la forma dell'acqua - the shape of water regia di Guillermo del Toro USA 2017
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la forma dell'acqua - the shape of water (2017Film Novità

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locandina del film LA FORMA DELL'ACQUA - THE SHAPE OF WATER

Titolo Originale: THE SHAPE OF WATER

RegiaGuillermo del Toro

InterpretiSally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, David Hewlett, Nigel Bennett, Nick Searcy, Martin Roach, Lauren Lee Smith, Allegra Fulton, John Kapelos, Morgan Kelly, Marvin Kaye, Wendy Lyon

Durata: h 2.00
NazionalitàUSA 2017
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2018

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Trama del film La forma dell'acqua - the shape of water

Nel 1963 nell'America segnata dalla guerra fredda in un laboratorio governtivo segreto ad alta sicurezza lavora la solitaria Elisa, intrappolata in un'esistenza di silenzio e isolamento. La sua vita cambia per˛ in maniera inevitabile quando con la collaboratrice Zelda scopre un esperimento classificato come segreto.

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Voto Visitatori:   7,12 / 10 (17 voti)7,12Grafico
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Voti e commenti su La forma dell'acqua - the shape of water, 17 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  18/02/2018 23:19:47
   8½ / 10
Bentornato, Ciccio Del Toro! Dillo che avevi bisogno dell'ispirazione giusta, ossia quel rifiuto delle major di fronte alla tua idea di un remake del mostro della laguna nera, e tu allora gliel'hai fatta vedere ed hai tirato fuori la tua "solita" fiaba fantastica, solo che stavolta ti ha girato tutto bene ed hai sbancato. Poi che cast, ancora tremo sotto lo sguardo di Michael Shannon! Un film sontuoso, delicato, commovente, come solo il miglior autore del fantastico poteva darci.

kadhia  @  18/02/2018 22:58:35
   4 / 10
Sconcertata dalla quantità di candidature di questo film agli Oscar. Mi domando il perché e non vedo ragioni. Un minestrone di generi tra spionaggio, fiaba, sentimentale, noir che non accontenta nessuno o per lo meno me. Tempo sprecato. I bei film candidati sono altri.

Cinquantenne  @  18/02/2018 19:55:32
   7½ / 10
Bello sto film, un E.T. molto più spinto. Ho apprezzato molto le scene di nudo la protagonista è una gran bella f***a a me piace tantissimo. Sto mostro non è malaccio, ma ho altri gusti. C'è tanta carne al fuoco e il risultato non è affatto male. L'interpretazione della muta è fantastica. Non avevo visto un c***o di questo regista sicuramente mi vedrò altro dopo sto film, il suo stile è molto intrigante.

Wilding  @  18/02/2018 11:31:18
   4 / 10
Spinto dall'elenco dei premi sinora ricevuti e dalle critiche positive mi aspettavo molto da questa pellicola, che invece mi delude un bel pò. Una minestra di pellicole passate (ET, Alien, La bella e la bestia, B Movies a gogo...) in questa cosa piatta e triste, infarcita di temi profondi che pochi intuiscono perchè impegnati a sbadigliare!!
Persino la regia, solitamente eccellente di Del Toro, mi lascia perplesso. Che delusione!!

M-Wil  @  18/02/2018 11:05:33
   8½ / 10
La solitudine e l'emarginazione in un mondo in cui prevale sempre di più la tecnologia sugli ideali. L'allontanamento dalla natura divina, che deve essere per forza studiata, sezionata e compresa anche a costo dell'etica. L'acqua in tutte le sue forme: il sangue, la vita e l'amore che alla fine prevale su tutto, filo conduttore di una moderna favola semplice e poetica.

jorge2388  @  18/02/2018 10:25:17
   7½ / 10
Una storia d'amore inusuale, in pieno stile del Toro. Un film che tocca il tema della diversità contestualizzandola negli USA anni '60. Di contorno alla storia d'amore tra la protagonista (muta) e la "creatura", ci sono quattro personaggi, determinanti per la trama, che sono stati ben caratterizzati e in grado di rispecchiare le ipocrisie e le contraddizioni della società del tempo. Soffermarsi troppo sulla critica alla società americana c è qualcosa che a mio avviso poteva essere fatto in maniera meno approfondita. Il contesto è importante più che altro per caratterizzare i personaggi, tuttavia sono numerosi i film dedicati a certe tematiche e quindi io avrei sorvolato un po' di più per lasciare maggiormente spazio ai due veri protagonisti della storia.

