bronson regia di Nicolas Winding Refn Gran Bretagna 2009
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bronson (2009)

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locandina del film BRONSON

Titolo Originale: BRONSON

RegiaNicolas Winding Refn

InterpretiTom Hardy, Matt King, Amanda Burton, James Lance, Gordon Brown, Paul Donnelly, Kelly Adams, Luing Andrews, Katy Barker, Mark Devenport, Andrew Forbes, Jon House

Durata: h 1.32
NazionalitàGran Bretagna 2009
Genereazione
Al cinema nel Giugno 2011

•  Altri film di Nicolas Winding Refn

•  Link al sito di BRONSON

Trama del film Bronson

Bronson è basato sulla vita di uno dei più famosi criminali inglesi, Michael Gordon Peterson. Nel 1974, a 19 anni, Peterson era un teppistello che per farsi un nome, tentò di rapinare un ufficio postale con un fucile a canne mozze. Arrestato, fu condannato a sette anni di carcere: ma in prigione, ossessionato dall'idea di diventare famoso, iniziò ad attaccare con violenza gli altri detenuti e i secondini, ottenendo così prolungamenti di pena che lo fanno rimanere in prigione ancora oggi. 34 anni passati dietro le sbarre, 30 dei quali in isolamento: nel corso di questi 34 anni, Michael Gordon Peterson ha assunto il "nome d'arte" di Charles Bronson.

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Voto Visitatori:   6,83 / 10 (83 voti)6,83Grafico
Voto Recensore:   6,00 / 10  6,00
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Voti e commenti su Bronson, 83 opinioni inserite

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AMERICANFREE  @  05/05/2019 11:10:33
   8½ / 10
Da grande appassionato del genere ritengo che Bronson e' un film di altissima qualita'.Tom Hardy nella sua migliore interpretazione mai vista, la regia non ha difetti.Conoscevo gia' la storia di Bronson e non posso che consigliarlo

jek93  @  08/10/2018 23:04:49
   7½ / 10
Strepitosa interpretazione di Hardy (da Oscar) forse non pareggiata da una sceneggiatura e una regia al di sotto delle aspettative. Bronson rimane comunque un ottimo prodotto cinematografico

Cianopanza  @  17/10/2017 17:01:45
   7½ / 10
Un film particolare, con parecchi momenti surreali e una fotografia volutamente un po' alla Arancia Meccanica. Tom Hardy ottimo. Merita

GianniArshavin  @  20/07/2017 21:28:18
   5½ / 10
Biopic davvero sopra le righe Bronson di Nicolas Refn, uno dei registi più acclamati e allo stesso criticati del panorama mondiale attuale.
Bronson è uscito nel 2009 e racconta la storia del "Criminale più famoso d'Inghilterra", ovvero il folle e istrionico Charles Bronson.
Refn, per raccontare le gesta di un personaggio cosi eccentrico, utilizza uno stile fuori dagli schemi, mettendo da parte la sobrietà della trilogia di Pusher e optando per un mix esplosivo di ironia nera e grottesco che strizza l'occhio all'Arancia Meccanica di Kubrick in numerose scene.
Indubbiamente il pregio maggiore della pellicola è l'interpretazione straordinaria di uno dei migliori attori della nuova generazione, un incredibile Tom Hardy che nei panni di Bronson sfoggia una performance eclettica, schizzata e brillante non comune e di altissima qualità.
Tecnicamente la mano del regista si vede e anche la colonna sonora è in linea con i gusti del cineasta danese, tuttavia a tratti gli eccessi della messa in scena possono far leggermente storcere il naso.
Comunque, fra i film di Refn, Bronson è quello che mi ha convinto di meno. Purtroppo malgrado le qualità tecniche e un Hardy fenomenale, ad abbattere le velleità del titolo è una trama (basata su una storia non cosi interessante dopotutto) che fin da subito inizia ad accartocciarsi su sé stessa, riproponendo all'infinito le stesse situazioni, scelta che inevitabilmente si concilia molto bene con la noia. La formula Bronson picchia - Bronson finisce dentro e picchia di nuovo (intervallate dall'ottima trovata dei monologhi del protagonista ad una platea)stanca già dopo i primi minuti di visione, e la riproposizione perenne della stessa solfa ha reso molto pesante la visione per il sottoscritto.

In sintesi, non un film da buttare, anzi, (per alcuni è il capolavoro di Refn) ma personalmente non l'ho apprezzato, al di là dei meriti elencati sopra.

Filman  @  22/01/2017 18:39:14
   9½ / 10
Tra i capolavori ermeneutici che il cinema ha lasciato al ventunesimo secolo, BRONSON riveste un ruolo interessante nel suo intersecare una lavorazione sui generis, d'ambientazione concreta e messinscena sintattica, con la dominante corrente del biopic, permettendo una ricetta tutta nuova e stratificata, formata da uno stile moderno influenzato dal videoclip, principalmente didascalico, uno classicheggiante, d'alta ispirazione, e infine uno surrealista, fatto di immagini profonde dal significato esportabile al di fuori della propria estetica decadente e sporca, violenta nel suo impatto ma sottile nel rappresentare una metafora idealizzata su pellicola di quello che è il rapporto tra l'essere umano e la propria naturale violenza secondo Nicolas Winding Refn, che attraverso un deflagrante senso di prigionia dimostra uno sfogo opposto e contrario, evoluzione notevole, geniale e originale, in ogni sua componente cinematografica, per l'autore, per la sua poetica e per il suo stile, spinto oltre un limite naturalistico che oltrepassa il senso di razionalità prendendo coscienza di una espressione totalmente psicologica posta sotto alla superficie.

Overfilm  @  19/04/2016 20:45:40
   6½ / 10
Visto tempo fa.
Non eccelso ma merita la visione.

Gabo Viola  @  20/01/2016 13:43:02
   5 / 10
Una martellata sui còglioni. Un film che gira in tondo. Grandiosa fotografia e regia ma manca l'anima.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  24/11/2015 18:18:53
   6½ / 10
A livello tecnico Refn è un vero mostro: le inquadrature, l'uso delle luci e il montaggio sonoro rasentano la perfezione. Il problema di questa (comunque buona) biopic è che aspetto tecnico a parte sembra non avere un'anima, è fredda, non si crea mai vera empatia con il protagonista nonostante Hardy sia superlativo. Non aiuta il fatto che la storia di Michael Peterson, o Charles Bronson che dir si voglia, al di là della sua curiosità e singolarità non è poi così interessante.

1 risposta al commento
Ultima risposta 25/11/2015 15.27.35
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ZanoDenis  @  24/03/2015 22:02:09
   7½ / 10
Buonissima biografia del criminale Charles Bronson da parte di Refn, qui il regista rinuncia (in parte) al suo stile lento, ai pochi dialoghi che caratterizzano spesso i suoi film e realizza un film con un gran ritmo, un narratore esterno, e un susseguirsi di scene violente, estetizzate benissimo, regia e fotografia curatissime (schiacciando l'occhiolino a Kubrick) oltre ad un montaggio e delle musiche sublimi, l'utilizzo frequente della musica classica fa di tutto per immergere lo spettatore nel mondo di Bronson, nella sua pazzia e voglia di diventare famoso in un modo non proprio corretto. Grandissimo Tom Hardy nella parte del protagonista.
Da apprezzare l'esagerata ironia e lo stile sopra le righe, spesso grottesco del film, a mio parere uno dei prodotti più riusciti di Refn.

