nebraska regia di Alexander Payne USA 2013
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nebraska (2013)

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locandina del film NEBRASKA

Titolo Originale: NEBRASKA

RegiaAlexander Payne

InterpretiBruce Dern, Will Forte, Bob Odenkirk, Stacy Keach, Devin Ratray, Rance Howard, Missy Doty, June Squibb

Durata: h 1.50
NazionalitàUSA 2013
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2014

•  Altri film di Alexander Payne

Trama del film Nebraska

La storia è quella di un uomo con un debole per la bottiglia, in viaggio dal Montana al Nebraska per ritirare il premio di un concorso, assieme al figlio da cui si è da tempo allontanato.

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Voto Visitatori:   7,84 / 10 (63 voti)7,84Grafico
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Voti e commenti su Nebraska, 63 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

topsecret  @  01/03/2019 18:41:31
   7 / 10
NEBRASKA è un film che lascia piacevolmente colpiti per la sua capacità di essere perfettamente bilanciato tra la serietà di certe tematiche, con momenti di pura commedia (la scena del compressore rubato mi ha divertito molto). E questo grazie a una regia attenta e un cast che offre delle interpretazioni molto credibili e di un certo spessore qualitativo. In più, dialoghi mai banali e una fotografia in bianco e nero interessante gli conferiscono una maggiore capacità di coinvolgimento.
Buon film che vale una visione.

Invia una mail all'autore del commento eddiguff  @  10/10/2018 16:41:31
   7 / 10
Senilità, ricordi, luoghi, rapporti, miserie umane... Un condensato di cose espresse abbastanza bene in un film buono, anche se a tratti troppo lento. Contrariamente a molti commenti, il bianco e nero secondo me non era necessario.

Attila 2  @  26/07/2018 12:29:02
   6½ / 10
Un film delicato ma intenso che racconta di vecchiaia,ricordi e rapporti tra padre e figlio.La storia del premio del concorso e' chiaro fin dall'inizio che e' una scusa per dare un motivo alla storia e al viaggio tra padre e figlio.VIaggio non soloreale ma anche "metaforico" , viaggio tra i ricordi di una citta' dove aveva vissuto tanti anni prima l'anziano padre,viaggio tra i ricordi delle persone che conosceva un tempo,tra cui ritrova i veri amici e chi,oggi come allora cerca di approfittarsi di lui,e soprattutto viaggio nel rapporto con suo figlio con il quale , come detto dal fratello all'inizio non se ne e' fregato mai molto di loro,ma questa cosa,il fatto che il padre sia diventato vecchio e questo "premio" sia diventata la cosa piu' importatne della vita fa si che il figlio voglia realizzare questo suo desiderio e facendo questo scopra parti della vita e del modo di essere di suo padre che non conosceva.Il rapporto si ricostruisce e il finale....

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER sono il segno del riavvicinamento dei due e che forse,sia proprio quello il "vero premio" che hanno vinto entrambi

wuwazz  @  04/01/2018 13:11:38
   10 / 10
Un capolavoro, un delicatissimo e nitidissimo ritratto del raffronto generazionale/ familiare.
Una delle sceneggiature più belle mai scritte, con interpretazioni mostruosamente banali e veritiere (soprattutto quella di Dern).
Un film essenziale, in tutti i sensi, e nonostante ciò, molto significativo, sia in senso universale (umano) che storico.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  11/12/2017 14:47:36
   8½ / 10
Una storia ordinaria in quella che è poi forse l'america più autentica, raccontata in modo straordinario.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  05/02/2017 17:15:32
   7½ / 10
Viaggio struggente di un padre e un figlio dal Montana al Nebraska. Oltre al percorso in auto nella provincia americana, il viaggio si snoda nel passato dell'anziano protagonisti, mostrando le piccole miserie umane che ne hanno delineato la vita.
Un film intenso, un dramma permeato di ironia. Bello.

Overfilm  @  19/12/2016 12:31:44
   8 / 10
Bel film che merita di esser visto.
Come detto da diversi utenti il bianco e nero e' azzeccato ed aiuta a focalizzare l'attenzione sui personaggi.
La storia narra di questo viaggio surreale dove in realta' il fulcro di tutto e' ovviamente il viaggio stesso e non la meta.
Forse la meta iniziale (del figlio) sarebbe quella di aiutare il padre a realizzare quest'ultimo suo strampalato sogno, ma quella piu' vera consiste nel cercare di recuperare un po' del tempo perso in passato ed imparare a conoscere un po' meglio il padre... di cui si accorge di non saper nulla...
Insomma la cosa giusta da fare e' quella di salire (anche noi) su quell'auto ed osservare il tutto sperando che ci possa aiutare a capire qualcosa ovvero che davvero magari possa essere di stimolo per trovare a nostra volta il tempo per farne uno analogo: chi di noi non ha o ha avuto una persona con la quale desidera o avrebbe desiderato ritagliarsi tre o quattro giorni per "capire qualcosa in piu'"? Siamo sempre indaffarati e/o alla ricerca di questo o quell'altra cosa (spesso oggetti materiali, il week-end al mare, etc...), ma il tempo per vivere alcuni giorni "in bianco e nero" per cercare di capire qualcosa in piu' (di qualche persona o di noi stessi) non li troviamo quasi mai.... :-(

ferzbox  @  01/12/2016 18:03:40
   8 / 10
Questo film mi ha ricordato in tantissime situazioni il rapporto conflittuale che c'è tra me e mio padre, due individui di generazioni lontanissime, più di 50 anni di differenza, abituati a vedere il mondo da prospettive quasi opposte che hanno portato al manifestarsi di decine e decine di liti.
Ora mi ritrovo a confrontarmi con lo stesso uomo ormai novantenne, testardo, fermo e cementato nelle sue idee, un pò rin********to ma ancora feroce come un leone, tormentato dai suoi cali di forma, dagli acciacchi dell'età, e sopratutto dal fatto che non può più fare quello che faceva un tempo(e mio padre è sempre stato un uomo che faceva del suo lavoro una ragione di vita).
Quello che è riuscito a fare "Nebraska" è stato istruttivo; mi sono trovato ad immedesimarmi nel personaggio del figlio, a capirlo, ad approvare quello che faceva per il padre, a ricordare e pensare al passato di mio padre mentre lui pensava a quello del suo; più di una volta mi sono chiesto se riuscivo a capire quello che avevano vissuto i miei genitori quando erano vivi, chi avevano conosciuto, che esperienze avevano avuto, cosa pensavano di loro le persone che li conoscevano in passato, magari quando erano giovani; penso che sia tremendamente difficile riuscire a capire cosa pensa un uomo quando arriva a 90 anni; credo che tutta la vita vissuta imploda in un onda di stanchezza e saggezza, quasi assopita o cancellata dai cambiamenti che impone il tempo da un epoca all'altra, ed è questo che poi causa incomprensioni tra genitori e figli, sopratutto se i figli vengono addirittura concepiti tardi.....
Il sogno di Woody Grant era quello di comprarsi un furgone ed un nuovo compressore, non tanto ritirare un milione di dollari; il suo sogno era quello di aver un ultima soddisfazione prima di morire, un nuovo stimolo, una nuova meta, e questo sogno alla fine ha portato a qualcosa di ancora più grande secondo me, a qualcosa di molto più prezioso di un milione di dollari.....
Ho affrontato la visione con una piccola stretta al cuore, perchè attraverso questo film sono riuscito a capire di mio padre qualcosa che non avevo mai capito prima; anche se diventiamo adulti e siamo abituati ad affrontare la vita, abbiamo noi esseri umani una visione invincibile dei propri genitori, come se a loro mai possa succedere qualcosa, o se succede loro sanno come affrontarlo, oppure non abbiamo troppo tempo per aiutarli perchè siamo impegnati ad occuparci della NOSTRA di vita......e invece no, siamo proprio noi figli a dover continuare ad alimentare la loro esistenza, più si invecchiano loro e più questo compito si concretizza per noi.....
...e poi c'è la cara, dolce e senza peli sulla lingua, moglie di Woody, che con molta naturalezza e spontaneità, prova e dimostra ancora una volta che le donne quando invecchiano sanno essere più determinate ed aggressive nel difendere la propria famiglia, lamentandosi continuamente di quanto è idiota il marito.....un marito con cui non riuscirebbero a vivere nemmeno un giorno se non ci fosse più....
"Nebraska" è tutto questo......una riflessione totalmente esente dall'essere patinata per dare un senso verosimile ad una "banalità" come lo scorrere della vita......una fotografia del passato, giustamente vista in bianco e nero per trasmettere meglio il messaggio, presente dall'inizio alla fine del film.....
Molto bello....

