the wire - stagione 1 regia di Joe Chappelle, Ernest R. Dickerson, Clark Johnson, Ed Bianchi, Steve Shill, Daniel Attias, Timothy Van Patten, Agnieszka Holland, Brad Anderson, altri USA 2002
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Serie TVthe wire - stagione 1 (2002)

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locandina del film THE WIRE - STAGIONE 1

Titolo Originale: THE WIRE - SEASON 1

RegiaJoe Chappelle, Ernest R. Dickerson, Clark Johnson, Ed Bianchi, Steve Shill, Daniel Attias, Timothy Van Patten, Agnieszka Holland, Brad Anderson, altri

InterpretiDominic West, John Doman, Deirdre Lovejoy, Wendell Pierce, Lance Reddick, Sonja Sohn, Seth Gilliam, Domenick Lombardozzi, Clarke Peters, Andre Royo, Idris Elba, Michael K. Williams, Frankie Faison

Durata: h 1.00
NazionalitàUSA 2002
Generepoliziesco
Stagioni: 5
Prima TV nel Giugno 2002

•  Altri film di Joe Chappelle
•  Altri film di Ernest R. Dickerson
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•  Altri film di Ed Bianchi
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•  Altri film di Daniel Attias
•  Altri film di Timothy Van Patten
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Trama del film The wire - stagione 1

La trama dell'opera Ŕ basata sulla lotta tra una speciale unitÓ di polizia e una potente banda che controlla il traffico di stupefacenti. La particolaritÓ e l'innovazione della serie sta, oltre che nell'accurato realismo dei personaggi, siano essi poliziotti o membri delle gang, nel narrare passo dopo passo l'indagine di polizia, dalla nascita all'evolversi fino alla conclusione.

Film collegati a THE WIRE - STAGIONE 1

 •  THE WIRE - STAGIONE 2, 2003
 •  THE WIRE - STAGIONE 3, 2004
 •  THE WIRE - STAGIONE 4, 2006
 •  THE WIRE - STAGIONE 5, 2008

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Voto Visitatori:   9,27 / 10 (15 voti)9,27Grafico
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Voti e commenti su The wire - stagione 1, 15 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  22/12/2018 11:55:28
   8½ / 10
Da poco finita la visione della prima stagione.
Una serie tv poliziesca davvero apprezzabile. I personaggi sono ben descritti così come il loro evolversi. Sia che facciano parte di una "squadra" sia dell'altra.
Davvero ben scritta.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/08/2017 14:56:36
   10 / 10
The Wire è una serie che va molto oltre il concetto di poliziesco. Senza dubbio lo è trama e i personaggi coinvolti. Ciò che la distingue è il contesto realistico, estremamente particolareggiato che offre lo sfondo. Entrambi gli sceneggiatori, essendo originari di Baltimora, dimostrano di conoscere molto bene gli ambienti raffigurati. In qualche aspetto può ricordare The Shield, se non altro per l'approccio, ma mentre lo sguardo di questa serie si concentrava maggiormente sulle strade, The Wire opera su più livelli.
C'è il degrado criminale di intere zone di Baltimora diventate vere piazze dello spaccio di droga a cielo aperto ed è presente il degrado di istituzioni impotenti, inefficienti sotto il peso della burocrazia e di tornaconti personali tra le varie figure di spicco del diaprtimento di polizia e della magistratura.
Tanti passaggi narrativi scontati in altre serie, in The Wire non lo è affatto proprio per l'impostazione dettagliata che hanno dato alla serie. I personaggi posso sembrare divisi semplicisticamente in guardie e ladri, ma quest'ultimi tutto sono tra che dei Tony Montana di lontana memoria. Il profilo cerca di essere il più basso possibile e diversamente dalla controparte, nella semplicità del modo di agire, molto più efficienti.
Dall'altra c'è un task force di poliziotti che opera nell'ombra e che cerca di capire attraverso le intecettazioni il modo di agire della banda crimnale. Un atteggiamento che si mantiene quasi sempre distaccato, con pochi scontri aperti.
I personaggi sono caratterizzati benissimo, hanno una loro evoluzione e sono tutto tranne che degli eroi. Piuttosto sono individui deboli, facilmente influenzabili, che manipolano e sono manipolati, per concludersi in un fnale di stagione tra i più anticatartici che mi sia capitato di vedere.
Una serie scritta in maniera perfetta, che ti avvolge in maniera lenta ma inesorabile. Più simile ad uno spaccato sociologico della società americana rispetto ad un poliziesco puro. Straordinaria sotto tutti i punti di vista.

