paris, texas regia di Wim Wenders Germania, Francia 1984
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paris, texas (1984)

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locandina del film PARIS, TEXAS

Titolo Originale: PARIS, TEXAS

RegiaWim Wenders

InterpretiHarry Dean Stanton, Nastassja Kinski, Dean Stockwell, Hunter Carson, Aurore Clément, Bernhard Wicki, John Lurie, Jeni Vici, Sally Norvell, Socorro Valdez, Claresie Mobley, Viva, Tom Farrell, Sam Berry, Edward Fayton, Justin Hogg, Sharon Menzel, The Mydolls, Brandy Tipton

Durata: h 2.30
NazionalitàGermania, Francia 1984
Generecommedia
Al cinema nel Febbraio 1984

•  Altri film di Wim Wenders

Trama del film Paris, texas

Travis crolla stremato nel deserto della Califoria. Suo fratello lo porta a casa propria e qui l'uomo ritrova suo figlio di otto anni. Poco a poco Travis esce dal silenzio e stabilisce un buon rapporto col bambino. Quando sa che sua moglie vive a Houston, vi si reca col figlio. Ritrova Jane che lavora in un ""peep show"", rievoca con lei il loro passato e le lascia il bambino. Poi riparte verso l'ignoto.

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Voto Visitatori:   8,57 / 10 (38 voti)8,57Grafico
Palma d'oro
VINCITORE DI 1 PREMIO AL FESTIVAL DI CANNES:
Palma d'oro
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Voti e commenti su Paris, texas, 38 opinioni inserite

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DogDayAfternoon  @  24/01/2022 21:51:53
   6½ / 10
Personalmente, non ci ho visto tutto questo capolavoro. Ok è un film introspettivo, con i suoi tempi, che va visto con una certa propensione, però anche dal punto di vista visivo, tolta la particolarità dei dettagli rossi onnipresenti, per il resto mi è sembrato un film abbastanza nella norma, certo curato, ma niente di particolarmente eccezionale.

L'ho trovato pesantino, il mistero che dovrebbe aleggiare attorno a Travis viene presto a scemare, anche i dialoghi li ho trovati poco interessanti. Le uniche scene a mio avviso degne di nota sono i due peep show, il primo soprattutto perché il secondo è tirato troppo per le lunghe.

Carina la colonna sonora.

VincVega  @  01/01/2022 14:44:43
   8 / 10
Una semplice e commovente pellicola di Wenders con un cast di alto livello, su tutti un magnifico Harry Dean Stanton.

StIwY  @  11/12/2018 19:08:23
   7 / 10
E' un peccato che il film perda mordente nell'ultima mezz'ora, con dialoghi veramente troppo prolissi e banali. Per il resto, troviamo scenari suggestivi (adoro la parte selvaggia dell'America), dato che praticamente metà film è ambientato nel Texas. Attori eccellenti. Una storia che convince, nonostante non sia delle più originali. Il protagonista che vive una storia d'amore con una ragazza molto più giovane, che finisce in modo rancoroso e con un figlio di mezzo. Alla fine del viaggio, con la possibilità di riavvicinarsi, farà la sua scelta dolorosa.

_Hollow_  @  31/10/2014 02:07:01
   10 / 10
"Paris, Texas" è il classico film in cui respiri aria di capolavoro ad ogni singolo fotogramma.
Visivamente mi ha stregato; mostruoso l'uso del colore, con quell'onnipresente rosso. Ma tutto contribuisce, dalla recitazione alla martellante steel guitar d'accompagnamento.
Da vedere.

DarkRareMirko  @  09/08/2013 12:00:38
   9 / 10
Ottimo film intimista di Wenders, che ha comunque quasi sempre realizzato film tra loro simili, anche riguardo a struttura.

Strepitosa la coppia Stanton-Kinski, che da il meglio di sè nella famosa scena del rapporto diviso dal muro trasparente (che peraltro fu molto problematica in quanto a realizzazione, visto che per varie esigenze di visione la Kinski doveva rimanere rinchiusa in una stanza che, con illuminazione artificiale, poteva raggiungere temperature molto alte); lento e rarefatto, mi è piaciuto tantissimo.

In bibilico fra commedia, road movie, dramma, conferma le straordinarie qualità di direzione di Wenders; tutto ottimo, da fotografia a musica.

Una storia vera di Lynch lo ricorda in qualcosa; un ottimo bilancio esistenziale.