Filmaster95  @  16/03/2015 09:48:16
   6 / 10
Il film non mi è dispiaciuto,so che per molte persone puo risultare persino noioso visto che oltre le scene di violenza non succede granchè,ma una pellicola non si basa solo sulla trama ed è per questo che ho apprezzato molto la colonna sonora e come si è sviluppata la storia di peterson.
Hardy secondo me,ha offerto una grande interpretazione,anche perche il film lo regge praticamente da solo,aumentando anche il proprio peso e massa muscolare,non mi sono piaciute le scene "grottesche",anche se realizzate bene per questo non vado oltre un sei e mezzo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 16/03/2015 09.51.10
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Oskarsson88  @  11/02/2015 21:20:42
   6½ / 10
Graffiante nello stile ma poco approfondito nella psicologia del personaggio e troppo ripetitivo nelle scene di violenza..

lord_arioch  @  08/02/2015 22:51:35
   7 / 10
Biografia strampalata del "carcerato più pericoloso d'Inghilterra" . Film molto strano, schizzoide, grottesco, non per tutti poichè spesso insensato e sconsclusionato, che per qualche oscura ragione, mi ha vagamente ricordato Arancia Meccanica, specie per il suo modo di teatralizzare il concetto di violenza.
Di sicuro manca un coinvolgimento emotivo nello svolgimento dei fatti da parte dello spettatore che sotto l'aspetto del puro intrattenimento avrebbe migliorato la resa finale di un film esteticamente ottimo, ma abbastanza distaccato e impenetrabile . Seppur non essendo di fronte ad opere lente ed enigmatiche come Valhalla Rising o Solo Dio Perdona , ormai conosciamo il Refn post Trilogia Pusher, e fin dai primi minuti la pellicola prende una piega anarchica, il cui punto di forza però paradossalmente è proprio questo caotico mix di assurdità, comicità e pazzia che, almeno in questo caso, non sembra essere solo fine a sé stessa. Dopotutto l'intera opera (e lo stesso protagonista) getta le proprie fondamenta proprio su questi concetti e "ideali". A me personalmente è piaciuto

BrundleFly  @  06/10/2014 19:49:22
   8 / 10
Boh sarà, ma a me questo film è piaciuto da impazzire.
Regia e fotografia fantastiche, con una strizzatina voluta (o no) al cinema di Kubrick.
Tom Hardy eccezionale, una dimostrazione che essere grossi e muscolosi (anche se è aumentato leggermente di massa per il ruolo) non preclude il fatto di poter essere anche degli ottimi attori.
Divertente e drammatico allo stesso tempo. Forse non per tutti, ma io mi sento di consigliarlo assolutamente.

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Nic90  @  25/07/2014 21:04:50
   5½ / 10
Non mi ha convinto piu' di tanto.

Todesengel  @  07/07/2014 22:41:02
   9 / 10
Bel film uno dei migliori del 2000

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  23/03/2014 13:45:29
   7½ / 10
Grandissimo come al solito Refn, che qui reinventa il genere biopic piegandolo sotto il proprio stile. Sceglie un'impostazione teatrale e geometria tipicamente kubrickiane per descrivere un pazzoide che passa praticamente tutta la sua esistenza adulta in carcere ed in isolamento per un furto di poche sterline. O meglio, perché il carcere è l'unico luogo in cui può finalmente essere qualcuno: l'ambizione di una vita. Tutto il film è percorso da un fortissimo senso di ineluttabilità: qualsiasi strumento venga utilizzato per gestire Bronson si rivela inutile, perché Bronson non si ammansirà mai. E non lo farà perché la sua unica ragione di vita è fare casino in prigione. Full stop.

Perché però una storia così assurda funzionasse al cinema ci voleva un attore in grado di reggerla: Tom Hardy ce la fa alla grande, è straordinario. Peccato che si sia poi rovinato con Bane ne "Il cavaliere oscuro - Il ritorno".

Insomma, lunga vita a Refn.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  02/03/2014 19:11:34
   7 / 10
Interessante biopic sull'ufficialmente più pericoloso carcerato d'Inghilterra. La violenza gratuita del protagonista è la chiave del suo narcisismo e la pellicola, mostrandoci un mondo di personaggi abbozzati ed una trama un po'caotica, non fa che sottolineare questo vuoto. Non si va da nessuna parte, ma la colonna sonora è ottima e visivamente non pò che appagare lo spettatore (e il criminale, che, con questo film, ha finalmente raggiunto la desiderata notorietà)

Woodman  @  16/08/2013 14:13:32
   3½ / 10
"I baffi sul viso. E' come baciare una fica."


Tremendo.
Davvero orrendo.
Tripla visione, tempo lasciato passare, sforzo di buona volontà, onde empatiche caricate al massimo, sguardo dolce e determinato puntato sullo schermo. Tutto inutile.

Filmaccio sconclusionato, pretenzioso e velleitario, diretto dal più pagliaccio fra i cosiddetti "nuovi registi".
Ha di recente vinto la Palma d'Oro a Cannes? Che botta bisogna avere per premiare un riciclatore di stili, un copiatore presuntuoso e narcisista, un buffone privo di gusto, un provocatore gratuito, un presunto trasgressivo?
Il cinema di Winding Refn è solo un agglomerato di codici triti e ritriti, visti e stravisti, annegati in un' indigesta tamarraggine di involontaria ridicolaggine.
Il bello è che il danese si prende anche sul serio. Senza parole.

Il film uno scopo ce lo aveva anche, non fosse stato per la psichedelica e forsennata megalomania registica di Winding Refn, che propina una storia dal tono ambizioso, infilandoci però dentro un penoso intento figurativo "arty" orecchiato da registi di tutt'altra pasta (penso da Greenaway, da Stone -che pure a volte detesto-, ovviamente da Tarantino, probabilmente anche Kitano e Von Trier, di cui cerca inutilmente di amplificare le provocazioni, senza mezze misure, saturando la vicenda sino all'insopportabile).
Inoltre non ho visto traccia di approfondimenti umani (si vedono solo mostruosità, azioni o gesti caricati a mille ma ingiustificati), che forse Winding Refn voleva sottolineare o addirittura solo abbozzare attraverso i flashback e i riferimenti stilistici. Peccato che 1) non ce l'ha proprio fatta, tendo a pensare che nemmeno lo volesse davvero e 2) anche quell'aspetto registico che il gran cogl.ione credeva potesse essere la carta vincente della sua ridicola e sterile operetta risulta finto. FINTO. Proprio come i personaggi (uno più inverosimile e mal descritto dell'altro) che popolano il suo mondo straripante di violenza e colori fluo, atmosfere da videoclip e riecheggi di stili riciclati.

