the lady regia di Luc Besson Francia, Gran Bretagna 2011
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the lady (2011)

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locandina del film THE LADY

Titolo Originale: THE LADY

RegiaLuc Besson

InterpretiMichelle Yeoh, David Thewlis, William Hope, Martin John King, Susan Wooldridge

Durata: h 2.25
NazionalitàFrancia, Gran Bretagna 2011
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 2012

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Trama del film The lady

La storia vera di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991 e 'orchidea d'acciaio' del movimento per la democrazia in Myanmar. Dopo l'assassinio del padre, il generale Aung San, leader della lotta indipendentista birmana, Suu cresce in Inghilterra e sposa il professore universitario Michael Aris. Quando nel 1988 il suo popolo insorge contro la giunta militare, Suu torna nel paese natale e inizia il suo lungo scontro diretto contro il potere assoluto dei generali.

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Voto Visitatori:   6,57 / 10 (22 voti)6,57Grafico
Voto Recensore:   8,50 / 10  8,50
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Voti e commenti su The lady, 22 opinioni inserite

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horror83  @  27/05/2018 18:45:09
   4½ / 10
Tanta ammirazione per questa donna, ma il film non mi è piaciuto. L'ho trovato noioso.

Oskarsson88  @  15/02/2018 16:22:43
   6½ / 10
Rappresentazioni forse troppo poco realistiche e macchiettistiche per quanto riguarda la giunta militare, comunque un film che rende onore alla grande leader Aung San Suu Kyi, che si segue bene, seppur troppo semplicistico, forse troppo improntato sulla storia d'amore e con sbalzi temporali non sempre comodi per lo spettatore.

sabel  @  22/05/2016 08:52:17
   8 / 10
Nonostante fossi parecchio assonnata sono rimasta sveglia sino alla fine colpita dalla struggente storia. Avevo già sentito parlare di Aung San Suu Kyi ma non conoscevo la sua storia personale e la sua lotta per la libertà, il che mi ha toccato parecchio.
Sicuramente un esempio per il mondo, la pervicacia di questa donna ha portato alla (semi) libertà il suo paese.
Molto brava l'attrice protagonista.

krystian  @  24/04/2016 08:54:42
   10 / 10
Un film da vedere.
Il racconto di uno degli episodi di coraggio più audaci della storia, la vera storia di AUNG SAN SUU KYI INSIGNITA DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE 1991, interpretata da una sublime e somigliantissima Michelle Yeoh.
La storia struggente, commovente e toccante di una donna in lotta per il suo popolo contro delle forze molto molto più grandi e potenti di lei. Una donna COSTRETTA a rinunciare ai figli, al marito e alla sua libertà per seguire la sua madrepatria verso la democrazia.
Prigioniera in casa sua, prigioniera nella sua madrepatria in una "guerra" che si è protratta per moltissimi anni.


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Tutt'oggi la Birmania non è un paese completamente libero a causa del regime.

Il film in sé meriterebbe un sette e mezzo – otto, ma una storia così notevole non ha voto e AUNG SAN SUU KYI merita molto più.

Devastante.
Magnifico.
Storia.

marimito  @  29/11/2015 21:25:01
   6 / 10
Il voto per l'eroina cui la pellicola ha voluto rendere omaggio, ma le modalità con cui l'ha fatto non rendono appieno la veridicità dei fatti e lasciano l'immagine di una donna quasi senza emozioni (se non quelle che manifesta in occasione della malattia del marito) e di una dittatura più capricciosa che sanguinaria. La narrazione appare lacunosa e l'epilogo.. bè l'epilogo sbrigativo e posticcio. Per "l'orchidea di ferro" avrei immaginato un altro tipo di tributo.

ValeGo  @  27/09/2014 11:19:59
   8 / 10
Nonostante la durata notevole il film scorre bene, merito anche della buonissima interpretazione di Michelle Yeoh che si cala bene nella parte di questa donna che ha rinunciato alla sua vita per i diritti del suo popolo. Scene strazianti e dure che mettono a dura prova. Lo farei vedere nelle scuole senza dubbio.