hghgg  @  24/09/2016 21:12:37
   9 / 10
Ecco qui una delle non moltissime serie tv che ha pienamente e costantemente incontrato il mio gradimento. Io ritengo sopravvalutate, in virtù di una "frenesia modaiola", molte delle decine e decine di serie tv prodotte negli ultimi anni, sempre esaltate con giudizi generosi e decisamente gonfiati.

Quella manciata di grandi serie tv venute fuori tra fine anni '90 e inizio '00 invece realmente furono le prime a portare le produzioni seriali televisive su un livello superiore di concezione, scrittura e realizzazione e realmente rinnovarono il genere, e realmente si concentravano su concretezza e qualità più che su frizzi e lazzi che troppo spesso mi trovo a sopportare in produzioni televisive recenti. Serie come "The Wire" o "The Sopranos" o "Oz" o "Six Feet Under" ("South Park" "Futurama" e "Family Guy" nell'animazione) hanno veramente portato le serie tv su un livello di qualità più alta sotto tutti gli aspetti, anche migliorandosi sotto l'aspetto tecnico rispetto ai pur sublimi capostipiti come "Twin Peaks" o "X-Files".

"The Wire" ideata e scritta da David Simon, giornalista del Baltimora Sun negli anni '80 e '90 getta uno sguardo cinico, realista e disincantato sulla città di Baltimora (specchio probabilmente dell'intera società) colpita in tutti i suoi aspetti: il traffico di droga, la criminalità, gli omicidi e poi le istituzioni, lo stesso corpo di polizia in molti suoi settori, nelle varie stagioni ha colpito i sindacati, il crimine, le istituzioni, la politica, il settore scolastico, il mondo della stampa e quello giuridico, il tutto lasciandoti costantemente grande amarezza e un ineluttabile senso di sconfitta.

Simon è uno che queste cose le ha viste per anni, è molto ben informato e soprattutto è stato tanto intelligente da saper adattare il materiale a disposizione al medium televisivo. Non è vero che, a dispetto del ritmo lento, la serie ha quasi un taglio "documentaristico" secondo me, come a volte ho letto; ha chiaramente stile e momenti assolutamente "televisivi" (un banale esempio i finali di stagione col montaggio musica-immagini di chiusura e "riepilogo" del ciclo di puntate concluso) ma anche certi dialoghi, certe scelte narrative, e va benissimo così.

Simon e gli altri autori però sono riusciti a rendere tutto il più verosimile e concreto possibile, scrivendo sceneggiature e dialoghi credibili e di alto livello e mostrando un ritratto eccellente di Baltimora, della sua vita di strada ai margini e dei suoi movimenti politici interni.

E allora si, il taglio realista e privo di qualsiasi spettacolarizzazione gratuita risulta a mio avviso esaltante, tutto sempre ben scritto e studiato, cesellato a meraviglia. Una serie fredda ? Tutt'altro, scherziamo ? Proprio per il suo realismo c'è molta più umanità in "The Wire" che nella maggior parte delle altre serie tv passate per i miei occhi, in più raccontata con tutta la naturalezza del caso, pura. E per umanità intendo anche la cruda spietatezza, l'assenza di morale e via dicendo, qualche raggio di luce e un bel po' di buio a Baltimora, ma senza forzature, tutto raccontato verosimilmente, con una classe spaventosa.