4 risposte al commento
Ultima risposta 13/12/2016 11.47.41
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pernice89  @  24/08/2016 21:05:54
   8½ / 10
Una piccola perla poco conosciuta del cinema. L'ho trovato bello, in tutto: a partire dalla scelta del colore, che dona quella giusta malinconia che lega la trama dall'inizio alla fine. Non è un banale road movie, il viaggio in auto è solo una piccola parte del film: il figlio decide di assecondare il padre, un eccellente Bruce Dern, ormai un po' fuori di testa e convinto di aver vinto un sacco di soldi da ritirare molto lontano. Bravo comunque tutto il cast. Lo consiglio caldamente.

Spotify  @  17/07/2016 05:55:15
   7½ / 10
Gran bel road movie firmato Alexander Payne. Il genere a cui il film appartiene, sembrava aver fatto, durante il corso degli anni, il suo tempo con pellicole come "Duel" o "Thelma & Louise", ma il regista trasporta sullo schermo una storia davvero originale, intensa e dal carattere molto versatile. Inoltre la scelta del bianco e nero si è rivelata davvero azzeccata. La vicenda si concentra su un vecchio burbero che crede di aver appena vinto 1 milione di dollari e per ritirarli deve giungere fino in Nebraska. Dopo diversi tentativi del figlio di dissuadere il padre (il biglietto della vincita è falso), alla fine decide di accompagnarlo in un lungo ed emozionante viaggio dove riaffioreranno vecchi ricordi e vecchie conoscenze, succedutesi nella vita del vecchio. Il regista tratta, attraverso il film, un tema piuttosto originale: anche da anziani, gli uomini, trovandosi in circostanze come quella in cui si è venuto a trovare Woody Grant, possono ancora provare forti desideri e fregandosene della loro età, cercano con le loro forze rimanenti di realizzare tali sogni. Infatti ciò lo possiamo osservare in maniera molto chiara, in quando più volte, il vecchio si incammina inconsciamente verso il lontanissimo Nebraska, prima di venir poi raggiunto dal figlio. Payne ricostruisce davvero bene il rapporto tra David e suo padre Woody, lo rende estremamente realistico, ce lo presenta come un rapporto non solidissimo ma comunque di grande affetto, specialmente da parte del figlio che, in particolare alla fine della pellicola, fa vedere quanto tiene al suo genitore. Il tutto poi è condito dalla fantastica fotografia in bianco e nero che da un tocco nostalgico al legame tra il vecchio e il giovane Grant. In più, il bianco e nero migliora notevolmente il livello visivo dando l'idea di una pellicola d'altri tempi. La narrazione poi è fantastica, Payne, attraverso l'incontro con i fratelli, il ritorno alla cittadina d'origine e gli amori di gioventù, ci mostra tutta la vita passata di Woody e ciò lo fa attraverso dei semplici fermo-immagine oppure delle altrettanto semplici, ma al tempo stesso efficacissime, inquadrature. Le quasi 2 ore di film passano in un lampo con la storia che diventa man mano sempre più appassionante. Grandissima caratterizzazione dei personaggi dove ognuno non sovrasta mai l'altro, tutti eguali allo stesso modo, non c'è un vero e proprio protagonista. Il personaggio del vecchio secondo me è rappresentato in maniera esemplare, cattura subito l'interesse dello spettatore, e più il film procede, più si prova un senso di empatia nei confronti dell'anziano. Lo stesso discorso vale per come è contraddistinto il personaggio della moglie, molto particolare, versatile e soprattutto credibile, infatti si tratta di una figura molto sopra le righe e Payne riesce a non farla "uscir fuori dagli argini". Il director si dimostra abilissimo anche nei generi, tant'è che la pellicola non appartiene ad una categoria ben definita. Si spazia tra la commedia e il drammatico, il road movie e lo humor nero. Fatto sta che riesce a destreggiarsi bene in diversi campi. Il finale è bello, bizzarro, anche toccante. Inoltre abbiamo il regista che propone delle notevoli inquadrature. Come ho già accennato prima, la fotografia è sicuramente tra i pezzi forti del lato tecnico, un bianco e nero che il director usa con molta sapienza e difatti riesce a non infastidire lo spettatore nonostante si tratti di un'opera del 2013. Poi tale fotografia da un tocco molto malinconico e nostalgico al lavoro. Ambientazioni bellissime, la vicenda si svolge in gran parte sulla selvaggia autostrada americana che dal mio punto di vista fa da perfetto sfondo. Il cast è sublime: Bruce Dern spaziale, fa un'interpretazione a parer mio difficilissima. All'apparenza potrebbe sembrare una recitazione fatta semplicemente di mono-espressioni, ma sta proprio qui la classe, cioè quella di mantenere per 2 ore la stessa espressione facciale, si, però ponendosi in maniera più credibile e naturale possibile. Grandiosa anche l'interpretazione dei dialoghi (ottimo doppiaggio di Sergio Graziani). Strepitosa anche June Squibb, la sua interpretazione è probabilmente la migliore dell'intero cast, sa essere molto versatile, infatti passa da momenti in cui sa essere parecchio comica ad altri dove sa essere anche molto scorbutica. Enfatizza molte scene facendo assumere toni tragicomici ed è perfetta nell'esplicazione dei dialoghi, pronunciati sempre con larga ironia. Discreta la prova di Will Forte. La sceneggiatura è solidissima, da una trama relativamente striminzita, lo sceneggiatore Bob Nelson, ci ricava una storia sorprendente, senza ripetizioni, con tante idee e un continuo sviluppo delle situazioni nelle quali si trovano i protagonisti. Impianto narrativo ferreo e fluido senza punti morti e dialoghi che forse ogni tanto sono un po' fuori luogo ma che complessivamente sono riusciti, a volte sono anche molto divertenti. Sviluppo dei personaggi impeccabile, uno dei punti forti dello screenplay.

Conclusione: pellicola intensa, forte e con un gusto dolce/amaro. Girato benissimo e interpretato magistralmente, purtroppo Nebraska, nonostante anche le 6 candidature all'oscar, è finito in parte nel dimenticatoio. Io invito a riscoprirlo perchè oltre ad essere un vero gioiellino è anche una piccola lezione di vita.

fabio57  @  01/02/2016 10:21:51
   7 / 10
Molto impegnativo,in un bianco e nero inquietante, un vecchio in compagnia dei figli cerca di riscuotere una vincita inesistente, ripercorrendo i luoghi del suo passato, Tra demenza senile e tenacia il protagonista si muove stralunato e goffo in mezzo alle strade che lo portano in Nebraska .Il film e' un ambizioso tentativo di raccontare di un uomo alla fine dalla vita che vuole dare un senso alla propria esistenza. In alcuni tratti un po' pesante, però si avvale di una grande interpretazione.

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Ultima risposta 14/08/2016 15.38.29
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AMERICANFREE  @  24/12/2015 21:52:47
   8 / 10
Film molto bello e toccante, mi ha ricordato il film una storia vera, mi ha molto emozionato.Da vedere, una perla

InvictuSteele  @  26/05/2015 18:51:32
   8 / 10
Un film potente e girato in uno splendido bianco/nero che risalta i sentimenti più profondi. La trama è semplice, già vista, ma non per questo banale, condita da sprazzi di humor che alleggeriscono un lavoro che tutto vuole essere tranne che spensierato. Bello.

eruyomè  @  27/04/2015 12:10:06
   8½ / 10
Visivamente ed emotivamente potente. Crudo e crudele. impietoso e a tratti di una tenerezza ruvida, soffocata, che emerge a stento.