Paolo70  @  13/09/2014 23:30:36
   8 / 10
Biografia sulla vita di Aung San Suu Kyi, una donna forte e coraggiosa che ha sfidato la dittatura dei generali in Birmania per il bene della libertà del suo popolo. Vicende drammatiche e commoventi. Da vedere.

gemellino86  @  20/04/2014 18:53:41
   6½ / 10
Mi è abbastanza piaciuto ma l'ho trovato un po' ridondante e non facile da seguire. Yeoh è brava a interpretare un personaggio difficile. Durata eccessiva.

MonkeyIsland  @  01/07/2013 01:20:20
   5 / 10
Un personaggio come Aung San Suu Kyi meritava senz'altro un film biografico migliore.
Eccessivamente buonista e celebrativo verso la Kyi, e finale che definire sbrigativo sarebbe poco.
Bruttino.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  17/05/2013 12:56:51
   7 / 10
Besson si è finalmente ricordato di essere stato in passato un discreto regista e ci regala una drammatica fotografia della situazione Birmana di questi ultimi anni.
Abbandonati Minimei e fantasie varie si torna alla cruda realta' della vita.
La straordinaria figura di Aung San Suu Kyi che tutt'oggi vive imprigionata nel suo paese d'origine...questo è il messaggio piu' forte del film, ci sono posti nel Mondo dove non esiste la liberta' che noi Occidentali abbiamo la fortuna di avere.
Certo non mancano alcuni difetti...forse un po' stucchevole, ho contato circa 6 abbracci con Marito o figli, e un po' troppo Santificatorio. Ci sono i cattivi-cattivissimi e i buoni-buonissimi.
Brava e straordinariamente somigliante Michelle Yeoh.

Febrisio  @  26/01/2013 14:08:36
   7 / 10
The Lady, la Signora, è così che la popolazione preferisce nominarla.

Birmania per chi non la riconosca come Myanmar, ex colonia inglese, occupata dal giappone, in seguito sottomessa da una delle più atroci dittature militariste. Luogo in cui la capitale Rangoon, visto l'assedio dal mare da parte degli americani della capitale iraqena, trasloca (da un giorno all'altro) in un punto meno esposto al centro del paese.
Oppure luogo dove caduta una miniera di giada di proprietari cinese, i minatori non vengono nemmeno soccorsi, e si preferisce costruirne un'altra lontano.
O Luogo dove il governo favorisce l'uso dell'oppio coltivato, e vedere la sua popolazione strafatta di eroina e aids, pur di non farla prender parte alla resistenza.
O ancora luogo dove pur vantando un buddismo tra più i antichi (theravada), possiede i padroni più avidi, quest'ultimi salvati dal non divenire un topo (o chissà quale altro animale) nella prossima vita, per aver costruito una pagoda.
O anche luogo dove la censura farebbe impallidire i vicini cinesi; riviste, telefoni, blackout, internet, tutto è severamente filtrato. Discorso a parte per la radio ascoltata da Aung San Suu Kyi dei vicini (incesurati) Thailandesi.
O luogo dove per distinguersi dal colonialismo inglese, modifica il senso di marcia delle corsie stradali, riutilizzando le vecchie automobili col volante a destra, riducendo la visibilità nei sorpassi al limite dell'impossibile.
O infine luogo dove in una piccola parte di territorio, turisticamente impossibile da raggiungere, infuria una delle guerre più atroci tra i contentendi attigui.

Luc Besson s'impegna in una biografia scomoda per il regime Birmano, ma non per tutto il resto del mondo. È una storia troppo bella e grandiosa, per non essere raccontata.