Questo anche grazie all'assenza di un vero e proprio protagonista (in questa prima stagione potrebbe essere il detective Jimmy McNulty ma ad esempio nella quarta stagione si vedrà pochissimo e tornerà determinante solo nell'ultima puntata) e ad una vasta gamma di personaggi estremamente sfaccettati, tutti molto ben scritti e caratterizzati, nessuno escluso (penso a Bodie, Stringer, Carcetti, qualcuno forse più "classico" ma splendido come Lester Freamon, poi Omar Little o ancora caratteri terrificanti come il senatore Davies o Marlo Stanfield ma sono soltanto alcuni). Fredda un cavolo, tutto il contrario proprio.

Consigliabile vederla in lingua originale, per godersi gli slang e i dialetti vari delle strade e del ghetto di Baltimora, tra West e East Side.

Questa prima stagione si concentra sulla costruzione della "Sezione Operativa" della polizia di Baltimora, sulla crescita e lo sviluppo dei rapporti tra i membri della squadra (l'ascesa dell'epico Lester Freamon, il McNulty in direzione ostinata e contraria) e della grande indagine e guerra contro l'organizzazione criminale del West Side capitanata da Avon Barksdale e dal suo braccio destro Stringer Bell. Subito ci viene mostrato lo schifo delle dinamiche organizzative nelle alte sfere delle forze dell'ordine, e non solo, anche delle dinamiche della polizia in generale: menefreghismo, corruzione, intrighi, calcoli, sotterfugi, prevaricazioni, mere statistiche.

Eccezionale anche la visione curata e realista del mondo di strada, dello spaccio e del crimine, anch'essa frutto di esperienza personale e prolungata ricerca sul campo.

Non dico di più, il tutto è soltanto da seguire. Aggiungo solo, per la rubrica "Fredda un càzzo di rinoceronte" notare il pathos e la forza di scene come la parte del ferimento di Kima Greggs o la sparatoria tra Omar e gli uomini di Barksdale, anzi direi tutta quella vicenda in particolare.

Nota: i titoli di testa presentano la straordinaria "Way Down the Hole" di Tom Waits, ogni stagione in una versione diversa, 4 cover (francamente bruttarelle, a parte questa nella prima che è decentissima) e l'originale, fantastica, nella seconda stagione.

E finisco così, lasciandovi in regalo Omar che fischietta la sua inconfondibile, vecchia canzoncina tradizionale https://youtu.be/iMm1Wih0kug Indimenticabile.

dagon  @  28/08/2016 12:40:00
   10 / 10
Torno su "the wire", per riparare ad un qualcosa che ho fatto in un momento, presumo, di obnubilamento mentale. Commentando la 5a stagione ho dato 9,5 a tutta la serie. Me la sono appena rivista e... 9,5? 10 e lode. Una serie incredibile, corale, con attori uno più bravo dell'altro (vedetevela in originale, vi scongiuro!), personaggi dipinti magistralmente, fino all'ultimo dei subalterni (incredibile anche il cast di supporto), uno script incredibilmente complesso, raffinatissimo, da scuola di sceneggiatura. HBO al massimo dei massimi.
L'adattamento italiano lascia un po' a desiderare, sia per la scelta di alcune voci (Herc), sia per l'adattamento dei dialoghi.

7219415  @  25/02/2016 11:34:51
   8 / 10
Molto ben fatta con ottimi attori ma ha la pecca di essere un po' lenta

Cemmone  @  20/09/2015 23:33:42
   10 / 10
Senza dubbio la migliore serie di sempre di ogni genere e nazionalità. Mi rammarico di non conoscere così bene lo slang americano di Baltimora per potermela godere in lingua originale. La HBO produce un colosso, del quale così soprendentemente si parla poco o nulla in Italia. Questa serie dovrebbe essere riproposta a getto continuo ogni 5 anni e ripartire. Realismo, attori fantastici (molti visti nell'altrettanto strepitosa The Oz), assenza di colonna sonora, nemmeno un pelo di spettacolarizzazione, mai, mai uno scivolone. Già dopo qualche episodio scatta la dipendenza.
La prima serie, incentrata sulla caccia ai membri della gang dello spaccio, è la perfezione.