Film d'imitazione, dal sapore di plastica e coloranti, senz'anima, frutto di un decadimento che spero non tenda all'eternità.
Winding Refn non ha il controllo sulla materia come il tosto cinevideoclipparo Oliver Stone ("Ogni maledetta domenica", "Assassini nati"), non ha il carattere, il coraggio e soprattutto la cultura di Lars Von Trier o Michael Haneke, non ha tantomeno l'intelligenza citazionista e il talento passionale di Tarantino.
Non ha da nessuno acquisito/ereditato/(neppure) emulato il gusto. Il suo cinema sembra un capriccio fine a sè stesso.
La sua violenza non assume valore, non diventa metafora, non è conseguenza, è semplicemente piazzata lì con intenti provocatori o scandalistici.
Tutto dovrebbe partire da un bimbetto che a scuola fece una pseudo provocazione. O c'è dell'altro? Ma il cosiddetto "altro" me lo dovrei forse immaginare io?
Ma come faccio in questo modo ad affezionarmi al tuo protagonista, caro Winding Refn?
Come faccio a farmi catturare dalle vicende, dai contesti, come faccio a provare sensazioni, a rievocarle in seguito, a farmi un quadro positivo della situazione se il tutto è intavolato in maniera così effimera, superficiale, impersonale, piatta e talvolta ridicola?
Volevi fare un film da duri?
Insegui una poetica?
Hai trovato una cifra che non sia la tamarraggine oltre alle inqudraturine fichette per farti leccare il didietro dalla critica e un certo pubblico dai gusti mezzi sadici e compiacenti?
Fammela vedere.

Situazioni costruite a tavolino, deliri programmatici.
Storia vera? E chi se ne fotte.
Se i dialoghi sono di per loro tremendi il doppiaggio non aiuta.
Attori pessimi, non certo memorabile Hardy, che rimane ugualmente il migliore della comitiva.
Musiche orridamente pompate, accenni di commistioni che non rendono.
O si fan le cose sul serio oppure la smettiamo di dire che costui è il regista più grande della sua generazione.
Perchè è una bestemmia.
Questo non può essere il destino del Cinema.

Crazymo  @  24/05/2013 00:15:54
   8½ / 10
Carellate, rossi da incubo, colori e atmosfere catalizzati dalla macchina da presa virtuosa ma al tempo stesso sobria del regista Nicolas Winding Refn, dando al film il suo stile magnifico e inconfondibile, che sembra un mix folle di tanti maestri del passato, creando scene che sono un vero piacere per gli occhi; la storia di questo film si abbina perfettamente allo stile del regista, e il protagonista attorno a cui ruotano tutte le comparse, tutte le esistenze a malapena abbozzate che sfiorano la vita del protagonista, il protagonista (interpretato da un Tom Hardy da oscar) è già un cult. Charles Bronson, come il mitico Giustiziere della notte, la storia vera di un uomo che riesce a sentirsi libero solo in galera, che non riesce ad accettare la società e che vive in un continuo saliscendi di lucidità e allucinazione, finendo sempre per sfociare in una violenza fisica alla quale nessuno riesce a mettere fine, nè chi ama nè chi dovrebbe placarlo per lavoro, al tutto si aggiunge la complicata psicologia lesionista del protagonista, spassosissima per esempio la parte in reclama di tornare in galera a tutti i costi, Refn riesce a rappresentare delle istituzioni assenti che sanno solo rispondere con la violenza fisica; e tutti i manicomi, i carceri, le numerose scene di violenza fisica e psicologica, diventano arte nella mano del regista che sforna un film magnifico con delle sequenze indimenticabil, coinvolgendo per tutta la durata e riuscendo in un'ora e trenta a comunicare tantissime cose; bisogna solo capirlo ed entrare nell'ottica ironica e distaccata dell'autore, un vero e proprio genio.

Charles "Fottuto" Bronson!

alberto9  @  21/05/2013 08:52:23
   6½ / 10
Un film matto da legare, per la pazzia mi ricorda un pò Arancia Meccanica. Il film non è bello da vedere e non hai la suspense ma é comunque interessante e ben fatto.

Badu D. Lynch  @  02/03/2013 12:07:30
   7½ / 10
Ero indeciso tra il 7 e il 7 1/2, ma ho optato per quest'ultimo voto così da sollevare un pò la media. Uno dei biopic più geniali e ed esilaranti di tutta la storia del cinema. Violento, ironico, intelligente e grottesco. Un ritratto interessante di un personaggio altrettanto interessante.

"Charles Bronson è il carcerato più famoso d'Inghilterra"

Invia una mail all'autore del commento Bathory  @  02/03/2013 02:50:29
   7 / 10
Delirante e visionario biopic (?) sul più violento criminale inglese.
Refn si dimostra uno dei più capaci ed eclettici registi degli ultimi anni, anche se c'è da dire che con un Tom Hardy cosi bravo (tra le migliori interpretazioni nella storia del cinema) tutto è dannatamente più facile.
Il film si perde un po' nel suo essere a tutti costi al di sopra delle righe, ma alla fine il caos e l'anarchia che dominano l'intera pellicola non sono altro che il riflesso di un personaggio cosi particolare e fuori di testa.

jorge2388  @  17/02/2013 11:52:10
   7 / 10
Non conoscevo tale Bronson, ho visto il film per curiosità, Tom Hardy dimostra di essere anche con questa interpretazione un attore di altissimo livello. La pellicola si regge quasi tutta su di lui e gli intermezzi teatrali psichedelici usati dal regista sono davvero ben riusciti. A volte un po' lenta come pellicola, ma si può vedere di peggio.

maitton  @  06/02/2013 12:45:40
   7 / 10
allora, questo e'il quinto film di refn che guardo.
e non mi ha mai, mai deluso.
credo sia un talento puro per quanto riguardo la regia, con un dono particolare: e'un fenomeno nello scegliere le soundtrack (davvero spettacolare la sua abilita'nel passare dalla electro alla classica con grande disinvoltura).
alcune scene e situazioni mi hanno riportato alla mente addirittura arancia meccanica, credo sia il piu'grande complimento che potessi fare a questo regista.
un tom hardy in stato di grazia ed il balletto in manicomio sulle note dei pet shop boys, sono le cose che ricordero'maggiormente di questo film.

"charles fottuto bronson", aggiungerei "fottuto, fottutissimo refn".

Beefheart  @  05/02/2013 17:09:31
   7½ / 10
Ottimo biopic ironico, amaro, violento e folle al punto giusto. Ben interpretato, efficace ed appassionante. Eccezionale la trasformazione fisica del protagonista Tom Hardy.

danielplainview  @  25/01/2013 09:41:25
   8 / 10
Il film uscito nelle sale cinematografiche italiane negli ultimi tempi grazie al successo riscontrato da Drive (ultimo lavoro del regista) al festival di Cannes.
Il regista ha talento, cosa già palesata con la trilogia di pusher e fear x.
Il film me lo sono gustato in inglese al tempo e confesso che secondo me per ora è il capolavoro di Refn.
Una disquisizione sulla violenza come ancora di salvezza per un uomo.
Ottima perfomance di Tom Hardy

addicted  @  24/01/2013 18:39:48
   7 / 10
E' un oggetto strano questo film.
Se avete visto anche l'altro lavoro più noto di Refn, che si intitola "Drive", potreste concordare con me nel ritenere che effettivamente è il regista stesso ad essere un soggetto strano. Nel senso che non si riesce bene a capire il suo sguardo. Cioè, di solito si riesce a comprendere lo sguardo di un regista sul suo film, sulla storia che racconta, sui personaggi che mette in scena. Nel caso di Refn si rimane perplessi. Ha uno sguardo di una neutralità sconvolgente. Gli eventi sono narrati senza un preciso punto di vista. Non c'è solidarietà con il protagonista, ma non c'è neanche condanna. Non si vuole sostenere una tesi (morale, sociologica, filosofica), ma neanche ci si compiace semplicemente di un racconto, anche perché la vicenda in fondo non ha un intreccio e non ha gli elementi di una "fabula".
Semplicemente contempliamo l'impossibilità di un uomo di avere un rapporto con il mondo circostante. E' l'impersonale fotografia di una patologia.
Anche le scene nel teatro, non servono a commentare l'azione, quanto a tratteggiare il profilo esibizionistico del protagonista.
Strano tipo questo Refn... bravo, comunque.

