l'ufficiale e la spia regia di Roman Polanski Francia, Italia 2019
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l'ufficiale e la spia (2019)

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locandina del film L'UFFICIALE E LA SPIA

Titolo Originale: J’ACCUSE

RegiaRoman Polanski

InterpretiJean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois

Durata: h 2.06
NazionalitàFrancia, Italia 2019
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2019

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Trama del film L'ufficiale e la spia

Il 5 gennaio 1895 il capitano Alfred Dreyfus, un giovane soldato ebreo, viene accusato di essere una spia della Germania e condannato all'ergastolo sull'Isola del Diavolo. Tra i testimoni della sua umiliazione vi è Georges Picquart, che è promosso invece alla direzione dell'unità di controspionaggio militare che lo ha incastrato. Quando però scopre che informazioni segrete arrivano ancora ai tedeschi, Picquart viene trascinato in un pericoloso labirinto di inganni e corruzione che minaccia non solo il suo onore ma anche la sua stessa vita.

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Voto Visitatori:   7,24 / 10 (27 voti)7,24Grafico
Miglior regista (Roman Polanski)Migliore adattamento (Roman Polanski, Robert Harris)Migliori costumi (Pascaline Chavanne)
VINCITORE DI 3 PREMI CÉSAR:
Miglior regista (Roman Polanski), Migliore adattamento (Roman Polanski, Robert Harris), Migliori costumi (Pascaline Chavanne)
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Voti e commenti su L'ufficiale e la spia, 27 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  13/01/2023 12:06:14
   8 / 10
"- Se ordinate di uccidere, lo faccio. Se poi mi dite che avete sbagliato persona, mi addolora. Ma non è colpa mia, è l'esercito."
" - Forse è il vostro esercito, ma non è il mio"
L'uso strumentale dell'apparato giudiziario per uno dei casi più famosi e carichi di implicazioni politiche della storia europea.
È un filmone, è Polanski.

polbot  @  09/01/2023 23:35:41
   8 / 10
Splendida ricostruzione di uno scandalo che ha fatto epoca

Mic Hey  @  05/05/2022 12:13:57
   5½ / 10
Urge definire subito il grosso limite di questo film: la parte "detentiva" della prigionia nell'IsolaDelDiavolo è pressochè assente vanificando così lo "sforzo" investigativo e di rigorosa ricerca di chi vorrebbe invece "liberarlo". L'opera, pur diretta egregiamente dalla mano sempre sicura di Polanski, ne esce ridimensionata sul piano del pathos/coinvolgimento giocando(si) le sue carte migliori con la splendida e lugubre fotografia, nelle (poche) location e dell'indiscutibile bravura degli attori.

daniele64  @  17/03/2022 17:02:17
   8 / 10
Le fake news esistevano già più di cent' anni fa ... Nella Francia di fine Ottocento un celebre caso di spionaggio militare divide l' opinione pubblica ... Superata la soglia degli ottantacinque anni , Roman Polanski ( facendosi aiutare dal romanziere Robert Harris ) torna alla ribalta con quest' opera , un film di stampo molto classico che prova a riassumere in maniera sobria ed asciutta lo scandalo Dreyfus . Con una regia senza orpelli. piena di rigore formale ed attentissima ad una precisa messa in scena degli eventi grazie all' eccellente ricostruzione storica ed ambientale , Polanski mette al centro dell' azione il colonnello Picquart , raro esempio di correttezza morale in un mondo , quello militare , che antepone a tutto la Ragion di Stato e l' Onore dell' Esercito . Il film non punta sul facile sensazionalismo all' americana e , nonostante ciò ed una certa pesantezza , ottiene l' attenzione dello spettatore , risultando appassionante . Il caso Dreyfus è una vicenda nota a quasi tutti , ma solo a grandi linee , in realtà è stato molto più complesso e lungo , andando avanti per oltre dieci anni . Per questo il limite maggiore di questa pellicola mi appare una certa confusione nella seconda parte , dovuta a diversi salti temporali che si raccordano a fatica , anche per il susseguirsi ( non ben spiegato ) dei vari processi che si sovrappongono . Ineccepibile invece il comparto attoriale , con un bravissimo Jean Dujardin protagonista assoluto e volti perfetti per tutte le figure che gli ruotano attorno , tra le quali si fa apprezzare quella quasi bovina di Gregory Gadebois . Complessivamente rimane un bel film , quasi da 8 .