Neurotico  @  22/11/2014 19:53:19
   10 / 10
Parte in quarta The Wire. Ciò che colpisce è il realismo delle trame poliziesche e della descrizione del mondo criminale legato allo spaccio di droghe, due mondi in lotta tra di loro ma accomunati dalla stessa sottomissione dei rispettivi interpreti a una logica di potere che li soverchia. Accanto a questo motivo, che sarà un fil rouge lungo tutta la serie, poliziotti e criminali hanno in comune l'ambiente degradato in cui si trovano ad operare, il carattere fatiscente del seminterrato da cui partono le operazioni di intercettazione da una parte, e i palazzoni dei quartieri popolari dall'altra, nei giardini dei quali una breve passeggiata può voler dire portarsi a casa sotto la suola delle scarpe frammenti di siringhe.
Lento, riflessivo e ipnotico, quando meno te l'aspetti piazza dei colpi che ti feriscono, con dei picchi di tensione notevoli, nonostante l'azione sia pressochè assente. The Wire è un Opera corale contraddistinta da un'atmosfera grigia, quasi di attesa, in cui è dipinto uno spaccato di vita sociale fatto di miseria, solitudine, sfruttamento ed alienazione. I numerosi personaggi sono subito descritti con grande maestria, senza stereotipizzazioni, in modo da suscitare interesse per le loro vicende, e trovando spazio anche per il tema dell'omosessualità (sia maschile che femminile). Una prima stagione memorabile e perfetta.

gianni1969  @  27/08/2014 16:59:22
   10 / 10
Capita spesso che film stupendi non siano distribuiti , e quindi bisogna recuperarli in altro modo. Per quanto riguarda le serie tv invece , tutte quelle piu famose e di qualita' vengono distribuite (a parte qualche sit-com che in italia una volta doppiata perderebbe il lato comico). In mezzo a tutto questo, in un limbo in solitario si trova the wire, la miglior serie inedita in italia, ma a mio avviso la migliore di sempre, in assoluto; cinque stagioni incredibili, c'è di tutto in the wire, dramma, tensione, violenza, dialoghi e sceneggiatura pazzeschi una serie inarrivabile ed irripetibile (anche se ultimamente breaking bad è arrivato quasi a livello). Che dire, consigliabile a tutti, recuperatela (si trovano anche i sub )e gustatevela tutta in un fiato

maitton  @  05/08/2014 23:48:43
   10 / 10
Miglior prima stagione di sempre.
10 pieno, senza se e sena ma.

2 risposte al commento
Ultima risposta 06/08/2014 10.52.30
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giraldiro  @  17/05/2014 22:15:06
   8 / 10
Prima stagione di una serie indimenticabile, forse non la migliore dal punto di vista tecnico (The Shield secondo me gli è superiore) ma sicuramente la più realistica e la più ampia a livello di contenuti.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  05/03/2014 22:36:24
   9 / 10
The Wire comincia come di soppiatto. Subito non ti rendi conto. Perché è come se uscissi dalla caverna, ci vuole un po' per mettere a fuoco la portata di ciò che andrai a scoprire, visitando assieme a McNulty, Daniels, Freemon e la squadra operativa cosa si agita dietro la ridente Baltimora.

Accade che alla luce del sole possiamo ancora restituire un volto umano al degrado che l'ignoranza e la malapolitica hanno creato, alla luce del sole si stagliano i volti di alcuni piccoli spacciatori, Wallace, Bodie, Putt e il loro nuovo mentore, D'Angelo. Ciò che impressiona è la loro grande solitudine, messa a fuoco a partire da questa stagione fino al loro naturale esaurimento, nella quinta. Attento ad affezionarti a loro - sono vittime sacrificali. Del loro stesso sistema, del sistema di altri, del nostro sistema.

Lontani da loro - i veri protagonisti di questo piccolo e geniale incipit - ci sono i capi, Avon e Stringer, lontani e cinici come il sangue di un insetto, esattamente lontani come lo sono Burrell e Ralws, lontani dai ragazzi che hanno riposto in loro la fiducia. Più disincantati, ma non per questo privi di una speranza-malattia che li logora dentro, gli agenti non hanno altra scelta che continuare la loro lotta, sopprimendo nell'alcool la loro sconfitta e l'irresistibile sensazione di simpatia che provano non verso i criminali, ma verso i ragazzi, quelli che sono vittime come loro.

