la febbre dell'oro regia di Charles Chaplin USA 1925
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la febbre dell'oro (1925)

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locandina del film LA FEBBRE DELL'ORO

Titolo Originale: THE GOLD RUSH

RegiaCharles Chaplin

InterpretiCharles Chaplin, Georgia Hale, Mark Swain, Tom Murray

Durata: h 1.22
NazionalitàUSA 1925
Generecommedia
Al cinema nel Marzo 1964

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Trama del film La febbre dell'oro

Charlot è nel Klondike sulle tracce del prezioso metallo, ma su di lui hanno più presa gli occhi di una ballerina. Dopo una tempesta di neve Charlot si ritrova in una capanna in bilico sul baratro, in compagnia di un altro cercatore, il corpulento Giacomone che, affamato, lo scambia per un gigantesco pollo e tenta di divorarlo. Charlot si deve poi accontentare di una scarpa e dei suoi lacci come spaghetti.

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Voto Visitatori:   9,08 / 10 (79 voti)9,08Grafico
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Voti e commenti su La febbre dell'oro, 79 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Filman  @  24/03/2016 23:21:14
   9 / 10
Al culmine della conformazione attuata al personaggio del "vagabondo" Charlot, una figura ricca di vanità e volenterosa di dignità, Charlie Chaplin decide di sfruttarlo, a livello cinematografico, nel modo più ammirevole possibile, riproponendolo, come al solito, molto sferzante nella sua aspra comicità, assolutamente malinconica per quanto divertente, in THE GOLD RUSH, commedia di fortissimo impatto il cui status di capolavoro è stato consolidato dalla prova del tempo, dimostrandolo un contenitore di idee brillanti con scenette stupende e intramontabili, forti nel messaggio che il gagà londinese sul lastrico, improvvisato qua come cercatore d'oro, era in grado di dare allo spettatore e al cinema muto delle slapstick quando era al centro di impossibili storie d'amore, velate da ottimismo e lieti finali che esaltano ancor di più la razionalità di temi quali la povertà e la disperazione. Simbolo, dunque, del cambiamento che l'autore britannico ha conferito al mondo delle commedie e al mondo dei lungometraggi, tale pellicola immortale rimane un lavoro impeccabile per molti aspetti, i quali vanno dalla monumentalità delle immagini, alla musicalità sonora per poi passare al complesso di emozioni pure ed umane, senso proprio dello stravolgimento artistico che Chaplin ha applicato al cinema.

pak7  @  24/11/2015 12:38:04
   7½ / 10
Quello che per ora è rimasto meno nel mio cuore. Secondo vero lungometraggio di Charlot regista, ne esce un'opera maestosa sotto tanti punti di vista, ma che appunto non mi ha dato le stesse sensazioni dal punto di vista emotivo delle altre pellicole di Chaplin.

hghgg  @  15/09/2015 12:54:08
   9½ / 10
Se avessi considerato soltanto la storia narrata a "La febbre dell'oro" avrei dato una valutazione leggermente inferiore rispetto a quella di altri sublimi capolavori chapliniani quali "Il monello" "Luci della città" "Tempi moderni" "Monsieur Verdoux" e forse anche "Luci della ribalta" titoli che considero esempi totali della perfezione del cinema di Charles Chaplin.

Il fatto è che questo film ha una tale perfezione armonica e quasi "coreografica" nelle immagini, nella regia, nelle inquadrature, nei movimenti degli attori, negli sguardi e nella colonna sonora da non poter assolutamente essere posto al di sotto dei sublimi capolavori di cui sopra. Registicamente parlando è davvero una delle vette assolute di Chaplin, è perfetto, divino, senza la minima sbavatura, stracolmo di inquadrature, sequenze, idee e invenzioni geniali costruite dietro la macchina da presa e magistralmente riportate davanti allo schermo da un Genio inimitabile ed incontenibile nella doppia veste di regista e attore.

La storia è bellissima anche se in questo caso il "genere Chaplin" il "ComiDramma", ossia la totale fusione tra commedia e dramma come solo lui ha saputo fare, non colpisce con la stessa potenza di altri suoi titoli; il che non vuol dire che non ci siano scene perfette in questo senso, in un film sempre diviso tra momenti divertentissimi (e anche molto avanti con i tempi, la sublime gag del pollo con un trucco di macchina favoloso, soprattutto nella perfetta realizzazione) e splendidi momenti amari e malinconici, con Chaplin che rende straordinariamente la solitudine del suo "Charlot" (pensate alla sublime scena del capodanno) e le condizioni estreme dei cercatori d'oro (tutta la parte nel capanno). E rende tutto ciò grazie ad una delle sue migliori prove d'attore (ce ne fossero poi di prove "peggiori" nel periodo che va dal 1921 al 1952...); Un Chaplin sublime, con un'espressività totale capace di mutare a piacimento con impressionante facilità e trasportare lo spettatore con un sorriso, o un solo sguardo, nel vortice intercambiabile di emozioni del suo film.

Insomma sa fare tutto Charles, col suo volto e il suo corpo, fa quello che vuole e ci porta dove vuole, per la nostra soddisfazione, i nostri sorrisi e le nostre lacrime (anche se questo film è più divertente che commovente). E lo ha sempre fatto anche se ne "La febbre dell'oro" l'ho trovato particolarmente perfetto, più del solito, un po' come mi è capitato per "Monsieur Verdoux" un'altra sua prova d'attore assolutamente allucinante.

Il Chaplin regista come ho già detto qui è particolarmente armonico, forse non realmente TOTALE come, chessò, in un "Luci della città" dove raggiunse davvero la perfezione ma anche qui ci va vicino, molto vicino. Il suo genio dietro la macchina da presa ci regala ancora una volta un film incastrato perfettamente in tutte le sue parti con sequenze giustamente entrate, come sempre con lui, nella storia del cinema.

