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Tutti i post di Giordano Biagio

La mano infernale

Pubblicato il 08/01/2016 11:30:50 da Giordano Biagio
La mano infernale
Regia di Lorenzo Buscaino
Anno: 2012 Italia
Cast: Eros Bosi, Lorenzo Acquafredda, Annalisa Mancuso, Mauro Pietrini, Maria Teresa Federici, Giacomo Martinelli, Andrea Buscaino, Carlo Buscaino
Durata: 57 minuti
Film liberamente visibile su YouTube



Questo film amatoriale, prodotto in mediometraggio, è frutto di idee del tutto indipendenti e lontane dal mercato più convenzionale. L'opera è uscita nel 2012, ed ha avuto un badget di solo un paio di centinaia di euro. Il film, praticamente a costo zero, sta dando cospicue soddisfazioni agli autori, ha infatti ricevuto numerosi e autorevoli consensi critici, convalidati da una competente visione on line del pubblico.
In effetti, fin dal primo impatto visivo, si rimane colpiti da una andatura scorrevole e attraente, che mostra contenuti originali e uno stile di ripresa che fa brillare il racconto di luce propria, coinvolgendo, in una modalità cinema dal sapore pregnante di avventura (un tempo tipico di questo genere), sensi e intelletto, nonché sfere psichiche di forti sorgenti emozionali e inconscio.

Il film piace anche in virtù di una sceneggiatura semplice ma attenta a costruire dettagli in grado di completare le esposizioni sintattiche del linguaggio visivo, rilasciando una soddisfazione per l'occhio e per la mente di indubbio valore. I particolari chiave della storia sono dal punto di vista logico ben strutturati.
Da sottolineare anche il lavoro di squadra, lodevole per intelligenza e impegno, che riesce a tradurre la sceneggiatura nei modi più efficaci, sia fotograficamente che con le composizioni sceniche nel loro complesso. Pregevoli per puntualità nel montaggio ed effetto moltiplicativo del piacere dello spavento per il pubblico, le musiche horror, composte tra l'altro dallo stesso regista Lorenzo Buscaino.
Nel film lo stile amatoriale rafforza il senso di realtà delle immagini in movimento mettendo ancor meglio in risalto, forse per un misterioso paradosso, la creatività formale, musicale, contenutistica del film , che appare salubremente lontano da quei noti codici visivi eretti professionalmente che diventano dopo un po' di tempo modelli di imitazione sopratutto per la posizione che ricoprono nei media e non tanto per il loro reale valore.

L'autore del film, Lorenzo Buscaino è un giovane regista autodidatta, assai dotato visivamente, rigoroso libero studioso, orgoglioso del proprio modo originale di esprimersi ma molto attento a quanto storicamente il cinema ha già espresso, tanto da cercare spesso con esso un confronto sincero e aperto.
Lorenzo Buscaino è abile anche nel dirigere la recitazione, che in questo film è capeggiata dai protagonisti Eros Bosi (Sebastian) e Lorenzo Acquafredda (Fux), una recitazione la cui parola stessa appare paradossale in quanto di fatto essa nel film è una pseudo recitazione, qualcosa che nei modi in cui si manifesta sembra subito molto lontana da ogni scuola di formazione di attori, cosa che va tutto a beneficio del buon sapore amatoriale del film.
In questo film in un certo senso i personaggi non esistono, in quanto gli attori che li incarnano rappresentano se stessi, ossia riflettono quello che sono in una dimensione indubbiamente di fiction ma dove nella narrazione è avvenuto qualcosa di straordinario, un evento magico ma minaccioso, ambiguo, che li sollecita a immaginare come avrebbero potuto reagire a ciò nella loro vita di tutti i igiorni.

Ciò va a beneficio del film che guadagna in stile familiaristico e in spontaneità delle scene, aspetti virtuosi quest'ultimi del cinema amatoriale, un cinema che è risaputo, riesce sovente a suscitare al meglio, con i suoi dialoghi e i suoi modi rappresentativi, potenti forme empatiche tra i personaggi e il pubblico.
E' una recitazione quella proposta da Buscaino lontana da ogni forma stilistica estetizzata, così frequente nel cinema professionale dove tra l'altro non sempre è in grado in di dare risultati di godimento soddisfacenti.
Questo film ha un pregevole equilibrio tra realtà e fantasia, con effetti speciali che agiscono senza eccessi nel tessuto narrativo rafforzandone lo spessore di credibilità, essi funzionano nella narrazione come cerniera ricompositiva tra il mondo più comunemente percepibile e l'enfasi metafisica dei fatti in corso.
Il film mantiene anche bene il ritmo dell'azione, riuscendo in diverse occasioni a creare, con una certa efficacia, suspense e situazioni tese i cui effetti emozionali sono certamente paragonabili, in buona parte, a quelli procurati dal cinema professionistico.