Che Signor Attore, giù il cappello.

All'inizio non mi convinceva il b/n, ma andando avanti ho capito il perché di una scelta decisamente indovinata, che dà un qualcosa in più e regala attimi e sequenze che si stampano nella memoria, come vecchie fotografie cariche di ricordi e di vita vissuta.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  02/04/2015 20:36:37
   8 / 10
Lontano, rarefatto, minimalista, lento, questo è un film su un argomento davvero abusato ma che per tutte le sue qualità colpisce nel segno. A quanto leggo, è davvero un intenso ritratto del Nebraska, che resta sullo sfondo di una commedia/tragedia umana interpretata meravigliosamente da Bruce Dern. Spassoso ed angosciante: un film fuori dal comune.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/03/2015 21:49:38
   7 / 10
Film di grande raffinatezza stilistica di Alexander Payne che in storie intimiste si è sempre saputo muovere con grande maestria.
Stavolta si punta su un soggetto abbastanza abusato, del viaggio come momento per riavvicinarsi o conoscere qualcuno.

In tutta sincerità lo spunto è troppo abusato per rendere il film esaltante.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/02/2015 13:07:14
   8 / 10
Alexander Payne torna su temi simili di "A proposito di Shmidt" ma negi anni sembra essere cresciuto e riesce a sfornare un mezzo capolavoro. Indovinata la scelta del bianco e nero che dipinge perfettamente lo stato d'animo del protagonista e il suo rapporto con la famiglia. Come del resto è indovinato il cast... Un Bruce Dern da oscar ci offre impredibili duetti con l'altrettanto bravissima moglie!
Quello sguardo smarrito, quello di sembrare su questo Mondo non si sa come ma con una missione ben precisa... ritirare quel premio!
La sequenza al cimitero fa gia' parte della storia del cinema ed è il summit del significato di questa pellicola.

Fortune  @  27/01/2015 15:55:06
   8 / 10
Road movie d'altri tempi benchè ambientato nei giorni nostri in un paesaggio desolato e bellissimo come non se ne vedono più.Bellissima la fotografia che esalta e rimarca un senso di solitudine e malinconia. Ottima interpretazione, in primis, di B.Dern .La trama bizzarra e divertente e' permeata da un costante velo di tristezza.Volutamente lenta ed attendista...potrebbe annoiare la visione ma, invece,accompagna piacevolmente il pellegrinaggio dei protagonisti verso una meta a loro stessi ignota.

Giovans91  @  13/01/2015 20:11:02
   7½ / 10
Pellicola presentata al Festival di Cannes 2013. Woody Grant è vecchio scorbutico, taciturno e un po' rimbambito che pensa di aver vinto un milione di dollari in una lotteria promossa su un volantino. Il figlio David intuisce subito la truffa, ma il padre è deciso a riscuotere il premio. Pur riluttante, David lo accompagna. Il viaggio diventa un modo per ripercorrere il passato di Woody, nato e cresciuto a Lincoln, in Nebraska.
Dopo "Paradiso amaro" con George Clooney, Alexander Payne firma un film molto intimo. Nebraska, con il suo bianco e nero (che da un tocco di amarezza non scontato), ripercorre a tappe la vita di un uomo comune e gli avvenimenti che l'hanno reso com'è adesso: un vecchietto tenace e un po' fuori di testa che però i figli stesse esitano a conoscere.
Oltre al tema del road movie, Nebraska è anche un'odissea famigliare. Quasi nessuno infatti rimane immune al fascino e all'avidità che il profumo dei soldi della sbandierata vincita di Woody (Bruce Dern) ispira. Tra vecchi ricordi, passati amori, velate gelosie, tradimenti, piano piano il figlio David (Will Forte) inizia ad avvicinarsi al padre che non ha veramente mai conosciuto e che gli si rivela in maniera del tutto diversa a quella che aveva immaginato.
Nebraska è anche un film sulla vecchiaia, l'età non più verde che prima o poi tocca a tutti, in cui non saremo più autonomi e dovremo contare sui nostri cari e in cui a un certo punto ci si chiederà cosa abbiamo lasciato dietro di noi.
Finale bello. Alexander Payne, riesce a ritrarre questi caratteri e a conferire loro profondità e umanità.

130300  @  13/01/2015 01:42:54
   9 / 10
fa ridere, fa piangere, una fotografia che cattura, belle musiche e bravi attori.
insomma, da vedere.

alescar84  @  10/01/2015 11:04:18
   7 / 10
Scelta del bianco-nero azzeccata, protagonista e sceneggiatura pienamente promosse. Mezzo punto in meno per la lunghezza. Film credibile, da vedere.

william sczrbia  @  05/01/2015 18:57:43
   6 / 10
sinceramente non mi ha entusiasmato come le recensioni e i premi potevano far credere

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  29/10/2014 19:28:53
   9 / 10
L'assenza di glamour di attori quotati, un umorismo diverso, la mancanza di ritmo e un ambientazione che più periferica di così non si può. Una storia che sembra scritta su un fazzolettino di carta, ma una performance (Bruce Dern) che tocca le corde giuste, accompagnando lo spettatore passo passo verso un viaggio grottesco e amaro. Ecco, il cinema ha bisogno di più pellicole come Nebraska. Un bisogno primario. Disintossicare è fondamentale. Bravo, anzi bravissimo Payne.

guidox  @  26/10/2014 12:21:29
   8 / 10
Payne in questo film alza ancora il tiro rispetto ai suoi precendenti (e ottimi) lavori e con un bianco e nero più che mai azzeccato, ci racconta una storia che diverte e commuove.
il regista ci fa calare nella realtà della provincia americana in maniera perfetta e naturale, avvalendosi di un incipit piuttosto originale, scavando nell'animo dei personaggi, interpretati perfettamente da tutti gli attori.
non è solo il rapporto padre-figlio, comunque messo in scena con una delicatezza unica, ma tutto ciò che riguarda la vita che viene fuori prepotentemente in questa pellicola.
bello veramente, straconsigliato.

wicker  @  30/09/2014 19:24:19
   8 / 10
Avendo avuto mio nonno nelle stesse condizioni ..non posso che dare un voto del genere a questo film ..
Perchè nè e' la sintesi perfetta. Non è una malattia ..Alzhainer o altro ..è semplicemente la vita che passa e che come un onda di sbatte il conto in faccia una volta giunti vicino alla fine: amori passati .. ripicche ..gelosie..occasioni perdute... creditori..debitori.. e chi più ne ha più ne metta..
Struggente il rapporto con il figlio

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Ottimi attori ..regia..fotografia e colonna sonora.

polbot  @  19/07/2014 23:15:19
   8½ / 10
Un film che lentamente cresce e scende in profondità.. e si/ti riempie di umanità. Bel road movie negli Stati Uniti che nessuno di noi sogna, che passando per un "Parenti serpenti" all'americana racconta il rapporto tra 2 generazioni, tra un padre e un figlio. Film forse più apprezzato da un pubblico maschile.