La danza dei pani e delle forchette, la scena del pollo, il capodanno, la straordinaria scena della capanna in bilico sul burrone favoloso esempio di grande comicità e genio registico messi assieme, la rissa con il bullo spasimante della sua amata, la sequenza immortale del pranzo con lo scarpone (una delle più iconiche di Charlie Chaplin), e lo straordinario finale sulla nave in cui ancora una volta Chaplin concede al suo vagabondo il successo dopo tante peripezie e, mai banale, ci concede un'ultima genialata nella sequenza del bacio. Quell'occhiata e quel gesto rivolto ai giornalisti che si lamentavano della foto rovinata è straordinaria.

Meraviglioso ironico Chaplin, irriverente e sardonico come sempre, magari non spietato come altre volte (soprattutto nei film successivi) e magari qui non è riuscito ad unire con la perfezione di altre occasioni il comico ed il drammatico ma anche "La febbre dell'oro" nella sua sublime qualità e nella meravigliosa regia di Chaplin, nella prova attoriale sua e degli attori che lo hanno tanto bene affiancato, nella cura scenica e fotografica e nelle tante sequenze che hanno fatto storia, nella colonna sonora, quella traccia perfetta di pianoforte che accompagna con perfetta armonia ogni scena, nella grazia visiva e nei favolosi effetti speciali ha quel genio inconfondibile che lo pone senza alcun dubbio tra i grandissimi capolavori della storia del cinema.

Immenso e davvero imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  16/08/2014 23:40:26
   8 / 10
Non il mio preferito tra quelli considerati i capolavori chapliniani.
Non sono riuscito a cogliere il connubio di tragedia e comicità allo stesso modo in cui avverrà per tanti lavori successivi, me ne rammarico...
Ovviamente ci sono scene catapultate da subito tra le più memorabili della storia del cinema, esilaranti ancora oggi come domani.

A.L.  @  21/11/2013 09:19:18
   9 / 10
Tra i migliori di Chaplin da vedere

topsecret  @  25/09/2013 01:51:06
   8 / 10
E' il mio primo film di Chaplin del periodo muto, anche se ho visto la versione sonora con la voce fuori campo, e mi trovo costretto a fare il mea culpa per non averlo scoperto prima.
Armoniosa miscela di sentimento e tragicità, fusi insieme con garbo e ironia, capace di trasmettere emozioni e sorrisi in maniera semplice ed appagante. Basti ricordare le scene del balletto dei panini e la sequenza della casetta in bilico sulla montagna.
Un bel film d'altri tempi quando il cinema era anche poesia.

7219415  @  15/08/2013 02:36:48
   8 / 10
Chaplin non delude mai!

BrundleFly  @  06/12/2012 11:27:00
   8 / 10
Penso non ci sia bisogno di commentare, le immagini parlano da sole.

prof.donhoffman  @  28/11/2012 11:35:43
   9 / 10
Non è il mio preferito tra i film di Chaplin ma è come cercare un ago in un pagliaio composto da fili indiamantati!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  13/11/2012 16:47:51
   7½ / 10
Mi mancava da tempo questo film di Chaplin.
Come da consuetudine il grande Ch. Ch. tratta con estrema delicatezza e umorismo la povertà e l'amore, condisce il tutto con il suo slapstick irresistibile e a visione ultimata lascia delle riflessioni. Interessante come il protagonista Charlot passa dalle stalle alle stelle nel finale: assolutamente biografico.
Anche se devo dire che il finale mi sembra troppo sempliciotto, messo lì in fretta.
Girato benissimo e con un paio di sequenze memorabili, ma ho preferito altri suoi capolavori.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  19/10/2012 01:53:23
   8 / 10
Un altro piccolo gioiello realizzato da Chaplin.
Questo "la febbre dell'oro" lo stavo cercando da un pò, leggendo la trama mi sono preso tantissimo, il risultato è stato ottimo.
Cosa si può dire? ho notato una cosa nei vari film visti di Chaplin, riesce ad unire come pochi nel suo genere, la comicità al dramma, e in questo caso anche la crudeltà, l'avidità dell'essere umano con l'amore, facendoci capire, in determinate situazioni, come l'animo umano possa diventare cattivo, approffitatore, ma allo stesso tempo buono e amorevole.
I trucchi e gli effetti speciali lasciano sorpesi se pensiamo di essere al lontano 1925, geniali. Il finale e la parte migliore, finisce senza dare risposte e ci lascia un punto di domanda su come continuerano le cose per il protagonista, mi ha colpito tantissimo, io la mia risposta me la sono data, me la tengo per me ;).
Grandissimo, ed ennessimo gioiello di Chaplin, questo è arte vera, l'espressione, attraverso il cinema, dei sentimenti umani, mi sento di chiamarlo così questo bellissimo febbre dell'oro. Da vedere.

1 risposta al commento
Ultima risposta 13/11/2012 16.34.05
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DeciSex  @  23/06/2012 20:49:48
   8½ / 10
Come tutte le pellicole di Chaplin pure questa ha un pizzico di sfondo critico ed esistenzialista. Qui ci sono delle scene divertenti e c'è poi l'immancabile amore che si protrae, grazie ad una serie di intrecci (talvolta irrazionali, ma questo è il cinema), sino a diventare un lieto fine. Come per "Tempi Moderni" qui c'è l condizione sociale di un poveretto stravolta dal contesto dell'epoca, in questo caso la ricerca dell'oro. Per quello che dura è un film da guardare.

Wally  @  10/06/2012 20:04:29
   8 / 10
Io di Chaplin ho visto per adesso solo questo e il Monello... Tra i due c'e un abisso! Il Monello è pura poesia, questo invece è un bel film, molto curato, molto ben fatto, divertente ma anche leggermente noioso in alcuni tratti!
La voce di sottofondo l ho trovata un po irritante! Avrei preferito un muto totale... Tanto le espressioni e le scene parlano chiare da sole!