The Wire è forse l'unica serie tv ad aver mostrato che è dal contesto che nasce una vera storia, troppo spesso si parte dal presupposto inverso. Non c'è nessuno sfondo, storico o sociologico, è tutto lì a marcire agli angoli delle strade, o nei dipartimenti di polizia. A marcire è sempre la carne, la vita.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  31/01/2014 12:02:32
   9½ / 10
è impossibile non riconoscere the wire come una delle più importanti serie mai girate, tuttavia ho sempre trovato gli mancasse qualcosa per essere ai livelli di mostri sacri come i soprano o the shield. forse quella passione, quella vitalità che nelle serie appena menzionate straborda dai suoi personaggi uscendo dallo schermo, mentre in the wire rimane invece un filo in seconda fila, dietro l'intreccio.
trattasi comunque di fottuto capolavoro, con un omar che a pieno diritto è fra i migliori personaggi usciti dalla penna di uno sceneggiatore.

4 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2014 20.56.40
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Rask  @  30/01/2014 13:43:57
   9 / 10
Una serie enorme.
Non la più intensa, ma forse la più importante mai girata per respiro letterario e sociologico. E' pensata come un'analisi più precisa e realistica possibile del rapporto tra individuo e istituzioni, il primo dissolto nelle ultime, avvinghiato da compromessi e necessità. Il male vince perché è nel sistema.
Prima stagione con il focus sullo spaccio di droga e sul ceto basso di Baltimora. Chi spaccia o chi organizza lo spaccio lo fa perché è l'unica cosa che abbia mai conosciuto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  30/01/2014 09:50:32
   9 / 10
Una volta entrati nel ritmo lento e riflessivo di The Wire, nelle sue fisime documentaristiche e nella mole di personaggi scavati a fondo, dopo aver compreso il realismo del tutto e soprattutto dopo essersi scrollati di dosso la sensazione che sia una serie fredda (Terry me lo fece notare quando davo troppa importanza alla cosa, ci sono scene e dialoghi troppo "caldi" che rimangono impressi e commuovono), basterà affezionarsi un tantino a McNulty (uno a caso su tantissimi personaggi) per entrare nel giro.
La prima stagione la voto senza averla rivista, mentre sto seguendo la seconda, e lo faccio con moltissimi episodi ancora bene incastonati nella mente, o più che altro situazioni.
Vero che c'è pochissima azione ma è compensata da momenti di tensione psicologica o comunque dalle relazioni tra gli svariati personaggi e la rete che si viene a creare tra di loro.
La dinamica principale nella prima serie si concentra su una gang di spacciatori e i tentativi della polizia di Baltimora di fermarli. Molto semplice, forse addirittura banale fin qui, ma in realtà David Simon, ex giornalista e creatore, sceneggiatore e produttore di altre serie da tenere d'occhio (Treme, ancora in corso) con occhio analitico va molto più a fondo svelando intrallazzi e meccanismi che in un poliziesco "canonico" non vedrete neanche tra cent'anni. Il gioco dello scaricabarile, punizioni, arrivismo, denaro, politica sono problemi all'ordine del giorno con cui i personaggi, seriamente interessati a fare il loro lavoro, devono scontrarsi fino alla paralisi. Altro che corruzione.
La seconda stagione da quello che sto vedendo è addirittura migliore.
Ora come Terry sarà dura disintossicarmi. Sono entrato nel giro.

4 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2014 19.53.28
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  29/01/2014 12:36:08
   9 / 10
Difficile votare The Wire stagione per stagione. Mettiamolo subito in chiaro: è un capolavoro. Insieme ai Soprano, qualitativamente parlando, è il punto massimo raggiunto da uno show di HBO. E'una serie che ha bisogno di calma e pazienza per essere apprezzata in tutto e per tutto. Realistica fino all'inverosimile, mancanza quasi totale d'azione, con una serie di personaggi caratterizzati alla perfezione. Impossibile, per quanto mi riguarda, non amare un prodotto del genere.

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Ultima risposta 30/01/2014 11.02.46
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