La forza di questo film è racchiusa nella capacità di del Toro di rendere credibile e poetica una storia che sulla carta era inconsistente e al limite del ridicolo.
Film apprezzabilissimo in cui ogni attore recita al meglio il proprio ruolo e in cui la fotografia e le ambientazioni la fanno da padrone richiamando costantemente il tema dell'acqua.
Il mio voto non è "altissimo" semplicemente perché il film non mi ha particolarmente emozionato, ma questo è un aspetto del tutto soggettivo.

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marcogiannelli  @  18/02/2018 09:59:08
   8½ / 10
Racconto fiabesco ma con toni dark tipici di Del Toro. E' un Guillermone ancora più mainstream di quanto ci si pensi.
Si beccano tanti temi, dal razzismo all'emarginazione, dalla malapolitica indipendentemente dal colore.
E' il classico film che un pò si sa come potrebbe finire, ma non per questo perde forza.
E poi contiene una maestosa ironia.
Meritatissime tutte le candidature, ci stavano anche Michael Shannon e Doug Jones volendo. Ma Sally Hawkins è pazzesca.

VincVega  @  16/02/2018 20:24:22
   7½ / 10
Un ritorno alle atmosfere de "Il Labirinto del Fauno" per Guillermo del Toro. Atmosfere sognanti, ma allo stesso tempo anche dark, con lo sfondo della guerra fredda e del razzismo. Un mondo in cui i deboli (che può essere il mostro, ma anche uno di colore, oppure un omosessuale) sono continuamente discriminati e qui Del Toro ci mette l'attualità. Un film fatto anche di simbolismi, tipo la Cadillac (con la conseguente ammaccatura) del cattivo Michael Shannon, colui che dovrebbe essere il vincente e uomo cardine del sogno americano. Anche se non è qualcosa di assolutamente nuovo, "The Shape Of Water" è uno dei migliori lavori di Del Toro, per come è raccontato e per l'eccellente lavoro visivo. Molto belle le musiche, che con la loro dolcezza, in certi momenti avvicinano il film dalle parti della Parigi di "Amelie".

Manticora  @  15/02/2018 13:53:42
   9½ / 10
Raramente Guillermo del Toro mi ha colpito come con la forma dell'acqua. Un film potente, che decostruisce l'immaginario legato alla figura del mostro. Perchè il vero mostro è l'uomo, ovvero Michael Shannon, un villain crudele e inumano, ma ovviamente un fallito che vuole fare carriera nel sistema. Con una narrazione multi-strato il regista messicano costruisce una favola nera, in cui Sally Hawkins riesce a recitare in maniera credibile, anche se non dice una parola per tutto il film

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Octavia Spencer, Richard Jenkins,Michael Stuhlbarg sono tre caratteristi comprimari d'eccezione, che danno un grande apporto alla storia. Doug Jones dà corpo alla creatura come solo lui sà fare. Il resto è cinema: favola, dramma, passione e orrore, in un crescendo che dimostra ancora una volta che è il momento per un film horror di vincere agli oscar, soprattutto contro il political correct. E nel era Trump non è poco.
"Guarda! Le menti più brillanti del paese pisciano per terra!"

Norgoth  @  14/02/2018 22:56:19
   7 / 10
Il comparto visivo e la regia è la parte migliore, oltre che la recitazione (Michael Shannon super nel ruolo di antagonista).
Il resto niente che rimarrà impresso nella mente. Forse ho visto troppe volte l'idea della donna, spesso un cessetto o un mediocre comodino, che si innamora di "mostri" (umani e non)... magari la prossima volta si potrebbe variare sul tema e fare il contrario, eh?
Il ritmo è buono e il film è coinvolgente.
Non male.

dagon  @  13/02/2018 20:47:35
   5 / 10
Del Toro capisce che è il momento buono per applicare quello che è il suo stile tipico al politically correct dilagante oggidì, sfornando un film che è una sequela interminabile di ruffianate che vanno anche a echeggiare Amelie, The Artist ecc.
La check list dei temi sensibili d'ordinanza viene scorsa per intero: non bisogna aver paura del diverso, i gay, la magia del cinema del passato (in particolare dei musical... keppalle...), il razzismo, l'incomunicabilità e via così. Tutto nobilissimo sulla carta ma, nella pratica, qui risulta stucchevole e fasullo, sottolineato dalla altrettanto furbacchiotta partitura dello sgamato Desplat.
Sì vabbè è una favola, ma ci sono delle assurdità clamorose che è troppo comodo liquidare con un "si narra...".
Burton con Edward Mani di Forbice, quasi 30 anni fa, aveva trattato molti degli stessi temi, sempre con la forma della favola nera, con ben altri risultati. Qui siamo nel finto antimanierismo più totale, senza, tanto per restare a Del Toro, un'oncia del vigore che aveva "il labirinto del fauno" (QUELLO sì che era un grande film!) o della spontanea originalità delle sue opere inizali tipo "Cronos".
Aggiungiamo al mix, infine, l'insopportabile Sally Hawkins (che detesto visceralmente da "happy go lucky") con un risultato, per me, irritante, autocompiaciuto, melenso e smaccatamente ammiccante.
Belle fotografia e scenografie ma, nei film di questo regista, lo si dà per assodato.