3 risposte al commento
Ultima risposta 11/06/2012 16.58.11
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baskettaro00  @  08/06/2012 17:01:50
   8 / 10
Film che ha lo scopo di divertir e commuover riuscendoci bene,un triste ritratto che mostra il far la fame non arrendendosi di fronte alle ingiustizie proposteci dalla vita..tra quelli di chaplin visti sinora è il meno noioso

ichigo  @  09/02/2012 16:14:43
   8 / 10
Devo essere sincero, questo film non mi ha conquistato come altri del grande regista inglese. Sicuramente il sonoro (ho visto la versione del '42) ha tolto molta magia alla pellicola. Comunque resta un film da vedere assolutamente, con una delicatezza e un divertimento molto malinconico tipici di Charlie Chaplin.

Metallo22  @  05/01/2012 11:48:01
   8½ / 10
E' il primo Chaplin che guardo, e con gran piacere posso dire che le mie aspettative sono state confermate appieno; questo regista non faceva film, faceva magie.....



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Fratuck89  @  07/12/2011 23:57:08
   7 / 10
considerando l'epoca e le difficolta connesse potrei dare anche un 9, La prima parte mi ha annoiato mentre sono stato catturato maggiormente dalla seconda, è un bel film, ma ne esageratamente maliconico ne esageratamente simpatico, non ho riso e non mi ha emozionato tantissimo, per metà l'ho guardato in italiano e per metà in inglese, ho apprezzato maggiormente quest'ultima versione, la voce narrativa a mio avviso spezza troppo l'atmosfera e distacca l'attenzione dello spettatore, in alcune parti avrei preferito vederlo totalmente muto.

FrankNFurter  @  29/11/2011 18:02:19
   8 / 10
Quando si sapeva far ridere semplicemente con uno sguardo...

P.S. Cmq preferisco Buster Keaton :)

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  30/10/2011 18:59:10
   10 / 10
Grande successo e capolavoro artistico di Chaplin che trasporta il suo celebre personaggio sulle nevi del Klondyke alla ricerca dell'oro, in mezzo ad una natura ostile ricreata in studio ma straordinariamente realistica e che diventa essa stessa personaggio. Diversi momenti indimenticabili (tra questi la danza dei panini) per un film giustamente celebrato come un classico del cinema

Gabo Viola  @  30/10/2011 17:35:04
   10 / 10
Neanche Panariello, Pieraccioni e Teo mammucari mi hanno fatto ridere così tanto. Capolavoro del cinema

2 risposte al commento
Ultima risposta 31/10/2011
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edmond90  @  25/10/2011 09:02:23
   10 / 10
Forse il più geniale prodotto della straordinaria poetica di Charlot.
Solitudine e gioia,comicità e profonda tristezza vengono trattate mirabilmente in questa rivisitazione del mito della frontiera e quindi della natura ostile,che mette a nudo l'animo umano tirandone fuori il meglio e il peggio allo stesso modo.
Il vagabondo,isolato sia nel dramma che nella fortuna,attraversa la storia quasi come un essere ultraterreno che osserva con apparente distacco,rassegnato ma dignitoso nella povertà e nella solitudine.Che calore umano indescrivibile viene sprigionato da esso!!!!
Il lieto finale con la sua improvvisa ricchezza e il coronamento del sospirato amore per la ballerina può aver destabilizzato qualcuno,ma è secondo me coerente con la profonda carica umana di questo geniale artista.E poi chi ci dice che non sia una gioia effimera?Che un nuovo periodo tumultuoso non incomba sul nostro eroe??Le opere successive di Charlot forniscono un'esaustiva risposta....
Tecnicamente il film non risente affatto degli 86(!!!)anni trascorsi,e scene come quella della baita sull'orlo del precipizio stupiscono ancora oggi.
Personalmente non capisco perchè lo stesso Chaplin abbia adattato una nuova versione del film,accorciandolo e inserendovi una irritante voce-off che mal si amalgama con tutto il resto.

nefilim  @  16/10/2011 16:06:50
   7½ / 10
è il mio primo film di chaplin. straordinario per l'epoca, mi sono divertito ed emozionato oggi...qualche falla a livello di svolgimento ma sono sicuro migliorerà nei prossimi film :) cmq bello bello. (non da prima posizione in classifica su...)

lukef  @  30/09/2011 13:35:37
   7 / 10
Nonostante le ipercitate scene indimenticabili e l'incredibile comunicatività del personaggio, il film nel suo complesso non mi ha regalato troppe emozioni. Senza dubbio ottimo per l'epoca ma a mio avviso inferiore ad altri capolavori dello stesso Chaplin.

barone_rosso  @  16/08/2011 20:57:08
   8½ / 10
Uno dei piu' belli di Chaplin, non al livello di Tempi Moderni e Il Monello, ma rimane comunque un ottimo film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  03/08/2011 13:37:09
   8½ / 10
Mettiamo un altro 8 1/2 a Chaplin, lo stesso voto che ho dato a "Tempi moderni". Questa volta la comicità resta costante per tutta la durata del film, ci sono un sacco di gag esilaranti e ben realizzate, anche pensando al fatto che il film è del 1925, basta pensare agli "effetti speciali", come quello della capanna che cade nel dirupo.
Insomma, complessivamente davvero un bel film, anche abbastanza leggero e soprattutto ben fatto.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  30/07/2011 01:12:05
   10 / 10
Un film dove si mescolano magistralmente la sofferenza e l'umorismo, un film che racchiude una delle più intense sequenze di suspense comica della storia (la capanna dei minatori trascinata dalla tempesta ai bordi di un precipizio), un film per il quale Charlie avrebbe voluto in assoluto essere ricordato...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gardner  @  10/06/2011 12:30:05
   7 / 10
Chaplin al suo primo lungometraggio sforna una pellicola in cui manca ancora qualcosa. C'è ancora più di una deformazione da comica breve. Qua e là ci sono sequenze di agghiacciante bellezza (la danza dei panini su tutte)