Il film trae liberamente ispirazione dal racconto dell'orrore "La zampa di scimmia" di William Wyrmark, Jacobs, edito in Inghilterra nel 1902 e reperibile come lettura sul sito: http://www.scheletri.com/racconto1212.htm

La mano infernale narra del ritrovamento casuale da parte di un cane, ai giorni nostri, di un sacchetto di plastica misterioso, che risulterà contenere una mano mozzata appartenente a un animale, la mano è stata sotterrata in un bosco nel 1833 da due ragazzi molto spaventati, essa ha dei poteri misteriosi, da una parte realizza i desideri richiesti ma poi trasforma i doni concessi in incubi, come accade con la bella ragazza voluta da Sebastian che dapprima soddisfa i desideri richiesti dal ragazzo e poi si trasforma in un mostro accecato dalla voglia di uccidere chi prima aveva sedotto. Tutto ciò sembra quasi sottolineare la scissura psichica dell'uomo civile, l'ambiguità di un certo desiderare umano che sta attraversando gli ultimi due secoli di civiltà.

Riusciranno i protagonisti a chiarire il mistero della mano e ad allontanarsi dai poteri della cosa paurosa?

Categorie: Generi horror, Cinema riflessioni sparse

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The choice

Pubblicato il 31/08/2015 09:21:32 da Giordano Biagio
The choice (La scelta)
Interpreti: Roberto D'Antona, Annamaria Lorusso e Michael Segal
Genere: Thriller-Horror
Diretto da: Annamaria Lorusso
Italia 2015
Film in DVD
The Choice riceve un'altra selezione ufficiale al "‪#‎TOFF‬ - The OnLine Film Festival 2015".

Sito ufficiale: www.thechoiceshortfilm.com





E' uscito il tanto atteso The choice (La scelta), l'ultimo cortometraggio di Annamaria Lorusso, girato a Novara, il film è acquistabile in formato DVD o in formato disco Blu-ray collegandosi sul sito ufficiale www.thechoiceshortfilm.com

Le splendide riprese del corto sono state effettuate nella provincia di Novara, con lo sfondo del castello del 1300 di Cavagliano.

Trama
Eric è alla guida della sua auto in una strada sterrata, appare come un uomo dal morale ambiguo, probabilmente molto abbattuto, forse un pesante senso di colpa non smette di tormentarlo.

Quando ferma l'automobile nei pressi di un viale alberato deserto, nella periferia, le espressioni in primo piano del volto fanno capire che in lui sta maturando qualcosa di grave, chissà, forse una scelta importante, rischiosa, qualcosa che potrebbe avere straordinarie conseguenze, avventurose?

L'uomo scende austeramente dall'automobile, si guarda intorno con circospezione, e con una valigetta nella mano sinistra si dirige verso un caseggiato disabitato adibito a ripostiglio.


Commento
Il corto è un'opera thriller-horror che appare subito assai riuscita, di buon valore empatico e maturità stilistica. Il film attualmente ha in programma la partecipazione a vari festival del cinema corto, italiani e internazionali.

Il film ha una potenza di immagine non comune, tale a volte da richiamare tratti scenici di film classici, come quelli girati da Romero o Carpenter. Ciò è il risultato di una felice combinazione avvenuta nel lavoro artistico del film tra scelte delle location, regia, scenografia, sceneggiatura, direzione della fotografia, e interpretazione, quest'ultima veramente straordinaria con Roberto D'Antona, Annamaria Lorusso e Michael Segal, che tirano tutto il cast verso una prova maiuscola.

Gli intrecci e l'intelaiatura letteraria, curatissimi, accordano i diversi linguaggi artistici che attraversano il film, portandoli ad esprimersi come corde di un pianoforte diretto da un maestro, essi trasmettono una musicalità pulsionale di pregio strettamente cinematografico, ricca di contrasti tra desiderio e colpa tali da formare nodi narrativi visivi impregnati di carne e sangue, spirito e sensualità, aspetti indubbiamente di grande efficacia comunicativa.