JOKER1926  @  10/01/2013 23:45:40
   4½ / 10
Lo scopo ultimo, e forse, principale, di una pellicola dovrebbe essere quello di avere una determinata proiezione, un preciso fine.
Con "Bronson" del regista Nicolas Winding Refn , (ha fatto anche "Drive") si ha la sostanziale impressione di assistere a tutta altra cosa. "Tutta altra cosa" accerchiato in un significato certamente non positivo.
"Bronson" è la storia (vera) di un carcerato inglese che ha battuto quasi tutti i "record"; Bronson è stato trasferito in più carceri, ha picchiato, è stato picchiato, è stato sempre, o quasi, in isolamento…
A questo punto, dopo la fotografia del soggetto, la questione troverebbe risultato nel vedere la regia analizzare la cosa con drammaticità e veemenza per poter, realmente, mandare un messaggio, un qualcosa di serio ed effettivo.
Appurato che manca la drammaticità il film non è affatto orfano di veemenza; questa ultima è l'enfasi delle scene violente ove il personaggio spacca la testa alle guardie, trattamento che ovviamente si rovescia a sfavore di chi picchia, ovvero di Bronson.

La pellicola è impalcata su ritmi alterni, fra scene sempre uguali e un'ironia nera sguaiata, come una tuta sotto una giacca da sposo.
Questo non è Cinema artistico, questo è un stupido e metodico delirio.

Sir_Montero  @  05/01/2013 02:10:37
   7½ / 10
Questa è la storia del celeberrimo "criminale più violento d'Inghilterra": Michael Peterson, autoribattezzatosi Charlie Bronson. "Malato" di un eccentricità quasi psicopatologica, egli indirizza ogni suo azione, sconsiderata nella stragrande maggioranza dei casi, alla consacrazione di sè; questa tendenza lo porterà a trascorrere la maggior parte della sua esistenza in gabbia (dove tralaltro si trova tuttora), continuamente isolato e malmenato. Ma è esattamente qui che si situa il punto di discrimine che ci permette di differenziare Bronson da un semplice pazzo sadico e incosciente: tutto ciò che ha ottenuto è esattamente ciò che ha sempre desiderato, ovvero fama e gloria, per quanto malsane esse siano; e, a mio avviso, il regista (dotato di un visionario talento) rende benissimo questa instabile lucidità del protagonista: ci riesce mostrando la storia "come se"... come se venisse raccontata nei modi, nei termini, nei toni propri di Bronson, come se egli stesso ce la stesse presentando da sopra un palco, unica e sola star di uno spettacolo immaginario.
E' un personaggio duro da digerire che però, nonostante l' inaudita tendenza alla violenza, rispetterà sempre un suo proprio codice comportamentale: non uccidere nessuno; e inoltre può dirsi, in una personalissima maniera, uno spirito "creativo", costantemente alla ricerca di una realizzazione, indefinita e indeterminata, costantemente al di là da concludersi.
Tom Hardy ineccepibile, non solo nelle scene più fisiche ma anche e soprattutto nelle fasi metanarrative in cui impersonifica il Bronson della coscienza; le musiche sono perfettamente funzionali allo scorrimento ora rapido ora rallentato degli eventi.

manuakacoach  @  28/12/2012 17:14:24
   7 / 10
Non è facile commentare quest'opera di Refn. L'impronta del regista è evidentissima e qualcuno non avvezzo al cinema europeo potrebbe storcere il naso di fronte a certe scene; tra cui alcune parecchio weird. Molto buona la scrittura del personaggio (non dubito che nella realtà Bronson sia così fuori di testa visti i suoi record) e ottima l'interpretazione di Hardy. Non ho molto capito il montaggio delle scene finali ma comunque vale la pena vederlo.

sweetyy  @  19/12/2012 03:28:12
   7 / 10
Buon film di Refn, violento e asciutto, una regia impeccabile.
Mi aspettavo il solito film sui carcerati visto e rivisto tante volte, invece è molto di più... Particolare e originale. Inferiore cmq alla trilogia Pusher.

lupin 3  @  13/12/2012 16:33:00
   8½ / 10
Troppo forte.
Bisogna dare merito al disegno dell'uomo con la banana in testa di Michael Gordon Peterson (Charles Bronson), che secondo me potrebbe essere catalogato come "arte moderna", diversamente del il mio "amico" che vuole fare l'artista ma poi copia disegni di artisti famosi e mette la sua firma con photoshop.
Charles Bronson avido di fama e credito potevi magari ottenerla diversamente la tua popolarità, cioè facendo quadri moderni. O_o

Supercecco  @  24/09/2012 18:22:58
   6½ / 10
Il film, storia vera, racconta la vita del carcerato più pericoloso d'Inghilterra. La pellicola avanza a rullo compressore sciorinando una serie infinita di violente bravate dello squilibrato protagonista (si fa chiamare Charles Bronson) che nonostante tutto risulta essere quasi simpatico. Non facile da commentare questo prodotto di Refn (ancora peggio inquadrare "Valhalla Rising"). Alcune scene sono puramente "estetiche" e riescono nel tentativo di intrattenere/affascinare lo spettatore. Un film a mio parere senza infamia nè lode che non mi ha lasciato nulla in particolare ma che vale la pena di visionare.

paride_86  @  12/09/2012 02:26:19
   7 / 10
Storia di Charles Bronson, alias Michael Petersen, il carcerato più famoso d'Inghilterra.
Il film non brilla tanto per la trama e per il messaggio, quanto più per la splendida e ironica caratterizzazione che il bravissimo Tom Hardy fa del protagonista e per la regia, originale e sopra le righe quanto basta per creare un'atmosfera irripetibile.
Refn ha qualche debito con David Lynch (la stanza con le tende rosse), ma non importa.

BlueBlaster  @  26/07/2012 15:55:07
   7½ / 10
Mi è piaciuto molto questo film...trovo che il regista sia geniale!
Ma la vera potenza sta nel poliedrico Tom Hardy...uno dei nuovi mostri del Cinema! La scena sulle note di "It's a sin" l'avrò riguardata 20 volte!

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  22/07/2012 21:10:17
   7 / 10
Solo per Hardy e l'impostazione teatrale scelta da Refn(in palla ma migliora il tiro con Drive) che si e' inserita per smorzare la tensione negli"hotel"/prigioni del protagonista si da come minimo 7.
Peccato che la trama gira su se stessa concentrandosi sulle"non motivazioni" che spingevano l'alter-ego di un grandioso Hardy alla violenza.

Ok.Entriamo ancora di piu' nel dettaglio dicendo che Refn si diverte a trascinare lo spettatore con torsioni di camera e movimenti blandi e avvolgenti nel marcio piu' oscuro delle prigioni e dei centri psichiatrici in cui e' coinvolto il detenuto Bronson.
Quest'ultimo non puo' fare altro che divertirsi in questi ambienti tetri e desolanti a masssacrare tutto quello che lui ritiene spazzatura o persone inferiori di forza e stazza rispetto a lui.Invece nel mondo immaginario(un palcoscenico dove puo' esprimere tutto il suo ego)anche li se la prende con comodo..c'e tempo per una sua analisi interiore,a commentare la sua vita dettaglio per dettaglio,rendendosi ridicolo e provo a dire anche che ho avvertito questa sua tendenza a disprezzarsi per quello che ha fatto per costruirsi la sua discesa all'inferno.(fantastica la sequenza della doppia-faccia,Hardy che interpreta due persone differenti"paziente-dottoressa"nella stessa scena..un asso nella manica travolgente)

Ricordiamo che questo funziona e anche a dovere nella prima ora di visione..poi questo giro si ripete ancora e ancora e alla lunga stanca un pochetto.