Alex22g  @  03/07/2014 08:19:47
   9½ / 10
Altro splendido film di Payne,semplice e sincero . Un road movie dove spiacca un cast in perfetta sintonia,delle splendide musiche e un ottima sceneggiatura. Il bianco e nero inoltre dona al film quel look retro'perfetto per imprimere spessore artistico al tutto :) . Davvero bello.

charles  @  18/06/2014 20:32:10
   7½ / 10
Road movie intenso ed essenziale, su un tema, quello del difficile rapporto tra padre e figlio, o più generalmente tra generazioni, che credo possa interessare un vasto pubblico.
Il ritmo è volutamente lento, tale da consentirci di entrare nei personaggi ed in particolare di fare conoscenza con l'anziano protagonista, di imparare la sua storia: una storia come tante, comunque unica, che racconta di solitudini e raggiri, di strade senza uscita sullo sfondo di un'America sconfinata.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  17/06/2014 14:24:17
   7½ / 10
Convinto di aver vinto un milione di dollari il cocciuto Woody Grant (l'ottimo Bruce Dern) decide di percorrere centinaia di miglia a piedi per recarsi in Nebraska a ritirare ciò che gli spetta.
L'impresa è ovviamente folle, e non solo per la precaria salute dell'uomo, ma anche per via di una vincita dietro la quale si cela (forse) solo una bufala pubblicitaria. Alla fine l'anziano riesce a convincere il figlio minore ad accompagnarlo in auto, si dipana così un viaggio nell'America più campagnola e tradizionalista influenzata però dal malessere odierno, con la crisi e il tracollo economico ben visibili tra i viali semideserti delle varie città e in particolar modo in quella che ha visto crescere il potenziale neo milionario.
L'elegante bianco e nero di Alexander Payne ci cala in una dimensione marginale, in un luogo in cui tutto si muove a velocità controllata, in cui ogni cosa/persona pare aver passato da tempo i propri giorni gloria. Amici, vecchi amori, parenti serpenti, ex colleghi carogne: tutti tasselli di un puzzle risalente a tanti anni prima e del quale ora restano solo sparuti pezzi sparsi sotto forma di reminiscenze quasi impossibili da recuperare. Il viaggio equivale ad un riavvicinamento e qui Payne scade un po' nel banale come tema, non fortunatamente per le modalità con cui lo sviluppa.
Woody non è stato un padre esemplare e l'alcol ha spesso indirizzato la sua vita, tuttavia il suo animo puro e generoso spicca tra un'umanità detestabile, pronta a mettere le mani su parte del gruzzolo accampando le ragioni più becere.
Le figure in ballo fanno parte di una riflessione molto intima eppure mai patetica sulla terza età, in perenne bilico sul filo del dramma spezzato da una comicità spesso volgarotta, sprigionata soprattutto dall'arzilla e rompiscatole consorte del protagonista.
Il regista si dimostra ancora una volta autore sensibile nel trattare argomenti aderenti alla realtà, in cui semplici gesti quotidiani diventano interessanti perchè intrisi da veritiere sfumature ora dolci, ora amare, di cui ogni vita è costellata. Il regista tratta i suoi personaggi con gran senso della misura e li inserisce in contesti ambientali credibili. E' il caso di questo pezzo di provincia americana dimenticata da tutti, in cui un padre consapevole delle proprie mancanze, mosso dall' amore per i propri figli, vuole chiudere in bellezza la propria esistenza: gettare un passato che non serve più, godersi un futuro dalle tempistiche a breve scadenza e lasciare alla fine un buon ricordo, magari anche in termini materiali.

slint  @  08/04/2014 10:25:22
   6 / 10
ok,lo spaccato di vita Vera,ok le interpretazioni ottime..ma gli 8 ed i 9 secondo me li meritano film di cui ti ricorderai tra molti anni,questo non credo sara' tra quelli..e non ho votato per abbassare la media altrimenti avrei dato 1.
cioa' uno secondo me prima di votare dovrebbe pensare a cosa si accosta al voto scelto,voglio dire se vi è piaciuto,se ve lo siete goduto gli date 9-10 addirittura,ma ad un film (ad esempio) come il padrino quanto dovete dargli?buone visioni..

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/04/2014 11.12.21
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nicolipaolo  @  26/03/2014 16:50:37
   8½ / 10
Fantastico film, molto commovente, triste, dotato di una verità e semplicità uniche, un vero spaccato di vita, che non si vedeva da tempo. Una sorta di documentario crudo e oggettivo della nostra società, che testimonia quanto sia dura la vita, per tutti, arrivati ad un certo punto. Tutti dovremo affrontare dure prove nel nostro cammino; è la sacrosanta verità, niente di più. Troppo comodo rifugiarsi dietro un film di azione o una commedia, questa è la vera vita.....raccontata in un film. Grandissimo Payne, riesce meravigliosamente a farci comprendere queste difficoltà confezionando una pellicola nel migliore dei modi, integrando ottime interpretazioni (tutte) con bellissime scenografie e primi piani che indugiano sugli sguardi pieni di sentimento.
L'atmosfera sofferente che si respira durante la visione è resa ancora più cupa dall'uso continuo del bianco e nero (grande scelta) e ci catapulta indietro di 60 anni, ai tempi del neorealismo italiano, schietto, lucido, veritiero, senza scrupoli, nè pietà. Certo, una pellicola non per tutti, posso capire i giovani che ritengo il film noioso......ma è un film assolutamente consigliato.

ilmioparere  @  24/03/2014 01:33:09
   2 / 10
Ragazzi, scusatemi, ma WTF???
Sono un trentenne di buona cultura, adoro i film che lasciano qualcosa e non le mere s.t.r.o.n.z.a.t.e. commerciali ma......

CHE C__ZZO HO VISTO???

2 ore che mi hanno fatto scendere le palle a terra, una noia mortale, un film insulso, inutile, INSIGNIFICANTE!!!

2 ore per dire che la vecchiaia rinc.oglionisce, e che un figlio dovrebbe accontentare un padre quando la fine della sua pista è vicina...complimenti signor regista, davvero un film d'essai.......

se questo film ha come media 8, film come Memento, The Prestige, Shutter Island hanno a questo punto 80!!!!

Vi prego, ditemi che ho visto una versione censurata!!!! In questo film non succede nulla, Nulla, NULLA, NULLAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!

Tra l'altro

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Ultima risposta 26/03/2014 23.25.57
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kako  @  19/03/2014 19:09:45
   8½ / 10
un film che mi ha stupito e soddisfatto oltre ogni aspettativa. Un ritratto di un'America rurale e triste, chiusa nella sua ordinarietà, dove un uomo rompe la sua piatta quotidianità con una dolce illusione che gli regala la forza e lo slancio verso un sogno che smuoverà il suo ultimo periodo di vita. Un viaggio con il figlio che non può che suscitare empatia, coinvolgimento, tenerezza e emotività. Personaggi molto ben delineati, per una sceneggiatura riuscita; una regia semplice ed efficace, un bianco e nero azzeccato, una fotografia encomiabile. Il film mescola benissimo momenti leggeri e seri, divertenti e drammatici, grazie anche a delle ottime interpretazioni.

RDN92  @  06/03/2014 13:36:25
   7 / 10
Un uomo anziano, scostante dalla realtà, scorbutico ed alcolizzato, bambinone come ogni uomo che raggiunge una certa età, rincorre un ultimo (vano) sogno prima di lasciarsi andare completamente alla vita. Trama classica dell'on the road in cui l'importante non è la destinazione e ciò che si ottiene all'arrivo, ma il viaggio in se come occasione di consapevolezza di un qualcosa che ancora non si conosceva. In questo contesto entra il ruolo di Will Forte, il figlio, il quale approfitta del viaggio che deve compiere il padre per stringere un legame che non è mai stato instaurato, conoscere qualche elemento del passato del proprio genitore. Grande l'interpretazione del veterano Bruce Dern, riesce ottimamente a dare lustro a questo personaggio che più che camminare, si trascina a fatica (ma con tenacia) verso la metà (vorrebbe addirittura arrivarci a piedi in Nebraska) pur di ambire al suo ultimo grande obiettivo, lasciando dietro di se i malumori dei familiari e amici che lo vorrebbero fermare o sfruttare. Una trama dolente, ma il film riesce ad essere leggero e a tratti anche divertente, senza perdersi in sentimentalismi o situazioni smielata. Molto bello il finale:


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paride_86  @  05/03/2014 00:06:21
   7½ / 10
Storia di un anziano convinto di aver vinto alla lotteria.
Con qualche debito verso "Una storia vera" di David Lynch, "Nebraska" è un film intelligente e divertente e offre un originale spaccato degli Stati Uniti.
Non ho condiviso la scelta del bianco e nero: penalizza parecchio gli splendidi paesaggi e non c'entra niente con la storia che viene raccontata.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  21/02/2014 11:40:28
   7½ / 10
Divertente al punto giusto, garbato e dallo stile quasi indie come il miglior Jarmusch.
In verità non tutto funziona alla perfezione, e pur non colpendoti allo stomaco riesce ad essere una visione leggera con il giusto tocco tra humor e momento di commozione, anche se bisogna ammettere che il film si poggia sulle spalle di un immenso Bruce Dern.
Molto bello il finale... mi aspettavo qualcosina in più però, lo ammetto.
Non il film dell'anno, decisamente, resta una visione interessante e con battute e dialoghi di altissima levatura.
Presente anche Bob Odenkirk, difatti da un momento all'altro mi aspettavo l'arrivo di Walter e Jesse a chiedergli consiglio. Breaking Bad fa male alla salute, altroché.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  19/02/2014 00:37:49
   8 / 10
«Io sono niente più di un tizio che cammina. A fatica potreste riconoscermi in mezzo a una gran folla: sono assolutamente uguale a qualunque altro. Strade, parchi, grandi fiumi, io viaggio!... Un'alluvione di sensazioni aperte, fresche come l'aria libera, chiare come il cielo, come io ho provato camminando, parlando, guardando».(cit. Woody Guthrie).
Il film di Payne è la storia di un vecchietto qualunque che intraprende un viaggio con il figlio minore e la vera meta è il viaggio stesso; il sogno di aver ancora qualcosa da dire, ancora qualcosa da lasciare ai propri cari, ancora qualcosa da riscattare.
Un bianco e nero convincente come il protagonista stesso.
Film emozionante.

maxwin  @  17/02/2014 10:46:07
   8½ / 10
Un bel film, profondo, in cui si analizza il senso della vita di una persona ormai arida arrivata agli ultimi anni della sua vita. Un occhio documentaristico anche per certe vite assorbite dall'ozio, dagli spetegolezzi e dalla spregiudicatezza dei parenti nei confronti del soldo.
Finale ottimo di cui non posso raccontare nulla ovviamente..
Film d'autore

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  16/02/2014 13:11:17
   8 / 10
Payne dedica la sua 'grande bellezza' al Nebraska, terra natia, le quali immagini (poste all'incirca a caporiga ad ogni rullo) vengono rapite alla natura da una sublime fotografia in b/n, tante e in sequela cartoline di paesaggi rimasti fertili (uno degli stati meno urbanizzati), lande desolate, colline ondulate, una periferia agricola che di fatto è la porta verso il West, la popolazione statica assorta alla noia (non a caso la camera fissa si sposa alla perfezione), trascorre le giornate ad oziare, ancorati alla propria obesità (uno dei mali oscuri dell'America), passivamente si pone al mondo, spettatrice davanti alla TV, sul ciglio della strada a guardare le auto, al bar a spettegolare poichè Woody diventa la valvola di sfogo, il centro dell'attenzione, un neo milionario su cui ben presto gli avvoltoi poseranno i loro occhi. Il rapporto conciliatorio padre-figlio trova in questo viaggio, un ultimo tentativo per recuperare i rimasugli lasciati in sospeso nel tempo (motivo per cui mi ha ricordato 'Che Ora è?' di Scola), il pretesto di riesumare una popolazione al fior fiore dei loro anni, ancora non pedinato dalla crisi. Il cinema di Payne è sotto le righe, e i suoi protagonisti non possono che rifletterne la modestia del suo cinema low profile, uomini qualunque che non interessano a nessuno, focus antropologico sul loro piccolo universo, il milione è appunto un volo pindarico, una digressione per smorzare una realtà monotona, non c'è desiderio materialista, il figlio dall'alto della sua lucidità (ma nel limbo di chi non sa cosa vuole dalla vita) asseconda i suoi voleri uscendone ricco di un rapporto prossimo alla saturazione, i quali ruoli dall'infanzia rimembrata sono ormai capovolti, ora lui tutore del genitore patologicamente portato a credere/fidarsi di tutto. Senilità falcidiata dallo status di assenza amnesica ben rappresentata dal barcollante Dern, buono anche questo salto dal piccolo schermo di Forte.

marcogiannelli  @  16/02/2014 11:06:44
   7 / 10
Carino, strappa qualche risata anche, ma non mi ha detto nulla di che

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  15/02/2014 16:06:11
   8½ / 10
Mi sono fatto ingannare dal poster,che comunica isolamento,fa presagire niente di leggero e spassoso.
Per poi ritrovarmi con una deliziosa commedia con luci e ombre nei paesini più sperduti dell'America che fu.
Alexander Payne dona colore agli attori e loro tirano fuori una verve comica squisita che fa a botte con la realizzazione in B/N.

Non si cade in facili descrizioni dell'anziano in fase calante,si mostra una facciata inedita che può appassionarci(grazie anche ad un'interpretazione misurata di Bruce Dern),il vecchio con un'animo leggiadro affamato di avventura,pronto a contagiare gli altri infondendo il suo stesso stato d'animo.
I co-protagonisti offrono tutti una prova di grande spessore,intervengono con le giuste intenzioni:dare una mano a Dern per esternare le sue emozioni.

Il ritmo è blando,(per molti difetto più sostanzioso del film)ci aiuta però a distinguere le figure positive da quelle negative pronte a mettere i bastoni fra le ruote nel percorso intrapreso dalla coppia padre-figlio.

Nebraska è un grido sussurrato da parte dei due avventurieri contro l'esasperata noia che puó trasparire dai personaggi secondari.È finestra su un universo sempre fermo,senz'anima,congelato in un circolo di routine che rischia di deteriorare l'animo di chi vi vive dentro.
Allora siamo pronti a stravolgere tutto,noi con Dern e Forte.
Vogliamo il milione di dollari,il riscatto morale definitivo.

Purtroppo ci sono molti rivali agli Oscar che danno del filo da torcere all'ultimo lavoro di Payne.
Però si merita la giusta visibilità,è un film che riesce a metterti di buon umore e a farti stampare un sorriso duraturo.

8 e mezzo.

Recensione per voi dal vostro tnx di fiducia.

golosone  @  13/02/2014 00:32:39
   8 / 10
Straordinario affresco del tempo che passa, e lascia animi spossati e spenti, sconfitti da una vita fatta di scelte sbagliate, di codardia per non aver cambiato strada (o moglie) quando si doveva, di fuga dai doveri di padre, trovando rifugio nell'alcol, unico strumento capace di lenire i dolori per non essere riuscito a far ciò che si voleva e si doveva.
Il tutto sullo sfondo della provincia americana vinta dalla spaventosa crisi economica del 2008, che l'ha inesorabilmente privata della linfa vitale dei giovani, fuggiti in cerca di fortuna.
Quest'opera è grande anche perchè in quel paese sperduto del Nebraska, ti sembra quasi di vederci il tuo di paese, in cui sei cresciuto ed in cui hai visto i ragazzi andarsene per gli stessi motivi, lasciando gli anziani a combattere con le loro sconfitte ed i loro fantasmi, senza un futuro.
Commovente il desiderio di riscatto del protagonista, che pur essendo tardivo e quasi grottesco nelle modalità, fa riflettere sul fatto che non è mai troppo tardi per stravolgere i giudizi che la vita, e chi ci circonda,a volte superficialmente, ci ha attribuito.
Perfette le musiche di Mark Orton.

Someone  @  12/02/2014 12:02:00
   9½ / 10
Ottimo!

Da tempo non ero così soddisfatto alla visione di un film.

Recitazione, sceneggiatura, ambientazione perfettamente supportati da una splendida fotografia in B/N.

