la corazzata potemkin regia di Sergej M. Ejzenstejn URSS 1925
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la corazzata potemkin (1925)

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locandina del film LA CORAZZATA POTEMKIN

Titolo Originale: BRONENOSEC POTËMKIN

RegiaSergej M. Ejzenstejn

InterpretiMichail Gomarov, Vladimir Barskij, Grigorij Aleksandrov, Aleksandr Antonov

Durata: h 1.07
NazionalitàURSS 1925
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 1925

•  Altri film di Sergej M. Ejzenstejn

Trama del film La corazzata potemkin

Odessa, 1905: a bordo della Potëmkin, un'unità da guerra della flotta zarista, le condizioni dell'equipaggio sono intollerabili. Iniziano così a serpeggiare fermenti di rivolta: davanti all'ennesimo sopruso, la situazione esplode, scatenando un sanguinoso ammutinamento. La gente di Odessa dimostra la propria solidarietà con la sollevazione e affolla la scalinata del porto, ma viene brutalmente massacrata da un reparto di cosacchi...

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Voto Visitatori:   8,54 / 10 (61 voti)8,54Grafico
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Voti e commenti su La corazzata potemkin, 61 opinioni inserite

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Niko.g  @  23/08/2020 12:36:35
   8 / 10
Rivalutato di recente anche da Elettra Lamborghini e Myss Keta in un convegno nazionale dal titolo "Etopea e lalopatia del marinaio Vakulincuk", "La corazzata Potemkin" segna un momento storico nella cinematografia mondiale, con la sua struttura narrativa presa a prestito dalla tragedia classica e abbinata ad un uso ritmico del montaggio. Un bel coraggio per l'epoca. Ejzenstejn codifica un linguaggio che era assente in quel periodo e trasferisce il contenuto della sua opera propagandistica all'interno dell'inquadratura, con una gestione fenomenale (per l'epoca) delle scene di massa. Una rivoluzione dentro la rivoluzione insomma, al punto che niente sarà più come prima.
Se in Italia "La corazzata" è diventata popolare più per l'ironia che se ne è costruita attorno (ricordiamo però la citazione in "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola), nel resto del mondo la pellicola di Ejzenstejn è stata più volte omaggiata da grandi cineasti. Da Francis Ford Coppola a Woody Allen passando per Brian De Palma, che nel film "Gli intoccabili" ripropone, praticamente identica, la scena della carrozzina nel bel mezzo di una sparatoria, parodiata (in un delirio di citazioni) nel demenziale "Una pallottola spuntata 33 1/3 – L'insulto finale": le carrozzine diventano tre, con esilaranti voli di neonati alla fine della scalinata. Paradossi del cinema.

uranian  @  07/07/2017 18:11:48
   8½ / 10
Al di là dell'età e del palese intento propagandistico - che, da buon rosso, non solo non demonizzo, ma sostengo - è impossibile negare di trovarsi davanti a un'opera dalla potenza disarmante. Sequenze come quelle dell'ammutinamento e della scalinata di Odessa furono, sono e resteranno tra le più forti e significative dell'intera storia del medium. Inoltre, come si fa a non rimanere sbalorditi dinanzi a una tale meraviglia di regia, montaggio e fotografia? "La corazzata Potemkin" è un capolavoro, profondo e simbolico, che tutti gli amanti del cinema dovrebbero vedere - anche solo per la conclusione, in grado, ancora oggi, di regalare brividi e grandi emozioni.

marcogiannelli  @  05/11/2015 16:25:54
   9 / 10
Non un film ma un'opera d'arte
Potenza visiva pazzesca per essere un film del '25

Invia una mail all'autore del commento Sboccadoro  @  02/06/2013 14:01:22
   3 / 10
Gli stivali,,,

L'occhio della madre...

La culla col bambino...

Il montaggio analoggico,,,

La corazzata Potemkin è una c@gata pazzesca!!!

5 risposte al commento
Ultima risposta 27/03/2014 18.54.39
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  09/01/2013 14:32:51
   8½ / 10
Per tutti è il film tanto bistrattato da Paolo Villaggio nel "secondo tragico Fantozzi", per pochi è una pietra miliare del nostro cinema!
La gia' citata sequenza della scalinata è una delle scene drammatiche piu' forti e coinvolgenti di tutti i tempi.
Il regista ha il grande merito di girarla con un montaggio alternativo vera innovazione per l'epoca.
Ejzenstejn si dimostra un vero genio del cinema e i soldi incassati da questa pellicola gli permetteranno di girare altri importanti film come "sciopero"!
Gli unici film di propaganda comunista che hanno valore storico, anche se non si accetta il suo messaggio.

Fifì  @  12/03/2012 12:05:45
   9 / 10
Un film perfetto sotto ogni punto di vista se ci si sofferma ad analizzare i tratti della teoria del montaggio secondo Ejzenstejn, soprattutto se si guarda la famosissima sequenza della scalinata di Odessa dove lo spettatore riesce a mantenere il controllo critico e intellettuale per analizzare i particolari del film senza immedesimarsi.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  19/08/2011 12:33:38
   9 / 10
LA CORAZZATA POTEMKIN non é solo un punto di conflitto ideologico ma é, soprattutto, una visione della ribellone, dell'opressione, dell'azione collettiva e del singolo soggetto, dell'ambizione artistica di Ezjenstejn, diventata leggenda. La metafora del film, cioè il cambiamento del mondo tramite la coscienza dell'uomo, é rappresentata dal leone di pietra che si trasforma in un felino vero per ruggire con potenza lanciando rabbia e voglia di vivere. Questa, come tante altre icone di questa pellicola, é entrata e mai più uscita da chi, anche solo se per una volta, ha visto questo film.

CitizenKane  @  30/07/2011 08:15:58
   8 / 10
Un film magnifico ed intenso, che a distanza di 86 anni continua a catturare. Ejzensteijn ci mette tutto il suo genio, anche se le opere migliori verranno dopo

guidox  @  13/07/2011 23:38:13
   8 / 10
film che va visto solo se si vuol capire meglio il cinema e la sua evoluzione, perchè si tratta di pura propaganda e di sicuro non si basa su canoni moderni per esprimere i concetti che ha al suo interno.
più che dire che non è noioso, mi azzardo ad affermare che la noia non prende il sopravvento soprattutto per la breve durata.
contestualizzando poi al periodo storico, non ci vuole un acuto osservatore per capire che questo tipo di cinema è comunque innovativo e che riesce a trasmettere forti emozioni in sequenze che sono tecnicamente ineccepibili.
dovrei rivedere gli altri film di Ejzenstejn, a memoria ricordo che questo era uno di quelli che mi era piaciuto meno.
ma per circostanza fortuite ho rivisto proprio questo e quindi ecco qua il commento.

censurableah  @  30/05/2011 13:21:41
   9 / 10
Non il miglior film del genio Eisenstein, ma carico di una potenza drammatica che lascia stupefatti !