Ma ovviamente non male come primo lungometraggio che funge da trampolino di lancio per Mr Refn.Promosso con il voto oltre la sufficienza.

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Ultima risposta 28/12/2012 17.19.06
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Nudols85  @  24/05/2012 11:36:25
   6½ / 10
Film del tutto originale, un viaggio nella mente di un uomo malato e suonato che vede come unica risposta a tutto la Violenza, alla ricerca disperata del suo abitat naturale vedendosi non destinato a spiccare per altre doti più normali!!!
Hardy è veramente bravo, il regista non ha fatto altro che confermare la sua bravura abbracciando una storia difficile da mettere su pellicola, lui ci è riuscito con un risultato persino gradevole. Non è un capolavoro ma merita!

spoonji  @  22/05/2012 12:22:34
   7 / 10
Inizio ad amare questo regista, senza aver visto Drive.
Ritrovo elementi di Valhalla Rising, la violenza senza senso, il film che alla fine non vuole portare nessun messaggio e nessuna morale, se non quella che ognuno può trarre da se dalle immagini e dalla storia.
E' un film delirante e difficile da seguire, nonostante la storia sia molto semplice, ma ha quel qualcosa di geniale che te lo fa amare.

Bobby Peru  @  16/04/2012 00:20:04
   7 / 10
Come si diverte hardy. Bene bene. Pazzo da legare. Ma a parte un pene in continuo inquadramento poteva regalarci qualche violenza carceraria che colpiva lo spettatore. Onestamente non mi ha coinvolto piu di tanto.. mi viene da ridere a chi accosta sto film ad arancia meccanica. Evitiamo... cmq okx vedere qualcosa di diverso

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  13/03/2012 12:53:27
   7½ / 10
La società non capisce la violenza, non sa come affrontarla... figuriamoci come curarla.
Con camicie di forza?
Con l'arte e la pittura?
Con psicofarmaci?
Con l'isolamento?

Per "Charlie Bronson" non fa differenza, a lui piace stare in prigione, nelle sue stanze di hotel e per un antisociale come lui questo è il suo ambiente naturale e forse l'unico dove può vivere.
Quella prigione che non potrà mai migliorare Bronson, nè curarlo; solo punirlo e "contenerlo".

Tom Hardy in stato di grazia!

iokanaan  @  13/12/2011 06:17:47
   8 / 10
se avete amato Chopper fate partire il lettore. se vi e' piaciuto Bronson tranquilli, perche' non avete ancora visto Chopper. due pazzi furiosi. straordinari enrambi. imperdibili
un consiglio? assolutamente in lingua originale.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  12/12/2011 18:48:51
   6½ / 10
"Il favoloso mondo di Bronson". La sublimazione della violenza attraverso la musica e la visione artistica viene direttamente da "Arancia Meccanica", citato di continuo. Refn ci aggiunge il comico e il parodistico; il corpo e i baffi di Tom Hardy davanti a tutto.

Finto biopic. Personaggio reale o meno, il valore del film si ferma a livello stilistico e coreografico, il suo Peterson a quello fisico.

phemt  @  07/11/2011 10:35:05
   7½ / 10
Biopic sul più celebre e violento criminale inglese a firma del regista danese Refn ormai lanciato nel mondo del cinema mainstream che conta…

Biopic fuori dagli schemi caratterizzato da una regia assolutamente notevole… Refn è in grado di gestire macchina da presa e spazi geometrici con un talento non comune e alcune trovate e soluzioni registiche richiamano, in maniera volendo fin troppo evidente, il Kubrick di Arancia Meccanica… E il volersi mettere in confronto con quel Kubrick è compito ostico per chiunque!
Il comparto tecnico è più che ottimo e può contare su una fotografia perfettamente adeguata alla situazione e una colonna sonora molto interessante e utilizzata in maniera intelligente grazie ad un montaggio brillante…
In più si deve per forza di cose lodare la prestazione assolutamente esaltante di Tom Hardy in un ruolo non solo non facile ma molto meno "classico" di quanto si possa immaginare prima della visione! La differenza rispetto a tanti altri bad guy del cinema la fa infatti un impostazione del personaggio da comica da film muto cosa alquanto inusuale in film del genere…

Peccato che in background ci sia qualcosa che, non funzionando perfettamente, non fa raggiungere a Bronson l'aura di capolavoro assoluto! Aldilà di una certa pretestuosità e pretenziosità (la parte di stampo teatrale per esempio ma la scena del double face è da applausi a scena aperta) manca qualcosa in una sceneggiatura che di fatto gira sempre su sé stessa mostrando per un'ora e mezzo sempre lo stesso concetto!

Poco importa se Refn si prende parecchie libertà narrative rispetto alla vera storia di Bronson (per alcuni aspetti anche più interessante di quanto mostrato on screen) la cosa grave è che non da allo spettatore nessun motivo di riflessione su quanto vede: di fatto Bronson parla di un poveretto sado-masochista aggressivo che vuole menare mani per diventare famoso e manca quindi tutto il background che fa di un Arancia Meccanica (che come già specificato il punto di partenza di Refn) un capolavoro cinematografico clamoroso…
Ma malgrado questi difetti Bronson è un film assolutamente da recuperare in grado di regalare allo spettatore alcune scene di notevole bellezza estetica (una per tutte la disco dance nel manicomio criminale)…

romrom  @  26/10/2011 09:56:24
   6 / 10
Visto sulla scia di DRIVE: è ben girato, e l'interprete è veramente bravo, ma alla lunga il film tende un po' a stancare, non porta da nessuna parte

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david briar  @  23/10/2011 14:19:41
   5½ / 10
Dopo aver amato "Drive",mi son buttato su quest'altro film di Refn,approffitando del passaggio in Tv.

"Bronson" è un film molto particolare,che narra la storia di un personaggio odioso,il carcerato inglese più famoso.
Devo dire che sono rimasto veramente deluso da questa pellicola.Il personaggio non è per niente approfondito:non si capisce bene i motivi che lo spingono a fare quello che fa,il senso delle sue azioni,il suo passato è solo accennato.
A livello emotivo non mi ha lasciato niente,il protagonista non è coinvolgente,dopo un po' cala l'attenzione e l'interesse per quello che fa.Non basta un buon Tom Hardy a salvare la baracca.

Tutti i caratteri dei personaggi sono abbozzati,una volta che ci vengono presentati vengono tutti messi da parte.Ci volevano sei ore per ampliarne almeno uno?Non è stato fatto neanche con Charles Bronson,su cui è basata la pellicola,e questo mi sembra un difetto veramente grave.

Certo,il film ha un suo fascino e la regia di Refn non è male.Ma chi come me ha adorato Drive proprio per la sua messa in scena,farà fatica a trovare quella sicurezza e maturità con la macchina da presa.Sembra quasi acerbo,come se avesse tante idee ma non sapesse bene come esprimerle.In Drive c'erano almeno una decina di scene memorabili,qua al massimo due,e una più per merito di una canzone dei Pet shop boys che per merito dei realizzatori.