Thorondir  @  04/02/2022 23:28:46
   7½ / 10
Con quest'opera Polanski scava nella storia francese e nella sua (ebreo e accusato in passato di violenza sessuale). La pellicola è un ripercorrere la lunga vicenda che divise la Francia di fine XIX secolo: un film in cui il grande regista punta molto su sceneggiatura e messa in scena, riducendo all'osso azione e tecnicismi registici. Il film riesce a catturare e a far vivere quel senso di grigiore che tipicamente si associa agli ambienti burocratici che racconta ed è magistrale nella ricercatezza e nella grazia certosina della messa in scena. Riesce forse meno a creare quel pathos storico che la vicenda aveva potenzialmente nelle corde: si finisce quindi per perdere parte della forza di una sceneggiatura che progressivamente cala proprio quando dovrebbe esplodere. E alla fine, nonostante l'innegabile qualità dell'impianto complessivo, si rimane un poco con l'amaro in bocca per quanto poteva essere e non è stato.

Goldust  @  19/01/2022 17:01:31
   7 / 10
Celebre scandalo francese messo in immagini con assoluta competenza da un Polanski poco propenso all'azione e che predilige invece il campo della parola e dello scontro tra i caratteri, sulla falsariga dei suoi recenti lungometraggi. E' una tipologia di lavoro lontana dal fare appassionare appieno eppure - a partire dal titolo originale "J'accuse" - è difficile non scorgere all'interno dell'affaire Dreyfus così com'è raccontato alcune similitudini riguardanti le turbolente vicende personali vissute dal suo autore. Ottimo cast.

marcogiannelli  @  13/11/2021 13:07:07
   7 / 10
Film storico di Polanski che gira con un certo rigore una storia ancora oggi nota.
E' una pellicola per nulla anomala come spesso succede con Polanski che si affida, invece, ad un modo di girare molto minimalista, senza lasciare spazio alle emozioni ma narrando la storia in maniera cruda e semplice.
Forse fin troppo, perché J'Accuse in alcuni momenti risulta freddo e distaccato.
Seguire Picquart nella sua presa di coscienza non è particolarmente ostico e il fatto che l'indagine sveli pian piano tutta la malafede dietro una condanna che appare sin da subito poco chiara.
Il tema dell'antisemitismo torna insieme al racconto del potere per un Polanski minore, ma tutto sommato godibile.

DogDayAfternoon  @  04/10/2021 22:16:12
   6 / 10
Onestamente mi aspettavo di più da un film diretto da Roman Polanski su un fatto tutto sommato interessante come l'affare Dreyfus. La prima parte è poco chiara, ci ho messo un po' a capire che, dopo l'incipit con la condanna del capitano Dreyfus, non si sarebbe tornati indietro per ripercorrere la vicenda dal principio ma si sarebbe continuato nella linea temporale con altri avvenimenti i quali avrebbero poi fatto venire parecchi dubbi a Picquart e all'opinione pubblica in generale.

Non so, mi aspettavo una gestione della narrazione diversa, e l'argomento mi è sembrato che sia stato affrontato in maniera piuttosto fredda.

Il climax il film lo raggiunge con le scene del J'accuse di Emile Zola, che pure nella vicenda reale in effetti sono il punto di svolta dell'intera vicenda. Di tutt'altro impatto e significato il titolo originale rispetto alla versione italiana.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  28/05/2021 17:45:33
   9 / 10
Ottima ricostruzione storica da parte del grande regista Polansky di un caso molto noto in Francia ,sul finire del 1800 ,che coinvolse l'esercito francese e fece quasi cadere il governo del medesimo Stato.
Ottimo film con bravi attori(vi è anche Luca Barbareschi anche coproduttore del film) che ripercorre il caso Dreyfus ebreo accusato di essere una spia al servizio dei tedeschi.
Da Vedere

Febrisio  @  16/03/2021 09:02:19
   7½ / 10
Riporta a galla dei fatti imbarazzanti ed interessanti da sapere. Ottime le scenografie spesso in interno e costumi dell'epoca. La regia solida di Polanski rende il film appetibile a tutti.

Trixter  @  28/12/2020 15:37:42
   6½ / 10
Che dire... tutto perfetto (regia pulita e sicura, ambientazione eccellente, costumi inappuntabili, recitazione di ottimo livello), però il film resta un pò ingessato, lineare, poco avvincente o emozionante. Tutto si segue bene, come fosse fredda cronaca del tempo. A mancare all'appello sono le emozioni. Peccato, ad ogni modo ottima prova di Polanski.

riobissolo  @  12/09/2020 22:51:52
   8 / 10
Gran bel film.
Da vedere.

markos  @  07/08/2020 19:30:51
   7 / 10
Apprezzo sempre i film storici. Secondo me è diretto bene, con bravi attori francesi.
Consiglio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  21/04/2020 13:37:31
   6 / 10
buon film storico che segue i fatti reali per filo e per segno .
recitato bene dai due protagonisti e con la regia solida di Polanski.
Nessun demerito quindi ,molti risvolti attuali danno anche da pensare...