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Samy31  @  20/03/2011 01:38:11
   7½ / 10
Si lo so, non fa molto commento colto.. Però la verità è che ho visto questo film proprio per vedere se Fantozzi aveva ragione... E no, non aveva ragione! Guardatelo.

rob.k  @  17/12/2010 22:28:40
   7 / 10
Non è affatto una ****** pazzesca, ma neanche un capolavoro pazzesco. Indubbiamente un lavoro superbo per essere degli anni 20', un pezzo d'antiquariato, ma non regge il confronto col cinema moderno.

goodwolf  @  14/10/2010 15:27:55
   8 / 10
Se si considerano i tempi, questo film è un'opera monumentale. Le scene più "movimentate" hanno il ritmo e il pathos del cinema contemporaneo (se non di più), grazie ad un montaggio attualissimo e delle grandi musiche.
Alcune parti invece non sono all'altezza di altre.
Ma in generale, penso possa definirsi una pietra miliare.
(film ovviamente conosciuto grazie a fantozzi che però rappresenta l'uomo medio, che guardava i film con la fenech, è normale che abbia apostrofato questo film come "****** pazzesca". Sono sicuro che Villaggio apprezzi questo film.)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  13/10/2010 21:12:21
   9 / 10
Nove. Il voto dice tutto. Meritatissimo, un film che cura in modo minuzioso le musiche, le inquadrature... tutto! Un capolavoro, e mi spiace per Fantozzi, ma questo film non è per niente una palla, e addormentarsi davanti a "La corazzata Potemkin" è come addormentarsi davanti a "Rambo". Uno dei primi film di guerra, se vogliamo, diretto in un'occasione spaciale per la Russia comunista da Ejzenstejn. Questo film è adesso uno dei miei preferiti, eppure non sono un rosso. Ma da dove cominciare? (ATTENZIONE: da qui c'è qualche anticipazione) L'ammutinamento iniziale, con delle musiche mozzafiato che mi ha fatto finire letteralmente in trance. E quella scena è stata realizzata con la bravura di un grande regista, tecnica curatissima. E questo è solo l'inizio. Ejzenstejn nella parte successiva mostra il popolo furioso per la morte di Vachulinkuk con delle inquadrature a dir poco superbe, da antologia. E poi, la scena sulla scalinata di Odessa, indescrivibile. La linea dei soldati, letteralmente trasformati in robot che non guardano in faccia nessuno, funziona come una pressa per il popolo che arretra imprigionato nella scala. Gli stivali dei soldati che calpestano senza alcun riguardo cadaveri e corpi quasi morti, una madre col figlio ferito in braccio si avvicina coraggiosa ai robot, ma viene uccisa, un'altra muore nella famosa scena della carrozzina, carrozzina che poi scende giù per le scale. Panico e terrore nel popolo. Poi il finale: la nave dei protagonisti avanza impaurita verso la flotta nemica. Poi la bella notizia: "sono nostri fratelli".

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Ultima risposta 14/10/2010 16.58.44
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wallace'89  @  12/10/2010 13:40:11
   9½ / 10
Semplicemente il capolavoro che ha la fama di essere!

Si raggiungono certe vette di lirismo insuperabili, scene e costruzione filmica imparate a memoria da generazioni di cineasti come forse sarà per sempre.
Bellissima colonna sonora di Shostakovic

barbuti75  @  03/09/2010 16:59:01
   10 / 10
Questo non è un film. E non è nemmeno strutturato come un film...è diviso in cinque atti come una grande opera lirica.
L'analisi di un prodotto di questa caratura non andrebbe nemmeno fatta fare a noi poveri utenti di questo forum, ma da un'entità ben più alta.
Mai la settima arte aveva raggiunto così alti modelli e ideali prima di allora ed Ejzenstejn lo sapeva bene.
L'allora giovane regista 28enne riuscì a coniugare grande tecnica con lirismo, grande prospettiva con eroismo, grande montaggio con passione.
Innanzitutto non è un'opera storica vera, ma solo una personale rielaborazione del regista dei fatti che portarono alla rivoluzione di Odessa del 1905. I fatti narrati sono in parte reali e in parte narrati tramite espedienti cinematografici dal regista che riesce a coinvolgere lo spettatore in un turbinio e crescendo emotivo che porta all'assuefazione.
I primi due atti del film sono un monito e una pesante critica contro il sistema zarista e narrano dell'equipaggio della nave che rifiuta di cibarsi di carne in avanzato stato avariato e decompositivo. In seguito al rifiuto, tutti i marinai che rifiutarono, vennero fucilati sul ponte come monito per tutti gli altri.
In queste due prime parti il verismo narrativo di Ejzenstejn raggiunge livelli sublimi. I primi piani de cibo rancido, i volti smunti dei marinai che da giorni sono al largo di Odessa in attesa di ordini, le soggettive delle torrette dei cannoni...tutto quanto è pura poesia cinematografica.
Il terzo capitolo del film è quello relativo al post ammutinamento in cui uno dei marinai capi della rivolta, morto durante la stessa, viene trasportato a terra dove tutti possano vedere un uomo morto "per un cucchiaio di minestra" per citare il cartello del Maestro Ejzenstejn.
Come non farsi commuovere dal popolo di Odessa che inneggia al povero marinaio come un eroe? Come non vedere le geniali riprese del regista che stacca ora sul cadavere, ora sul volto delle persone sconvolte dal dolore?
Il quarto atto è il più celebre del film, dove vengono toccate le più alte corde del dolore umano, con la famosa scena della scalinata dove la polizia zarista trucida sulla folla.
Ora cari amici che date 1 a questo film solo per abbassarne il voto...se sapete qualcosa di linguaggio cinematografico questo è il momento di dimostrarlo.
Il montaggio di questa scena fa scuola ancora oggi in ogni accademia cinematografica che si rispetti: i soldati non sono mai ripresi con i loro connotati, ma solo attraverso particolari che li rendono impersonali come macchine guidate dalla distanza. L'intelligenza del Maestro ci mostra alternativamente immagini dei soldati (freddi e glaciali) e quelle della folla sulla scalinata (la celebre scena della madre e della carrozzella, ma anche i cadaveri calpestati dall'incessante processione zarista).
Dopo ila massacro i marinai della Potemkin sparano sui cosacchi scatenando la controffensiva da parte delle autorità che inviano una flotta per distruggere i ribelli.
Nell'ultima parte del film i sentimenti di fratellanza e di universalità regnano incontrastati regalandoci momenti di unica poesia cinematografica. Le navi si rifiutano di soffocare la ribellione della Potemkin e la lasciano fuggire in mare aperto come sinonimo dell'universale fratellanza che lega tutti gli uomini liberi.
Quando si parla della corazzata potemkin bisogna semplicemente togliersi il cappello e applaudire, oppure se non si pssiedono i mezzi tecnici per commentarlo semplicemente stare zitti per evitare delle figure di mer.da.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  28/08/2010 16:53:25
   8½ / 10
Arrivati alla fine di questo film, bisogna dirlo, la battuta di Fantozzi sulla corazzata Potemkin, è una c....a pazzesca! da oggi in poi davanti a quella battuta non mi mettero più a ridere come una volta, ha perso il suo valore, perchè la corazzata Potemkin è un capolavoro, un film di metà anni 20 che racconta la rivolta di Odessa nei confronti dell'oppressione zarista, con dei messaggi espliciti e chiari sul tema della rivoluzione.
Il film non è per nulla noioso, anzi, si fa seguire e non lascia molta tregue allo spettatore, grazie a delle scene crudissime e realizzate nella maniera più realista possibile e non possono passare innoservate, la scena della scalinata di Odessa ne è un esempio chiaro, realizzata in maniera molto realistica con delle ottime inquadrature.
Un gioiello, un film innovativo per il cinema, ricco di spunti che hanno creato passo a passo il cinema che conosciamo.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  10/06/2010 20:18:54
   9 / 10
Beh, capolavoro. Raramente si ha l'occasione di assistere a scene di massa di così alta carica drammatica. Visivamente superlativo dall'inizio alla fine, con una colonna sonora straordinaria che accresce e porta al trionfo una costruzione spettacolare di assoluta maestria. Le sequenze immortali si sprecano (la distruzione del piatto col verso del Padre Nostro, la carrozzina che precipita dalle scale, la vecchia colpita all'occhio...) così come i simbolismi nascosti. C'è solo da capire quanto l'ideologia propagandista possa influire su prodotti di questo tipo, ma credo che questa non sia la sede.

Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  03/04/2010 18:01:05
   9 / 10
Partiamo da un presupposto: ho visto questo film influenzato dalla celeberrima - quanto ingrata - battuta di Fantozzi.
La corazzata non è un film poi così pesante, né totalmente vuoto di contenuti: è un inno alla rivoluzione ed alla fratellanza.
Però ammetto che è un film puramente per competenti: un'opera da 10 pieno dovrebbe essere a mio avviso universale e al contempo offrire moltissimi spunti di riflessione a chi ha voglia di pensarci su. Mi viene in mente Kubrick a questo proposito.
La corazzata è un film che da un punto di vista della tecnica e dell'innovazione meriterebbe il 10 pieno. Però è un film che - come ho detto - non è per tutti e che non contiene in fondo messaggi così profondi, almeno a mio avviso.
Sarebbe comunque erroneo ritenerlo un film solo per esperti - io non sono certo un esperto, eppure l'ho trovato assolutamente godibile -: non pecca mai di eccessiva pesantezza, né manca di momenti di pura epicità. Per esempio, la scena di Odessa è entrata di diritto tra le migliori scene che il Cinema ci abbia mai regalato e non a caso è stata parodiata o anche semplicemente omaggiate da più film, come "Gli intoccabili".
Bellissima anche la rappresentazione dei soldati in quella scena, presentati come macchine da guerra insensibili e prive di personalità. Una tematica che sarebbe stata approfondita in seguito in FMJ da Kubrick, che descrisse per intero il processo di disumanizzazione degli uomini che divengono marines e tutte le difficoltà morali che questo processo comporta.
La corazzata Potemkin è un capolavoro assoluto del cinema, però non è tra i miei preferiti in assoluto.
Da un punto di vista personale mi limiterei ad un 7,5, tendente all'8. Ma dare 8 ad un film del genere sarebbe come scarabocchiare un dipinto di Caravaggio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  29/11/2009 15:37:23
   8 / 10
Una ****** pazzesca!
:-) Naturalmente si scherza, questo è un gran bel film, confermo quello che si è sempre detto su quest’opera: innovatrice in molti sensi, montaggio eccezionale, fotografia maestrale, ma in generale tutta la tecnica è impeccabile: Eisenstein è stato attento in ogni dettaglio, basta fare come esempio la parte nella scalinata, quella è sicuramente la scena migliore di tutto il film. Inoltre la violenza dovrebbe essere stata parecchio forte all’epoca perché non si risparmiano neppure i bambini. Bellissimo anche l’inizio, con cui Eisenstein introduce il duro lavoro dei marinai e le loro scandalose condizioni. Interpretazioni tutte ottime. Ultima menzione per la bellissima colonna sonora: originale e si adatta alla perfezione.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  13/08/2009 09:06:27
   10 / 10
Già dalle prime immagini è un film bellissimo. La composizione delle amache all’interno della nave con i marinai dormienti, è un’introduzione di grande potenza espressiva, quasi un insieme di bozzoli pronti a schiudere un nuovo esercito di rivoluzionari.
Musicale prima ancora che storico (l’episodio della rivoluzione russa è stato parzialmente reinventato a scopi artistici dal regista) ed espressionista in tutti i suoi aspetti, è una sinfonia di rara grandezza, suddivisa in più movimenti, nella quale Ejzenstejn dirige magnificamente le masse come vere e proprie orchestre, gestisce le inquadrature come le note puntuali dei vari strumenti. Dolce nei brevi momenti di quiete prima della tempesta (che si soffermano nella pace dell’acque portuali, in contrasto con i bollori della vicenda), diviene magnifico in una delle sequenze più tragiche e artisticamente più sublimi di tutta la storia del cinema: i cittadini di Odessa, che in una folla caotica si riversano lungo la durezza delle righe orizzontali della scalinata, la schiera “meccanica” dei soldati che discende dall’alto in maniera serrata, l’inquadrature istantanee, i precisi tagli, il montaggio fulminante… e ad un certo punto, “l’urlo nero della madre” colpita, la carrozzina che percorre l’intera scalinata, la tragedia corale che tocca improvvisamente quella individuale…
I regimi cadono, ma le opere d’arte (la “Corazzata Potemkin” non è una cag.ata pazzesca!) e i capolavori, quando veramente autentici, quelli negli anni restano.

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Ultima risposta 13/08/2009 13.09.19
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FurFante9  @  27/07/2009 15:55:29
   6½ / 10
Premetto, il genio di Ejzenstejn non si discute...qui si parla di creazione del cine...il Costruttivismo cinemtaografico...da qui bisogna valutare la pellicola con almeno un 9, ma.....oggi cm oggi è difficile nn annoiarsi guardandolo, indipendentemente dal simbolismo usato e l'importanza già accennata. voto attuale...6,5

bulldog  @  27/07/2009 13:39:25
   7 / 10
Film di propaganda girato egregiamente e con un infità di simbolismi.
Non lo riguarderei una seconda volta.