I nodi di senso tra le azioni e i pensieri dei personaggi costruiti sagacemente nella prima parte del film, pur essendo chiari nella loro formulazione, lasciano un margine di mistero, sopratutto per ciò che oggettivamente non riescono a significare in certe disperate circostanze umane, il loro silenzio ambiguo è un pregio narrativo, incuriosisce, allerta lo spirito più esistenzialista teso a capire situazioni umane, scatena l'immaginario empatico pronto a mettersi nei panni dell'altro per godere con lui, diverte, rende praticamente impossibile indovinare come quei nodi verranno sciolti nel finale.

Il film costruisce per lo spettatore uno specchio riflettente ad ampio raggio, in grado di suscitare, attraverso l'apertura dell'inconscio degli spettatori, forti emozioni e turbamenti supplementari legati all'immaginifico soggettivo di chi osserva, qualcosa certamente di tipo identificativo e proiettivo.

Questo film è un horror assolutamente da vedere, in grado di aprire con una dolce brutalità, seducente, porte misteriose della memoria più antica dello spettatore rimettendone in discussione la cifra biografica. Quelle soglie rese fatiscenti dal tempo corrosivo della rimozione racchiudono forme di vitalità compresse.

The choice fa precipitare l'inconscio di ciascuno verso zone primarie della storia umana facendole rivivere prepotentemente, naturalmente, per un breve tempo, al riparo dal civile troppo razionale e povero di pulsioni dirette, dove l'istinto appare malato, un civile sempre più estremo che pervade la struttura del nostro Io più cosciente spegnendo ogni fiamma di passione autentica.

Circondato dalle tenebre fimediometraggio

Pubblicato il 21/02/2015 12:37:49 da Giordano Biagio
Circondato dalle tenebre

Regia: Eros Bosi
Anno di produzione: 2014
Durata: 61'
Tipologia: mediometraggio
Genere: horror
Paese: Italia
Produzione: Buscaino Pictures
Distributore: n.d.
Data di uscita: n.d.
Formato di proiezione: HD, colore
Titolo originale: Circondato dalle Tenebre
Altri titoli: Surrended by Darkness

Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Circondato-dalle...

Ambientazione: Terni / Papigno (TR)

Periodo delle riprese: 27 maggio 2013 - Novembre 2013, esordio in sala il 26 luglio 2014

Budget: 70 euro circa

Note:
Nei titoli di coda c’è una dedica al cantante bolognese Roberto Freak Antoni, dato che in una scena vengono citati gli Skiantos, il cantante è mancato durante le riprese del film.
Interpreti: Eros Bosi, Elisa Rosati, Francesca Eva De Santis, Simone Bolli, Lorenzo Buscaino, Andrea Buscaino, Serena Meloni, Fabrizio Terranova.
Film visibile in streaming, You Tube, Nowvideo, You horror



Premessa storica. La tematica del vampirismo prende corpo soprattutto nel periodo dell’illuminismo. Paradossalmente l’era dei lumi produce una mitologia delle tenebre che vede protagonista il fantasma del vampiro. Il culto della “ Dea ragione” instaura per contrasto la credenza nel vampiro. Voltaire a proposito scrive: “ Non si sentiva parlare che di vampiri fra il 1730 e il 1735: se ne scopriva dappertutto, gli si tendevano agguati, gli si strappava il cuore, li si bruciava. Qualcosa di simile a quanto era capitato agli antichi martiri cristiani. Più se ne bruciavano e più se ne trovavano […]. Dopo il regno di Locke, di Shaftesbury, di Collins, durante il regno dei D’Alambert, dei Diderot, dei Saint-Lambert e dei Duclos, abbiamo prestato fede ai vampiri…”.
Circondato dalle tenebre è un film interessante, in grado di suscitare intense emozioni horror, sovente trascendenti ogni ordine emozionale costituito nella cultura che ci contiene, in quanto la composizione delle immagini delle inquadrature del film richiama efficacemente paure ataviche.
Circondato dalle tenebre brilla per l’espressione di codici visivi in parte nuovi, che scaturiscono da una sceneggiatura riuscita, con logiche pertinenti al genere horror tratte dal retro pensiero della vita delle persone di tutti i giorni, aspetti che conferiscono alla narrazione uno spessore per lunghi tratti rilevante.
La sceneggiatura appare attenta a mettere in primo piano un filo di storia che soddisfi le attese più inconsce che consce dello spettatore, cioè quelle più vere perché legate a pulsioni tendenti all’orgiastico, la cui soddisfazione al cinema, almeno per qualche ora, dalla morale vigente è ammessa.
La storia presente nella sceneggiatura è ben avvolta in una scrittura letteraria dagli effetti visivi potenti, in grado di suscitare, nello spettatore amante del genere, apprensione, sospetto, ansie, del tutto incontrollate, essa è stata esclusivamente scritta ed elaborata in funzione di un calcolo riguardante i possibili effetti dell’immagine che ne sarebbe scaturita, per renderla perfettamente idonea all’espressione cinematografica.
Il film ottiene nel complesso apprezzabili risultati artistici, a largo effetto, caratterizzati prevalentemente dal fatto di procurare un piacere horror in forme in parte mai percepite.



