e' arrivata la felicita' regia di Frank Capra USA 1936
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e' arrivata la felicita' (1936)

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locandina del film E' ARRIVATA LA FELICITA'

Titolo Originale: MR. DEEDS GOES TO TOWN

RegiaFrank Capra

InterpretiGary Cooper, Jean Arthur, George Bancroft, Lionel Stander

Durata: h 1.55
NazionalitàUSA 1936
Generecommedia
Al cinema nell'Aprile 1936

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Trama del film E' arrivata la felicita'

Dal racconto Opera Hat di Clarence Budington Kelland. Un giovanotto di provincia eredita venti milioni di dollari, si trasferisce in cittÓ, decide di distribuirli ai poveri. I parenti cercano di farlo passare per matto...

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Voto Visitatori:   8,60 / 10 (15 voti)8,60Grafico
Migliore regia
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Migliore regia
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Voti e commenti su E' arrivata la felicita', 15 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  17/11/2019 17:39:28
   9 / 10
Commedia capolavoro di Capra (l'ennesima) che mette alla berlina il vile denaro.
Questa "fortuna" raggiunge una persona onesta che non sa cosa farsene di tanta ricchezza. E quando alcuni gesti d'amore sono cosi eclatanti non possono certo essere ritenuti "normali".
La sequenza del tribunale è imperdibile, Gary Cooper è strepitoso e questo film dopo 80 anni non ha perso ne' il suo smalto ne', soprattutto, il suo significato.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  13/06/2019 15:55:17
   8 / 10
Gran commedia etica, capostipite del genere. La sua struttura ormai potrà sembrare datata, dal momento che è stata l'apripista per centinaia di commedie a venire, ma la maestria di Capra (e la bravura di Cooper) rendono il film assolutamente godibile anche a distanza di 80 anni.

Dom Cobb  @  22/02/2018 19:19:24
   9 / 10
Un milionario perde la vita in un incidente d'auto, e tutti i suoi averi passano a un campagnolo di nome Deeds (in italiano Ariosto Deeds). Questi viene chiamato in città per disporre dell'eredità nel modo più congeniale ai suoi avvocati, ma i valori semplici e genuini con cui Deeds è cresciuto lo mettono subito in contrapposizione con la cinica società della grande metropoli...
Come ho già avevo accennato in una mia precedente recensione, Frank Capra è probabilmente uno dei registi più "onesti" che abbia mai lavorato in quel di Hollywood: il suo porre l'accento sui valori fondamentali della vita, su quelle cose piccole e semplici che dovrebbero formare l'animo umano ben più dei meri beni materiali e il suo impareggiabile ottimismo lo rendono molto simile a una controparte live-action del cinema disneyano, e le sue opere di conseguenza rappresentano una sorta di fiaba moderna, dove storie e personaggi, più o meno riuscite che siano, sono entrambe sottomesse all'esigenza di comunicare i suoi precisi messaggi.
"Mr. Deeds Goes to Town" non fa eccezione, e anzi, per certi versi, risulta l'opera più riuscita di Capra per la naturalezza con cui gli riesce l'impresa. Come era il caso per "Accadde una notte", questo è un modello di trama già visto e rivisto alla nausea al giorno d'oggi (esiste perfino un remake diretto con Adam Sandler), e si può dire che questo film di Capra ne rappresenti la nascita. Perciò, che si conosca la formula o meno, si avverte comunque una certa freschezza nel modo in cui la trama viene narrata.
Certo, si naviga attraverso il solito mare di quelli che ormai sono diventati dei cliché,


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ma a differenza di tanti titoli che raccontano la stessa storia perché sì e basta, qui si sente la passione che c'è dietro, si sente l'esigenza di voler comunicare qualcosa di importante. Perché è importante, e come spesso succede per una vera opera d'arte, oggi è ancora più attuale di allora. Se in "Accadde una notte" ci si limitava in un semplice scontro di classi, qui si va ben oltre e si arriva a una spietata e durissima critica al progresso, al modo in cui l'avanzare di nuove scoperte tecnologiche vada a scapito dei valori che hanno sostenuto l'umanità e della mentalità semplice e nobile, eppure assai sensata, che ora lentamente sta svanendo, al punto che chi ancora la conserva viene considerato strano o addirittura pazzo.