Izivs  @  07/05/2011 11:35:56
   6 / 10
In una classifica di film d'epoca sicuramente questo film merita, proprio per il fatto di essere stato girato nel 1925 con soluzioni tecniche di pregio ed una sceneggiatura, per l'epoca, ben fatta (basta rammentare la scena del pollo, il ballo dei panini, gli effetti della capanna dondolante).
Sicuramente se avessi visto il film negli anni 30' avrei strabuzzato gli occhi e non avrei esitato ad attribuire 10.
Tuttavia in una classifica di tutti i tempi , a mio giudizio, non va oltre il 6, proprio per il fatto che se regge il confronto a livello di sceneggiatura poi lo perde a livello di regia, fotografia, colonna sonora, effetti speciali etc.

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Ultima risposta 12/10/2011 16.19.07
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Oskarsson88  @  05/05/2011 12:44:50
   8½ / 10
Chaplin è davvero un mito; anche qui alcune scene sono memorabili, anche se a me quella che ha fatto ridere di più è quando felicissimo per l'appuntamento distrugge mezza casa e viene poi palesemente sgamato dalla donzella. Non lo considero il suo migliore, qualche parte morta l'ho trovata, ma certamente valgon di più le sue di trovate!!

wallace'89  @  27/03/2011 20:21:43
   9 / 10
Vedere i film di Charlie Chaplin è qualcosa che fa bene al proprio senso di umanità, e sono un bene per l'umanità in generale. Miracolosamente divertenti e emozionanti in maniera senza tempo. Capolavori come allora,ora e per sempre.

johnny89k  @  20/02/2011 18:50:44
   9½ / 10
la versione originale e integrale merita assolutamente almeno mezzo voto in più. la riedizione, fatta dallo stesso Chaplin nel '42 per adeguarla al nuovo pubblico, vanifica in parte le sue espressioni che sono già molto comunicative di per sé..

Invia una mail all'autore del commento nightmare95  @  10/02/2011 23:04:02
   10 / 10
film strepitoso un cult assoluto con un grandissimo Charles Chaplin si merita un bel 10.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  10/02/2011 22:40:53
   9 / 10
Commedia di eccezionale fattura con alcune scene indimenticabili.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  14/01/2011 15:58:08
   9 / 10
Quali coordinate ha la fortuna? Qual è la direzione da prendere per raggiungerla, trovare pepite d'oro, diventare ricchi e dare uno schiaffo alla miseria? Basta disegnare una bussola su di un foglio di carta, girarsi alla bell'e meglio e come più ci conviene, e dirigersi a Nord, sempre a Nord, fino ad arrivare sulle piste innevate del Klondike, oltre l'Alaska.
E' questa la condotta del geniale Charlot, sconclusionato "cercatore per caso" di prosperità. In un momento storico di affrettata crescita del capitalismo, Chaplin inizia a burlarsi delle possibili (e così tremendamente prossime) conseguenze economiche, rappresentandole in una quintana che all'apparenza non riesce mai a raggiungere una piena gioia, contraddistinta al momento dall'unione di emotività e ironia.

Il grande autore edifica una pellicola più vasta di quanto sia percepibile all'apparenza e la muove su due linee narrative fondamentali: le peripezie dell'esploratore sprovveduto, e il rapporto tra questi e una sbarazzina protagonista di tabarin.
La forma predominante è quella della dialettica del qui pro quo: gag a profusione si avvicendano tra loro in un susseguirsi vertiginoso (la baracca in bilico sul dirupo in primis) senza sosta, che passa dalla ingombrante e simpatica figura di Giacomone/Big Jim all'orso bruno che arriva provvidenzialmente in scena, dal ballo nel salone con la giovane Georgia alla corda legata a mo' di cintura che coinvolge un cane scattante, dalla gallina pennuta (allucinazione dovuta alla fame) alla scarpa cucinata per alleviare gli appetiti impellenti. Traversie tragicomiche e romantiche che tengono avvinti dalla prima all'ultima scena.

La vita viene effigiata come dominata dal caso, senza discipline, metodi o prassi. In questa confusione Chaplin ritrova e svela gli usi di un celato equilibrio, comandato dai soldi, dall'inammissibilità di un amalgama tra ricchi e poveri, e da un desiderio di felicità, per alcuni agognata e per altri raggiunta fortuitamente.
La realtà è dolorosa, ed esibirne l'aspetto farsesco simboleggia proprio il divulgarne la drammaticità. Ecco l'importanza del ricorso al sogno e dell'appisolarsi in beata solitudo: per tenere lontano il dolore di un Capodanno tradito dall'assenza, dal languore dovuto alla mancanza di cibo, e dal freddo climatico e dell'anima.

L'epilogo è spensierato, e deciso ancora una volta dalla fatalità: il ritrovamento del giacimento aurifero grazie a una tempesta, e l'incontro con Georgia sulla nave. Charlot è diventato miliardario, ma resta verosimile agli occhi degli altri e a se stesso quando veste ancora i panni del pezzente vagabondo, quell'omino coi baffi credulone e dolce che tiene sulle spalle il peso dei vizi altrui e dei loro dubbiosi intenti.

dave89  @  03/08/2010 11:48:33
   9½ / 10
il miglior film di chaplin assieme a luci della città.

wooden  @  27/03/2010 19:06:42
   8½ / 10
Piccolo capolavoro, anche se ritengo superiore Keaton, meno buffone e più malinconico.

fiesta  @  10/02/2010 00:50:18
   10 / 10
A me Chaplin piace anche quando cammina,quell'andatura stentata,quel fare come se si rischiasse in continuazione il disastro,mi diverte. Inoltre quest'atteggiamento spesso si unisce ad un fare orgoglioso,il connubio diventa ovviamente comico.
Il filo conduttore dei suoi film è l'amore,soluzione di ogni problema,unica vera soluzione all'inesorabilità della vita. La ricchezza,in confronto,è solo una cornice(memorabile quando nel finale prende ancora le cicche di sigaro dal marciapiede)

Questo film è un sollievo per cuore e mente.