Ciò è stato reso possibile dagli intrecci originali che animano il racconto, essi appaiono ideati efficacemente sopratutto nel suscitare nello spettatore pulsioni bifronti: con repulsione e godimento, stranianza e suggestione estetica che si alternano velocemente sul palcoscenico della coscienza.
I termini letterari più specifici di questo racconto sono pensati con lo scopo di riuscire a coniugare ed equilibrare con sagacia narrativa fantasia e quotidianità familiare, immaginazione e realtà, paura e intimità, rinunciando a ogni tentazione soggettivistica di separare la mitologia sui vampiri dai fantasmi inconsci legati al disagio esistenziale che ne stanno tutt’ora alla base.
Le scene si succedono con una buona scorrevolezza, lungo una maglia di simbolismi raffinati che richiamano in varie forme le tortuosità del comportamento umano, soprattutto quando gli infiniti modi di desiderare che caratterizzano la specie umana perdono, a causa di varie patologie nevrotiche, il controllo etico esercitato dall’Io.
Per questi motivi che Circondato dalle tenebre è un’opera filmica da non perdere.
Considerando il successo nelle sale cinematografiche, nelle TV, e nella vendita dei DVD, che da qualche anno riscuotono i film sui vampiri, non potevano mancare in questo genere anche opere di registi giovani, ben dotati, come Eros Bosi e Lorenzo Buscaino, registi di questo film, che mettono la loro arte al servizio di produzioni indipendenti.
Quello dei racconti sui vampiri rappresenta oggi un gusto ben presente nel sociale, certamente molto esteso all’interno della domanda cinematografica più generale di produzione di film horror, è un gusto che affonda le sue radici nella cultura, precisamente intesa come valenza storica, corso degli eventi più stratificati dei giovani fino a toccare loro lembi di parti inconsce dalla tipologia archetipica.
Questo genere di film è legato a problematiche sociali e ricerche estetiche il cui contesto logico più artistico non è certamente illeggibile o caotico ma abbondante di possibili precise interrelazioni storiche, culturali, politiche col mondo più vero di oggi, come si può accertare in Circondato dalle tenebre che solo apparentemente assume forme spettacolari, ad una più attenta visione quest’ultime mostrano in realtà contenuti di indubbio spessore culturale.
Circondato dalle tenebre, con la sua raffinatezza di metafore indicanti logiche inconsce misteriose che strutturano il desiderio e il piacere in direzione di passioni indicibili, conferma il valore che la ricerca artistica ha nell’esprimere per immagini propaggini dell’inconscio oggi sempre più ignorate dai media, dalla cultura accademica, dalla psicoterapia e dalla clinica medica di tipo istituzionale.
E’ così che, per vie intuitive relative a una certa comprensione dell’importanza espressiva dell’inconscio in un mondo sempre più egemonizzato dalla tecnica, che da un po’ di tempo alcuni neo-registi hanno iniziato a girare dei film horror di qualità utilizzando a volte piccolissimi badget, come questo Circondato dalle tenebre costato appena 70 euro (Buscaino Productions).
Il film è girato completamente in Umbria, precisamente a Terni e a Papigno sua frazione, i suoi registi Eros Bosi e Lorenzo Buscaino sono nel film anche bravi attori. Lorenzo Buscaino è autore tra l’altro di altri film indipendenti come La Mano Infernale e Passpartou – Tutte Le Porte Sono Aperte.