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In questo gioca un ruolo fondamentale anche l'interpretazione degli attori: nessuno di loro da una performance da Oscar, ma funzionano bene nel ruolo affibbiatogli, e la coppia formata dalla Arthur e dall'esordiente Gary Cooper è particolarmente affiatata. In particolare, Cooper è strepitoso nel conferire al suo Deeds un grandioso mix di umanità ed eccentricità.
In definitiva, non mi resta che fermarmi qui e complimentarmi con uno dei più deliziosi gioielli della cinematografia vecchia scuola, prodotto dalla mente di un maestro come Frank Capra, la cui statuetta per la regia in questo caso è più che meritata.

topsecret  @  19/05/2016 19:01:38
   8 / 10
Frank Capra è sempre stato abile nel trasmettere il sentimento "popolare" nei suoi film, instillando nello spettatore quelle emozioni e quelle sensazioni di partecipazione, accaloramento e dignità morale che oggi sarebbero bollate come retorica e demagogia ma che invece hanno accompagnato e confortato, negli anni, il pubblico di mezzo mondo con pellicole ad alto tasso emozionale e umano, oltre che tecnico.
Non fa eccezione questo E' ARRIVATA LA FELICITA', diretto e interpretato magistralmente, capace di trasmettere emozioni palpabili, ironia, critica e sano divertimento in maniera quasi fiabesca ma con i piedi ben piantati per terra, facendo affidamento a quel sentimento comune e "popolare" che ha regalato pellicole di grande spessore, ancora oggi ricordate con affetto da chi ama il cinema e che furono fonti d'ispirazione per innumerevoli commedie a seguire.
Un film gradevole, condito con leggerezza e brio ma anche capace di smuovere un senso di critica sociale all'epoca e che si guarda tutto d'un fiato, senza punti morti, sgradevolezze di alcun genere o banalità fastidiose.
Assolutamente da riscoprire.

p.s. Il rifacimento di Sandler del 2002 non vale un fico secco al confronto, ma secondo me ha almeno il merito di strappare qualche sorriso grazie alla comicità quasi demenziale che propone.

pak7  @  11/10/2014 01:23:01
   7 / 10
Inferiore rispetto a La vita è meravigliosa (che per me è un 10 e lode).
Storia carina, non entusiasmante e che non è riuscita a scaldarmi il cuore, ma magari è solo un problema mio!
Nonostante questo rimane un film godibilissimo e da avere in collezione.

bm_91  @  29/11/2013 15:36:43
   9 / 10
Ma che bello che è questo film! Capra riesce sempre a scaldarmi il cuore e a coinvolgermi come pochi registi sanno fare. Gary Cooper dimostra di essere molto bravo oltre che terribilmente bello.

11 risposte al commento
Ultima risposta 29/11/2013 21.25.40
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steven23  @  22/11/2013 20:55:09
   9½ / 10
Presenti piccoli SPOILER
Dopo questa ennesima conferma penso di poterlo affermare con certezza; adoro Capra e lo metto di diritto nella mia personale top five dei più grandi registi di sempre. E' incredibile come, nella loro semplicità, i suoi film riescano sempre ad arrivare dritti al cuore.
"E' arrivata la felicità" lo ritengo il suo lavoro migliore alla pari con "Mr Smith va a Washington". E guarda caso nelle due pellicole sono presenti alcuni punti in comune: due uomini dai sani principi e lontani (sia fisicamente che mentalmente) dalla vita della grande città si trovano, per ragioni diverse, catapultati in una realtà a loro estranea, fatta di persone pronte a pugnalarle alle spalle senza alcun problema. Stewart sbattuto a fare il politico, qui Cooper invece a causa un enorme eredità piombata addosso all'improvviso. E le analogie non finiscono qui! In città troviamo lo stesso ambiente dapprima accogliente poi ostile e poco propenso a credere nell'eccessiva bontà dell'uomo tanto da farlo passare per stupido e ingenuo. E soprattutto troviamo una donna particolamente vicina al protagonista che, guarda caso, è Jean Arthur in entrambe le pellicole. Qui risulta leggermente più cinica e il suo interesse verso Deeds non è altro che a scopo professionale. Sarà proprio lei con i suoi articoli a dare il via alla parabola discendente dell'uomo, dapprima deriso da tutto e tutti, poi addirittura accusato di essere matto per cercare di portargli via un'eredità che aveva deciso di donare agli agricoltori. Da qui il processo contro di lui.
In sostanza il film rispecchia appieno lo stile inconfondibile del regista, e lo si nota soprattutto da quel voler toccare il fondo pochi minuti prima della conclusione. Vediamo un Deeds che assiste con disarmante passività ai continui attacchi dei suoi avversari anche quando la stessa giornalista che l'aveva rovinato si erge strenuamente in sua difesa; viene da chiedersi quando le cose inizieranno a cambiare e, seppur meno repentinamente che nell'altra pellicola, tutto ciò avviene a pochissimo dalla fine.
La mezz'ora finale nell'aula di tribunale è senza dubbio la migliore, trascinante e coninvolgente come non mai.

Tralasciando una regia come al solito superlativa mi soffermerei sul cast. Il paragone Cooper-Stewart verrebbe quasi naturale, ma non credo ci sia un vincitore tra i due. Entrambi rappresentao l'antieroe per eccellenza, l'ingenuo circondato da approfittatori e falsi amici che, nonostante tutto, riesce a cavarsela. E lo rappresentano dannatamente bene. Qui Cooper è eccelso e, seppur non brilli per espressività, riesce chissà come a catturarti e renderti partecipe dei suoi stati d'animo. Straordinario nello smontare ogni singola accusa dell'avvocato durante il processo.
E poi c'è la Arthur, splendida e convincente nelle sue due facce. Già, perchè se la cava benissimo anche nel ruolo di giornalista approfittatrice e doppiogiochista che non è proprio il suo campo di battaglia.