Dr.Orgasmatron  @  13/01/2010 17:41:42
   10 / 10
Uno dei più grandi successi di Charlie Chaplin, ricco di sequenze memorabili (la danza dei panini, la scarpa mangiata, ecc...) è una tragicomica lotta per la sopravvivenza che finisce con il prender piede della solitudine a poco a poco. Straordinariamente divertente e buffo, apre a moltissime riflessioni. Il mio preferito di Charlot

The BluBus  @  08/11/2009 10:30:10
   9½ / 10
10 alla versione originale, senza se e senza ma.
9 a quella con il commento esterno, che inserito a posteriori su un film dove bastano le immagini a capire tutto toglie un po di "magia" al film.

martymcfly  @  11/10/2009 15:06:23
   9½ / 10
come sempre straordinario! una mente moderna catapultata negli anni 20...
la scena delle scarpe e del balletto con i panini sono STORIA DEL CINEMA...

Invia una mail all'autore del commento marcocorsi  @  18/07/2009 20:45:59
   10 / 10
Un plauso a quello che è stato genio assoluto e riconosciuto da chiunque del cinema. Per me quando si parla di Chaplin, il voto è più o meno sempre lo stesso: 10, tranne in alcuni casi tipo Il monello che mi ha un pò deluso oppure i vari corti degli albori. In La febbre dell'oro Charlot riesce a far sorridere anche quando si parla di argomenti di una delicatezza e di un impegno formidabili, come ad esempio la fame. Inventarsi la sequenza dove si cucina le scarpe è incredibile, un regista avanti mentalmente, come poi dimostrerà soprattutto in Tempi Moderni. Bellissimo il personaggio del gigantesco Giacomone

Apocalypse_Now  @  29/06/2009 21:20:40
   10 / 10
Indiscutibilmente il mio preferito di Charlot

Gruppo REDAZIONE maremare  @  11/05/2009 23:41:43
   10 / 10
Sepultura  @  11/05/2009 23:36:37
   10 / 10
Immenso e grandioso. Con Luci della città e Tempi moderni il migliore di Charlot. Alcune sequenze rimarranno per sempre nell'immaginario collettivo

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  10/05/2009 14:24:51
   10 / 10
Uno dei miei filmS preferiti in assoluto; lo favorisco anche all'incredibile "Il monello" o, almeno, lo riguardo sempre più volentieri. Vertice inarrivabile del cinema muto e uno delle tante vette della carriera di Chaplin.

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  28/04/2009 00:26:25
   9½ / 10
Grande capolavoro e pietra miliare del cinema.
Un geniale Charles Chaplin che è riuscito a stupirmi piacevolmente.
Regia incomparabile e innovativa per l'epoca in cui uscì il film, recitazione sublime e scenografie incredibilmente sorprendenti.Insomma un grande inchino a questo capolavoro che non prende 10/10 solamente perchè è solo il primo film di Chaplin che il sottoscritto aha avuto l'onore di vedere.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  26/03/2009 12:20:45
   9½ / 10
Straordinario. Ancora più straordinario se si fa caso all'anno di produzione.
Il buon Charles diceva spesso di voler essere ricordato per questa pellicola.
Questa perla di Chaplin è leggermente inferiore, a mio avviso, solo a Luci della città e a Tempi moderni.
Incredibile come riesca a far ridere su qualcosa di tragico come la fame.
Ottimi anche gli effetti speciali: la casa sul precipizio e quando Chaplin diventa un enorme pollo.

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Capolavoro da vedere e rivedere, consigliatissimo a tutti !!!

pinhead88  @  22/03/2009 18:10:19
   9½ / 10
un eccellente prodotto genuino che fonde insieme comicità e drammatico.alcune gag geniali degne del miglior Chaplin

Neu!  @  21/02/2009 12:46:49
   10 / 10
forse il miglio Chaplin dopo Tempi Moderni. geniale...

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  07/02/2009 02:35:14
   7½ / 10
“La febbre dell’oro” è sempre stato uno dei lungometraggi di Charlie Chaplin che mi ha appassionato di meno: forse per l’eccesso di un favolismo che deborda nell’epilogo, e che mi dato l’impressione di stridere con l’impianto narrativo preminente, fondato –come sempre in Chaplin- sul connubio tra dramma e comico. Ed infatti le scene più divertenti ed altamente espressive sono proprio quelle in cui –paradossalmente- sono rappresentati i patimenti legati a condizioni negative quali la disperazione, la fame e la solitudine.
Bellissime alcune sequenze, come ad esempio quelle famosissime della danza dei panini, dello scarpone cucinato e mangiato, e della capanna oscillante sul bordo estremo di un precipizio (scena, quest’ultima, in cui risalta una scenografia curata scrupolosamente).
Ottimi anche la fotografia e talune trovate effettistiche (vedi la sequenza della morte di Larson).

fragolina51  @  25/01/2009 20:41:53
   10 / 10
Uno dei più divertenti di Charlot, la scena in cui mangia le scarpe è incredibile

Touch of Evil  @  25/01/2009 18:22:39
   10 / 10
Uno dei più grandi capolavori di Chaplin. Le sequenze da archiviare negli annali del cinema sono numerose