Definita come il nuovo Mandela, il nuovo Ghandi, è la storia di Orchidea d'acciaio, donna esile che si batte per la libertà. Eletta dal popolo da una politica sana senza campagna pubblicitaria, senza rivali che si battono per un immagine migliore. La solidità della pellicola non si discute. La personalità della protagonista diventa l'emblema di una distinta fedeltà e pienamente ricostruita. Laccato da un sovraccarico di buonismo, i problemi più quotidiani di una simile maratona vengono esclusi, se non per qualche battuta concessa al marito. La visione si concentra in una serie di tappe fondamentali che variano dalla fine anni 80 fino al 2001, senza concentrarsi sulla controparte abbozzandone la vera cattiveria del regime. Tappe che risultano troppe, e se non troppe, sono tutte abbastanza "equi" importanti, tanto che fanno mancare dei picchi d'intensità, facendolo risultare un po' piatto. In tante informazioni, riesce solo in parte a trasmettere questo senso di solitudine, in fondo anche fatto fondamentale della vita di Aung San Suu Kyi. Un racconto che fa conoscere in grandi linee quest'atto di coraggio. Per chi invece non avesse idea, potrebbe rimanerne un cammino confuso. L'immagine simbolo del film è stupenda, anch'essa però messa in ombra dagli innumerevoli fatti; La Signora fiorita davanti ai fucili carichi pronti a spararle.
Finale che senza un adeguata un informazione rimangono quasi senza senso, con i monaci dotati della loro ciotola del riso delle offerte in pellegrinaggio in segno di protesta.

È da guardare in ogni caso. Quindi consigliato per il contenuto, almeno non possiede l'incoscienza di nascondersi o traviare, peccato rappresentato in un modo troppo... occidentale. Era un film per Kim ki-duk?

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  25/01/2013 01:11:40
   5 / 10
Ho trovato questo film poco convincente perchè più che raccontare Aung San Suu Kyi purtroppo tende a celebrarla con eccessiva magniloquenza. Il personaggio non riesce ad avere lo spessore che ci si aspetta e credo non sia colpa della Yeoh, quanto di una rappresentazione iconografica che è la costante di tutto il film. Quest'impostazione danneggia non poco i protagonisti del nucleo familiare e dall'altra parte rende la dittatura militare birmana più ottusa che sanguinaria. Inoltre pochi minuti finali per raccontare gli ultimi anni di attivismo mi sono sembrati una cosa fin troppo esigua.

Invia una mail all'autore del commento Laisa  @  23/01/2013 03:51:04
   6 / 10
10 per il soggetto e 2 per come è stato realizzato. Personaggi stereotipati, finti, sceneggiatura piena di buchi... si salta da un fatterello a un altro...
manca tensione, drammaticità... non traspare nulla della forza di questa grande donna! Nemmeno si prende coscienza della reale situazione birmana... né tanto meno dell'efferatezza della giunta militare, ridotta a un manipolo di sfigati dispettosi che non sanno che pesci prendere. Insomma non si vede la crudeltà, che è la parola chiave di tutta questa vicenda...