Per concludere mi sono trovato di fronte l'ennesima perla di questo grandissimo regista, inimitabile e unico nel suo genere.

Sbrillo  @  25/09/2013 02:02:09
   8½ / 10
Grande film come ormai non se ne vedono più...
Cinema di altri tempi che merita la visione...
Ce la farà il nostro protagonista, venuto dalla campagna e divenuto improvvisamente tra i più ricchi d'America, ha vincere la battaglia contro tutta la città e tutti coloro che hanno puntato il suo denaro??
Bellissimo..

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  06/12/2011 07:52:25
   8 / 10
Un bel film con un Gary Cooper davvero bravissimo. Un tema (quello della semplicità onesta di campagna contro la falsità cattiva della città) che nei decenni successivi si vedrà tantissime volte, ma qui trattato in maniera perfettamente misurata. Tante trovate divertenti (le due vecchiette sono eccezionali!)

dave89  @  13/02/2010 00:00:01
   9½ / 10
uno dei migliori film del regista ...assolutamente da non perdere

gaffe  @  09/01/2010 23:59:40
   5 / 10
Film anacronistico con una impostazione bonaria decisamente eccessiva.
A me il film ha messo sonno.

edo88  @  27/09/2009 18:59:22
   9 / 10
Nel 1936, un regista come Capra doveva essere considerato un genio. E non a torto.
Nonostante "E' arrivata la felicità" sia una commedia senza tante complicazioni di sceneggiatura, risulta veramente diretta, idealista (almeno nel protagonista), schietta e piuttosto divertente.
Risente dei suoi oltre 70 anni, ma rimane un capolavoro del genere e uno dei film migliori di Capra.

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/09/2009 19.01.57
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Lunamagica  @  18/03/2009 20:16:24
   10 / 10
Uno dei capolavori degli anni 30 e forse il suo film migliore, b-e-l-l-i-s-s-i-m-o!!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  30/12/2008 17:54:19
   10 / 10
Che rabbia che mette questo film. "E' arrivata la felicità" è la pellicola con cui Capra passa del tutto alla Screwball vera e propria, per arrivare due anni dopo, con "L' Eterna Illusione", a quello che ne è forse il film più rappresentativo, almeno per il numero di attori "weird" diretti in contemporanea (credo 11); anche se il capolavoro di questo genere resta "Susanna!" di Hawks. Ma "E' arrivata la felicità" è il mio preferito di Frank Capra, un uomo incredibile, questo soggetto in mano a qualunque altro regista sarebbe risultato ridicolo, schematico e nauseante, Capra rende tutto sublime, riesce ad emozionare; grazie anche all' interpretazione di Gary Cooper, probabilmente la migliore della sua carriera. La solidarietà dell' italiano per tutti quelli colpiti dalla Depressione di quegli anni si sente nello script che ha come protagonista questo giovane, definito "picchiatello" (da qui il termine diverrà d' uso comune), che ricevuti 20milioni di dollari in eredità non saprà che farne, e li vorrà donare tutti in beneficenza. Da lì una battaglia legale per giudicarlo non sano di mente. Vengono messi alla berlina l' ignoranza ed i pregiudizi, in quell' aula di tribunale che spesso appare nelle opere di questo autore, come se per il regista stesso non appartenesse certo all' uomo la facoltà di giudicare. E' anche una genuina storia d' amore, con il ruolo che rese una diva Jean Arthur. Un vero capolavoro, tra i più emozionanti di sempre.

7 risposte al commento
Ultima risposta 31/12/2008 12.37.35
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  19/04/2007 07:43:50
   9½ / 10
Complimenti vivissimi a chi ha fatto inserire questo film, che ritengo forse il capolavoro assoluto di Capra, il punto più alto della sua carriera e uno dei più grandi esempi di "cinema morale" di sempre.
Deeds-Cenerentolo(? guardate il film e capirete perchè) è uno dei personaggi più belli del cinema di Capra, e l'interpretazione di Cooper assolutamente superba: come al solito, un film decisamente liberale, con una fortissima requisitoria contro l'estabilishment e il cinismo del denaro tipicamente americani.
Nel cinema di Capra, l'"onestà paga sempre", anche se a duro prezzo, ed è emblematico anche in questo caso, e per varie ragioni.
Le sequenze di Deeds (Cooper) che mangia con tutti gli oppressi e le persone di strada, condividendo con loro un gusto non ortodosso ma neutrale verso il denaro, sono semplici e commoventi: ci costringono a vergognarci delle nostre ehm "miserie morali".
Un film davvero indimenticabile

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