"Bronson" non è un film noioso,ma comunque un po' faticoso da vedere,e dimenticabile.Durante la visione si respira un'aria di occasione mancata,con tante potenzialità che vengono quasi sempre buttare via.
Spero che continuando ad esplorare la filmografia di questo regista,non rimanga ancora così deluso.In parte è anche colpa delle mie aspettative troppo alte,ciò non toglie che "Bronson" sia un film non riuscito..

DarkRareMirko  @  20/10/2011 18:26:29
   9 / 10
Ottima romanzata biografia di Refn dedicata al criminale Petersen, magnificamente reso da un eccezionale Tom Hardy.

Riesce bene soprattutto nel comunicare un'ingiusta normalità della violenza (cosa del resto reale nel tipo di carceri e nel tipo di ambienti ritratti nell'opera), dall'inizio alla fine, nonchè a cosa può portare l'ossessione di voler divenire famosi a tutti i costi.

Contrapponendo momenti leggeri (Hardy in un immaginario teatro) ad altri di ultraviolenza (le risse), le musiche liriche ed il contesto generale non possono che far tornare alla mente quell'A clockwork orange che, tra le altre opere, sta alla base della mentalità Kubrickiana.

Ottimi anche montaggio e fotografia.

Buona magari la scelta di non aver puntato su volti famosi (seppur Hardy sia presente pure in Black Hawk down), ragionamento (probabilmente a ragione) non sempre rispettato da Refn.

Da non perdere.

Rand  @  10/10/2011 11:50:28
   8½ / 10
Ecco dopo Drive ho visto questo film "inglese " di Refn, e devo dire che traspare il talento del regista, con il suo stile inconfondibile. Tom Hardy dà la sua immediatezza al personaggio di Bronson, ciò che subito rivela è l'insensatezza, in tutto, la sua vita, le sue aggressioni, la sua prigionia. tutto è insensato, sia il fatto che sia un violento psicopatico, ma anche che l'istituzione carceraria sia totalmente insensata di ragionare, in modo semplice che pestare o isolare rende solo il tutto ancora più insensato. fino alla farsa del manicomio, dove oltre ad essere insensato TUTTO è folle. Il lungo monologo del personaggio che parla della sua vita è assolutamente perfetto, nella messa in scena teatrale, veramente originale, lo sdoppiamento tra carcerato e infermiere con Hardy che parla a se stesso irresistibilmente folle. La musica dalla classica alla disco anni 80 è come sempre complementare. Il tutto è quasi ovattato, le inquadrature sono statiche, i dialoghi surreali, mentre Bronson cammina su se stesso in una cella, lotta contro la sua ombra in isolamento o esce brevemente dal carcere. dove i genitori insensati lo aspettano, come se non fosse successo niente. Veramente insensato, non c'è un motivo per la violenza? C'è sempre, soprattutto quando la società ne è schiava. Per schiacciare un essere umano basta non dargli importanza, fino a chiuderlo in una gabbia metallica, perchè è quello che il sistema vuole. essere insensato ma soprattutto indifferente a tutto.
"Ho il bibliotecario qui con me!" Ora sono ***** vostri!"
Se la storia è ispirata ad una vera il tutto appare ancora più insensato...

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Ultima risposta 10/10/2011 12.31.50
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sandrone65  @  09/10/2011 10:45:31
   5 / 10
Si capisce che l'intento del regista è quello di portare lo spettatore ad "immergersi" nella vicenda e nella distorta psicologia del protagonista del film. Quindi il film cerca quasi di presentare Bronson dal suo interno, piuttosto che osservarlo dall'esterno come accade in quasi tutti i film ambientati nei penitenziari. Questo intento potrebbe essere anche lodevole, e non si può nemmeno negare la bravura e l'impegno del protagonista. Anche la trovata della presentazione teatrale del personaggio potrebbe essere intrigante. Purtroppo però il risultato finale è stato, almeno per me, completamente centrifugo, nel senso che nonostante provassi a concentrarmi sul film invariabilmente iniziavo a pensare ai fatti miei. Il film non prende proprio, è caotico, troppo ripetitivo in tante sequenze che si accavallano. Ho fatto una fatica bestiale ad arrivare fino in fondo.

Juza21  @  08/10/2011 11:47:31
   3 / 10
Ma che film è ??? Va bene l' attore bravo ad interpretare il personaggio ma per il resto...

wallace'89  @  03/10/2011 12:21:45
   7½ / 10
Ecco, questo è un film magari che non convince totalmente ma assolutamente da premiare. Il talento con cui il regista danese offre al pubblico il suo cinema è ormai cosa tanto evidente.
Un biopic a cui non interessano per niente le regole del genere questo Bronson, con un tono allucinato e assurdo racconta la storia del più pericoloso detenuto d'Inghilterra come fosse un artista della violenza con un talento naturale.
Così è allo stesso tempo il film, un violento atto artistico che viola le consuete aspettative del pubblico per ricrearsi un originale spazio in cui esprimersi.
Certo a tratti può apparire, così come il suo protagonista, arrogantemente pretenzioso sfiorando pericolosamente la sensazione del vacuo ed estetizzante, ma complessivamente ci si ritrova convinti da un film tanto originale nella struttura, e da una regia che sa osare (e anche esaltare) creando scene forti e comunicative( in spoiler).
E Tom Hardy è veramente eccezionale, capace di reggere quasi l'intero film sulle sue spalle con un interpretazione mostruosa, viscerale e istrionica.
Ora tocca a Drive.

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Larry Filmaiolo  @  24/09/2011 17:35:18
   7 / 10
psicopatico...interessante

YaoMing  @  26/08/2011 01:23:52
   7½ / 10
Mi chiedo perchè alcuni lo trovano brutto e noioso.La storia è raccontata benissimo,Tom HARDY si cala nella parte in modo perfetto,scene crude al punto giusto, senza esagerare,forse nn sarà per tutti ma il film è davvero bello e originale.

7HateHeaven  @  25/08/2011 12:42:47
   7 / 10
Assolutamente fuori di testa. Lavoro originalissimo in togni sua parte, dalla storia, alla narrazione in prima persona, alle incursioni teatrali. Se a questo si aggiunge che è una biografia, assume tutto ancor più valore.
Magari in alcune parti è un pò lento e sicuro non piacerà a tutti, ma è un esempio di cinema alternativo.

piripippi  @  08/08/2011 11:30:09
   6½ / 10
per me è un buon film, fuori dagli schemi di una classica biografia e gli attori sono stati tutti bravi, un po teatrale. ma piacerà a tutti ?

thetruth34  @  01/08/2011 10:00:43
   5½ / 10
Particolare non c'è che dire, il film ha per tutta la durata un'atmosfera confusionaria e malata che rispecchia proprio il protagonista. è un film che si apprezza o si odia non esiste la via di mezzo. secondo me il film avrebbe avuto più "successo" se fosse stato più narrativo e meno "psicologico" invece molte parti del film e della vita di Charly rimangono del tutto trascurate.

giraldiro  @  31/07/2011 00:42:38
   2 / 10
Pessimo in tutto e per tutto. Un film idiota come il personaggio su cui è basato.

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Ultima risposta 31/07/2011 00.48.02
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boffe1907  @  25/07/2011 03:10:32
   1 / 10
senza capo ne coda, noiosissimo... dopo un quarto d'ora diventa ridicolo

willard  @  19/07/2011 09:24:33
   7 / 10
Il resoconto della vita del "carcerato più famoso d'Inghilterra": Michael Peterson in arte "Charles Bronson", che ha trascorso in carcere 34 anni della sua via di cui 30 in isolamento: al momento non è prevista data di rilascio.