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sandrone65  @  10/09/2012 10:22:44
   7 / 10
La vicenda di questa donna-leader birmana è raccontata facendo ampio uso di salti temporali. Il film presuppone un minimo di conoscenza delle vicende della Birmania, altrimenti si fa un po' fatica ad orientarsi oltre la prevedibile contrapposizione "buoni conto cattivi". Il film inquadra il personaggio dal punto di vista della famiglia che viene praticamente sacrificata all'impegno politico e pone l'accento sul dramma interiore du questa donna che deve anteporre ai propri affetti personali le responsabilità di leader. Valida la prova dei protagonisti, buona la regia ed ambientazioni affascinanti e curate.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  28/08/2012 09:42:42
   7½ / 10
Per una volta Besson si dedica ad un film più impegnato centrato sulla figura dell'attivista birmana Aung San Suu Kyi interpretata da una grande Michelle Yeoh che se la cava in maniera più che egregia nonostante sia abituata a recitare in ruoli ben diversi da questo. "The Lady" è una biopic che pur non trascurando gli eventi storici pone un accento particolare sulla vita familiare della protagonista, non a caso il marito Michael Aris (interpretato da un bravo David Thewlis) acquista un'importanza pari a quella di Suu. Ne esce un film molto patinato, edulcorato ed in alcuni casi superficiale seppur non privo di pregi, sintomo forse che Luc Besson non è esattamente un regista adatto a questo tipo di cinema. Bellissime le scenografie, tutte thailandesi vista l'impossibiltà di girare in Birmania.
Pur con i suoi difetto "The Lady" ha però un pregio che nessuno gli può togliere. In quanti nel mondo occidentale conoscono ciò che ha fatto Suu Kyi o almeno sanno della sua esistenza? Pochissimi, ne sono sicuro. Il film di Besson ha almeno il merito di far conoscere questo enorme personaggio, ciò che ha fatto e quale sia la situazione della Birmania (situazioni simili purtroppo sono presenti in molti altri paesi e come per la Birmania in pochi ne sono a conoscenza) tutt'oggi ancora prigioniera dei suoi gioghi. É importante che figure come questa siano conosciute al grande pubblico, certo "The Lady" ha un aspetto da prodotto preconfezionato e per questo non si può gridare al capolavoro, però non è un film inutile, tutt'altro.

mauricharly  @  07/08/2012 10:08:41
   7 / 10
Il film è una spietata denuncia del regime militare birmano e le sue violenze, girato con classe e con una Michelle Yeoh calata perfettamente nel personaggio.
Da perdonare l'eccessiva insistenza sul personaggio del marito e alcune caratterizzazioni un po' sopra le righe.
Personalmente non mi è piaciuto n il doppiaggio italiano di Michael Aris, piuttosto piagnucoloso e non adatto al personaggio.
Comunque un film da vedere.

TheLegend  @  28/04/2012 20:14:48
   5 / 10
Una storia importante per molti aspetti raccontata in modo banale e superficiale.
Ultima parte che provoca autolesionismo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  17/04/2012 20:35:47
   4 / 10
Se cercate la passione dietro lo sguardo etereo di Michelle Yeoh, nei panni dell'ultima eroina da copertina del Time, girate al largo. Sarò franco, Besson non mi ha mai esaltato, pur riconoscendogli le doti tecniche di cui è ampiamente provvisto, eppure speravo che potesse Osare di piu' invece di spulciare tra best-sellers e rotocalchi interattivi. Tutt'altro: ne esce un "Santino" stereotipato, quasi un'omaggio a certi polpettoni americani di certi decenni fa, ma privo di sussulti e vere emozioni. Una grazia, signori, che non risparmia un solo luogo comune, dai continui abbracci ai figli perduti e ritrovati al marito occidentale (troppo?) devoto, dai soldati di regime sanguinari ma in fondo rassicuranti, agli omaggi floreali durante i comizi fino alla rappresentazione artificiosa di un'idealismo che serve solo ad esaltare il biopic di un cineasta stanco, ci vuole poco a raccontare il sacrificio dei sentimenti veri, la famiglia, l'amore coniugale e materno, per la difesa della cosiddetta libertà.
Ahimè è un film orribile, perchè consacra tutto questo riuscendo paradossalmente a rendere ambigua proprio la passione politica dell'attivista birmana, ad esempio (spoiler)
Senza contare effetti involontariamente comici, come la vicenda della cartomante consultata dal capo del governo...
alla fine questo biopic dove Besson sembra piu' vicino a Franco Zeffirelli nulla aggiunge al personaggio, beatificato allo scopo di renderlo popolare anche attraverso il mezzo cinematografico. Massimo rispetto, invero, per la Vera S. Suu Kyi, molto meno per un cinema patinato incapace di raccontare adeguatamente la realtà.