TheLegend  @  06/05/2009 01:06:23
   9 / 10
Sono partito molto scettico con questo film,mi aspettavo una cosa orribile,poi vedendolo mi sono lasciato catturare.
Ragazzi parliamo degli anni '20 e nonostante questo il film mi ha trasmesso molte emozioni.
Bellissime le riprese e la memorabile scena della scalinata.
Certo è molto propagandistico ma è da considerare a tutti gli effetti parte della storia del cinema.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  04/05/2009 11:36:23
   8 / 10
Un classico della cinematografia, anche grazie al ragionier Ugo, almeno di nome è conosciuto da tutti.
Un film che per la tecnica non meriterebbe 10 ma 11. La scena della scalinata penso sia una delle più belle mai realizzate, riesce a suscitare emozioni fortissime.
Purtroppo però, il film risulta tremendamente noioso, non lo riguarderei una seconda volta. Il film tra l'altro risulta uno spot per il regime comunista sovietico che aveva commissionato quest'opera.
Film apprezzabile per la sua tecnica sopraffina (un montaggio eccezionale tra l'altro) solo da veri intenditori. Chiunque voglia vederlo per curiosità, è meglio che lasci perdere o potrebbe avere il medesimo parere del buon Fantozzi.

pinhead88  @  19/02/2009 12:36:45
   4 / 10
mi affianco al commento di Gatsu.è uno dei pochissimi,se non l'unico film espressionista anni '20 che non mi è piaciuto per niente,a parte la famosa sequenza della scalinata,ma oltre a quella rimane ben poco di entusiasmante e piacevole in questa pellicola.e parlo da patito di questo genere.il film si svolge in maniera lenta e poco coinvolgente,per non dire pesante.non lo rivedrei neanche se mi pagassero,piuttosto pagherei io per non rivederlo.
la storia di Odessa e della guerra zarista francamente non mi è mai interessata,neanche per un minuto,però ero curioso di visionarlo,perchè da molti descritto come capolavoro.Io non ci ho trovato nulla di entusiasmante e interessante.la tecnica usata è senza dubbio notevole,però non basta.un film quando lo guardo mi deve appassionare,emozionare,coinvolgere,farmi sorridere o farmi commuovere,poco me ne importa della tecnica.
per non dirla alla Fantozzi..sarà pure un capolavoro,ma a me non è piaciuto.

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Ultima risposta 16/04/2009 21.40.30
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Neu!  @  17/02/2009 20:55:34
   10 / 10
uno dei capolavori della storia del cinema. la scena della scala di Odessa è probabilmente la migliore scena di tutti i tempi. e pensare che qualcuno gli ha messo 1...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  15/01/2009 02:17:50
   1 / 10
Patetico, brutto un cancro e noioso ma noioso forte. Ma che cavolo mi importa di volutarlo bene solo perchè E' stato valutato capolavoro...ma de che?? Il cinema è passione non sta a vedè come stato fatto e che tecnica ha usato, e questo film fa davverò pietà, a chi verrebbe in mente di andarlo a vedere al cinema dai...
A me è capitato, non l'ho voluto io ma mi hanno costretto, un pò alla fantozzi maniera e non vi dico le battute che facevo durante la visione....

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Ultima risposta 04/09/2010 09.56.47
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/11/2008 21:50:30
   9 / 10
Stupisce innanzitutto la sua incredibile modernità, sebbene sia un film che ha quasi un secolo sulle spalle. Fuori discussione che la componente ideologica è fortissima e predominante, ma tecnicamente è eccellente. La maestosità della sequenza della scalinata è contrappuntata anche da scene squisitamente intimiste. Per nulla noioso, con buona pace di Fantozzi.

paride_86  @  04/10/2008 02:20:21
   10 / 10
Sicuramente si tratta di un film propagandistico, ma rimane un capolavoro assoluto nella storia del cinema per la tecnica, la regia, la costruzione del film e delle scene. Memorabile e incredibilmente drammatica la sequenza della scalinata. Questa pellicola è un documento storico.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  12/08/2008 16:48:18
   9½ / 10
Prima pensavo: bisogna esser pazzi per mettere 9 e 10 a questi film datati, muti e con fotografie antiquate. Certo ai giorni nostri, nell'era del digitale, dove gli effetti speciali sono dappertutto e il cinema diventa sempre più mezzo di intrattenimento e di guadagno è davvero insolito e quasi azzardato chiudersi in casa per vedere una corazzata o un qualsiasi altro caposaldo dell'era del muto.
Bisogna prepararsi, capire cosa si va ad affrontare, rendersi conto che si fa un salto indietro di 80 anni, quando le possibilità tecniche erano ben diverse.
Detto questo non vorrei apparire il solito saccentello idiota che va a vedersi i film ricercati per atteggiarsi a intellettualoide: criticai sinceramente Nosferatu perchè non mi era piaciuto (probabile che non fossi ancora abituato al muto...), esalto altrettanto sinceramente questo perchè non solo mi è piaciuto, per quanto la visione ha sfatato il mito e anzi lo stupido pregiudizio che Corazzata = pesantezza.
Bisogna saperlo osservare.
L'ormai celeberrima frase del ragionier Fantozzi ha contribuito a catalogarla, anche se scherzosamente, come pellicola riservata esclusivamente a un'elite, a una ristretta cerchia di intellettuali i quali sono i soli a poterla comprendere.
N'èvvero. Tutti possono vedere, capire e amare la corazzata.
Quasi ridicolo inoltre che stia a citare la storia... è la più grande e influente rappresentazione di una rivolta di classe, addirittura commissionata dallo stato come mezzo di propaganda (ciò rimanda anche a capolavori della letteratura quali L'Eneide), moderna per temi e addirittura per gli splendidi sottofondi musicali, altamente simbolica e suggestiva in parecchi punti.
L'ammutinamento viene rappresentato con ritmo frenetico di immagini e musica e successioni rapidissime di brevi fotogrammi.
Il cinema è movimento e queste sequenze lo dimostrano ampiamente.
A terra il popolo è solidale con i marinai della Potemkin, ed è così che si arriva alla famosissima scena della repressione sulla scalinata, che crea un contrasto chiaroscurale tra i più geniali di sempre, senza contare che conferisce drammaticità alla scena proprio come si usava nella pittura e nella scultura.
Ejzenstein in poco tempo confezionò un film destinato a diventare tra i più importanti di sempre, un punto di riferimento sempre e comunque per i cineasti di tutto il mondo, un pezzo di storia più che un semplice pezzo di cinematografia.
Il fascino della Corazzata è irresistibile e inarrivabile.
Magari molti preferiranno vedere un bel blockbuster sul proprio divano, ma il blockbuster è una cosa passeggera, la storia ne può fare a meno.
E invece il cinema... senza corazzata... cosa sarebbe stato ?

Tony Ciccione90  @  05/08/2008 13:08:34
   9½ / 10
Che bel film! Che belle scene, che belle musiche, che bello tutto. Ci sono dei particolari che fanno rabbrividire, come lo sguardo dei personaggi o i momenti solenni in cui anche la musica tace. Consiglio questo film a tutti, perchè non annoia e perchè descrive benissimo gli avvenimenti rivoluzionari della Russia del 1905. Non mi pento però di aver riso alla famosissima battuta di Fantozzi, anzi, mi fa ancora ridere. Il riferimento a questo film nel capolavoro di Villaggio simboleggia i mezzi con cui le classi ricche tengono sotto il loro controllo i più deboli. E' un po' come il latino o lo spagnolo ne "I promessi sposi". Guardate e riguardate "La corazzata Potemkin".

Jude  @  18/07/2008 18:24:57
   9 / 10
Bisogna riconoscere la genialità di questa pellicola girata nel 1925. Si tratta di un film - documentario sul celebre ammutinamento dell'equipaggio della corazzata principe Potemkin avvenuto nel 1905, all'inizio della rivoluzione russa. Che dire, le riprese sono geniali, sia i primi piani, densi di pathos che le scene in movimento e collettive. Un ora e mezzo di film che scorre velocissimo, tante sono le sensazioni che trasmette. Alcune parti sono quasi commuoventi.
Ejzenstejn è un maestro!

nwo pozz  @  17/07/2008 01:17:42
   8 / 10
Da come ne parlavano in Fantozzi sembrava 1 cosa tragica, invece sono stati utilizzati molto bene i mezzi dell'epoca

smellow  @  12/06/2008 20:02:22
   8 / 10
L ho conosciuto attraverso Fantozzi. Guardarlo non è stato semplice ma ne sono rimasto abbastanza soddisfatto. Se si pensa in che anni è stato girato...