Questo è quanto ci comunicano al termine di questo film, basato su una storia vera, trasposto in forma cinematografica con occhio visionario e surreale dal regista Nicolas Winding Refn, resoconto biografico di un personaggio che ci ricorda non poco l'Alex di "Arancia Meccanica" (1971) del grande Stanley Kubrick.
E la presenza del "maestro" serpeggia un po' dappertutto nella ricostruzione della vita di Bronson, non lasciando molti dubbi su quali siano le fonti ispiratrici alla regia.

Sostenuto da una robusta colonna sonora e da una fotografia dai toni estremamente accesi, il film scorre bene e riesce a calare lo spettatore negli scoscesi anfratti della mente di un uomo che si è votato alla violenza quasi per vocazione, senza mai eccedere in scene di eccessiva violenza gratuita, ma solo quanto basta per rendere l'idea del personaggio Bronson, ben interpretato da un ipertonico Tom Hardy.
Godibile. :-)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  18/07/2011 21:06:14
   7½ / 10
Qui il regista danese sfiora davvero il capolavoro, visto che, il film è stracolmo di intuizioni fulminanti.
La storia è semplicissima - Broson, il carcerato più bàstardo del regno unito, bio-pic di un uomo affetto da manie di grandezza e deliri di onnipotenza - per un registro narrativo all'inizio folgorante: Refn racconta tutto in chiave ironica e grottesca, poggia il film sulle spalle di un Tom Hardy pompatissimo e pronto a tutto, si avvale di una scenografia e una fotografia impeccabile, ma purtroppo il risultato finale è solo un buon concentrato di sequenze autoconclusive in cui il meccanismo, soprattutto nella seconda parte, comincia ad annoiare. Un difetto significativo, che lo rende imperfetto ma cmq affascinante, soprattutto nelle sequenze di finzione cinematografica in cui è Bronson stesso a raccontarci la storia da un palcoscenico di un teatro.

Impossbile non sottolineare la performance sovrumana di Tom Hardy: l'attore inglese non indietreggia neanche di fronte a un nudo integrale. Bellissima la colonna sonara: la sequenza in cui il protagonista balla lobotomizzato in un manicomio criminale sotto le note di It's a Sin dei Pet Shop Boys, è un opera d'arte. Nonostante i difetti, Refn porta sempre a casa la pagnotta. E il suo talento dietro la macchina da presa è indiscutibile.

sonoalessio  @  01/07/2011 22:35:35
   6 / 10
colonna sonora ottima e bravo il protagonista ma film decisamente evitabile. non vedevo l'ora che finisse

Constantine  @  27/06/2011 17:15:12
   8½ / 10
Refn decide di omaggiare Michael Gordon Peterson, meglio conosciuto come "Bronson", della tanto agognata celebrità. Nel farlo il regista propone una complessa analisi sul protagonista, interpretato da un esaltante Hardy, senza soffermarsi troppo in giudizi sterili e moralismi inutili. La figura di Bronson è a metà strada tra l'artista e l'animale, porta in scena la violenza, l'impossibilità di attenersi agli schemi, alle regole, alla vita stessa. Vuole ad ogni costo marcare il proprio nome nella storia e per farlo è disposto a tutto, tranne che a far pagare ad altri, ciò che deve fare. Scene di surreale narrazione si sovrappongono e si intersecano a scene di surreale violenza. Non c'è perdono nè redenzione per Peterson, non può esserci, perchè ha scelto di abbracciare la propria natura senza respingerla, non ha trovato nessuno disposto ad aiutarlo, è sempre stato solo ed incompreso; non c'è gabbia che possa trattenere il suo talento, tranne una, la più insormontabile, la propria. Un film che porta consapevole il peso di qualche difetto, ma che più di tutto ha concetti importanti espressi, grande maestria e talento creativo. Una pellicola difficile da dimenticare e sottovalutare anche grazie ad un formidabile impatto visivo. Refn entra di diritto tra i nomi da seguire con attenzione.

"Avvertivo una vocazione, solo che non sapevo quale fosse: non era cantare, ***** non era recitare, non ci sono più altre chanches... Giusto?"

JIGSAW  @  23/06/2011 23:59:43
   7 / 10
Bello e divertente nonostante la violenza!Sicuramente è il protaginista che regge il film dall' inizio alla fine sorvolando quell'affolata fascia di cielo chiamata mediocrita'...

Hyspaniko9  @  18/06/2011 00:13:04
   7 / 10
Buona interpretazione di Tom Hardy che riesce ad interpretare uno dei personaggi più pazzi e maledettamente violenti del cinema moderno.

TheGame  @  17/06/2011 20:45:49
   6 / 10
Divertente e pulpeggiante ritratto del più pericoloso criminale d'Inghilterra, l'artista della rissa, Charles Bronson by Refn che firma suo modo un prodotto tecnicamente ammiccante, rozzo e fondamentalmente ridondante con un Tom Hardy che sguazza che è un piacere nel ruolo, senza riservarsi dall'essere un pò troppo macchiettistico e caricaturale...

AirCount  @  16/06/2011 01:40:14
   8 / 10
Non sapevo che aspettarmi da questo film perche non ho letto nessuna recensione prima di vederlo,l'ho visto e penso che e un ottimo film,grandiosa la musica e la fotografia.
Grandi somiglianze con Arancia Meccanica,le s*****tate fantastiche,il racconto in prima persona,le scene di nudo etc....credo il regista si sia ispirato molto ad Arancia Meccanica.
Film da vedere assolutamente,la interpretazione e incredibile,anche se io l'ho visto in inglese non so come sia in italiano.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  16/06/2011 00:47:20
   6½ / 10
Sicuramente non ci troviamo di fronte al solito biopic.
"Bronson" è un film eccentrico, sopra le righe, che tratteggia in maniera singolare la vita, trascorsa per 34 anni rinchiusa tra sbarre di galera o manicomio, di Peterson.
Un ottimo Tom Hardy incarana un personaggio violento, manesco e teatrale allo stesso tempo.
Un film particolare che non mi ha convinta del tutto ma che merita una visione.

The BluBus  @  15/06/2011 09:50:39
   8 / 10
Tosto.
Ottimo Hardy, regia e colonna sonora perfette.

merdman  @  02/06/2011 18:04:54
   8 / 10
Alla LARGA dalla versione con DOPPIAGGIO Italiano!!


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Febrisio  @  22/05/2011 08:59:23
   6 / 10
Nicolas Winding Refn marchia la pellicola con uno stile particolare e spettacolare, la cosa migliore di questo film. Fotografia e luci son ben curate, non dimenticando che anche qui (come in pusher) avremo la stessa scelta: presentare il protagonista su sfondo nero, nome a caratteri cubitali, luce dall'alto. È la firma di Refn? I lati negativi stanno nel personaggio che meritava di stare nel libro dei guinness, ma farci un film è sprecato: una storia molto, ma molto esile, quasi nulla. Malgrado l'interpretazione del protagonista sia ottima, è troppo macchiettistica e caricaturale. È difficile dare un voto: lo stile meriterebbe un bel voto, il resto è insufficiente.