Il protagonista, burbero e taciturno, mi ha chiamato alla mente Henry Fonda del bellissimo 'Sul lago dorato', in quanto entrambi consapevoli dell'imminente dipartita, cercano di dare un ultimo rassicurante senso ai loro giorni.

Momenti grotteschi davvero esilaranti (ed inaspettati) come il monologo della madre al cimitero, o i lunghi piani sequenza sulla 'loquace' famiglia in salotto.

Magnifica ed evocativa anche la locandina.

Gioiello di classe ed eleganza. Agrodolce come la vita.

dagon  @  11/02/2014 20:22:19
   6½ / 10
Film che richiama istantaneamente alla memoria "una storia vera" di Lynch, senza essere altrettanto riuscito. Forse non sono riuscito a farmi prendere dallo squallore della provincia americana in cui è immerso il film, o forse l'elegante bianco e nero toglie allo stesso squallore un po' di "forza", fatto sta che alla fine mi ha lasciato piuttosto indifferente, eccezion fatta per gli ultimi minuti.
Nulla da dire nè sulla confezione né sulle interpretazioni, però... boh... un po' fuffoso

debaser  @  11/02/2014 10:11:03
   8½ / 10
Bel film ennesimo sulla provincia americana con tutte le sue contraddizioni. Il viaggio di un figlio alla scoperta di un padre che non aveva maiveramente conosciuto. Un america povera piena di rancori ed incomprensioni raccontata con disarmante semplicita' e senza buonismi o pieta' di sorta. Un camion un compressore, un' esistenza tutto molto semplice tutto molto bello. Finale commovente e triste allo stesso tempo.

barone_rosso  @  10/02/2014 22:30:22
   7 / 10
Bello e anche molto triste, peccato manchi quel componente che te lo fa rimanere impresso nella mente....

Invia una mail all'autore del commento FlatOut  @  10/02/2014 20:49:07
   9 / 10
Uno dei film migliori del 2013; sa far commuovere, ridere e pensare, il tutto scandito con una bellissima sceneggiatura e un Dern maestoso e assolutamente perfetto per la parte.
Assolutamente degna di nota anche la regia, semplice, pulita e perfetta: tutto quello che una regia dovrebbe avere, giusta la candidatura all'oscar per Payne a cui lo darei sicuramente se non fosse per quel pezzo da novanta di Gravity di Alfonso Cuaron, una delle migliori regie che si ricodi.
Il film scorre bene senza assolutamente mai annoiare, e quando ci si trova davanti ad un leggero ribasso c'è subito una battuta pronta a farti ridere.
Meravigliosa anche la fotografia, il bianco e nero in film di genere aggiunge sempre quell'aria da cinema effettivo, del vero cinema, in cui esso era una realtà estranea ma allo stesso tempo molto vicina al mondo reale.
Un film comunque assolutamente meraviglioso

7edo7  @  10/02/2014 15:31:16
   8 / 10
Delicato, commovente senza essere sdolcinato, divertente quando serve, vero... insomma un bel film.
Chi non digerisce un po' di lentezza (necessaria, visti storia e protagonista) lo eviti.

-Uskebasi-  @  10/02/2014 07:05:42
   8½ / 10
Payne si conferma il re delle piccole storie, uno dei pochi che sente il bisogno e si prende la briga di raccontarle, rischiando la perplessità del pubblico. Forse stavolta ha diluito leggermente il film, soprattutto nella prima parte, dove ripetizioni e lentezza (chiaramente e funzionalmente volute) si avvicinano pericolosamente a quel limite oltre il quale attenzione ed interesse iniziano a scemare. Ci si avvicina soltanto, poi i personaggi iniziano a prendere forma, il passato inizia a comprendersi, l'empatia sale e in quella famiglia è come esserci cresciuti. Woody (interpretato da un Dern perfetto) vuole ritirare il suo milione, per un furgone, per un compressore e per il vero motivo. I soldi, o soltanto l'immagine che questi generano, come sempre porteranno a galla la vera natura di amici e parenti.
Il mio voto non andava oltre l'8. Dedico il mezzo punto in più a quell'uomo che mi ha fatto capire che se avessi la sua età non dovrei giustificare il mezzo punto in più.
Me lo ha fatto capire senza parole. Quello sconosciuto senza parlare mi ha detto che spesso è la semplicità a regalare le emozioni più grandi. Mi ha detto che anche con capelli bianchi e dentiera che cade c'è ancora tempo per esaudire i nostri sogni, per prenderci le nostre rivincite.
Dobbiamo farlo, anche se sogni e riscatti sono così assurdi, piccoli o insignificanti...
E avremmo tutti un cappello da vincitore in testa.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  09/02/2014 12:14:51
   8½ / 10
Un bianco e nero indovinatissimo come tante vecchie fotografie, come vecchio è il suo protagonista e vecchio è quel sogno americano ormai ridotto a mero inganno per uomini senili che hanno ancora la capacità ingenua di illudersi. Il paesaggio grigio e malinconico di un'America rurale ormai disillusa nelle ambizioni, che si accontenta stancamente di ciò che offre l'ordinario, che si mostra meschina nella sua avidità persino all'interno dei suoi stessi nuclei familiari. Perfetto il volto di Bruce Dern, uomo che in fondo ha dato più di quanto abbia ricevuto, ridotto ad un'esistenza triste e con il rimorso di non riuscire a lasciare nulla per i suoi figli, ma con una lucida, direi, perseveranza nel tentativo di recupero di una propria dignità di padre che un'America menzognera gli ha tolto. Secondo me dubbio il miglior film di Payne che ha raggiunto la propria maturità di autore con una storia onesta e sincera.

david briar  @  08/02/2014 18:17:11
   7½ / 10
Il film più semplice e meno ambizioso di Payne,a partire dalla scelta del bianco e nero e di uno stile che più minimalista non si può.

E' un racconto amaro sulla vecchiaia di un uomo confuso e frainteso da tanti,arrivato al fine di una vita non eccelsa in cui non è mai stato vincitore,e ora vuole vincere e accontentare il suo sogno,vuole combinare qualcosa,pensando di seguire il sogno di vincere un milione di dollari inesistente.

La regia è sottile e personale,in particolare sono da applausi alcune scene di interni,che rendono bene la passività e l'arrendevolezza di certi personaggi anziani.Bruce Dern è molto bravo in una performance soprattutto fisica,dalla camminata alla postura,Will Forte convince lavorando in sottrazione,come June Squibb in un ruolo a tratti grezzo in modo un po'banale e stucchevole,ma che fornisce qualche dolcezza ben riuscita.Funzionali i personaggi secondari,che danno vita a scene divertenti e interessanti.

"Nebraska" rappresenta un po' la summa di tutto il cinema di Payne,e aggiunge un pezzo importante alla sua filmografia.Forse si nota meno degli altri suoi lavori,ma invece è una storia delicata,struggente e sincera, priva di retorica,che sale sempre di più dopo la visione grazie a un significato importante e soprattutto universale..

BlueBlaster  @  07/02/2014 15:31:11
   8 / 10
Una ottima pellicola che racconta una storia profonda senza esagerare negli aspetti drammatici ma regalando invece del divertimento per stemperare una storia di per se molto triste e non lontana dalla realtà.
Un viaggio verso Lincoln nel Nebraska a ritirare una fantomatica vincita di un milione di dollari, il viaggio farà in modo che il figlio conosca davvero il padre del quale fino ad allora non sapeva nulla (ma non perché non lo avesse mai visto ma perché se ne sono sempre fregati uno dell'altro anche se vivevano assieme)...arriveranno così nella cittadina natale dei genitori e sarà motivo di riscoperta del passato e di rivincite da parte del vecchietto!
Altro che "I segreti di Osange Country" questo si che è un film sul riscoprire il passato...commovente, poetico e sincero...mai stucchevole od ostentato.

