessanti.
Un film molto simile a questo Capriccio all'italiana. Ecco, io consiglierei la visione di quella pellicola piuttosto che Le Streghe.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  08/09/2010 16:07:24
   7½ / 10
Film collettivo fatto appositamente per la Mangano,qui unico filo conduttore di 5 vicende completamente slegate tra loro. In ogni segmento è lei la protagonista femminile anche se a volte messa in secondo piano come in quello di Pasolini,per quanto sia anche lì la vera protagonista femminile dell'episodio. Lei comunque è bravissima e recita magnificamente non facendo assomigliare nessuna di queste 5 donne uguale all'altra ma regalandoci un campionario di caratteri ora grotteschi,ora tragici sempre in linea col tono della storia in cui recita. Da segnalare anche per qualche perla qui e là,nell ordine:

La strega bruciata viva (Visconti)- voto 7
Tra ipocrisie e malignità,la vita tutt'altro che straordinaria di una diva nell'intimità tra delusioni e invidia. Molto buono ed efficace per quanto leggermente soporifero.

Senso civico (Bolognini)- voto 6
Velocissimo,forse troppo. Bravo Sordi ma questa vicenda non si fa ricordare per originalità.

La terra vista dalla luna (Pasolini)- voto 8
La cosa più riuscita di questa produzione. Pasolini è particolarmente ispirato e colorato,al vecchio (un Totò e un Davoli nuovamente padre e figlio come in Uccellacci e uccelini) aggiunge uno stile nuovo (colorato e comico quasi come un fumetto,irrealistico). Come in Uccellacci e uccellini la storia è una fiaba crudele in cui tutto,vite e morte, è sovvertito, e la morale sociale su cui Pasolini ci vuole far riflettere è tutt'altro che banale. Totò qui è strepitoso,forse la sua prova recitativa più autentica perché è al contempo comica e tragica come un clown perfetto.

La siciliana (Rossi)- voto 6,5
Per essendo un frammento velocissimo come quello diretto da Bolognini,è tuttavia più riuscito di quest'ultimo. Gli stereotipi del sud tra tragedia ed onore vista con occhi ironici e quasi spietati.

Una serata come la altre (De Sica)- voto 7,5
De Sica ci propone una moglie stanca e annoiata e una crisi "normale" di un rapporto di coppia oramai sempre uguale a sè stesso. Molto onirico e felliniano,naturalmente,con un Eastwood non pistolero soprendentemente più che credibile senza poncho e cappello.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  21/06/2010 16:38:27
   7 / 10
Luchino Visconti – "La strega bruciata viva".
Gloria, un'attrice all'apice della carriera, si presenta a sorpresa presso una festa per il decennale di matrimonio di una sua amica in crisi coniugale. Le sue movenze sono decisamente vanitose e "international", impegnata com'è a dirigere il traffico dei suoi contatti lavorativi tra New York, Parigi e Lisbona.
Visconti sonda la sostanza dei vip e dell'essere attore: quanto c'è di industriale nella figura dei divi cinematografici e quanto di spirituale?
Agognate e inarrivabili icone, le star sono in grado giungere ovunque: ingioiellate, adornate da cappelli vistosi e improbabili, cercano di far forza sul loro charme e sui soldi che tutto permettono. Presenza faraonica, splendente nel suo abito dorato, Gloria/Silvana Mangano viene percepita come una presenza giunonica dalle ciglia finte. Debole nella sua entità artistica, volubile e fragile, si "merita" il rogo con un forzato ritorno in elicottero verso il mondo che tanto la brama e nient'altro le concede. Neppure la maternità.

Mauro Bolognini – "Senso civico".
Divertente la mimica di un Alberto Sordi che recita un monologo, mentre viene scarrozzato per Roma, dopo aver subito un brutto incidente automobilistico. Del tutto preciso nella sua stringatezza, mostra il cinismo e la concretezza di una femmina sull'orlo dell'emancipazione.

