Recensione basilicata coast to coast regia di Rocco Papaleo Italia 2010
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Recensione basilicata coast to coast (2010)

Voto Visitatori:   6,57 / 10 (107 voti)6,57Grafico
Migliore regista esordienteMiglior colonna sonoraMiglior canzone (Mentre dormi)
VINCITORE DI 3 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Migliore regista esordiente, Miglior colonna sonora, Miglior canzone (Mentre dormi)
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locandina del film BASILICATA COAST TO COAST

Immagine tratta dal film BASILICATA COAST TO COAST

Immagine tratta dal film BASILICATA COAST TO COAST

Immagine tratta dal film BASILICATA COAST TO COAST

Immagine tratta dal film BASILICATA COAST TO COAST

Immagine tratta dal film BASILICATA COAST TO COAST
 

"La Basilicata è un po' come il concetto di Dio, o ci credi o non ci credi. Io credo nella Basilicata, l'ho vista."

Chi ha visto, negli ultimi anni, uno spettacolo di Rocco Papaleo ritroverà in "Basilicata Coast to Coast" molte delle stralunate atmosfere, frasi e canzoni che componevano lo spettacolo live.
Papaleo, dopo una ventina di anni da caratterista inconfondibile, decide di passare dietro la macchina da presa per raccontare la sua storia. La scelta è felice perché i tempi e i modi del Papaleo artista vengono sicuramente cambiati dal linguaggio cinematografico, ma almeno è Papaleo stesso, autore anche della sceneggiatura insieme al fidato Valter Lupo, a deciderli e rielaborarli.

Nicola Palmieri (Rocco Papaleo), professore di matematica e cantautore, decide di partecipare al festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico con il suo gruppo, Le Pale Eoliche. Per dare un senso a questa avventura raggiungerà la costa ionica da Maratea a piedi, battendo strade alternative: "Basilicata Coast to Coast, appunto, un viaggio per regalarsi un po' di tempo e provare a meritarlo.
Compagni di viaggio Franco (Max Gazzè), contrabbassista chiuso in un volontario mutismo, Rocco (Alessandro Gassman) attore fallito prestato alle percussioni e Salvatore (Paolo Briguglia), cugino di Rocco, cantante e chitarrista del gruppo.
A loro si unisce, prima riluttante poi addirittura membro aggiunto della band, la giornalista Tropea (Giovanna Mezzogiorno), annoiata figlia di un politico, finita a causa del suo temperamento a fare la giornalista per un giornale di poco conto che le assegna un servizio sul viaggio della band.

"Road Musical" è un termine che si potrebbe utilizzare per incasellare questo film; Rocco Papaleo impianta tutto il suo bagaglio di storie, sapori, ricerca di drammatica leggerezza in un film che è stato però intelligentemente costruito e calibrato su quattro personaggi che, affrontando un viaggio, compiono un percorso: la metafora è telefonata, certo, ma il risultato è sincero, stavolta. Il personaggio di Nicola è la classica maschera che Papaleo si porta dietro dai tempi di "Classe di Ferro", che si costruisce da sé attraverso le espressioni e le battute stralunate tipiche dell'attore lucano. I personaggi di Rocco e Salvatore hanno un destino incrociato familiare che raggiunge un nuovo equilibrio, senza mai scadere nella banalità.
Le prove di Briguglia e Gassman si compensano perfettamente (delicato il primo, irruente il secondo): i due sono gli unici veri attori del quartetto e si basano sulla propria professionalità per dar vita ai personaggi, al contrario di Papaleo a cui basta rimanere fedele a se stesso.
Franco, interpretato da Max Gazzè, è il personaggio più affascinante e costruito: chiuso in un gentile mutismo dovuto ad un dolore giovanile, si esprime a gesti e sguardi e guida risoluto il gruppo verso l'altra costa. Max Gazzè ha una faccia piena di angoli e spigoli buttati un po' a caso in cui il sorriso sornione e la malinconia convivono poeticamente: è perfetto per il ruolo di Franco.
Se si paragonasse il quartetto di protagonisti ad un accordo a quattro voci, Franco sarebbe sicuramente la "settima maggiore", che aggiunge dolcezza alla sonorità dell'accordo maggiore.
Persino Giovanna Mezzogiorno, che probabilmente ha da contratto un paio di urla isteriche a film, sembra più rilassata ed a proprio agio con una sceneggiatura leggera, e risulta meno spigolosa e sofisticata del solito.

Curiosamente, sono proprio le canzoni di Papaleo ad essere un po' sacrificate, tagliate, inserite un po' a forza e spesso sfumate, associate a montaggi video anche non banali, ma che ne ridimensionano inevitabilmente l'effetto.

Nel complesso, "Basilicata Coast to Coast" è un piacevole piccolo film che si discosta dalla produzione media italiana di genere ruffiana e di facile presa (Brizzi, Veronesi...), pur riprendendone alcuni interpreti, così come non è un instant movie centrato sui tormentoni di un comico con manie di grandezza da regista: c'è un'idea, c'è una struttura – per quanto semplici entrambe – e c'è l'impronta strampalata di Papaleo, che in un modo o nell'altro è riuscito a trasferire la sua arte in un film con coerenza e mestiere.
Se sia stata un'avventura o l'inizio di una nuova fase della carriera di Papaleo, solo il tempo lo dirà.

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Recensione a cura di JackR - aggiornata al 21/04/2010

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

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