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  10/01/2009 21:10:24
   10 / 10
Fondere il comico alla tragedia può essere un percorso irto di ostacoli ed è facilissimo cadere nel ridicolo: In questo caso tutto è perfetto. Dalle avversità e soprattutto dalla fame più nera Chaplin tira fuori delle situazioni comiche sublimi come la scena della cena a base di scarpa o l'allucinazione di Big Jim che vede Charlot come un pollo. Ma la poesia pura resta la danza dei panini, il momento migliore del film.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  09/10/2008 21:40:45
   10 / 10
Assolutamente da vedere la versione muta del 1925. Un film perfetto, in "La febbre dell' oro" comicità e dramma sono complici dello stesso linguaggio cinematografico; la comicità infatti, viene sfruttata per raccontare, in diverse memorabili sequenze, situazioni estremamente drammatiche. Come in "Luci della città" e "Tempi moderni" -forse là ancora meglio distribuita- è la scansione perfetta dei tempi , che rende quest' opera un Capolavoro assoluto della storia del Cinema. Si ride, e ci si emoziona di fronte all' ingenuità e tenerezza del vagabondo Charlot. Si vede e rivede come si ascolta e riascolta un brano musicale.

7 risposte al commento
Ultima risposta 12/10/2008 11.54.19
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anthony  @  25/09/2008 15:15:44
   10 / 10
L'opera summa del grandissimo Chaplin. Ragazzi cari, all'epoca mancavano i mezzi e le attrezzature adatte per fare un Capolavoro? No, bastava che un genio come Charlot andasse dietro e davanti la macchina da presa; La febbre dell'Oro è un affresco immenso, è una perla, un gioiello raro...è Cinema! La sequenza della mangiata dello stivale è di una potenza unica, quella finale è Storia...non del Cinema, è..semplicemente storia. Lacrime, risate, dolore, gioia...non sono mai state raccontate meglio, rappresentate con un tocco e guizzi geniali di primo ordine. Chaplin è stato il Cinema, è il Cinema. La Febbre dell'Oro non è un meschino e truccato sottogenere! Fa il suo mestiere, e lo onora. W Charlot!

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  24/09/2008 19:23:45
   8½ / 10
Uno dei timori ricorrenti di Chaplin era che il successo svanisse da un momento all'altro e che il pubblico si stancasse di lui. Ad esempio Fatty (Roscoe Arbuckle, un suo collega del periodo Keystone) era stato coinvolto nel 1921 in un processo per la morte di una ragazza e da allora il pubblico gli aveva voltato le spalle, finendo in miseria. La concorrenza si faceva poi più agguerrita; in quegli anni si stavano affermando Buster Keaton, Harold Lloyd e Harry Langdon. L'insuccesso di pubblico di La donna di Parigi era stato un campanello di allarme. Prima che fosse troppo tardi, Chaplin desiderava creare un capolavoro, qualcosa che lo potesse far ricordare dalla posterità e che facesse iscrivere il suo nome nei libri di storia del cinema.

Anche se cercava di fare delle proprie comiche dei piccoli gioielli artistici, la massima aspirazione di Chaplin era di essere apprezzato dal maggior numero di spettatori. Lasciò perdere quindi le sottigliezze ironiche e le introspezioni per tornare al suo cavallo di battaglia di mescolare il drammatico con il comico. L'idea geniale fu quella di accentuare all'estremo il contrasto fra questi due aspetti dell'esistenza umana. Nel film che gli venne in mente – The Gold Rush (La febbre dell'oro) – si sarebbe riso della massima emergenza che può capitare ad un uomo, cioè quella di morire di fame. L'ambiente sarebbe stato quello ostile e inospitale dell'Estremo Nord. Inoltre il vagabondo avrebbe vissuto l'onta del rifiuto plateale e della presa in giro da parte della ragazza amata. Mai come in questo film il vagabondo avrebbe sofferto di solitudine e si sarebbe sentito così isolato dagli altri.

Questa era però solo la parte tragica della storia. Per ottenere il massimo di risultato comico e di apprezzamento da parte del pubblico, dovette cedere alle convenzioni filmiche dell'epoca. La storia è infarcita di coincidenze incredibili e di colpi di fortuna sfacciata. La verosimiglianza della Donna di Parigi qui è un ricordo lontano. In contrasto con le sventure estreme, questo è l'unico film con il finale palesemente lieto. Dalla fame il vagabondo passa all'estrema ricchezza e alla conquista certa della donna amata. Nel 1942, in occasione del rifacimento sonoro del film, Chaplin cercherà però di smorzare il finale eccessivamente lieto. Resta comunque l'opera più convenzionale e ottimista di Chaplin, quella che gli ha sì assicurato il grande successo di pubblico, ma non quella che lo ricorderà per l'eternità. Ci sono però delle scene di grande valore comico e artistico che resteranno per sempre nella memoria collettiva degli amanti del cinema. Come si fa a dimenticare la cena a base di scarpone bollito? La scena dell'allucinazione è straordinaria, mentre non si può fare a meno di ammirare la grande arte mimica di Chaplin nella splendida scena della danza dei panini.

L'idea per La febbre dell'oro gli era venuta alla fine del 1923 guardando alcune fotografie che ritraevano una colonna lunghissima di gente che scalava un passo innevato nel Klondike (Alaska), andando a cercare l'oro. Lesse anche un libro che raccontava l'avventura di un gruppo di coloni sperduti nelle nevi della Sierra Nevada, che per sopravvivere erano stati costretti a mangiare le scarpe e i corpi dei compagni morti. Come al solito, in poco tempo, Chaplin aveva il film già bell'e pronto in testa senza bisogno di scrivere una vera sceneggiatura.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Nel 1942 Chaplin decide di rimettere in circolazione il film, dotandolo di colonna sonora scritta da lui e inserendo dei commenti e dei dialoghi sulle immagini. Si tratta della versione che comunemente troviamo in circolazione. Il sonoro toglie però drammaticità e distoglie l'attenzione dall'arte recitativa. I commenti poi sono molto convenzionali. Introduce però un'importante novità: il film finisce appena dopo il riconoscimento di Georgia dell'avvenuta trasformazione del vagabondo in un milionario (l'esatto rovescio di Luci della città). Non si dice cosa avverrà dopo. Si tratta del tipico lieto fine a metà di Chaplin, che lascia così la porta aperta a qualunque interpretazione.