Pier Paolo Pasolini – "La terra vista dalla luna".
L'episodio migliore, stipato da una fantasia di contenuti e avvolto da un clima magico del tutto estraneo ai principi del realismo. L'immaginario artistico è incessante, la classe è notevole. Tramite accelerazioni delle immagini, campi lunghi e grandangoli a deformare i volti, Pasolini descrive la ricerca della donna ideale da parte di un padre (Totò) e di suo figlio (Davoli), dopo la morte della moglie/mamma. Cercare il colore dopo il nero del lutto in un tentativo dai modi beffardi, e considerando un punto di vista alternativo o contrario (Luna) rispetto al solito (Terra), è quantomeno curioso.
Le parti si avvicendano: le donne si travestono da uomini e viceversa, i vivi sono morti e i morti sono vivi.
L'episodio pasoliniano è dinamico e chapliniano nelle movenze. Concede qualcosa alla comicità tout-court, ribaltando la prospettiva lugubre del "Settimo sigillo" bergmaniano, e impiegando un buffone di corte senza il gioco degli scacchi, nè cavalieri combattenti od ombre. La peste della catapecchia, trasformata in casa-giocattolo dalla Fata Turchina "Assurdina", ectoplasma sordomuto, si risolve in un girotondo con tanto di fisarmonica. Le lapidi non hanno alcunché di mortuario: le tombe recano sculture di mattarelli e di un Colosseo con tanto di buccia di banana a ricordarci la caducità della vita.

Franco Rossi – "La siciliana".
Un materiale drammatico e delicato, tra gelosie, tradimenti e vendette, trattato in modo leggero, quasi irrispettoso. E del tutto fulminante nella sua essenzialità.

Vittorio De Sica – "Una sera come le altre".
Il più lento fra tutti i brani. Una tardiva infarinatura di fantasie felliniane, e per giunta col flou. Interessante l'Eastwood pistolero senza molte cartucce da sparare, accanto a una moglie annoiata e stanca di lui.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/06/2010 19:20:57
   6½ / 10
Film a episodi che si avvale di grandi firme alla regia ma come spesso succede per questo genere di film il risultato finale non è eccellente!
La Donna,sempre interpretata dalla Mangano,vista come personaggio negativo in tutte e 5 le storie!
La prima è quella dalla durata maggiore e forse anche la piu' riuscita!
Un attrice sul "viale del tramonto" che vaga nei salotti della nobilta' fatti di ipocrisia e tradimento...puro stile Visconti!
Mi ha deluso l'episodio di Pasolini che vuole essere una sorta di "seguito" di "Uccellacci e uccellini" ma risulta eccessivamente banale e grottesco...
Carino quello di De sica che mostra Eastwood per una volta tutt'altro che eroe!
Gli altri sono piuttosto brevi e fanno fare solo qualche sorriso...

DarkRareMirko  @  20/10/2009 22:15:03
   8½ / 10
Buon film ad episodi con la Mangano sempre protagonista, davvero molto brava e molto bella (siam sulla scia de La mia signora quindi); a differenza però di altri film di questo genere in cui è presente anche il Pasolini regista (ossia Ro.go.pa.g, Capriccio all'italiana, ecc.) la vera differenza qui a farla è Visconti che, come per "Il lavoro" in Boccacio '70, con l'aiuto di Zavattini sceneggiatore dirige davvero un signor episodio, tutto incentrato sulle dleusioni di un'attrice.

Tornando al mitico Pier Paolo, il suo episodio è si di buon livello, però gli manca quell'aria/atmosfera, quelle musiche e quella regia che tanto fecero grande Che cosa sono le nuvole?.
Ottima però la coppia Davoli/De Curtis, già vista in Uccellacci e uccellini.

L'episodio di Bolognini è praticamente un Fist Aid di Monicelli al contrario, dove è Sordi a fare il malconcio e dov'è la Mangano a far la cinica; carino ed abbastanza credibile, è un lavoro discreto.