Le riprese sono iniziate lo scorso 27 maggio 2013, giorno del compleanno di due grandi attori horror, Vincent Price e Christopher Lee, (da sottolineare come un terzo attore, famoso, ossia il grande Peter Cushing sia nato soltanto un giorno prima, il 26 maggio, quasi a rendere questo mese misteriosamente fertile al cinema horror) e sono terminate nel primo semestre di questo anno.
Il cast è di tutto rispetto ed è composto da Eros Bosi, Elisa Rosati, Francesca Eva De Santis, Simone Bolli, Lorenzo Buscaino, Andrea Buscaino, Serena Meloni e Fabrizio Terranova.
Dopo un duro lavoro di messa a punto, “Circondato dalle tenebre” ha avuto la sua anteprima alla arena di Narni (TR) il 26 luglio 2014, nel cinema all’aperto.
Il film efficacemente drammatizzato, narra della piega negativa che prende la vita del giovane barista Tommaso (Eros Bosi), che lavora in un Bar di Terni insieme alla sorella,   a causa di misteriosi episodi di sangue, i cui malvagi soggetti protagonisti sembrano avere il potere di far scivolare la sua esistenza verso un baratro esistenziale privo di ogni via d’uscita.
Tutto incomincia una sera in cui Tommaso riceve una telefonata a casa sua, a chiamarlo è l’amico Giordano (Andrea Buscaino), il quale, ancora sotto shock, lo informa di aver appena vissuto un episodio altamente drammatico in cui ha rischiato di perdere la vita.
Il giovane ha assistito ad una selvaggia aggressione contro una giovane da parte di un vampiro, il quale dopo aver costretto la donna a terra con la forza le ha succhiato del sangue dal collo. Prontamente intervenuto in difesa della ragazza, Giordano ha ingaggiato poi una durissima lotta con il vampiro riuscendo alla fine a sopravvivere.
Il gravissimo fatto di sangue fa supporre al Giordano che possano esserci altri vampiri nella zona, per cui credergli in quel momento diviene molto importante in quanto si potrebbe poi far scattare l’allarme in tutta la città.
Ma Tommaso rimane scettico su ciò che gli è stato appena riferito dall’amico, e dopo la fine della telefonata avuta con Giordano, prende la cosa a ridere insieme alla ragazza che gli sta seduta al suo fianco la quale ha sentito tutto manifestando col volto ironia e sarcasmo…
Più in là Tommaso riceve una seconda telefonata, questa volta è l’amico Lorenzo (Lorenzo Buscaino) a chiamarlo che gli propone di passare una serata insieme con una bella ragazza appena conosciuta alla stazione, Caterina (Elisa Rosati); Tommaso viene invitato a portare in quella serata la sua fidanzata ufficiale che si chiama Chiara (Barbara Carriero).
Che sviluppi avrà la storia? Riuscirà Tommaso a prendere velocemente coscienza del grave pericolo in gioco, in modo da organizzare insieme a Giordano, alla polizia, valide difese per sé, gli altri amici, la città intera?
Per quanto riguarda le musiche di questo film, indubbiamente molto belle e appropriate alle varie situazioni sceniche, esse sono un omaggio a diversi gruppi rock italiani anni ’80/’90, tra cui gli Skiantos per i quali il film fa una dedica particolare nei titoli di coda ad un suo cantante scomparso durante la lavorazione: Roberto Freak Antoni. Infine da citare, per la buona suggestione sonora horror gli S.R.L. e gli storici Limbo.