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  15/04/2008 22:36:38
   10 / 10
Ho sempre adorato Paolone Villaggio fin da quando ero piccolo, il personaggio di Fantozzi ha accompagnato simpaticamente la mia adolescenza, ancora oggi ogni suo film riesce a farmi fare delle sane e sonore risate, l'unica cosa che non riesco a perdonargli è l'aver fatto entrare nell'immaginario collettivo italiano la convinzione che uno dei film più belli e importanti di tutti i tempi sia veramente una c..... pazzesca, e di conseguenza un inguardabile polpettone, come da battuta nel "secondo tragico fantozzi". Se la sarebbe potuta risparmiare perchè non c'è niente di più falso.
Il 1905 ha visto la rivolta dei marinai della corazzata Principe Potemkin ancorata nel mar nero, era la prima rivoluzione russa, il film si basa su questo reale accadimento storico.
La struttura del dramma è suddivisa in cinque atti: il primo "Uomini e vermi", i marinai si rifiutano di mangiare la carne putrefatta andando contro il dispotico arbitrio degli ufficiali; il secondo "Il dramma nella baia di tendra", l'ammutinamento del marinaio Vakulincuk il quale, dopo aver impedito la fucilazione di alcuni suoi compagni che avevano manifestato una insubordinazione, muore a causa dei disordini scaturiti in seguito a questa azione; il terzo "Il morto invoca vendetta", le esequie degli abitanti di Odessa alla salma di Vakulincuk si trasformano in una protesta contro l'assolutismo; il quarto "La scalinata di Odessa", i pescatori si alleano con i rivoltosi, ma alla scalinata del porto cadono vittime di fronte alla spietata repressione cosacca; il quinto " l'incontro con la flotta zarista", per contrastare l'insurrezione vengono inviate le navi della flotta, ma i marinai si rifiutano di sparare gli uni contro gli altri.
La rivoluzione, nel racconto del film, non gode, come da tradizione, dell'individualità di un protagonista ma l'azione è corale, i marinai in rivolta, gli abitanti di Odessa, la flotta zarista.
Il film cavalcò l'onda della nuova politica economica, dopo l'inasprimento della guerra civile tra il 1918 ed il 1920, che iniziava a far nutrire speranze ad una società che pian piano riportava alla luce ideali come libertà, fratellanza e uguaglianza. Espressionismo e surrealismo si fondono in un crescendo che conferisce allo spettacolo una cadenza musicale.
Molteplici sono le scene che sono entrate di diritto nell'antologia cinematografica, sopra a tutte la tragica discesa della carrozzina con il neonato lungo tutta la scalinata del porto, struggente metafora dell'innocenza e dell'inconsapevolezza della repressione, la scena è divenuta talmente popolare che a Odessa la famosa scalinata intitolata a Richelieu viene ormai chiamata "Scalinata Potemkin". La straordinaria ricchezza visiva ed il montaggio pionieristico fanno di questo film un capolavoro, soprattutto quest'ultimo, curato come nessuno aveva fatto prima di allora, l'alternanza delle inquadrature, ora frontali ora diagonali, la proiezione di ombre, i soldati che scendono la scalinata inquadrati soltanto nei corpi tagliando le teste, altra metafora di automi senza cervello che agiscono a comando, scene violente ed efferate così da catturare lo spettatore ed introdurlo in quello che è il messaggio del film: un' ideologia influenza le masse e causa una mobilitazione generale, la ribellione come esempio della vittoria degli ideali della rivoluzione.

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Ultima risposta 16/04/2008 21.07.44
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Firestarter86  @  26/03/2008 20:15:55
   8 / 10
Vorrei tanto poter dire che la corazzata Potemkin è una kacata pazzesca, ma devo ammettere che nonostante i tanti anni che si porta sulle spalle resti una pellicola di un certo spessore. Ho apprezzato soprattutto la colonna sonora, perfettamente amalgamata con le scene più concitate, bello anche l'utilizzo della telecamera, con inquadrature brevissime e ferme.
In tutta la pellicola gioca inoltre un ruolo fondamentale l'aspetto simbolico, come l'inquadratura sui tre leoni che rappresentano lo stato d'animo della popolazione. Molto toccante la scena della carrozzina e

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Tutto sommato non riesco proprio a ritenerlo un capolavoro assoluto, anche se mi rendo conto che lo sia secondo la critica.
Se nel 1926 avessi visto questo film, sicuramente mi avrebbe colpito in maniera diversa (non intendo perchè sia datato), essendo il simbolo propagandistico della rivolta contadina russa, ma nonostante non sia AFFATTO NOIOSO (anzi!) tutto questo phatos io non l'ho proprio provato.
Resta una grande pellicola diretta in maniera eccelsa da Ejzentejn.

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Ultima risposta 27/03/2008 01.38.44
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Invia una mail all'autore del commento wega  @  30/12/2007 12:45:40
   10 / 10
La Corazzata Potemkin, ammetto per primo che per valutare l'effettivo valore della pellicola sarebbe opportuno prima fare un punto personale sulla situazione tecnica cinematografica al 1925, situazione che io non conosco affatto molto egregiamente.
Io non l'ho trovato per nulla noioso, come ne "La congiura dei Boiardi" sono rimasto sbalordito dalla forza delle immagini e credo riuscire a raccontare una storia, una parentesi bellica senza l'ausilio del successivo sonoro, sia indicatore di altissimo livello. Per niente noioso perchè accompagnato da una delle più fantastiche colonne sonori, praticamente un climax di un'ora su 73 minuti di pellicola, personalmente sono rimasto incantato dall'inizio alla fine.
Di questo benedetto montaggio però devo ancora capire bene di cosa si tratta, non sono riuscito ad individuare precisamente le grandi caratteristiche e puculiarità che tutti ne lodano, non sto affatto negando che sia così comunque.
Al di là che mi sia comunque piaciuto, il voto è per assoluto rispetto verso quello che a quanto pare sia il film più famoso di tutti i tempi(cit.), un'opera importante e riconosciuta.