Bruce Dern davvero fantastico (quest'anno dare la statuetta del migliore attore sarà dura) e anche Will Forte nella parte del figlio minore è molto bravo, non dimentichiamo poi la madre interpretata da June Squibb che è simpaticissima.
Non so perché Alexander Payne abbia optato per il B/N ma per me non ci sono stati problemi...è da presumere sia stato per trasmettere ancor di più la vecchiaia e sopratutto lo stato d'animo desolante di Woody.
Tecnicamente ottimo film con una regia elegante, fotografia ineccepibile (nel suo bicromatismo luminoso), valide location e anche una colonna sonora che ben si presta alla pellicola.

L'anziano che vive questa illusione per coronare il suo sogno di comprare un furgone nuovo (nonostante non possa guidarlo), un compressore (che gli fu rubato 40 anni prima) e sopratutto lasciare qualcosa ai figli.
Alla fine lascerà davvero qualcosa ai figli ossia la consapevolezza che il padre era una brava persona, e ne aveva passate di cotte e di crude, a dispetto di quello che loro credevano!
Stupendo e da applausi il finale prima di lasciare la cittadina nativa ed emblematica la frase:

"Ha l'Alzheimer ?"
"Crede a quello che le persone gli dicono..."

TheLegend  @  06/02/2014 23:58:41
   6½ / 10
Buon film con ottimi attori e dal sapore agrodolce.
Piatterello a tratti.

danielsan910  @  30/01/2014 20:03:00
   9 / 10
Bellissimo film, triste e divertente allo stesso tempo, con un bravissimo Bruce Dern. Consigliatissimo

GianniArshavin  @  30/01/2014 17:45:46
   7 / 10
Buon film questo di Alexander Payne anche se non perfetto come molti dicono.
Questa toccante storia che a tratti ricorda "Una storia vera" di David Lynch mi ha colpito molto all'inizio,con quest'uomo che si attacca anche ad una palese truffa pur di dare uno scopo ai suoi ultimi anni di vita e provare a lasciare un qualcosa di utile alla sua famiglia, e nel finale davvero toccante ma non melenso.
Quello che non ho apprezzato è stata la parte centrale,sia per la lentezza (anche se ci può stare visti i protagonisti)che per le scelte narrative fatte che secondo me si concentrano troppo su cose futili e di scarso interesse (l'eccessivo soffermarsi sulla quotidianità dei parenti di Woody,il compressore,la disputa con Ed)tralasciando invece parti salienti della vita del protagonista che potevano coinvolgermi maggiormente. Proprio il coinvolgimento in questa fase è mancato,forse perché non sono riuscito ad entrare in sintonia con le tematiche proposte.
Passando ad altri aspetti positivi ci sono sicuramente Woody (straordinario Bruce Dern) e Kate,due personaggi davvero fortissimi e non scontati,caratterizzati benissimo che rappresentano la marcia in più di Nebraska. Bene anche il bianco e nero scelto dal regista,la fotografia,il cast in generale e alcune scene davvero tenere ed empatiche che riescono a trasmettere benissimo tutto quello che provano i personaggi in scena.
In definitiva quindi Nebraska è un ottimo prodotto con una storia toccante ma non retorica e due personaggi indovinati;purtroppo una parte centrale lenta e poco coinvolgente limitano un po la riuscita finale.

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Ultima risposta 16/02/2014 19.59.13
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  30/01/2014 17:15:09
   8 / 10
Il sogno pervicace di Woody, è ciò che distingue, lui e il figlio, dalla mediocrità claustrofobica di una provincia piatta, piatta, e bianco e nera.
Un racconto, quello del minimalista Payne, affezionato a un cinema agrodolce lontano dalla luce della ribalta, che ricorda in moltissimi tratti (personaggi, situazioni e registro narrativo) la prosa di Raymond Carver. Salvo che nel finale, aperto a quel sogno irredento, contraltare di uno squallore che poi non è tanto esclusivamente "provinciale", ma ci riguarda un po' tutti.
Quanti saprebbero veramente come impiegarlo, quel benedetto milione? Quanti hanno sogni da realizzare?

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Ultima risposta 30/01/2014 18.21.34
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spoonji  @  30/01/2014 11:14:28
   10 / 10
Un piccolo film semplice, delicato, ma grandioso nel modo in cui tratta un tema dove la retorica e il buonismo sono dietro l'angolo. Sguardo lucido e perfetto equilibrio fra umorismo, cinismo e piccoli stralci di vita dura, vissuta in posti che non ti regalano nulla, dove non c'è nulla oltre a quello che hai in casa. Dove a volte basta anche un illusione per avere la scusa di dare una scossa a una vita vissuta a testa bassa e che rischi di finire senza aver mai vinto.
Un vero gioiello di film.

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Ultima risposta 15/01/2017 16.30.25
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Larry Filmaiolo  @  29/01/2014 17:05:54
   9 / 10
film della *******.
Chi parla di pietas filiale non ha capito una mazza.
*******,, datemi una birra.

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  28/01/2014 09:28:38
   7½ / 10
Tenerezza infinita per questo film.
Bruce Dern molto bravo. Un vecchio che si aggrappa ad un motivo per sopravvivere alla vecchiaia.

Paesini dell'entroterra americano dove non c'è nulla oltre il benzinaio, la chiesa, il drugstore e i baretti.