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Ultima risposta 10/02/2010 18.46.02
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Invia una mail all'autore del commento angel__  @  18/06/2008 01:42:22
   8½ / 10
fa ridere e intristire come ogni film di chaplin,anche se ho preferito altri lavori di questo immenso artista. danza dei panini leggendaria. come al solito firmò tutto lui,regia,sceneggiatura,musiche.

Pink Floyd  @  30/05/2008 18:33:09
   10 / 10
Amore e crudeltà sono due facce della stessa medaglia.
Scene indimenticabili regalate ai posteri.
Difficile citarle tutte, come dimenticarsele!! ricordo in particolare quella della danza dei panini, il rifugio in cima al burrone o ancora quella del pranzo a base di scarpe!!

Signori, correte a vederlo!

Capolavoro del muto-nonostante la forzatura(?) della voce fuori campo.

L'omino ha incantato il mondo intero!

xxxgabryxxx0840  @  23/04/2008 01:06:08
   9½ / 10
Che dire....un genio.....una lezione di cinema...come quasi la totalità dei suoi film. Alcune scene sono pura storia del cinema e l'esaltazione di una genialità incredibile!!!

Invia una mail all'autore del commento eddiguff  @  11/01/2008 23:56:32
   10 / 10
Qualche anno fa un amico mi presto' la video-cassetta di questo film, del quale avevo visto solo un paio di scene. Credo di essere rimasto a bocca aperta per tutta la durata del film. Incredibile dove puo' arrivare la genialità dell'uomo. Pochissimi mezzi, senza sonoro. Solo arte allo stato puro. La sequenza nella quale Chaplin mangia lo scarpone credo sia la cosa più bella incisa da umano su di una pellicola. Si sorride a denti stretti e ci si commuove con leggiadra tenerezza. Indimenticabile.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  17/11/2007 15:48:24
   8½ / 10
Ancora una volta Chaplin si propone di analizzare la dura vita di una classe di lavoratori e questa volta i protagonisti sono i cercatori d'oro.
Vengono messi in primo piano i disagi della vita di montagna del cercatore d'oro, costretto a patire la fame e il freddo (eloquente la famosa scena dello stivale cotto che Chaplin è ridotto a mangiare).
Ma ancora una volta il genio del muto riesce a nn far pesare la tragica situazione che racconta, inserendo nel film scenette esilaranti con strabilianti "effetti speciali" (come quando si ritrovano in bilico sull'orlo di un precipizio con tutta la baracca).
Infine, tema fondamentale nei film di Chaplin, l'amore, che si risolve sempre con un lieto fine, nonostante lo scoraggiante inizio.
Altra storica pellicola da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  17/10/2007 13:08:34
   10 / 10
L'uomo, un essere così umano e così crudele.
Come fanno a coesistere queste due caratteristiche all'interno dell'uomo?
Chaplin in una sola scena giustifica la debolezza dell'uomo evidenziando come può essere labile il suo stato d'animo: l'uomo si predispone alla violenza e alla cattiveria nel momento in cui vede con occhi diversi, distorti dal dolore e dal bisogno, quello che sembra essere una necessità assoluta e primaria.
Quella di Chaplin è una giustificazione del male che non preclude la dignità e l'umanità; ed è per questo che il cinema di Chaplin è un cinema soprattutto etico-educativo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/10/2007 14.04.07
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Dick  @  21/09/2007 14:27:00
   9 / 10
Tra comicità, poesia e malinconia un revisione disincantata del mito della frontiera dove viene messo in risalto il senso di solitudine del protagonista che raggiunge il suo apice

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER che deve far fronte alla natura impervia, ad un arrogante spaccone seduttore ed è oggetto di risa della donna di cui si è innamorato e delle sue colleghe anche se alla fine

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Devo dire che siccome ho visto la riedizione dove c'è lo stesso Chaplin che fa da narratore e dà la voce ai personaggi questo fatto ha avuto un effetto straniante all'inizio su di me.

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  29/08/2007 21:39:42
   8½ / 10
Un classico del cinema di Charles Chaplin.
Ancora un opera completa del grande Chaplin, in cui, a differenza di altre sue produzioni, la critica sociale è meno aspra e la forza degli eventi naturali più forte e presente di quella degli uomini ..significativa in tal senso la scena in cui il brigante, dopo aver trovato la grossa pepita, sprofonda inghiottito dalla montagna, rappresentazione perfetta dell’autodistruzione a cui sono segnati gli ingordi, gli avidi di denaro e ricchezza, che assume un significato ancor più particolare se rapportato al periodo in cui venne girata la pellicola, in un capitalismo che avanzava in maniera a dir poco scellerata ..davvero sublime la scena della ormai famosissima “danza dei panini”, o del pranzo a base di scarponi e lacci bolliti ..come sempre magistrale il modo in cui il maestro inglese riesce a raccontarci e rappresentarci l’amore, i sentimenti che si sprigionano quando ci perdiamo negli occhi della persona amata ..ma anche la delicatezza, la dolcezza del sogno ed il brusco risveglio, in una triste solitudine mentre tutti festeggiano l’inizio del nuovo anno.
Il finale non mi ha convinto del tutto, a differenza delle altre pellicole del grande artista (nel senso più assoluto del termine) inglese ..purtroppo ho visto la versione sonorizzata del 1942, perdendo forse per questo un po’ del fascino dell’opera originale (che cmq mi riprometto di vedere al più presto).
L’interpretazione di Chaplin (con la sua maschera, l’omino “Charlot”) risulta sempre carica di espressività, un modo delicato e poetico di raccontare l’amore ed i mali del suo tempo ..imperdibile per chi ama l’arte del grande genio del cinema inglese!