MonkeyIsland  @  07/07/2013 17:37:00
   8 / 10
Bellissimo, un film quasi muto e con una fotografia superba.
Anche la colonna sonora è ottima ed è interpretato in modo superbo.
Tra l'altro dopo questo film la Kinski è praticamente scomparsa (recitando in un sacco di film minori) nonostante la sua carriera sembrasse in pieno lancio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  18/04/2012 12:42:05
   8 / 10
Gran dramma di Wenders. Attori formidabili, fotografia eccezionale, musiche strepitose, ed emozioni a non finire (l'intera sequenza tra Stanton e la Kinski nel peep show, a dir poco sublime, racchiude tutta l'essenza e il significato del film).
Cinema lento ed introspettivo (e per questo non per tutti i gusti) che richiede gran calma per essere ben apprezzato ed assimilato. Non ci vuole poco a rimettere insieme la propria vita dopo tanti errori e sacrifici.

Spettacolo. Da recuperare.

paride_86  @  20/03/2012 02:15:48
   7 / 10
Esteticamente perfetto, "Paris, Texas" è un film intrigante ma più superficiale di quel che promette e pretende.
Bravissimi gli attori.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/02/2012 14:59:45
   8 / 10
Riemergere dal deserto della propria anima piena di colpe di una vita che lo ha condotto alla sua quasi autodistruzione. Il deserto è il luogo dove Travis prende coscienza di ciò che deve fare, di rimettere insieme i pezzi di vite distrutte e divise. E' il luogo dove ha inizio la sua redenzione di uomo e di padre.
La maschera dolorosa di Dean Stanton, la colonna sonora di Ry Cooder e i paesaggi desertici rimangono impressi nella memoria di uno dei migliori film di Wenders, sincero e commovente.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  16/02/2012 18:32:51
   8 / 10
Ottimo film di Wenders. Una storia lenta che si snoda tra le assolate strade del Texas.
Ottima regia, ottimo il cast, paesaggi spettacolari e musica che si sposa ottimamente col tutto.
La sequenza dello specchio è notevolissima. Forse al film avrebbe giovato una durata un filino inferiore.

gantz88  @  18/01/2012 01:39:09
   9 / 10
un film veramente bello, è stata una piacevole sorpresa, anke perchè è sconosciuto.

wallace'89  @  17/01/2012 17:59:03
   8 / 10
Bellissimo. Ha il potere di crescere lentamente fino ad avvinghiarsi allo spettatore e farlo suo per sempre con quella meravigliosa sequenza da cineteca al peep show dove il protagonista Dean Stanton ritrova la sensuale e intensissima Natasja Kinski in un duetto di grande forza espressiva e virtuosismo cinematografico. Meravigliosa la colonna sonora di Ry Cooder.

Oskarsson88  @  28/06/2011 13:12:30
   7½ / 10
Strepitose le ambientazioni e la fotografia. Il film è particolarmente lento e bisogna avere forza per guardarlo fino a fondo. Un lavoro interessante...

ste 10  @  11/09/2010 08:01:38
   7½ / 10
Sicuramente un film di grande qualità che peró ho trovato a tratti eccessivamente pesante da seguire con dialoghi abbastanza piatti e prolissi, ho apprezzato di piú la parte "on the road"

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento LukeMC67  @  22/07/2010 13:13:22
   10 / 10
Ricordo la sala vuota nella quale vidi per ben due volte di seguito questo film in un mercoledì del 1986 dedicato ai cineforum: stavo in galleria, lo schermo gigante sul quale sfilavano le sue immagini magnifiche si univano alle straordinarie musiche dell'allora a me sconosciuto Ry Cooder. Ricordo di aver avuto la sensazione di essere inghiottito nello schermo, di essere anch'io nel deserto del Texas dove, quasi a mo' di contrappunto ironico, sorge questa fantomatica (e fantasmatica) "Parigi"; ricordo la prolungata pelle d'oca nei momenti topici del film, ricordo il profondo disagio e la commozione nella insistita, splendida sequenza della telefonata al Peep Show, ricordo il volto sorpreso dei miei che mi videro scomparire in sala alle 5 e mezzo di un pomeriggio, per poi "riemergere" alle 10 e mezza (avevo 16 anni)!

