io ho paura regia di Damiano Damiani Italia 1977
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io ho paura (1977)

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locandina del film IO HO PAURA

Titolo Originale: IO HO PAURA

RegiaDamiano Damiani

InterpretiMario Adorf, Gian Maria VolontŔ, Erland Josephson, Giorgio Cerioni

Durata: h 2.00
NazionalitàItalia 1977
Generepoliziesco
Al cinema nell'Aprile 1977

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Trama del film Io ho paura

Un brigadiere di polizia, logorato dal mestiere e amareggiato, viene designato come guardia del corpo di un giudice di vecchio stampo. Tra i due nasce un inconsueto rapporto di amicizia e quando il giudice viene ucciso, l'altro decide di fare giustizia a modo suo.

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Voto Visitatori:   7,60 / 10 (10 voti)7,60Grafico
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Voti e commenti su Io ho paura, 10 opinioni inserite

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JOKER1926  @  01/07/2020 13:39:19
   6½ / 10
Lo spaccato artistico del 1977, offerto da Damiano Damiani, rispecchia in maniera fedele il periodo del terrorismo in Italia, fra estremismi politici e uccisioni.
"Io ho paura" è un documento di una vecchia Italia, per questi motivi, l'operazione di Damiani funge anche da "materiale" storico circa i tortuosi anni settanta. E' qui il vero valore del film.

Per il ruolo principale de "Io ho paura", troviamo uno dei più grandi attori italiani di sempre, Gian Maria Volontè. Damiani prepara per l'attore un ruolo particolare, fin troppo in sordina per gli standard interpretativi dello stesso Volontè: questa scelta ci sembra essere fin troppo azzardata.
Il film è un drammatico/poliziesco oldstyle con tutte le atmosfere e le ambientazioni di un tempo, sul versante tecnico Damiani non sbaglia quasi nulla.
"Io ho paura", paragonato ad altri film del suo tempo, regge in maniera discreta la sfida, ma non mancano punti di non ritorno.
Il film dura troppo e spesso si imbroglia nel nome di una trama confusionaria e con spunti alquanto esuberanti sul sistema politico. Insomma, "Io ho paura" è una critica molto spinta sulla corruzione politica e sul terrorismo, molta carne sul fuoco…
La sceneggiatura risente pienamente gli eccessi di una storia pesante e non sempre lineare, non ci convince il protagonista, icona troppo spossata e "umana". Neanche gli altri personaggi del film sembrano avere slanci particolari, il giudice è un altro personaggio discutibile.

Film lento nell'esposizione e infinitamente drammatico, "Io ho paura" è un film come tanti altri. Raggiunge abbondantemente la sufficienza, ma non si spinge mai oltre.

JOKER1926

Oskarsson88  @  04/04/2018 19:12:18
   8 / 10
Ottimo film tra noir, politica e poliziesco con un Volontè in una parte meno forte, dove anzi deve dimostrare debolezza e umanità, nel senso di "avere paura" come da titolo. Trame non sempre chiarissime, ma molto efficace l'effetto di intrattenimento e la pellicola scivola in un batter d'occhio.

Goldust  @  21/10/2017 10:44:07
   7 / 10
Il pessimismo di fondo del regista trova nuova linfa in questo thriller di denuncia, che riprende le dinamiche classiche del poliziottesco in voga ai tempi per elevarle appunto ad un grado superiore, quello di critica ad una società corrotta e zeppa di insidie. Senza mai esagerare con le dosi di violenza e tenendo sempre sul chi vive lo spettatore ( però due ore di durata sono troppe ) la pellicola scorre senza intoppi fino all'amaro finale, e si lascia ricordare per il tratteggio dell'onesto brigadiere di Volontè, esuberante ed ingenuo come le persone perbene.

Leonardo76  @  25/07/2015 17:47:46
   8½ / 10
Bel poliziesco diverso dal solito in cui il protagonista non è un commissario spacca montagne ma un modesto brigadiere (ottimo Volontè) che cerca di svolgere il proprio mestiere al meglio in un'epoca terribile.

valis  @  22/10/2013 17:32:56
   8½ / 10
film denucia che si inserisce a pieno titolo nel filone politico degli anni settanta che comprende capolavori come cadaveri eccellenti di rosi e todo modo di petri.
un magistrato fedele alla repubblica cancedda incappa casualmente in un traffico d'armi in cui sono coinvolti un terrorista fascista legato ai servizi segreti e un colonnello del SID, suo malgrado vi si troverà invischiato l'agente graziano, magnificamente interpretato da volontè.
un gioco di specchi, in cui sono di norma i doppi e tripli giochi da parte degli attori in causa, rappresentato plasticamente dai due magistrati che si alternano nel film, cancedda, ingenuo e onesto e moser, subdolo ed equivoco.
profetico sotto certi aspetti ed esemplificativo della strategia della tensione che ha caratterizzato quegli anni.

massapucci  @  27/06/2013 17:14:20
   8½ / 10
thriller davvero molto bello, volontè bravissimo. consigliatissimo

Niko.g  @  12/09/2012 12:42:25
   7½ / 10
Film tesissimo, coinvolgente e misurato, grazie agli ottimi attori e alla regia di Damiani.
Una boccata d'ossigeno tornare al poliziesco del passato, quando si credeva ancora nell'ampiezza dell'inquadratura e non si era costretti come oggi, a vedere le narici del Favino di turno.
Un imperdibile Gian Maria Volontè, poliziotto disilluso e micidiale allo stesso tempo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  12/08/2012 14:22:48
   7 / 10
Sia pure con qualche schematismo d'obbligo, Damiani ci offre una buona fotografia di quel periodo con uomini dello stato nel mirino e la strategia delle bombe. Il brigadiere Graziano e il giudice Cancedda pur non apparendo degli esseri perfetti e tutti di un pezzo fra ingenuità e la paura del titolo, sono tutto sommato delle persone oneste di fronte a giochi più grandi di loro. La trama è abbastanza complessa e non sempre lineare, ma il merito di Damiani è quello di rendere palpabile quella sensazione di accerchiamento, di terra bruciata intorno a questi personaggi, lasciati soli di fronte ai propri carnefici. E' questo secondo me il merito maggiore di questo film. Da riscoprire.

peppe87  @  05/07/2011 19:45:09
   7 / 10
volontè per questi ruoli era tagliato apposta, il migliore.
gli anni di piombo hanno segnato la storia italiana, nel bene ma sopratutto nel male.

Alexein  @  05/04/2009 21:23:46
   7½ / 10
Ad un disilluso poliziotto (Volontè) viene assegnato il gravoso compito di scortare un giudice nel mirino di una cospirazione. Lo aiuterà nelle sue indagini cercando di non compromettere allo stesso tempo la sua vita privata.
Ottima sceneggiatura denuncia per questo poliziesco con a capo il tema del crimine che spesso si annida all'interno dei palazzi del potere. Traspaiono bene le sensazioni di paura, smarrimento e impotenza dei protagonisti che sono consapevoli di essere entrati in sistemi corrotti e senza scrupoli in cui il male trova sempre il modo di annietare colui che osa combattere le loro trame.
Uscito nell'anno della svolta più violenta degli anni di piombo in Italia, la storia è amara e profetica per i molti fatti di sangue che vedranno sempre più coinvolgere come vittime le forze dell'ordine destinate a scortare le persone minacciate dalla malavita e dal terrorismo.

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