Fotografia meravigliosa

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  27/01/2014 12:38:40
   8 / 10
Stavolta di strade laterali non ce ne sono perchè non si va dove ti porta il vino, qua e là, ma dove ti manda
precisamente, con tanto di indirizzo, un biglietto vincente.
Nessuna sideways insomma ma solo una lunga via principale, una highway di centinaia di km per andare a ritirare un milione di dollari, quel milione di dollari che tutti noi vinciamo ogni giorno, che se una volta era su un biglietto adesso è un banner che ci appare sul pc da cliccare. Vinciamo sempre, ogni giorno, sempre noi, che cùlo.
Ma Woody è sull'80ina, quel premio da ritirare è molto di più di quello che (non) è, quel premio è una ragione di vita, quel premio è qualcosa cui appigliarsi per sognare ancora, per porsi un obbiettivo un pò più grande di quello di arrivare vivo a letto la sera.
Woody prova a piedi, sono circa 900 miglia (credo), che vuoi che sia.
Lo portano a casa disperati.
Poi riprova a piedi, ancora e ancora.
E allora portiamocelo a Lincoln, pensa suo figlio.
E partono.
Padre e figlio
Payne ci racconta un altro viaggio ma stavolta è un viaggio diverso, forse l'ultimo.
Woody sembra un pò Harold Fry, il suo arrivare a destinazione diventa una missione ma al tempo stesso è pretesto per sentirsi ancora, e forse per una delle ultime volte, vivo.
Non è un viaggio di riscoperta di sè stessi ma semmai del contrario, del far scoprire agli altri chi sei. E come in Still Life capitò a John, stavolta è David, il figlio di Woody a ripercorrere la vita di suo padre, a conoscerlo meglio, nei pregi e nei difetti.
Nebraska non è un classico road movie, alla fine 700 miglia volano in un ellisse e c'è una sola fermata, un solo luogo, quello del paese natale di Woody.
Le sue radici.
E qui Payne si ferma, qui il viaggio si ferma per 4,5 giorni dell'intera settimana dello stesso.
E ci regala delle sequenze di squisita finezza comica, come il primo incontro con la famiglia del fratello di Woody con quei due cugini che guardano fisso David interessati solo (non lo vedono da 30 anni) a quanto ci ha messo ad arrivare fin lì in macchina, la scena, strepitosa, della riunione di famiglia, con quella decina di fratelli che guardano il televisore con una birra in mano e si fanno sincopate domande e risposte,il furto del compressore sbagliato, questo sì momento comico tout court da piegarsi in due (ma attenzione, non gesto banale, ma gesto di unione di due fratelli che a malapena si parlano in onore del padre) battute alla Allen ("sono a fare volontariato in autostrada, cioè, in realtà sono servizi sociali per un'accusa di stupro" "a me piaceva scopàre e lei era cattolica, fai la somma, due figli venivano fuori anche per forza).
L'aria è malinconica ma il tono di commedia brillante non si appassisce mai.
E più che Woody, personaggio tragico che ce n'è uno, spiccano dei personaggi secondari perfetti, come i due sopracitati cugini, grassi e uguali, che guardano sempre nella stessa direzione, la moglie di Woody, vero collante del film, grossolana, sguaiata, maleducata, dura, grezza, ma capace di accarezzare i capelli di Woody e dargli alla fine un bacio di dolcezza infinita, l'ex socio di Woody, vecchio bossetto del luogo, un luogo pieno di vecchi e di ricordi, gonfio di nulla e vuoto (e non è un caso, forse, la scelta del bianco e nero, non solo stilistica ma più vicina alla materia, il ricordo, e ai personaggi presenti).
Woody, come accennato, è invece personaggio tragico, defilato ed in lui va ricercato tutto il senso del film.
Woody che cade, si apre la testa ma va avanti lo stesso.
Woody che durante le riunioni se ne sta sempre da una parte senza parlare. Con la testa altrove.
Woody che al cimitero mentre la moglie e il figlio parlano se ne torna in macchina. Perchè quelli sono sempre i suoi genitori morti, quello il suo fratellino di 2 anni morto, quella la sua sorella di 19 anni morta, e ci si può scherzare quanto volete, ma questo è un dolore per me, un dolore grande, vi aspetto in macchina.
Woody che nel ritorno alla sua prima casa si emoziona ad entrare nella camera da letto dei genitori e torna ancora, l'ennesima volta, in disparte.
Woody che accarezza il biglietto ritrovato.
Woody che nel momento più bello del film incrocia lo sguardo di una ex fiamma di 50 anni prima e chissà quante cose gli sono venute in mente in quel momento. E chissà quante ne sono venute in mente a lei.
Woody è tragedia pura, fa ridere sì, ma non come gli altri.
Perchè lui in quella lettera ci crede davvero e si sente alla fine di tutto perciò rendere credibile un sogno è meglio di aspettare la fine in un divano.
E quello che rappresenta e ha provato Woody non l'ho visto solo dentro il film ma ancor di più fuori.
Esco dal cinema. C'era un bellissimo signore di una 80ina d'anni che avevo notato anche all'entrata, capelli lunghi raccolti in una coda, vestito elegante, un signore distinto che sembrava un ex attore di cinema.
L'ho visto fuori, dopo il film, staccarsi dal suo folto gruppo e andare a piangere a dirotto.
Gli sono passato vicino apposta sperando di incrociarne lo sguardo.
L'ho incrociato.
E Nebraska mi è entrato dentro.
Perchè non puoi avere la malinconia della fine vita se non sei alla fine vita.
Perchè, lo spero, tutti noi arriveremo a quell'età in cui le piccole cose, le cose insensate ci sembrano grandi cose.
Le piccole conquiste ci sembrano grandi conquiste.
Non come da giovani in cui quasi sempre i grandi sogni, le grandi conquiste si rivelavano poi piccole.
Da vecchi sono le piccole che si rivelano grandi.
E tutti noi alla fine ci accorgeremo che ci basta inseguire poco, anche una chimera, per sentirci ancora vivi.
Anche se un milione di dollari diventa poi un brutto cappello con scritto "Vincitore del premio".
Tutti noi avremo un Nebraska, un ultimo luogo, un ultimo desiderio.
E più ci avviciniamo a quel Nebraska, come quel signore fuori dal cinema, più l'intensità dello stesso acquista valore. Acquista bellezza ma anche dolore.
Avrei voluto esser vecchio ieri, molto vecchio.
Perchè solo loro possono capire.

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Ultima risposta 27/01/2014 14.55.47
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pak7  @  26/01/2014 17:25:15
   8 / 10
Conosco poco Payne, se non per il buon Paradiso Amaro.
Pellicola dolce e genuina, fotografata in bianco e nero, la storia di un vecchio ubriacone, come possono essercene tanti, e si sa che alle volte i sogni di un anziano possono sembrare fuori dal mondo per chi è più giovane, ma magari non per loro. Un viaggio di speranza e passione che questo simpatico vecchio farà insieme al figlio e alla delirante moglie ("Ecco cosa ti sei perso, cit.), tra splendidi paesaggi e cruda ipocrisia ed anche cattiveria della gente. Il repentino cambiamento di giudizio delle persone nei confronti di questo vecchietto: è anche quello, oltre la scelta del regista, il bianco e il nero.

suboost  @  23/01/2014 21:17:37
   8 / 10
Che bellezza la semplicita' . questo film ha Il dono della sintesi , l'umilta' di voler raccontare, partendo da una storia quasi ordinaria come puo' essere il degrado mentale e fisico di un genitore oramai anziano, i tormenti dell'animo, in particolare le aspirazioni , i ricordi, l'insoddisfazione umana, l'inesorabile scorrere del tempo, il rapporto difficile tra un padre e il figlio, senza mai essere pretenzioso, stilisticamente vanesio o ridondante ma anzi semplice e diretto, grazie anche al bianco e nero morbido e gentile, quasi un'omaggio ad Americans di R. Frank.
Come cornice un'America rurale appunto magistralmente fotografata, dialoghi divertenti ma toccanti allo stesso tempo e un senso di profonda malinconia che a seconda del vissuto di ognuno di noi va' a toccare corde diverse.
Una colonna sonora veramente raffinata e perfettamente inserita nello scorrere del film fa' da ciliegina su una torta da gustare con calma, magari in un piccolo cinema, senza aspettarsi per forza grossi colpi di scena o verita' assolute uscire dalle bocche degli interpreti ma una recitazione semplice e verosimile che alterna momenti di rara sensibilita' a vere e proprie vette di comicita' .


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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  19/01/2014 23:27:52
   8½ / 10
L'ultimo miraggio di una vita non eccelsa, il bisogno di compensare con il denaro un'aridità affettiva di un nucleo familiare di verità celate e aride compensazioni alcoliche. Woody Grant è l'anti-eroe dei nostri tempi, il volto emaciato e smarrito di Bruce Dern è di quelli che non si dimenticano facilmente, anche se il personaggio darebbe ogni cosa per essere lasciato in pace. Quella faccia da perenne carogna che tanto ci inquietava decenni fa ora lascia il posto a una debole ma umana figura paterna, all'uomo che "crede a quello che gli dicono" e si perde in una menzognera promessa milionaria che reclama poche risorse, magari solo un trapasso finale migliore prima di morire. Lo stile minimalista di Payne non concede tregua anzi probabilmente ne offre in eccesso, è un cinema indipendente che sposta l'asse sul profilo sbandato delle convenzioni familiari mentre il mondo che lo circonda, desolante e meschino, parla di Chiesa eppure conosce tutte le fonti del peccato. Il tutto può anche apparire retorico a tratti, ma a mano a mano che questo loser ci accompagna, vediamo - in una sorta di affascinante manierismo - mostruose solitudini reclamare, come avvoltoi nel deserto, un credito repellente e codardo. Si muovono - in un b/n ora teatrale (Beckettiano perfino) ora documentaristico, volti scavati dal tempo che vivono un'eternità che non ha esaurito una vaghissima, lontana speranza. Ti ricorda Lost Highway di Lynch, ma con una sordida amarezza che invade tutto, anche certi dialoghi spassosi, e quella fissità temporale dove tutto sembra resistere, dalla sopravvivenza alla morte - cfr. fantasmi viventi o defunti risorti dalle ceneri.
E' il capolavoro di Alexander Payne, un film tanto semplice ma di una forza liberatoria e accecante da insidiarsi nel buio di un mondo sempre uguale, diverso solo nei preconcetti comunitari verso un vincitore baciato dall'ennesima, cieca, fortuna

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Ultima risposta 31/01/2014 01.04.50
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