Oggi "arte-éditions" ha messo in commercio una superba edizione deluxe in DVD del film completo di CD con la colonna sonora superbamente rimasterizzata. Un DVD di qualità eccelsa, che non sfigura persino davanti a un blu-ray, dove la fotografia di Robby Muller è restituita in tutta la sua potenza e purezza e dove la traccia originale ci restituisce la voce roca e frammentata di un immenso Harry Dean Stanton, per non parlare di Nastassja Kinski davvero ai suoi vertici assoluti.

Ci sono registi che hanno segnato con la loro visionarietà il cinema e la fotografia: Wenders è uno di questi (pensate alle montagne selvagge di Ang Lee cui questo film è evidentissimo ispiratore). Agli antipodi rispetto ai canoni della moderna cinematografia, grande appassionato degli States selvaggi, quelli che potevano dare un sogno, un sogno per lui spezzato i cui drammi saranno perfettamente resi nel duro "L'amico americano", ma, soprattutto, nella sequenza finale de "Lo stato delle cose", dove, significativamente, l'ormai fallito regista di un ipotetico quanto cervellotico film di fantascienza viene ucciso a colpi di rivoltella mentre lui sa opporre al suo killer solo la propria macchina da presa i cui ultimi metri di pellicola mostrano in soggettiva la caduta in terra della stessa (fine del film ma anche della vita dello sfortunato regista-operatore).

"Paris, Texas" gronda di quello spirito viaggiatore cui Wenders contrappunta un viaggio interiore nel dolore della separazione, ma soprattutto dell'incomunicabilità; dell'incomunicabilità del dolore stesso, anzitutto; ma anche dell'incomunicabilità tra esseri umani che si sono amati, hanno generato un figlio e poi si sono irrimediabilmente allontanati senza potersi più riprendere. Gli impenetrabili silenzi dell'intenso, inquieto, straziante personaggio interpretato da Harry Dean Stanton parlano più della drammatica (e giustamente celebre) sequenza della telefonata: una delle prove attoriali più profonde dell'intera storia del cinema.

Il deserto del Texas è il deserto dell'anima; la Parigi texana è quanto di più squallido possa esserci, l'esatto contrario della "vera" Parigi; la strada per ritrovare la parola è, letteralmente, una traversata nel deserto: la metafora viene rilessicalizzata da Wenders in modo da rendercela potentissima, palpabile; gli accordi "stirati" fino all'inverosimile dalle chitarre "violentate" da Ry Cooder suggeriscono ulteriore maestosità di fronte ai paesaggi esteriori ed interiori ricorrendo al minimalismo più essenziale e sofferto che possa esserci. Sembra quasi di vedere le dita del grande Ry mentre sollecita all'inverosimile le corde del suo strumento con espressione tirata e compiaciuta al tempo stesso...

Il dramma del protagonista è il dramma dell'uomo-maschio che, di fronte al mistero della vita generata (il proprio figlio), deve fare i conti con un se stesso che è altro da sé prima di abbandonarlo a un ineluttabile ritorno verso la maternità-femminilità, di gran lunga più potenti, estroversi e vitali della sua estenuante ricerca di sé attraverso il viaggio. La contrapposizione maschile/introversione - femminile/donazione è portata al parossismo da Wenders e condotta al suo cortocircuito: il maschio, costretto ad uscire da sé per compiere la sua opera di inseminatore, torna nei propri abissi interiori senza essere contaminato dal materno che inesorabilmente chiama a sé quella vita prima cullata dentro e poi generata. Curiosamente, la "donazione" materna diventa sì accoglienza ma anche chiusura mentre l'introversione quasi egoistica dell'uomo diventa occasione di fuoriuscita, sia pure verso un Ignoto. Eterogenesi dei fini? Estremi che si toccano ma che non si vedono?

Su tutto campeggia l'impossibilità di comunicare i sentimenti più profondi, vero dramma del genere umano ferito da strappi e incomprensioni destinati a degenerare irrimediabilmente proprio perché non alleviati e poi guariti dal potere della Parola. L'immagine può estasiare, tuttavia chiede sempre di essere rinnovata per produrre i suoi effetti; la parola scava ma può anche ricostruire, ed è disponibile in ogni dove. I grandi silenzi e i grandi paesaggi si infrangono magistralmente nell'incedere lento di questo ispirato capolavoro di rara sensibilità, buono per ogni tempo e in ogni luogo.