TheLegend  @  14/01/2011 22:20:38
   8 / 10
Ho conosciuto questo regista gurando "Pusher" e devo dire che nemmeno questo lavoro mi ha deluso.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  05/01/2011 15:59:26
   8 / 10
La violenza come mezzo per diventare famosi,un ripiego come tanti,basti pensare alle miriadi di volti senza talento che affollano i canali televisivi cercando di esibire qualcosa che purtroppo per loro non possiedono.
Per lo meno Charles Bronson,conosciuto all'anagrafe come Michael Petersen, una certa innata predisposizione la possiede,quella di fare a botte in continuazione e creare casini di ogni specie.
Non per altro tra carceri e manicomi ha passato 34 anni in gabbia,dei quali ben 30 in isolamento.
Pene che parlano chiaro riguardo le sue manesche "doti",tra l'altro utilizzate senza trascendere nell'omicidio e comminate a causa di due rapine finite con l'arresto.Una compiuta in età giovanile presso un ufficio postale per un pugno di sterline ed un'altra per amore presso una gioielleria,il resto lo fanno un intelletto non proprio acuto e l' imprevedibile inclinazione a menar secondini in una sorta di Fight Club carcerario.
Il talentuoso regista danese Nicolas Winding Refn ,noto soprattutto per la trilogia di "Pusher",gli regala quella celebrità sognata anche lontano dai patrii confini,divulgando la sua bizzarra storia in giro per il mondo.Per farlo si avvale di uno stile tragicomico,spesso surreale e grottesco,contraddistinto dalla volutamente ingombrante voce off del protagonista che ci introduce in una dimensione potenziata da personaggi e ambienti sopra le righe,nella quale Tom Hardy sguazza che è un piacere favorito da una mimica e da una strampalata silhouette da attore d'inizio secolo.
La sceneggiatura segue una linea distorta,ed infatti la storia di Bronson non è un fedele biopic ma un riassunto di alcune delle sue più significative gesta impregnate da generose dosi lisergiche.Fanno da collante ai vari episodi dei quadretti teatrali, in cui l'eterno carcerato espone ad un pubblico entusiasta la sua vita riassunta in soluzioni eccentriche accompagnate da una colonna sonora altrettanto singolare.

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Ultima risposta 11/01/2011 13.23.35
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guidox  @  08/11/2010 23:46:40
   8 / 10
altro gran film di Nicolas Winding Refn, stavolta alle prese con la storia di Michael Peterson, alias Charlie Bronson.
questo lavoro si allontana sensibilmente dallo stereotipo di genere, sia perchè la storia viene raccontata con l'intermezzo di una sorta di narratore (lo stesso protagonista), che su un palco teatrale con tanto di pubblico in penombra, propone una performance che accompagna l'evolversi delle proprie vicende (strepitoso Tom Hardy, la scena del "doppio" uomo-donna è divina), sia perchè grazie anche ad un'eccellente fotografia, riesce a sottolineare il surreale in modo particolare, ai limiti della perfezione.
ecco, per me qui sta il SOLO accostamento con Arancia Meccanica (la parte dell'ospedale psichiatrico e la scena nell'aula artistica del carcere soprattutto); qualsiasi altro paragone non regge e finisce oltretutto per dare un significato sbagliato al film.
questo regista ha un grande stile, me ne sono innamorato...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  02/11/2010 23:52:51
   7½ / 10
Un personaggio completamente fuori dai canoni come Bronson, senza dubbio merita un adattamento cinematografico di questo tipo, folle e surreale. La violenza come vocazione di un'intera vita, senza uno scopo preciso se non la velleità di diventare famoso. Le risse provocate o cercate diventano, anche con l'ausilio del ralenti diventano come delle opere d'arte in movimento. A suo modo Bronson è un artista anche se non se ne rende probabilmente conto.
Il film ha un tono da commedia, la struttura tende ad essere un po' dispersiva, ma non ne inficia la sua godibilità grazie anche ad un protagonista strepitoso.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  19/08/2010 18:49:31
   7½ / 10
Un protagonista brutto, sporco e cattivo quanto basta a lasciare un segno nella memoria, soprattutto grazie alla istrionica bravura di quel Tom Hardy che lo interpreta e che riesce ad impregnare di disperante furia animalesca ogni sua azione senza mai cancellarne il fondo di umanità e, perfino, di inusitata dolcezza, rivelando così una capacità davvero notevole e rara.
Una regia altrettanto particolare con alcuni momenti davvero molto indovinati e anche ricercati, il non volgere altrove lo sguardo quando si tratta di esplorare all'interno delle istituzioni più dimenticate, rendono questo un buonissimo film seppur manchevole, a mio sentire, di una vera e propria anima.
Ma in fondo quello che voleva era solo raccontare, senza giudicarla, la vita di un, a suo modo famoso, Charles Bronson "qualsiasi"... e c'è riuscito benissimo.

h.chinaski  @  19/06/2010 15:32:19
   8 / 10
Refn è un genio. Film dopo film si sta guadagnando un posto impostante nel cuore di ogni cinefilo ( vedetevi valalha rising che è incredibile). Bronson è un film bellissimo, davvero innovativo nella messa in scena ( forse c'è qualche guy ritchiata che stona...), con un Tom Hardy incredibile, grondante di furore, sembra un Daniel day lewis dopato...E' un film sull'essere Charles Bronson, sull'esagerazione che diventa arte, sull'arte che diventa violenza.
Viva Charles Bronson e fan**** Charlton Heston!!!
cmq ci sono voti inspiegabilmente bassi...

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Ultima risposta 22/06/2010 00.22.01
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TonyMontana  @  26/05/2010 13:36:02
   4 / 10
La vita del "prigioniero più pericoloso d'Inghilterra" puo essere interessante per qualche minuto o per qualche psicotico, ma sinceramente le gesta di questo folle scimmione dopo un pò annoiano.
La simpatia dell'attore rende il film poco più che insignificante.
Chi ha provato a paragonare questo film ad "Arancia Meccanica" è pazzo...

xanter  @  13/03/2010 16:42:46
   5½ / 10
Un po perchè il protagonista sembra una via di mezzo tra il mago Berry (delle Iene) ed il si**** di Aldo Giovanni e Giacomo, un po perchè "Arancia Meccanica" è ineguagliabile ed inimitabile, infine sarà anche il fatto che dedicare un film ad un folle pregiudicato mi sembra eccessivo, direi che questo film non mi è piaciuto granchè.

Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  11/03/2010 21:30:01
   6 / 10
Evidente tributo al capolavoro di Kubrick,come già molti dicono.
La violenza è molta,e in alcuni punti anche fisica e psicologica.
Vuole denunciare l'orrore delle carceri e dei manicomi,ma a mio parere quest'aspetta passa troppo in secondo piano.
All'inizio non mi piaceva,poi mi ha preso,sopratutto l'ultima mezz'ora.

USELESS  @  06/03/2010 15:59:57
   8½ / 10
Ahahaha! Fantastico!
Un riuscitissimo film stile "Arancia meccanica"!
Era da quando vidi quello di Kubrick che non vedevo un film così!
Incredibile che stavolta non sia tratto da un romanzo di Anthony Burgess ma da una storia vera...
Sono anni che lo penso: " La realtà sorpassa la fantasia, la doppia e gli fa le pernacchie!"

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/06/2010 15.36.34
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popoviasproni  @  09/02/2010 20:40:57
   6½ / 10
Ambizioso, carnale, caricaturale a tratti mistico ritratto di un delinquente "idealista".
Bravo e volutamente sopra le righe il protagonista.
Qualcosa sulla sceneggiatura si poteva fare !

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