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Rand  @  08/04/2012 21:25:09
   7½ / 10
Quando vuole Besson sà anche fare cinema impegnato, certo non è che si gridi al capolavoro ma d'altronde dal regista francese non mi aspettavo certo uun opera all'altezza di Gandhi, a cui il film strizza l'occhio più di una volta. Indubbiamente la scelta di Michelle Yeo come Suu è vincente sotto tutti i punti di vista ed eleva il film un gradino in più rispetto a ciò a cui Besson ci aveva abituati. Interessante l'uso dell inglese e del birmano sottotitolato per delineare certe scene. Certo a tratti il film scivola nel melenso, anche perchè rappresentare le vicende che hanno portato Suu alla ribalta internazionale presuppone una documentazione esauriente. A tratti il film si rivela superficiale, non si spiega alla fin fine come il carisma di Suu riesca a creare attorno alla sua figura il movimento per la pace e la democrazia, grossa pecca dovuta probabilmente al solito pressapochismo occidentale che semplifica troppo vicende moolto più complesse. In sostanza è comunque un film valido, che mostra la brutalità, la stupidità e l'arroganza di un regime militare che a mezzo secolo di distanza domina ancora il paese, ora con la vittoria di Suu alle elezioni per rinnovare una parte del parlamento si spera che ci sia una svolta radicale, e sarebbe ora...
Ottime le scenografie e i paesaggi naturali girati nella vicina Thailandia.

Kitiara31  @  27/03/2012 23:55:48
   7 / 10
Anche se un po' disordinato nel racconto degli eventi, tutto sommato non è un brutto film. Secondo me passa il messaggio delle azioni della protagonista (una discreta interpretazione di Michelle Yeoh, prodotta da Jean Todt, toh che combinazione...) . Besson che inquadra l'esterno della casa di Oxford sempre dalla stessa angolazione mi ricorda le inquadrature delle soap opera.

La Birmania è un paese meraviglioso... speriamo che al più presto possano essere liberi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  29/10/2011 02:25:14
   6 / 10
Sielberghiano. Agiografico. Divulgativo. Un mix commerciale di spettacolarità e intimismo. (Quasi fumettistico).
Un po' troppo superficiale sotto il profilo storico politico.
Sbilanciatissimo (ed è il maggior difetto) tra una prima parte in cui la vicenda è ricostruita senza ellissi, e una seconda in cui i salti temporali sono sempre più vertiginosi, sino a "mangiarsi" quasi completamente (e inspiegabilmente) la conclusione della vicenda pubblica.
Giusta invece l'attenzione riservata alla vicenda privata, che è quanto veramente interessava agli autori della sceneggiatura.
La figura di Aung San Suu Kyi è resa con una singolare potenza da Michelle Yeoh in un'interpretazione veramente straordinaria. Abbiamo apprezzato anche l'ironia e la misura di W. Hope nel ruolo very true english del marito.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  28/10/2011 14:27:40
   6 / 10
Biopic di Besson sulla vita di Aung San Suu Kyi, schiacciato da un taglio televisivo che lo fa assomigliare più a una fiction che a un film.
Il regista francese si sofferma sul decennio 88-99 analizzando il traumatico ritorno della donna in Birmania, la rivolta studentesca, l'opposizione al regime dittatoriale, gli anni passati agli arresti domiciliari, e, soprattutto, l'isolamento forzato lontano dalla famiglia. Una dimensione, quella familiare, che gioca ruolo determinante all'interno di una pellicola dove le prepotenze del regime funzionano solo da sfondo, con un contesto sociale malamente abbozzato e una cronologia storica a conti fatti debole e poco dettagliata. Rimane la forza quasi epica di una donna indistruttibile, dinanzi alla quale è quasi impossibile non commuoversi. Promosso a metà: forse una materia troppo difficile per un regista mediocre come Besson.

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Ultima risposta 28/10/2011 21.06.27
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