The BluBus  @  13/05/2010 12:52:41
   8 / 10
Gran bel film, peccato che perda un po nella parte finale, che a tratti diventa banale. Ottima fotografia

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  08/03/2010 22:14:33
   9½ / 10
Ecco un altro capolavoro di Wenders,regista che non amo assolutamente ma che ha azzeccato una sequenza di film magnifici a partire proprio da questo Paris,Texas.
Eppure in sostanza è sempre lo stesso stile lento,introspettivo e virtuoso fino alla nausea. Invece no. Qui qualcosa è cambiato,a partire dalla prima sequenza nel deserto.

Le fantastiche musiche di Cooder ci introducono nella storia di Travis,cosi assurda e senza senso all'inizio ma che si costruisce lentamente agli occhi di noi spettatori,ignari di cosa ci stia a fare questo personaggio strano,quasi comico,con un berretto rosso e la sua fisicità da cartone animato,nel deserto texano.

Lentamente,senza fretta (non ne abbiamo bisogno) ci godiamo i paesaggi fantastici,i movimenti lenti della macchina da presa,la profondità assoluta e fondamentale degli spazi americani e dei legami tra i protagonisti.
La famiglia e l'amore analizzate in maniera sensibile e mai banale.
La sceneggiatura di Shepard è molto bella pur non avendo niente di eccezionale, ma la bravura di Wenders la amalgama alle immagini in maniera perfetta.
Proprio questo era sempre mancato a Wenders,una storia all'altezza.
La costruzione progressiva della trama rende ogni sequenza un emozione,un forte battito al cuore. Per una volta il virtuosismo fine a sè stesso del Tedesco qui non si nota,almeno per me.
La colonna sonora leggera e tagliente è splendida.

E non si può non parlare dell'elemento fondamentale per la riuscita del film: Harry Dean Stanton. La sua prova è monumentale ed eccezionale,lui che pur essendo un attore fantastico di ruoli da protagonista ne ha avuti relativamente pochi.
Poi c'è anche un bravissimo Stockwell. Curioso notare come entrambi (specie il primo) lavoreranno in più film di Lynch.
Nastassja Kinski è anche lei fenomenale e il suo è forse il ruolo più difficile,forse a pari merito con quello di Travis.

La sequenza memorabile del peep show si ritaglia spazio come una delle più sentite ed eccezionali della storia del cinema,con buona pace dei detrattori di Wenders.
Se si vuole trovare un difetto alla pellicola,forse è proprio il fatto che è di una lentezza esasperante ma ripeto,in questo caso questa lentezza non può far altro che rendere ogni scena più gustosa e profonda.

Sono due ore e mezza,ma consiglio caldamente di vederlo con tanta calma ma soprattutto sapendo che ci si trova di fronte a qualcosa di non facile.

Clint Eastwood  @  25/02/2010 12:30:17
   10 / 10
Non riesco proprio a spiegarmelo questo film e a pensarci che sono riuscito a vederlo integralmente solo alla terza visione. Non è tanto per la trama o altro ... sono le atmosfere ed i silenzi che ti catturano e la cinepresa che funge da osservatore paziente, dai movimenti lenti e i tempi giusti.

Una sensazione indescrivibile.

acompagn  @  25/01/2010 18:52:29
   10 / 10
ogni volta fa male vedere questo film, talmente lo sento mio. Film di un'intensità poetica ineguagliabile e inesplicabile, con un'indimenticabile interpretazione di Nastassja Kinski, le musiche di Ry Cooder e alcune scene assolutamente da antologia, come l'inizio nel deserto, le invettive del pazzo sul ponte, l'inseguimento in auto a Houston, la visione del filmino in super8...
"4 anni, la metà della vita di un bambino..."

TheLegend  @  28/09/2009 19:56:42
   5½ / 10
Road movie abbastanza piatto,che non mi ha emozionato e che alla lunga mi ha stancato.
Parte bene ma poi rallenta troppo ed è eccessivamente lungo.
Fotografia e musiche più che buone ma è un film che non mi ha lasciato niente.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  16/09/2009 17:08:11
   6 / 10
Ennesimo “road movie” di Wim Wenders che però, dopo la memorabile trilogia della strada, comincia a declinare verso il cinema di maniera. Lirismo, metafisicità e apparati metaforici sono qui soppiantati da dialoghi, che più d’una volta scadono nel ridondante e nel pedestre, e da una banale storia familiare di riconciliazione. Non bastano l’angelica bellezza della Kinski e la curatissima fotografia di Robby Müller a far risalire la china ad un film che, quantunque pregevole nella forma, alla lunga (147 min., sigh!) sa di posticcio.

fosco85  @  02/06/2009 02:56:54
   10 / 10
Quando la bellezza invade il tuo corpo, ti dona sensazioni che non possono essere descritte dalle parole. Qualunque commento è superfluo...