InSaNITy  @  23/08/2007 00:45:53
   9 / 10
Il balletto con i panini...l'avrò visto e rivisto decine di volte su youtube. :D

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  20/06/2007 21:18:42
   10 / 10
Charlot eat his shoe: magistrale!!!

3 risposte al commento
Ultima risposta 21/09/2007 14.47.39
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  13/06/2007 19:29:46
   9½ / 10
amaro, divertente, geniale, magico. i quattro aggettivi per definire un film del Maestro Charles Chaplin.
La Febbre dell'Oro è un film sublime, interessante, intelligente nella misura in cui si riescano a dire tante cose con un sorriso: la stessa figura di Chaplin (attore che trascende la recitazione) è un documento di ciò che egli vuole dirci riguardo alla collettività dell'Uomo...penso che egli assumesse uno sguardo critico specialmente a quelle tribalizzazioni folli che hanno caratterizzato la Storia ossia il lavoro nelle fabbriche (Tempi Moderni), la cerca dell'oro (appunto), il passo d'oca dei nazisti (Il Grande Dittatore) etc... Chaplin esprimeva la sua critica con Charlot, un personaggio contorto, capovolto nei tratti e nel portamento, un essere partorito dalla società disumana dell'epoca.
ritengo che Chaplin sia l'artista più completo della storia del cinema per le sue molteplici doti: musicista, comico, cabarettista, attore, montatore, sceneggiatore, regista e chi più ne ha più ne metta...un artista a 360 gradi che col suo Cinema, ha rivoluzionato il modo di fare cinema e ci ha regalato qualcosa di fuori dal tempo, di meraviglioso, di immortale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bodego  @  29/11/2006 20:54:19
   9½ / 10
Per me è sempre un piacere acquistare i dvd di Chaplin (per altro splendidi e completi di svariatissimi inserti speciali) e gustarmi i capolavori di questo grandissimo genio.
Detto questo non so neanche se posso votare perchè non si capisce che versione sia il film inserito in questa pagina: se si cerca Chaplin sulla ricerca avanzata si trova come data della febbre dell' oro il 1942; qui in alto c'è scritto che è del 1925 però dice che era al cinema nel 1964 (boh!). Comunque io sto votando la versione muta originale del '25.
La febbre dell' oro è probabilmente il film più bello che ho visto del regista inferiore forse solo di un pelino al capolavoro assoluto "Luci della città".
Come gran parte del cinema di Chaplin la semplicità sta alla base del film in un alternarsi continuo di comicità e parti drammatiche ma è proprio questa semplicità che è la cosa magnifica del film perchè pochi altri film riescono a dare le stesse emozioni con così poco e inoltre bisogna contare che la data di produzione è davvero molto antica. Il finale è stato il motivo del non avergli dato 10:

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6 risposte al commento
Ultima risposta 04/05/2013 23.01.45
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Napoleone  @  19/06/2006 17:53:23
   10 / 10
Penso che davanti a simili Opere d'Arte, le mie parole possano risultare superflue e scivolare nella retorica. Per cui mi limito ad invitare chiunque a vedere 'The gold rush' almeno una volta nella vita.

tavullia86  @  05/01/2006 19:09:31
   9 / 10
un grande!!!!!!!!!ma guardate anche buster keaton!!!!!!!!!!!!

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Ultima risposta 17/06/2006 18.28.35
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/01/2006 17:14:53
   7½ / 10
bellissimo film tanto comico quanto in alcune scene molto triste...un genio del muto

9 risposte al commento
Ultima risposta 21/09/2007 14.43.02
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Invia una mail all'autore del commento cinefilo malato  @  01/01/2006 22:25:20
   10 / 10
Un film maestoso nella sua semplicità!
Non c'è mai stato uno Charlot più Charlot di Charlot nella "febbre dell'oro".
L'unica cosa che mi rattrista è che non proverò più le emozioni che mi ha dato lui in una sala cinematografica!
A volte, nelle mie sceneggiature provo a citarlo, a inserirlo nel contesto dei giorni nostri: tento disperatamente di farlo rivivere un'ultima volta, ma è impossibile!
Chaplin è e resterà l'unico!

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/03/2006 17.53.19
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la mia opinione  @  09/10/2005 18:50:36
   10 / 10
Capolavoro inestimabile. Storia del cinema.

Ch.Chaplin  @  29/09/2005 15:16:19
   10 / 10
intramontabile masterpiece del genio di charlie chaplin
forse solo in luci della città si provano più emozioni..x il resto da vedere assolutamente..anke se odiate i muti

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/09/2007 14.30.08
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éowyn_3  @  07/09/2005 22:25:20
   10 / 10
capolavoro.il tenero,romantico,pasticcione e divertente personaggio di chaplin in sequenze unike:la cena del ringraziamento a base d scarpone,la danza dei panini,il lavoro come spazzaneve, la baita in cima al burrone..

Darth Anakin  @  17/06/2005 17:18:35
   10 / 10
capolavoro senza tempo, a ben OTTANT' ANNI (ripeto OTTANT' ANNI) dalla nascita riesce ancora a far ridere più di molti comici attuali. Nulla da dire tutto lascia gridare al miracolo. Signori: questo si che è una vera opera d' arte!

DonVitoCorleone  @  17/06/2005 17:14:46
   10 / 10
Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento paul  @  19/03/2005 13:41:02
   10 / 10
Ah, non ho parole. Mi associo ad Henry, uno dei capolavori di ogni tempo, si ride e si piange.

henry88  @  15/03/2005 23:42:48
   10 / 10
Uno dei capolavori del cinema di tutti i tempi, forse il più bello di Chaplin, pieno di sequenze da antologia, su tutte : " la danza dei panini ".

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