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Ultima risposta 30/12/2007 18.45.31
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éowyn_3  @  24/12/2007 16:00:48
   7 / 10
il fuoco della rivoluzione rappresentato con realismo ed efficacia attraverso il popolo protagonista. film un po' prolisso

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  08/12/2007 13:20:29
   8 / 10
“La rivoluzione è guerra. Tra tutte le guerre che la storia conosce, essa è l’unica guerra legale, legittima, giusta e veramente grande… In Russia questa guerra è stata dichiarata ed è cominciata” (Lenin, 1905)
Ed è questo a cui assistiamo nell’opera di Eisenstein, ovvero una rivoluzione, una “guerra giusta” per affermare il diritto “ad una minestra”, ad essere trattati da uomini, contro l’oppressione di un regime autarchico rappresentatoci perfettamente dai gerarchi militari (i comandanti e gli ufficiali sulla corazzata e dall’esercito reale e dai cosacchi durante lo sterminio nella città) ..permeato, meglio forse dire, intriso dell’ideologia dominante (vero e proprio manifesto politico-ideologico del regime comunista) in quel periodo nella grande Russia, il racconto è un excursus narrativo che trova il suo apice nello sterminio dei rivoltosi sulla famosa scalinata della città di Odessa.
Suddiviso in quattro capitoli, la storia fotografa momenti fondamentali in quella che viene definita “la lotta di classe” ..la presa di coscienza della alienante condizione di vita, l’individuazione dei nemici (gerarchi militari, detentori del potere ma anche la religione, definita da Marx “l’oppio del popolo” e rappresentata dal gesuita che brandisce nelle mani il crocifisso), l’atto di liberazione segnato dalla rivolta ed infine l’esaltazione del principio di fratellanza ..il degrado delle condizioni di vita dei marinai, le vessazioni che sono costretti a subire da parte dei superiori, gli echi della rivoluzione e la rivolta dinnanzi all’ennesimo atto di cieca prepotenza (la tentata fucilazione dei dissenzienti), sono manifestati con estrema enfasi grazie anche all’ottimo accompagnamento sonoro ..poi il mare in tempesta e lo sbarco per dar sepoltura al “martire della rivoluzione”, quindi la diffusione della notizia circa la ribellione e la già citata magnifica scena sulle scalinate nella città portuale russa.. ..un ritratto dei volti, della sofferenza, della morte che scende cieca sulla folla, le madre che porta il proprio figlio in braccio verso le bocche dei fucili dispiegati come un muro invalicabile e sordo ad ogni richiamo di umanità e dialogo (poi la carrozzina che scende veloce sui gradini, come qui sotto ricordato, sarà ripresa dal film di De Palma).. ..epilogo che vede affermati i principi della dottrina comunista (lo scontro evitato ed i segnali di fratellanza tra i marinai)
Nonostante l’indubbia innovazione tecnica, la grande abilità nelle riprese e nella costruzione del racconto, resta comunque difficile giudicare un’opera così lontana nel tempo ma soprattutto così legata ad ideologie di regime crollate nell’ultimo decennio del secolo appena trascorso ..figlio del suo periodo, la pellicola risente anche dei mutamenti avvenuti nel corso degli anni pur rimanendo un documento storico di pregevole valore.
Opera comunque imprescindibile per chi si considera appassionato cinefilo..

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  19/09/2007 20:15:01
   9 / 10
IL MAESTRO RUSSO CI REGALA UNA PERLA DI INCOMPARABILE BELLEZZA. SCENE DA BRIVIDO: PATHOS, SOFFERENZA, ORGOGLIO, RISCATTO... UNA PELLICOLA UNICA. MI VERGOGNO DI AVERE RISO ALLA FAMOSA BATTUTA DI FANTOZZI...

baghiero  @  07/07/2007 20:51:09
   10 / 10
Ho visto ieri il film ed è incredibile come un film degli inizi del 900 si lasci vedere tutto d'un fiato cosi' ancora oggi.
Angosciante sotto certi aspetti ma secondo me riflette perfettamente gli umori dell'epoca.
Non è un film da vedere con la propria ragazza muniti di popcorn ma sicuramente un capolavoro dei tempi passati.

AKIRA KUROSAWA  @  29/05/2007 18:59:16
   9 / 10
pesante, ma di una bellezza unica, la scena della carrozzina verra citata da altri due film: il secondo tragico fantozzi diluciano salce e gli intoccabili di brian de palma. bello ma comincia tuttavia ad avere i suoi anni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  26/04/2007 11:25:21
   10 / 10
Uno dei film piu’ emozionanti ed avvincenti che abbia mai visto.
Premetto di averlo visto in un cinema della mia citta’,che ha deciso di far accompagnare la proiezione con musica dal vivo ,ad opera di un gruppo che ha scritto per l’occasione una nuova colonna sonora ,che pur differendo sensibilmente da quella originale, risultava essere davvero emozionante e coinvolgente.
Il film è praticamente un manifesto propagandistico realizzato su volere di Lenin nel 1925 per celebrare la rivolta armata avvenuta vent’anni prima,cio’ che impressiona è il ritmo di cui è dotata la pellicola che coinvolge lo spettatore in maniera eccezionale,grazie anche ad un montaggio impressionante,dote per la quale il film è conosciuto in tutto il mondo.
La pellicola è divisa in cinque atti,come una piece teatrale,è assimilabile ad una sorta di documentario per stile narrativo ed il regista lavora moltissimo sulle immagini, sfruttando sia i campi lunghi,(allibiscono le scene di massa), sia i volti degli attori ,davvero molto espressivi nonostante fossero non professionisti.
“La corazzata Potemkin” è ispirato a fatti realmente accaduti e trova il suo culmine emozionale nel famoso massacro della scalinata dove colpiscono l’avversa sorte che capita ad un bambino,gravemente ferito e poi calpestato dalla folla atterita e soprattutto la sequenza della carrozzina che precipita dalla scalinata, in una scena celeberrima omaggiata parecchi anni dopo da De Palma nel suo “Gli intoccabili”.
Eccezionale,un capolavoro.

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Ultima risposta 25/05/2007 10.05.52
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tavullia86  @  20/01/2007 10:24:38
   6 / 10
è molto difficile dare un voto a questo film. bisogna andare indietro di 80 anni, e non è facile. bisognerebbe provare a vivere nel 1925 sulla propria pelle. bisogna ignorare come è stato girato, oppure continuare a dirsi" è stato un grande per i mezzi che aveva". bisogna insomma calarsi in un'altra realtà, quella del muto, quella della scene di massa, quella della Russia degli anni 20. poi, anche se sembra una banalità, bisogna ignorare la fama del film che proviene da Fantozzi. fatta questa premessa, non mi sento comunque di dare un voto alto, nonostante l'elevato simbolismo, nonostante il regista sia riuscito a girare un film così agli albori del regime comunista, nonostante un'ottima colonna sonora, presente in tutto il film, che sicuramente copre almeno in parte la mancanza delle parole. metto un 6 politico. in realtà ricondurre a numeri questi film è impossibile, sarebbe corretto solo lasciare il commento e basta.

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Ultima risposta 22/01/2007 23.09.09
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devis  @  23/12/2006 18:13:53
   7½ / 10
Bellissimo film di alta drammaticità ed emozione ma a mio parere non un capolavoro. A meno che si voglia dare del capolavoro ad un film di poco più di un ora in bianco e nero e per di più muto.