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  23/10/2008 19:18:27
   9 / 10
Ho visto solo questo di Wenders quindi magari non sono obiettivo, ma "Paris, Texas" ti cattura. è magnetico, straordinario, dolce/amaro, in una parola meraviglioso.
alla fine il 50% lo fa Cooder con la sua parte divina musicale, però Wenders è un maestro: sceneggiatore e regista perfetto.
Stanton, la Kinski, Stockwell e il bambino sono eccelsi, danno vita a una poetica del sentimento che, intrinseca nella pellicola, non svanisce neanche dopo 24 anni di storia.
"I knew these people..."

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  09/09/2008 23:24:37
   9½ / 10
La bellezza della scena iniziale, accompagnata dalla struggente, estenuante musica di Ry Cooder, già da sola incanta e si irradia per tutto il film.
Una storia di distruzione e di rinascita, del mistero del rapporto tra un uomo ed una donna che si risolve in un dialogo totale proprio perchè "separato" ; una storia la cui poesia è lasciata alle immagini ed alla magnifica colonna sonora, una delle più belle di sempre.
Un film diventato culto negli anni in cui è uscito, ma che mi pare possa essere ancor oggi emotivamente forte.

sweetyy  @  23/08/2008 19:13:36
   9½ / 10
Gran bel film di Wenders degli anni '80, ero un pò scettica, in passato ho guardato "La terra dell'abbondanza" e l'avevo catalogato come uno dei peggiori film mai visti. Ma " Paris, Texas" è tutt'altro.
Sentimenti, malinconia, ricordi... Mi dispiace solo che nella trama sia scritto anche il finale...anche se è abbastanza intuibile.

EcceBombo  @  13/02/2008 21:20:29
   10 / 10
Il Più bello di Wenders...
Capolavoro assoluto

badovino  @  27/12/2007 03:09:11
   10 / 10
Grande film on the road. La storia di un amore dolce e violento, di come gli equilibri della nostra vita possono spezzarsi da un giorno all'altro, il viaggio di un padre e di suo figlio alla ricerca della donna, della moglie, della madre, della vita. Per poi ritornare a Paris Texas, là dove si è concepiti, là dove forse si può ricominciare da capo.
Win Wenders sorprende sempre. qUESTO film lo ha realizzato senza una vera sceneggiatura, ma quando c'è il talento c'è tutto. Palma a Cannes.

Ch.Chaplin  @  20/12/2007 13:30:29
   9 / 10
una prova di serietà e di profondità che va consolidandosi minuto dopo minuto in questo capolavoro. dal punto di vista visivo è eccezionale - la fotografia è superba - mentre il plot è così semplice ma così magistralmente raccontato che non annoia mai, nonostante la durata (2.18 h) e lo spesso lento ritmo che il montaggio dona alla pellicola. memorabile la lunga scena del peep show. attori emozionanti.
ha 23 anni ma potrebbe essere fatto oggi. gran bella sorpresa

sonhador  @  01/11/2007 19:06:26
   9 / 10
bellissimo..stupendo..toccante dramma matrimoniale (tutt'altra cosa rispetto a "Kramer contro Kramer") interpretato magistralmente...Tra i migliori film degli anni '80...da vedere assolutamente. Grande Wenders

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Giordano Biagio  @  03/08/2007 17:07:11
   8 / 10
Uno dei migliori Wenders, il regista prende spunto da una storia di famiglia irregolare per portare la narrazione su un piano di sensazioni esistenziali astratte che mettono sotto accusa il cinismo condizionante, l'emarginazione di chi vive il dolore, un'emarginazione che non spegne l'intelligenza degli afflitti, che proprio grazie all'intelligenza cui porta il dolore, troveranno energie sufficienti per approdare ad una accettazione critica del loro vivere.