Invia una mail all'autore del commento bart1982  @  19/03/2020 11:50:19
   7 / 10
Il film non si scosta da come andarono i fatti.
E' ben spiegato e chiaro per lo spettatore, manca di azione e quindi risulta un po' lento, ma nella pratica coinvolge bene.

Interessante vedere come certe dinamiche politiche non cambiano di molto anche con il passare degli anni (centinaia)

Mauro@Lanari  @  17/03/2020 12:06:40
   5½ / 10
Ho smesso d'apprezzare Polański dal 1999 ("La nona porta"), reputando ch'i suoi successivi lavori d'impianto teatrale non fossero consoni alla trasposizione cinematografica. Stavolta il film c'è ma, a differenza de "I duellanti", l'esordio di Scott Sr. nel 1977, invece d'una storia ch'allude alla Storia ho ricevuto l'impressione contraria d'una vicenda sfruttata per interesse personale, d'un malcelato autobiopic più che d'un biopic, d'un'ininterrotta "excusatio non petita, accusatio manifesta". Immancabile l'appesantita moglie Seigner, imprevedibile Luca Barbareschi come co-produttore e attor'in un cameo, viceversa ho gradito la componente più hollywoodiana, quella da legal-drama col processo a Émile Zola.

Mauro Lanari

dagon  @  08/03/2020 23:56:41
   6½ / 10
Buona trasposizione del bel romanzo di Harris, con risultato nettamente inferiore al libro. Messa in scena inapputanbile ma scolastica e ingessata, con troppe sforbiciate e cose gestite rapidamente.

Jokerizzo  @  07/03/2020 17:49:17
   10 / 10
Semplicemente tra i migliori film dell'anno!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/12/2019 01:14:50
   8 / 10
È un Grande film, ma se vogliamo rileggere la Storia dal punto di vista ideologico e non squisitamente narrativo, immaginiamo cosa sarebbe stato - con tutto il rispetto per l'immenso Polansky - in mano a un Jean Vigo. Perché è prima di tutto una Riflessione sulla coscienza di un Uomo, il cui ruolo vacilla non appena scopre il prezzo che gli costa la divisa che porta. Poi una Requisitoria morale sul Potere e sulla Giustizia, abbastanza pesante e crudele da relazionarsi benissimo anche nel Presente. Infine è un noir in costume girato come se, in un passato prossimo e non sulla terra, Victor Hugo e Simenon si incontrassero per un'unica volta, e in epoche diverse. Il rigore narrativo, oltre alla perfetta ricostruzione storica - ci vuole coraggio a definirla mediocre v. La scena di Dreyfuss umiliato e sottratto dai suoi gradi da un picch etto che sembra neanche troppo metaforicamente giustiziarlo - permette a Polansky di raccontare quel suo Cinema inglobato in un Meccanismo di identità e dogmi, quel monolitismo dove regna l'occultamento delle verità, l'onore (pensavo oh sì a "Orizzonti di gloria"), la maschera e il dubbio. Spazi chiusi che concedono solo archivi di false verità. Merito di attori e comprimari strepitosi, se poi tutto fa pensare a un'origine letteraria che non c'è perché esiste una Realtà Storica che va ben oltre la semplice metafora. Ecco, diciamo che se la profanazione dell'atto d'accusa fosse stata più realistica, avremmo avuto il miglior Polansky di sempre. Ma già così resta rilevante, anche quando si concede, narcisista, di adattare in forma vivente "La dejeune sur l'erbe" di Renoir

FABRIT  @  05/12/2019 14:10:01
   6 / 10
Film noiosetto.
Tuttavia regia impeccabile, idem l'interpretazione i costumi e la fotografia.

romrom  @  04/12/2019 18:43:17
   7½ / 10
Andato con poche aspettative, e invece sono rimasto piacevolmente sorpreso, film molto solido, senza fronzoli e nonostante questo godibile senza mai annoiare nella pur lunga durata: ottimo Dujardin

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  03/12/2019 14:49:36
   7½ / 10
Polanski malgrado abbia piu' di 85 anni dirige un film con una professionalita' e un rigore da grande regista, confermando quello che è stato capace di fare soprattutto negli ultimi anni riuscendo ad intrattenere lo spettatore con pochissima azione o a volte in spazi molto piccoli.
Anzi rispetto agli ultimi lavori trovo questo caso "dreyfus" piu' riuscito e sicuramente interessante, a tratti anche autobiografico visto il legame alle vicende personali del regista che lo "obbligano" a restare fuori dal suo paese.
Tutta la vicenda si segue con attenzione dove ho aprrezzato particolarmente il momento del processo.
Un grande esempio di stile.