Categorie: Generi horror, Cinema approfondimenti

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Film corto, Ombre nella memoria

Pubblicato il 21/02/2015 12:17:34 da Giordano Biagio
Con un ottimo lavoro di regia che si cala meticolosamente in tutte le parti fondamentali della struttura del film, Annamaria Lorusso ha completato, dopo il catalizzante "Il Tempo di un Respiro" diretto con Emilio Perrone, un'altra opera di qualità dal titolo Ombre nella memoria di cui è anche sceneggiatrice e produttrice.
E' un cortometraggio di genere thriller/drammatico che pur nella sua brevità dei 16 minuti riesce a suscitare emozioni e pensieri di livello decisamente alto, cosa che fa pensare a un potenziale espressivo presente nella giovane regista in grado di porre risolutamente in breve tempo i suoi film su un piano di qualità superiore alla media annuale dei film, sul genere, che escono in sala.



Annamaria Lorusso stupisce per come sa raccontare, e per la padronanza dimostrata nel mettere in pratica una sceneggiatura difficile che non ammetteva pause o sequenze frondose, un copione che puntava diritto a uno scorrimento narrativo di livello superiore, privo di ogni inceppo fantasioso di origine commerciale.
Sorprende inoltre l'abilità e la competenza estetica nella ripresa fotografica. La lingua fotografica di Annamaria Lorusso appare ricercata ed efficace, sopratutto nel sostituire, prevedendola, la parola eccessiva, un aspetto che ha evitato più volte nel film il formarsi di verbosità sgradevoli.
La fotografia suscita anche diverse emozioni nei dettagli di rinforzo, in particolare in quelli che sono più in relazione con le parti drammatiche delle scene.
Da sottolineare nel film anche i suoi contenuti socio-esistenziali, le cui problematiche umane sono espresse con chiarezza in tutte le loro specificità, quest'ultime leggibili senza sforzi negli sguardi, nei dialoghi, e nei comportamenti più estremi della gestualità dei personaggi.
Il film è supportato da una tecnica letteraria che riesce a metterne meglio in risalto la forza drammatica, essa consiste in un gioco di contrasti estremi tra pulsioni di vita e pulsioni di morte, qualcosa che riesce ad avvincere senza rinunciare mai ai toni di vero, così importanti quest'ultimi per mantenere in equilibrio un racconto.
Questo film sembra riuscire a dare un contributo significativo alla crescita di quella attendibilità artistica e qualità letteraria che il Cinema Indipendente merita da tempo. L'opera di Annamaria Lorusso è un'ulteriore dimostrazione della possibilità di creare ottime pellicole con progetti a badget irrisori, alla sola condizione di avvalersi di tutto un cast che crede senza riserve nel piacere e nella importanza della creazione di un prodotto artistico bello e privo di condizionanti preoccupazioni di mercato.
Il film si muove culturalmente su un versante dai forti richiami psicanalitici, teoricamente allusi, deducibili solo attraverso gli episodi, essi non fanno mai parte riflessiva diretta del film cosa che avrebbe fatto rallentare il ritmo della narrazione. Un altro aspetto positivo del film infatti è che si capisce bene come certi disagi apparentemente generici, causati da questioni familiari e sociali, siano in realtà costituiti da sintomi nevrotici precisi e di una certa gravità: come l'ossessione di ricordi legati al rimosso traumatico, gli irrefrenabili desideri patologici in forte relazione con una sessualità perversa e dissociativa; e per finire le vere e proprie forme di psicotizzazione tra cui spiccano i desideri incontrollati di eliminare fisicamente l'altro percepito fantasmaticamente come seduttore e carnefice responsabile del proprio destino esistenziale.
Nel cast sono presenti Roberto D'Antona, Greta Armenise, Luna Cacciatori, Domenico Uncino, Annamaria Lorusso, Marco Pagani, Stefania Chiodi, Emilio Perrone e Danilo Uncino.
Trama: "Ci sono ferite che non possono essere cancellate..."
Un giovane uomo inquieto, nevrotico forse per cause oggettive, disoccupato, fuggito di casa, è tentato continuamente di addossare la colpa di alcuni suoi mali a una giovane ragazza. Questo porterà l'uomo a perseguitarla? Quale segreto di origine biografica è presente nell'inconscio, tanto da renderlo così ossessivo? Chi è la giovane ragazza? Essa ha in qualche modo delle responsabilità sul disagio dell'uomo?
Il film sarà presentato in diversi festival e sarà possibile vederlo, almeno inizialmente, anche su You Tube.