lukanoir  @  14/03/2007 21:23:16
   9½ / 10
L'ultimo film americano (girato in america) di Wenders dopo la fine del suo sogno americano, i paesaggi del Texas e le cittadine sperdute (Paris, è veramente una cittadina in Texas) Formidabile Harry Dean Stanton nell'interpretare Travis. Sceneggiatura scritta da Wenders e Sam Shepard perfetta nella sua metà perchè per l'altra parte del film è inesistente o quasi. Immagini sublimi nel riflesso sovrapposto nel monologo finale, bellissima e bravissima la kinski. Road movie alla Wenders, Palma d'oro a Cannes. Forse non piacerà a tutti, ma tutti riconosceranno la qualità del film. Musiche di Ry Cooder, un film molto intimo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  23/11/2006 21:54:15
   8½ / 10
Un tema affrontato piu' volte da Wenders (dai vecchi road-movies tedeschi fino a un suo recentissimo film) ma forse mai con la stessa intensità di questo film, cui l'autore regala allo straordinario Stanton il suo primo e unico ruolo di protagonista (in una carriera di comprimario che consta almeno settanta titoli).
La scena clou, quella della telefonata con la kinsky (sempre splendida) è pero' fastidiosamente compiaciuta.
Ms il potere delle immagini, e la forza lasciva e decadente di un uomo come Travis, restituisce al film un sapore struggente davvero indimenticabile.
Straordinaria colonna sonora di Ry Cooder, in anticipo con i tempi di almeno 15 anni sul boom della musica latina nel mondo, soprattutto per la bellissima "cancion mixteca" cantata con enorme pathos proprio dallo stesso Stanton

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  16/08/2006 18:07:39
   9 / 10
Sicuramente il mio preferito di wenders. Un film magnetico, incredibili le musiche di Ry Cooder, grandi gli attori. Da vedere e rivedere assolutamente.

manonthemoon  @  24/03/2006 11:38:28
   10 / 10
Come non dare 10 anche a qusto filmone del nostro Wim...
Fotografia perfetta,colonna sonora azzeccata e una Natassija kinskij di un fascino assoluto!

polbot  @  31/05/2005 13:34:21
   8 / 10
quello che + m'è piaciuto di Wenders!

benzo24  @  27/05/2005 18:45:23
   10 / 10
Che Film! Che Musica! Che Attori!

Fidelio  @  14/04/2005 14:05:25
   9 / 10
Un film "insolito" in cui le parti più importanti sono quelle senza dialogo, accompagnate dalla musica malinconica e desolante del grande Ry Cooder, che aggiunge un colore in più al mero e desertico paesaggio del Texas e a tutta la vicenda. Grazie a due grandi interpretazioni (Henry Dean Stanton e Natassja Kinski) e alla misurata velocità lungo la quale si muove il film,l'intera situazione sembra quasi uno "spezzato" realistico di vita comune .Complimenti al genio di filmscoop.it che nella recensione vicino la locandina ha inserito tutta la trama del film compreso il finale.


Modesti saluti
FIDELIO

The Jack  @  19/03/2005 02:17:50
   7 / 10
L'ho visto perchè ascoltavo Ry Cooder, che qui fa la colonna sonora.
Che calza a pennello!

Film "vuoto" e strano. Però lascia qualcosa .. di particolare!

Wenders ha un gran talento per la regia ... originalissimo.
Però è difficile e se non sei uno che guarda le piccole cose, stanca!

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LA ZONA D'INTERESSE
Locandina del film LA ZONA D'INTERESSE Regia: Jonathan Glazer
Interpreti: Christian Friedel, Sandra Hüller, Medusa Knopf, Daniel Holzberg, Ralph Herforth, Maximilian Beck, Sascha Maaz, Wolfgang Lampl, Johann Karthaus, Freya Kreutzkam, Lilli Falk, Nele Ahrensmeier, Stephanie Petrowitz, Marie Rosa Tietjen, Ralf Zillmann, Imogen Kogge, Zuzanna Kobiela, Julia Polaczek, Luis Noah Witte, Christopher Manavi, Kalman Wilson, Martyna Poznanski, Anastazja Drobniak, Cecylia Pekala, Andrey Isaev
Genere: drammatico

Recensione a cura di Gabriele Nasisi

MARILYN HA GLI OCCHI NERI
Locandina del film MARILYN HA GLI OCCHI NERI Regia: Simone Godano
Interpreti: Miriam Leone, Stefano Accorsi, Thomas Trabacchi, Mario Pirrello, Orietta Notari, Marco Messeri, Andrea Di Casa, Valentina Oteri, Ariella Reggio, Astrid Meloni, Giulia Patrignani, Vanessa Compagnucci, Lucio Patané, Agnese Brighittini
Genere: commedia

Recensione a cura di Severino Faccin

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