Wilding  @  28/11/2019 17:06:13
   6½ / 10
La soporifera, incompleta e mediocre narrazione della vicenda storica, soffoca una pellicola ottima sotto molti punti di vista: regia, interpretazione, costumi, fotografia...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  27/11/2019 23:04:55
   7 / 10
L'Affare Dreyfuss rappresenta una pagina della storia della Francia post rivoluzionaria molto controversa ma che nello stesso tempo ha messo in luce dinamiche politico militari che spesso, in altri contesti, ed in altri paesi, hanno avuto esiti analoghi. Il primo grande scandalo ma anche la prima dimostrazione di come, le armi democratiche come quella della stampa e delle elitè culturali possono riuscire a ristabilire la verità.
In J'accuse abbiamo un Polanski che ha raggiunto vette di perfezionismo tecnico che solo un cineasta con 50 anni di esperienza e tanti capolavori alle spalle può avere.
Polanski è uno che il mestiere lo conosce molto bene, capace di tenere incollati gli spettatori per più di due ore, di puntare sugli attori senza lasciarsi andare a facili scorciatoie ma soprattutto di riuscire a creare affreschi storici vividi e coinvolgenti (vedi il sottovalutato Oliver Twist).

E' difficile muovere critiche vere a questo film se non fosse che manca di sentimento, è come se il pittore fosse troppo preso dai dettagli da dimenticarsi cosa dipinge. La rappresentazione politica è uno sfondo, lo stesso Dreyfrus lo è, un quasi irriconoscibile Louis Garrel, ed il personaggio di Picquart sebbene il protagonista della storia rimane alquanto evanescente.
Questo "J'accuse" manca di qualcosa nella sua perfezione, manca di una vera e propria anima, è tutto concentrato sulla sua storia anzi sulla STORIA.

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  26/11/2019 15:04:02
   7½ / 10
Film graditissimo, ottime ambientazioni, personaggi molto ben delineati e un senso dell'onore forse già sconosciuto ai più.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  24/11/2019 19:30:50
   7 / 10
Meglio di "Prigionieri dell'Onore" ma ancora incompleto: nonostante le 2 ore il film si attarda in certe scene un po'soporifere e accelera al culmine degli eventi, saltando anni e troncando un po'il finale. Vero è che si tratta più di un film su Picquart che su Dreyfus, ma tanti elementi vengono prima inseriti nella trama per poi essere dimenticati (che ne è dell'antisemitismo dopo la riabilitazione di Dreyfus? E che ne è di Zola, anch'esso condannato e forse assassinato per il suo "J'accuse"? Per non parlare dell'attentato a Dreyfus anni dopo). Poco convincente pure la parte dell'amante. Resta comunque l'entusiasmante lavoro di investigazione e la bella ricostruzione storica. Pessima traduzione del titolo: in originale si chiamava proprio "J'accuse" (che suona un po'come un messaggio del regista stesso che, però, a sua volta, resta sempre il discusso "pedofilo stupratore" in fuga dagli USA)

1 risposta al commento
Ultima risposta 24/11/2019 21.42.47
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  25/09/2019 17:22:29
   8½ / 10
L'Affare Dreyfuss fu uno dei casi storici non della Francia, ma dell'Europa intera. In un clima politico molto incerto in cui la Francia usci devastata, la vicenda del capitano francese fu lo scoperchiamento di un Vaso di Pandora di livelli tali che solo la Germania nazista riuscì malauguratamente a superare. La gogna pubblica del degradamento di Dreyfuss è stata la cerimonia in cui presentare la vittima sacrificale perfetta: spia ed ebreo. Mai la Francia scoprì i nervi tesi di un antisemitismo così viscerale.
In tale clima dove la figura di Dreyfuss non può non ricordare le vicende personali del regista stesso, L'ottimo Dujardin nei panni del colonello Picquart si trova nella situazione di diventare prima accusatore e successivamente difensore strenuo di Dreyfuss, per il quale, a livello personale, non ha mai provato simpatia.
L'inchiesta di Picquart smonta pezzo per pezzo le menzogne istituzionale di tutto l'apparato politico militare dell'epoca. Al tempo stesso subisce le ripercussioni negative di tale sistema, teso a negare anche l'evidenza dei fatti, che nemmeno la la lettera aperta "J'accuse" di Zola sull'Aurore e conseguente processo riuscì momentaneamente a scardinare. Picquart, figura lontana dall'essere un eroe, presenta molti elementi dei personaggi polanskiani. Schiacciati da un peso più grande di loro, si trova di fronte ad una scelta fondamentale nel rimanere fedele ad un' istituzione corrotta e marcia oppure percorrere la strada con lo scopo di onorare il senso di giustizia.
Impeccabile nella ricostruzione storico scenografica, dove l'atmosfera opprimente si tocca con mano, il film dimostra che Polanski è più vivo che mai e questo J'Accuse rappresenta sicuramente uno dei suoi migliori, se non il migliore della sua maturità per rigore e scelta di messa in scena. Gran Premio della Giuria strameritato.

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