1 risposta al commento
Ultima risposta 15/02/2018 08.45.05
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aldopalmisano  @  13/02/2018 10:11:18
   6½ / 10
Da appassionato di film d`autore questo mi e` sembrato un film troppo ordinario per i premi e le candidature che si e` aggiudicato.
Se consideriamo il cinema come un`arte dove lo spettatore puo` "distrarsi" (svagarsi e al tempo stesso non concentrarsi su nulla di particolare) allora questo film va bene per spendere due ore con divertimento.

Macs  @  27/01/2018 14:28:46
   5½ / 10
Operazione coraggiosa e al tempo stesso molto, ma molto para**la del buon GDT. Coraggiosa perché il mischione di generi è sempre un gran rischio, e qui infatti si esagera, tra thriller, horror, melodramma, spionaggio, fiaba nera, storia d'amore e perfino musical - col risultato di combinare un gran pastrocchio in un film che non sa essere né uomo né pesce, come il suo protagonista. Il film poi è anche una furba paradio*ta perché GDT fa veramente qualsiasi cosa pur di cercare di accattivarsi i favori del pubblico medio - e dei signori dell'Academy Awards: uno dopo l'altro, sciorina tutti quei temi che ormai paiono indispensabili per assicurarsi il successo di critica e botteghino: 1) storia d'amore romantica ma "impossibile", mixata con solitudine ed emarginazione dei protagonisti della stessa, nonché dei personaggi di contorno - tutti chiaramente con un cuore d'oro ma sfortunati per una vita che li ha penalizzati ingiustamente; 2) razzismo contro i neri; 3) omofobia - gli ultimi due temi, poi, ammonticchiati uno sull'altro. Sul serio, c'è una scena in cui, forse per pigrizia, GDT decide di affiancare nello spazio di pochi secondi la sparata razzista e il gesto omofobo, senza nemmeno cambiare location.
Come se non bastasse, la sceneggiatura fa - acqua, si - in molti punti, e non riesco proprio a passare sopra all'inverosimiglianza del menage quotidiano di una signorina delle pulizie (!) che nel 1962 ha libero e continuo accesso alla stanza top secret che dovrebbe essere ultrasorvegliata di un edificio governativo dove si fa la storia dell'umanità.
Salvano il film dal naufragio nella laguna nera le musiche retrò di Desplat (molto in stile "Amélie"), e i brani d'epoca originali, anche se il rovescio della medaglia è che le scelte musicali contribuiscono a creare quel senso di confusione di genere che impedisce al film di costruirsi un'identità riconoscibile.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  25/01/2018 09:56:25
   8 / 10
Come già successo ne "Il labirinto del fauno" e nella "Spina del diavolo" Del Toro miscela il fatto storico con altri elementi: in questo caso fantasy di estrazione piuttosto cupa, con spruzzate noir riscontrabili soprattutto nelle scenografie deliziosamente retrò oltre che nel parco utilizzo della luce diurna.
La combinazione è da ritenersi riuscita, nonostante un plot piuttosto prevedibile nei suoi snodi e quindi decisamente avaro per quanto riguarda i colpi di scena; però la storia di Elisa, donna delle pulizie in un laboratorio segreto, muta per via di un drammatico fatto risalente alla sua infanzia, e della creatura anfibia strappata con la forza dal suo habitat e rinchiusa per essere sottoposta a sadici studi, funziona eccome, complice un azione ben articolata e un romanticismo che pur attingendo da un immaginario risaputo stile la bella e la bestia, si spoglia di melensaggini inutili sposando situazioni molto più adulte con scene di nudo/sesso ed altre intrise di violenza.
Detto delle favolose ambientazioni, appare giusto sottolineare i ripetuti omaggi al cinema americano d'annata e più precisamente al musical, inoltre appare impossibile soprassedere sulla soundtrack firmata Alexandre Desplat, mentre gli attori -a partire dalla dolce Sally Hawkins e dal crudele Michael Shannon- offrono prove maiuscole con Doug Jones ad ergersi a sovrano del trasformismo regalando un personaggio a metà tra il mostro della laguna nera e quell'Abe Sapien ben conosciuto dal regista messicano. Il tutto in un contesto in cui la Guerra Fredda domina la scena internazionale, la corsa allo spazio diventa predominante come il progresso sfrenato, ma paradossalmente l'arretratezza sociale impera.
Tra l'ambizione spropositata attraverso cui concretizzare il sogno americano e l'impianto favolistico mirato a criticare la politica americana attuale (più che quella dell'epoca) si inserisce un ka-tet (direbbe Stephen King) di emarginati, una famiglia vera, non fittizia come quella tutta apparenza del responsabile della sicurezza: ognuno a suo modo avvolto da una solitudine in cui si cela la forza per combattere il sistema retrogrado e stigmatizzante. Dal contesto emarginato nasce quindi una storia d'amore difficile a credersi, eppure possibile in quanto basata sulla solidarietà senza secondi fini e soprattutto su sentimenti estranei al pregiudizio, guidati solo da quell'irrefrenabile istinto che spinge verso la naturale ricerca della felicità.