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Ultima risposta 24/12/2007 16.02.47
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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  05/11/2006 23:07:20
   9 / 10
Non è facile commentare questo film. L’Europa di oggi non è la stessa di un secolo fa. Allora larghi strati di popolazione, il cosidetto “proletariato”, credevano nella possibilità di un riscatto da secoli di oppressione. La rivoluzione russa era appena avvenuta ed era nella sua prima fase, fatta di entusiasmi, grandi progetti e grandi speranze. Eisenstein credeva in questo progetto di nuova società senza più oppressori e oppressi e ne celebra uno dei primi episodi premonitori. Ecco che parteggia apertamente nel film per quei tanti volti di anonimi marinai o di inermi cittadini festanti, mentre dipinge in maniera fosca e cattiva le autorità, capaci solo di insensibilità e cattiveria. Il suo è un entusiasmo sincero, che purtroppo per noi, europei del XXI secolo, sfugge quasi completamente, non avendo più grandi idealità che infiammino la vita sociale. Senza più questo pathos il film rischia di essere solo una vuota celebrazione.
Nonostante ciò rimane senz’altro un’opera d’arte. Soprattutto le scene della scalinata di Odessa sono di una drammaticità e di una maestria tecnica difficile da trovare in film di oggi. I movimenti di masse non vengono più veritieri e spontanei come nei film degli anni ’20. Queste scene rimangono anche come uno dei più efficaci documenti di denuncia della violenza cieca e della barbarie prodotte da poteri assoluti (in questo caso lo zarismo nel 1905). Se si vuole, anche le scene finali, con i cannoni che si abbassano rinunciando a sparare, sono come un appello alla concordia e alla pace nel popolo e fra i popoli.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR frine  @  04/10/2006 01:37:08
   10 / 10
"RIDATECI LA POTEMKIN" (M. Serra).

quaker  @  26/09/2006 00:16:12
   10 / 10
E' molto difficile "vedere" oggi questo film. Anzitutto perché circondato dalla leggenda del capolavoro assoluto. Poi perché echeggia il grido di Paolo Villaggio. Infine perché, mentre leggiamo e conosciamo molte opere letterarie o pittoriche dei secoli passati, la maggior parte degli spettatori (me compreso) poco o nulla sa del cinema muto ed ha pochissimi termini di paragone.
Non so quanto sia stato effettivamente rivoluzionario nella tecnica cinematografica. Certo che i risultati sono molto spesso straordinari. Qualche esempio (a parte la carrozzella, il leone, la scalinata etc...): il pope ripreso dal basso, con alle spalle un cielo nuvoloso; gli occhiali del medico, con cui aveva scrutato la carne avariata giudicandola commestibile e che pendono da una gomena dopo la sua morte. L'uso del primo piano, le facce della gente comune, le scene di massa (Ejzenstejn filmò l'uscita degli operai da una fabbrica..) e poi gli stivali dei soldati, il cui volto non viene mai inquadrato. Ed ovviamente il montaggio: non si tratta solo di riprendere immagini, ma di cucinarle insieme: tutto il lavoro, anzi, viene dopo la ripresa. Il cinema aveva appena trenta anni, ma certamente film come questo (ma, mi chiedo, quanti altri) gli fanno fare balzi da gigante, perchè i registi comprendono le straordinarie potenzialità del mezzo. in effetti sarebbe interessante sapere quanto sia stato rivoluzionario ed anticipatore di motivi, tecniche, temi e cliché e quanto non abbia invece usato motivi, tecniche etc... che già allora erano in voga.
Per altro verso questo film ha il lieto fine... che non corrisponde affatto alla realtà della rivoluzione del 1905, ma corrisponde perfettamente a ciò che la gente, da sempre, vuole vedere al cinema. E' poi fortemente e pesantemente propagandistico: ma anche questa è una caratteristica della nuova arte, che tutti i regimi, naturalmente in maggior misura quelli dittatoriali, useranno, specie nella prima metà del secolo, come potente strumento per la creazione del consenso.
In conclusione. Non è una boiata pazzesca, anche perchè dura relativamente poco. Ha però una importanza soprattutto storica: anche lo spettatore medio lo può vedere. Aiuta infatti molto a capire come si è formata la tecnica cinematografica, e come non ci sia nulla di nuovo sotto il sole, ma tutto sia stato chiaro (però solo a qual genio di E. che ha tradotto in immagini ciò che aveva intuito) fin dal principio.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  24/09/2006 01:51:37
   6½ / 10
Mi trovo nella posizione di muovere critiche a un capisaldo del cinema, uno di quegli odiosi oggetti indiscussi e ingiudicabili solo perchè i critici di tutti i tempi hanno deciso di ritenerlo il capolavoro di tutti i tempi.
Il cinema sovietico era un prodotto di regime, ma capace di straordinarie tecniche visive. Era anche - e Einsenstein pure - influenzato dai cineasti europei, e questo non lo si puo' negare.
Oggi i cannoni a mo' di simbolo fallico per innalzare la grandezza di un potere ehm manifesto possono far sorridere: La corazzata ... è un film sopravvalutato da sempre, fiero della sua invasiva retorica, ma tecnicamente superbo, poco da dire.
Non staro' dalla parte del Fantozzi di turno (curioso che Villaggio dichiari di amare i registi e scrittori russi), ma non lo pongo nemmeno tra i vertici.
Per inciso, "Lampi sul messico" - dello stesso autore e purtroppo martoriato da una censura indecente - mi ha sempre emozionato di piu'

5 risposte al commento
Ultima risposta 30/01/2008 14.50.17
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Caio  @  20/06/2006 17:55:10
   10 / 10
L'HO VISTA!!!! LA FAMIGERATA CORAZZATA POTEMPKIN!!!! MI CI SONO VOLUTI TRE GIORNI E NUMEROSE PAUSE, MA NONOSTANTE LA PESANTEZZA NON SI PUO' NON NEGARNE LA GRANDEZZA VISIVA E LA POTENZA ESPRESSIVA. BELLISSIMO.

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Ultima risposta 01/08/2014 14.20.44
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solitecose  @  02/06/2006 16:35:29
   10 / 10
10 certo... anche se, dire che il film susciti ancora oggi emozioni fortissime... mi sembra quantomeno una m.inchiata

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Ultima risposta 10/02/2008 11.36.16
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Titto  @  26/04/2006 19:09:32
   10 / 10
Grandissimo film che consacra il cinema come arte pura.
Ovviamente solo per cinefili incalliti...

Anders Friden  @  23/04/2006 17:39:34
   10 / 10
Vabeh parliamo di cose serie. Devo ancora vedere Metropolis ma questo film è uno dei N 1 di sempre indiscutibilmente. Fantastico 80 anni fa.

Duca di Blangis  @  28/03/2006 22:10:25
   10 / 10
Massimo esempio di montaggio mai raggiunto, questo film è MONTAGGIO, senza di esso sarebbe solo un bel film. Ma la corazzata non è un bel film...è un opera d'arte...lo so che il cinema è arte...ma quest'opera è per il cinema come il preludio del Loheingrin di Wagner per la musica classica!!!
Devo dire che ho trovato crudele la scena sulla scalinata, strano non l'abbiano censurata...
Non dico altro...