Quello meno riuscito è l'episodio di Franco Rossi (L'odissea), visto e stravisto (ne ricordo uno simile con la Antonelli in Sessomatto ad esempio), banale e stereotipato; brava la Mangano comunque.

De Sica chiude in bellezza con nientepopodimeno che un Clint Eastwood (premiato dal produttore con una bella Ferrari per poter partecipare al film) bravissimo a far da marito ipersicuro di sè; anche se buono eben diretto, l'episodio è però un pò inconcludente o, comuqnue, Vittorio ha fatto di meglio.

DA VEDERE.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  16/05/2009 11:09:15
   7½ / 10
Buon film ad episodi.
Due episodi molto brevi quelli di Rossi e Bolognini e tre dalla durata di circa mezz'ora cioè quelli di De Sica, Visconti e Pasolini.
Personalmente ho apprezzato molto l'episodio di De Sica e soprattutto quello di Pasolini. Quelli di Bolognini e Rossi, sono carini ma troppo brevi. Non mi ha invece particolarmente colpito quello iniziale di Visconti.
Ottima Silvana Mangano e bravo anche Clint Eastwood in un personaggio insolito.
Ottimi anche Totò e Ninetto Davoli riproposti qui da Pasolini come in "Uccellacci e Uccellini" nel ruolo di padre e figlio.
Buona pellicola, visione consigliata.

paride_86  @  18/10/2008 02:51:55
   7½ / 10
Silvana Mangano è la (bravissima) protagonista assoluta di questo film a episodi. Si vedono, nell'ordine, una diva scarnificata dal successo, una cinica automobilista, una moglie grottesca e sordomuta, un'orgogliosa siciliana e una moglie insoddisfatta. Tutti gli episodi sono di buona fattura, notevoli le interpretazioni di Sordi e Eastwood. L'episodio di Visconti è il più drammatico, quello di Pasolini forse il più inconcludente; "La Siciliana" è sicuramente il più misogino e fedele al titolo del film.

1emozionedapoco  @  16/08/2008 12:35:50
   8 / 10
si sente che purtroppo il grande talento della Mangano, che riesce a dare prova della sua capacità interpretativa passano dalla diva a moglie a donna del popolo, viene un pô imbrigliato dal marito produttore; comunque credo che l'attrice è quella che ne esce meglio da questo film in quanto non so che altra attrice avrebbe calzato questi ruoli ( è anche l'esordio per la Mangano dei magnifici lavori con Visconti e Pasolini)
Episodio di Visconti: splendido nelle scene e nell'atmosfera, avrebbe dovuto diventare un film a parte perchè così non merita
Bolognini: nulla di che ma la coppia collaudata mangano sordi funziona
Pasolini: insolito trio che riesce a interpretare le novelle del regista
Rossi: buono grazie all'interpretazione della Mangano
De Sica: ho trovato un po ridicola la descrizione del rapporto di coppia mentre il finale del sogno di lei è splendido