Jumpy  @  24/01/2018 12:01:23
   8 / 10
Come molti grandi film, si mescolano vari generi: fantasy/fantascienza, musical Hollywoodiano, sentimentale/romantico, thriller/spionaggio.
Erano alcuni anni che non vedevo un film che mi appassionava così tanto, nonostante delle incongruenze e buchi di sceneggiatura

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Ma è un film che va visto con l'idea di una fiaba: criticheremo Cappuccetto Rosso o Biancaneve o Cenerentola perchè ha delle incongruenze o buchi narrativi? Direi di no :)
Tecnicamente è tutto perfetto: fotografia (alcune inquadrature sono dei capolavori), musiche, scenografie.
Come atmosfera ricorda vagamente il labirinto del Fauno, anche qui aspetti fiabeschi e realtà si fondono tra loro in modo perfettamente armonico.
Stavolta però anche la caratterizzazione dei personaggi, anche se semplice e un po' stereotipata, scende un po' più a fondo, hanno uno spessore più umano.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  03/10/2017 08:41:22
   7½ / 10
Che dire? Atmosfere deliziosamente più retro dell'epoca in cui è svolto. Elisa, muta per un misterioso incidente, vive sopra un cinema che nessuno frequenta, fa le pulizie di notte in un laboratorio stile area 51. Ha un 'amica molto ciarliera, la sempre ottima Octavia spencer, che l'aiuta e le fa da confidente.un giorno arriva l'uomo cattivo dei servizi segreti, Shannon, con un dio che esce dal Rio delle amazzoni, il mostro della laguna in technicolour, che lo massacra a fasi alterne. Elisa da romantica inguaribile,s'innamora e quando scopre la futura eliminazione,lo fa scappare. Visivamente è una gioia per gli occhi, il classico del toro, a volte un pò troppo stucchevole e improbabile nello svolgimento.ovviamente le battute migliori sono della Spencer e i comprimari spiccano di più sugli interpreti. Fine poetica .personalmente non avrei dato il leone, preferivo un altro, ma dopo i pipponi festivalieri, ben venga grande cinema non impegnato ma poetico

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  02/10/2017 21:48:32
   8 / 10
In un'America razzista, bigotta e ferocemente anticomunista come quella degli anni sessanta si dipana il racconto fiabesco di The Shape of Water. Una fiaba ben strutturata che poggia le sue basi nella Hollywood classica, nei suoi generi e nell'immaginario di qualunque spettatore che conosca quei film. Del Toro con questo film risolleva molto le sue quotazioni dopo il poco riuscito Crimson Peak. Ci conduce all'interno di questa favola per adulti e ci coinvolge con un racconto classico visivamente stupendo e popolato da personaggi ben caratterizzati. La timida e muta inserviente delle pulizie che si invaghisce di questa creatura che viene direttamente dal celebre film di Arnold, la sua compagna di lavoro, il timido vicino gay. Un'accozzaglia di individui perdenti che sono fumo negli occhi di uno spietato e sadico Michael Shannon (altra, ennesima interpretazione da brividi).
Un film che mostra nemmeno tanto in maniera nascosta, la decadenza di una nazione, in preda alla più totale intolleranza verso il diverso e la decandenza del suo stesso cinema con sale vuote e salotti casalinghi pieni davanti a delle scatole chiamate televisori.
Del Toro riesce nel miscelare benissimo le diverse tonalità del film e coinvolgere emotivamente nel racconto. Leggermente meno cupo rispetto al Labirinto del fauno, tuttavia non mancano momenti forti di violenza come di poeticità. Un Leone d'oro che ci sta, anche se personalmente avrei scelto altro. Se non altro in questa edizione la "mattonata" vincitrice ce la siamo risparmiata.

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