Ch.Chaplin  @  06/01/2006 21:20:20
   10 / 10
se nn dessi 10 alla corazzata dovrei eliminarne parekki...io sn rimasto sbalordito dal montaggio e dalle sequenze + animate...laregìa è fantastica se si pensa ke qui eisenstein aveva solo 28 anni..
ke terrore quella scalinata di odessa...
nn capisco km mai sia ancora in giro in italia qst film..pensavo ke berlusconi dopo aver censurato biagi, santoro e luttazzi aveva pensato d ritirare tutte le copie della potemkin dal mercato... ;-)

Invia una mail all'autore del commento cinefilo malato  @  01/01/2006 21:39:51
   10 / 10
Una meraviglia per tutte le scelte!
Non merita meno di dieci! regolarmente nella classifica dei dieci migliori film della storia del cinema!

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/04/2006 18.34.31
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Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  22/11/2005 17:47:13
   9 / 10
film capace di trasmette fortissime emozioni ancora adesso... e parlo senza false ipocrisie... sicuramente un capolavoro

Dziga  @  17/10/2005 20:06:51
   10 / 10
mi chiedo solo cosa sarebbe stato il cinema senza Ejzenstejn...

3 risposte al commento
Ultima risposta 20/06/2006 17.53.25
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  06/08/2005 14:02:35
   10 / 10
Quest’opera di Eisenstein uscita nel 1925 è stata considerata nel 1949, da una giuria di critici in Svizzera, come il miglior film del secolo. Il film inaugura nella storia del cinema due capisaldi della lingua filmica. Una tecnica nuova di montaggio e la nascita di un’emozione d’insieme molto importante denominata pathos che il teatro aveva sempre avuto nella tragedia e il cinema no se non a tratti perché privo del linguaggio appropriato.
La tecnica nuova è finalizzata anche a dare velocità e spazi inediti all’azione, dopo un lavoro di ripresa fotografica da più punti dell’oggetto. Eisenstein filma 1320 inquadrature della durata minima di tre secondi. Il regista si avvale di una tecnica di sovrimpressioni e di accelerazione e decelerazione delle inquadrature. La variazione dei tempi delle inquadrature avviene a seconda delle necessità della scrittura. Ad esempio nella scena della scalinata di Odessa la progressiva velocità delle inquadrature dà una forma di realismo al film straordinaria. Un realismo che si fa pathos. Una scrittura il cui lessico attinge da tutte le arti visive presenti nelle culture (1). Essa è finalizzata soprattutto al pathos. Una tecnica che porta all’innovazione figurativa della trama cinematografica. A un dramma capace di commuovere come al teatro.
Un film quindi che riesce finalmente a pensare e a dire. A dire di più grazie ad una accurato studio delle possibilità linguistiche dell’immagine in movimento. Immagini che diventano con Eisenstein nello stesso tempo metafore e metonimie, vedi le scene dei fucilieri che sparano alla folla in fuga nella scalinata di Odessa. La macchina da presa si sofferma a lungo solo sugli stivali. Gli stivali diventano segno della presenza dei fucilieri e di una volontà zarista di repressione della rivolta. Immagini simbolo selezionate in una modalità linguistica bipolare che riesce a dare più vita alla riproduzione della realtà del film. Un’alta fedeltà al reale. Mai vista prima. Tale da trasmettere il senso più profondo degli eventi storici, la loro sezione più coinvolgente e mitica. Esempio di questo linguaggio è la statua del leone scolpita nella tragica scalinata di Odessa. Il leone passa da una posizione di riposo a una rialzata, pronto all’assalto. Un movimento di montaggio che allude alla reazione insurrezionale del popolo dopo le vessazioni del regime zarista. Un vero e proprio pensiero per immagini.
Il film è stato commissionato dal comitato centrale del partito comunista per la celebrazione del ventennale della rivolta del 1905 (che non è quella del 1917). La pellicola preventivata in un primo momento, studiata per contenere la molteplicità degli argomenti storici che doveva trattare, risultava troppo lunga.
Il regista finisce per concentrarsi solo su alcuni avvenimenti chiave di Odessa del 1905. Questa scelta gli consente di sviluppare meglio, con immagini-pensiero ben costruite lungo la nuova sintassi tecnica, tutto il simbolismo necessario al pathos. Un pathos che sia il regista che il regime auspicavano di riuscire a creare sia per ricordare meglio gli importanti avvenimenti sociali dell’epoca che per dimostrare la crescita dell’arte cinematografica sovietica. L’episodio principale del film riguarda l’ammutinamento della corazzata Potemkin avvenuto a seguito di una costata di carne avariata. Carne brulicante di vermi che il medico giudica commestibile perché secondo lui si erano semplicemente depositate sui tessuti delle larve di mosca morte. Larve facili da togliere con un bagno nell’acqua di mare. La Russia è in guerra con il Giappone. L’eco sociale che la rivolta suscita risulterà in seguito rovinoso per le istituzioni zariste del luogo. Eccezionali le riprese delle masse in movimento e della gestualità che scaturisce dalla solidarietà degli abitanti di Odessa ai marinai insorti. La ripresa della fiumana di folla che tributa un glorioso e ultimo saluto al cadavere del coraggioso marinaio ucciso non ha uguali nella storia del cinema. Il marinaio ucciso è stato il primo a ribellarsi al dispotismo del comandante. Queste scene sono una felice combinazione espressiva tra i singoli volti e le masse in quanto ciascun sguardo conferma coerentemente lo stato visivo di insieme della concitazione del movimento della gente. Le angolazioni di ripresa sembrano scaturire da una miriade infinita di punti di osservazione. La credibilità neorealista di queste riprese in bianco e nero è sorprendente. Unica.
Eisenstein costruisce in cinque episodi un’ineguagliabile e avvincente storia rivoluzionaria dilatando mostruosamente sia le possibilità espressive della lingua del cinema che le sue modalità di trasmissione del dramma.
Da sottolineare infine il gioco dei contrasti psicologici tra i marinai e le figure interclassiste della nave e quelle tra i rivoltosi e il prete ortodosso della corazzata. Contrasti che ravvivano il film. Notevoli gli sguardi in primo piano dei rivoltosi, degli abitanti di Odessa, e della folla sulla scalinata. Sguardi su cui il regista imprime molti segni memorabili dello spirito e della tragedia della rivolta. Il regista non dà tregua allo spettatore. La tenuta psicologica per tutto il film è buona. Sia l’apprensione che lo stupore si mantengono alti per tutta la durata della pellicola. Una tenuta psicologica che è ancor oggi favorita dall’ingenuità e dall’ignoranza di chiunque si mette di fronte ad un capolavoro del genere.








Heyitsmeuthere  @  29/07/2005 11:17:03
   8 / 10
hehehehe difficile non associarlo a Fantozzi e alla sua mitica "per me la corazzata Potemkin...è una kagata pazzesca!!" "L'occhio della madre....la carozzetta col bambino che precipita per la scalinata". In realtà non lo è, è un film di pura propaganda staliniana, siamo nel 1925, la campagna di distruzione morale dello zarismo è all'apice. Il messaggio è fin troppo brutale, partigiano e dissacratorio ma la pellicola è di un fortissimo impatto emotivo, geniale e va visto, se ne avete la possibilità
Pietra miliare

un ringraziamento particolare al mio prof. di disegno delle superiori

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Ultima risposta 26/10/2005 01.27.42
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