Pagina facebook film: https://www.facebook.com/ombrenellamemoria

Il tempo di un respiro - corto

Pubblicato il 04/02/2015 11:01:33 da Giordano Biagio
Il tempo di un respiro

Regia: Annamaria Lorusso, Emilio Perrone
Cast: Annamaria Lorusso, Diana Bologna, Emilio Perrone, Danilo Uncino, Luna Cacciatori e con la partecipazione straordinaria di Roberto D'Antona
Genere: Horror, Drammatico
Durata: 21 minuti


Il Tempo di un Respiro come Ombre nella Memoria, è selezionato ufficialmente al Rome Web Awards 2015.
Film visibile su You Tube


Premessa storica. Nel '700 la morte di un bambino era ancora frequente e suscitava, nelle varie comunità di appartenenza, commozioni e stupori intensi, nonché, nei genitori colpiti, un dolore straziante e annichilente che rimaneva acceso per lungo tempo. La cultura religiosa dell'epoca non poteva quindi rimanere indifferente ad eventi umanamente così sconvolgenti.

Le istituzioni ecclesiastiche cattoliche intervenivano rielaborando ciò che per inerzia della tradizione era rimasto troppo ancorato a una vetusta interpretazione biblica: quella che faceva credere che i bambini morti non battezzati finivano nel limbo, un luogo di anime non peccatrici, privo di pene, ma a cui era precluso il Paradiso salvo un diverso proposito di Dio che non era dato conoscere.

In diversi e numerosi luoghi egemonizzati da una tradizione istituzionale ecclesiastica di tipo integralista-sub culturale, a queste creature morte precocemente non era consentita neanche la normale sepoltura in posti benedetti, ossia legati a una forma di consacrazione con Cristo; essi venivano sepolti nei luoghi più lontani dalle abitazioni, anche lungo i fiumi, fra le montagne, e il loro spirito, secondo numerose leggende religiose di origini sincretiche impregnate di pregiudizi, non trovava pace, l'anima era desiderosa di vendicare le gravi discriminazioni subite: tra le quali la perdita di sacralità della loro purezza. L'anima perciò vagava in cerca dei viventi per spaventarli e opprimerli destando loro atroci sensi di colpa.

Il desiderio di alcune istituzioni ecclesiastiche di dare ai genitori dei figli morti la soddisfazione della certezza della salvezza dell'anima del loro bambino, è all'origine del rito e dei santuari del "ritorno alla vita", che alcuni studiosi teologi francesi hanno chiamato à répit, del respiro, e altri della "doppia morte" o della "morte sospesa".

I santuari del "ritorno alla vita" sono, seppur in modo sporadico, presenti anche in Italia, diversi si trovano nelle Alpi occidentali, sono dedicati alla Madonna e ad alcuni santi. Davanti alla santa immagine che caratterizzava il luogo, si posava - con una compassionevole speranza - il piccolo defunto e con le preghiere si supplicavano i santi benefattori perché intercedessero con Dio per avere un "miracolo d'amore". Quest'ultimo doveva essere evidente, come il ritorno alla vita del bambino, una resurrezione per il tempo di un respiro, di un breve istante di luce terrena, sufficiente per eseguire il battesimo e consentire poi all'anima del bimbo di entrare, senza più dubbi per i genitori, in Paradiso.
Trama del film. Il tempo di un respiro è un film corto, horror-drammatico con coinvolgenti pieghe esistenzialistiche, diretto da Annamaria Lorusso ed Emilio Perrone. Interpretato da Annamaria Lorusso, Diana Bologna, Emilio Perrone, Danilo Uncino, Luna Cacciatori e con la partecipazione straordinaria di Roberto D'Antona.
Il corto è uscito nel settembre 2014 ed è visibile on line su You Tube.
Il soggetto è ispirato a una storia realmente accaduta preso una chiesa a Soriso nel novarese, luogo in cui è ambientato il film, e narra le vicende di Claudia, una madre addolorata per la prematura morte del figlio, che si reca presso la chiesa sede delle apparizioni nella speranza che il miracolo del "Repit" si ripeta; nel 1767 in quella antica chiesa si sono verificati diversi eventi soprannaturali; le anime dei bambini venivano richiamate alla vita per essere battezzate e poter quindi godere di un al di là migliore.
Disposta a tutto, la protagonista giunge sul posto e conosce Marco e Luna, ma qualcosa di pauroso si aggira per i boschi. I protagonisti sono completamente immersi nella selva oscura. Voci e strane visioni iniziano a tormentarli sino a farli sprofondare nell'abisso di un mondo pauroso dove non hanno alcun potere di difesa.
Note su Annamaria Lorusso. Da diversi anni la regista autore e attrice, ha cominciato a dedicarsi al cinema indipendente sia come interprete che come produttrice. Per citare alcuni dei lavori: "Insane", "Bolle di Sapone", "Lezioni di Yoga", "Butterfly effects", "Nightmare Inquirers" di cui è anche il produttore esecutivo, "Inside" e naturalmente "Il Tempo di un Respiro" di cui cura la regia insieme al dotato Emilio Perrone anche lui attore nel film, e di cui è protagonista, sceneggiatrice e produttrice.