Invia una mail all'autore del commento emmepi8  @  20/02/2007 09:26:31
   7½ / 10
In onore di Silvana Mangano, e lei si fa onore e non poco, ma certamente la scelta, il montaggio degli episodi non fa onore a De Laurentis, che ha anche delle belle idee, ma che poi si perde per strada, e le sue produzioni sono piene di passi falsi, un vero spreco. C'è qualcosa in questo produttore che ad un certo momento interviene e compromette il progetto. Qui l'idea era buona, è vero che venivamo da un periodo gonfio di films ad episodi al femminile, e quasi sempre male amalgamati, o almeno sprecati con una partecipazione gonfia di nomi; qui la situazione si prestava meglio sia al fatto che era una sola attice ad interpretarli, e sia che lo spunto delle Streghe non era male: non è stato così. Abbiamo un primo episodio di Visconti, che certamente era destinato ad esere un film completo, visto le dimensioni stesse del cast, una coppia di sceneggiatori, a dire poco, insolita come Zavattini e Patroni Griffi, il tema era ottimo ed in alcuni momenti fulminante (siamo delle povere disgraziate, io la Loren, la Bardot, la Taylor ect..; o la spogliazione della diva svenuta), ma ne viene fuori solo un bozzetto approssimato e tagliato male, si vede che mancano alcune parti; un fatto positivo c'è stato, l'incontro di Visconti con la Mangano. L'episodio di Bolognini, si approfitta di Sordi per inscenare una tipologia di commedia all'italiana, dove emerge (e chi ne poteva dubitare??) Sordi in particolare, lasciando solo il finale, o quasi, alla Mangano. L'episodio di Pasolini (anche questo ha contribuito all'incontro con la Mangano per fare cose più che belle!) è quello che ci fa volare in un mondo naif e che il titolo stesso ci suggerisce: La Terra Vista dalla Luna. L'episodio di Rossi dà la possibilità alla Mangano di andare oltre le sue corde, che molto spesso sono state imbrigliate dalla intellettualità, mentre qui dimostra una vena diversa , che forse in un episodio piccolo così è stata dimenticata, ma che riguardandola deve essere rivalutata. De Sica, si avvale di Zavattini per fare un ritratto tutto introspettivo di una casalinga defraudata della sua femminilità, e che cerca di scacciare con la sua fantasia, qui la vena è molto surreale, cosa abbastanza insolita sia per il regista che per lo scenggiatore, e appare con atmosfere felliniana, senza tanta vergogna; da ricordare l'intervento di Eastwood, in ruolo ad oc. Un ricordo dovuto alla fotografia di Rotunno, davvero eccezionale (anche se la copia vista non gli rende molta giustizia) ed hai costumi di Piero Tosi davvero bellissimi ed in tema
DE Sica:Una regia abbastanza fuori dalle sue corde, come si è fatto apensare alui per questo?
Visconti:Interessante e "bruciante" episodio, dove De Laurentis si è senz'altro riconosciuto(ma non solo lui!!!) e di conseguenza è intervenuto; infatti la collaborazione con Visconti è stata l'unica
Pasolini: La sua poeticità viene fuori, non tradendo assolutamente il suo mondo ed inserendo la Mangano in questo, cosa non facile
Bolognini:Episodio di commedia all'italiana abbastanza ovvio
Rossi: episodio diverso che è basato tutto sul concetto di intepretazione della Mangano
Silvana Mangano:Una gamma di personaggi che le hanno dato diverse possibilità e che lei ha saputo prendersi, peccato che il marito ha tagliato e cucito senza criterio

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  16/08/2006 22:39:38
   7½ / 10
Senza ombra di dubbio uno dei migliori film a episodi degli anni Sessanta. Una moda piuttosto diffusa, a quei tempi: per una volta, l'unione di piu' cineasti per un'opera collettiva funziona egregiamente.
Dovessi citare il singolo episodio sopra riportato, quello di De Sica, direi che è piu' che dignitoso, con un'insolito e sornione Eastwood che parla italiano (o è il doppiatore?) con accento americano, e che manifesta idealmente lo stereotipo del consorte straniero costretto a sostenere le pretese o gli ideali di coppia della moglie partenopea.
In realtà i migliori episodi sono altri: il capolavoro resta "la strega bruciata viva" di Visconti, sorprendente (e modernissimo) short movie sul soffocante sentore del prestigio e della popolarità di una famosa star (sempre la Mangano)
Poi la Mangano diventa Assuntina, sordomuta, nella deliziosa favola (un po' di fantascienza o giu' di l') di Pasolini, con un Toto' davvero irresistibile e molto meno amaro/cinico che nel precedente e ambizioso "uccellacci e uccellini".
Pasolini non desiste dalla sua vocazione "sociale" e incanta tutti con la sua apparente ingenuità (o forse solo stupore), raccontando con lievità e tenerezza una storia tutt'altro che ordinaria di emarginazione e/o amore.
Meno credibile l'episodio /(credo sia) di Bolognini, con un Sordi vittima del cinismo imperante negli anni del boom.
Streghe o angeli del focolare, 4 ritratti femminili doc

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