L'idea del corto, come e perché è nata. Un giorno conversando con un caro amico dell'idea di un corto un po' particolare, che avesse dell'horror ma che fosse legato ad una situazione reale, egli gli narra di una chiesa legata ad alcuni eventi davvero commoventi. Dopo aver girato una scena per un suo corto, l'amico porta direttamente Annamaria sul posto dove accaddero i fatti, a Soriso, e la donna rimane come folgorata da un pensiero visione, qualcosa riguardante un'improvvisa ispirazione artistica. La sua mente intuisce improvvisamente che quella che poteva sembrava solo una vaga idea aveva trovato, presentandosi sul posto consacrato, una illuminante spinta alla realizzazione.
In quella chiesa erano avvenuti veri e propri pellegrinaggi per poter portare i bambini defunti e falli rinascere il tempo necessario per battezzarli. E così è nato "Il Tempo di un respiro".
Tra i programmi futuri di Annamaria, rilasciati in alcune interviste, c'è la realizzazione di un lungometraggio la cui sceneggiatura è in fase di stesura. Annamaria in diverse conversazioni auspica vivamente che il cinema italiano risorga sottolineando come ci siano talenti in Italia che la gente nemmeno sospetta. Secondo il suo punto di vista il cinema italiano adesso è limitato e regala poche sfumature di sé, ma se si uniscono le forze e si creano le giuste alleanze molte cose potrebbero essere cambiate.
Il tempo di un respiro è un film corto riuscito, indubbiamente di pregio soprattutto per l'effetto emozione procurato da una trama che rispetta a grandi linee le regole aristoteliche classiche della tragedia, suscitando pietà e terrore, considerati ottimi parametri per misurare l'intensità delle emozioni, due sostantivi che sono al centro della teoria della poetica del racconto (mythos) in Aristotele.
Il film brilla in virtù di diverse soluzioni adottate alla forma del racconto. Innanzi tutto un modo di raccontare credibile, sempre ben connesso con il reale, quello più normalmente percepibile nel quotidiano. Inoltre il film coinvolge straordinariamente sul piano emotivo grazie a un finale che va contro ogni attesa costruita in precedenza, non lasciandosi travolgere da un eccesso di fantasia ma rimanendo ben saldo ad una realtà intrecciata con l'immaginario senza precisi confini. Sogno, attività onirica diurna, delirio da dolore, allucinazioni da rievocazioni inconsce segnate dalla disperazione, fondono il crudo e freddo reale dell'esistenza dandogli forme espressive sempre diverse e impregnate di senso.
Un po' a sorpresa per la nostra epoca cinematografica il film suscita quindi quel phobos (terrore) ed eleos (pietà) nello spettatore, che sono sempre più rari nel cinema postmoderno. Il presente cinematografico incarnato dai suoi protagonisti ideatori di opere filmiche, appare per lo più affetto da una diffusa e sterile arroganza, essa la si trova soprattutto nell'attuato forte rinnovamento di molti codici espressivi e forme di intreccio delle trame cinematografiche, avvenuto ignorando spesso il mondo culturale classico, vera fonte quest'ultimo di idee di qualità tese a procurare nello spettatore: piacere e commozione, godimento e pianto, paura e sgomento, lungo una rappresentazione della condizione umana riconoscibile come vera, possibile, o testimoniata da esperienze altrui ascoltate.
Annamaria Lorusso ed Emilio Perrone con questa bella opera indipendente hanno reso evidente, per contrasto, come il cinema postmoderno di questi ultimi due decenni, non solo italiano, sia sempre più confuso nelle idee, in bilico tra spettacolo e cultura, arte e contenuti, incassi e qualità del messaggio. Gli autori di oggi commettono il grave errore di trascurare studi fondamentali sulle grandi regole classiche del racconto teatrale e cinematografico che vanno a grandi linee da Aristotele a Hitchcock, Kubrick, Orson Welles.

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